9 dicembre forconi: allarme
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sabato 22 settembre 2018

DUE IMPIEGATI DELL’ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO MUOIONO SOFFOCATI DALL’ARGON


ERANO SCATTATO L’ALLARME ANTINCENDIO E SONO SCESI NELLA CENTRALINA PER CAPIRE COS’ERA SUCCESSO 

IL GAS È UTILIZZATO PER BRUCIARE L’OSSIGENO E NON ROVINARE I DOCUMENTI PREZIOSI CONTENUTI NEL PALAZZO: L’IMPIANTO ERA STATO REVISIONATO DUE SETTIMANE FA, MA…

FUGA DI ARGON, GAS SILENZIOSO: DUE MORTI SOFFOCATI
Federico Malerba per “il Giornale”

morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 3MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO
Sono morti senza neanche poter gridare perché in un attimo gli è mancato il respiro: colpa dell' argon, un gas che brucia l' ossigeno e per questo è utilizzato in alcuni impianti antincendio perché senza ossigeno non può esserci combustione.

Due impiegati dell' Archivio di Stato di Arezzo sono stati stroncati dalle esalazioni, un terzo è stato ricoverato in codice giallo dopo essere riuscito a dare l' allarme.

Tutto è successo in pochi minuti intorno alle 8 di ieri mattina, quando nello storico palazzo della parte alta di Corso Italia è suonato l' allarme.

piero bruniPIERO BRUNI
Filippo Bagni e Piero Bruni, due dipendenti di 55 e 59 anni, entrambi residenti ad Arezzo, sono scesi nel locale dove si trova la centralina per cercare di capire qual era il problema anche perché erano stati specificamente formati in tema di sicurezza.

L' impianto antincendio dell' Archivio di Stato non utilizza liquidi perché potrebbero rovinare i documenti che vi sono contenuti. Sembra che la fuga di gas sia stata causata da una crepa, anche se la ditta incaricata della manutenzione assicura che l' ultima revisione era stata effettuata appena due settimane fa.
arezzoAREZZO

Una volta entrati nel seminterrato i due hanno trovato un ambiente saturo, l' argon si era combinato con l' anidride carbonica e sono subito caduti a terra esanimi.

A trovarli privi di sensi è stato un loro collega, un 57enne di Bucine che pur restando anche lui intossicato è riuscito a tornare all' esterno e a dare l' allarme con l' aiuto di un netturbino. A quel punto sul posto sono intervenuti i soccorsi: 118, vigili del fuoco, carabinieri, polizia.

Ma per Bagni e Bruni non c' è stato nulla da fare, uno è morto in ambulanza e l' altro prima di essere caricato sull' elicottero delle emergenze che era atterrato nel vicino Parco del Prato.

filippo bagniFILIPPO BAGNI
Il terzo impiegato invece è stato portato al pronto soccorso di Arezzo e non è in pericolo di vita. Ovviamente sull' accaduto la procura della cittadina toscana ha subito aperto un' inchiesta, affidata al sostituto procuratore Laura Taddei che ha disposto il sequestro dell' edificio. I vigili del fuoco, dopo averlo evacuato, hanno effettuato i primi rilievi e hanno anche invitato i residenti della zona a tenere le finestre aperte per alcune ore.

morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 2MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO
L' argon, peraltro, è tossico solo quando elevate quantità ristagnano in ambienti chiusi: è utilizzato in molti altri modi, dalle saldature di metalli particolari, alla fabbricazione dell' acciaio, alla conservazione dei vini. Essendo inodore e insapore i due impiegati non si sono resi conto della fine a cui stavano andando incontro.

morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 5MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO





Il sindaco di Arezzo ha proclamato il lutto cittadino nel giorno in cui saranno celebrati i funerali, mentre anche il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli ha ordinato un' ispezione. Durissima la condanna dei sindacati, che in una nota congiunta hanno scritto: «Stavolta la morte è entrata in un ufficio dello Stato, quello stesso Stato che dovrebbe garantire, istituzionalmente, la regolarità e la salubrità di ogni lavoro».

