9 dicembre forconi: RELAZIONI BILATERALI
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sabato 30 giugno 2018

LA PROPOSTA INDECENTE DI TRUMP A MACRON: “ESCI DALL'EUROPA E TRATTA CON NOI”

LO RIVELA IL “WASHINGTON POST”: I DUE NE AVREBBERO PARLATO DURANTE LA VISITA DEL PRESIDENTE FRANCESE ALLA CASA BIANCA, LO SCORSO APRILE: “LASCIA L’UE POI CI PENSERÒ IO A PRESENTARTI UNA PROPOSTA DI FAVORE NEGLI SCAMBI CON IL MIO PAESE”

Flavio Pompetti per “il Messaggero”

trumpTRUMP
«Emmanuel, rompi con l' Europa ed esci dalla comunità. Poi ci penserò io a presentarti una proposta di favore negli scambi con il mio paese». La proposta indecente è stata fatta da Donald Trump a Macron in una conversazione che i due hanno avuto durante la visita del presidente francese alla casa Bianca lo scorso aprile. A raccontarlo è il giornalista del Washington Post Josh Rogin, il quale riferisce quanto avrebbe appreso da due funzionari europei presenti all' incontro. I due statisti erano lontani dalle telecamere, ma ugualmente accompagnati dai propri funzionari.
trump e macron 2TRUMP E MACRON 

Trump avrebbe promesso alla Francia un trattamento migliore di quello riservato al resto dei partner statunitensi in area Ue, che potesse compensare in termini economici e politici quanto il paese transalpino perderebbe distaccandosi dall' Unione. Eliseo e Casa Bianca si sono rifiutati di commentare, ma nessuno dei due ha contraddetto il testo dell' articolo.Trump non ha mai fatto mistero della volontà di rompere l' unità del patto europeo, così come per conto degli Usa ha già fatto con il TPP, l' accordo di Parigi e il patto sul nucleare iraniano.

trump e macron 1TRUMP E MACRON 
Già dai tempi della campagna elettorale aveva preso ad attaccare la Nato per definirla obsoleta e soprattutto insolvente riguardo agli obblighi finanziari. Le polemiche su questo fronte sono continuate dopo l' insediamento, puntuali ad ogni occasione di incontro con i leader europei incluso quello con Angela Merkel, alla quale Trump aveva rivolto un simile invito di negoziare una trattato commerciale bilaterale, indipendente dal resto della comunità.

macron, merkel, trumpMACRON, MERKEL, TRUMP
Negli ultimi mesi poi, quando Trump ha alzato il tiro sul fronte dei dazi, la mira degli insulti si è fatta più precisa. Gli Usa sono il salvadanaio al quale tutti cercano di rubare ha detto il presidente al G7 di Charlevoix prima di abbandonare il summit e revocare il suo consenso al documento conclusivo. Con questo bagaglio di ostilità Trump si appresta a volare a Bruxelles per il vertice della Nato il 10 e l' 11 di luglio, in un viaggio che culminerà con il suo incontro con Vladimir Putin, il leader che è più interessato ad una eventuale rottura dell' Europa.

TRUMP MACRONTRUMP MACRON
Sulla strada di avvicinamento alla data della partenza, il presidente è tornato ad attaccare l' Europa «strutturata per rubare i nostri soldi» in un comizio in Nord Dakota, e a lanciare strali contro la cancelliera Merkel debole e incapace. Per il segretario di Stato Mike Pompeo, dietro le scintille dell' incontinenza verbale Trump nutre il desiderio di operare un reset dell' ordine liberale che vige nell' occidente, più consono naturalmente agli interessi del suo paese, o un rinnovamento strategico, nelle parole del vice segretario Wess Mitchell. Se questo obiettivo passa davvero per una rottura dei patti che legano gli Usa agli alleati atlantici, il presidente farà bene a chiarire il suo pensiero a breve.

Fonte: qui

martedì 4 ottobre 2016

OBAMA ROMPE LE RELAZIONI BILATERALI CON LA RUSSIA PER LA GESTIONE DELLA GUERRA IN SIRIA

PUTIN RILANCIA E BLOCCA L'ACCORDO SUL DISARMO NUCLEARE 

I RAPPORTI TRA LE DUE SUPERPOTENZE NON SONO MAI STATE COSÌ IN BASSO DALLA FINE DELL’URSS

Paolo Mastrolilli per “La Stampa”

PUTIN OBAMA 1PUTIN OBAMA 
Da una parte, gli Stati Uniti interrompono le relazioni bilaterali con la Russia sulla Siria; dall' altra, Mosca risponde bloccando l'applicazione di un accordo per il disarmo nucleare con Washington, alzando subito il livello dello scontro per riportarlo su toni da Guerra fredda. Non c'è più alcun dubbio che i rapporti tra le due ex superpotenze sono al livello più basso dalla fine dell'Urss.

Nei giorni scorsi John Kerry aveva minacciato di fermare le comunicazioni dirette, se il Cremlino non avesse fermato l'offensiva su Aleppo e applicato l'accordo sulla tregua raggiunto a Ginevra. Le operazioni militari però vanno avanti, e quindi ieri Washington ha confermato lo stop delle relazioni: «La pazienza di tutti con la Russia sulla Siria è finita», ha detto il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest. Washington si spinge anche oltre e fa sapere che Obama «valuterà una serie di opzioni nei prossimi giorni, compresa la possibilità di sanzioni contro la Russia».
PUTIN E OBAMAPUTIN E OBAMA
Vladimir Putin però non è rimasto impressionato da un provvedimento - la rottura della collaborazione - che ormai dava per scontato. Anzi, ha rilanciato, firmando un decreto con cui ha bloccato l'applicazione di un accordo con Washington sul disarmo nucleare, perché gli Usa hanno provocato una «minaccia alla stabilità strategica, come risultato di azioni non amichevoli».

L'intesa, firmata nel 2000 e confermata nel 2010, prevedeva l' eliminazione di 34 tonnellate ciascuno di plutonio utilizzabile per la costruzione di armi. La mossa di Mosca dimostra che Putin non è intimorito dai passi di Obama, e anzi lo sfida, alzando la posta fino a minacciare l'equilibrio nucleare.

PUTIN E OBAMAPUTIN E OBAMA
Non c'è dubbio che questa escalation non si fermerà, almeno fino all'8 novembre, quando conosceremo il nome del nuovo presidente americano. Trump, forse aiutato dalle incursioni digitali degli hacker russi, ha già detto di ammirare Putin e di voler fare la pace. Clinton invece si presenta come la prosecuzione della linea attuale, forse più muscolosa, e la sua elezione costringerebbe Mosca a decidere se metterla alla prova, oppure tornare a discutere per trovare un nuovo equilibrio.

Fonte: qui