9 dicembre forconi: carburanti
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sabato 24 agosto 2019

L'industria del mais schiacciata dalla scioccante decisione sull'etanolo

L'amministrazione Trump ha cercato di infilare l'ago tra l'etanolo del mais e le industrie della raffinazione del petrolio, mentre i due combattono contro la politica federale. L'EPA potrebbe aver pensato di trovare un approccio equilibrato quando ha emesso una serie di decisioni recenti, ma a giudicare dalle reazioni del mercato, l'agenzia sembra essere decisamente scesa dalla parte del petrolio rispetto all'etanolo.
La politica federale richiede che un certo volume di biocarburanti sia miscelato nel mix di carburanti della nazione. Ogni anno, l'EPA decide i livelli esatti, ed è un gioco un po 'a somma zero tra produttori di etanolo e raffinerie di petrolio. L'industria dell'etanolo vuole livelli di miscelazione più elevati perché ciò espande le vendite, mentre le raffinerie vogliono meno per coprire i costi.
Mentre perennemente in contrasto, le due industrie erano un po 'in stallo per gran parte dell'amministrazione Obama perché, sebbene entrambe le parti avessero sicuramente i loro problemi, almeno c'era una certa prevedibilità sulla politica del governo.
Tutto è cambiato sotto l'amministrazione Trump, e in particolare sotto la guida di Scott Pruitt, ex amministratore dell'EPA. Sotto il suo mandato, l'EPA ha aumentato il numero di esenzioni che ha concesso all'industria della raffinazione, assolvendo alcuni raffinatori più piccoli dell'obbligo di acquistare etanolo che sostengono che l'obbligo avrebbe causato difficoltà economiche.  
La mossa ha sconvolto un fragile equilibrio tra le due industrie, facendo infuriare agricoltori e produttori di etanolo. Il mercato dei numeri di identificazione rinnovabile (RIN), che sono i raffinatori di crediti che possono acquistare per compensare i loro obblighi di fusione, è andato in tilt dopo l'aumento delle esenzioni dall'EPA. La mancanza di chiarezza politica ha portato a una maggiore volatilità e prezzi più bassi per i RIN, e i politici degli stati agricoli - alleati del presidente Trump - hanno  chiesto  all'EPA di smettere di rilasciare così tante rinunce. Trump cercò di rimanere al di sopra della mischia, temendo di far arrabbiare una parte sull'altra e disse ai suoi luogotenenti di  affrettarsi  a scendere a compromessi.
Trump ha anche  proposto di  consentire la vendita per tutto l'anno di E15 - una maggiore concentrazione di etanolo che era vietata durante i mesi estivi a causa di problemi di inquinamento atmosferico - come modo per rimediare ai produttori di mais ed etanolo.
Ma l'amministrazione ha appena emesso una decisione scioccante per le industrie del mais e dell'etanolo. Il 9 agosto, l'EPA ha annunciato la sua decisione sulle richieste di deroga per il 2018, approvandone 31 e negandone sei. La decisione sembra essere un tentativo di offrire qualcosa a entrambe le parti, ma l'industria dei biocarburanti è stata incensata.
"L'approvazione dell'Amministrazione Trump di 31 esenzioni di raffineria dallo standard sui carburanti rinnovabili è solo una notizia devastante per il nostro settore", ha  dichiarato il direttore esecutivo dell'Iowa Renewable Fuels Association Monte Shaw in un comunicato stampa. "Con questa azione, il presidente Trump ha distrutto oltre un miliardo di galloni di domanda di biocarburanti e ha infranto la sua promessa agli elettori dello Iowa di proteggere lo standard sui carburanti rinnovabili".
