9 dicembre forconi: ministri
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martedì 17 dicembre 2019

“SE I MINISTRI SONO COLPEVOLI DI CORRUZIONE VANNO TORTURATI”

IL PRESIDENTE DEL BRASILE, JAIR BOLSONARO, HA LA SUA RICETTA PER TENERE LE “MANI PULITE” ALL’ESECUTIVO: “DOVE VI È GOVERNO VI PUÒ ESSERE CORRUZIONE. IN QUESTO CASO APPENDEREMO IL COLPEVOLE AL 'PAU DE ARARA'” 
COS’E’? UN METODO DI TORTURA USATO DURANTE LA DITTATURA MILITARE PER APPENDERE A TESTA IN GIÙ I PRIGIONIERI E SOTTOPORLI A SCARICHE ELETTRICHE…

jair bolsonaroJAIR BOLSONARO
Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha suggerito che i ministri del suo governo vengano torturati nel caso si rendano colpevoli di corruzione. "Il Brasile sta cambiando, ma è possibile che ci sia corruzione. Dove vi è governo vi può essere corruzione. In questo caso appenderemo il ministro al 'pau de arara', sempre se avrà qualche responsabilità, ovviamente", ha detto Bolsonaro, riferendosi ad un metodo di tortura usato durante la dittatura militare per appendere a testa in giù i prigionieri e sottoporli a scariche elettriche.
Bolsonaro non ha fatto nomi ma le sue parole sono arrivate dopo che è stata aperta una indagine per corruzione contro il suo ministro del Turismo, Alvaro Antonio. Fonte: qui

martedì 3 settembre 2019

MARIO GIORDANO: ''ORMAI IL QUIRINALE PRETENDE I MINISTERI CHIAVE'': LA POLITICA ITALIANA È COSÌ SDERENATA DA NON TROVARE NULLA DI STRANO NEL FATTO CHE MATTARELLA VOGLIA L'ULTIMA PAROLA SU ECONOMIA, ESTERI, DIFESA E INTERNO. SE PENSAVATE CHE NAPOLITANO ERA ATTIVISTA, COL SUO FARE E DISFARE MAGGIORANZE, IL ''NEW NORMAL'' COSTITUZIONALE È ANCORA PIÙ INCREDIBILE


