9 dicembre forconi: motivazione
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sabato 6 aprile 2019

NON BASTAVA LA MULTA DEL GARANTE DELLA PRIVACY, SPUNTA UN ASPIRANTE EUROPARLAMENTARE CAMPANO CHE HA MESSO SU UNA RETE DI ACCOUNT FALSI SU ROUSSEAU

L’ACCUSA ALL’ORTOPEDICO FRANCESCO MENNELLA ARRIVA DA UN’EX ASSISTENTE CHE HA SCOPERTO DI ESSERE ISCRITTA AL M5S A SUA INSAPUTA 

CON LA SCUSA CASALEGGIO E DI MAIO FANNO SPARIRE ALTRI 8 CANDIDATI, CHE SI INCAZZANO: “CLIMA DA SOVIET”

Emanuele Lauria per ''la Repubblica''

FRANCESCO MENNELLAFRANCESCO MENNELLA
Ci mancavano i candidati- clone, a turbare il sonno di Luigi Di Maio. Che nel giorno in cui Rousseau viene affondato dal garante per la Privacy, dalla piattaforma sui cui viaggia il movimento vede d' improvviso spuntare i fantasmi di tanti iscritti, solo virtuali, che alle parlamentarie per le Politiche del 2018 avrebbero sostenuto la corsa di un aspirante onorevole campano, Francesco Mennella, e potrebbero essersi rimaterializzati in occasione del voto on line per scegliere i nomi delle Europee.

Davide Casaleggio, con in mano sospetti concreti di una truffa, è andato in procura, con un gesto doveroso quanto sofferto. Perché inevitabilmente foriero di nuove polemiche. C' è un' ex segretaria di Mennella, di professione medico a Marcianise ( Caserta), che accusa il candidato di aver messo su, nel 2017, una rete di account fasulli per influenzare l' esito delle parlamentarie.
LUIGI DI MAIO E DAVIDE CASALEGGIOLUIGI DI MAIO E DAVIDE CASALEGGIO

Si tratterebbe di registrazioni tarocche a Rousseau per racimolare in modo fittizio quelle decine di clic in più utili per essere messo in lista. Operazione non riuscita, perché Mennella non fu selezionato per correre alle Politiche, ma l' ex assistente del medico casertano è certa di quel che afferma: anche perché ha scoperto di essere iscritta anche lei, senza volerlo, a M5S. E lo staff ha verificato la segnalazione telefonando agli iscritti "fantasma": nessuno sarebbe risultato reperibile.

FRANCESCO MENNELLA ROBERTO FICOFRANCESCO MENNELLA ROBERTO FICO
Di lì la denuncia di Casaleggio e l' esclusione di Mennella, che aveva ritentato nei giorni scorsi l' avventura elettorale con le europarlamentarie e aveva superato il primo turno. « È un caso ad arte » , si difende l' ortopedico, che parla di «cacciata in stile soviet».
Ma che bufera, nel giorno in cui va in scena il secondo turno del voto online. Alla vigilia delle consultazioni spariscono otto candidati, oltre a Mennella, e su tutte le esclusioni c' è l' avallo del capo politico.

davide casaleggio partecipa alla battaglia delle arance del carnevale di ivrea 3DAVIDE CASALEGGIO PARTECIPA ALLA BATTAGLIA DELLE ARANCE DEL CARNEVALE DI IVREA 3









In Campania saltano in quattro e resta fuori pure Giacinto Di Taranto, uno dei volti più noti di questa competizione, l' ingegnere selezionato per un futuro viaggio su Marte: « Houston, si decolla per le stelle » , aveva detto dopo il primo turno. «Sono stato escluso in modo arbitrario e ingiustificato», scrive dopo la brusca frenata. I motivi? Non noti. Ma i 5S campani sussurrano di una scelta legata al ruolo di De Taranto nell' associazione Valica, Vaccini Liberi Campania, contraria all' obbligo della profilassi. Di certo, De Taranto si presentava agli elettori di Rousseau con otto meriti su nove, unico con tante " medaglie" assegnate dallo staff.

