9 dicembre forconi

martedì 10 ottobre 2017

‘C’ERA UNA VILLA IN CUI FACEVANO FESTINI. ECCO PERCHÉ NON HANNO INDAGATO SU DAVID ROSSI’: LE RIVELAZIONI DI PICCINI, EX SINDACO DI SIENA E DIRIGENTE MPS A ‘LE IENE’ (VIDEO)

ANTONINO MONTELEONE FA PARLARE UNO CHE CONOSCE BENE LE COSE: ‘NON SI È SUICIDATO, L’INCHIESTA È STATA FATTA MALE. E IO SO PERCHÉ. POTEVA SCOPPIARE UNA BOMBA SULLA MORALITA'’

L’INTERVISTA SI CHIUDE MALE: L’EX SINDACO, DI NUOVO CANDIDATO, S’INFURIA CON L’INVIATO

1. LA PRIMA PARTE DELL’INCHIESTA DI ANTONINO MONTELEONE (‘LE IENE’) SU DAVID ROSSI, clicca qui


L'ex sindaco di Siena a 'Le Iene': 'Rossi non si è suicidato’

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DAVID ROSSI/ VIDEO CASO MPS, EX SINDACO PIERLUIGI PICCINI: "L'INDAGINE È STATA FATTA MALE" (LE IENE SHOW)

Silvana Palazzo per www.ilsussidiario.net

inchiesta delle iene su david rossi 6INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 6
L'ex sindaco di Siena, Pierluigi Piccini, con le sue parole ha aperto la strada a nuovi dubbi sulla morte del povero David Rossi. Lui non crederebbe affatto alla tesi del suicidio e, a sua detta, non lo crederebbe l'intera città di Siena. "L'indagine è stata fatta male", sostiene ai microfoni nascosti della trasmissione Le Iene, che ieri sera è tornata a far luce sul caso di cronaca iniziato oltre 4 anni fa e rimasto ad oggi ancora un giallo. A detta di Piccini, infatti, sin dall'inizio sarebbero stati commessi molti errori: "Anche la famiglia, nel momento dello shock non si rende bene conto di quello che sta succedendo", dice. Il riferimento è alla sparizione involontaria dei vestiti della vittima.
inchiesta delle iene su david rossi 5INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 5

 "Io dico che gli errori nascono al momento in cui iniziano a fare le indagini", ha commentato ancora l'ex sindaco, toccando un fatto effettivamente decisivo dell'intera vicenda. Le sue successive dichiarazioni su ciò che non tornerebbe, però, come ribadito anche dall'inviato della trasmissione non sarebbero ad oggi sostenute da alcuna conferma, per cui non è possibile dire con certezza se realmente, come da lui ipotizzato, ci sia stata una volontà di far chiudere frettolosamente le indagini già avviate in modo maldestro e che avrebbero potuto scoperchiare un pericoloso vaso di Pandora.

L'ex sindaco di Siena a 'Le Iene': 'La villa dei festini’

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EX SINDACO ROMPE L'OMERTÀ
inchiesta delle iene su david rossi 4INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 
Il secondo servizio della Iena Antonino Monteleone dedicato al misterioso caso relativo alla morte di David Rossi è destinato a far discutere. Nuove e importanti rivelazioni choc sono state trasmesse sul capo della comunicazione della banca Monte Paschi di Siena. Il servizio ha documentato l'omertà che vige a Siena sulla vicenda, ma l'inviato delle Iene ha trovato un personaggio che ha rivelato aspetti davvero importanti sul caso.

Si tratta dell'ex sindaco Piccini, che conosceva molto bene David Rossi, il quale era stato capo ufficio stampa del Comune quando ricopriva la carica di primo cittadini. Tra le rivelazioni ce n'è una molto grave: parla di presunti festini a base di cocaina, in una località tra Siena e Arezzo, che avrebbe visto protagonisti molti personaggi della magistratura e volti noti della politica italiana. Così l'ex sindaco ha voluto far comprendere che potesse esserci una volontà di chiudere il caso di David Rossi.

inchiesta delle iene su david rossi 3INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 
"NON SI È SUICIDATO, VI DICO PERCHÉ"
La morte di David Rossi è ancora avvolta nel mistero e il servizio de Le Iene Show alimenta i dubbi. Il direttore della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena il 6 marzo 2013 precipita di schiena dalla finestra del suo ufficio, morendo venti minuti dopo in un vicolo. Per la Procura si tratta di un suicidio, ma i dubbi sono tanti. E infatti la sua famiglia continua a chiedere che venga fatta chiarezza su quanto successo, cerca la verità.

inchiesta delle iene su david rossi 2INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 
La moglie del manager, Antonella Tognazzi, e la figlia di lei, Carolina Orlandi, stanno ricostruendo le indagini, perché continuano a credere che sia stato ucciso. I fatti sono inquietanti, le circostanze inspiegabili e le anomalie tantissime. La Procura fa due ipotesi: che si sia stato indotto al suicidio per paura o che sia caduto in seguito ad una colluttazione. Forse perché David Rossi, come scrisse via mail al CEO Fabrizio Viola, voleva parlare con i magistrati che indagavano su Antonveneta dei rapporti politici di Mps.