Mario Giordano per “la Verità
mattarella e conteMATTARELLA E CONTE
La Giustizia? Ai 5 stelle. La Cultura? Al Pd. E l' Economia? Al Colle. Nei retroscena di Palazzo, ormai, la spartizione viene data per scontata come il tre per due all' Esselunga. Nelle intense trattative a porte chiuse, dove c' è sempre al centro il programma (eccome no), si litiga fino all' ultimo sulla poltrona di ministro della Salute (va ai 5 stelle o al Pd?) e su quella della Pubblica istruzione (va al Pd o ai 5 stelle?), ma quando si arriva agli Esteri si sa che la casella è bloccata: lì la scelta tocca al Colle.
Il ventriloquo presidenziale, il corrierista di lungo corso Marzio Breda, l' ha già scritto papale papale, anzi Quirinale Quirinale: sui «dicasteri critici» il presidente della Repubblica «è pronto a offrire pareri preventivi». Che, tradotto dal felpato linguaggio di corte, significa che vuol decidere lui. E nessuno pensi di scavalcarlo.
Del resto lo si era capito già nella formazione del precedente governo, quando la seggiola dell' Economia di Paolo Savona fu fatta brillare all' ombra dei corazzieri e al suo posto venne chiamato il più rassicurante (per i Palazzi europei) Giovanni Tria.
MATTARELLA E SALVINIMATTARELLA E SALVINI
Anche agli Esteri, sempre per le medesime ragioni, diciamo così, di dipendenza internazionale, fu scelto un uomo di garanzia (garanzia dei Palazzi europei, ovviamente), con il bollo preventivo del Quirinale: infatti toccò a Enzo Moavero Milanesi, che avrebbe dovuto portare nel mondo l' odore forte delle rivoluzione populista-sovranista e invece ha lasciato dietro di sé soltanto una lunga scia di borotalco. L' unica cosa davvero incisiva della sua azione di governo.
Si era sempre detto che nel primo esecutivo Conte c' era il partito di Sergio Mattarella, formato, oltre che dal medesimo Conte, per l' appunto da Tria e da Moavero. E il partito, mese dopo mese, ha accresciuto i propri consensi. Non fra i cittadini, si capisce, tanto si sa che quelli in Italia non contano più. Ma di sicuro tra i Palazzi. E così, appena partite le nuove consultazioni, il Pdq, Partito del Quirinale, ha immediatamente rivendicato più spazio: sulla base degli accresciuti consensi (nei Palazzi) non si accontenta più dei due ministeri che aveva, seppur così rilevanti, come Economia ed Esteri. Ne vuole quattro.
NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE SERGIO MATTARELLANICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE SERGIO MATTARELLA
E cioè: Economia, Esteri, Difesa e Interni. I quattro ministeri più importanti. Più la presidenza del Consiglio. E la cosa straordinaria è che ormai questo Paese è così impazzito che tutto ciò sembra ovvio. A tutti. Lo si scrive e lo si dice come se fosse una cosa normale. Persino costituzionale.
Pensateci. Sono giorni e giorni che ci sentiamo dare lezioni sulla democrazia parlamentare. E sul ruolo delle Camere. E sulla rappresentanza come valore. Benissimo. Qualcuno di questi professori di Repubblica parlamentare sa dirmi dove lo trovo rappresentato in Parlamento il Pdq? Quali voti ha preso? Quanti seggi ha alla Camera o al Senato? In base a quale principio della democrazia parlamentare può permettersi di rivendicare (letteralmente: scegliere in via preventiva) i quattro ministeri più importanti del governo? Forse è cambiata la Costituzione a nostra insaputa. Benissimo. Lo si dica.
Sergio Mattarella scenda dal Colle e si presenti ai colloqui con Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio, si butti nella bagarre, partecipi alla trattativa. Magari, chi lo sa, oltre a Economia, Esteri, Difesa e Interno, gli danno anche il sottosegretario ai Beni culturali o il viceministro delle Politiche agricole. Caso mai non gli bastasse il resto Di Maio avrà tutti i difetti di questo mondo, ma alla fine non ha mica torto quando rivendica a sé un ruolo da vicepremier. Altrimenti il partito politico che ha avuto più voti alle ultime elezioni e che ha più seggi in Parlamento (lo diciamo sempre per i docenti di democrazia parlamentare che hanno occupato i talk show nelle ultime settimane), che fa? Si prende le briciole e sostiene il governo dei tecnici scelti dal Pdq?
MATTARELLA E LUIGI DI MAIOMATTARELLA E LUIGI DI MAIO
Salvatore Rossi o Daniele Franco all' Economia? Franco Gabrielli o Alessandro Pansa agli Interni? Il ritorno di borotalco Moavero agli Esteri? E la presidenza del più mattarelliano di tutti (oltre che merkeliano e macroniano), cioè Giuseppe Conte?
Tutte persone degnissime, si capisce. Ma scelte da chi non ha mai preso voti nel Paese.
Ora si capisce che i 5 stelle, così come il Pd, hanno poco margine di manovra. Sono con le spalle al muro. L' intero sistema di potere li sta mettendo sotto pressione: questo governo s' ha da fare. E loro, del resto, hanno una paura fottuta di andare alle urne. Quindi sono pronti a ingoiare tutto: se Mattarella gli chiedesse Mario Balotelli alle Politiche culturali e Barbablù alle Pari opportunità, dovrebbero chinare il capo e dire di sì.
Però, ecco, non vorremmo che nel far passare un governo della vergogna, facessero anche passare, sempre sulla testa degli italiani, una riforma costituzionale a loro insaputa. Il Quirinale deve nominare i ministri (tutti i ministri) su proposta del presidente del Consiglio. Ma non c' è scritto da nessuna parte che ha diritto ad averne una quota.
CONSULTAZIONI - LA DELEGAZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO DA MATTARELLA - NICOLA ZINGARETTI ANDREA MARCUCCI GRAZIANO DELRIO PAOLO GENTILONI PAOLA DE MICHELICONSULTAZIONI - LA DELEGAZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO DA MATTARELLA - NICOLA ZINGARETTI ANDREA MARCUCCI GRAZIANO DELRIO PAOLO GENTILONI PAOLA DE MICHELI
Non c' è scritto da nessuna parte che deve partecipare alla spartizione. Non c' è scritto da nessuna parte, soprattutto, che gli spettano i quattro ministeri più importanti più il premier, sommando di fatto un potere assoluto senza alcun contrappeso. È ancora permesso dirlo? Oppure a forza di salvare la democrazia, ci siamo ridotti ad accettare supinamente la monarchia?
Fonte: qui