ARCHIVIO DI STATO, UCCISI DAL GAS ANTINCENDIO: FUOCO, IN PASSATO ALTRI FALSI ALLARMI
Salvatore Mannino e Sergio Rossi per “la Nazione – Arezzo”

morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 4MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO
«Piero!! Filippo!! Chi glielo dice adesso alle famiglie?». Sono le urla che alle otto di mattina risvegliano gli abitanti di piazzetta del Commissario, pieno centro storico di Arezzo, su cui si affaccia il Palazzo Camaiani-Albergotti, sede dell’Archivio di Stato. Quelli che gridano appunto sono i dipendenti: piangono sui corpi di Piero Bruni e Filippo Bagni adagiati al suolo, coi soccorritori che stanno ancora tentando di rianimarli.

Ma non c’è più niente da fare per i due, asfissiati dal gas Argon, silenzioso assassino rilasciato dall’impianto anti-incendio dopo quello che adesso pare un falso allarme fuoco. Moriranno entrambi mentre vengono portati in ospedale o subito dopo esserci arrivati. L’elicottero Pegaso del soccorso regionale resta inutilmente in attesa centro metri più sopra.
morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 15MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO

Non serve, Piero e Filippo, 59 e 55 anni, non reagiscono neppure alle prime cure. Ce la farà invece il terzo impiegato, 57 anni, che è ancora ricoverato ma non è grave. La mattina più tragica che il cuore di Arezzo abbia vissuto negli ultimi decenni comincia poco dopo le 7,30, quando scatta dentro l’Archivio l’anti-incendio. Falso allarme, pare secondo i successivi accertamenti dei vigili del fuoco, ma intanto chi è già al lavoro avverte la ditta di manutenzione, che ha revisionato l’impianto una ventina di giorni fa.
morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 14MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO





Poi accade quello che è destinato a diventare il cuore dell’indagine: Bruni e Bagni, dipendenti esperti, inclusi nella squadra di sicurezza, decidono di scendere giù, nel seminterrato ad esaminare la centralina di comando. Ma intanto il sistema di controllo ha già cominciato a rilasciare l’Argon, gas che elimina l’ossigeno e quindi toglie alimento ad eventuali fiamme, utilizzato dove si conserva carta, come negli archivi, che non può essere protetta con acqua o schiuma.
morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 13MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO


Quando i due arrivano in fondo alle scale e aprono la porta del bugigattolo vengono investiti in pieno, crollano giù, uno sull’ingresso, l’altro sull’ultimo gradino. Il terzo impiegato che scende fa appena in tempo a vedere i colleghi riversi e a risalire per dare l’allarme, prima di cadere anche lui vittima dell’Argon, ma in concentrazione più bassa. È il portiere che chiama il 118: il trambusto gli fa parlare di uno scoppio mai avvenuto.

morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 12MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO





Ma perché Piero e Filippo non hanno aspettato i vigili del fuoco? È l’aspetto più inspiegabile dell’indagine del pm Laura Taddei. Un’ipotesi, sulla base delle testimonianze, è che l’allarme fosse scattato a vuoto altre volte e che quindi tutto sia stato preso come una routine, ma stavolta il gas era stato rilasciato davvero. È ancora presto però, ci vorranno giorni e autopsie per capire.

alessandro ghinelli sindaco arezzoALESSANDRO GHINELLI SINDACO AREZZO




Per tutto il giorno si inseguono dichiarazioni di politici e sindacalisti: non si può morire così in un edificio pubblico. La figlia di Bagni viene avvertita mentre è al lavoro in un grande negozio a centro metri dall’archivio, la moglie di Bruni, storico sindacalista della Cisl, dice con forza: «Era una persona speciale». Il sindaco Ghinelli ha proclamato il lutto cittadino.

Fonte: qui

giovedì 19 luglio 2018

IL RAGNO VIOLINO COLPISCE A RIPETIZIONE A ROMA: BOOM DI RICOVERI IN OSPEDALE

LA TESTIMONIANZA CHOC DI UNA 30ENNE: “SONO PRECIPITATA IN UN INCUBO, A 48 ORE DALLA PUNTURA HO INIZIATO A STARE MALE. SONO ANDATA SUBITO AL GEMELLI E…"

Lorena Loiacono per www.leggo.it

ragno violino punturaRAGNO VIOLINO PUNTURA
«Sono precipitata in un incubo, per la puntura di un ragno»: a parlare è una vittima del ragno violino. E non è l’unica. Ieri, dopo l’allarme lanciato da Leggo, tanti i lettori che hanno scritto per segnalare vecchie punture e casi sospetti. Perché il Loxosceles rufescens, questo il nome scientifico del ragno violino, colpisce in tutta Italia e soprattutto nel periodo estivo. A raccontarci la sua difficile esperienza è Alessia Assenso, trentenne romana, ancora stravolta dall’accaduto.

