9 dicembre forconi: calciatori
Visualizzazione post con etichetta calciatori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta calciatori. Mostra tutti i post

sabato 23 febbraio 2019

IL MISTERO DEI PRESIDENTI CHE REGALANO SOLDI ALLA JUVENTUS

I BIANCONERI RIESCONO A RIFILARE AL CAGLIARI L’ATTACCANTE ALBERTO CERRI PER 9 MILIONI DI EURO (UN “BOMBERONE” CHE HA SEGNATO 25 GOL IN 6 ANNI…), PORTANDO A 132 MILIONI GLI INCASSI PER NOVE GIOCATORI MODESTI (O POCO PIU’) 
COME RIESCE LA JUVE A RIFILARE 'STI CETRIOLI? AH, SAPERLO… 
L'ARTICOLO IN CUI PAOLO ZILIANI AVANZAVA LA SUA TEORIA...
JUVENTUS, CESSIONI D'ORO: 132 MILIONI PER 9 GIOCATORI
ALBERTO CERRIALBERTO CERRI

Tello (Benevento, 3 milioni)
Magnani (Sassuolo, 5 milioni)
Cerri (Cagliari, 9 milioni)
Benatia (Al Duhail, 10 milioni)
Orsolini (Bologna, 12 milioni)
Sturaro (Genoa, 18 milioni)
Audero (Sampdoria, 20 milioni)
Mandragora (Udinese, 20 milioni)
Caldara (Milan, 35 milioni)



UFFICIALE CERRI AL CAGLIARI: LA JUVE SALE A 132 MILIONI DI INCASSO

EMIL AUDEROEMIL AUDERO
Alberto Cerri è un giocatore del Cagliari a titolo definitivo. L'attaccante (lo scorso anno al Perugia), si era trasferito in prestito ai rossoblu dalla Juventus a inizio stagione, e dopo il verificarsi delle condizioni contrattuali inserite nell'accordo, è ora scattato l'obbligo di acquisizione definitiva, a fronte di un corrispettivo di 9 milioni di euro pagabile nei prossimi tre esercizi. Come riporta il comunicato ufficiale del club bianconero, "tale operazione genera un effetto economico positivo di circa € 8,4 milioni".

STURAROSTURARO
INCASSI RECORD - Con la cessione di Cerri al Cagliari sale a 132 milioni l'incasso della Juventus per la cessione di nove giocatori, fra i quali Mandragora, Sturaro e Audero. Clicca qui per scoprire tutti i giocatori venduti dalla Juventus con le rispettive cifre incassate.

Fonte: qui




IL MISTERO DEI PRESIDENTI CHE REGALANO SOLDI ALLA JUVENTUS

PAOLO ZILIANI: “PREZIOSI HA COMPRATO STURARO DALLA JUVE PER 18 MILIONI. LA COSA E' STRANA: PERCHÉ È UN GIOCATORE MEDIOCRE 

AVEVA UN DEBITO DI RICONOSCENZA NEL CONFRONTI DEL CLUB DI AGNELLI OPPURE CERCA DI INGRAZIARSELO, PERCHÉ NELLA VITA NON SI SA MAI?


Paolo Ziliani per “il Fatto quotidiano”

È l'enigma degli enigmi. E persino La Settimana Enigmistica avrebbe difficoltà a proporlo ai suoi solutori più preparati: nella penultima pagina, quella dedicata alla soluzione dei quesiti, non saprebbe infatti che cosa scrivere, getterebbe la spugna persino Alessandro Bartezzaghi. A quale mistero alludiamo? Per parlarvene, lo faremo come se si trattasse di un caso di "Pilade, agente in borghese".