Prima dell'annuncio, i prezzi dei RIN sono precipitati a 11 centesimi, in calo rispetto ai 20 centesimi del giorno prima, secondo  Argus .
"In un momento in cui gli impianti di etanolo nell'Heartland vengono messi a repentaglio e si perdono posti di lavoro, è insondabile e assolutamente riprovevole che l'amministrazione Trump distribuisca esenzioni più ingiustificate a prospere raffinerie di petrolio " , Geoff Cooper, CEO di Renewable Fuels Association, ha detto in una dichiarazione, definendo la decisione EPA uno "shock totale".
I raffinatori, d'altra parte, hanno accolto con favore la decisione.
"La pianificazione del capitale è difficile senza sapere se la tua raffineria deve mettere da parte milioni di dollari per gli acquisti di RIN", ha affermato la coalizione delle piccole raffinerie. "La decisione di concedere piccole difficoltà alla raffineria è una decisione legale, non politica".
Per gli agricoltori, i successi continuano ad arrivare e la decisione dell'EPA è solo l'ultima di una serie di colpi da Washington. La guerra commerciale USA-Cina ha colpito il Midwest degli Stati Uniti, poiché gli agricoltori hanno quasi perso l'accesso al mercato cinese. La Cina si è rivolta in Brasile per etanolo e semi di soia. I prezzi per i semi di soia, mais e altri prodotti agricoli statunitensi sono precipitati.
Più recentemente, i prezzi del mais sono rimbalzati, ma solo perché il Midwest è stato bagnato dalle inondazioni da record che hanno minacciato le piantagioni di mais. Tuttavia, gli ultimi dati del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti mostrano che i rendimenti non dovrebbero essere colpiti duramente come previsto in precedenza - normalmente una buona notizia, ma l'offerta superiore alle attese ha fatto precipitare nuovamente i prezzi del mais. Lunedì, i futures sul mais sono  scesi  del "limite inferiore", ovvero il massimo consentito prima che il trading venga interrotto.
I prezzi a termine per l'etanolo a base di mais  sono  su un minimo degli ultimi cinque anni, scendendo a 1,27 $ per gallone il Mercoledì, in calo del circa il 25 per cento da giugno. "L'amministrazione Trump ha completamente annullato i margini per i produttori di etanolo", ha detto al Wall Street Journal Charlie Sernatinger, capo dei futures sui cereali a livello mondiale con ED&F Man Capital Markets.
Nel frattempo, la guerra commerciale USA-Cina rischia di intensificarsi, nonostante la decisione di Trump di resistere fino a dicembre. L'amministrazione Trump ha offerto pagamenti come compensazione agli agricoltori colpiti dalla guerra commerciale, ma lo stress finanziario nel settore agricolo è in aumento. I fallimenti stanno  aumentando  rapidamente.
Infliggere così tanto dolore a un collegio elettorale politico chiave sembra rischioso, anche se non è chiaro se ci sarà un cambiamento nella politica sulla guerra commerciale o sull'etanolo. I contadini erano chiaramente nella mente di Trump giovedì mattina.
I nostri grandi agricoltori sanno quanto sia importante vincere sul commercio. Saranno i grandi vincitori!
Fonte: qui

