9 dicembre forconi

sabato 3 agosto 2019

È IL 2 AGOSTO 1980 E TU SEI UNA STUDENTESSA DI 18 ANNI A BOLOGNA. ENTRI IN STAZIONE PER TORNARE A CASA.

UN UOMO ARRANCA CON IL PESO INCLINATO A SINISTRA, PER COMPENSARE IL PESO DELLA VALIGIA CHE TIENE CON LA MANO DESTRA. LA APPOGGIA CON CAUTELA SU UN TAVOLINO. CONTIENE 23 CHILI DI COMPOUND B, UN ESPLOSIVO MILITARE COMPOSTO DA 5 CHILI DI TRITOLO E DI T4, AVVOLTI DA 18 CHILI DI NITROGLICERINA GELATINATA, COLLEGATI A UNA SVEGLIA MODIFICATA. SI ASSICURA CHE SIA APPOGGIATA AL MURO PORTANTE, POI ESCE…
Nicolò Zuliani per www.termometropolitico.it

Sei una studentessa di 18 anni a Bologna.
È il 2 agosto 1980 e tu sei una ragazza, hai compiuto da poco diciotto anni, indossi un vestito a righe blu e zeppe di tela che in quel periodo vanno di moda. Hai passato la maturità, sei andata a Bologna per vedere l’università che frequenterai, hai dormito a casa di un’amica e ora stai tornando a casa. Non esistono le macchinette automatiche e devi fare la fila in biglietteria, così per sicurezza arrivi presto. Appena metti piede in stazione  capisci che hai avuto una buona idea.

Nell’ala ovest c’è la sala d’aspetto di seconda classe.
strage alla stazione di bologna 2 agosto 1980 4STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA 2 AGOSTO 1980 4
Un uomo arranca con il peso inclinato a sinistra, per compensare il peso della valigia che tiene con la mano destra. La appoggia con cautela su un tavolino, tra le tante. La sua però contiene 23 chili di Compound B, un esplosivo militare composto da 5 chili di tritolo e di T4 (tciclotrimetilentrinitroammina), avvolti da 18 chili di nitroglicerina gelatinata (e collegati a una sveglia modificata). Si assicura la valigia sia appoggiata al muro portante, poi esce di fretta senza guardarsi attorno e asciugandosi il sudore. Alla biglietteria è quasi il tuo turno.


L’orologio sul muro segna le 10.18
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Davanti a te noti un ragazzo alto con le spalle larghe, ma non riesci a vederlo in faccia. Si chiama Mauro di Vittorio, ha 24 anni e dal taglio dell’abito deduci sia un venditore. Provi a sfruttare il riflesso sul vetro della biglietteria, ma ci si mette davanti una coppiettai. Hanno circa la tua età, ridacchiano in inglese e i loro zaini blu e arancio ti coprono la visuale per colpa del sacco a pelo arrotolato. Te li immagini in tenda, al buio, da soli, e ti viene in mente il mostro di Firenze. Però tua madre dice che è solo in Toscana. Mauro fa il biglietto, passa, e non era questo granché.

Nella valigia, il timer segna le 10.19


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Speri incroci il tuo sguardo, ma lui nemmeno ti vede e tira dritto. Gli dedichi un’ultima occhiata, poi incroci Iwao, 20 anni, seduto su una panca nell’angolo. Mangia e scrive su un quadernino, ha sandali da monaco e capelli nerissimi. Senza accorgertene, lo stai fissando. Lui ti fa un sorriso e un cenno con la testa, dietro di te qualcuno ti chiede di muoverti. Ti volti per scusarti e ti trovi davanti un vecchietto sulla sessantina, Pietro Galassi. Ha una vecchia giacca anni ’70 e una cravatta con fantasie larghe e scherzose, probabilmente è un professore. Ti scusi e fai il biglietto.