Enrico Preziosi, presidente del Genoa, ha appena fatto il colpo della vita. Dopo aver acquistato in estate Piatek dal KS Cracovia per 4,5 milioni, a gennaio lo ha rivenduto al Milan per 35 realizzando in 6 mesi una plusvalenza di 30,5 milioni.
sturaroSTURARO

Preziosi viene complimentato da tutti ma pochi giorni dopo, a sorpresa, la Juventus comunica di aver ceduto al Genoa Sturaro per 18 milioni. La cosa pare strana: perché una cifra così alta non è mai stata spesa per nessun giocatore nella storia del Genoa FC e soprattutto perchè Sturaro è un giocatore mediocre, reduce da un lungo infortunio e che nell'ultima stagione ha giocato 12 mezze partite nella Juventus e zero nello Sporting Lisbona. Ma c'è di più.
EMIL AUDEROEMIL AUDERO

Mentre Piatek costava a Preziosi di stipendio 740 mila euro lordi l'anno (400 netti), Sturaro costa 2,78 milioni l'anno (1,5 netti). Poiché Preziosi dovrà stipendiarlo fino al 2021, per due stagioni e mezzo spenderà dunque 6,95 milioni contro gli 1,85 che avrebbe speso per Piatek: 5,1 milioni in più che vanno ad aggiungersi ai 18 milioni dell' acquisto e che portano il totale-spesa per Sturaro a 23,1 milioni.

ROLANDO MANDRAGORAROLANDO MANDRAGORA
In pratica, il guadagno fatto con la cessione di Piatek (30,5 milioni) viene ora quasi completamente cancellato: 30,5 (Piatek) meno 23,1 (Sturaro) fa 7,4 milioni, e cioè i soldi che Preziosi si è già impegnato a dare alla Juventus per acquistare un giovane giocatore (Favilli) avuto in prestito biennale ma con obbligo di riscatto fissato a 7 milioni.

In soldoni: considerando che i 30,5 milioni di guadagno fatti da Preziosi cedendo Piatek al Milan finiranno tutti nelle casse della Juventus (che riceve 18 milioni per Sturaro, ne risparmia quasi 7 per lo stipendio che si accolla Preziosi e ne riceve 7 per Favilli: totale 32) al termine di una pregevole triangolazione Milan-Genoa-Juventus, la domanda è: perchè Preziosi, che pur di guadagnare 1 milione venderebbe la madre a un club di serie B cileno, ha acquistato Sturaro? Pensa che Sturaro, 26 anni, sia il nuovo Beckenbauer? Aveva un debito di riconoscenza nel confronti del club di Agnelli oppure cerca di ingraziarselo, perché nella vita non si sa mai?

CERRICERRI
Oppure è stato colpito da un nuovo, terribile, sconosciuto virus che spinge i presidenti a riversare i propri soldi nelle casse della Juventus? E in questo caso: trattasi di virus contagioso? Pare infatti che Ferrero, presidente della Sampdoria, abbia acquistato dalla Juve (che in estate aveva comprato dal Genoa il portiere Perin, nazionale, per 12 milioni più 3 di bonus: totale 15) il portiere Audero per 20 milioni; pare infatti che Giulini, presidente del Cagliari, abbia acquistato dalla Juve l' attaccante Cerri, 8 presenze e zero gol quest' anno, per 9 milioni, accollandosi l' obbligo di riscatto; tutti emuli di Pozzo, boss dell'Udinese, che in estate aveva sbalordito il mondo acquistando dalla Juve Mandragora (Don Abbondio direbbe: chi era costui?) per 20 milioni. Ai solutori dell' enigma, ricchi premi e cotillons.

Fonte: qui


A PARTE I DIRITTI TV, LE PLUSVALENZE DA CALCIOMERCATO SONO DIVENTATE LA FONTE PIÙ IMPORTANTE DEI RICAVI DEI CLUB DI SERIE A. VALGONO OGGI QUASI UN QUARTO DEL TOTALE DEL GIRO D'AFFARI 
SI RISCHIA DI TORNARE ALLA “BOLLA” DEL 2002 
“IL SOLE 24 ORE”: “È DIFFICILE AFFERMARE CHE STURARO VALGA A OGGI TUTTI I SOLDI PAGATI DAL GENOA ALLA JUVENTUS…”
Marco Bellinazzo per https://www.ilsole24ore.com

A parte i diritti tv, le plusvalenze da calciomercato sono diventate la fonte più importante dei ricavi dei club di Serie A. Valgono oggi quasi un quarto del totale del giro d'affari e all’orizzonte potremmo trovarci in una situazione difficile, per certi versi simile a quella verificatasi poco meno di 20 anni fa . Vediamo il perché.

