9 dicembre forconi: cyberspionaggio
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mercoledì 24 luglio 2019

UNA DELLE SOCIETÀ DI CONTRACTOR CHE LAVORA PER I SERVIZI SEGRETI RUSSI E’ STATA VIOLATA DA UN GRUPPO DI HACKER: RUBATI 7,5 TERABYTE DI DATI

I PIRATI INFORMATICI, GRAZIE AI DOCUMENTI TRAFUGATI, HANNO RIVELATO CHE IL CREMLINO ACCHIAPPA I DATI PERSONALI INSERITI SU FACEBOOK, TRACCIA STUDENTI E REPORTER, SPIA CHI NAVIGA IN ANONIMATO…
Jacopo Iacoboni per “la Stampa”

hacker 4HACKER
Non succede così di frequente che l'Fsb - il servizio segreto nazionale russo con delega anche sulla signal intelligence, diretto sucessore del Kgb - venga hackerato, sia pure attraverso una società contractor. Ma questo è avvenuto (i contractor si confermano l' anello più debole della catena).

Secondo la Bbc, il primo network a riferire dell' hackeraggio, si tratta del più grande data breach della storia dei servizi segreti russi, 7,5 terabyte di dati. La vittima dell' intrusione è una società di nome Sytech, storico contractor del FSB, che da ieri ha buttato giù il sito e non ha risposto a richieste di chiarimenti. Gli hacker ci hanno lasciato su la faccina di Yoba, un meme che in Russia significa: vi abbiamo trollato.

hacker russiaHACKER RUSSIA
Gli autori dell'attacco fanno parte di un gruppo di hacker di nome 0v1ru$, che nel weekend del 13 luglio è penetrato nella directory attiva di Sytech, sottraendo informazioni su una serie di progetti, alcuni sperimentali, altri invece in corso «nel mondo reale». Proviamo a raccontare qui i quattro più interessanti.

Contro l'anonimato Il primo si chiama "Nautilus-S", si tratta di una operazione di de-anonimizzazione del software Tor, usato per navigare anonimamente in rete. L'operazione è probabilmente fatta per tracciare e spiare gli avversari interni del regime.

SPIARE I SOCIAL E RUBARE DATI
HACKER RUSSIHACKER RUSSI
Il secondo si chiama "Nautilus", è un' operazione che era in corso al momento dell' hackeraggio, di esfiltrazione e raccolta illegale di dati dai social network (i social network "esfiltrati" sarebbero Facebook, Linkedyn e MySpace).

L'Internet sovranista 
Il terzo si chiama "Hope", qui parliamo di una serie di attività preparatorie alla separazione dell'«Internet russa» (Runet) dal resto dei network degli altri paesi. Il presidente russo Vladimir Putin ha da poco fatto approvare una legge sull'«Internet sovrana» che separa la rete russa «nel caso in cui venga disconnessa dall' infrastruttura globale del World Wide Web».

I provider potrebbero esser costretti a staccarsi da tutti i server stranieri, poggiando solo sul Dns, il dominio russo. Naturalmente in molti temono che sia un altro passo verso la sorveglianza totale e la censura. Spiare le imprese Il quarto si chiama "Mentor", consiste in una raccolta dati prelevati ad aziende che operano in Russia. Una forma di attività che rientra nello spionaggio industriale di stato.
hacker 6HACKER 

LA DINAMICA DEL LEAK
Sottratti i dati, gli hacker li hanno girati a un secondo collettivo - Digital Revolution - che ha diffuso sul suo social alcune schermate, messo in copia una serie di reporter o attivisti, prevalentemente russi, critici col regime, e sfida apertamente l' Fsb invitandolo a ribattezzare i suoi progetti "Progetto Colabrodo". Esiste in circolazione anche un link con una grossa mole del materiale hackerato, link che qui non riproduciamo.