Come si è accorta del morso del ragno?
«Giovedì sera stavo scendendo dalla mia auto e ho sentito un leggerissimo pizzico al malleolo, dopo pochi minuti ho visto che c’era un puntino di sangue. Non mi sono allarmata, mi sono solo chiesta cosa mi avesse punto. Durante la serata è arrivato il prurito e nella notte ha iniziato a gonfiarsi il collo del piede».

Poi che cosa è successo?
«La mattina seguente il piede ha continuato a gonfiarsi in maniera evidente ed ho usato una crema antistaminica. Non ero spaventata, non potevo immaginare che fosse grave».

Quando ha deciso di contattare un medico?
«Sabato sono andata dalla parrucchiera e lei, vedendomi il piede, si è preoccupata ed ha composto il numero del centro anti-veleni del Policlinico Gemelli. E’ stata la mia salvezza, la ringrazierò sempre per questo».

Che cosa le hanno detto al telefono?
ragno violinoRAGNO VIOLINO
«Mi hanno consigliato di continuare a usare la crema e di tenere d’occhio la situazione: in caso di vomito, vertigini e diarrea sarei dovuta correre al pronto soccorso del Gemelli».

È stato necessario?
«Purtroppo sì: sabato sera, dopo 48 dalla puntura, a cena ho iniziato a stare male. Il piede era molto dolorante e sono corsa in bagno con forti attacchi di vomito e diarrea. Sono andata subito al Gemelli e mi hanno trattenuta per tre giorni con cure antibiotiche, cortisone e analisi del sangue per monitorare i valori sballati dei globuli bianchi».

Un’esperienza difficile?
«Sì. Mai avrei immaginato una cosa simile. Se avessi saputo che esisteva un’eventualità di questo tipo, sarei andata prima in ospedale: spero che il mio racconti serva ad altri per muoversi in tempo».


ALLARME RAGNO VIOLINO
Lorena Loiacono per www.leggo.it

ragno violino punturaRAGNO VIOLINO PUNTURA
A Roma è allarme “ragno violino”: basta una sua puntura per finire d’urgenza in ospedale. Si chiama Loxosceles rufescens, viene descritto dagli esperti come piccolo e giallognolo, a tratti marrone. Le dimensioni del ragno violino possono arrivare a una lunghezza che varia dai 7 ai 10 millimetri circa. Il suo carattere è schivo, resta nascosto e vive in disparte, come fosse un eremita. Ma quando si arrabbia sono guai. Il ragno violino, infatti, è velenoso. Ne sanno qualcosa le persone finite al pronto soccorso per un suo morso. 

ragno violinoRAGNO VIOLINO
Di cui a volte neanche ci si accorge. Bisogna fare attenzione perché non sempre infatti il paziente, morso dal ragno, avverte dolore al momento del pizzico. Se ne accorge nelle ore seguenti. E in questi giorni i casi stanno aumentando: del resto questa è la stagione preferita del cosiddetto “ragno violino”, in quanto calda e afosa. Il ragno spopola infatti sia nelle aree di campagna sia in città. Si annida spesso nei solai così come nelle scarpe e in luoghi appartati e protetti. Come sta accadendo ora nella zona di via Ardeatina e via Laurentina dove vicino alle aree residenziali ci sono ampi spazi verdi. 

«È una brutta bestia: se vuole, sa far male – spiega l’infettivologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano – generalmente non attacca perché tende a restare in disparte ma, se si incattivisce, è pericoloso. Un suo morso può portare prurito e arrossamenti ma anche allergie e bruciori. Non solo, se intervengono batteri anaerobi si possono anche creare danni alla cute, danni muscolari e ai reni. I sintomi si manifestano entro due giorni dalla puntura: a quel punto è indispensabile correre in ospedale. È importante prendere l’animale, anche morto e schiacciato, o fargli una foto per mostralo poi al medico a cui ci si rivolge. Il mio consiglio è di andare subito in una struttura ospedaliera con un centro anti-veleni».
Il ragno violino quindi, di piccole dimensioni e apparentemente innocuo, può portare conseguenze serie se sottovalutato.