LA BOLLA DEGLI ANNI 2000
calcio soldiCALCIO SOLDI
Le plusvalenze erano pari a 443 milioni nella stagione 2013/14, sono salite a 693 milioni nella stagione 2016/17 e supereranno i 750 milioni nella stagione 2017/18. L'incremento di questa tipologia di entrate in appena un quinquennio è del 66 per cento. Nella scorsa stagione, per esempio, la Juventus ha iscritto a bilancio surplus da calciomercato per 94 milioni, la Fiorentina per 89 milioni, la Roma per 65, la Lazio per 61 milioni, l'Inter per circa 50 milioni, l'Atalanta per 47, la Sampdoria per 38, l'Udinese per 37, il Milan per 36 e il Napoli per 30.

sturaroSTURARO
In pratica, si sta ritoccando la cifra record di 800 milioni di plusvalenze registrate al termine della stagione 2001/2002, alla vigilia di una delle fasi più tragiche della storia del calcio italiano con decreti d'urgenza “spalma-ammortamenti”, bilanci falsificati e catene di fallimenti. Siamo perciò alle soglia dell'esplosione di una nuova bolla speculativa? I numeri sono preoccupanti.

IL CALCOLO DELLE PLUSVALENZE
Il meccanismo è tornato prepotentemente in auge e la lezione del passato sembra dimenticata o ignorata. L'acquisto dei giocatori a prezzi sempre più alti produce un effetto benefico nei bilanci di chi vende: la differenza tra la somma incassata e quella originariamente versata per assicurarsi le prestazioni di quell'atleta, garantisce un surplus che si può iscrivere subito nel conto economico.

Se quel calciatore è poi cresciuto nel vivaio oppure è stato tesserato già da due o tre anni, e quindi la spesa per il suo cartellino è già stata in gran parte ammortizzata, i soldi ricevuti vanno tutti o quasi accreditati ai ricavi, con la conseguenza di poter ribaltare un bilancio in rosso e, per i presidenti, di non dover mettere mano al portafoglio. Ricorrere al calciomercato per far quadrare i conti, dunque, non è atipico o commendevole. Anzi, per le società di provincia (sempre di Serie A) il vivaio in cui forgiare nuove leve può rappresentare un business redditizio e una mission aziendale.

IL PROBLEMA
ALBERTO CERRIALBERTO CERRI
Il problema è che il meccanismo contabile delle plusvalenze può prestarsi ad abusi quando la cessione di un calciatore non avviene a fronte di soldi veri o di scambi basati su valutazioni realistiche, bensì di quotazioni fittizie, gonfiate al solo scopo di evidenziare un rilevante provento in bilancio, con la compiacenza del club acquirente (al quale magari restituire il favore subito o negli anni successivi).

Dalla fine degli anni Novanta, molti dirigenti, quando gli introiti televisivi non sono stati più sufficienti a tenere in equilibrio i conti, pur di evitare fastidiosi esborsi alle proprietà, si sono dedicati con sempre più creatività a questo impiego distorto del calciomercato. Le plusvalenze in effetti si traducono in costi dilazionati per chi acquista. Il prezzo del cartellino diventa un costo per quanto spalmato su più anni in base alla durata del contratto del calciatore acquistato. Costi che ipotecano il futuro dei club.

I NUMERI SONO ELOQUENTI
auderoAUDERO
Nei rendiconti del ‘98 erano esposte plusvalenze nette da cessione di calciatori per poco più di 200 milioni; in quelli approvati al 30 giugno del 2000 il livello è già più che raddoppiato a 492 milioni; e nel 2002 si sale a 798 milioni. L'effetto contabile di questo abuso è eclatante: nei due anni fra il 2001 e il 2002 la Serie A ha perdite operative per 370 milioni di euro, ma senza le plusvalenze il rosso sarebbe stato di 1.800 milioni. Le “Sette Sorelle”, Milan, Inter, Juventus, Parma, Lazio, Roma e Fiorentina nelle tre stagioni che vanno dal 1996 al 1999 maturano 750 milioni di euro di plusvalenze su un totale di 1.200 milioni (il 62%).