Our Great Farmers know how important it is to win on Trade. They will be the big winners!
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domenica 2 dicembre 2018

PARIGI IN FIAMME! 92 FERITI E OLTRE 205 FERMI PER LA GUERRIGLIA SCATENATA DAI GILET GIALLI

UN PALAZZO ASSALTATO E DATO ALLE FIAMME 

TEPPISTI IN AZIONE ANCHE CONTRO AUTO, BANCHE E NEGOZI 

MANIFESTANTI SEGNALATI IN DIVERSI PUNTI DEL PAESE, SOPRATTUTTO SULLE AUTOSTRADE. PARTICOLARMENTE DIFFICILE LA SITUAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE A TOLOSA 



parigi gilet gialliPARIGI GILET GIALLI
Palazzo assaltato e dato alle fiamme a Parigi, dove sta degenerando in guerriglia urbana la terza manifestazione dei gilet gialli, il movimento nato per protestare contro il caro-carburante. Migliaia di persone sono scese in piazza in tutta la Francia, e a Parigi è dilagata la violenza, con auto rovesciate e date alle fiamme, negozi e banche presi d’assalto, teppisti in azione anche all’interno di un palazzo. Agli Champs-Elysees circa 5500 persone si sono radunate e le violenze dei casseur infiltrati nella manifestazione dilagano dall’Arco di Trionfo ad altri quartieri di Parigi. Auto in fiamme sono visibili attorno alla avenue Foch, dove è stata rovesciata e incendiata la vettura di un’ambasciata, nella avenue de Friedland e sulla rue de Rivoli. Incendi vengono segnalati anche a rue de Rivoli e sui Grands Boulevards. La prefettura parla di 92 feriti, fra i quali 14 poliziotti. I fermati sono più di 205.
parigi gilet gialliPARIGI GILET GIALLI
I tafferugli durano da ore: sono cominciati dalla zona dell’Arco di trionfo, sugli Champs-Elysées, fino alla Bastiglia e rue de Rivoli. I manifestanti hanno gridato slogan e protestato contro il caro-carburante, le tasse e il presidente Emmanuel Macron. Il premier francese, Édouard Philippe, ha annullato la visita prevista a Nogent-sur-Marne, in Val-de-Marne e ha deciso di andare personalmente alla prefettura della polizia di Parigi per monitorare la situazione: si sono viste, ha detto, scene di «una violenza raramente raggiunta». Alcune automobili parcheggiate nella avenue de Friedland, che parte dall’Arco di Trionfo in direzione perpendicolare agli Champs-Elysees, sono state date alle fiamme dai casseur mescolati ai manifestanti con i gilet gialli a Parigi.
parigi gilet gialliPARIGI GILET GIALLI
Già prima delle 9 si sono registrati tafferugli con la polizia, presente massicciamente attorno alla grande avenue, devastata dalla guerriglia sabato scorso. Sono 5.000 gli agenti mobilitati nella capitale, gli Champs-Elysees sono chiusi al traffico automobilistico ma aperti ai pedoni. Per la manifestazione non è stata chiesta autorizzazione.
Alle 8.45, da un gruppo di alcune centinaia di gilet gialli radunati sugli Champs-Elysees a Parigi, sono partiti i primi fumogeni contro il cordone di polizia che controlla la zona. L’uomo che li ha lanciati è stato messo a terra dagli agenti e immediatamente fermato. L’episodio ha dato vita ai primi tafferugli, con gruppi di gilet gialli che sono fuggiti nella direzione opposta, verso l’Arco di Trionfo, con il volto coperto per proteggersi dai gas lacrimogeni lanciati dalla polizia. Altri manifestanti hanno preso a lanciare fumogeni verso l’Etoile la piazza che è l’ultima zona aperta alla circolazione prima del blocco sugli Champs-Elyeees. Manifestanti sono stati segnalati in diversi punti del Paese, soprattutto sulle autostrade. Come nelle altre occasioni, numerosi i blocchi a nord e a sud. Particolarmente difficile la situazione della circolazione a Tolosa.
parigi gilet gialliPARIGI GILET GIALLI
Attorno agli Champs-Elysees i manifestanti dei gilet gialli appaiono questa mattina spaccati in due. Sulla grande avenue qualche centinaio di dimostranti che hanno accettato di farsi perquisire alle barriere dalle forze dell’ordine e che stanno sfilando in corteo. All’esterno, per lo più sulla piazza dell’Arco di Trionfo, stazionano invece i gruppi che non hanno accettato di essere perquisiti e che si scontrano con la polizia. Fonte: qui
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domenica 5 novembre 2017

LA FAMIGLIA GARRONE E LA MULTINAZIONALE FRANCESE TOTAL-ERG CEDONO, PER 450 MILIONI, 2600 STAZIONI DI SERVIZIO AL GRUPPO API DEI BRACHETTI PERETTI CHE DIVENTA IL PRIMO OPERATORE ITALIANO NELLA DISTRIBUZIONE DI BENZINA

