9 dicembre forconi

giovedì 5 settembre 2019

SALVINI È INDAGATO PER DIFFAMAZIONE E MIMMO LUCANO PUÒ TORNARE A RIACE

LA QUERELA DEL CAPITONE È RELATIVA ALLA DENUNCIA DI CAROLA RACKETE, IN CUI SI CHIEDEVA PURE IL SEQUESTRO DEGLI ACCOUNT SOCIAL DELL’EX MINISTRO 
IL TRIBUNALE DI LOCRI HA ACCOLTO L’ISTANZA DELL’EX SINDACO DI RIACE E GLI HA REVOCATO L’ESILIO
DENUNCIA CAROLA RACKETE, SALVINI INDAGATO
Assunta Cassiano per www.adnkronos.com

MATTEO SALVINI SMARTPHONEMATTEO SALVINI SMARTPHONE
E' stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini in relazione alla denuncia presentata a luglio scorso dalla comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete. Gli atti della denuncia per diffamazione sono stati inviati per competenza territoriale dai pm di piazzale Clodio alla procura di Milano, città dove risiede il leader leghista.

Nella querela, in cui tra l'altro si chiedeva il sequestro degli account social dell'ex ministro, erano riportati alcuni post di Salvini dopo le polemiche seguite allo sbarco dei migranti nel porto di Lampedusa e diversi commenti da parte di utenti contro Rackete.
MEME - CAROLA RACKETE COME LA ISOARDI IN BRACCIO A SALVINIMEME - CAROLA RACKETE COME LA ISOARDI IN BRACCIO A SALVINI

MIMMO LUCANO PUÒ TORNARE A RIACE, REVOCATA LA MISURA CAUTELARE PER L’EX SINDACO
Ida Artiaco per www.fanpage.it

CAROLA RACKETE E GRAZIANO DELRIOCAROLA RACKETE E GRAZIANO DELRIO












Il tribunale di Locri, in Calabria, ha revocato l'esilio a Mimmo Lucano, facendo decadere il divieto di dimora nei confronti dell’ex sindaco di Riace, da mesi ormai relegato nella vicina Caulonia a causa della misura restrittiva che gli impediva di rientrare in paese. La notizia è stata confermata dal legale dell'ex primo cittadino a Fanpage.it. Il tribunale ha quindi accolto l’istanza dei difensori dell’ex primo cittadino, presentata lunedì scorso, che potrà ora tornare a casa ed abbracciare l’anziano padre di 94 anni, appena rientrato a Riace dopo un ricovero all'ospedale di Catanzaro a causa della leucemia.
mimmo lucanoMIMMO LUCANO

carola rackete senza reggiseno 2CAROLA RACKETE SENZA REGGISENO 2
Il divieto di dimora era il provvedimento emesso dal Tribunale del riesame di Reggio Calabria come misura alternativa agli arresti domiciliari cui Lucano era stato sottoposto nell'ambito dell'inchiesta della procura della Repubblica di Locri sui presunti illeciti nella gestione dell'accoglienza dei migranti, denominata Xenia, in cui è accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

“Andrò a Riace appena avrò la notifica dei Carabinieri. Ho sentito solo il mio avvocato – ha commentato Lucano a Fanpage.it -. Mi sento come qualcuno che ritrova finalmente la libertà dopo lo smarrimento. Non potevo rassegnarmi al fatto di essere lontano dal mio paese, visto che non ho fatto nulla di grave. Non ho rancore e non provo vendetta nei confronti di nessuno. La giustizia farà il suo corso. La prima cosa che farò quando sarò a casa sarà andare da mio padre, oltre ad abbracciare gli immigrati”. Fonte: qui

mercoledì 4 settembre 2019

LA GOVERNATRICE DI HONG KONG CARRIE LAM FINALMENTE HA ANNUNCIATO IL RITIRO DEFINITIVO DELLA LEGGE SULLE ESTRADIZIONI IN CINA, CHE HA FATTO NASCERE LE PROTESTE NELL’EX COLONIA BRITANNICA

MA I MANIFESTANTI, VISTO CHE CI SONO, ORMAI CHIEDONO UNA VERA DEMOCRAZIA. 