LA RIVELAZIONE CHOC DELL'EX SINDACO DI SIENA
inchiesta delle iene su david rossi 1INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 
Tra i misteri italiani c'è il caso della morte di David Rossi, del quale si è occupato il programma Le Iene Show anche oggi. L'inviato ha interpellato l'ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini: «Non credo che si sia suicidato. Le anomalie ci sono, è inevitabile. Lui dice che sarebbe andato dai magistrati a raccontare tutto quello che sapeva... Fa il grande errore di dire "Io parlo"».

david rossi giuseppe mussariDAVID ROSSI GIUSEPPE MUSSARI
L'ex dirigente Mps aveva le porte aperte dappertutto: «Ma uno che mangia il mondo, ha paura di una perquisizione? Ci sono molte cose che non tornano in questa vicenda. Aveva l'abitudine di prendere sempre appunti, quindi il fatto che non abbia lasciato nulla è strano. Lui era il braccio destro di Mussari su tante cose. Lui aveva un certo appeal in quanto tale». Proseguono le rivelazioni choc dell'ex sindaco: «Conoscendo la sua razionalità, non è possibile che si sia ucciso».

Emerge poi un'altra storia parallela riguardo la velocità della magistratura nella chiusura delle indagini: «Potrebbe aver abbuiato tutto perché potrebbe scoppiare una bomba morale. C'è una villa tra Siena e Arezzo dove facevano delle feste...». L'intervista, però, si è chiusa male: l'ex sindaco dopo aver scoperto di essere stato registrato si è arrabbiato con l'inviato de Le Iene, consapevole dell'importanza e del peso delle sue rivelazioni.


IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVISTA DELLE ‘IENE’ A PICCINI

Ieri, domenica 8 ottobre, in prima serata su Italia 1, a “Le Iene Show”, l’inviato Antonino Monteleone è tornato ad occuparsi del giallo sulla morte di David Rossi, a seguito di rivelazioni shock da parte dell’ex sindaco di Siena, Pierluigi Piccini.


A seguire il link per visualizzare il servizio:

l orologio che cade accanto a david rossi mezzora dopo il voloL'OROLOGIO CHE CADE ACCANTO A DAVID ROSSI MEZZ'ORA DOPO IL VOLO

David Rossi, capo della Comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, è precipitato da una finestra della sede della banca a Rocca Salimbeni, nel capoluogo toscano, la sera del 6 marzo 2013. In quelle stesse settimane, MPS era al centro di una grande inchiesta basata sull’acquisizione di Antonveneta.

Nel luglio 2017, il gip ha disposto l’archiviazione del fascicolo d’indagine aperto con l’ipotesi di reato d’istigazione al suicidio, accogliendo la richiesta avanzata dalla procura senese e respingendo così l’opposizione avanzata – nel novembre 2015 – dai legali della famiglia Rossi, da sempre convinti che si sia trattato di omicidio. È la seconda archiviazione in questa vicenda: una prima indagine si era chiusa nel marzo 2014.
morte di david rossi l uomo che si sporge per vedere se e mortoMORTE DI DAVID ROSSI L'UOMO CHE SI SPORGE PER VEDERE SE E MORTO
                                                   
La scorsa settimana la Iena aveva intervistato Antonella Tognazzi (la moglie di David Rossi) e la figlia della donna Carolina Orlandi, da anni impegnate per far sì che si continui a indagare sulla morte dell’uomo. Antonino Monteleone aveva, inoltre, raggiunto anche Giuseppe Mussari, ex Presidente del MPS ed ex Presidente dell'ABI, Associazione Bancaria Italiana. Da quando era stato indagato e travolto dalle polemiche per l’acquisizione di Antonveneta da parte di MPS, non aveva più parlato né delle vicende bancarie, né della morte di Rossi.
giuliano amato antonino monteleoneGIULIANO AMATO ANTONINO MONTELEONE

Nel corso del nuovo servizio, Antonino Monteleone ha incontrato Pierluigi Piccini, ex dirigente del Monte dei Paschi e sindaco di Siena dal 1990 al 2001.
Di seguito alcuni stralci.

