9 dicembre forconi

venerdì 6 ottobre 2017

L’INCHIESTA-BOMBA DELLE ‘IENE’ SULLA MORTE DI DAVID ROSSI, CAPO DELLA COMUNICAZIONE MPS, ‘CADUTO’ DAL 3° PIANO DELLA BANCA DOPO AVER DETTO DI VOLER PARLARE COI PM


I SEGNI SUL CORPO, L’OROLOGIO CHE CADE ACCANTO AL CORPO MEZZORA DOPO, IL PORTIERE CHE NON VEDE IL CADAVERE, L’OMERTÀ DEI COLLEGHI: PARLANO LA MOGLIE E LA FIGLIA

ANTONINO MONTELEONE È RIUSCITO PURE A FAR PARLARE L’EX PRESIDENTE MUSSARI, DOPO 5 ANNI DI SILENZIO: ‘QUELLO CHE FA LA MOGLIE PER ME È VANGELO. SE LEI RITIENE DI ANDARE AVANTI SU QUELLA STRADA, E' QUELLA GIUSTA’. E INVECE AMATO SBEFFEGGIA IL GIORNALISTA

ALESSANDRO DI BATTISTA VUOLE PORTARE MOGLIE E FIGLIA ALLA CAMERA E FARLE PARLARE ALLA STAMPA

L'inchiesta delle 'Iene' su David Rossi - I parte

Video Player
00:00
11:28
VIDEO - IL SERVIZIO DI ANTONINO MONTELEONE SU DAVID ROSSI E MPS



antonella tognazzi moglie di david rossiANTONELLA TOGNAZZI MOGLIE DI DAVID ROSSI



In prima serata su Italia 1, a “Le Iene Show”, l’inviato Antonino Monteleone si è occupato del caso di David Rossi, responsabile della Comunicazione di Monte dei Paschi di Siena precipitato da una finestra della sede della banca a Rocca Salimbeni, nel capoluogo toscano, la sera del 6 marzo 2013. In quelle stesse settimane, MPS è al centro di una grande inchiesta basata sull’acquisizione di Antonveneta.
l orologio che cade accanto a david rossi mezzora dopo il voloL OROLOGIO CHE CADE ACCANTO A DAVID ROSSI MEZZORA DOPO IL VOLO

Nel luglio 2017, il gip ha disposto l’archiviazione del fascicolo d’indagine aperto con l’ipotesi di reato d’istigazione al suicidio, accogliendo la richiesta avanzata dalla procura senese e respingendo così la richiesta avanzata – nel novembre 2015 – dai legali della famiglia Rossi, da sempre convinti che si sia trattato di omicidio.
Si tratta della seconda archiviazione dell’indagine: la prima era avvenuta nel marzo 2014.
           

La Iena intervista Antonella Tognazzi (la moglie di David Rossi) e la figlia della donna Carolina Orlandi, da anni impegnate per far sì che si continui a indagare sulla morte dell’uomo.
Antonino Monteleone raggiunge anche Giuseppe Mussari, ex Presidente del MPS ed ex Presidente dell'ABI, Associazione Bancaria Italiana. Da quando è stato indagato e travolto dalle polemiche per l’acquisizione di Antonveneta da parte di MPS, non ha più parlato: né delle vicende bancarie, né della morte di Rossi.
il corpo di david rossiIL CORPO DI DAVID ROSSI
Infine, l’inviato intervista Giuliano Amato, ex Presidente del Consiglio dei ministri, ex Ministro dell’Interno e ora Giudice costituzionale.

Di seguito alcuni stralci delle interviste ad Antonella Tognazzi e a Carolina Orlandi:

Orlandi: David era molto amico di Mussari, Mussari è stato il primo volto di tutto questo disastro, quindi molte persone hanno pensato che David potesse centrare qualcosa, solo per questo.
Iena: Tu lo escludi?
Orlandi: Io lo escludo ma sono pronta a cambiare idea... se qualcuno mi spiegasse perché è morto, magari mi spiegherebbe anche tante altre cose che io non so.

autopsia david rossi colpi in facciaAUTOPSIA DAVID ROSSI COLPI IN FACCIA
Orlandi: Non mi spiego le ombre che si vedono all'interno del vicolo per quasi tutta la durata della registrazione, quindi da prima che David cadesse a dopo che David ha esalato l'ultimo respiro. Ci sono delle persone, delle ombre là: non sappiamo chi siano. Ci sono dei fari di una macchina che vengono proiettati nel muro opposto, questa macchina se ne va dopo che David muore ma c'era già da prima.