LA POVERA DONNA VORREBBE ANDARSENE, MA I CINESI LA OBBLIGANO A RESTARE


1 – HONG KONG, MEDIA: LAM RTIRERÀ LEGGE SU ESTRADIZIONI IN CINA
carrie lamCARRIE LAM
(LaPresse) - La governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, intende ritirare del tutto la contestata proposta di legge sulle estradizioni in Cina, che ha scatenato le proteste che vanno avanti da circa tre mesi nella ex colonia britannica. Lo riferisce il South China Morning Post, precisando che il ritiro dovrebbe essere annunciato nel pomeriggio e che in questo modo il governo acconsentirà a una delle cinque richieste dei manifestanti. Precedentemente Lam aveva solo sospeso la proposta di legge.


proteste a hong kong 11PROTESTE A HONG KONG 
2 – HONG KONG, MEDIA: LAM RITIRERÀ LEGGE SU ESTRADIZIONI IN CINA
(LaPresse/AFP) - Un deputato pro-establishment, che ha chiesto di mantenere l'anonimato, ha riferito ad AFP che il suo gruppo è stato convocato per incontrare Lam nel pomeriggio locale di mercoledì alle 16 (cioè alle 10 di stamattina in Italia) per un grande annuncio. La fonte, tuttavia, ha detto di non sapere di che annuncio si tratterà. Sull'onda delle indiscrezioni pubblicate dal South China Morning Post, riportate simili anche dal sito HK01, la Borsa di Hong Kong è volata, con l'indice Hang Seng che è salito di oltre il 3%.
carrie lam xi jinpingCARRIE LAM XI JINPING

3 – BORSA, HONG KONG CHIUDE A +3,9% SU RITIRO LEGGE ESTRADIZIONE
(LaPresse/AFP) - Chiusura in forte rialzo per la Borsa di Hong Kong, in scia alla notizia che il governo ha intenzione di accettare una richiesta dei manifestanti e di ritirare un disegno di legge per l'estradizione in Cina. L'indice Hang Seng Index, che è sceso di oltre il 10% da quando sono iniziate le proteste - si è impennato e ha chiuso la seduta con un rialzo del 3,90% a 26.523,23 punti. Nella Cina continentale, l'indice di riferimento di Shanghai, il Composite Index, è salito dello 0,93% a 2.957,41 punti, mentre l'indice Shenzhen Composite è cresciuto dello 0,67% a 1.636,40 punti.

4 – L’AUDIO RUBATO CHE AGITA HONG KONG
proteste a hong kong 4PROTESTE A HONG KONG
Guido Santevecchi per il “Corriere della Sera”

Con la città che dovrebbe amministrare entrata nella quattordicesima settimana di rivolta, con migliaia di giovani che gridano «Riprendiamoci Hong Kong, rivoluzione dei nostri tempi», la polizia che ormai minaccia anche le allieve delle medie in gonna e camicetta bianca unite in catene umane per protestare e lo spettro dello stato d' emergenza, la governatrice Carrie Lam vorrebbe solo dimettersi e andarsene. Se a Pechino glielo permettessero.
proteste a hong kong 6PROTESTE A HONG KONG

Qualcuno ha passato all' agenzia Reuters la registrazione di un discorso privato tenuto la settimana scorsa dalla Chief Executive che una volta era definita «the good fighter», la buona combattente. Si sente distintamente la signora, con voce bassa, umiliata, confessare di non avere spazi di manovra perché «sfortunatamente debbo servire due padroni: il governo di Pechino e il popolo della nostra città» .
proteste a hong kong 5PROTESTE A HONG KONG



Nell' audio, in inglese, la governatrice ammette che «aver causato questo caos è imperdonabile», e sostiene che se la scelta spettasse a lei «me ne andrei, dopo aver chiesto profondamente scusa mi dimetterei». Dalla sua relazione emerge anche una lettura di prima mano di come Xi Jinping e il suo Politburo stanno seguendo i fatti.

proteste a hong kong 1PROTESTE A HONG KONG 
La governatrice che non governa più la sua città dice alle persone in sala, membri della business community: «Il problema è come aggiustare le cose, ma come?». E sostiene che non si può fare perché «per la dirigenza di Pechino la crisi ha raggiunto un livello di sovranità nazionale e di sicurezza». Aggiunge di non credere che la Cina userà l' esercito «perché mandare i soldati comporterebbe per il governo centrale un prezzo troppo alto che al momento lo spaventa, forse non gli importa di Hong Kong, ma gli importa il profilo internazionale del Paese».

