9 dicembre forconi: espulsi
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lunedì 17 giugno 2019

LA MERKEL CI RIMANDA I MIGRANTI: “STORDITI E SEDATI SULL’AEREO"

IL TRATTAMENTO CHOC PER NON FARLI RIBELLARE: "CHI SI OPPONE AL TRASFERIMENTO, DOPO UN PO' È SEDUTO IN AEREO ADDORMENTATO" 
E IN GERMANIA È POLEMICA ANCHE PER LA PRESSIONE SULLE PARROCCHIE CHE ACCOLGONO I RIFUGIATI 
IL PUGNO DI FERRO USATO DALLA MERKEL STRIDE CON LE LEZIONCINE CHE CI RIFILA IN EUROPA…
Tonia Mastrobuoni per la Repubblica
 
Non ha fatto in tempo di dire, in inglese, «non voglio venire» che quattro poliziotti lo hanno buttato a terra, lo hanno immobilizzato e gli hanno stretto le manette intorno ai polsi e alle caviglie. Poi lo hanno trasportato nell' hangar di un aeroporto e lo hanno fatto salire su un aereo con destinazione Roma.

Era il 23 novembre del 2018 e Abukkabar M., originario della Sierra Leone, si è ritrovato con "più di cinquanta" richiedenti asilo come lui sull' aereo che dalla Germania trasportava i "dublinanti" in Italia, «e una marea di agenti che li scortavano». Soprattutto, racconta, «ho visto qualcuno scalmanato, che cercava di ribellarsi al trasferimento. Dopo un po', però, i rivoltosi erano diventati improvvisamente tranquilli, se ne stavano quasi addormentati nei loro sedili, buoni buoni».

La testimonianza di Abukkabar - che non vuol essere citato per intero perché nel frattempo è riuscito a fuggire di nuovo in Germania, ha chiesto di nuovo asilo lì e ha paura di ritorsioni - conferma un sospetto che passa da mesi di bocca in bocca, tra le organizzazioni che assistono i migranti. Il timore è che i profughi vengano sedati per evitare che si ribellino ai trasferimenti. E che subiscano dei maltrattamenti. A noi, Abukkabar ha detto al telefono di essere stato trattato «come un animale ».
 
Proprio la scorsa settimana la Germania ha approvato una stretta sui migranti che mira ad accelerarne i rimpatri. Per i Verdi «un giorno nero per la democrazia» per alcune regole discutibili come la possibilità di fare irruzione negli appartamenti o quella di metterli in carcere in prossimità della data di espulsione.

Anja Tuckermann è una scrittrice berlinese che si è occupata molto di migranti, ha anche visitato strutture di accoglienza italiane a Roma, a Pomezia e Frascati. Di quei centri ha un ricordo "agghiacciante", ci rivela. Nessuno dei profughi voleva restare in Italia. «Mi dicevano tutti "vogliamo tornare in Europa" e l' Europa cominciava per loro al di là delle Alpi». Ma Tuckermann ha assistito anche in Germania alcuni migranti negli attimi drammatici dei loro trasferimenti. Ed è stata testimone di scene "insopportabili".

Una sera era al cellulare con chi assisteva una famiglia che doveva essere messa su un aereo. «Davanti ai figli piccolissimi sia il padre sia la madre sono stati ammanettati dalla polizia con le mani dietro la schiena, come dei criminali. E poi portati via. I bambini, spaventati a morte, hanno continuato a urlare e a piangere per ore, finché non sono stati ricongiunti con i genitori». Il motivo di quella separazione, di quella tortura inutile? Ignoto.
rifugiati in germaniaRIFUGIATI IN GERMANIA

Uno dei più impegnati difensori dei diritti dei profughi ha un nome e una faccia: Stephan Reichel presiede "Matteo", l' associazione bavarese che si batte per trovare un asilo nelle chiese ai "dublinanti". Il senso è quello di garantire loro riparo nelle parrocchie protestanti e cattoliche finché non scadano i termini per fare domanda in Germania.

