9 dicembre forconi: Caraibi
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mercoledì 23 maggio 2018

IL RELITTO DEL LEGGENDARIO GALEONE SAN JOSÉ INDIVIDUATO A 600 METRI DI PROFONDITÀ NELL’OCEANO ATLANTICO DA UN ROBOT SUBACQUEO: ARMI, MANUFATTI, DELFINI INCISI SUI CANNONI E UN BOTTINO DI ORO, ARGENTO E DIAMANTI DAL VALORE DI 14 MILIARI DI EURO

LA POSIZIONE ESATTA IN CUI SI INABISSÒ NEL 1708 RIMANE SEGRETA A CAUSA…

VIDEO: IL RITROVAMENTO DEL SAN JOSE'

DAGONEWS

san jose 7SAN JOSE 
Chissà per quanti secoli ancora sarebbe rimasto nascosto in fondo ai Caraibi se non fosse stato per Remus 6000, il robot subacqueo e autonomo che già nel 2011 era riuscito a trovare in mezzo all'Oceano Atlantico il relitto dell'Air France 447, precipitato due anni prima con 228 persone a bordo.

Anche questa volta il robot ha fatto centro, riuscendo a localizzare a 600 metri di profondità, al largo della Colombia, vicino alle isole del Rosario, il "Sacro Graal" dei mari, il leggendario galeone spagnolo a tre alberi San José che, con 600 persone a bordo, fu affondato nel giugno 1708 dalle navi britanniche insieme al bottino da capogiro che stava portando in Spagna per finanziare la guerra proprio contro gli inglesi: un carico di monete d'oro e d'argento, diamanti e altre pietre preziose per un valore attuale di oltre 14 miliardi di euro.

san jose 3SAN JOSE 
Cercato in lungo e in largo per trecento anni proprio come se fosse il "Sacro Graal", è stato scoperto nel novembre 2015 da Remus, ma solo in questi giorni sono stati forniti ulteriori dettagli sul ritrovamento, visto che da anni la proprietà del San José e del suo bottino sono oggetto di contenziosi internazionali tra la Colombia, la Spagna e la Sea Search Armada (SSA), compagnia di salvataggio con sede negli Stati Uniti.

Contenziosi in virtù dei quali la posizione esatta del naufragio è ancora tenuta segreta e la nave non è stata ancora recuperata.
san jose 2SAN JOSE 






Le ricerche sono state condotte da un team di esperti internazionali dell'Istituto oceanografico americano Whoi, dalla Marina colombiana e dall'istituto di Archeologia del Paese che tre anni fa hanno trovato finalmente il San José grazie a Remus 6000: il robot ha utilizzato il sonar per individuarlo a 600 metri di profondità, è sceso fino a 10 metri dal relitto e ha scattato una ricca serie di foto che costituiscono una prova dell'identità del galeone, alcune delle quali ritraggono le armi, le ceramiche, i manufatti, i delfini incisi sui cannoni della nave.

san jose 1SAN JOSE 
Sono nuovi dettagli che sono stati rilasciati solo lunedì con il permesso delle agenzie coinvolte nella ricerca, incluso il governo colombiano.

«Il relitto era parzialmente ricoperto di sedimenti - ha detto Mike Purcell, ingegnere della Whoi e capo della spedizione - ma grazie alle immagini della telecamera siamo stati in grado di vedere nuovi dettagli nel relitto, con una risoluzione sufficiente per distinguere le sculture decorative sui cannoni. È stato un grande momento».
charles wagerCHARLES WAGER




Avuta la conferma che si trattava proprio del galeone San José, il presidente colombiano Santos disse che si trattava di «una delle più grandi - se non la più grande - scoperte di patrimonio sommerso nella storia dell'umanità».

Il punto esatto in cui si trova il galeone, come già detto, è ancora un segreto di Stato, visti i contenziosi in atto.

La Colombia ne rivendica il possesso in quanto situato nelle proprie acque territoriali, mentre la Spagna avanza diritti sostenendo che la nave batteva bandiera spagnola al momento del naufragio.
san jose 4SAN JOSE 
   


Dal canto suo, la Sea Search Armada sostiene di aver localizzato il galeone già nel 1981 e di aver poi stipulato un patto con il governo colombiano per la divisione del bottino: un accordo che la Colombia si sarebbe rimangiato sostenendo che l'area individuata dalla Sea Search non era quella giusta.

In attesa che si arrivi a una soluzione, l'Unesco ha invitato la Colombia a non sfruttare commercialmente il relitto.