carrie lam xi jinping 3CARRIE LAM XI JINPING 
Secondo Carrie Lam a Pechino «vogliono giocare una partita lunga per Hong Kong», aspettare senza fare concessioni al movimento che ogni giorno si scontra con la polizia, ai giovani più duri che bloccano la strada per l' aeroporto e incendiano barricate nel centro. E intanto «Hong Kong soffre, perde nel turismo, nell' economia, in Borsa», geme Lam.

proteste a hong kong 2PROTESTE A HONG KONG






Alla fine del discorso la signora, 62 anni, si lamenta anche di non poter uscire più: «La vita di Hong Kong è stata rovesciata e anche la mia esistenza è stata sconvolta, non è il momento di autocompatirsi, ma non posso circolare, entrare in uno shopping mall, andare dal parrucchiere, perché la voce circolerebbe subito sui social network e arriverebbe una folla in T-shirt nera con il volto mascherato».
proteste a hong kong 3PROTESTE A HONG KONG

La registrazione è stata diffusa lunedì. Ieri la governatrice si è presentata con voce più ferma davanti alla stampa negando di aver mai presentato le dimissioni al governo di Pechino, ma non ha potuto contestare l' autenticità della registrazione. Da giorni a Hong Kong circolano voci sull' imposizione della Emergency Regulations Ordinance, una normativa coloniale britannica del 1922 lasciata in eredità all' amministrazione cinese nel 1997: permetterebbe di censurare le informazioni che corrono su Internet, detenzioni amministrative e deportazioni. Il governo di Hong Kong la sta valutando, per cercare di spegnere la rivolta prima dell' 1 ottobre, 70° anniversario della fondazione della Repubblica popolare.
carrie lam xi jinping 2CARRIE LAM XI JINPING

Lo stato d' emergenze è stato evocato ieri anche a Pechino dal portavoce dell' Ufficio per gli Affari di Hong Kong: «Se la situazione dovesse mettere a rischio la sovranità nazionale, il governo centrale non resterebbe inattivo». Carrie Lam assicura che a Pechino non hanno in mente l' 1 ottobre come scadenza per l' intervento di forza, ma nell' audio «rubato» la si sente dire che a Hong Kong la celebrazione sarà in sordina, per non provocare disordini.

Fonte: qui

FACILE FARE GLI AMBIENTALISTI CON LE FORESTE DEGLI ALTRI: COSA C'È DIETRO I ROGHI IN AMAZZONIA, PERCHÉ NON POSSIAMO CAPIRE COSA VUOL DIRE VIVERE IN QUEI LUOGHI, DOVE IN UN ANNO SONO STATI UCCISI 271 AMBIENTALISTI CHE SI OPPONEVANO ALLA DISTRUZIONE DELLA FORESTA