Sostiene la Bbc russa che la società hackerata lavorava direttamente alle dipendenze dell' unità militare 71330 del Fsb, parte del XVI Direttorato del Fsb, da tanto tempo (alcuni progetti partono nel 2009). Zack Whittaker, security editor di TechCrunch, considera le dimensioni di questa storia «pazzesche». In attesa di poter studiare il materiale e fare un' analisi sui sistemi violati, cosa che richiederà del tempo, Digital Revolution (che avrebbe ricevuto tutto il pacchetto in mano) sostiene, in base ai dati, che l'Fsb stava tracciando tre categorie soprattutto: studenti, giornalisti e persino pensionati.
hacker russiaHACKER RUSSIA

Nella Russia-mito dei sovranisti italiani è dunque in corso una potente operazione di controllo sui dati dei cittadini, l' incubo della Sorveglianza autoritaria compiuta. Digital Revolution lo riassume così: «Una nuova razza di oligarchi e tutti i tipi di feccia stanno costruendo la loro forza e il loro capitale a spese dei nostri diritti alla libertà e all' innovazione. Sviluppiamo tecnologie e sfruttano le nostre competenze per spiarci e creare uno stato di polizia».

Fonte: qui

giovedì 17 gennaio 2019

“I FRATELLI OCCHIONERO AVEVANO CREATO UNO VERA E PROPRIA RETE DI DOSSIERAGGIO”



NELLA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA CHE HA CONDANNATO I DUE A 5 E 4 ANNI, IL GIUDICE PUNTA IL DITO CONTRO L’ATTIVITÀ DI CYBER SPIONAGGIO GRAZIE A UN MALWARE INVIATO TRAMITE MAIL: “HANNO ACCUMULATO UNA IMPONENTE MOLE DI DATI E DOCUMENTI RISERVATI…”


FRANCESCA MARIA OCCHIONEROFRANCESCA MARIA OCCHIONERO
Grazie alla sua attività di cyber spionaggio Giulio Occhionero aveva accesso a un database che "conteneva un elenco di 18.327 username univoci, 1.793 dei quali correlati da password, catalogati in 122 categorie denominate Nick, che indicano la tipologia di target (politica, affari, altro). Molti account contenuti nel database appartenevano ad enti istituzionali, () imprenditori e studi legali".

È quanto si legge nelle motivazioni della sentenza di primo grado con la quale il giudice Antonella Bencivinni lo scorso 17 luglio ha condannato l' ingegnere nucleare e la sorella Francesca Maria rispettivamente a 5 e 4 anni di reclusione per accesso abusivo a un sistema informatico: i due, secondo il giudice, avevano messo in piedi un' attività di cyber spionaggio.

giulio occhioneroGIULIO OCCHIONERO
Tentativi di inserirsi nelle caselle di posta elettronica, secondo i pm, c' erano stati anche ai danni degli ex premier Matteo Renzi e Mario Monti. Lo strumento utilizzato dai fratelli Occhionero, come ricostruito dalle indagini, era un malware inviato tramite un messaggio email. Così gli Occhionero "hanno accumulato una mole di dati e documenti riservati, sempre più imponente e variegata, creando una vera e propria rete di dossieraggio".

Fonte: qui

mercoledì 18 luglio 2018

GLI OCCHIONERO FATTI NERI A TEMPO DI RECORD: CONDANNATI A 5 E 4 ANNI I FRATELLI CHE HANNO SPIATO COMPUTER DI SOCIETÀ, PARTITI E ISTITUZIONI. IL PM AVEVA CHIESTO 9 E 7 ANNI DI RECLUSIONE

L'INGEGNER GIULIO AVEVA CREATO UNA RETE 'BOTNET' CON UN VIRUS CHE È ENTRATO IN 18MILA COMPUTER PER CARPIRE DATI, PASSWORD E MESSAGGI 

SONO SOTTO PROCESSO ANCHE PER SPIONAGGIO POLITICO, E RISCHIANO ALTRI 10 ANNI

Edoardo Izzo per www.lastampa.it

FRANCESCA MARIA OCCHIONEROFRANCESCA MARIA OCCHIONERO
Sono stati condannati rispettivamente a 5 anni e 4 anni di carcere l’ingegnere, Giulio Occhionero, e sua sorella Maria Francesca, entrambi accusati dalla procura di Roma di cyberspionaggio per aver «spiato» per anni migliaia di computer appartenenti a società, partiti e istituzioni. Per i due il pm Albamonte aveva sollecitato condanne di 9 e 7 anni di reclusione.