Chiaramente all'epoca, come oggi, non tutte le plusvalenze sono da considerarsi fittizie. Non è corretto fare di tutta l'erba un fascio. Nell'ultimo anno hanno fatto discutere le plusvalenze dell'Inter realizzate con la cessione di giovani della Primavera, quelle scoperte del Chievo per un totale di 60 milioni maturate tra il 2014 e il 2017, e quelle della Juventus che ha venduto giocatori non di primissima fascia (Mandragora, Sturaro, Audero Cerri) ottenendo ritorni notevoli. La vendita di Stefano Sturaro al Genoa per 16,5 milioni, una cifra record per il club acquirente, pur trattandosi di un giocatore infortunato per tutta la stagione, è oggetto di grandi polemiche.
ROLANDO MANDRAGORAROLANDO MANDRAGORA

IL GIUSTO VALORE DELLE TRANSAZIONI
Adesso c'è da dire che non esistono algoritmi o parametri in grado di dire a priori qual è il prezzo giusto di un calciatore. Nessun organo inquirente o giudicante - Covisoc, Uefa, Procura - ha insomma gli strumenti per stabilire con esattezza in modo asettico il valore di una transazione. Non parliamo di auto, oro o petrolio per cui esistono listini e criteri oggettivi. Le indagini penali di metà anni Duemila si arenarono proprio su questo scoglio portando all'archiviazione/assoluzione dei presunti responsabili.

La penalizzazione subita dal Chievo pari a 3 punti la scorsa estate è stata un'eccezione dovuta al possibile aggiramento dei parametri di iscrizione al torneo favorito dalle operazioni sospette con lo scambio sistematico di giocatori soprattutto con il Cesena poi fallito. E comunque la Procura federale aveva chiesto 15 punti di penalizzazione.

zanioloZANIOLO
Le operazioni di Inter e Juve finite sotto i riflettori sono più complesse da giudicare. Emblematici i casi di Zaniolo (che con Santon si è trasferito a Roma portando ai nerazzurri poco più di 11 milioni di surplus) e del portiere Radu (che con Vailetti al Genoa ne ha portati 15). Entrambi poco più che promesse la scorsa estate, quando sembravano costati troppo ai club di destinazione, oggi “talenti” dal valore esponenzialmente cresciuto.

Esiste un'alea dunque difficile da sindacare nei casi concreti. È difficile affermare che Sturaro valga a oggi tutti i soldi pagati dal Genoa. Ci sono tuttavia strategie che legano le società con operazioni spalmate su più anni, che danno una motivazione a certe cifre. E non si può qualificarle come irregolari a cuor leggero.

Tuttavia laddove emerga un “sistema” volto ad abbellire/correggere i bilanci con cessioni gonfiate o fittizie, le istituzioni calcistiche dovrebbero trovare il coraggio di stabilire nuove e proprie regole di valutazione il più possibile precise e combattere questo “doping amministrativo”. Altrimenti, saranno la crisi di tutto il comparto e i default a catena a presentare il conto. E stavolta potrebbe essere ancora più salato.

Fonte: qui

mercoledì 23 maggio 2018

CALCIO NAPOLI, “FREQUENTAVANO UOMINI DEI CLAN”

DEFERITI REINA, PAOLO CANNAVARO E ARONICA CHE DOVRANNO RISPONDERE DAVANTI AL TRIBUNALE DELLA FEDERCALCIO DEI LORO RAPPORTI CON PERSONE INDAGATE PER CAMORRA 

SECONDO LA DIA, I FRATELLI ESPOSITO AVREBBERO ORGANIZZATO PER REINA "PRESTAZIONI DI NATURA SESSUALE A PAGAMENTO"

Fulvio Bufi per il “Corriere della Sera”

pepe reinaPEPE REINA
Tre calciatori, ormai tutti ex, del Napoli dovranno rispondere davanti al tribunale della Federcalcio dei loro rapporti con persone indagate per camorra, conosciute e frequentate quando i tre atleti vestivano la maglia azzurra, ma con le quali sono rimasti in contatto anche dopo essere stati ceduti.