OFFRIRE 20 MILIONI È UMILIANTE E INUTILE: PER SALVARE L'AMBIENTE SERVIREBBE…
Francesco Bertolini per “Libero Quotidiano
Divisione Omicidi: l' insegna è ben visibile su un grande palazzo nel centro di Belem, capitale dello stato del Parà, dove comincia la grande regione amazzonica. È un triste biglietto da visita di quest' area del Brasile, paese in cui lo scorso anno sono stati uccisi 271 ambientalisti, un terribile monito per chi vuole proteggere la foresta e i suoi abitanti, umani o meno che siano.
la mappa del monossido di carbonio dei roghi 2LA MAPPA DEL MONOSSIDO DI CARBONIO DEI ROGHI 
Belem è una delle città al mondo con il più alto tasso di omicidi, e da qui sono partiti e partono i progetti per deforestare, per poi aprire al pascolo o a nuovi sfruttamenti minerari. Il 60% della deforestazione è responsabilità del pascolo, a sua volta forse l' industria più controversa del Brasile, primo produttore al mondo di carne dove i prestiti bancari vengono erogati in funzione del numero di animali che ogni allevatore dichiara; nessuno può verificare questo numero, e cosi l' allevamento è fonte di truffe, pulizia dei traffici illeciti e soprattutto di potere, di grande potere.
In Brasile è obbligatorio recarsi a votare, il clientelismo è endemico e i politici hanno il vitalizio anche se eletti a livello locale.
In un contesto di questo tipo va letto il disastro che sta avvenendo in Amazzonia. Nello stato del Parà, grande come Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna messe assieme vivono 7 milioni di persone, nell' altro grande stato, l' Amazonas ne vivono quattro, in un paese di 203 milioni di abitanti.
gli incendi in amazzonia 9GLI INCENDI IN AMAZZONIA
E qui sta un punto centrale; la stragrande maggioranza dei brasiliani vive a sud, sulla costa e nei grandi agglomerati urbani e vede l' Amazzonia come qualcosa di molto lontano dalle loro vite.
Una recente indagine ha fatto emergere come la maggioranza dei brasiliani pensi che in Amazzonia ci siano i leoni , e questo la dice lunga rispetto a dove siamo, a livello globale, sul fronte della consapevolezza ambientale.
FAME E SVILUPPO
foto amazzoniaFOTO AMAZZONIA
Raccontare del cambiamento climatico è una impresa immane, per chi ancora oggi deve mettere assieme a fatica il pranzo con la cena. È ripartita la corsa all' oro in Amazzonia, con l' arrivo nella regione di spregiudicati personaggi pronti a tutto per pochi grammi del metallo giallo, pronti a inquinare i fiumi, che qui sono la vita per le comunità locali e per tutto l' enorme bacino amazzonico.
Il Rio delle Amazzoni è impressionante, l' estuario è largo 240 km, e in molti punti la sua larghezza è di 50/60 km impedendo la costruzione di ponti e rappresentando davvero il cuore di questa parte del mondo. Impressionante quando questo fiume mare, a un certo punto, scontrandosi con l' oceano non vuole smettere di essere fiume e si scatena una violenza inaudita creando quel fenomeno conosciuto come pororoca, con onde alte fino a dieci metri, una lotta tra il fiume e il mare, tra l' acqua dolce e l' acqua salata, tra 2 fiumi che non si vogliono mischiare e corrono paralleli, con due colori diversi, uniti ma divisi fino allo scontro finale.
il post di cristiano ronaldo sui roghi in amazzoniaIL POST DI CRISTIANO RONALDO SUI ROGHI IN AMAZZONIA
All' aeroporto di Macapa, capitale dello stato dell' Amapa, sull' equatore, il gatto Silvestro insegue Tweety e i pochi viaggiatori in una sala d' attesa che sembra una fermata dell' autostradale sono incantati. Incredibile come in queste realtà la televisione sia ancora la finestra sul mondo; il confine tra estasi da gatto Silvestro e manipolazione è sempre molto sottile. Quando il gatto lascia il posto a notizie sui drammi del mondo il rischio che la televisione diventi la realtà è molto forte.
OCCIDENTE EGOISTA
È forte per questa gente, così come per tante altre persone nel mondo che non sono in grado di contestualizzare e elaborare le notizie. 
Non sono in grado: quante volte si usa questo odioso modo di descrivere visioni diverse dalle nostre; e se fossimo noi a non essere in grado di capire, o peggio, a non aver capito nulla? 
L' Europa era una enorme foresta, cosi come nel piccolo, la pianura padana, distrutte prima per l' agricoltura e il pascolo e poi per i grandi insediamenti urbani e industriali.
Ora chiediamo al mondo di proteggere ciò che noi abbiamo già distrutto. È difficile, anche dialetticamente, controbattere a questa riflessione, soprattutto se non si cambiano i paradigmi interpretativi. In Amazzonia, cosi come nei villaggi nella foresta di ogni parte del mondo, la vita è difficilissima, la natura è fonte di sostentamento ma è anche minaccia continua, come quando, addentrandomi in un' area impenetrabile, mi dicono di stare molto attento al giaguaro e all' anaconda.
jair bolsonaro 2JAIR BOLSONARO 
Dalle città ricche è facile parlare di sostenibilità, e si deve continuare a farlo, ma per convincere i brasiliani e gli altri paesi che ancora hanno questi tesori di biodiversità a tutelarli, va creato un fondo globale, sostenuto da tutti gli altri paesi che hanno già distrutto le proprie riserve di biodiversità e che in questo modo potrebbero anche, almeno parzialmente, farsi carico delle proprie colpe, se di colpe si può parlare. È un tema enorme, la conservazione, la democrazia, lo sviluppo, i diritti minimi di tutti i cittadini del pianeta. Letture superficiali e approssimative servono a poco.
NO ALL' ELEMOSINA
jair bolsonaro emmanuel macron 4JAIR BOLSONARO EMMANUEL MACRON 
Bolsonaro non è certo un presidente illuminato che può indicare una via innovativa, avendo svuotato di risorse tutte le istituzioni che si occupano di ambiente, ma a maggior ragione va individuato un percorso diverso. Offrire una elemosina di venti milioni non fa altro che accrescere l' orgoglio nazionale e rischia di avere l' effetto opposto.
La deforestazione rappresenta il 20% di tutte le emissioni climalteranti, più dell' intero sistema dei trasporti che rappresenta il 13%. Queste due percentuali ci dicono come sia distorta la percezione collettiva; l' Europa continua a restringere gli standard ambientali, ma ormai i suoi abitanti "ambientalmente più consapevoli" sono una goccia in un mare di persone affamate di consumi, di case più grandi, di carne, di automobili e di un modello di vita ad alta intensità ambientale.
deforestazione amazzonia 2DEFORESTAZIONE AMAZZONIA 
La tecnologia aiuta, ma non è in grado di compensare l' onda d' urto che arriva dal nuovo mondo.
Ci vogliono nuovi strumenti, ragionare solo di riduzione delle emissioni non basta, anche perché si è visto che non funziona.
Serve un piano Marshall per ripiantare il mondo , per rendere verdi i deserti, per ripristinare l' Amazzonia dopo che anni di pascolo rendono il suolo morto, per trasformare l' ambiente in una grande leva per trovare un nuovo equilibrio. Si può fare, si deve fare, non so se si farà; il genere umano è come se fosse in una pentola di acqua.
All' inizio l' acqua era gelida, poi si è scaldata un pochino e tutti erano contenti, ora comincia a essere un po' calda ma è solo un fastidio, il rischio è quello di finire rapidamente bolliti.
Fonte: qui