Fonte: qui

lunedì 7 maggio 2018

VIDEO: ATTIMI DI PAURA SULLA NAVE DA CROCIERA ‘CARNIVAL DREAM’ DIRETTA AI CARAIBI: L’ACQUA HA INVASO CORRIDOI E ALMENO 50 CABINE PER UNA INTERRUZIONE DELLA LINEA DI GALLEGGIAMENTO

I PASSEGGERI SI SONO ARMATI DI BACINELLE E HANNO DOVUTO DORMIRE SUI TAPPETINI DA YOGA

VIDEO: ALLAGAMENTO DENTRO LA 'CARNIVAL DREAM'

carnival dream 3CARNIVAL DREAM 
Attimi di paura sulla nave da crociera Carnival Dream diretta ai Caraibi quando l’acqua ha invaso corridoi e almeno 50 cabine per una interruzione della linea di galleggiamento.

I passeggeri della nave, dopo un primo momento di smarrimento, si sono armati di secchi e bacinelle e hanno iniziato a gettare via l’acqua per rimediare all’allagamento.

carnival dreamCARNIVAL DREAM








A riprendere la scena è stata la passeggera Marla DeAnn Haase con un video su Facebook, mostrando come l’acqua ha rapidamente riempito il corridoio e spiega che la nave aveva lasciato New Orleans domenica diretta verso i Caraibi e giovedì si è verificato il guasto.

La Carnival ha spiegato che l’equipaggio ha riparato alla situazione e ha offerto un rimborso completo ai passeggeri allagati.

Fonte: qui

domenica 12 novembre 2017

LA VENDETTA DI LAVITOLA SU BERLUSCONI CHE NON LO HA DIFESO ...

LAVITOLA: "I DOCUMENTI DELLA CASA DI MONTECARLO, QUELLA COMPRATA DAL COGNATO DI FINI, ME LI SONO PROCURATI IO. LI HO OTTENUTI DA FUNZIONARI GOVERNATIVI DELL’ISOLA DI SANTA LUCIA. 

L’OPERAZIONE E’ STATA FINANZIATA DA BERLUSCONI. 

FECI PORTARE I SOLDI AI CARAIBI. TORNASSI INDIETRO NON LO RIFAREI…"

Emiliano Fittipaldi per ‘la Repubblica’

«I documenti della casa di Montecarlo, quella comprata dal cognato di Gianfranco Fini, il signor Giancarlo Tulliani, me li sono procurati io. Li ho ottenuti direttamente da funzionari governativi dell' isola di Santa Lucia. Ovviamente hanno voluto dei soldi per darmeli. Molti soldi. Tutta l' operazione è stata finanziata da Silvio Berlusconi. È lui che mi ha consegnato a Palazzo Grazioli circa 500 mila euro in contanti, che io ho fatto portare ai Caraibi con un aereo partito da Ciampino. Era l' estate del 2010. Tornassi indietro non rifarei quello che ho fatto».

Valter Lavitola, ex direttore dell' Avanti, un tempo vicinissimo a Bettino Craxi, diventato dieci anni fa faccendiere di successo e compagno di avventure del capo del centro destra italiano, è seduto sul divano del suo piccolo appartamento a Roma, nel quartiere di Monteverde. Apre la porta dopo aver accettato di parlare all' Espresso del misterioso dossieraggio sulla casa di Montecarlo, che ha modificato la storia recente del centrodestra italiano.

martinelli berlusconi lavitolaMARTINELLI BERLUSCONI LAVITOLA
Racconta ogni dettaglio della vicenda, autoaccusandosi di aver pagato funzionari pubblici di un paese straniero: se in una lettera a Berlusconi sequestrata dai pm aveva definito i denari ricevuti dal capo di Forza Italia un semplice "rimborso spese", ora - mentre Fini rischia il processo per riciclaggio e Berlusconi è tornato in campo più forte che mai - ammette che i soldi servirono per foraggiare i governanti dell' isola caraibica affinché producessero ad hoc un documento che inchiodasse l' ex leader di An.

Valter, uscito di galera un anno fa anche per una condanna per tentata estorsione a Berlusconi («mi brucia ancora, lui mi avrebbe potuto scagionare») si sgranchisce le mani.
«L' idea mi è venuta nell' estate del 2010. Quando i quotidiani berlusconiani indicano come le società che avevano acquistato la casa di Montecarlo avevano sede ai Caraibi, nella piccola isola di Santa Lucia, appunto».

martinelli con lavitola e berlusconiMARTINELLI CON LAVITOLA E BERLUSCONI
Negli staterelli del Golfo Del Messico Valter fa affari da tempo, e ha ottime relazioni con persone influenti. «In primis l' allora presidente di Panama, Ricardo Martinelli. Lo conoscevo prima della sua scalata al potere: lui aveva supermercati a cui vendevo i prodotti pescati con le mie barche in Brasile. Chiesi aiuto a lui: mi disse che mi avrebbe aiutato con le autorità di Santa Lucia a far uscire le carte».

