9 dicembre forconi

lunedì 17 giugno 2019

CI SARA’ UN CROLLO AZIONARIO DI DIMENSIONI MAI VISTE!

Risultati immagini per trump hedgeye
Inizia una delle settimane più importanti degli ultimi cinque anni, mercoledì la Federal Reserve dovrà decidere se capitolare definitivamente ai piedi dei mercati, nonostante gli ultimi dati macroeconomici che proiettano una crescita del 2 % anche per il secondo trimestre o far collassare i mercati lasciando invariata la politica monetaria e suggerendo che in fondo il mercato obbligazionario si sta sbagliando…
The Trump Economy is setting records, and has a long way up to go....However, if anyone but me takes over in 2020 (I know the competition very well), there will be a Market Crash the likes of which has not been seen before! KEEP AMERICA GREAT
43.300 utenti ne stanno parlando
Prima di proseguire sedetevi, i dati che escono sull’economia americana non hanno nulla a che vedere con la realtà, il prossimo anno ci sono le elezioni presidenziali, nulla deve essere lasciato al caso.
Se non lo avete ancora capito, ve lo dice lui, la Trump Economy sta stabilendo dei record, e ha ancora molta strada da fare.Tuttavia, prosegue Trump, se qualcuno dovesse prendere il sopravvento nel 2020, ci sarà un crollo del mercato azionario di dimensioni mai viste.
Sono curioso di vedere come lo tengono in piedi sino alla fine del 2020.
In settimana aspettatevi una banca centrale USA più accomodante, ma nessun taglio del tasso, sarebbe come dichiarare che hanno fallito su tutta la linea e sono ostaggio dei mercati.
Di inflazione nessuna traccia, le aspettative stanno crollando ovunque.
In vista della riunione del FOMC di questa settimana, quindi nessun governatore a parlato, la sensazione è che la Fed vuol segnalare che è d’accordo con i mercati, i tassi devono scendere ma non subito. La debole inflazione sarà la scusa per alimentare il futuro ribasso dei tassi, un altro dato negativo sull’occupazione come l’ultimo darà il via al tagio dei tassi, il mercato obbligazionario non sbaglia.
Martedì in arrivo i dati sull’avvio di nuove costruzioni.
In generale, il flusso di dati non si sta deteriorando abbastanza rapidamente da giustificare un immediato taglio dei tassi, la Fed ha ancora elementi per rimandare un taglio dei tassi in settimana a meno che non sia davvero grave la situazione.
Il sensibile recupero del dollaro registrato in settimana passando da 1.133 a 1.1210 lo sta dimostrando, i rendimenti dei bond invece restano depressi con il trentennale sotto 2.60 vicino ai minimi dell’anno.
Nel frattempo in Germania…
… le aziende che compongono il principale indice azionario, il Dax stanno subendo la concorrenza globale. In nessun’altra parte del mondo occidentale le aspettative di profitto devono essere ridotte tanto quanto in Germania. Per il Dax, l’EPS 2019 previsto è già stato ridotto del 15% negli ultimi trimestri.
Un consiglio, preparatevi!
Ma lasciamo da parte per un attimo l’America e Trump, perchè anche in italia le cose si stanno facendo davvero interessanti. La commissione di personaggi europei ormai delegittimati da voti e dalla storia raccomanda al nostro Paese…
Quindi la storia è sempre quella, questa volta è meglio andare a vedere il bluff di questi signori, così la facciamo finita una volta per tutte.
LUSSEMBURGO (Reuters) – I ministri delle finanze dell’Unione europea discutono oggi di nuove regole che renderebbero più semplice la ristrutturazione delle obbligazioni sovrane della zona euro, come dimostra una bozza di documento – una mossa che potrebbe far salire i rendimenti degli stati ad alto debito.
La scorsa settimana, sembra che le dichiarazioni di Savona, nuovo presidente della Consob, abbiano scandalizzato i soliti noti…
Io invece consiglio di leggere le seguenti parole…
Il risparmio rende sostenibile il debito 
La forza competitiva delle imprese italiane sul mercato globale e il grande risparmio del paese – dal 2013 disponiamo di flussi in eccesso rispetto all’uso interno, l’Italia ne cede in quantità all’estero superiori rispetto al suo debito», chiosa – sono le categorie da difendere e da usare come valori per riaffermare il peso dell’Italia in Europa.
L’ex ministro per gli Affari europei nel Governo Conte ribalta l’approccio dell’Unione europea che fa perno sulla necessità del rispetto dei trattati, sulla coerenza dei saldi di bilancio con le previsioni e sulla tensione verso il pareggio. Per Savona è più realistico concentrarsi sulla sostenibilità del debito e sulla consapevolezza che «le immagini distorte della realtà» di un’Italia «dentro la caverna di Socrate», la presenza di un «vociare di fondo» riflettono «i giudizi negativi sul paese espressi da istituzioni sovranazionali, enti nazionali e centri privati» i quali «appaiono prossimi ai pregiudizi» perché basati su «parametriche finanziarie convenzionali che non tengono conto dei due pilastri che reggono la nostra economia e società». Appunto risparmio e competitività delle imprese.
Appunto la presenza anche dentro questo Paese, di giornalisti, economisti presunti tali, media e televisioni, la presenza di un «vociare di fondo» che alimentano «i giudizi negativi sul paese espressi da istituzioni sovranazionali, enti nazionali e centri privati» i quali «appaiono prossimi ai pregiudizi» perché basati su «parametriche finanziarie convenzionali che non tengono conto dei due pilastri che reggono la nostra economia e società».
Non sto qui a ripetervi quello che ho scritto per due anni tra il 2011 e il 2012, mentre un governo fantoccio come quello di Monti distruggeva il nostro Paese con l’austerità, sappiamo poi come è finita, la verità è figlia del tempo e il tempo è scaduto!
Chiudo con i grafici e le prove che i lettori di Icebergfinanza tanto amano, questa è la realtà, questa è la vera dimensione del debito globale, ad esempio, l’Italia neanche compare nel debito delle famiglie e delle imprese, sul debito totale è lontana anni luce dai vertici, il resto chiacchiere da bar di giornalisti economisti e inutili burocrati europei.
Un giorno la storia farà giustizia dei mercenari italiani, media e televisioni, giornalisti, accademici ed economisti che ogni giorno alimentato panico e terrore in questo Paese.