Fonte: qui

martedì 14 marzo 2017

Fmi: debito globale a livelli paurosi

Alcuni Paesi Euro vulnerabili a normalizzazione monetaria

(ANSA) - ROMA, 13 MAR - Il debito globale ha raggiunto "livelli piuttosto paurosi". Lo ha detto il capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Maurice Obstfeld, in un discorso a Berlino, secondo quanto riferisce Bloomberg, sottolineando che alcuni Paesi dell'Eurozona "sono vulnerabili ad una normalizzazione della politica monetaria" dopo che non sono riusciti a ridurre il debito in una fase di tassi in calo.

Il 15 marzo la trumponomic potrebbe disintegrarsi

“Non ci sarà abrogazione e sostituzione dell’Obamacure. Né alcun taglio delle tasse. Né stimolo per le infrastrutture. Ci sarà solo un gigantesco bagno di sangue fiscale sul tetto del debito“. (1) Queste sono le parole di David Stockman, ex-direttore del budget della Casa Bianca di Reagan, che insiste sul fatto che un bagno di sangue nel mercato è imminente, mentre la vacanza sull’ascesa del debito finirà il 15 marzo 2017. “Ci sarà la sospensione del governo“, ha detto Stockman alla CNBC. “E’ del tutto inaspettato, imprevisto a Wall Street, e spaventerà tutti“. (2) Il 15 marzo è anche il giorno della riunione del Federal Open Market Committee, durante cui si prevede di rialzare i tassi; le elezioni olandesi saranno lo stesso giorno. Sarà l’inizio della grande crisi finanziaria? L’ultima sospensione del limite del debito fu decisa nell’ottobre 2015. Sei anni fa, nell’estate 2011, dopo l’accordo sul tetto del debito raggiunto da Obama, l’agenzia di rating Standard&Poor declassò i titoli di Stato degli Stati Uniti da AAA a AA+. (3)

Secondo Stockman, vi è la grande opportunità che presidente e Congresso raggiungano un accordo sul debito a 20 trilioni di dollari (106% del PIL). Quindi “il Tesoro avrà circa 200 miliardi di dollari in contanti. Bruciamo contanti al ritmo di 75 miliardi di dollari al mese. Entro l’estate, il contante sarà finito. Allora saremo nella madre di tutte le crisi sul tetto del debito. Tutto si fermerà. Credo che avremo la sospensione del governo“. (4) Ovviamente, questo significherebbe alcun stimolo, ma tagli fiscali. Con i tassi d’interesse più elevati del previsto, gli Stati Uniti si ritroveranno con una politica monetaria restrittiva e una fiscale restrittiva: la peggiore combinazione possibile per uccidere l’economia. La decisione della FED arriverebbe (come sempre) troppo tardi e causerà la prossima crisi, che sfocerebbe nella recessione negli Stati Uniti.

La Trumponomic finirà prima ancora d’iniziare, a meno che il Congresso annunci l’eterna vacanza sul limite del debito.Riferimenti
1, 4. Stockman: Dopo il 15 marzo tutto si fermerebbe, Zerohedge 27/02/2017 .
2. Wall Street travisa Trump, e un bagno di sangue sul mercato è imminente: Stockman, CNBC 05/03/2017.
3. Ricordate il tetto del debito? Eccolo di nuovo, CNBC 2017/02/17 .
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

martedì 24 gennaio 2017

LA MADRE DEGLI IMBECILLI E’ SEMPRE INCINTA.

ANCHE QUELLA DEI FUNZIONARI CHE NON HANNO PRESO SUL SERIO L’ALLARME DI RIGOPIANO 

ERANO CONVINTI CHE FOSSE CROLLATO IL TETTO DI UNA STALLA E NON L’ALBERGO 

LA TELEFONATA D’ALLARME SCAMBIATA PER UNO SCHERZO 

ESTRATTI I CADAVERI DI ALTRE 6 PERSONE

Da la Repubblica

rigopianoRIGOPIANO
Si aggrava sempre di più, con il passare delle ore, il bilancio della tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), travolto il 18 gennaio da una valanga causata dalle scosse di terremoto: nella notte sono stati recuperati i corpi senza vita di tre persone, tutti uomini, mentre poco dopo le 9 i vigili del fuoco hanno recuperato i corpi di altre due donne ed un altro uomo all'interno della struttura crollata. Il bilancio ufficiale delle vittime sale a 15, mentre il numero dei dispersi scende a 14. Undici le persone finora in salvo.

vigili del fuoco rigopianoVIGILI DEL FUOCO RIGOPIANO
Mentre i soccorsi lavorano giorno e notte senza sosta, nella speranza di poter trovare qualcuno ancora in vita (speranza a cui ha dato forza il ritrovamento, ieri, di tre cuccioli di pastore tedesco ancora vivi, rimasti bloccati in un locale caldaie dell'albergo), proseguono le indagini per ricostruire le ore immediatamente successive al disasto. E, con il passare delle ore emergono dettagli, come la telefonata d'allarme raccolta da una funzionaria della Prefettura e ignorata, perché ritenuta falsa.