Il nome di maggior rilievo è quello del portiere spagnolo Pepe Reina, che l' anno prossimo militerà nel Milan. Con lui l'ex capitano Paolo Cannavaro, passato al Sassuolo e ora nello staff del Guangzhou, in Cina, e Salvatore Aronica che dopo aver lasciato Napoli ha militato nel Palermo e oggi fa l'allenatore.
HIGUAIN UNO DEI FRATELLI ESPOSITO CALLEJON REINAHIGUAIN UNO DEI FRATELLI ESPOSITO CALLEJON REINA

Il procuratore federale Giuseppe Pecoraro ha deferito anche il responsabile marketing del Napoli, Alessandro Formisano, il team manager Giovanni Paolo De Matteis e l'ex responsabile della biglietteria e della sicurezza Luigi Cassano. Deferiti, per la responsabilità oggettiva che la giustizia sportiva contesta alle società dei calciatori finiti sotto inchiesta, anche il Napoli, il Sassuolo e il Palermo.
PEPE REINA CON I FRATELLI ESPOSITO E SALVATORE MAGGIOPEPE REINA CON I FRATELLI ESPOSITO E SALVATORE MAGGIO





L'indagine federale nasce dall'acquisizione degli atti relativi all'inchiesta che la Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha condotto sui fratelli Gabriele, Giuseppe e Francesco Esposito, tre imprenditori nel commercio di giocattoli, ma con interessi anche in agenzie di scommesse, locali e altre attività, arrestati nelle scorse settimane perché ritenuti in rapporti di affari con il clan camorristico dei Lo Russo.

PEPE REINA CON I FRATELLI ESPOSITO E SALVATORE MAGGIOPEPE REINA CON I FRATELLI ESPOSITO E SALVATORE MAGGIO








Affascinati dal mondo del calcio e da quello dello spettacolo, i fratelli Esposito sono riusciti negli ultimi anni a stringere rapporti di amicizia con numerosi calciatori (e non solo: sono in grande confidenza, per esempio, con Lele Mora).

Nel locale di uno di loro, davanti al mare di Coroglio, Reina ha riunito recentemente oltre 200 amici per la festa d' addio a Napoli, e insieme agli Esposito sono stati fotografati in passato Higuain e Callejon.

Paolo Cannavaro capitano del NapoliPAOLO CANNAVARO CAPITANO DEL NAPOLI

A disposizione del centravanti argentino oggi della Juventus, uno dei fratelli fece mettere, grazie alla mediazione di Paolo Cannavaro, il motoscafo che agli inizi dell'esperienza azzurra lo portò a Capri, e dal quale cadde ferendosi al volto. Con loro Aronica e Paolo Cannavaro, nel giugno 2013, andarono in vacanza a Ibiza, e sempre con loro il solo Cannavaro era stato a Parigi qualche mese prima a salutare Lavezzi, trasferitosi dal Napoli al Psg.

Salvatore AronicaSALVATORE ARONICA






A Cannavaro la procura federale contesta anche di aver fatto avere due biglietti omaggio a persone vicine ai Lo Russo, fornendo tra l' altro i nomi errati per evitare che un eventuale controllo li identificasse.

E, ancora, di aver fornito la propria carta di credito a Gabriele Esposito per compiere una truffa e di aver cercato di vendere un orologio del suocero, Luigi De Martino, che in una informativa alla Procura antimafia gli investigatori della Dia non escludono possa essere «di provenienza illecita», pur aggiungendo che la vicenda «non ha avuto alcuno sviluppo».
ARONICAARONICA

A Reina, il procuratore Pecoraro contesta invece di «avere intrattenuto e continuato a intrattenere tuttora inopportunamente rapporti di frequentazione e amicizia» con i fratelli Esposito.

Che, oltre al locale di Coroglio per cene e feste, gli hanno messo a disposizione una Porsche Panamera, e gli hanno organizzato, in più di una occasione, sedute di massaggi completi («prestazioni di natura sessuale a pagamento», scrive la Dia) in un centro del quartiere Chiaia riservato per l' occasione solo a lui e ai suoi amici. In cambio, grazie alla raccomandazione del portiere, gli Esposito avevano libero accesso ad aree del San Paolo interdette a chiunque non faccia parte della squadra o della società.