Teodoro Chiarelli per “la Stampa”

EDOARDO GARRONEEDOARDO GARRONE
Il gruppo Api acquisisce il 100% di TotalErg. Risultato: cambia la mappa della distribuzione dei carburanti in Italia. La Erg della famiglia Garrone esce definitivamente dal settore petrolifero puntando definitivamente sull' idroelettrico e sull' eolico. La multinazionale francese Total si concentra in Italia sul settore dei lubrificanti. 

Il gruppo Api, che già negli anni scorsi aveva rilevato la Ip dal gruppo Eni, diventa il principale operatore nazionale con 5 mila stazioni di servizio davanti proprio al "cane a sei zampe".

Api ha rilevato l' intero pacchetto azionario di TotalErg (51% Erg, 49% Total) per 450 milioni di euro. Il perimetro dell' operazione comprende 2.600 stazioni di servizio della rete, il polo logistico di Roma ed il 25,16% della raffineria di Trecate.

UgoMaria Brachetti PerettiUGOMARIA BRACHETTI PERETTI
L' efficacia dell' operazione, il cui closing è atteso entro il 31 gennaio 2018, è condizionata all' approvazione dell' Antitrust e al completamento della scissione del ramo di azienda di TotalErg relativo al settore dei lubrificanti a favore di Total Italia, con riferimento alla quale Erg e Total Marketing Services, sempre ieri, hanno siglato un accordo vincolante che prevede la vendita da parte di Erg al gruppo Total della propria quota (51%) in tale società.

L' importo complessivo che Erg incasserà per l' equity value dalla transazione è pari a 273 milioni di euro. Con questa operazione, come detto, Api disporrà di oltre 5 mila punti vendita su tutto il territorio nazionale, dell' attività delle raffinerie di Falconara Marittima (Ancona) e di Trecate, e di una logistica distribuita sia sul Tirreno che sull' Adriatico. Sulla base dei risultati aggregati del 2016, il nuovo gruppo raggiungerebbe un fatturato pari a circa 6 miliardi di euro.

TOTAL ERGTOTAL ERG
«Siamo molto soddisfatti - ha dichiarato Ugo Brachetti Peretti, presidente di Api - per l' esito positivo di questa operazione fortemente italiana. Un' operazione industriale che ha un carattere strategico sia per il nostro gruppo, che rinforza la posizione sul mercato e la propria capillarità sul territorio nazionale, sia per l' evoluzione futura dell' intero settore italiano dei carburanti e della mobilità».

Soddisfatto anche Luca Bettonte, amministratore delegato di Erg, che ha guidato negli ultimi anni il passaggio della società genovese dal settore petrolifero a quello delle energie rinnovabili. «Questa importante operazione segna la definitiva uscita di Erg dal mondo oil.
Un' operazione che si conclude dopo oltre un anno di intenso e complesso lavoro, e che ci permette di massimizzare il valore della nostra partecipazione nell' ambito del processo di consolidamento del settore downstream in Italia.

Questa cessione, coerente con la nostra strategia e il nostro ruolo di produttori di energia verde ci permette di rafforzare ulteriormente la capacità finanziaria al fine di proseguire il nostro percorso di crescita nelle rinnovabili».
GRUPPO APIGRUPPO API

Edoardo Garrone, presidente di Erg ed espressione insieme ai fratelli e ai cugini Mondini dell' azionista di maggioranza, guarda già al futuro prossimo. «Metteremo le nuove risorse ricavate dalla vendita a disposizione del piano industriale che vedrà la luce all' inizio del prossimo anno. Continueremo a investire nelle energie rinnovabili e presto aggiungeremo una terza gamba al nostro core business: dopo l' idroelettrico e l' eolico, il fotovoltaico».

Fonte: qui