L'inchiesta delle 'Iene' su David Rossi - II parte

Video Player
00:00
15:02
Iena: Giancarlo Filippone che rapporto aveva con David?
Orlandi: Erano molto amici con David fin da quando erano ragazzi, erano della stessa contrada, poi lavoravano insieme. Mia mamma era molto amica anche della moglie.
Iena: Questo evento ha rafforzato il vostro legame familiare? Le vostre famiglie sono rimaste in contatto?

Orlandi: Purtroppo no, purtroppo non sentiamo più nessuno più o meno da quando è successo. Giancarlo è sparito, non ci ha più chiamato o contattato in alcun modo. A volte lo troviamo per strada e abbassa la testa, non lo so perché.
Iena: Come te la spieghi questa cosa?
giuseppe mussari antonino monteleoneGIUSEPPE MUSSARI ANTONINO MONTELEONE
Orlandi: Non me la spiego. Non voglio di certo accusarlo di niente, diciamo che certe domande me le sono fatte.

Tognazzi: Sicuramente è successo qualcosa, sicuramente David è stato picchiato. Non so da chi, ovviamente, però è stato picchiato. Quei segni sono riconducibili a percosse. È scandaloso perché non esiste che in ufficio una persona venga picchiata.

Orlandi: Ci sono delle ecchimosi, però nessuno ci ha mai spiegato come ha fatto a farsele.
Iena: E l'inguine?
Orlandi: La prima cosa da fare per mettere k.o. un uomo lo sappiamo tutti qual è.

L'inchiesta delle 'Iene' su David Rossi - III parte

Video Player
00:00
09:47
Orlandi: Posso garantire che è molto più semplice accettare che in quel momento David si sia gettato in preda a un qualcosa…
autopsia david rossi il segno dell orologioAUTOPSIA DAVID ROSSI IL SEGNO DELL' OROLOGIO
Iena: Che non abbia retto alla pressione…
Orlandi: È molto più semplice accettare questo piuttosto che accettare che David abbia avuto una colluttazione dopo la quale è stato gettato dalla finestra, è rimasto 22 minuti agonizzante… questo non si può accettare
Iena: Tu hai ancora la speranza che venga fuori una verità diversa?

giuliano amato antonino monteleoneGIULIANO AMATO ANTONINO MONTELEONE
Orlandi: Magari quando certi equilibri si romperanno e qualcuno avrà da guadagnare e qualcun altro non avrà più niente da perdere, magari verrà fuori qualcosa. Penso che ci siano tante persone che hanno anche semplicemente visto qualcosa che non tornava: io vorrei, e lo chiedo da anni, che chiunque sappia qualcosa su quello che è successo quella sera, che abbia visto anche un particolare che non gli torna, un qualcosa di sospetto… qualunque cosa può aiutare. Vorrei che si rompesse questo muro di omertà che si è formata intorno a questa storia. Vorrei che tutti si facessero un esame di coscienza e che si facessero avanti anche solo per aiutarci a scoprire qualcosa in più.
Iena: Chi sa, parli.
Orlandi: Assolutamente. Chi sa deve parlare, come fanno a guardarsi allo specchio la mattina?