Fonte: qui
PAOLO CANNAVARO E REINA CON I FRATELLI ESPOSITO E SALVATORE MAGGIOPAOLO CANNAVARO E REINA CON I FRATELLI ESPOSITO E SALVATORE MAGGIO

domenica 17 dicembre 2017

L'ATTO DI ACCUSA DI CLAUDIO GENTILE, EX CAMPIONE DEL MONDO 1982 E GIA' CT DELL’UNDER 21 CHE TRIONFO’ NELL’EUROPEO 2004

"SONO STATO TRADITO DALLA FEDERAZIONE PERCHE’ HO DETTO NO AI RACCOMANDATI" 

“IL RISULTATO DELLA NAZIONALE E’ LO SPECCHIO DELL’ITALIA CHE E’ MESSA DAVVERO MALE. NEL NOSTRO PAESE I GIOVANI CALCIATORI E I LORO GENITORI VOGLIONO SOLO I SOLDI. UNO DEI PIU’ GRANDI ERRORI E’ L’ADDIO AGLI ORATORI..."

Da www.itasportpress.it

CLAUDIO GENTILECLAUDIO GENTILE
Claudio Gentile ha analizzato il momento delicato del calcio italiano in un’intervista per TMW Magazine; ecco quanto dichiarato dall’ex commissario tecnico della nostra Nazionale Under 21 che nel 1982 si è laureato campione del mondo: “Certamente non mi aspettavo un crollo del genere. Il calcio italiano è sempre stato ai vertici e la mancata qualificazione ai Mondiali ha arrecato un danno economico incalcolabile. La realtà è che molta gente non è nemmeno all’altezza di poter insegnare. Pensavamo di non aver bisogno di investire sui centri sportivi, sulle scuole. Gli altri lo hanno fatto e ci hanno superato. I giovani ci sono, ma ci vuole una scuola che sappia insegnare.

A livello di Federazione ci vuole gente capace di selezionare e far crescere i giocatori. Perché non solo il club è importante per la crescita, ma anche la Federazione. Molti ragazzi sono cresciuti con le proprie selezioni, confrontandosi con altre nazioni. Ora c’è la possibilità di ricostruire, l’importante è non sbagliare la scelta del presidente. Il risultato della Nazionale è un po’ lo specchio di questo Paese che è messo veramente male. Molti giovani fanno i calciatori non con lo scopo di fare lo sport, spinti dalla passione, ma per fare soldi visto che il calcio dà queste possibilità.

Oggi l’ambiente non è ideale per un ragazzo. A partire dai genitori dei ragazzi che pensano solo ai soldi. A mio avviso hanno rovinato non dico il calcio ma le discipline in generale. Vogliono che diventino dei campioni, ignorando il fatto che su 1000 che ci provano uno può sfondare. Ai miei tempi i genitori non è che avessero tempo per venire a vederti e l’unico tuo punto di riferimento in campo era l’allenatore. Ascoltavi solo lui, senza che una mamma o un padre si intromettesse.

gentile 6GENTILE 
Uno dei più grandi errori è l’addio agli oratori: chiuso l’oratorio, il calcio è andato indietro. Le scuole calcio non sono punti dove si possono creare dei campioni. Il campione lo fai in oratorio quando stai fino alla sera a giocare a pallone. In Germania, invece, hanno investito cambiando la politica a livello d’immagine. Fallita una spedizione importante hanno rivoluzionato tutto. Chiaramente, essendo più solida economicamente, la Germania ha potuto permettersi di fare grandi investimenti, tanto da aver costruito 350-400 scuole calcio.
Io tradito dalla Federazione? Altroché.

gentile 3GENTILE 
Un allenatore che ha successo, che porta una medaglia che mancava al calcio italiano da anni trattato nel modo come sono stato trattato è incredibile. Pago il fatto di non essermi piegato ai giocatori che mi raccomandavano, la mia era stata una politica di meritocrazia. E difatti ho vinto. E se a livello di Under da allora non abbiamo più vinto niente, mi sembra che forse un po’ di ragione ce l’ho. Con i raccomandati non ottieni risultati, sono i giocatori di qualità che fanno la differenza. Quando ero c.t. dell’Under 21 le pressioni arrivavano da tutte le parti: procuratori, presidenti, direttori sportivi. Io non ho mai dato retta a nessuno, sono andato avanti per la mia strada e i risultati si sono visti. Dopo aver guidato gli azzurrini ho avuto richieste e non poche dall’estero, ma il mio intento è quello di allenare in Italia. Me lo chiedo sempre: perché non posso allenare in Italia? Sono ancora fiducioso. Pago il fatto di essere uno dice le cose come stanno”.