Anche Reichel, che è quotidianamente in contatto con miriadi di profughi che rischiano di essere riportati soprattutto in Italia, parla di "probabili sedazioni" per impedire che fuggano o che si ribellino ai trasferimenti. «E non solo in Germania: due mesi fa so che un profugo afgano proveniente da Lione è arrivato stordito a Monaco. Lo ha assistito un professore che lo ha portato in ospedale, poi un ragazzo afgano che conosco è andato a trovarlo lì per dargli un po' di conforto». E tra i profughi gira la voce che sia meglio non accettare bottigliette d' acqua prima di salire sugli aerei. Perché potrebbero contenere calmanti o sonniferi.

migranti arrivano in germaniaMIGRANTI ARRIVANO IN GERMANIA
Reichel è preoccupato in particolare per la pressione enorme che il governo e i Land stanno esercitando sulle parrocchie perché non concedano più protezione ai richiedenti asilo. Tra lo Stato tedesco e le Chiese non c' è un codice scritto ma una consuetudine su questi delicatissimi casi. Dunque, molto margine di manovra, se lo Stato decide di fare la faccia feroce per rispedire i profughi in Italia o negli altri paesi Ue dove dovrebbero finire secondo le regole di Dublino.

E secondo Reichel, è esattamente quello che sta accadendo. Tanto che nel 2018, secondo i numeri del ministero dell' Interno Horst Seehofer, i rifugiati che hanno trovato riparo nelle parrocchie sono stati 1.521, circa 400 a trimestre. Nei primi tre mesi di quest' anno, la cifra è scesa a 250.

migranti germania 11MIGRANTI GERMANIA
E la stretta denunciata da Reichel e molti volontari, a tratti sta assumendo i contorni di un assedio.

Un esempio clamoroso ce lo racconta un insegnante di Bamberga, Christian Witte, impegnato anche lui nell' assistenza dei richiedenti asilo. «Tre settimane fa due eritrei che erano stati accolti dal convento di Plankstetten sono stati arrestati in mezzo alla strada. Il motivo è semplice: i due dormivano e lavoravano nei locali del convento, ma erano costretti ad attraversare una strada pubblica. È lì che la polizia li ha arrestati. Un vero e proprio agguato». E per uno di loro, in un giorno tragico. Quello in cui scadevano i 18 mesi di Dublino. Il giorno dopo, avrebbe potuto chiedere asilo in Germania.

Fonte: qui

domenica 11 marzo 2018

M5s, tra gli eletti 8 espulsi: da chi si rifiuta di dimettersi a chi promette appoggio esterno. Sarti verso il reintegro

Cinque deputati e tre senatori appena eletti nelle liste del Movimento 5 stelle sono però già stati cacciati durante la campagna elettorale per aver violato le regole grilline. 

A loro si chiede di procedere con la richiesta di dimissioni, ma non tutti intendono rispettare la promessa di un passo indietro. E i vertici confermano che in assenza di segnali procederanno con la causa per danno d'immagine

venerdì 10 novembre 2017

ESPULSI I GENITORI MAROCCHINI DEGLI STUPRATORI DI RIMINI

RESPINTE LE RICHIESTE DI PERMESSO DI SOGGIORNO, PER I GIUDICI NE VA DELL''INTERESSE DELLA SICUREZZA NAZIONALE” 

LA LORO FEDINA PENALE? FURTO, VENDITA DI STUPEFACENTI, PORTO ABUSIVO DI ARMI, EVASIONE, ECC...

CI VUOLE IL CRIMINE PIU' BRUTALE DELL'ESTATE PER ACCORGERSI DI QUESTA FAMIGLIOLA? - VIDEO



Simona Pletto per “Libero quotidiano”

MOHAMMED LOUENNOUNMOHAMMED LOUENNOUN
Devono lasciare l’Italia e ritornare in Marocco. È questa la decisione del Tribunale di Ancona notificata al padre e alla madre dei due ragazzi marocchini di 15 e 17 anni, entrambi nati in Italia, che si sono macchiati di uno dei più crudeli e sadici stupri commessi a Miramare di Rimini la notte del 26 agosto.