Iena: Lei crede che David Rossi si sia suicidato?
Piccini: No, ho seri dubbi su questa ipotesi. Non credo che David Rossi si sia suicidato.
Iena: Quello che voglio capire è se lei crede che sia una forzatura non riconoscere il suicidio oppure effettivamente ci sono delle anomalie tali che…

giuseppe mussari antonino monteleoneGIUSEPPE MUSSARI ANTONINO MONTELEONE
Piccini: No, le anomalie ci sono. Le anomalie ci sono, è inevitabile. E poi David fa un errore storico: lui dice che sarebbe andato dai magistrati a raccontargli tutto. E dice: “Io di questa città conosco tutto dai tempi del Piccini fino ad oggi”. David Rossi fa il grande errore di dire “io parlo”.
Iena: Cioè non c’è complottismo dietro l’ipotesi di dire che forse David non s’è ammazzato o non s’è ammazzato da solo, diciamo?
Piccini: No, no.

giuseppe mussari antonino monteleoneGIUSEPPE MUSSARI ANTONINO MONTELEONE
Iena: Ma se uno invece volesse ipotizzare che quello di David è stato il suicidio di un ragazzo che ha vissuto la cresta dell’onda di un potere, che è rimasto da solo e che ha ceduto?
Piccini: No, tutte ca***te. David Rossi ha gestito più di 50 milioni di euro in quattro anni, aveva le porte aperte dappertutto.

Iena: Lei a che ora ha saputo, ad esempio, che era successo quello che era successo?
Piccini: Io? Un quarto d’ora dopo.
Iena: E lei ha pensato “Oddio, è impazzito David”, o ha pensato “Non quadra”?
antonella tognazzi moglie di david rossiANTONELLA TOGNAZZI MOGLIE DI DAVID ROSSI
Piccini: No no, conoscendo la razionalità di David, se è rimasta come lo conoscevo io, non è possibile che si suicida. La città è convinta che sia stato ucciso.

Iena: Ma può avere questa benedetta perquisizione (ndr, si riferisce alla perquisizione fatta nell'ufficio privato e nell'abitazione di David Rossi nell’ambito dell’inchiesta MPS pochi giorni prima della morte), per la fuga di notizie, aver… cioè, tu sei uno che si mangia il mondo, a un certo punto ti succede l’ultima cosa che ti aspettavi che ti succedesse…
Piccini: Ma uno che mangia il mondo, scusa eh, ha paura di una perquisizione?
Iena: Dice… pelo sullo stomaco ce lo doveva avere?
autopsia david rossi il segno dell orologioAUTOPSIA DAVID ROSSI IL SEGNO DELL OROLOGIO
Piccini: Mah! Ma scusa eh? Allora, sennò veramente… Ci sono molte cose che non tornano in questa vicenda.

Piccini: Questo è strano (ndr, si riferisce al fatto che dopo la morte non sarebbero state ritrovate né memorie né appunti) perché David aveva l’abitudine, quando faceva l’addetto stampa mio, di prendere sempre appunti. Cioè, io mi ricordo che noi avevamo un modo di lavorare, lui era quello che mi teneva la memoria sostanzialmente e aveva sempre appunti oppure mi faceva gli appunti sulle cose che succedevano, e quindi poi la memoria la teneva lui. Questo fatto che lui non abbia lasciato nulla…
antonino monteleoneANTONINO MONTELEONE

Iena: David non faceva solo l'addetto stampa?
Piccini: Macché, lui era il braccio destro di Mussari su tante cose, non scherziamo. Ma uno che gestisce 54… 50 milioni di euro in 4 anni, ma ti rendi conto di quanti sono? Che lui avesse un particolare anche, come dire, appeal all'interno della banca perché era il braccio destro di Mussari e potesse indirizzare dei finanziamenti, questo sì.
Iena: Ma dire che fosse addentro ad alcune decisioni, comunque al cuore delle decisioni della banca?

Piccini: Questo sì.
Iena: Ma con ruoli attivi o con ruoli di spettatore privilegiato?
bernardo mingroneBERNARDO MINGRONE
Piccini: Sicuramente con Mussari sì, sicuramente sì. E poi dopo, come addetto stampa, per forza doveva sapere le operazioni. Quelle da dire, quelle da non dire, come gestirle, per forza doveva saperlo.

Iena: Quindi non può essere un uomo rimasto solo che è crollato?
Piccini: Ma quale solo? No, lui aveva la possibilità, lui ha dialogato con tutti i direttori dei giornali di tutta Italia. Non aveva un problema di lavoro, assolutamente.
Iena: No, di lavoro, però dico che rimani da solo, sei sottoposto a una pressione che non ti è mai capitata nella vita e si rompe una lampadina in testa… come quando salta un fusibile, non lo puoi prevedere…
chiamata alla poliziaCHIAMATA ALLA POLIZIA

Piccini: E dice alla madre “vengo a prendere le polpette”?
Iena: Per non farla preoccupare…
Piccini: E poi s’ammazza? Dai, via, su. Alla madre dice “guarda, sì, prepara le polpette che le vengo a prendere”, e poi s’ammazza? Come se la madre non se ne sarebbe accorta che muore? Cioè, non esiste… Ma dai, ma non esiste “vengo a prendere le polpette alla madre”.
Iena: No perché non vorrei che passassimo per super complottisti…