Fonte: qui

domenica 17 settembre 2017

SECONDO UN NUOVO STUDIO I LOTTATORI E I PUGILI SONO A RISCHIO DEMENZA, A FORZA DI PRENDERE COLPI ALLA TESTA

ALLA LISTA GLI SCIENZIATI AGGIUNGONO I CALCIATORI, CHE RIPORTANO RIPETUTI TRAUMI ALLA ZUCCA, ASSOCIABILI A MALATTIE NEURODEGENERATIVE 
Stephen Matthews per “Mail On Line

VIDEO ‘COSA E’ LA DEMENZA?’


il lottatore conor mcgregorIL LOTTATORE CONOR MCGREGOR
Conor McGregor, lottatore di arti marziali miste, irlandese ma campione dei pesi leggeri per la promozione statunitense “UFC”, potrebbe essere a rischio demenza, a forza di prendere colpi in testa. A dirlo sono gli scienziati della ‘Cleveland Clinic’, secondo i quali l’accumulo di grumi nel cervello è responsabile di perdita di memoria in tarda età e di malattie neurodegenerative.


neurofilamenti del cervelloNEUROFILAMENTI DEL CERVELLO
Il gruppo di neurologi ha analizzato le lesioni al cervello di 438 partecipanti alla ricerca, la metà erano lottatori professionisti, impegnati nel pugilato, nelle arti marziali miste o simili. Dai volontari sono stati prelevati campioni di sangue e sono stati scoperti due biomarcatori: la proteina neuronale Tau, che si accumula quando si registra un danno al cervello, e le catene leggere dei neurofilamenti.

ronaldo colpo di testaRONALDO COLPO DI TESTA
Nei lottatori attivi, i livelli di neurofilamenti sono il 40% superiori rispetto ai non lottatori. I lottatori con livelli più alti di Tau riportano un talamo più piccolo, con un 7% di declino. E’ collocato al centro del cervello e e regola il sonno, il linguaggio, le funzioni cognitive.
il calciatore jeff astleIL CALCIATORE JEFF ASTLE

Perciò i livelli più alti di entrambe le proteine sono associati a ripetuti traumi della testa. Lo studio aggiunge che anche i calciatori rischiano di sviluppare demenza, a forza di colpire la palla con la testa o di collidere, sebbene la commozione cerebrale sia meno frequente che nei pugili.

Fonte: qui

domenica 4 dicembre 2016

“FOOTBALL LEAKS” - L’INCHIESTA DI “EL MUNDO” E “DER SPIEGEL” SCOPERCHIA UN GIRO DI CONTI OFFSHORE PER NASCONDERE CENTINAIA DI MILIONI DI EURO AL FISCO

CERVELLO DELL'OPERAZIONE IL PROCURATORE JORGE MENDES 

COINVOLTI ANCHE MOURINHO, CRISTIANO RONALDO E MOLTI CLUB TRA CUI JUVENTUS, MILAN, INTER, ROMA, NAPOLI E TORINO


Annalisa Grandi per www.corriere.it
mourinho festeggia in pigiamaMOURINHO FESTEGGIA IN PIGIAMA

José Mourinho e il denaro nascosto in Nuova Zelanda utilizzando conti intestati alla moglie. Cristiano Ronaldo e 150 milioni di euro nascosti in paradisi fiscali, tra cui le Isole Vergini britanniche, per non pagare al fisco le tasse sui proventi dei diritti di immagine. È un terremoto, quello che lo spagnolo «El Mundo» e il tedesco «Der Spiegel» definisce «Football Leaks»: milioni di file che rischiano di sconvolgere il calcio internazionale, svelando affari offshore di alcuni dei nomi e dei volti più noti del mondo del pallone.

Due i nomi su tutti, quelli di José Mourinho e Cristiano Ronaldo, ma ad essere coinvolti sarebbero anche club italiani, Juventus, Inter, Milan, Roma, Napoli e Torino. Un’inchiesta frutto del lavoro di indagine da parte dell’Eic, Europea Investigative Collaboration, una rete di 60 giornalisti di tutta Europa.

cristiano ronaldo lacrime di gioiaCRISTIANO RONALDO LACRIME DI GIOIA
Il «cervello» dell’intero sistema sarebbe l’agente Jorge Mendes, il procuratore sportivo più potente al mondo. Portoghese, si occupa dal 2004 tra gli altri proprio di José Mourinho e Cristiano Ronaldo. Con la sua consulenza, i due, secondo i file di «Football Leaks», sarebbero riusciti a nascondere denaro al fisco per milioni di euro.