La verità è figlia del tempo e noi siamo suoi discepoli!

ITALIA, IN MEDIA PER OGNI FAMIGLIA SONO STATI SPESI 1.437 EURO IN CONSULTI MEDICI (+7,2% RISPETTO AL 2014)

CON I TEMPI DI ATTESA BIBLICI PER VISITE E ACCERTAMENTI, UN ITALIANO SU TRE SI RIVOLGE AL PRIVATO: NEL 2018 SPESI 37 MILIARDI 

Paolo Russo per “la Stampa”

I tempi di attesa per visite e accertamenti restano biblici e 19,6 milioni di italiani attingono sempre più al portafoglio per imboccare la scorciatoia che porta al privato. Nelle cui casse ogni famiglia lo scorso anno in media ha versato 1.437 euro, che moltiplicato per il numero degli assistiti d' Italia fanno 37,3 miliardi di euro di spesa sanitaria privata, in crescita del 7,2% rispetto al 2014. Somme che lievitano del 50% quando i conti si fanno in tasca ai malati cronici e che triplica addirittura per i non autosufficienti.
sistema sanitario nazionaleSISTEMA SANITARIO NAZIONALE

«Soldi spesi in larghissima parte proprio per non sottoporsi al calvario delle liste di attesa, visto che quasi sempre si è trattato di prestazioni ritenute necessarie dal medico», spiega Francesco Maietta che ha curato il rapporto del Censis su sanità pubblica, privata ed integrata, presentato al "Welfare day 2019" organizzato da Rbm Assicurazione salute. Affermazioni supportate dai numeri, perché chi si è rivolto direttamente al privato nel 92,5% dei casi aveva in tasca una prescrizione per la visita oncologica, percentuale che è superiore all' 88% per la chirurgia vascolare e gli accertamenti diagnostici, mentre è dell' 82,4% per le prime visite cardiologiche con Ecg.