Avuto il beneplacet per l' operazione dall' allora premier italiano, Valter spiega di essere tornato a Panama. «Ricardo si mise a mia disposizione. Mi procurò un aereo privato con cui andai, per la prima volta, da Panama a Santa Lucia. Non partii da solo, ma con un uomo dei servizi inglesi, che mi aiutò durante tutta l' operazione.
fini

Fu lui a portarmi da un funzionario del governo dell' isola, dicendomi che ci avrebbe potuto dare una mano. O meglio: per 100 mila dollari ci avrebbe consegnato la copia di una email che avrebbe provato quello che tutti, in Italia, si stavano chiedendo. Ossia se la casa di Montecarlo fosse stata effettivamente comprata dal cognato di Fini, Giancarlo Tulliani. La mail era stata mandata ad agosto 2010 dal broker James Walfenzao, un collaboratore dei Corallo, ai due fiduciari dei fondi segreti Printemps e Timara proprietari dell' appartamento. Nell' informativa Walfenzao parlava di un coinvolgimento diretto di Tulliani».

La mail, in effetti, fu pubblicata sull' Avanti a inizio ottobre del 2010. «Pago i centomila, afferro la copia della mail, e metto i duecentomila che mi restano in una cassetta di sicurezza. Dissi a Berlusconi che eravamo a cavallo, ma lui mi spiegò che con quel solo documento non inchiodavamo nessuno. Che ci voleva qualcosa di più: le carte originali delle società proprietarie della casa di Montecarlo ».
LavitolaLAVITOLA

Comprare anche quelle, chiosa ancora Lavitola, si rivelò però impossibile: il concessionario che gestiva le società offshore, avesse girato documenti riservati, avrebbe creato a sé stesso un danno d' immagine colossale. 

«Il mio amico inglese, però, trovò una soluzione: quella di far scrivere una informativa confidenziale destinata al presidente dell' isola e firmata da un ministro che facesse definitiva chiarezza sul legame tra Tulliani e le società che avevano rilevato da An la casa di Montecarlo. I funzionari governativi ci chiesero 800 mila dollari».

GIANCARLO TULLIANI E LA CASA DI MONTECARLOGIANCARLO TULLIANI E LA CASA DI MONTECARLO
Secondo il giornalista amico di Bettino Craxi l' intervento di Berlusconi fu provvidenziale. «Spiegai al premier quello che mi avevano chiesto e lui mi diede, a Palazzo Grazioli, circa 500 mila euro in contanti per pagarli». 

Fosse vero quello che il faccendiere si configurerebbe, probabilmente, un reato di corruzione internazionale. 

«Lei si sbaglia. Ritengo che io e Berlusconi non abbiamo commesso alcun crimine. Abbiamo solo pagato una notizia come fanno molti giornalisti. Ammetto che la somma è ragguardevole. In ogni caso, sarebbe tutto prescritto».
giancarlo tullianiGIANCARLO TULLIANI

L' ex direttore del giornale socialista prende fiato. «Comunque, non portai io i soldi avuti da Berlusconi a Santa Lucia. Ci pensò ancora una volta l' agente inglese, che aveva un passaporto diplomatico e che, mi confermò lui stesso, si sarebbe spartito i soldi con i governanti caraibici. Lo stesso giorno in cui presi i soldi da Berlusconi, l' inglese atterrò a Ciampino. Il pomeriggio gli diedi i soldi. Tornammo con due voli diversi. Pagammo e avemmo dal solito funzionario la famosa lettera. "Bingo!", mi dissi.

valter lavitola esce dal carcere 6VALTER LAVITOLA ESCE DAL CARCERE 
Il gioco era fatto».

Fonte: qui

giovedì 7 settembre 2017

I PARADISI DEI CARAIBI RASI AL SUOLO DALL’URAGANO IRMA

A SAINT MARTIN, ISOLE VERGINI BRITANNICHE E BARBUDA IL 90% DEGLI EDIFICI È STATO DISTRUTTO. I MORTI SONO ALMENO 8, MA IL NUMERO CRESCERÀ

A PEZZI ANCHE IL MITICO AEROPORTO PRINCESS JULIANA, QUELLO DEGLI ATTERRAGGI DA BRIVIDO

DISTRUTTA ANCHE LA VILLA DI RICHARD BRANSON

VIDEO: UN AEREO VOLA NELL’URAGANO



VIDEO - L’URAGANO SU UN HOTEL DI SAINT MARTIN


1.IRMA: SI ABBATTE SU BARBUDA, 90% STRUTTURE DISTRUTTE
tortola isole vergini britannicheTORTOLA ISOLE VERGINI BRITANNICHE
 (ANSA) - L'uragano Irma si abbatte sui Caraibi e porta devastazione. Secondo quanto riferito dai media locali, quasi il 90% delle strutture dell'isola di Barbuda sarebbe stata distrutta. L'uragano si sta dirigendo ora verso Puerto Rico, dove il governatore si attende notevoli danni.