Di seguito, alcuni stralci dell’intervista a Giuseppe Mussari:

Iena: Lei è convinto del suicidio?
giuseppe mussari antonino monteleoneGIUSEPPE MUSSARI ANTONINO MONTELEONE
Mussari: Guardi, come le ha detto Antonella, io non parlo...
Iena: Ha visto questa foto delle braccia di David?
Mussari: Per carità di Dio, io non le voglio vedere

Mussari: Per me David è un enorme dolore, come ho spiegato ad Antonella. Parlare mi fa venire da piangere, lasciami perdere.
Iena: Lei è convinto che sia stato un suicidio?
Mussari: Non lo so. Guarda, io sono per Antonella, quello che crede Antonella lo credo io, però lasciami in pace, per cortesia… per cortesia…
Iena: Però è fondamentale il suo pensiero…

Iena: Su David ha visto che ci sono quei segni sul corpo che sono impressionanti?
Mussari: Tesoro mio, non voglio… Te l'ho spiegato prima, non mi far piangere. Cioè, se io ti potessi dire…
Iena: Qualcuno potrebbe averlo picchiato e lanciato dalla finestra in banca…
giuliano amato antonino monteleoneGIULIANO AMATO ANTONINO MONTELEONE
Mussari: Ma io se ti potessi dire una cosa che so, te la direi. Io in banca non c’ero più quando è successo. È giusto?

Iena: Ma ha visto quante anomalie in questa benedetta inchiesta?
Mussari: Io non ho letto le carte, ti ripeto. Quello che fa Antonella per me è Vangelo, d'accordo? Cioè, se lei ritiene di andare avanti su quella strada, quella è la strada giusta, perché lei ha letto tutto, è la moglie e tutto il resto. Ma io non ne so niente.
Iena: Non si sono lasciati scappare qualcosa di fondamentale per risalire alla verità?
Mussari: Non ne ho idea.

Iena: Un ragazzo che vola dalla finestra in quel modo…
Mussari: Non ne ho idea.
Iena: 50 anni…
Mussari: Non ne ho idea e ti prego, parlarne mi addolora enormemente.
Iena: Ha mai avuto paura per la sua incolumità, avvocato Mussari?
Mussari: No, io mai.
giancarlo filippone antonino monteleoneGIANCARLO FILIPPONE ANTONINO MONTELEONE

Iena: Ma perché non avete fatto la fusione anziché comprarla Antonveneta?
Mussari: Lascia perdere…
Iena: Perché?
Mussari: Vedi, vedi qual è il problema?
Iena: Però è un po' strano..
Mussari: Il tema poi è… senti a me…
Iena: Non mi capita tutti i giorni di incontrarla, Mussari.
Mussari: Ho capito che non ti capita tutti i giorni, è roba passata, ci sono i processi, chiariranno i processi. C’è il processo a Milano, risponderà a tutte le domande.
Iena: Ma quelle sono le verità giudiziarie, secondo la verità giudiziaria David Rossi si è suicidato…
Mussari: Guarda, da me non puoi avere nulla di quello che chiedi, quindi non mi braccare come… cioè… come una lepre. Capisci? Non sono una lepre.

Iena: Mi dice perché avete fatto zompare ‘sta banca?
Mussari: No, che zompare, io non ho fatto zompare niente, dammi retta.
Iena: Però la storia le va contro, il giudizio storico…
Mussari: Tu quando vai a letto, vai a letto tranquillo?
david rossiDAVID ROSSI
Iena: Io sì.
Mussari: Bene.
Iena: Lei quando va a letto?
Mussari: Uguale.

Mussari: Ci sono i processi, i processi verranno fatti.
Iena: Ma lei si fida così tanto di questi processi?
Mussari: Sono un cittadino della Repubblica italiana e mi fido della Giustizia italiana.
Iena: Ma come ha fatto a finire Presidente dell'Associazione bancaria italiana, ‘ché quando è uscito avrebbe detto: “Io non ci capivo niente di banche, il mio lavoro era l'avvocato”?
Mussari: Non ho mai detto questo.
Iena: Come no? Come ha fatto a diventare presidente dell'ABI?
chiamata alla poliziaCHIAMATA ALLA POLIZIA
Mussari: (Ride).
Iena: È vero che l’ha sponsorizzata Giuliano Amato per quell'anno?
Mussari: No, assolutamente no. Stai bene!

Di seguito, alcuni stralci dell’intervista a Giuliano Amato:
Iena: Secondo diverse fonti, David Rossi veniva a trovarla spesso quando lei era Ministro dell’Interno al Viminale.
Amato: Non è così.
Iena: Smentisce questa circostanza?
Amato: Assolutamente.