MOURINHO E I CONTI OFFSHORE
Nel caso di Mourinho, la rete tracciata da Eic porta fino dalle Isole Vergini Britanniche, paradiso fiscale nei Caraibi, fino alla Nuova Zelanda. Nel 2004, anno del suo ingaggio al Chelsea, Mou trasferisce i diritti di immagine alla società Koper Services, con sede proprio nel paradiso fiscale. Qui finiscono praticamente in toto oltre 2 milioni di euro tra il 2004 e il 2009.

JORGE MENDESJORGE MENDES
Nel 2008 la rete dalle isole Vergini Britanniche si sposta in Nuova Zelanda, dove il tecnico costituisce il Kaitaia Trust, una fondazione di cui sono beneficiari la moglie e i figli. Qui finisce a partire da quell’anno il denaro che arriva alla Koper Services. Tra il 2010 e il 2015 l’allenatore riceve altri 8 milioni di euro sempre per i diritti di immagine dal Real Madrid. Su quei soldi, il tecnico risulta abbia pagato solo il 6% di tasse.

CRISTIANO RONALDO E I 150 MILIONI DI EURO
Cristiano Ronaldo è l’altro grande nome che compare nello scandalo «Football Leaks». L’asso del Real Madrid, tre volte Pallone d’Oro, avrebbe nascosto in paradisi fiscali almeno 150 milioni di euro, anche questi derivanti dai diritti d’immagine. Tutto inizia, secondo quanto si legge su «El Mundo», nel 2009, prima del suo arrivo a Madrid. Ronaldo trasferisce i suoi diritti di immagine alla società Tollin Associates, con sede nelle Isole Vergini Britanniche. Qui finiscono in cinque anni quasi 75 milioni di euro.
jorge mendes cristiano ronaldoJORGE MENDES CRISTIANO RONALDO

Nel 2015 altre due società, sempre con sede nel paradiso fiscale, acquisiscono i diritti di immagine del giocatore portoghese, fino al 2020, per altri 75 milioni di euro. L’operazione viene gestita da Mint Capital, società legata a Peter Lim, uomo d’affari di Singapore. Il totale: 150 milioni, per cui il tre volte Pallone d’Oro ha pagato meno del 4% di tasse al fisco spagnolo.

LA REPLICA: «SEMPRE AGITO CON MASSIMA PROFESSIONALITÀ»
Il tecnico e il calciatore portoghese però respingono al mittente le accuse tramite il comunicato della società di Mendes Gestifute che garantisce di aver «sempre agito con il più alto grado di professionalità» e nella massima collaborazione «con le autorità dei Paesi in cui opera».
evasione fiscaleEVASIONE FISCALE

Né Cristiano Ronaldo, né Mourinho, si legge nel comunicato, «sono coinvolti in atti giudiziari che riguardano la Commissione frode fiscale». Nel testo si parla anche di un attacco informatico di cui sarebbero state vittime alcune aziende legate al mondo del calcio nel marzo 2016, «Le società si sono rivolte alla Corte di giustizia spagnola che ha vietato la pubblicazione di informazioni ottenute in seguito a questo attacco hacker».

L’ITALIA
EVASIONE FISCALEEVASIONE FISCALE
Ma nei file di «Football Leaks» ci sarebbero riferimenti anche ad alcuni club di serie A italiani: Juventus, Milan, Inter, Roma, Napoli, Torino. Anche qui si parla di decine di milioni di euro finite in paradisi fiscali. «I pagamenti effettuati alle società controparti sono quelli previsti nei contratti sottoscritti - fa sapere la Roma, contattata dall’«Espresso» - sempre conformi alla normativa sportiva. Gli eventuali successivi trasferimenti di denaro effettuati dalle società controparti ad altre società non ci sono noti. Tra l’altro riteniamo anche che i trasferimenti di denaro dalle società controparti ad altre società non debbano essere neanche di nostro interesse».

Fonte: qui