L' indagine del Censis, condotta questa volta su una vasta platea di 10mila assistiti, racconta che quasi un cittadino su tre quando si è sentito dire che le liste di attesa erano chiuse o di ripassare tra qualche mese ha deciso di bussare al privato. Del resto lunghe o bloccate le liste di attesa sembrano continuare ad essere invalicabili. In media 128 giorni per ottenere una visita endocrinologica, 65 per una oncologica, 58 per il neurologo, 57 giorni per il gastroenterologo e 56 per farsi ricevere da un oculista.

sistema sanitario nazionaleSISTEMA SANITARIO NAZIONALE
E non va meglio per gli accertamenti diagnostici, dove si aspetta in media 97 giorni per una mammografia, 75 per la colonscopia, 71 per una densitometria ossea e 49 giorni per effettuare una gastroscopia. Questo quando si riesce a farla la prenotazione.
Perché com' è capitato non a un assistito qualunque ma al ministro della salute Giulia Grillo, si può passare anche una mattinata intera al telefono senza che il Cup risponda. Del resto sono stati oltre 16.500 i cittadini che hanno segnalato disservizi sui tempi di prenotazione al numero verde "1500" del Dicastero.

Una via di uscita in realtà ci sarebbe e la offre la legge che consente di recarsi direttamente e gratuitamente (salvo ticket) dal privato convenzionato quando non vengono rispettati i tempi massimi stabiliti dal Piano nazionale o da quelli regionali per le liste d' attesa. «Peccato che molti cittadini ignorino questa possibilità e che le Asl facciano melina ritardando le autorizzazioni», denuncia il segretario nazionale del Tribunale dei diritti del malato, Antonio Gaudioso.

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Di fronte a questo stato di fatto non c' è poi da meravigliarsi se molti decidono di non perdere nemmeno tempo al telefono in attesa di una risposta del Cup e vanno diretti verso il privato. Opzione scelta dal 44% degli italiani per almeno una prestazione sanitaria. Nel 38% dei casi da chi ha un reddito basso, nel 50,7% da chi può spendere privatamente senza mettere a rischio la tenuta dei bilanci familiari. Segno che alla fine le liste d' attesa diventano anche un fattore di discriminazione sociale.

E neanche a dire che dietro questa corsa al privato si nasconda qualche pregiudizio sul servizio pubblico, perché la maggioranza degli assistiti "surfa" tra i due rami della nostra sanità. Il 62% di chi ha effettuato una prestazione nel privato, ha infatti usufruito di almeno una visita nel pubblico. Anche in questo caso una libertà di scelta appannaggio più dei redditi alti che di quelli bassi.

SANITA
SANITA'
Dinanzi a questo quadro non ci si deve poi stupire che aumentino gli assistiti ai quali non vengono garantiti i livelli essenziali di assistenza. I dati illustrati dall' ad di Rbm, Marco Vecchietti, dicono che se nel 2006 erano solo un milione e 300mila gli italiani fuori dal perimetro dei Lea, oggi sono lievitati a 8,7 milioni. «Bisogna raddoppiare il diritto alla salute degli italiani garantendo a tutti la possibilità di aderire alla sanità integrativa», propone Vecchietti portando acqua al suo mulino. Che altri vorrebbero si versasse nella sanità pubblica da troppi anni in cura dimagrante. Fonte: qui

LA MERKEL CI RIMANDA I MIGRANTI: “STORDITI E SEDATI SULL’AEREO"

IL TRATTAMENTO CHOC PER NON FARLI RIBELLARE: "CHI SI OPPONE AL TRASFERIMENTO, DOPO UN PO' È SEDUTO IN AEREO ADDORMENTATO" 
E IN GERMANIA È POLEMICA ANCHE PER LA PRESSIONE SULLE PARROCCHIE CHE ACCOLGONO I RIFUGIATI 
IL PUGNO DI FERRO USATO DALLA MERKEL STRIDE CON LE LEZIONCINE CHE CI RIFILA IN EUROPA…
Tonia Mastrobuoni per la Repubblica
 
Non ha fatto in tempo di dire, in inglese, «non voglio venire» che quattro poliziotti lo hanno buttato a terra, lo hanno immobilizzato e gli hanno stretto le manette intorno ai polsi e alle caviglie. Poi lo hanno trasportato nell' hangar di un aeroporto e lo hanno fatto salire su un aereo con destinazione Roma.

Era il 23 novembre del 2018 e Abukkabar M., originario della Sierra Leone, si è ritrovato con "più di cinquanta" richiedenti asilo come lui sull' aereo che dalla Germania trasportava i "dublinanti" in Italia, «e una marea di agenti che li scortavano». Soprattutto, racconta, «ho visto qualcuno scalmanato, che cercava di ribellarsi al trasferimento. Dopo un po', però, i rivoltosi erano diventati improvvisamente tranquilli, se ne stavano quasi addormentati nei loro sedili, buoni buoni».