Iena: Presidente Amato, solo una domanda sul povero David.
Amato: Non lo conoscevo.

carolina orlandiCAROLINA ORLANDI
Iena: Perché sponsorizza Giuseppe Mussari che era un avvocato alla Presidenza dell’ABI, che poi ha dichiarato di non aver proprio nessuna competenza in tema di banche?
Amato: Lei ha le sue domande, io non ho risposte da darle. Se lei è gentile, smette; se non è gentile, continua a tormentarmi e io mi domando per quale ragione un giovane in Italia, per guadagnarsi da vivere, deve fare la parte che sta facendo lei.
Iena: Cioè fare domande sulla morte di un collega, l’ex Capo di un ufficio Comunicazione, e su una vicenda bancaria…?
Amato: Continui, continui…

Amato: Il giorno in cui lei mi farà domande, mi viene a trovare…
Iena: Al Palazzo della Consulta, posso venire?
Amato: … lo fa gratis, nel senso…
Iena: Che vuol dire “gratis”? Uno non deve essere pagato per il lavoro che fa? Ma proprio lei mi parla di “gratis”?
carolina orlandi figliastra di david rossiCAROLINA ORLANDI FIGLIASTRA DI DAVID ROSSI
Amato: Sì, io parlo di “gratis”.
Iena: Dovrei lavorare gratis? Io faccio il giornalista, faccio delle domande, dovrei lavorare gratis?
Amato: No, io le sto dicendo che lei non sta facendo il giornalista.
Iena: Le ho chiesto perché ha sponsorizzato Mussari ai vertici dell’ABI…
Amato: Io a lei non rispondo.

Iena: E allora non mi dica “se viene a farsi una chiacchiera, rispondo”, perché è un tema scivoloso.
bernardo mingroneBERNARDO MINGRONE
Amato: No, il tema non è scivoloso, ma io non voglio essere usato da lei.
Iena: Ma come “usato”? Lei è un protagonista.
Amato: Ora basta, le ho dato fin troppo del mio tempo. […] Io continuerò a guardarla e a domandarmi perché un giovane, oggi, debba fare una parte così orribile come quella che lei sta facendo per guadagnarsi da vivere. Lei è lo specchio della crisi italiana in questo momento. Mi dispiace per lei, la saluto.

Fonte: qui

‘IL SUICIDIO IMPERFETTO’ 
IL PM CHE INDAGAVA SULLA MORTE DI DAVID ROSSI FU ‘PROMOSSO/RIMOSSO’ DAL MINISTERO DI GIUSTIZIA PROPRIO MENTRE LA SUA INCHIESTA ENTRAVA NEL VIVO: ORA IL LIBRO DI DAVIDE VECCHI SVELA LE CARTE PROCESSUALI CON TUTTO QUELLO CHE NON TORNA: 
PERCHÉ FURONO DISTRUTTI I REPERTI? 
CHE FINE HA FATTO IL DNA? 
E L’OROLOGIO LANCIATO MEZZORA DOPO LA SUA CADUTA?



davide vecchi il suicidio imperfetto di david rossiDAVIDE VECCHI IL SUICIDIO IMPERFETTO DI DAVID ROSSI
Il 6 marzo 2013, dopo aver avvisato la moglie che stava rientrando a casa, David Rossi, il capo della comunicazione di Mps e da dieci anni braccio destro di Giuseppe Mussari, viene trovato morto nel vicolo sotto la finestra del suo ufficio. Per i magistrati di Siena titolari del fascicolo, Nicola Marini e l’aggiunto Aldo Natalini, è sin da subito un suicidio. Due anni dopo una nuova inchiesta, avviata dal pm Andrea Boni, ha reso evidenti tutte le falle, le carenze, i buchi della prima indagine con atti ritenuti dagli stessi periti nominati dalla procura al limite della sciatteria.

Il libro “Il caso David Rossi, il suicidio imperfetto” (in libreria da giovedì 12 ottobre per Chiarelettere) ricostruisce l’intera vicenda proprio attraverso le carte delle inchieste per scoprire che il suicidio, come ipotizzato dai magistrati, non è l’unico scenario plausibile. Sono troppe le cose che non tornano nella ricostruzione compiuta dalla magistratura. Sia per quanto riguarda il prima, sia il durante sia il dopo la morte di David Rossi.