Piccini: Non ti sembra strano? Tu a tua madre dici “mamma, vengo a prendere le polpette” e poi t’ammazzi? Così la madre non se ne accorge che ti sei ammazzato? Dai, via. No, no.
carolina orlandi figliastra di david rossiCAROLINA ORLANDI FIGLIASTRA DI DAVID ROSSI
Iena: Ma sa perché glielo dico? Perché io vengo dalla cronaca giudiziaria e quindi ho un po' di sudditanza psicologica nei confronti dell'autorità giudiziaria.
Piccini: Però l'indagine è stata fatta male. Il problema parte male questa indagine, all'inizio; e, devo dire, anche la famiglia, nel momento dello shock, ad esempio, non si rende bene conto di quello che sta succedendo, no? Sono pentiti perché involontariamente sono spariti dei vestiti… Io dico che gli errori nascono al momento in cui iniziano a fare le indagini.

carolina orlandiCAROLINA ORLANDI
Iena: Una questione che uno dovrebbe riuscire a risolvere per rilanciare il dubbio sulla veridicità del suicidio è: chi ti può volere morto? Ok, non mi sono suicidato, quindi quale sarebbe il movente? In che modo io mi sono messo in un casino?
Piccini: E allora c'è un'altra storia parallela… un avvocato romano mi ha detto “Ma perché vi rigirate tanto i c****oni?”. E io: “Ma scusa perché? Era un’amica mia, dove il marito era nei servizi…”. Ma, guarda, dice: “Devi indagare su alcune ville fra l'aretino e il mare… e i festini che facevano lì. Perché la magistratura potrebbe anche avere abbuiato tutto perché scoppia una bomba morale”. Non so se mi sono spiegato? Questo filone non è stato mai preso.
giuliano amato antonino monteleoneGIULIANO AMATO ANTONINO MONTELEONE

Iena: Questo potrebbe avere ostacolato la realizzazione di una buona indagine?
Piccini: E questo avvocato romano mi ha detto: “Ma non state lì a girare tanto le scatole…C'è una villa fra Siena e Arezzo e c'è una villa al mare, dove facevano i festini”. Chi andava in queste feste? Chi ci andava? Ci andavano anche i magistrati senesi ad esempio? Mah. Ci andava qualche personaggio nazionale? Mah. La cocaina era… gira a fiumi in questa città.
giancarlo filippone antonino monteleoneGIANCARLO FILIPPONE ANTONINO MONTELEONE

Iena: Va beh gira in Italia, ovunque…
Piccini: Sì, domandalo a **** quanta ne… quanto uso ne fa?
Iena: Ne fa o ne faceva?
Piccini: Ne fa. Questa è un'altra storia parallela e io mi fermo qui…
Iena: No, ma fermo un attimo. Io quando sento questa cosa del festino dico: “Perfetto, qui c'è la chiave per capire perché fanno le indagini…”.
il corpo di david rossiIL CORPO DI DAVID ROSSI
Piccini: Ad un certo punto io posso anche capire la magistratura che di fronte a una cosa del genere… guarda che ti sto a dire… cerchi di chiudere perché altrimenti diventa una cosa molto difficile.

Iena: E ok, e questa è la chiave, ma rimane sempre…
Piccini: E lo posso anche capire…
Iena: …sempre rimane irrisolto ciò che ha reso un capo ufficio stampa una persona da eliminare.
Piccini: Ma lo sai quanta roba gira al mondo? Ma lo vedi che ancora non riescono a risolvere il… si sono mangiati una banca. Perché si sono mangiati una banca?
Iena: Ma lo IOR? (ndr, Istituto delle opere di religione)*
Piccini: Ragazzi, mi volete mandare… che volete fare di me? Spiegatemelo, mi volete rovinare?
david rossiDAVID ROSSI

* Quando la Iena prova a chiedere a Piccini se, in questa storia, possa avere qualcosa a che fare anche lo IOR - Istituto per le opere di religione, comunemente conosciuto come "Banca vaticana" -  Piccini preferisce fermare le sue rivelazioni.


Fonte: qui

CHIESTA LA CONDANNA DI TRE ANNI DI RECLUSIONE, PER IL REATO DI PECULATO, A CARICO DELL'EX PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE “BAMBINO GESÙ” GIUSEPPE PROFITI

LE ACCUSE RIGUARDANO LA DISTRAZIONE DI FONDI PER LA RISTRUTTURAZIONE DELL’ATTICO DEL CARDINAL BERTONE

L’ACCUSA: “EMERSO UN QUADRO DESOLANTE…”

1 - VATICANO: PROCESSO; CHIESTI 3 ANNI RECLUSIONE PROFITI
giuseppe profitiGIUSEPPE PROFITI
(ANSA) L'ufficio del Promotore di Giustizia vaticano ha chiesto la condanna di tre anni di reclusione, per il reato di peculato, a carico dell'ex presidente della Fondazione Bambino Gesù Giuseppe Profiti. L'accusa chiede per l'imputato anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e 5mila euro di multa. Per l'ex tesoriere Massimo Spina il Promotore ha chiesto "l'assoluzione per insufficienza di prove". Il peculato riguarda la distrazione di fondi per la ristrutturazione dell'appartamento del card. Tarcisio Bertone.