sabato 13 ottobre 2018

VIDEO: MANICHINI RAFFIGURANTI I VICEPREMIER BRUCIATI DAGLI STUDENTI CHE HANNO MANIFESTATO A TORINO


SUI LAMPIONI DI PIAZZA CASTELLO SONO STATE ATTACCATE ALCUNE FOTO DEI LEADER DI LEGA E MOVIMENTO 5 STELLE COL VOLTO IMBRATTATO DI VERNICE ROSSA 

DURA LA REAZIONE DEL MINISTRO DELL'INTERNO: “COSA SCHIFOSA”, MA DI MAIO: “LE MANIFESTAZIONI VANNO FATTE”


Manichini raffiguranti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono stati bruciati dagli studenti che manifestano a Torino scandendo slogan contro il governo. Sui lampioni di piazza Castello, dove sono arrivati in corteo, sono state attaccate alcune foto dei leader di Lega e Movimento 5 Stelle col volto imbrattato di vernice rossa.

La zona della protesta, di fronte agli uffici della prefettura, è presidiata da polizia e carabinieri. Dura la reazione del ministro degli Interni: "Questi 'democratici' studenti, coccolati dai centri sociali e da qualche professore - afferma Salvini -,avrebbero bisogno di molte ore di educazione civica. Forse capirebbero che BRUCIARE in piazza il manichino di Salvini, e di chiunque altro, o appenderne ai lampioni le immagini è una cosa schifosa". 

proteste studenti 20PROTESTE STUDENTI 
Diversa la posizione del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che , rivolto agli studenti, dice: 'Le manifestazioni vanno fatte'. "Ci sono ragazzi che stanno manifestando, per prima cosa vediamoci, le porte del ministero sono aperte, parliamo.

Costruiamo insieme una nuova scuola", afferma Di Maio sottolineando: "Andate avanti, ho fatto il rappresentante degli studenti per cinque anni, so bene quale è il valore di una pressione sociale pacifica. Ma non è vero che tagliamo a scuole e università. Vediamoci per un confronto".

proteste studenti 2PROTESTE STUDENTI 
"Oggi siamo in piazza perché subiamo l'ingiustizia quotidiana di costi economici insostenibili per studiare. La manovra finanziaria annunciata dal Governo ignora i problemi degli studenti, non prevede maggiori risorse per il diritto allo studio né per la qualità della formazione o per la ricerca.

Da Nord a Sud, saremo in stato di agitazione permanente nelle scuole e nelle università finché non avremo risposte risposte concrete dal Governo nazionale mentre ad oggi Bussetti rifiuta di incontrare le rappresentanze studentesche". Così Giacomo Cossu, Coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza. "Questo non è cambiamento - aggiunge - vediamo infatti il maggior deficit previsto viene utilizzato per condoni agli evasori fiscali e per tagliare le tasse ai più ricchi.

proteste studenti 18PROTESTE STUDENTI
Per noi giovani mancano le risorse e mancano provvedimenti concreti per contrastare la precarietà nel mercato del lavoro. Il 'cambiamento' tanto propagandato sembra in netta continuità per il passato, perché é assente un progetto di rilancio dello sviluppo sostenibile per il nostro Paese".