Fabio Tonacci per la Repubblica

HOTEL CROLLATO - RIGOPIANOHOTEL CROLLATO - RIGOPIANO
"Sono Marcella di cognome, Quintino di nome". Per quattro volte il ristoratore di Silvi Marina declina le sue generalità, durante la telefonata del grande equivoco. Quella delle 18.20 di mercoledì 18 gennaio. Per quattro volte l'uomo si sente rispondere da una funzionaria di alto livello della prefettura, con tono infastidito, che "l'hotel Rigopiano non è crollato", che "questa storia gira da stamattina" e che si sta sbagliando perché a essere crollata è "la stalla di Martinelli, quello delle pecore".

CINQUE MINUTI
RigopianoRIGOPIANO

Un equivoco, appunto. Gigantesco. Durato per tutti i cinque minuti circa della chiamata che il centralino del 113 girò alla sala operativa del Ccs, il Centro di coordinamento dei soccorsi attivato la mattina stessa nella prefettura di Pescara.

Marcella: "Mi sente?"

Funzionaria: "Sì che la sento".

MAIL INVIATA DALL HOTEL RIGOPIANOMAIL INVIATA DALL'HOTEL RIGOPIANO
M: "Sono Marcella di cognome, Quintino di nome. Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp cinque minuti fa, l'albergo di Rigopiano è crollato, non c'è più niente... Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli... intervenite, andate lassù".

F: "Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli".

M: "No, no! Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp 5 minuti fa, ha i bimbi là sotto... sta piangendo, è in macchina... lui è uno serio, per favore".
hotel rigopiano prima della slavinaHOTEL RIGOPIANO PRIMA DELLA SLAVINA

F: "Senta, non ce l'ha il suo numero? Mi lasci il numero di telefono (...). Ma è da stamattina che circola questa storia, ci risulta che solo la stalla è crollata. Che le devo dire?".

IL PRIMO ERRORE

È questo il primo drammatico errore. Pietropaolo Martinelli è un piccolo imprenditore di Farindola. Produce un formaggio assai conosciuto da queste parti, il pecorino di Farindola. La sua stalla si trova a pochi chilometri di distanza dall'hotel Rigopiano, e quella mattina il terremoto ne ha danneggiato gravemente il tetto: è piombato su 300 pecore, rimaste incastrate.

Per questo motivo il proprietario aveva segnalato il crollo a chi stava gestendo i soccorsi, attraverso la Guardia Forestale. Quando la funzionaria sente parlare di Rigopiano, pensa alla fattoria. Non è sola nella sala operativa, e chi le sta vicino concorda con lei. La telefonata tra la funzionaria della prefettura e Quintino Marcella continua.

F: "Come si chiama quel cuoco?".

hotel rigopiano 2HOTEL RIGOPIANO 
M: "Giampiero Parete. È quello della pizzeria, è il figlio di Gino...".

F: "Sì, lo conosco benissimo il figlio di Gino, conosco lui, conosco la mamma. È da stamattina che gira 'sta cosa. Il 118 mi conferma che hanno parlato col direttore due ore fa, mi confermano che non è crollato niente, stanno tutti bene".

M: "Ma come è possibile?".

F: "La mamma dell'imbecille è sempre incinta. Il telefonino... si vede che gliel'hanno preso...".

M: "Ma col numero suo?".

F: "Sì".

hotel rigopiano 2HOTEL RIGOPIANO 
IL DIRETTORE ALL'OSCURO

La funzionaria pensa a uno scherzo. Ipotizza che qualcuno possa aver preso il cellulare di Giampiero Parete e abbia mandato un finto allarme a Quintino. Il quale, incredulo, le ribadisce che Pareti è "uno serio", uno che non permetterebbe mai una cosa del genere, che ha moglie e figli nell'albergo crollato, che la situazione è gravissima.