La testimonianza di Abukkabar - che non vuol essere citato per intero perché nel frattempo è riuscito a fuggire di nuovo in Germania, ha chiesto di nuovo asilo lì e ha paura di ritorsioni - conferma un sospetto che passa da mesi di bocca in bocca, tra le organizzazioni che assistono i migranti. Il timore è che i profughi vengano sedati per evitare che si ribellino ai trasferimenti. E che subiscano dei maltrattamenti. A noi, Abukkabar ha detto al telefono di essere stato trattato «come un animale ».
 
Proprio la scorsa settimana la Germania ha approvato una stretta sui migranti che mira ad accelerarne i rimpatri. Per i Verdi «un giorno nero per la democrazia» per alcune regole discutibili come la possibilità di fare irruzione negli appartamenti o quella di metterli in carcere in prossimità della data di espulsione.

Anja Tuckermann è una scrittrice berlinese che si è occupata molto di migranti, ha anche visitato strutture di accoglienza italiane a Roma, a Pomezia e Frascati. Di quei centri ha un ricordo "agghiacciante", ci rivela. Nessuno dei profughi voleva restare in Italia. «Mi dicevano tutti "vogliamo tornare in Europa" e l' Europa cominciava per loro al di là delle Alpi». Ma Tuckermann ha assistito anche in Germania alcuni migranti negli attimi drammatici dei loro trasferimenti. Ed è stata testimone di scene "insopportabili".

Una sera era al cellulare con chi assisteva una famiglia che doveva essere messa su un aereo. «Davanti ai figli piccolissimi sia il padre sia la madre sono stati ammanettati dalla polizia con le mani dietro la schiena, come dei criminali. E poi portati via. I bambini, spaventati a morte, hanno continuato a urlare e a piangere per ore, finché non sono stati ricongiunti con i genitori». Il motivo di quella separazione, di quella tortura inutile? Ignoto.
rifugiati in germaniaRIFUGIATI IN GERMANIA

Uno dei più impegnati difensori dei diritti dei profughi ha un nome e una faccia: Stephan Reichel presiede "Matteo", l' associazione bavarese che si batte per trovare un asilo nelle chiese ai "dublinanti". Il senso è quello di garantire loro riparo nelle parrocchie protestanti e cattoliche finché non scadano i termini per fare domanda in Germania.

Anche Reichel, che è quotidianamente in contatto con miriadi di profughi che rischiano di essere riportati soprattutto in Italia, parla di "probabili sedazioni" per impedire che fuggano o che si ribellino ai trasferimenti. «E non solo in Germania: due mesi fa so che un profugo afgano proveniente da Lione è arrivato stordito a Monaco. Lo ha assistito un professore che lo ha portato in ospedale, poi un ragazzo afgano che conosco è andato a trovarlo lì per dargli un po' di conforto». E tra i profughi gira la voce che sia meglio non accettare bottigliette d' acqua prima di salire sugli aerei. Perché potrebbero contenere calmanti o sonniferi.

migranti arrivano in germaniaMIGRANTI ARRIVANO IN GERMANIA
Reichel è preoccupato in particolare per la pressione enorme che il governo e i Land stanno esercitando sulle parrocchie perché non concedano più protezione ai richiedenti asilo. Tra lo Stato tedesco e le Chiese non c' è un codice scritto ma una consuetudine su questi delicatissimi casi. Dunque, molto margine di manovra, se lo Stato decide di fare la faccia feroce per rispedire i profughi in Italia o negli altri paesi Ue dove dovrebbero finire secondo le regole di Dublino.

E secondo Reichel, è esattamente quello che sta accadendo. Tanto che nel 2018, secondo i numeri del ministero dell' Interno Horst Seehofer, i rifugiati che hanno trovato riparo nelle parrocchie sono stati 1.521, circa 400 a trimestre. Nei primi tre mesi di quest' anno, la cifra è scesa a 250.

migranti germania 11MIGRANTI GERMANIA
E la stretta denunciata da Reichel e molti volontari, a tratti sta assumendo i contorni di un assedio.