Il vecchio Tissot del nonno fa le 10.20
Fai due parole con una tua coetanea, Patrizia. Ha l’accento barese marcato, una camicetta di lino ricamata a mano e una minigonna assai più moderna. Anche lei si è appena diplomata in ragioneria, ed è lì con la madre, i nonni, la zia e le cugine per tornare a Bari. Si siedono nella sala d’aspetto alla tua sinistra mentre Sonia, di 7 anni, sta giocando con una bambola rossa. La sua famiglia è sfinita per il caldo e la madre la tiene d’occhio dietro un ventaglio nero con fiori rosa e verdi. S’è messa a giocare con Angela, una bimba di 3 anni che è incuriosita dalla bambola.
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L’altoparlante comunica che il treno delle 10.21 è in ritardo di 10 minuti
Quando lo vedi entrare in sala d’aspetto. Ha 21 anni, occhi azzurri, i capelli corti e due labbra che sembra Marlon Brando. È uno dei tanti militari di leva, e probabilmente il ragazzo più bello tu abbia mai visto. D’istinto tiri su la schiena e ti sistemi meglio la gonna. Lui ti vede quasi contemporaneamente, fa un mezzo sorriso, tu ricambi distogliendo subito lo sguardo.

Vedi una signora di 50 anni, Berta Ebner, che ha capito la situazione e gongola guardando altrove. Il ragazzo ti si siede vicino e si schiarisce la voce mentre tu ti auguri non dica una cosa troppo stupida. «Mi scusi, sa che ore sono?» domanda lui. Ti volti a guardarlo, ed è bello davvero. Noti che ha l’orologio e le vene sull’avambraccio, lui segue il tuo sguardo: «Oh, questo è… rotto.»
«Davvero?»
«Giuro» dice lui, sbattendolo contro la panchina. Poteva andarti peggio, nell’epoca dei paninari. Fai una mezza risata:
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«Sono le 10.22», rispondi.
a Roberto, 21 anni, artigliere di leva in licenza. Le tue farfalle nello stomaco lasciano spazio a un crampo ben meno nobile, realizzi che giorno del mese è, e ti rendi conto che è il caso di trovare un bagno alla svelta. Lui ti guarda confuso, ha paura di aver detto qualcosa di male. Tu mentre t’incammini sei incerta se dirgli qualcosa, poi decidi che un po’ di suspance gli farà bene. Il bagno è al secondo piano della sala d’attesa, dove c’è il bar. C’è parecchia gente, e Mirella, Euridia, Franca, Katia, lavorano sodo perché Rita e Nilla, 23 e 25 anni, proprio non ci sono con la testa; a entrambe i loro uomini hanno chiesto di sposarli, e stanno progettando come arredare la casa dove andranno a vivere. Vai alla cassa.
camera ardente vittime strage della stazione di bolognaCAMERA ARDENTE VITTIME STRAGE DELLA STAZIONE DI BOLOGNA


«Sono solo le 10.23 e senti che caldo fa» sbuffa la cassiera, Euridia, 42 anni.
Le sorridi comprensiva e domandi dov’è il bagno. Una volta dentro ti accorgi che avevi ragione, infili l’assorbente nelle mutande e ne approfitti per sistemarti i capelli, verificare il trucco e correggere il rossetto. Esci e quasi ti scontri con una vecchietta, Maria Idra, 80 anni. Ha un vestito blu scuro a fiorellini e ti rivolge un sorriso stanco. Le tieni aperta la porta e passi davanti al banco del bar. Hai fatto colazione, ma qualcosa di fresco ti farebbe voglia. Però non ti va di far aspettare troppo l’artigliere, così guardi con invidia la limonata fredda in mano a Viviana Bugamelli, 23 anni, nell’esatto momento in cui confessa a suo marito Paolo di essere incinta. Lui si trasforma in una statua di sale.



L’orologio sopra la macchinetta del caffè segna le 10.24
strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA
Dalla radio parte “Our last summer” degli ABBA. Scendi le scale e schivi Irene Breton, un’orologiaia svizzera con un vestito orrendo che la fa sembrare biancaneve, poi un uomo che voltato verso l’esterno grida a qualcuno «Un attimo che prendo le sigarette». La banchina del primo binario s’è riempita e devi fare la gimcana tra Argeo, un ferroviere 42enne che fuma la pipa, Vincenzo, un 34enne che si infila in bocca una gomma da masticare annusando avidamente l’odore della pipa del ferroviere, una coppia di anziani che si tiene per mano, una francesina della tua età con un cappello di paglia e un vestito di seta con cucito “Brigitte” che legge un libro di Prevert, Leoluca che ha la salopette macchiata d’intonaco e vernice, Carlo Mauri che osserva i cavi del treno, poi Francesco, Antonio, Vito, Lina, Romeo, Mario. Arrivi in vista della sala d’attesa e