MARIELLA ENOCMARIELLA ENOC
2 - VATICANO: PROCESSO; ENOC, BERTONE MI DISSE ERA ESTRANEO
 (ANSA) - Il presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc, oggi ha testimoniato nel processo per la distrazione di fondi della Fondazione Bambino Gesù per la ristrutturazione dell'appartamento dell'ex Segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, che, secondo la Enoc "non era d'accordo" con tale iniziativa. "Quando incontrai il cardinal Bertone mi disse che che non era a conoscenza né d'accordo con questo tipo di operazione", ha dichiarato Enoc.

cardinal bertoneCARDINAL BERTONE
3 - VATICANO: PROCESSO; ACCUSA, EMERSO QUADRO DESOLANTE
(ANSA) - Il processo per peculato contro due ex manager del Bambino Gesù, Giuseppe Profiti e Massimo Spina, ha fatto emergere "una vicenda desolante, caratterizzata da opacità, silenzi, pessima gestione della cosa pubblica". Lo ha sottolineato il Promotore di Giustizia aggiunto Roberto Zanotti, parlando di "un quadro complessivo desolante" in premessa alle richieste specifiche nei confronti degli imputati. Un quadro che "non è oggetto specifico del processo" ma "non è esaltante".

ATTICO DI BERTONEATTICO DI BERTONE
4 - VATICANO: PROMOTORE GIUSTIZIA, C'È STATO ECCESSO DI POTERE
(ANSA) - L'ex presidente della Fondazione Bambino Gesù, Giuseppe Profiti, come "autorità pubblica è incorso in un vizio di eccesso di potere", "ha utilizzato male le sue potestà gestionali", quindi pur agendo "apparentemente in conformità delle legge" non ha tenuto conto che "le scelte dovevano essere rispettose dei limiti interni" per "l'interesse pubblico" ma anche rispettose della "logica e dell'imparzialità".

ATTICO DI TARCISIO BERTONEATTICO DI TARCISIO BERTONE
Così il Promotore di Giustizia aggiunto Roberto Zanotti ha motivato la richiesta di condanna per Profiti. Il fatto, ovvero la destinazione di 422mila euro della Fondazione per la ristrutturazione dell'appartamento del cardinale Tarcisio Bertone "non è in dubbio" e quindi il Promotore ha contestato le motivazioni della difesa, ovvero che quell'investimento serviva per l'attività di raccolta fondi. L'appartamento - ha fatto notare il promotore - "non è mai stato utilizzato né da Profiti né dal nuovo presidente" per questi scopi.

5 - VATICANO: PROCESSO; ENOC, GRAVISSIMO DANNO A BAMBINO GESÙ
ATTICO DI TARCISIO BERTONEATTICO DI TARCISIO BERTONE
 (ANSA) - La diffusione delle notizie riguardanti l'operazione di distrazione di fondi dalla Fondazione Bambino Gesù alla ristrutturazione dell'appartamento dell'ex Segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, ha provocato "un danno gravissimo" alla Fondazione e all'ospedale Bambino Gesù. Lo ha detto il presidente Mariella Enoc che oggi ha testimoniato nel corso del processo.

Fonte: qui

lunedì 9 ottobre 2017

SOPRAVVISSUTA AL TERREMOTO, STRONCATA DALLO STATO

PEPPINA SFRATTATA A 95 ANNI: ‘VIVRÒ IN UN CONTAINER, SENZA BAGNO’. SEQUESTRATA LA CASA IN LEGNO CHE AVEVA FATTO COSTRUIRE E IN CUI AVEVA CHIESTO DI VIVERE, DAVANTI AL SUO ORTO E ALLA SUA CASA INAGIBILE
Virginia Piccolillo per il Corriere della Sera
 
«È uno schifo. È proprio uno schifo. Sono una persona molto religiosa e prego per loro. Ma so' stati tanto cattivi con me. Bestie. Proprio bestie».
peppina sfrattataPEPPINA SFRATTATA
Peppina Fattori, 95 anni portati con dignità, è seduta in un angolo della sua «baracchetta»: un container 2 metri per 5, privo di bagno. Guarda nel vuoto, con gli occhi gonfi e un fazzoletto in mano, e prega per chi le ha «fatto tanto male».

Da ieri la sua casetta di legno, sicura, calda e accogliente, costruita dalle sue figlie con tutti i criteri antisismici, le è vietata. 

Lei e il gatto Oreste sono dovuti tornare nel vecchio container, residuato del terremoto del '97, dove aveva avuto tanto freddo l' inverno passato e un caldo soffocante quest' estate. 

Al punto che le figlie, non essendo riuscite a portarla via dal borgo di San Martino di Fiastra (Macerata), dal suo orto e dalla vista della casa inagibile dopo il terremoto di un anno fa, avevano deciso di far sorgere su un loro terreno edificabile, a spese proprie, un piccolo chalet.
peppina sfrattata dalla sua casetta in legnoPEPPINA SFRATTATA DALLA SUA CASETTA IN LEGNO

Ma se della sua casa, in parte da demolire, nessuno da un anno si è ancora occupato, per lo chalet di nonna Peppina si sono mossi la Procura, il Tribunale del Riesame, e in tempi record l' hanno sfrattata, sequestrando l' immobile dove aveva ritrovato la speranza per un cavillo: manca l' autorizzazione paesaggistica nella zona che è nel Parco dei Sibillini.