Un esempio clamoroso ce lo racconta un insegnante di Bamberga, Christian Witte, impegnato anche lui nell' assistenza dei richiedenti asilo. «Tre settimane fa due eritrei che erano stati accolti dal convento di Plankstetten sono stati arrestati in mezzo alla strada. Il motivo è semplice: i due dormivano e lavoravano nei locali del convento, ma erano costretti ad attraversare una strada pubblica. È lì che la polizia li ha arrestati. Un vero e proprio agguato». E per uno di loro, in un giorno tragico. Quello in cui scadevano i 18 mesi di Dublino. Il giorno dopo, avrebbe potuto chiedere asilo in Germania.

Fonte: qui

BOTTE, BOTTIGLIATE, PUGNI E TESTATE: UNA DECINA DI PERSONE AGGREDISCE 4 VENTENNI A TRASTEVERE

"TOGLIETEVI LA MAGLIETTA DEL CINEMA AMERICA, E’ DA ANTIFASCISTI, VE NE DOVETE ANDARE VIA" 
IL PIÙ GRAVE È RICOVERATO CON UNA FRATTURA AL NASO
«C’avete le magliette del Cinema America. Ma che siete antifascisti?». Nemmeno il tempo di rispondere, che è partita la prima bottiglia di birra. Valerio Colantoni, 23 anni, è stato colpito in faccia. Poi è toccato a David Habib, ventenne, che quella maglietta inconfondibile, bordeaux con lo stemma del «Rione Trastevere», l’aveva indossata come sempre anche sabato per andare con i suoi amici in piazza San Cosimato, all’arena del Piccolo America. Proiettavano «First reformed» di Paul Schrader, presente in platea con quella t-shirt addosso. «Te la devi levare, e ve ne dovete andare da qui!», ha gridato ad Habib uno dei due giovani che alle 4 di notte li avevano incrociati in via di San Francesco a Ripa. 

VIDEO: Il racconto dell'aggressione (Rai News)
Lettore video di: RAI (Informativa sulla privacy)

Un incontro forse non casuale. Forse li stavano seguendo, e con loro altri sette-otto ragazzi spuntati dai vicoli, che si sono accaniti su David, Valerio e due amici della comitiva: spintoni, calci e pugni. Habib è stato preso in pieno da una testata in faccia. Lui e gli altri si sono messi a correre fino al Pronto soccorso del Nuovo Regina Margherita, il branco li ha tampinati per un po’, poi è sparito. Nel 2017 un’aggressione analoga era accaduta all’Esquilino nei confronti di un minorenne che era stato massacrato di botte perché indossava anche lui la maglietta del Cinema America.
I carabinieri della compagnia Trastevere, che ieri pomeriggio hanno parlato all’ospedale Fatebenefratelli con Habib, ricoverato per la frattura del setto nasale, già indagano per identificare gli aggressori. «Erano giovani vestiti come quelli di Roma Nord, alcuni con la testa rasata, con molti tatuaggi, fra i 20 e i 30 anni — rivela Valerio Carocci, uno dei fondatori dell’associazione Piccolo America —. La nostra realtà fa paura alle destre romane perché è riuscita a portare nelle periferie, come Ostia e Tor Sapienza, che loro pensano di controllare, migliaia di persone. Perché parla anche a chi è di destra, con un linguaggio che non è quello solito di sinistra, perché crea luoghi di inclusione, antirazzismo e solidarietà».
I carabinieri potrebbero acquisire alcune delle numerose telecamere di videosorveglianza che si trovano fra San Cosimato e viale Trastevere per ricostruire le fasi di quello che sembra un agguato. Oltre ad Habib, che ha sempre partecipato alle attività del Cinema America, in ospedale è stato medicato anche Colantoni, ferito dalla bottigliata al sopracciglio destro. Illesi gli altri due giovani. Oltre al movente della maglietta, chi indaga sta valutando quello di un’aggressione a sfondo antisemita — Habib è ebreo — e razzista visto che uno dei suoi amici presi di mira è di colore.
Domenica sera mobilitazione in piazza a Trastevere con centinaia di giovani con la maglietta del Cinema America. C’era anche l’attore britannico Jeremy Irons. Domani in Campidoglio la indosseranno invece i consiglieri del Pd. «Piena solidarietà ai ragazzi aggrediti. Un atto vile e barbaro, che bisogna condannare fermamente. Il pensiero e la libertà di espressione nulla hanno a che vedere con la violenza. Roma è una città aperta e inclusiva», ha twittato la sindaca Virginia Raggi, mentre il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha annunciato su Instagram: «Siamo tutti il Cinema America! Ho indossato anche io la loro maglietta, proprio come il ragazzo aggredito la scorsa notte. Facciamolo tutti! Siamo dalla parte dei ragazzi del @piccoloamerica che riempiono di cultura le serate di Roma. Siano al più presto individuati gli squadristi di questa notte. A Roma non si può accettare una violenza così».
Per la Comunità di Sant’Egidio, infine, si è trattato di «un agguato di stampo fascista. È il preoccupante sintomo di un crescente clima di intolleranza, di razzismo e di violenza che si sta diffondendo dalla periferia al centro della città con troppa facilità perché non trova davanti a sé un argine culturale capace di contrastarlo. Siamo preoccupati per la tenuta civile e morale di Roma che, per la sua storia, si merita ben altro».
Fonte: qui