Studenti in piazza a Roma, traffico in tilt - Studenti in piazza oggi a Roma per il diritto allo studio e la sicurezza nella scuola. Al grido "#Chihapaura di cambiare? Noi no!" è iniziata la manifestazione a piazzale Ostiense. Circa tremila i partecipanti attesi. La protesta è stata organizzata dall'Unione degli studenti, Rete degli studenti medi e Fronte Gioventù Comunista. Gli studenti hanno acceso fumogeni. Si registrano forti disagi al traffico in zona.

proteste studenti 17PROTESTE STUDENTI 
"Questa mattina, migliaia di studenti sono scesi in piazza al grido "#Chihapaura di cambiare? Noi no!". Con i volti coperti dalle maschere di Dalì, come i protagonisti del telefilm "La casa di carta", con un flash mob a Roma davanti a Piramide in prima mattinata, nelle piazze di tutta Italia si sono fatti portatori di un messaggio di riscatto nei confronti di una politica che da sempre fa i suoi interessi sulla loro pelle".

A dirlo è Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, che dichiara: "Ci volevano soldati e passivi, ci hanno trovati nelle piazze. Non possiamo più accettare che questo governo si riempia la bocca di parole come "cambiamento", per poi offrire solo regresso.

proteste studenti 15PROTESTE STUDENTI 
Telecamere nelle scuole e leva militare sono provvedimenti dannosi e inutili, soprattutto se non ci si interroga su come risollevare un sistema scolastico che negli ultimi dieci anni ha subito tagli per più di 8 miliardi e che non riesce più ad essere strumento di formazione e crescita delle nuove generazioni: lo provano i 150mila studenti che ogni anno abbandonano gli studi".

Continua Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell'Unione degli Universitari: "Il governo sta dimostrando ogni giorno la sua incapacità di mettere in campo azioni concrete per risollevare la condizione dell'istruzione pubblica italiana: sull'Università non c'è alcuna proposta reale per incrementare il finanziamento ordinario del sistema universitario o per superare il numero chiuso, ma solamente annunci e slogan.
proteste studenti 14PROTESTE STUDENTI

Tutto questo, insieme alla nomina di Valditara, mente dei tagli Gelmini, a Capo Dipartimento, evidenzia una preoccupante mancanza di prospettiva sul tema. Oggi siamo in piazza per rivendicare e lottare per un'altra idea di Paese, che rimetta al centro la scuola e l'Università e che investa sulle giovani generazioni". I giovani annunciano per il 16 e il 17 novembre, in occasione della Giornata Internazionale dello Studente, nuove mobilitazioni.

Studenti in piazza a Torino per il cambiamento  - Centinaia di studenti sono scesi in strada, a Torino, per protestare "contro razzismo, finto governo del cambiamento e disuguaglianze". Il corteo, promosso dagli Studenti Indipendenti, è partito da piazza Arbarello e sfila per le vie del centro città per raggiungere piazza Castello. Davanti al Miur, in corso Vittorio, i ragazzi hanno bruciato una telecamera di cartone posta sopra dei mattoni.
proteste studenti 13PROTESTE STUDENTI 

"I mattoni sono quelli che rischiano di caderci in testa tutti i giorni - spiegano - Le telecamere sono quelle che vogliono mettere in ogni scuola per controllarci". "Dalle scuole all'università costruiamo una società multiculturale che educhi alle diversità a partire dai luoghi del sapere", scrivono su Facebook gli organizzatori della manifestazione. Tanti i cartelli contro il governo: "Lega Salvini e lascialo legato", "Una scuola sicura è antirazzista è antifascista". Fonte: qui

sabato 26 maggio 2018

CONTE DA MATTARELLA: E' SCONTRO SU SAVONA MINISTRO


IRA DI SALVINI SU FACEBOOK: "SONO DAVVERO ARRABBIATO" (UN COMMENTO CHE E’ STATO APPREZZATO ANCHE DA DI MAIO) - LA LEGA: “NON C’E’ ALCUN PIANO B, SE RESTA IL VETO…”