rousseau il sistema operativoROUSSEAU IL SISTEMA OPERATIVO
Non sono bastate. Come a poco è servito il lungo curriculum di Mario Aliberti, maggiore della Finanza, che si trova estromesso « senza sapere il perché» e minaccia azioni legali: « Il movimento dev' essere onesto e trasparente non solo a parole. Altri candidati tutti questi ostacoli non li hanno trovati: forse perché sono vicini ai vertici?». In Sicilia veniva dato per certo l' ingresso in lista di Clementina Iuppa, avvocatessa catanese che ha collaborato a lungo con il gruppo M5S all' Ars: è stata messa alla porta per aver condiviso un post in cui si auguravano torture medievali ( gabbia sospesa e corvi, roba del genere) all' ex ministro Poletti. « Ma io non sono una hater, sono una lover - si è difesa lei - E quel commento l' ho rimosso dopo pochi minuti ».

luigi di maio davide casaleggioLUIGI DI MAIO DAVIDE CASALEGGIO
Non abbastanza presto, evidentemente, nel clima di delazione che ha contraddistinto la gara sul web e malgrado la difesa dei deputati siciliani. E poco lontano, a Giardini Naxos, sarebbe rimasto vittima di qualche post sgradito un altro candidato escluso, Giuseppe Leotta: « Pago commenti calcistici su Facebook», dice lui, accanito tifoso juventino. Ed è forse la dichiarazione più bella di una giornata da tregenda.

Fonte: qui



LA MULTA DEL GARANTE E IL LIBRO DI BIONDO E CANESTRARI SMASCHERANO LA PRESUNTA DEMOCRAZIA DIRETTA DI “ROUSSEAU”: LA SEGRETEZZA DEI VOTI SULLA PIATTAFORMA ERA UNA FARSA E LA SCHEDATURA DEI MILITANTI 
COME SI FINANZIA CASALEGGIO? LE DONAZIONI DEI PARLAMENTARI (300 EURO AL MESE A TESTA) E IL MISTERO DELLE DONAZIONI PRIVATE…
SCHEDATURA DEI PARLAMENTARI ECCO LO SPIONAGGIO A 5 STELLE
Giuseppe Marino per ''il Giornale''
davide e gianroberto casaleggio sum 2019DAVIDE E GIANROBERTO CASALEGGIO SUM 2019

C' è la ferita all' immagine del primo partito politico d' Italia, c' è il vulnus a ogni futura proposta di «democrazia diretta». Ma non solo: la sanzione di 50mila euro del Garante della privacy e la relativa motivazione che demolisce la credibilità della piattaforma Rousseau, creano un nuovo problema politico in casa 5 Stelle. Il sito per grillino per il voto elettronico è stato usato per alcune decisioni che hanno disegnato il volto attuale del MoVimento.
davide casaleggio partecipa alla battaglia delle arance del carnevale di ivrea 2DAVIDE CASALEGGIO PARTECIPA ALLA BATTAGLIA DELLE ARANCE DEL CARNEVALE DI IVREA



La conferma fornita dal Garante che la segretezza di quei voti è stata gravemente compromessa, anche dopo che l' Autorità era intervenuta per correggere la rotta di queste pratiche illegittime, mette in dubbio tutte queste decisioni. E la gestione malsicura dei dati dei votanti apre la strada a una possibile schedatura che, potenzialmente, potrebbe riguardare non solo gli attivisti, ma anche i parlamentari che hanno partecipato alle votazioni elettroniche. «Casaleggio e i suoi tecnici -scrivono Nicola Biondo e Marco Canestrari nel libro inchiesta Il sistema Casaleggio- conoscono meglio di chiunque altro il partito.
nicola biondo marco canestrari il sistema casaleggioNICOLA BIONDO MARCO CANESTRARI IL SISTEMA CASALEGGIO