La sveglia nella valigia segna le 10.25

strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA
In un microsecondo le molecole dell’esplosivo si espandono e moltiplicano, spingendo l’aria attorno in un’onda di pressione a sfera che impatta contro corpi, muri, pavimento e soffitto a 9000 metri al secondo con una potenza di 26.9 G, portando la temperatura a 1240°. Le persone più vicine alla valigia vengono vaporizzate dal calore o spappolate, mentre il soffitto e i muri si dilatano fino a spaccarsi, travolgendo le persone all’esterno con pezzi di cemento e marmo che li investono alla velocità di un cannone, smembrandole.

strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA
 Sul primo binario, l’onda d’urto distrugge trenta metri di pensilina e investe l’Adria express 13534 Ancona Basilea sollevandolo, accartocciando l’alluminio delle fiancate mentre detriti di cemento, acciaio e vetro impattano contro i passeggeri, uccidendoli o mutilandoli. Nel parcheggio, l’autobus 37 e i taxi sussultano mentre aria e detriti gli corrono incontro. Poi la stazione collassa. Pezzi di cemento, lastre di granito, tavoli, sedie, scrivanie, brioche, gelati e limonate precipitano tirandosi dietro clienti e camerieri, schiacciandoli dopo un volo di tre metri contro quel che resta della sala d’aspetto e i suoi sopravvissuti, tra cui un bambino di 3 anni.
strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA




Sono passati tre secondi.
Non vedi e non senti niente. Il petto ti brucia e non riesci a tirare dentro aria. Emetti un ringhio roco mentre i polmoni e gli addominali cercano di recuperare ossigeno. Cominci a vedere qualcosa, macchie informi, le orecchie fischiano così forte da farti male alla testa. Ti volti di fianco e l’aria rientra all’improvviso con un gorgoglio. Tossisci e rantoli per qualche istante, raggomitolata e sorda. Davanti a te c’è Pier Francesco, 44 anni, ma è sbagliato. Non capisci cos’ha che non va; provi a parlargli ma non senti la tua voce, solo quel fischio assordante. Lui ti fissa immobile e giallastro, senza rispondere.
strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA



Ti guardi.
Il vestito è sporco e stracciato. Hai macchioline di sangue su tutto il corpo, ma non senti dolore. Provi a metterti a carponi e ce la fai. Provi a metterti in piedi e ci riesci al secondo tentativo, incespicando. Solo a quel punto riesci a guardarti attorno. Vedi macerie, fumo, un odore acre e ovunque pezzi di persone. Maria Fresu è stata smaterializzata, di lei resta solo un brandello sotto il treno. Dell’artigliere non è rimasto nulla, è stato proiettato a trenta metri fuori e lo riconosceranno solo dalle piastrine. Quando le orecchie riprendono a funzionare, senti le urla. Di paura, di dolore, di aiuto, di disperazione. Provengono dalle macerie, dall’interno della stazione, da quel che resta del treno.


strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA

Vedrai arrivare i soccorsi e cercherai di aiutare chi puoi come puoi, assieme agli altri sopravvissuti come te. Vedrai i Carabinieri arrivare e alcuni saranno talmente sconvolti da mettersi a piangere. Le ambulanze non basteranno; le autorità dovranno usare anche i taxi e gli autobus per portare via i 200 feriti e gli 85 morti, oppure i loro brandelli. Alla fine tornerai a casa e continuerai a sentire quelle grida, a vedere quelle persone, per gli anni a venire.
vittime della strage di bolognaVITTIME DELLA STRAGE DI BOLOGNA

In televisione parleranno di indagini, di sospettati, di depistaggi, di periti ed esperti, personaggi nell’ombra, mandanti occulti, fazioni che si accusano a vicenda. Cinque anni dopo troveranno chi aveva lasciato la valigetta in stazione; si chiamano Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, due neofascisti già condannati per altri attentati. Dopo la strage di Bologna avevano continuato a uccidere e, a differenza di tutti gli altri omicidi, si sono sempre dichiarati estranei. Verranno condannati e faranno 26 anni di carcere.

strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA
Buona parte dei politici, dei terroristi, dei faccendieri e degli uomini di Stato che c’erano nel 1980 sono morti o spariti. A distanza di quasi quarant’anni, nessuno sa se la strage di Bologna ha avuto dei mandanti più in alto, o se si sia trattato di follia omicida da parte di un gruppo neofascista. Licio Gelli e uomini di Stato tentarono, secondo il giudice Rosario Priore, di depistare le indagini. Furono condannati, ma non saltò mai fuori chi avrebbero dovuto coprire.