Identificati quattro aggressori dei ragazzi del cinema America
Individuati quattro aggressori dei giovani del cinema America picchiati lo scorso 15 giugno. Sarebbero vicini agli ambienti di estrema destra.
Sono stati identificati quattro presunti responsabili del gruppo di picchiatori che il 15 giugno, in pieno centro di Romaha aggredito con calci e pugni alcuni ragazzi perché avevano la maglietta 'antifascista' del cinema America: si tratta di quattro maggiorenni, tutti tra i 22 e i 23 anni, che dai primi accertamenti della Polizia e dei Carabinieri sarebbero vicini agli ambienti dell'estrema destra romana e che sono stati portati in questura per essere interrogati, dopo una serie di perquisizioni scattate nelle loro abitazioni.
Lettore video di: RAI (Informativa sulla privacy)

ESULTA IL MINISTRO DELL'INTERNO: «PARLANO I FATTI»

«Gli altri chiacchierano, ministero e forze dell'ordine fanno i fatti», ha detto soddisfatto Matteo Salvini che poi ha assicurato: «nessuna tolleranza per i violenti». Le indagini sono scattate subito dopo l'aggressione, avvenuta alle 4 del mattino tra i vicoli di Trastevere, dove i quattro amici - Yasir AbdilhakimValerio ColantoniStefano Riobbo e David Habib - stavano concludendo la serata dopo aver assistito in piazza San Cosimato alla proiezione di First Reformed, organizzata dal cinema America. E proprio la t-shirt del locale, che David indossava, sarebbe stato il motivo che ha scatenato la violenza del gruppo di aggressori, almeno sette-otto persone stando a quanto ricostruito finora. «Hai la maglietta del cinema America, sei antifascista, levatela subito e vattene di qua» avrebbe detto uno dei picchiatori spalleggiato da un amico a David, il più grande dei quattro che ha avuto il setto nasale rotto da una testata. Poi sarebbero sopraggiunte almeno altri sei ragazzi che avrebbero cominciato a prendere a calci e pugni i quattro, per poi darsi alla fuga per i vicoli. Un assalto 'squadrista' in piena regola.

AGGRESSORI IDENTIFICATI ANCHE GRAZIE ALLE IMMAGINI DI SICUREZZA

Proprio la testimonianza di David e degli altri ragazzi è stata fondamentale però per identificare i primi quattro del gruppetto di assalitori: «erano di Roma nord», hanno raccontato alla Digos i ragazzi, «uno di loro aveva un tatuaggio con quattro numeri romani sul braccio e un altro era rasato». Così, una volta ottenuta la descrizione dei presunti autori del pestaggio - ai quali sono state mostrate anche una serie di foto di militanti di estrema destra già schedati - e l'orario in cui si è verificata l'aggressione, gli uomini della Digos e i carabinieri della compagnia di Roma Trastevere hanno acquisito tutte le immagini delle telecamere della zona. Fondamentali, in particolare, si sono rivelate quelle registrate dalle telecamere di sorveglianza di alcuni negozi vicini al punto dove i quattro ragazzi sono stati aggrediti. Le immagini sono state nuovamente mostrate ai feriti: e gli ulteriori elementi forniti dai giovani hanno consentito agli investigatori di far scattare una serie di accertamenti, riscontri e raccolta di informazioni che ha portato ad identificare i quattro.