Reperti spariti o addirittura distrutti dagli stessi magistrati prima ancora di analizzarli, elementi fondamentali come tabulati e video registrati dalle 12 telecamere mai acquisiti, persone presenti in Mps non convocate né sentite, analisi scientifiche nell’ufficio e nel vicolo dove è stato trovato il cadavere mai compiute.
davide vecchiDAVIDE VECCHI


L’elenco è lungo. Persino l’unico filmato sequestrato (quello della telecamera posta nel vicolo) è stato prima smarrito e poi miracolosamente ritrovato da Boni. Un video (pubblicato in anteprima da ilfattoquotidiano.it il 6 marzo 2016) fondamentale perché da questo sia i periti dei familiari di Rossi sia quelli nominati dalla procura, hanno potuto individuare numerosi elementi utili alle indagini. O meglio: elementi che sarebbero stati utili alle indagini ma che non sono stati presi in considerazione subito dopo la morte del capo della comunicazione di Mps, ma solamente alla riapertura della nuova inchiesta, due anni dopo, quando ormai le tracce si erano cancellate, i possibili testimoni dileguati, la ricerca della verità sfumata.

Dal libro “Il caso David Rossi, il suicidio imperfetto” riportiamo uno dei tanti elementi individuati e diventati veri e propri misteri: quello relativo alla cassa dell’orologio del manager di Mps. Nel video si vedono gli ultimi tre metri di caduta di Rossi e l’impatto al suolo alle ore 19.43. Dopo venti minuti si vede cadere un oggetto d’acciaio che finisce ben distante dal corpo di David: dalla parte opposta del vicolo. Secondo quanto ricostruito dai periti si tratta della cassa dell’orologio Sector che Rossi portava al polso.

david rossi il corpoDAVID ROSSI IL CORPO
Già il cadere venti minuti dopo il manager lascia pensare che qualcuno fosse nel suo ufficio. E di fatto c’è chi usa il suo cellulare mentre lui è già sul selciato, ma questo è ancora un altro elemento. Restiamo sul Sector. I primi a intervenire sul corpo di David sono i medici del pronto intervento chiamati solamente alle 20.41. Tentano di rianimare Rossi, inutilmente. Così chiamano il medico legale che arriva insieme agli inquirenti e lasciano il vicolo perché il loro lavoro è finito: altri, ora è che cadavere, se ne devono occupare.

Quando dopo le 22 arriva anche la polizia scientifica per fare i rilievi fotografici, la cassa dell’orologio, caduta a metri di distanza dal cadavere, compare magicamente sopra la testa di Rossi. Agli atti sono allegate due foto che immortalano due posizioni diverse della cassa: la prima è inserita nelle immagini del medico legale e lo ritrae sul punto dove è caduto, sulla parete opposta a dove si trova il cadavere, la seconda invece – compiuta dalla scientifica e indicata come reperto numero “3” – lo mostra vicino a Rossi. Qualcuno l’ha spostato? Chi? E perché?

l orologio di david rossi nel vicolo lontano dal corpoL OROLOGIO DI DAVID ROSSI NEL VICOLO LONTANO DAL CORPO
Il cinturino, addirittura, viene ritrovato accanto al piede di David (reperto numero 1). Eppure, come si vedrà, nessuno di quanti sono intervenuti inizialmente sul posto lo hanno visto e difficilmente nelle operazioni di primo soccorso avrebbe potuto rimanere lì, attaccato al corpo. Sul polso, inoltre, il manager ha un segno di compressione di forma identica alla cassa.