L’ingegnere Occhionero, secondo la procura, avrebbe in sostanza creato una rete «botnet» che sfruttando un virus che entrava nei computer da colpire attraverso un messaggio email, gli permetteva di accedere e carpire informazioni da pc infettati, tra cui dati, password e messaggi. Sono oltre 18 mila i computer «colpiti» da Occhionero: fra questi, di 1935 pc l’ingegnere aveva anche le relative password, e quindi ne aveva il pieno controllo, ha detto il pm in aula. Per l’accusa, all’ingegnere nucleare Giulio Occhionero spetta la «responsabilità di avere concepito, pianificato e alimentato dal 2001 un sistema per l’acquisizione» di un numero enorme di dati. 
giulio occhioneroGIULIO OCCHIONERO



Tra i bersagli, c’erano i computer di grandi aziende e quelli di istituzioni politiche ed economiche fra cui Camera, Senato, ministeri di Esteri e di Giustizia, Partito Democratico, Enav, Finmeccanica e Bankitalia. Ma non solo. C’erano, infatti, anche gli indirizzi mail dell’ex premier, Matteo Renzi; quello del presidente Bce, Mario Draghi il noto conduttore della trasmissione di Rai Uno «Porta a Porta», Bruno Vespa, il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, Giovanni Salvi, e Maurizio Selli del Movimento 5 Stelle (consigliere comunale a Civita Castellana). 



Francesca OcchioneroFRANCESCA OCCHIONERO


Non è il solo filone d’inchiesta che coinvolge gli Occhionero. Giulio e Francesca Maria la procura di Roma contesta, in altra indagine, anche lo spionaggio politico (un reato per il quale è prevista la pena di 10 anni di carcere) sulla base di una informativa di oltre 250 pagine redatta dagli esperti della Polizia Postale che, grazie alla collaborazione fornita dagli esperti dell’Fbi, sono riusciti a sbloccare i server utilizzati negli Usa dai due fratelli e ricostruire l’intera rete creata su 9 computer riconducibili agli Occhionero.

Fonte: qui

mercoledì 13 dicembre 2017

PER CHI LAVORAVANO GLI OCCHIONERO? - OLTRE TRE MILIONI E MEZZO DI MAIL CARPITE E SEIMILA PERSONE SPIATE DAL 2004

QUESTI I NUMERI DELLA NUOVA INCHIESTA A CARICO DEI FRATELLI GIULIO E FRANCESCA MARIA OCCHIONERO, GIÀ A PROCESSO CON L'ACCUSA DI AVER AVVIATO UN'ATTIVITÀ DI CYBER SPIONAGGIO SU LARGA SCALA 


Oltre tre milioni e mezzo di mail carpite e seimila persone spiate dal 2004. Questi i numeri della nuova inchiesta a carico dei fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero, già a processo con l'accusa di aver avviato un'attività di cyber spionaggio su larga scala, ai quali adesso la Procura contesta anche l'accusa di spionaggio politico.

I numeri dell'attività svolta dai due fratelli romani, sono stati resi noti oggi dal pm Eugenio Albamonte, nel corso dell'udienza del processo. I dati sono emersi dal lavoro svolto dagli specialisti Cnaipic che, grazie anche alla collaborazione dell'Fbi, sono riusciti a «sbloccare» i server americani dei due indagati e a ricostruire la rete creata su almeno 9 pc riconducibili agli Occhionero.

Fonte: qui

giulio occhioneroGIULIO OCCHIONEROFrancesca OcchioneroFRANCESCA OCCHIONERO

giovedì 21 settembre 2017

IL PM ALBAMONTE (PROCURA DI ROMA), NONCHE' PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI, È STATO ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DAI COLLEGHI DI PERUGIA, DOPO L’ESPOSTO DEI FRATELLI ACCUSATI DI CYBERSPIONAGGIO

SOTTO INCHIESTA ANCHE DUE AGENTI DELLA POLIZIA POSTALE

(ANSA) - Il presidente dell'Anm e pm della Procura di Roma Eugenio Albamonte è indagato dalla Procura di Perugia per falso ed abuso d'ufficio dopo un esposto presentato da Giulio Occhionero, l'ingegnere nucleare accusato, assieme alla sorella Francesca Maria, di una attività di cyberspionaggio. La notizia è emersa nel corso della prima udienza del processo a carico dei due fratelli.

I legali di Occhionero hanno chiesto al magistrato di non rappresentare l'accusa al processo e il giudice monocratico ha sospeso l'udienza. In base a quanto si apprende, inoltre, oltre ad Albamonte, risultano indagati a Perugia anche due agenti della Polizia Postale a cui è contestato anche l'accesso abusivo a sistema informatico.

Fonte: qui
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EUGENIO ALBAMONTE
EUGENIO ALBAMONTE