Fonte: qui

venerdì 2 agosto 2019

SCENDE DA UNA SMART, COLPISCE RIPETUTAMENTE UN UOMO CON UN MACHETE DOPO UN DIVERBIO E SCAPPA IN BICICLETTA: A STOCCARDA UN 36ENNE È MORTO DOPO L’AGGRESSIONE

SECONDO ALCUNI MEDIA IL KILLER SAREBBE UN PROFUGO SIRIANO, MA NON CI SONO ANCORA CONFERME UFFICIALI 
LE IMMAGINI ARRIVANO SU TWITTER


"Arricchimento culturale" per le strade della Germania. Dopo una lite, omicidio con machete a Stoccarda. Inizialmente identificato come siriano, l'assassino sarebbe palestinese. La polizia indaga. Ma il verdetto sul multiculturalismo può essere già emesso. Manca la parola giusta






uomo ucciso a colpi di machete a stoccarda 7UOMO UCCISO A COLPI DI MACHETE A STOCCARDA
Dopo il diverbio, la violenza. Così un 36enne tedesco ha perso la vita in strada, in un quartiere residenziale a Stoccarda, dopo che un altro uomo lo ha aggredito con «un oggetto simile a una spada», conferma il portavoce della polizia.

L'uomo, rimasto al suolo con ferite gravi è spirato mentre i soccorsi tentavano di stabilizzarne le condizioni. Stando ai media locali più che una spada vera e propria si tratterebbe «piuttosto di un machete». Le foto diffuse via social non sono però sufficienti per fare chiarezza.

uomo ucciso a colpi di machete a stoccarda 4UOMO UCCISO A COLPI DI MACHETE A STOCCARDA 
Dopo il delitto, l'aggressore si è dato alla fuga in sella a una bici. Per rintracciarlo sono stati utilizzati, invano, gli elicotteri. La svolta è arrivata in serata quando gli agenti hanno identificato il sospetto e lo hanno ammanettato.

Gli interrogatori avranno luogo verosimilmente oggi e potranno fare chiarezza sulla dinamica dei fatti. Fonte: qui






SIRIANO SQUARTA UN TEDESCO A STOCCARDA CON UNA KATANA
Fabio Amendolara per “la Verità”

uomo ucciso a colpi di machete a stoccarda 7UOMO UCCISO A COLPI DI MACHETE A STOCCARDA
Ci sono due video, da due prospettive differenti, che riprendono l' interminabile sequenza horror che è finita prima su tutti i media tedeschi e poi ha fatto il giro del mondo: in pieno giorno e a centro strada un immigrato con indosso una maglietta nera, impugnando una spada orientale tipo katana, colpisce più volte al collo e al torace e con incredibile violenza la sua vittima, un cittadino tedesco che stava cercando di fuggire con la sua Smart.

uomo ucciso a colpi di machete a stoccarda 4UOMO UCCISO A COLPI DI MACHETE A STOCCARDA
Nel filmato si vede la spada, impugnata con due mani, alzarsi e abbassarsi più volte. La lama è sempre più insanguinata. Finché la vittima non resta a terra, senza vita, pancia all' aria, in una pozza di sangue. L' aggressore, Mohammed Issa, un siriano con precedenti penali per piccoli furti e taccheggio, arrivato in Germania nel 2015 come rifugiato, tenta una fuga in bici, ma viene fermato poco dopo dalla polizia. La caccia all' uomo, con l' intervento anche di un elicottero, scattata immediatanente dopo l' omicidio (la polizia è stata avvertita da un passante) è durata poco.

uomo ucciso a colpi di machete a stoccarda 6UOMO UCCISO A COLPI DI MACHETE A STOCCARDA
L' hanno fermato a poca distanza e rinchiuso in una cella di sicurezza in attesa dell' interrogatorio.
Dalle prime notizie filtrate, si apprende che il siriano è rimasto in silenzio per tutto il tempo.
Il feroce delitto si è consumato nel pomeriggio di giovedì, a Stoccarda, nel quartiere Fasanenhof. Sotto gli occhi di numerosi passanti e della figlia della vittima. Ferma, insieme a un' altra donna, a neanche due metri di distanza. A rimetterci la pelle è Wilhelm L., un tedesco di origini kazake di 36 anni, residente nel capoluogo del Baden Württemberg. È cominciato tutto alle 18.