La funzionaria, però, è irremovibile. Anche perché alle 17.40 dal Ccs dove lei si trova hanno effettivamente chiamato il direttore dell'Hotel Rigopiano, Bruno di Tommaso, per informarsi sulla situazione. Lo hanno fatto perché Parete, prima di rivolgersi a Marcella pregandolo di diffondere l'Sos, aveva contattato il 118 lanciando lui stesso l'allarme (nei tabulati telefonici, la chiamata risulta essere partita dal suo cellulare alle 17.08).

i soccorsi all hotel rigopiano 9I SOCCORSI ALL HOTEL RIGOPIANO
È questa la primissima segnalazione del disastro dell'albergo: il centralino la gira prima alla Croce Rossa e poi, da questa, al Ccs. Di Tommaso però è a Pescara, non a Farindoli. Non sa della valanga, non lo può sapere. E quando lo contattano per verificare, risponde basandosi sulle uniche informazioni di cui dispone in quel momento: l'hotel è a posto, non gli risulta che sia successo niente. Per questo la funzionaria, di fronte alle insistenze di Marcella, sbotta.

i soccorsi all hotel rigopiano 6I SOCCORSI ALL HOTEL RIGOPIANO
F: "Due ore fa, le confermo, al 118 hanno parlato con l'hotel. Non le dico una bugia! Ma se fosse crollato tutto, pensa che che rimarremmo qua?"

M: "Si metta in contatto col direttore...".

F: "Non so se si rende conto della situazione... Abbiamo gente in strada, gente con la dialisi, anziani. E io per lei... Provi lei a mettersi in contatto con il direttore. Non è scortesia. Arrivederci".


Fonte: qui


L’HOTEL RIGOPIANO È STATO COSTRUITO SUI DETRITI DI UNA VALANGA DEL 1936, E ORA SCATTA UNA NUOVA INDAGINE SUI LAVORI DI AMPLIAMENTO, DOPO CHE SINDACO E ASSESSORI DI FARINDOLA ERANO GIÀ STATI PROSCIOLTI 

IL FORUM H20: ‘COME STARE PROPRIO LUNGO LA CANNA DI UN FUCILE CHE POI È STATO CARICATO ED HA SPARATO’

I REATI SONO PRESCRITTI: UN’EVENTUALE SENTENZA RISCHIA DI AVERE UN VALORE ESCLUSIVAMENTE STORICO 

Marco Imarisio per il Corriere della Sera

Carta canta. Per almeno due volte. Nel 1991 la Regione Abruzzo decide di dotarsi di una mappa che segnala eventuali criticità sul proprio territorio. Si tratta di un debutto, reso necessario dalle alluvioni e dallo sciame sismico del biennio precedente. La carta ufficiale mostra come l' hotel Rigopiano sia al centro di un' area con colate detritiche, dette conoidi.
hotel rigopiano mappe geomorfologicheHOTEL RIGOPIANO MAPPE GEOMORFOLOGICHE

A farla breve, un lembo di terreno rialzato rispetto alla superficie intorno per via dell' accumulo di materiale caduto dall' alto. Nel dicembre del 2007 quel documento diventa una specie di Vangelo ambientale, perché viene adottato tale e quale com' era dalla Giunta che sulla base delle sue segnalazioni approva il nuovo Piano di assetto idrogeologico.

Con il senno di poi si può fare di tutto, ma è vero che quelli riportati sopra non sono giudizi, ma semplici dati rilevati dai documenti ufficiali presenti sul sito della Regione.
Sono stati resi pubblici dal Forum H2O, filiazione diretta dei comitati per l' acqua pubblica.
Attivisti, ingegneri e operatori ambientali militanti. I due puntini rossi che indicano il Rigopiano, ponendolo all' interno di una zona che gli esperti della Regione hanno considerato a elevato rischio di «anche precipitazione ambientale» sono il punto di partenza che ha portato la Procura di Pescara ad acquisire la loro denuncia.

la valanga dell hotel rigopianoLA VALANGA DELL HOTEL RIGOPIANO
«L' elemento conoscitivo non è stato trasformato in un vincolo che avrebbe obbligato a non costruire o a farlo seguendo direttive che avrebbero fatto impennare i costi». Da qui in poi ogni elemento diventa opinione, quindi confutabile. Come quella di Augusto De Sanctis, presidente del Forum, convinto che non sia stata sciatteria, ma una pura questione di soldi. L' hotel Rigopiano era una struttura preesistente, in una zona dove nel 1936 si era verificata una valanga di portata paragonabile a quella che mercoledì scorso ha fatto strage. A quel tempo, nella valle sorgeva solo un rifugio.

rigopianoRIGOPIANO
Secondo il Forum H2O questo non è importante, perché i tempi di ritorno di questi fenomeni estremi sono molto lunghi. Come per le piene dei fiumi, possono avere una ciclicità plurisecolare, raggiungendo aree che ai non addetti ai lavori sembravano tranquille. «È per questo» aggiunge De Sanctis «che esistono le carte del rischio, basate sugli eventi già noti ma soprattutto sulle caratteristiche specifiche del terreno in questione».