I giudici hanno infatti disposto che non venga rinnovato il permesso di soggiorno a Mohammed Louennoun, 50 anni, e alla moglie Sana, 44 anni, genitori di altri due figli di quattro e tredici anni. L' uomo, agli arresti domiciliari fino al prossimo aprile, ha condanne per oltraggio a pubblico ufficiale, furto, falsa attestazione sull' identità propria, guida in stato di ebbrezza, detenzione e vendita di stupefacenti, porto abusivo di armi, evasione e violazione del divieto di rientrare nel territorio italiano.

guerlin butunguGUERLIN BUTUNGU
La moglie invece è stata definita aggressiva, arrogante, pronta a minacciare di abbandonare i figli ai servizi sociali al fine di ottenere benefici. «L' assoluta inidoneità genitoriale della figura paterna - scrivono i giudici - è dimostrata dal fatto che anziché ergersi ad esempio per i figli, con la sua condotta istiga i minori a non integrarsi nella realtà italiana e a non rispettare le regole di convivenza comuni.

Per questo si respinge il ricorso a salvaguardia dell' interesse pubblico alla sicurezza nazionale». Una cosa è certa: la vicenda degli abusi sessuali di cui si sono macchiati i due fratelli ha scosso l' opinione pubblica di tutta Italia, in un tam tam mediatico di fine agosto che si è protratto per diverse settimane, proprio per la ferocia e la brutalità che ha avvolto i loro crimini.

RIMINI STUPRORIMINI STUPRO
I due fratelli di 15 e 17 anni sono l'esatta metà del branco che sulla spiaggia di Rimini ha violentato una ragazza polacca e ha riempito di botte il suo amico. Insieme ai fratelli ci sono un nigeriano di 17 anni e un congolese di 20 richiedente asilo, il capo della gang. Sono sempre loro ad aver poi violentato una transessuale peruviana nel corso di una notte brava che sembrava non finire. Confessano, ammettono.

FRATELLI MAROCCHINI STUPRO RIMINIFRATELLI MAROCCHINI STUPRO RIMINI
Riconoscono le loro gravissime responsabilità. Tre di loro sono regolari, nati in Italia, figli di immigrati arrivati nel nostro Paese. Come del resto anche il padre dei due fratelli che oggi si trovano rinchiusi nel carcere minorile di Bologna: Mohammed Louennoun è entrato in Italia negli anni Novanta e si è stabilito in Veneto. Il primo figlio, oggi in cella, nasce a Montebelluna.

L' uomo è irregolare, ma una sanatoria del 1995 gli offre la chance che cercava. Inciampa però nella legge: denunce e precedenti saltano fuori e gli viene revocato il permesso.
Dovrebbe essere espulso. Ma gioca la carta giusta: lui deve accudire i figli che nel frattempo si moltiplicano a due, tre, quattro. La mamma viene ammonita per stalking, ma non espulsa.

I figli hanno un sacco di guai, problemi a scuola, vengono segnalati alle forze dell' ordine. Giustizia e le istituzioni inseguono pezzi sparsi di questa famiglia come fossero dentro a un labirinto. Perché i provvedimenti di espulsione non sono arrivati a diventare effettivi? La risposta è semplice: per via dei figli minori.

CARABINIERI 2CARABINIERI 2
È spesso questo il limbo in cui si rifugiano gli immigrati irregolari, la zona d' ombra per eccellenza. Ma davanti a tante atroci violenze, i giudici di Ancona non hanno potuto far sconti. Mohammed Louennoun, dopo la bestiale violenza di Rimini, aveva tranquillamente dichiarato ai microfoni della trasmissione Matrix: «Mi dispiace per la ragazza polacca e per la trans, ma i ragazzi sono ancora giovani, cambieranno vita».

Ora è stato deciso che lui e la moglie devono lasciare l' Italia. Allo stato attuale non è dato sapere se i loro ragazzi cambieranno vita. Prima dovranno trascorrere un lungo periodo in carcere. E in ogni caso, se davvero riusciranno a cambiar vita, lo faranno senza il loro pessimo esempio.

Fonte: qui