Un problema già sorto in altri terremoti e superato con una norma che concede di costruire casette da rimuovere «contestualmente» alla consegna della casa ricostruita. 

Perché qui no?

Se lo chiede Gabriella, che ha appena lasciato mamma Peppina nel container:
peppinaPEPPINA

«È un' offesa a lei e a tutta l' umanità, costringere una persona di quell' età in una prigione di 10 metri quadri, costretta a uscire per andare in bagno montato da noi all' esterno, dove di notte, fra poco, sarà il gelo. Noi volevamo fare le cose fatte bene. Mia madre è una persona buona e onesta. Ha un grande coraggio, ma teme la neve. Quest' inverno l' abbiamo portata via, ma era depressa, piangeva. Il container è pericoloso per la sua salute. Ma la sua casa non si può ancora ricostruire. Finché non provvedono con la microzonazione sara impossibile presentare qualsiasi progetto.

A giugno abbiamo comprato questa casetta per mille euro al metro quadro, a fronte dei 1.500-2.000 che sono costati i container. Abbiamo inviato al genio civile la documentazione antisismica. Non sapevamo del vincolo paesaggistico: un codicillo che suona paradossale in una zona ancora distrutta. Ma eravamo pronti a rimediare. Solo che servono 7 mesi.

la casetta in legno di peppinaLA CASETTA IN LEGNO DI PEPPINA
Non faremo proteste stravaganti. Ma possibile che in un "tempo di guerra" non si possa fare un' autorizzazione a termine? Mia madre ci contava. Tutti a dire "stiamo con Peppina". Lei si fidava. Ora è arrabbiata». Una rabbia condivisa, che il 21 porterà i terremotati di fronte a Montecitorio a gridare: «Ci avete promesso la Luna, ci basterebbe riavere la nostra terra».

Fonte: qui

ECCO COSA SUCCEDE QUANDO TOCCHIAMO IL CIBO CON LE MANI SPORCHE

NEGLI USA UNA MAESTRA FA UN PICCOLO TEST PER FAR VEDERE AI SUOI ALUNNI I GERMI CHE POSSONO CRESCERE SU UNA FETTA DI PANE TOCCATA SENZA ESSERSI LAVATI 
IL RISULTATO E’ SORPENDENTE

ESPERIMENTO MANI SPORCHEESPERIMENTO MANI SPORCHE
Sulla mano prosperano in media 150 specie differenti di batteri: tenerle pulite è importante. Per convincere i suoi studenti a lavare le mani con regolarità, Donna Gill Allen, una professoressa americana della Cape Fear High School di Fayetteville (North Carolina) ha fatto un esperimento curioso e abbastanza impressionante. La docente ha fatto mettere tre fette di pane in altrettanti sacchetti di plastica chiusi con uno zip. Il primo, il campione di controllo, conteneva del pane maneggiato solo con guanti nuovi e puliti, quindi sterili.

Lavarsi le maniLAVARSI LE MANI
Il secondo è stato infilato nel sacchetto da mani appena lavate. 

La terza fetta di pane è stata invece maneggiata da bambini con le mani sporche, e poi infilata nella bustina e sigillata. 

I sacchetti sono poi stati etichettati in modo che fossero riconoscibili e lasciati in disparte alcuni giorni, fino a quando i germi non hanno iniziato a proliferare. Sulla fetta toccata da mani sporche i germi hanno proliferato molto più che altrove, tanto che la mollica da bianca è diventata di un poco rassicurante color blu-verdastro.

lavarsi 2LAVARSI 
L'esperimento conferma ciò che i ricercatori da tempo sostengono: almeno il 15-30% delle infezioni, sia virali sia batteriche, si possono prevenire con un'accurata igiene delle mani, che sono un facilissimo veicolo di trasmissione di malattie, proprio perché vengono frequentemente a contatto con la bocca. Perché le mani possano dirsi pulite correttamente occorre però che il loro lavaggio duri almeno 40 secondi.

Fonte: qui

BATTERI 2BATTERI 

One Chart Explains What Bernie Madoff And Kentucky Public Pensions Have In Common

If Bernie Madoff taught us anything it's that every successful ponzi scheme requires precisely one critical component to keep it afloat: a steady stream of fresh capital to fund redemptions.  Absent that key component, even the most carefully crafted ponzi, with the best, most creative accounting fabrications in the world, will inevitably fail from a lack of real, cold, hard cash to keep the illusion going.
Unfortunately, it seems that Kentucky's public pensions are now running into the very same problem that ultimately brought down Madoff's multi-billion dollar 'empire'.  As the Lexington Herald Leader points out today, it's no coincidence that the Kentucky public pension system is suddenly collapsing just as the number of retirees (redemptions) has surged beyond the number of active employees (fresh capital) required to keep the ponzi going.
It’s impossible to know exactly who, where or when, but one day in 2016, a Kentucky state employee packed up her desk, said goodbye to her colleagues and retired.