Lo ha dimostrato sempre il Garante della privacy, che nella relazione (quella relativa alla precedente sanzione comminata a Rousseau, ndr.) afferma che, analizzando il database, è possibile per esempio ricondurre ogni voto espresso sulla piattaforma Rousseau a ciascun singolo iscritto. Significa poter profilare perfino i parlamentari, sapere chi ha votato a favore o contro un certo provvedimento. In definitiva: capire di chi ci si può fidare e di chi no». La scia di dati che lasciano i nostri movimenti sul web sono l' oro del nuovo millennio, perché consentono di conoscere i nostri desideri, le abitudini, le intenzioni di acquisto, perfino gli spostamenti. Ma attraverso Rousseau che dati potrebbero gestire i padroni del vapore grillino?

rousseau il sistema operativoROUSSEAU IL SISTEMA OPERATIVO






«Dati sensibili -dice al Giornale Marco Canestrari- le opinioni politiche riconducibili alle singole persone, lo storico dei voti espressi, anche quelli più importanti». Viene in mente la consultazione sul processo a Salvini, che spaccò il MoVimento, ma ancor di più il voto per eleggere il capo politico Luigi Di Maio che, grazie ai buchi nella sicurezza informatica che Rousseau secondo il Garante avrebbe dovuto garantire, potrebbe avere una mappa di quali parlamentari gli stati fedeli e di quali invece è meglio diffidare.
NICOLA BIONDONICOLA BIONDO

Impossibile sapere con certezza se questa schedatura sia effettivamente avvenuta. Ma quando in gioco c' è la democrazia, la sola possibilità che questo avvenga è sufficiente a far suonare un allarme che non può essere ignorato. «Oltretutto -aggiunge Canestrari- il Garante ha dimostrato che da due a cinque persone dell' Associazione hanno avuto la possibilità manipolare il voto senza lasciare tracce o venire identificati».

luigi di maio davide casaleggioLUIGI DI MAIO DAVIDE CASALEGGIO








«Invito gli esclusi a fare ricorso per smascherare questa farsa. attacca il deputato di Fdi Federico Mollicone- Le parlamentarie vanno invalidate e gli attuali eletti dovrebbero uscire dal M5S, se in buona fede». Difficile che l' appello faccia proseliti tra gli eletti, ma tra gli esclusi la battaglia legale va avanti da tempo.

L' avvocato Lorenzo Borrè è diventato l' incubo del Movimento, avendo già ottenuto rimborsi per tre «bocciati» dall' opaco voto su Rousseau per un importo totale di 75mila euro. Dopo la nuova stangata del Garante anche gli esclusi dalle «europarlamentarie» appena celebrate ora potrebbero rivolgersi ai tribunali.
MARCO CANESTRARIMARCO CANESTRARI
A farne le spese potrebbe essere il sistema grillino, costituito da diversi enti che hanno una cosa in comune: un ruolo blindato per Davide Casaleggio. Senza che nessuno lo abbia mai votato su Rousseau.


TASSE E FONDI PUBBLICI TUTTI I MISTERI DEI SOLDI A ROUSSEAU
Giuseppe Marino per ''il Giornale''

Le uova d' oro della gallina Rousseau valgono 650mila euro. Mica noccioline se si pensa che nella galassia pentastellata che ruota intorno a Davide Casaleggio c' è l' azienda fondata da papà Gianroberto che, nell' ultimo bilancio noto (2017), annota un fatturato di 1,17 milioni di euro e un utile di appena 20.480.

luigi di maio davide casaleggioLUIGI DI MAIO DAVIDE CASALEGGIO
Sulla gestione del tesoro di Rousseau aleggiano dubbi che fanno a pugni con il marchio di fabbrica della trasparenza che il MoVimento spende a piene mani nell' arena politica, incluso il rapporto con il fisco. Le fonti del fiume di denaro che piove nelle casse dell' associazione sono due: le oltre 22mila donazioni di piccola entità che provengono dagli attivisti e i 300 euro al mese che la copiosa pattuglia di parlamentari grillini si è impegnata a versare per coprire «le spese di funzionamento» della piattaforma che il MoVimento ha per statuto come unico possibile fornitore. La cifra totale nell' arco di una legislatura potrebbe arrivare vicino ai 6 milioni di euro.