uomo ucciso a colpi di machete a stoccarda 5UOMO UCCISO A COLPI DI MACHETE A STOCCARDA 
Mohammed si è presentato sotto casa della vittima e ha aspettato che rientrasse. L' uomo è arrivato con la figloletta di undici anni e ha parcheggiato a poca distanza dalla sua abitazione. Ma neanche la presenza della ragazzina ha fatto desistere il siriano dal portare a compimento il suo progetto sanguinario.

Davanti al portone di casa è iniziata la lite. Poi la situazione è degenerata. Prima è volato qualche urlo. Poi Mohammed ha estratto la spada dal fodero tentando di colpire una prima volta il suo avversario. La spada era affilatissima e già dopo il primo colpo Wilhelm ha iniziato a perdere molto sangue. Cercando però una via di fuga, aprendo lo sportello della sua auto per scappare. Ma Mohammed lo ha subito raggiunto, lo ha tirato fuori dall' auto, lo ha spinto a terra e lo ha pugnalato una prima volta allo stomaco.

Un testimone, sentito dal quotidiano tedesco Bild, racconta che la vittima ha gridato: «Perché l' hai fatto?». In uno dei filmati Mohammed, appena coperto dalla Smart, colpisce più volte il corpo a terra, con una forza brutale. Poi, prima di allontanarsi dal luogo del delitto, stacca un braccio alla vittima.

uomo ucciso a colpi di machete a stoccarda 3UOMO UCCISO A COLPI DI MACHETE A STOCCARDA 
Nell' altro filmato, un po' più da lontano, la scena dell' omicidio, invece, è più nitida. L' uomo che ha ripreso è riuscito a documentare completamente l' accaduto. Si vedono due donne affacciarsi accanto alla Smart per capire cosa stesse accadendo e poi scappare urlando. Forse pensavano a un incidente o a un malore di un passante. E invece era un atroce omicidio. Forse tra i più splatter mai commessi a Stoccarda.

Stando a una prima ricostruzione dei fatti fornita dai quotidiani online tedeschi, pare che i due protagonisti di questa assurda vicenda si conoscessero già e che avessero avuto una discussione molto animata nelle ore precedenti. La polizia ha ricostruito che in passato i due avevano avuto a che fare. Pare che il siriano fosse un inquilino di un appartamento che la vittima affittava a rifugiati in un grattacielo della periferia di Stoccarda.

uomo ucciso a colpi di machete a stoccarda 11UOMO UCCISO A COLPI DI MACHETE A STOCCARDA uomo ucciso a colpi di machete a stoccarda 13UOMO UCCISO A COLPI DI MACHETE A STOCCARDA 














Un portavoce della polizia ha descritto il crimine come «straordinario e orribile». Uno dei video, infatti, in parte censurato, è stato diffuso in rete dalla Frankfurter allgemeine zeitung ed è restato a disposizione, nella versione integrale, dell' autorità giudiziaria. È considerato dalla polizia la prova regina che incastra Mohammed. Grazie al video resta ancora poco da ricostruire. Gli investigatori stanno ora scavando nella vita dei due uomini per accertare il movente. Dalla Procura hanno subito fatto sapere che l' unica pista attualmente presa in considerazione è legata a questioni personali.
 
Un conto da regolare, insomma. Forse legato all' appartamento in cui aveva vissuto il siriano. A poche ore dall' orribile delitto sembra l' unico punto in comune tra la vittima e l' aggressore.
È stato il procuratore Hainer Romhild in persona a dire in tv che dietro all' atroce delitto non si nascondono «motivi religiosi o politici».

uomo ucciso a colpi di machete a stoccarda 8UOMO UCCISO A COLPI DI MACHETE A STOCCARDA 
Ed è per questo motivo che l' ipotesi più accreditata è legata a vecchi rancori probabilmente mai sopiti. Certo è che il siriano, considerato dalle forze dell' ordine non particolarmente pericoloso, era in Germania da ormai quattro anni e aveva già collezionato diverse piccole condanne. Tutte di poco conto e per reati non allarmanti. E per questo non era stato espulso. Nessuno poteva immaginare che potesse trasformarsi in un feroce assassino.