Once she hit the exit, the number of retirees drawing a pension from the Kentucky Employees Retirement System (Non-Hazardous), the struggling $2.6 billion fund that serves most of state government, officially topped the number of active workers paying into it.

The 60-year-old fund has been mathematically upside down from that day forward.

Social Security, by comparison, has a roughly 3-to-1 ratio of workers supporting retirees, but KERS’ ratio is less than 1 to 1. Its numbers are expected to worsen as state government continues to cut its work force and aging baby boomers keep heading into retirement. The average age of a worker in KERS is 45, up from 43 just a few years ago. And they retire at age 57 on average to draw a lifetime pension.

“You just can’t depend on this model anymore,” said state Sen. Joe Bowen, R-Owensboro.


As Senator Joe Bowen notes, "it creates a cash flow problem"...
Bowen is working with Gov. Matt Bevin and other GOP lawmakers on proposed changes to Kentucky’s public pension systems, which face tens of billions of dollars in unfunded liabilities due to inadequate contributions and unrealistic financial assumptions by state government over much of the past two decades.

Bowen said Wednesday that an outline of their pension proposals could be unveiled within the next week, with a special legislative session to enact those changes possible later this year.

“The model of a defined-benefits plan doesn’t work for us anymore because we can’t raise enough money from this work force to pay for everyone who is going into retirement,” Bowen said. “This is why moving to 401(k) accounts, moving to defined-contribution plans, and then committing to paying down the existing liabilities … that’s really the only option we have.”

“It creates a cash-flow problem,” said David Eager, interim executive director of Kentucky Retirement Systems, which manages KERS (non-hazardous) and other state and local government pension funds. “The benefit payments are going to continue to go up. The contributions are going to continue to go down. That’s just the math of it.”
Of course, the demographics of the Kentucky pension system are hardly unique.  A surge in Baby Boomer retirements over the next couple of decades, combined with technological advancements that ensure that only a fraction of those retirees will have to be replaced with actual human workers, will inevitably result in a wave public pension ponzi failures as they meet with the same "cash flow problem" as Bernie Madoff.

That said, unlike the Madoff ponzi, no one will go to jail when the public pension ponzi schemes of the U.S. are exposed because, for some reason, defrauding taxpayers, as opposed to investors, is perfectly legal.

Fonte: qui

LA MELEGATTI, IN CRISI NERA, SOSPENDE LA PRODUZIONE

E COSI’ IL PANDORO PIU’ ANTICO D’ITALIA RISCHIA DI SPARIRE DALLE NOSTRE TAVOLE 
GLI SCONTRI FRA LE DUE FAMIGLIE CHE SI DIVIDONO LA PROPRIETÀ HANNO MESSO IN GINOCCHIO L’AZIENDA CHE HA BREVETTATO IL FAMOSO DOLCE SCALIGERO 
 

Ettore Livini per La Repubblica

PANDORO MELEGATTI 3PANDORO MELEGATTI 3
Altro che Montecchi e Capuleti. Quattrocento anni dopo Romeo e Giulietta, la saga tutta veronese delle famiglie Ronca e Turco rischia di rovinare il Natale degli italiani, cancellando dal menù delle feste il pandoro più antico del mondo. «Guardi lì!» dice sconsolato Antonio, uno dei 70 dipendenti della Melegatti di San Giovanni Lupatoto, indicando l' ingresso dell' azienda che ha brevettato nel 1894 la ricetta del dolce scaligero. Il furgone del burro entra nel vialetto che porta verso lo stabilimento, rallenta e si ferma. Le sbarre sono chiuse. Nessuno apre. «Abbiamo attraversato due guerre senza saltare un giorno il lavoro», rivendicava orgogliosa a febbraio la presidente Emanuela Perazzoli.
PANDOROPANDORO

Non è stata di buon augurio. I due impianti della Melegatti sono fermi da ieri e fino a nuova data. Le banche hanno chiuso i rubinetti e l' azienda non ha i soldi per pagare i fornitori. Nemmeno il titolare del furgone blu del burro, che fa retromarcia e se ne va. «I dipendenti non prendono stipendio da agosto e sono in cassa integrazione», conferma Paola Salvi, segretaria della Flai-Cgil. Il gas è stato tagliato causa morosità sulle bollette. Le macchine della nuova fabbrica hi-tech per i croissant («dove a febbraio si lavorava con turni di 63 ore alla settimana», ricorda incredula Salvi) sono state spente e reimpacchettate nel nylon. E per la prima volta in 123 anni di storia, il più glorioso dei dolci veronesi rischia di non mangiare il panettone e non arrivare sugli scaffali per Natale.