BEPPE GRILLO E MARCO CANESTRARIBEPPE GRILLO E MARCO CANESTRARI
Su quest' ultima fonte di entrate a sollevare ingombranti quesiti sono stati gli autori di Il sistema Casaleggio (ed. Ponte alle Grazie), un volume inchiesta sulla galassia degli enti che ruotano intorno all' erede del defunto guru del MoVimento. Nicola Biondo, ex responsabile della Comunicazione per l' M5s alla Camera (prima che le pubbliche relazioni grilline diventassero dominio di Rocco Casalino) e Marco Canestrari, ex informatico presso la Casaleggio associati, sono venuti in possesso di una ricevuta del versamento da 300 euro di uno dei parlamentari grillini (che ha voluto mantenersi anonimo) rilasciata da «Rousseau». Il documento non parla di donazioni, ma è presentato come corrispettivo di un servizio: «Contributo per il mantenimento delle piattaforme tecnologiche che supportano l' attività dei gruppi e dei singoli parlamentari».

mimmo paresi, davide casaleggio, alessandro di battista, virginia raggiMIMMO PARESI, DAVIDE CASALEGGIO, ALESSANDRO DI BATTISTA, VIRGINIA RAGGI
Nicola Biondo, dopo aver fatto esaminare il documento al commercialista Alessio Argiolas, solleva una lunga lista di dubbi: «Noi da qui non possiamo capire se è stata pagata l' imposta di bollo, che si applica proprio sulla ricevuta. Sarebbe il caso che qualcuno lo chiedesse all' Associazione Rousseau. L' Iva è stata pagata?». Il documento, riprodotto in questa pagina, riporta la dicitura «Ricevuta», corredata sia da un codice fiscale sia da una partita Iva. Non c' è invece alcuna indicazione sull' eventuale importo da pagare per uno dei due balzelli, l' imposta di bollo o l' Iva, che andrebbe corrisposto nel caso in cui il documento dalla forma non impeccabile fosse da considerare come fattura.

rousseau voto sul processo a salvini 4ROUSSEAU VOTO SUL PROCESSO A SALVINI



Per molto tempo, tra l' altro, i parlamentari non avrebbero ottenuto alcuna ricevuta per il versamento. La senatrice «ribelle» Elena Fattori sollevò la questione e ricevette i documenti solo poco prima di un' intervista televisiva. «A me non è arrivato nulla», dice invece il senatore Gregorio De Falco, che è stato espulso ma ha comunque onorato i versamenti per il periodo in cui faceva parte del gruppo parlamentare pentastellato. Ma c' è un ulteriore dubbio che andrebbe chiarito. Da dove provengono i contributi versati dai parlamentari? Domanda centrale -incalza Biondo- perché se vengono dall' indennità è un loro sacrificio, ma se provenissero dalle spese si configurerebbe un finanziamento pubblico non dichiarato, attraverso una partita di giro.

elena fattoriELENA FATTORI
L' associazione, oltretutto, non ha fatto piena chiarezza nemmeno sulla seconda fonte di entrate, le donazioni degli attivisti, avendo pubblicato un elenco composto di centinaia di iniziali, niente nomi. Uno sterminato omissis, salutato anche da qualche polemica interna. Che ovviamente è stata del tutto ignorata.