PER IL MOMENTO NESSUN FERMO NEI CONFRONTI DEI QUATTRO

Si tratta di ragazzi di 22-23 anni nei cui confronti sono scattate una serie di perquisizioni disposte dalla procura: nelle abitazioni gli investigatori avrebbero trovato tutta una serie di elementi dai quali emerge la vicinanza e la simpatia dei quattro per i movimenti dell'estrema destra. I giovani sono stati così portati in questura per essere interrogati, anche se al momento non è stato disposto il fermo nei loro confronti. E le indagini vanno avanti: restano infatti da identificare gli altri appartenenti al gruppo. Ma intanto i ragazzi hanno voluto ringraziare le forze di polizia per il lavoro fatto. «Siamo orgogliosi del nostro paese e della risposta che ha dato a chi pensa di poter affermare le proprie idee con l'utilizzo della violenza, che condanniamo in ogni sua forma. Da questa storia possiamo tutti ripartire insieme per costruire una società inclusiva». Fonte: qui



NUOVA AGGRESSIONE CONTRO I RAGAZZI DEL "CINEMA AMERICA": IERI NOTTE È STATA PICCHIATA L'EX RAGAZZA DEL PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE VALERIO CAROCCI 
TRA LE PERSONE IDENTIFICATE PER L'AGGUATO DI SABATO C’È IL COORDINATORE ROMANO DEL BLOCCO STUDENTESCO, IL MOVIMENTO GIOVANILE DI CASAPOUND, E UN RAGAZZO SOTTO PROCESSO PER AVER PESTATO UN SEDICENNE A PIAZZA CAVOUR 
IL FILMATO DELLA SORVEGLIANZA (VIDEO)


NUOVA AGGRESSIONE CONTRO I RAGAZZI DEL CINEMA AMERICA: PICCHIATA EX COMPAGNA PRESIDENTE

valerio carocciVALERIO CAROCCI
Una nuova aggressione la scorsa notte ha preso di mira i ragazzi del Cinema America, ovvero l'associazione che negli ultimi anni a Roma ha riportato il cinema in piazza. Vittima l'ex ragazza del presidente dell'Associazione 'Piccolo America', Valerio Carocci. La donna sarebbe stata aggredita ieri sera nei pressi di piazza San Cosimato, nel quartiere romano di Trastevere.

Sulla vicenda indaga la Digos impegnata già, con i carabinieri, nelle indagini sull'altra aggressione avvenuta sabato ai danni di quattro giovani che indossavano la maglia del Cinema America per la quale sono stati identificati e denunciati quattro appartenenti a movimenti dell'estrema destra Blocco studentesco e Casapound. Vittime di quel raid, alcuni ragazzi colpevoli di indossare magliette "antifasciste"

La questura di Roma "ha attivato adeguate misure di vigilanza in tutta l'area interessata dagli eventi dell'associazione 'Piccolo America', tese ad assicurare -si legge in una nota- che le attività culturali e ricreative si svolgano in assoluta serenità".
I RAGAZZI DEL CINEMA AMERICA AGGREDITII RAGAZZI DEL CINEMA AMERICA AGGREDITI

IDENTIFICATI GLI AGGRESSORI DEI RAGAZZI DEL CINEMA AMERICA
Marco Pasqua per “il Messaggero”

C'è il coordinatore romano del Blocco studentesco, il movimento studentesco di CasaPound. Ma anche un ragazzo sotto processo per aver partecipato al pestaggio di un sedicenne a piazza Cavour, nell'ottobre del 2016. Indagini lampo, quelle che hanno consentito a Digos e carabinieri di arrivare a dare un nome ad una parte del branco che, la notte di sabato, ha aggredito 4 giovani colpevoli di indossare la t-shirt del Cinema America.

il pestaggio dei ragazzi del cinema america 1IL PESTAGGIO DEI RAGAZZI DEL CINEMA AMERICA 1
«E' antifascista, toglietevela», hanno urlato. Un'azione da parte di chi ha già un curriculum costellato di precedenti penali ma anche di partecipazioni a manifestazioni della destra estrema. Hanno dai 20 ai 38 anni e vivono nella zona di Casalotti. Ieri pomeriggio, polizia e carabinieri hanno bussato alle porte delle loro abitazioni, sottoponendole a perquisizioni, d'intesa con il pm, Eugenio Albamonte.

Determinante il contributo dei ragazzi feriti: da subito hanno fornito dettagli fondamentali per rintracciare gli aggressori. Dai tatuaggi (un numero 4 in caratteri romani), fino al taglio di capelli e ai tratti salienti del volto. Zero reticenze, da parte di David Habib e Valerio Colantoni: il primo ferito da una testata al naso, il secondo da una bottigliata al sopracciglio.