PANDORO MELEGATTIPANDORO MELEGATTI
«Per me e i miei colleghi, compresi i 235 stagionali, è una tragedia », confessa Laura Tarantino che come molti dei dipendenti è da sempre (lei 24 anni) in azienda. La Dinasty del pandoro Melegatti in effetti - con buona pace dello storico jingle degli spot con Franca Valeri ("La fortuna lo sai, con Melegatti è più dolce che mai") - ha un sapore decisamente amaro. I concorrenti come la Bauli - «fondata da Ruggero, ex dipendente della nostra azienda», rivendica Laura - godono ottima salute.
«Da noi invece le cose hanno preso una brutta piega dal 2005», spiega Tarantino. Fino a quell' anno il timone dell' azienda era in mano a Salvatore Ronca. Pilota di auto da corsa, «imprenditore vero» - come ricorda Salvi - capace di stemperare le tensioni tra le due famiglie che si dividono la proprietà, i Ronca e i Turco. Scomparso lui, sono iniziati a volare gli stracci. Cause legali tra soci, lotte intestine.

SCANU PANDORO MELEGATTISCANU PANDORO MELEGATTI
Al timone dell' azienda è arrivata Perazzoli, la moglie, che fino a quel momento aveva fatto solo l' avvocato. «Purtroppo non tutti nascono imprenditori» ironizza Salvi, che ne ha chiesto assieme a tutti i sindacati le dimissioni. Sta di fatto che da allora il barometro ha virato verso la tempesta. «Mentre i nostri concorrenti si diversificavano su prodotti meno stagionali del pandoro, noi siamo rimasti fermi», dice Fiorentino. «La grande distribuzione ci ha strozzato - aggiunge Salvi - i pandori costano meno del pane. Guadagnare così è difficilissimo ».

melegatti e le briocheMELEGATTI E LE BRIOCHE
I 15 milioni di prestiti bancari necessari per aprire lo stabilimento per le brioches e qualche gaffe commerciale - «Ama il tuo prossimo come te stesso, basta che sia figo e dell' altro sesso», recitava un contestatissimo spot del 2015 - hanno fatto il resto, mettendo in ginocchio lo storico marchio veronese. Che succederà ora? Perazzoli ha affidato ad advisor e banche la ricerca di un nuovo socio (si è parlato di Ferrero). «Di sicuro o si trova una soluzione in poche ore o non ci sono i margini per arrivare sugli scaffali entro dicembre » dice Fiorentino. E un Natale senza pandoro Melegatti, specie per i dipendenti della società, non sarebbe certo la stessa cosa.

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"This Is The Elephant In The Room": Even SocGen Is Now Calling It A Bubble

Two weeks ago, Janet Yellen finally - and shockingly - admitted that neither she, nor her Fed peers, "fully understand inflation" and that the "shortfall of inflation this year is more of a mystery." This, after engaging for nearly a decade in actions designed to stimulate said "mysterious" inflation, including injecting nearly $4 trillion in liquidity into the economy. We quickly came to aunt Janet's rescue, showing in one chart that while the Fed may have failed to stimulate inflation in real economic prices - and especially wages - it had unleashed hyperinflation in asset prices.
Today, it is SocGen's turn to follow up on what we said, and in a report from SocGen's Arthur van Slooten, the strategist writes that "while traditional inflation measures may not call for aggressive tightening, we believe high valuation (e.g. cyclically adjusted price-earnings, or CAPE, multiples above 30x) is a sign of inflation in financial assets that is hard to miss. This is the elephant in the room."
Slooten then slams the vol-selling activity of central banks, pointing out that "high valuation was supported by the drop in volatility, but now that volatility has reached near-historical low levels, further drops may even be dangerous. This situation would not have existed without the  unprecedented liquidity support from central bankers over the last few year. "
Luckily, it's all coming to an end:
As the pressure on the ECB is increasing to provide a perspective on tapering, very soon the Fed will no longer be alone on tightening, which makes it easier to firm up. Also, the latest push by the Trump administration to cut taxes is likely to be embraced by the Fed as another reason to step up tightening.
And while SocGen is battening down the hatches, the French bank is surprised by how little credibility the Fed's stated tightening intentions have in the market, because as it writes, when looking at its monetary newsflow indicator "Nobody seems to believe the Fed dots" and with good reason. To wit:
The latest Fed dots point to four rate hikes until the end of 2018 but our US monetary newsflow indicator suggests that few market participants will expect the full implementation of these tightening intentions. The Fed only has itself to blame for this loss of credibility, as it has regularly delayed and toned down its initial forecasts.
And while stocks remain oblivious, expecting to be bailed out the moments there is even a 3% "crash", bonds are starting to get nervous: "the odds of at least one rate hike before September next year have risen in the last four weeks, as have 10-year US Treasury yields (chart below)."
SocGen's conclusion: "In this context, we have reduced our risk exposure."  For now, nobody else is, in fact as we wrote yesterday, "There Are No Bears Left... None... Not A Soul."
Fonte: qui