Fonte: qui

lunedì 25 febbraio 2019

GIANNI ALEMANNO CONDANNATO A SEI ANNI CON L'ACCUSA DI CORRUZIONE E FINANZIAMENTO ILLECITO IN UNO DEI FILONI DELL'INCHIESTA "MONDO DI MEZZO"

MONDO MEZZO: ALEMANNO CONDANNATO A SEI ANNI
 (ANSA) - L'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è stato condannato a sei anni con l'accusa di corruzione e finanziamento illecito in uno dei filoni dell'inchiesta Mondo di mezzo. La sentenza è stata emessa dalla seconda sezione penale del tribunale di Roma.

Fulvio Fiano per roma.corriere.it


alemannoALEMANNO
Dimagrito e imbiancato, Gianni Alemanno attende in aula la sentenza che può condannarlo a cinque anni di carcere (in primo grado) per la presunta corruzione e finanziamento illecito di cui risponde in uno stralcio del processo Mafia Capitale. La camera di consiglio della corte è appena iniziata la sentenza attesa per l’ora di pranzo, al termine della contro replica della accusa. «Non è credibile che il sindaco di una delle più grandi città europee si sia reso responsabile di una corruzione di 40mila euro. Quanto ai finanziamenti, nessuna irregolarità c’è stata né tantomeno dolo» hanno sostenuto i difensori Pietro Pomanti e Franco Coppi al termine del loro intervento, chiedendone l’assoluzione.

La richiesta della procura
La procura ha chiesto per l’ex sindaco di Roma una condanna a cinque anni di carcere e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per i reati di corruzione (quattro anni e sei mesi) e finanziamento illecito (sei mesi): secondo l’accusa, tra il 2012 e il 2014 Alemanno ha ricevuto tramite la sua fondazione Nuova Italia 223.500 euro da Salvatore Buzzi, d’accordo con Massimo Carminati. Per il pm Luca Tescaroli l’ex sindaco era «l’uomo politico di riferimento» di Mafia capitale in Comune. In virtù «del suo ruolo di sindaco» era «al vertice del meccanismo corruttivo» e «ha esercitato i propri poteri e funzioni illecitamente e curato la raccolta di indebite utilità, prevalentemente tramite fiduciari». Alemanno (prosciolto dall’accusa iniziale di associazione a delinquere) ribadisce la sua «completa innocenza: “è un teorema accusatorio – ha detto - esasperato e contraddittorio”.


alemanno salviniALEMANNO SALVINI
Pressioni e pagamenti
La vicenda giudiziaria dell’ex sindaco ha ricadute di attualità anche per l’ambito nel quale avrebbe asservito la sua funzione pubblica agli interessi privati. Le pressioni (e i pagamenti) di Carminati erano infatti diretti a far nominare ai vertici di Ama dirigenti che pilotassero l’appalto per la raccolta dei rifiuti organici indetto dalla stessa municipalizzata e per far sbloccare i crediti che Buzzi vantava con la pubblica amministrazione, la stessa Ama ed Eur spa. L’uomo di riferimento era l’ex amministratore delegato, Franco Panzironi, riconosciuto parte dell’associazione mafiosa e condannato in appello a 8 anni e quattro mesi nel filone principale del processo: «Attraverso la vendita della funzione di sindaco di Alemanno, e con l’ausilio del fidato Franco Panzironi – ha sostenuto in aula il pm Tescaroli - Mafia Capitale è riuscita ad ottenere il controllo del territorio istituzionale di Ama, target privilegiato dell’organizzazione».
gianni alemannoGIANNI ALEMANNOalemanno bossiALEMANNO BOSSI