L' accusa esplicita è questa: l' ultima ristrutturazione, avvenuta tra il 2007 e il 2008, «ha ampliato le capacità ricettive della struttura e quindi il rischio intrinseco», quando invece c' erano tutti gli elementi per accorgersi dei problemi.
RigopianoRIGOPIANO

Almeno una parte di colpa nel disastro sarebbe quindi da attribuire a quegli ultimi lavori, autorizzati da una delibera del comune di Farindola il 30 settembre 2008 che divenne oggetto di una inchiesta e di un processo per corruzione e abuso di ufficio, chiusi nell' aprile del 2016 con l' assoluzione «perché il fatto non sussiste» di tutti gli imputati. Sindaco, assessore e consiglieri comunali.

I reati erano prescritti da tempo. «Ma la completezza dell' istruttoria impone il vaglio delle risultanze dibattimentali» scrissero i giudici nelle motivazioni della sentenza. La Del Rosso srl, titolare dell' hotel, aveva preso possesso di alcuni terreni limitrofi dei quali era proprietario il Comune, e li aveva utilizzati per espandere la ristrutturazione in corso. I magistrati ipotizzarono uno scambio di denaro in cambio della sanatoria, che si rivelò inesistente. La valutazione dei giudici su quei lavori differisce non poco da quelle di Forum H2O.

HOTEL CROLLATO - RIGOPIANOHOTEL CROLLATO - RIGOPIANO
«Non soltanto non emerge alcun profilo di illegittimità nella delibera adottata, ma non può ravvisarsi neppure un esercizio dei pubblici poteri non improntato a imparzialità e buon andamento. Infatti, l' occupazione abusiva, che riguardava una porzione di terreno piuttosto esigua (1.700 metri quadrati), tenuto conto della collocazione geografica, un' area di montagna totalmente disabitata e destinata a pascolo, fu sanata e stabilito per la sua occupazione un canone ritenuto congruo».

Non è un precedente da poco. Le ultime modifiche del Rigopiano hanno superato indenni il verdetto dell' aula.
SLAVINA AL RIGOPIANOSLAVINA AL RIGOPIANO

Quelle meno recenti risalgono alla notte dei tempi. La nuova inchiesta della Procura su come e perché l' hotel Rigopiano sia stato costruito in un' area dove sono presenti colate di detriti, rischia di avere un valore esclusivamente storico.

Fonte: qui

domenica 22 maggio 2016

"2016 nuovo anno da caldo record", la Nasa lancia l'allarme clima

OFC2LzcnQm7cNNrO"Con l'aggiornamento di aprile, c'è oltre il 99% di possibilità che il 2016 sia un nuovo anno da record". Il tweet d'allarme è di Gavin Schmidt, scienziato della Nasa, che lascia poco spazio all'immaginazione. Dopo un autunno e un inverno anomali, sembra che temperature più alte della media non siano in procinto di abbandonarci anzi. A ottobre, novembre e dicembre sono stati registrati oltre un grado in più (da 1,01 a 1,10), mentre nei primi 4 mesi del 2016 è stato toccato un +1,33 (febbraio), +1,29 (marzo) e 1,11 ad aprile, il più caldo aprile di sempre sulla media trentennale 1951-1980.
With Apr update, 2016 still > 99% likely to be a new record (assuming historical ytd/ann patterns valid).
L'aumento delle temperature, si legge sul 'Guardian', è dovuto in parte al fenomeno climatico del Nino che da solo non può però giustificare un tale aumento di temperatura. Il problema è la quantità di CO2 presente nell'atmosfera. E "i climatologi lanciano avvertimenti sin dagli anni Ottanta. Dal 2000 in poi è tutto scontato" commenta Andy Pitman, direttore dell'Arc Centre of Excellence for Climate System Science dell'università australiana del New South Wales.