FONDAMENTALI I VIDEO
il pestaggio dei ragazzi del cinema america 2IL PESTAGGIO DEI RAGAZZI DEL CINEMA AMERICA 2
Ma determinanti sono state anche i video catturati dalle telecamere di sorveglianza degli esercizi della zona: in uno di questi si vedono chiaramente i 10 avvicinarsi al gruppetto, parlottare con loro e, infine aggredirli. Uno degli identificati che è stato sottoposto ad interrogatorio è Matteo Mecucci (classe 1998), già noto alle forze dell'ordine per i fatti di piazza Cavour del 2016.

david habib uno dei ragazzi del cinema america pestatiDAVID HABIB UNO DEI RAGAZZI DEL CINEMA AMERICA PESTATI
Il ragazzo, la sera del 14 ottobre, secondo gli inquirenti, partecipò alla rissa nella quale venne ferito un 16enne di Primavalle: insieme a lui altri coetanei di destra, suoi amici e frequentatori della piazza luogo di ritrovo degli estremisti di Roma Nord. Piazza sulla quale, come anticipato da Il Messaggero, si sono da subito concentrate le attenzioni della polizia. Secondo gli investigatori, Mecucci avrebbe fatto parte del branco dei dieci, a Trastevere, ma non avrebbe partecipato al pestaggio (sul braccio destro ha alcuni tatuaggi molto visibili).

Ma le forze dell'ordine hanno anche bussato alla porta di casa di Marco Ciurleo: in quanto coordinatore del Blocco, ha partecipato a numerose manifestazioni di CasaPound (anche non autorizzate) e ha precedenti per motivi di ordine pubblico. Un volto ben noto alla Digos e al Nucleo Informativo dei carabinieri. Anche Stefano Borgese, classe 1981, è vicino agli ambienti della destra estrema capitolina. E a breve potrebbero arrivare nuovi indagati: l'esame delle immagini è ancora in corso e devono esserci altri riscontri prima di poter convocare gli altri sospettati.
jeremy irons ospite dei ragazzi del cinema america 1JEREMY IRONS OSPITE DEI RAGAZZI DEL CINEMA AMERICA

Tra i primi a commentare con favore l'identificazione dei quattro responsabili dell'agguato, c'è il ministro dell'Interno, Matteo Salvini: «Gli altri chiacchierano, ministero e Forze dell'Ordine fanno i fatti. Felice che la polizia abbia identificato alcuni dei presunti aggressori di Roma, che avevano malmenato un gruppo di giovani con la maglietta del cinema America.

il pestaggio dei ragazzi del cinema americaIL PESTAGGIO DEI RAGAZZI DEL CINEMA AMERICA
Nessuna tolleranza per i violenti». Ma anche i quattro ragazzi aggrediti hanno voluto ringraziare le forze dell'ordine: «Ci siamo impegnati con tutte le nostre forze ed energie per il riconoscimento chi ci ha aggredito la scorsa notte a Trastevere, collaborando di minuto in minuto con polizia e carabinieri. Siamo orgogliosi del nostro paese e della risposta che ha dato a chi pensa di poter affermare le proprie idee con l'utilizzo della violenza, che condanniamo in ogni sua forma». Valerio Carocci, leader dell'America, dice: «Questi ragazzi sono degli eroi, dovremmo tutti esser loro grati. Non hanno avuto paura, ma hanno deciso di denunciare gli aggressori collaborando con le forze dell'ordine».
david habib uno dei ragazzi del cinema america pestati 1DAVID HABIB UNO DEI RAGAZZI DEL CINEMA AMERICA PESTATI

INSULTI SUI SOCIAL
Sempre ieri, intanto, sui social sono apparsi dei post choc, firmati dagli antagonisti, contro i ragazzi dell'America: «Imparate a difendervi. Smettete di piangere. E soprattutto non andate in Questura». Il tutto corredato dall'hashtag: Iostoconipicchiatori. «Commento politico sull'aggressione ai ragazzi: poche ve ne hanno date», scriveva un altro esponente dei centri sociali romani. Deliri, prontamente sommersi dall'ondata di solidarietà che si è riversata su questi giovani affamati di giustizia.

Fonte: qui