Le mazzette
Quanto alle mazzette percepite, «l’ex sindaco ha ricevuto dalle società dei corruttori Buzzi, Carminati, Cancelli e Coltellacci, sul conto della Fondazione Nuova Italia (da lui presieduta ndr) sul quale erano delegati ad operare lui e Panzironi, 198mila euro. Altri 25mila sono stati bonificati da Buzzi al suo mandatario elettorale per la campagna delle amministrative del 2013», ha aggiunto il pm. Tanti soldi, alcuni dei quali, oltre 50mila euro, finanziamenti in chiaro per cene elettorali. A fronte di questi pagamenti, bilanci alla mano, le coop di Buzzi videro crescere i propri affari: «Il fatturato delle coop di Buzzi - ha spiegato il pm - dopo la nascita del rapporto con Carminati dell’associazione, che si colloca nel 2011, nell’amministrazione Alemanno aumentò considerevolmente: dai 26 milioni nel 2010 ai 46 del 2012»

MONDO MEZZO:ALEMANNO, SENTENZA SBAGLIATA, IO INNOCENTE
 (ANSA) - "Una sentenza sbagliata. Ricorreremo sicuramente in appello dopo aver letto le motivazioni. Io sono innocente l'ho detto sempre e lo ribadirò davanti ai giudici di secondo grado". Lo ha detto l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno dopo la lettura della sentenza che lo condanna a sei anni nell'ambito dell'inchiesta Mondo di Mezzo.

Fonte: qui



“E’ PROVATO CON ASSOLUTA CERTEZZA IL RAPPORTO CORRUTTIVO ALEMANNO-BUZZI” 
NELLE MOTIVAZIONI DELLA CONDANNA A SEI ANNI PER L’EX SINDACO, I GIUDICI DELINEANO UNO SCENARIO TORBIDO: “SI MUOVEVA IN UN CONTESTO POLITICO DEGRADATO, SUCCUBE DI LOGICHE CRIMINALI. LA FONDAZIONE ‘NUOVA ITALIA’ HA RAPPRESENTATO PER L'IMPUTATO UN SALVADANAIO CUI ATTINGERE AL MOMENTO DEL BISOGNO…”
Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della sera - Edizione Roma”

SALVATORE BUZZI - LUCIANO CASAMONICA - GIANNI ALEMANNOSALVATORE BUZZI - LUCIANO CASAMONICA - GIANNI ALEMANNO
Un sindaco, Gianni Alemanno, «che si muoveva in un contesto politico molto degradato» e «succube di logiche criminali» sia pure ancora non interamente disvelate. Un imprenditore, Salvatore Buzzi, abile nel coltivare rapporti con la pubblica amministrazione e che aveva trovato nell'allora sindaco un interlocutore privilegiato. Nel motivare la sentenza di condanna a sei anni di carcere per corruzione i giudici confermano: «Provato con assoluta certezza il rapporto corruttivo Alemanno-Buzzi (Salvatore Buzzi, patron delle coop, ras di Mafia Capitale, ndr)».

la cena poletti alemanno casamonica buzziLA CENA POLETTI ALEMANNO CASAMONICA BUZZI
I metodi impiegati dall'ex sindaco per governare la città sono, secondo i magistrati, censurabili: «Il modulo organizzativo utilizzato dal sindaco Alemanno non è stato di certo un valido presidio a garanzia della trasparenza, dell'economicità ed efficienza nell' operato dell'amministrazione ma ha contribuito alla formazione di zone d' ombra idonee a generare comportamenti distorsivi e illegittimi». Accertato il rapporto corruttivo con il ras delle cooperative.

Un rapporto mediato, in qualche caso (soprattutto nel periodo della sindacatura) dal suo fiduciario Franco Panzironi, già presidente dell'Ama nonché tesoriere della fondazione «La Nuova Italia»: «Quest'ultimo (Panzironi, ndr) costituiva infatti l'anello di congiunzione fra le cooperative sociali di Buzzi ed Ama spa».
PAOLO IELOPAOLO IELO

O meglio «una proiezione esecutiva» di Alemanno. Quanto alla fondazione è stata, secondo i giudici, il «portamonete» personale dell'allora sindaco: «Che la Fondazione Nuova Italia abbia rappresentato per l' imputato un salvadanaio cui attingere al momento del bisogno è circostanza ulteriormente confermata dai trasferimenti di denaro avvenuti in costanza dei rapporti di consulenza tecnica intercorso tra Alemanno e la fondazione a partire dal 28 giugno 2013».