2.URAGANI: TRE NELL'OCEANO ATLANTICO, PRIMA VOLTA IN 7 ANNI
 (ANSA) - Per la prima volta in sette anni tre uragani si formano contemporaneamente nell'Oceano Atlantico. Mentre Irma si abbatte sui Caraibi a seguirle sono Jose e Katia, che in poche ore da tempeste tropicali sono diventati uragani.
saint martinSAINT MARTIN

3.IRMA: NUOVO BILANCIO, ALMENO 8 MORTI A SAINT MARTIN
 (ANSA) - È di almeno 8 morti e 21 feriti il bilancio ancora provvisorio sull'isola di Saint Martin dopo il passaggio dell'uragano Irma. Lo annuncia la Sicurezza civile. Si attendono le prime stime dei danni provocati dal ciclone.

saint martinSAINT MARTIN

4.IRMA: AL BUIO GRAN PARTE PUERTO RICO, BIMBO MUORE A BARBUDA
(ANSA-AP) - L'uragano Irma ha mandato in black out gran parte di Puerto Rico a causa delle raffiche di vento e delle intense piogge che stanno colpendo la zona. Le autorità inoltre stanno lottando per avere aiuto nei confronti delle piccole isole dei Caraibi devastate dall'uragano. Il primo ministro di Antigua e Barbuda, Gaston Browne, ha detto che circa quasi tutti gli edifici sono danneggiati e 1.400 abitanti sono senza casa. Browne ha anche aggiunto che un bimbo di due anni è rimasto ucciso mentre la famiglia tentava di fuggire da uno degli edifici danneggiati durante l'urgano.


VIDEO - UN AEREO VOLA NELL’URAGANO


5.FLORIDA, EVACUAZIONE E PAURA

saint martinSAINT MARTIN
È cambiato il bilancio delle vittime dell'uragano Irma: sono 8 i morti sull'isola francese caraibica di Saint-Martin, nelle Piccole Antille, 21 i feriti. Lo ha riferito il prefetto della vicina isola di Guadalupe, Eric Maire, precisando che il numero non è quello definitivo considerate le difficoltà di comunicazione con Saint-Martin e Saint-Barthélemy, le più colpite insieme a Barbuda, spazzate via da venti che hanno raggiunto oltre i 300 chilometri orari. Il 90 per cento delle isole è distrutto.

saint barthSAINT BARTH
La ministra francese per i Territori d'oltremare, Annick Girardin, è arrivata stamattina presto da Parigi sull'isola di Guadalupe, con oltre un centinaio di membri di squadre di salvataggio. Comparendo davanti alla stampa non ha parlato del bilancio delle vittime e si è limitata a riconoscere che "abbiamo danni estremamente importanti".


saint martinSAINT MARTIN
L'uragano, categoria 5 su 5, ha raggiunto il nord del territorio americano di Porto Rico, dove vivono circa 3 milioni di abitanti. La metà della popolazione si trova senza elettricità. Ma Irma ora punta alla Florida: dopo l'evacuazione di alcune delle aree costiere della contea di Miami-Dade, anche il sindaco di Miami Beach ha ordinato di lasciare la zona. Il sud della Florida, secondo le previsioni meteo, rimane a rischio di essere attraversato o colpito direttamente. Si temono devastazioni superiori a quelle del 1992 causate dall'uragano Andrew. Le persone hanno fatto scorta di cibo e svuotato supermercati, le pompe di benzina sono esaurite.
saint martinSAINT MARTIN

In tre comunicati stampa separati la Casa Bianca ha fatto sapere che "il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è in comunicazione con i governatori della Florida, di Puerto Rico e delle Isole Vergini" e che le agenzie federali di gestione delle emergenze (Fema) "sono pronte a intervenire".

Ieri il Centro Nazionale Usa per gli uragani ha avvertito che una seconda tempesta tropicale atlantica, Josè, si sta rapidamente rafforzando e potrebbe trasformasi in uragano, categoria 1. Josè si dirige a nord-ovest verso le isole caraibiche già colpite. Un terzo uragano, Katia, si è formato nel Golfo del Messico. Il Messico ha già diffuso un'allerta per lo Stato di Veracruz.

Fonte: qui


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saint martinSAINT MARTINbarbudaBARBUDAaeroporto julianaAEROPORTO JULIANAaeroporto princess juliana saint martinAEROPORTO PRINCESS JULIANA SAINT MARTIN

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