9 dicembre forconi: Oxfam
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mercoledì 8 novembre 2017

LE BUGIE ONG SONO STATE SMACHERATE, NIENTE POLIZIOTTI A BORDO MA ORA LAVORANO CON LA NATO…

Ong e organizzazioni internazionali che hanno fatto fuoco e fiamme sullo stop ai migranti dalla Libia imposto dal Viminale adesso collaborano con la Nato sulla stessa spinosa questione.
Non volevano i poliziotti italiani a bordo delle navi recupera-migranti, ma fanno parte delle rete di collegamenti del nuovo hub Nato a Napoli per la raccolta di informazioni e l’analisi, in Africa e Medio oriente, a cominciare dal terrorismo e dalle migrazioni.
Al punto che Save the children, Oxfam, Care, Intersos, oltre all’Onu, compaiono sul sito ufficiale della direzione strategica dell’Alleanza atlantica per il Sud del Mondo (Nsds Hub) inaugurato lo scorso settembre. Un centro innovativo che per la Nato «raccoglierà, analizzerà e diffonderà informazioni», anche sui flussi migratori.
Sul sito del centro si spiega con chiarezza che «l’hub svilupperà nuovi rapporti con le Organizzazioni Internazionali e le Entità non Nato» ovvero Ong, università e centri studi. Una sezione specifica si occuperà del «coordinamento e rispetto reciproco con le Organizzazioni internazionali e non governative».
Non a caso l’inaugurazione è passata sotto silenzio, ma di fatto si tratta di un importante avamposto di intelligence dell’Alleanza sui temi più caldi. Il 5 settembre, al taglio del nastro, il tenente colonnello Massimo Zaccheroni, che fa parte della struttura ha confermato sulle pagine locali di Repubblica, che «il ruolo delle organizzazioni non governative sarà quello di condividere informazioni e renderle disponibili, un’attività di sharing dei report fatti sul posto dalle ong che però potranno venire anche qui alla base Nato e lavorare con noi: ci sarà una cellula per tutti gli enti non-Nato». E il comandante americano, Alex Bush, ha sottolineato che le informazioni raccolte saranno pubblicate «sul nostro sito tranne ovviamente quelle segrete, che condivideremo solo nella rete interna».
Una buona idea per fronteggiare terrorismo e traffico di esseri umani, ma paradossale rispetto alla levata di scudi delle Ong coinvolte che non volevano neppure i poliziotti italiani sulle loro navi. Una di queste è Oxfam. Il suo rappresentante in Italia, Francesco Petrelli, si è sempre schierato contro gli agenti armati a bordo.
Non solo: cliccando sul link della Ong dal sito del nuovo centro Nato si arriva dritti al dossier di denuncia per «l’inadeguatezza delle politiche europee e le sue conseguenze sulla vita di centinaia di migliaia di migranti e rifugiati». Oxfam si scaglia anche contro l’Italia e il parziale stop dei flussi dalla Libia, però collabora con il centro di raccolta informazioni della Nato. Save the children è un’altra Ong che compare sul sito dell’hub militare.
Pur avendo firmato il codice di condotta del Viminale, la procura di Trapani indaga per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina il comandante della nave Vos Hestia, che l’organizzazione umanitaria ha utilizzato al largo della Libia. E il direttore generale Valerio Neri, appena firmato il codice, riferendosi all’arrivo a bordo di poliziotti italiani, aveva ribadito che «probabilmente non accadrà mai».
Per non parlare del paradosso delle Nazioni unite, che da una parte collaborano con l’hub di Napoli, che raccoglierà informazioni sul traffico di esseri umani, ma dall’altra hanno ripetutamente attaccato l’Italia sul piano per arginare l’arrivo dei barconi dalla Libia appellandosi al sacro totem dei diritti umani.
Fonte: qui

lunedì 16 gennaio 2017

GLI 8 SUPER RICCHI DEL PIANETA HANNO LA STESSA RICCHEZZA DI 3,6 MILIARDI DI PERSONE!