Fonte: qui

Mentre le tensioni divampano tra Stati Uniti e Iran, più petroliere si stanno oscurando nello stretto di Hormuz

Data la crescente tensione nello Stretto di Hormuz e la misteriosa ondata di attacchi apparentemente casuali alle petroliere che alcuni hanno incolpato dell'Iran, non sorprende che altri capitani trasportino spedizioni di greggio e GNL attraverso uno dei corridoi più trafficati per il commercio globale di energia sentono la necessità di mantenere un basso profilo, secondoBloomberg .
Questo è apparentemente il motivo per cui più navi stanno disattivando i loro transponder - "oscurando", nel gergo industriale - una tecnica che viene solitamente utilizzata dai trafficanti e da coloro che sperano di evitare le sanzioni americane.
Ma questa volta, le navi si stanno oscurando principalmente per precauzione. A seguito di un accumulo di personale militare nella regione, la maggior parte dei vettori temono le prospettive di una guerra aperta tra l'Iran e una coalizione di americani e sauditi, o almeno, attacchi più sporadici a navi che stanno ancora semplicemente cercando di grattare un vivente.
In almeno un modo, il fatto che le navi "stiano diventando oscure" è ironico: perché le navi iraniane sono state pioniere della tecnica mentre cercavano di aggirare il regime di sanzioni americano.
Copiando dal libro di gioco dell'Iran, almeno 20 navi hanno spento i loro transponder mentre attraversavano lo stretto questo mese, i dati di localizzazione delle navi cisterna compilati dallo show di Bloomberg. Altri sembrano aver leggermente modificato le loro rotte una volta all'interno del Golfo Persico, navigando più vicino del solito alla costa dell'Arabia Saudita in rotta verso porti in Kuwait o Iraq.
Alcune navi stanno anche sperimentando nuove rotte che prevedono di trascorrere meno tempo o meno nelle acque territoriali dell'Iran.
Prima dell'ultimo aumento delle tensioni con l'Iran, le navi erano più coerenti nel segnalare le loro posizioni mentre attraversavano una via navigabile che gestisce un terzo del petrolio per via marittima . Una volta all'interno del Golfo, le rotte marittime le portavano abbastanza vicino alla costa iraniana, costeggiando il giacimento offshore di South Pars / North Gas condiviso da Iran e Qatar. Molti lo fanno ancora, ma un numero crescente sembra provare qualcosa di nuovo.
Non sorprende che le navi stiano facendo tutto il possibile per ridurre al minimo i rischi. La regione del Golfo ha assistito a una serie di attacchi di navi, sequestri di navi cisterna e abbattimenti di droni da maggio, il tutto sullo sfondo delle sanzioni statunitensi volte a paralizzare l'Iran. L'assicurazione contro il rischio di guerra è salito alle stelle per i proprietari di navi cisterna che cercavano di caricare merci nella regione.
Due navi da guerra britanniche sono ora di stanza nella regione e sono pronte ad assistere le navi cisterna contrassegnate per la Gran Bretagna. L'Autorità marittima norvegese ha recentemente ammonito le sue navi di evitare rischi inutili riducendo al minimo i tempi di transito nelle acque territoriali dell'Iran. Tutto ciò sta rendendo i capitani delle navi cisterna sempre più nervosi per i rischi di rimanere intrappolati nel fuoco incrociato tra Iran e Stati Uniti, e alcune navi hanno cercato percorsi alternativi che non comportano alcun avvicinamento allo Stretto.
Secondo il conteggio di Bloomberg , almeno 12 navi cisterna hanno caricato in Arabia Saudita e hanno spento i loro transponder mentre attraversavano lo stretto nel mese scorso, incluso il supertanker Kahla, che ha spento il suo transponder il 20 luglio prima di attraversare lo stretto. Almeno otto navi che caricarono in Iraq e in Kuwait si oscurarono lasciando lo Stretto di Hormuz. Anche una nave proveniente dagli Emirati Arabi Uniti ha spento i sistemi di localizzazione.
E finché le petroliere continuano ad essere attaccate o catturate, si aspettano che questa tendenza continui.
Fonte: qui