Secondo gli investigatori che hanno approfondito per i pm Cascini, Ielo e Tescaroli il ruolo di Alemanno all' interno della fondazione, la cifra trasferita a quest' ultimo in un anno (dall' estate 2013 a quella 2014), è stata di circa 62mila euroUna somma ingiustificata se si pensa al contributo effettivo offerto da Alemanno alla fondazione, dicono i giudici: «I trasferimenti di denaro, effettuati in seguito alla cessazione della sindacatura di Alemanno, dimostrano invece come l'attività di consulenza (teoricamente formalizzata, ndr ) si sia in realtà tradotta in una ridicola finzione necessaria a giustificare sul piano contabile i molteplici spostamenti di denaro».
ALEMANNO PANZIRONIALEMANNO PANZIRONI

Tirando le somme la fondazione «Nuova Italia» è stata un «salvagente per assicurarsi un sostentamento economico personale una volta terminato il periodo della sua sindacatura». Nel rapporto fra il sindaco di centrodestra e l' imprenditore del centrosinistra si realizza, secondo i giudici, un meccanismo di perfetto equilibrio: «La sindacatura di Alemanno è stata vantaggiosa per Buzzi: le tre cooperative si aggiudicarono appalti per 9,6 milioni di euro, 3.6 in più rispetto alla sindacatura di Veltroni». Alemanno, concludono i giudici, «motivato dalla prospettiva di conseguire un indebito tornaconto personale mostrandosi disponibile a spendere la propria qualità di sindaco per risolvere i problemi delle coop di Buzzi si è inserito in quella logica negoziale simmetrica che tradizionalmente caratterizza le fattispecie corruttive». Fonte: qui

giovedì 17 gennaio 2019

“I FRATELLI OCCHIONERO AVEVANO CREATO UNO VERA E PROPRIA RETE DI DOSSIERAGGIO”



NELLA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA CHE HA CONDANNATO I DUE A 5 E 4 ANNI, IL GIUDICE PUNTA IL DITO CONTRO L’ATTIVITÀ DI CYBER SPIONAGGIO GRAZIE A UN MALWARE INVIATO TRAMITE MAIL: “HANNO ACCUMULATO UNA IMPONENTE MOLE DI DATI E DOCUMENTI RISERVATI…”


FRANCESCA MARIA OCCHIONEROFRANCESCA MARIA OCCHIONERO
Grazie alla sua attività di cyber spionaggio Giulio Occhionero aveva accesso a un database che "conteneva un elenco di 18.327 username univoci, 1.793 dei quali correlati da password, catalogati in 122 categorie denominate Nick, che indicano la tipologia di target (politica, affari, altro). Molti account contenuti nel database appartenevano ad enti istituzionali, () imprenditori e studi legali".

È quanto si legge nelle motivazioni della sentenza di primo grado con la quale il giudice Antonella Bencivinni lo scorso 17 luglio ha condannato l' ingegnere nucleare e la sorella Francesca Maria rispettivamente a 5 e 4 anni di reclusione per accesso abusivo a un sistema informatico: i due, secondo il giudice, avevano messo in piedi un' attività di cyber spionaggio.

giulio occhioneroGIULIO OCCHIONERO
Tentativi di inserirsi nelle caselle di posta elettronica, secondo i pm, c' erano stati anche ai danni degli ex premier Matteo Renzi e Mario Monti. Lo strumento utilizzato dai fratelli Occhionero, come ricostruito dalle indagini, era un malware inviato tramite un messaggio email. Così gli Occhionero "hanno accumulato una mole di dati e documenti riservati, sempre più imponente e variegata, creando una vera e propria rete di dossieraggio".

Fonte: qui