PER IL RAPPORTO OXFAM, SONO LE MULTINAZIONALI E I RICCHI AD ALIMENTARE LE DISUGUAGLIANZE SOCIALI, ATTRAVERSO ELUSIONE E EVASIONE FISCALE(E L'USURA SULLA MONETA!!!), MASSIMIZZAZIONE DEI PROFITTI E COMPRESSIONE DEI SALARI
Barbara Ardù per “la Repubblica”

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A furia di deregulation e libero mercato, viviamo in un mondo dove più che l’uomo conta il profitto, dove gli otto super miliardari censiti da Forbes, detengono la stessa ricchezza che è riuscita a mettere insieme la metà della popolazione più povera del globo: 3,6 miliardi di persone. 

E non stupisce visto che l’1% ha accumulato nel 2016 quanto si ritrova in tasca il restante 99%.

È la dura critica al neoliberismo che arriva da Oxfam, una delle più antiche società di beneficenza con sede a Londra, ma anche una sfida lanciata ai Grandi della Terra, che domani si incontreranno a Davos per il World Economic Forum. I dati del Rapporto 2016, dal titolo significativo, “Un’economia per il 99%” (la percentuale di popolazione che si spartisce le briciole), raccontano che sono le multinazionali e i super ricchi ad alimentare le diseguaglianze, attraverso elusione e evasione fiscale, finanza, massimizzazione dei profitti e compressione dei salari.

Ma non è tutto.

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Grandi corporation e miliardari usano il potere politico per farsi scrivere leggi su misura, attraverso quello che Oxfam chiama capitalismo clientelare

E l’Italia non fa eccezione. I primi 7 miliardari italiani possiedono quanto il 30% dei più poveri. 

«La novità di quest’anno è che la diseguaglianza non accenna a diminuire, anzi continua a crescere, sia in termini di ricchezza che di reddito», spiega Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia. 

Nella Penisola il 20% più ricco ha in tasca il 69,05% della ricchezza, un altro 20% ne controlla il 17,6%, lasciando al 60% più povero il 13,3%. 

O più semplicemente la ricchezza dell’1% più ricco è 70 volte la ricchezza del 30% più povero.

Ma Oxfam non punta il dito solo sulla differenza tra i patrimoni di alcuni e i risparmi, piccoli o grandi, dei tanti. Le differenze si sentono anche sul reddito, che ormai sale solo per gli strati più alti della popolazione

Perché mentre un tempo l’aumento della produttività si traduceva in un aumento salariale, oggi, e da tempo, non è più così. 

Il legame tra crescita e benessere è svanito. La ricchezza si ferma solo ai piani alti.

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Accade ovunque, Italia compresa. Gli ultimi dati Eurostat confermano che i livelli delle retribuzioni non solo non ricompensano in modo adeguato gli sforzi dei lavoratori, ma sono sempre più insufficienti a garantire il minimo indispensabile alle famiglie. 

E per l’Italia va anche peggio, essendo sotto di due punti alla media Ue. Quasi la metà dell’incremento degli ultimi anni, il 45%, è arrivato solo al 20% più ricco degli italiani.

E solo il 10% più facoltoso dei concittadini è riuscito a far salire le proprie retribuzioni in modo decisivo. 

Non ci si deve stupire dunque se ben il 76% degli intervistati - secondo il sondaggio fatto da Oxfam per l’Italia - è convinto che la principale diseguaglianza si manifesti nel livello del reddito.

E l’80%, una maggioranza bulgara, considera prioritarie e urgenti misure per contrastarla. 

Ai governi Oxfam chiede di fermare sia la corsa al ribasso sui diritti dei lavoratori, sia le politiche fiscali volte ad attirare le multinazionali. Oppure nel giro di 25 anni assisteremo alla nascita del primo trilionario, una parola oggi assente dai dizionari.

Fonte: qui