YouTube afferma che è "più importante che mai" essere una piattaforma aperta - un giorno dopo la massiccia messa al bando

L'amministratore delegato Susan Wojcicki ha detto martedì che è "più importante che mai" per YouTube rimanere una "piattaforma aperta" solo un giorno dopo aver  intrapreso una massiccia censura contro le persone di destra per il cosiddetto "discorso dell'odio".
La più grande azienda di video del mondo può continuare a consentire ai suoi 2 miliardi di utenti di caricare tutto ciò che vogliono, quando vogliono?
Sì, dice la donna che gestisce quella società: in una  lettera  indirizzata ai creatori su YouTube, il CEO Susan Wojcicki afferma che la piattaforma si impegna a rimanere aperta perché ritiene che il lato positivo di tale approccio sia molto più importante del lato negativo.
Questa non è una nuova idea, ed è quella che Wojcicki, insieme alle persone che gestiscono altre piattaforme tecnologiche giganti, dicono in privato tutto il tempo. Ma Wojcicki lo sta dicendo di nuovo, oggi, poiché i critici si stanno sempre più chiedendo se è una filosofia che funziona per le aziende tecnologiche su scala globale. [...]
"Credo che preservare una piattaforma aperta sia più importante che mai", scrive Wojcicki in una nota trimestrale rivolta agli utenti più accaniti di YouTube, che caricano video sul sito per divertimento e profitto. Mentre quella nota di solito è dedicata alla celebrazione dell'ampia fascia di creatori di YouTube, questa trascorre la maggior parte del suo tempo a difendere l'idea che YouTube continuerà a tenere le porte aperte a chiunque voglia pubblicare praticamente qualsiasi cosa sul sito.
Stiamo raggiungendo livelli di propaganda mai ritenuti possibili prima.
*  *  *

È assolutamente spaventoso che la stragrande maggioranza degli americani stia bene con la censura e la forza usata contro altri esseri umani purché la loro visione sia l'unica a ricevere attenzione. YouTube sta sicuramente mentendo e facendo propaganda. Non è una "piattaforma aperta" se le persone possono essere bandite per dire cose che al padrone della piattaforma non piacciono.