PRIMA AL VOTO, POI MATTARELLA(IL PRESIDENTE ELETTO DAL PARLAMENTO DEI DELEGITTIMATI DALLA CONSULTA) A CASA!!!


Alessandro Sala e Cesare Zapperi perwww.corriere.it


«Sono davvero arrabbiato». Sono le laconiche parole che il leader della Lega Matteo Salvini affida sul suo profilo di Facebook, alla fine dell’intensa giornata politica. In cui qualcosa dev'essere evidentemente andato storto. Un commento che si è guadagnato anche il «like» del capo politico del M5S, Luigi Di Maio.

Al centro della querelle il «veto» su Paolo Savona all'Economia «inaccettabile», in quanto il professore riflette assolutamente le posizioni politiche del partito sui temi di cui si occuperebbe al Tesoro. In questo — assicurano fonti leghiste — con il M5s si è «assolutamente sulla stessa linea come sta a testimoniare il "like" di Luigi di Maio al post di Salvini». Non c'è «alcun piano B» all'ipotesi di Paolo Savona all'Economia e, se permane questo «veto molto forte», il Quirinale «si prenderà la responsabilità di bloccare la nascita di un governo» i cui partiti di maggioranza sono stati votati dagli elettori. 

Conte da Mattarella

mattarella e conteMATTARELLA E CONTE
Giuseppe Conte era salito nel pomeriggio al Quirinale per un colloquio informale con Mattarella, dopo il faccia a faccia col governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, e il vertice a Montecitorio con i segretari di M5s e Lega, Di Maio e Salvini. L’incontro al Colle, durato circa un’ora, non per sciogliere la riserva ma per rendere conto al Capo dello Stato dell’andamento di queste ultime consultazioni. «È come se avessimo lavorato sempre insieme negli ultimi anni - ha riferito il leader pentastellato ai cronisti al termine dell’incontro -, c’è una totale sinergia e sintonia e stiamo lavorando con velocità per assicurare il governo del cambiamento il prima possibile: c’è molta compattezza e ci capiamo al volo». Possibile che il giuramento avvenga sabato o domenica. Una scelta, quella di aspettare il weekend, forse motivata dal tentativo di perfezionare i passaggi istituzionali a mercati chiusi, dopo che anche oggi si sono registrati segnali negativi sul fronte finanziario con lo spread che ha superato i 215 punti base
conte di maio salviniCONTE DI MAIO SALVINI

La lista dei ministri

Resta probabilmente qualche altro nodo da sciogliere sulla lista dei ministri, ma oggi non sono in programma altri incontri tra Conte e i due leader della maggioranza. Che evitano accuratamente, ora che la trattativa è agli sgoccioli, di rilasciare dichiarazioni che potrebbero irritare il Quirinale, come accaduto ieri dopo le prese di posizione pubbliche sul nome di Savona(NON SI TOCCA!), indicato come sicuro ministro dell’Economia, prima ancora della presentazione ufficiale della squadra di governo al capo dello Stato. E Di Maio si è sentito di doverlo precisare davanti alle telecamere: «Non voglio parlare di nomi perché questa è una prerogativa del presidente della Repubblica e del presidente incaricato». Ma al di là dei passi formali, il dibattito attorno a Savona è ormai noto. Lui, intercettato durante una passeggiata a Villa Borghese, ha detto di ritenere più che plausibile l’esistenza di veti sul suo nome. Ma non è tutto . In una lettera al Sole 24 Ore aveva già fatto capire la sua posizione critica nei confronti del Quirinale .



 Fonte: qui