Eppure nella caduta David atterra con il bacino e non sbatte mai i polsi a terra: nei venti drammatici minuti di video in cui si vede Rossi in agonia, le braccia sono gli unici arti che riesce a muovere. Non solo, ma le maniche della camicia sono allacciate e quindi, se l’avesse perso nell’impatto, la cassa sarebbe rimasta al loro interno. Tutte considerazioni degli stessi periti nominati da Boni tant’è che il magistrato, nonostante siano passati ormai più di tre anni, cerca di ricostruire quanto accaduto. Anche all’orologio.

l orologio che cade accanto a david rossi mezzora dopo il voloL OROLOGIO CHE CADE ACCANTO A DAVID ROSSI MEZZORA DOPO IL VOLO
Boni non rinuncia e usa tutti gli strumenti a sua disposizione per reperire il maggior numero di informazioni possibili. Per fare il suo mestiere: individuare la realtà, qualunque essa sia. Così dà mandato ai Carabinieri della polizia giudiziaria di individuare e sentire «il personale tutto del servizio 118 al fine di cercare di chiarire se al momento del loro intervento la camicia del Rossi era o meno lacerata, se – prima di girare il corpo – si resero conto se i pantaloni del Rossi fossero sporchi o meno, se ebbero a rendersi conto delle condizioni delle punte e delle suole delle scarpe e circa l’aver visto o meno il cinturino e la cassa dell’orologio del Rossi».

Poi cerca i reperti che dagli atti risultano sequestrati. Ma dopo i video e i vestiti emerge che pure i fazzoletti di carta sporchi di sangue trovati nell’ufficio di David sono andati distrutti, insieme alle linguette dei cerotti e ad altro materiale. Sono stati analizzati? Si sa di che sangue si tratta? No. Nessuna analisi scientifica è stata compiuta. A forza di scoprire che mancano reperti fondamentali Boni fa richiesta ufficiale alla polizia giudiziaria per chiederle di accertare quali reperti effettivamente siano ancora disponibili e non siano andati persi o distrutti.
inchiesta delle iene su david rossi 2INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 2

Ciò che rimane è al dipartimento di medicina legale dell’università. Qui sono custoditi frammenti di organi inclusi in paraffina, sangue e urine di David congelati, nonché un campione di muscolo. Il 15 aprile, prima che vadano persi o distrutti pure questi, il pm si premura di sequestrarli, «ritenuta la necessità di evitare che tali campioni di organi e liquidi biologici possano andare dispersi in quanto risultano indispensabili».

giuseppe mussari antonino monteleoneGIUSEPPE MUSSARI ANTONINO MONTELEONE
Le nuove indagini, pur tra mille difficoltà, portano ad alcuni punti fermi. Intanto sulla camicia di David: i medici del 118 ricordano che è stata strappata da loro per tentare di rianimarlo; che le maniche non erano alzate, bensì abbottonate; che non vi erano sui polsini macchie di sangue; né alcuno si ricorda della presenza dell’orologio. Elisabetta Pagni, il medico del 118 che per primo intervenne sul cadavere di Rossi, afferma «con assoluta certezza che nelle immediate vicinanze del corpo non notai la presenza di nulla, né tantomeno di un orologio o di una sua parte».
DAVID ROSSIDAVID ROSSI

I verbali dei primi soccorritori si rivelano molto utili, nonostante siano ormai passati quasi quattro anni. Appare chiaro che i fazzoletti sporchi di sangue trovati nell’ufficio non erano serviti a David per tamponare i tagli superficiali che aveva sul polso (come sostenuto nella prima indagine), altrimenti i polsini della camicia sarebbero stati trovati macchiati. È chiaro inoltre che la forte pressione della cassa dell’orologio è avvenuta prima della caduta e che quindi l’orologio, come ipotizzato da Scarselli (perito della famiglia, ndr), è stato gettato dopo il corpo di Rossi. Anche perché, con il polsino abbottonato, il quadrante, impattando al suolo, sarebbe rimasto dentro la manica o comunque nelle vicinanze.

Anche gli altri tre componenti della squadra del 118 guidata dalla dottoressa Pagni confermano quanto da lei detto: la camicia venne strappata per effettuare il massaggio cardiaco, e dell’orologio nessuna traccia. Gianluca Monaldi aggiunge altri dettagli sull’abbigliamento: «Tutto era impeccabile, i pantaloni stirati perfettamente e le scarpe sembravano nuove tanto erano pulite». Stessa annotazione la fa anche un altro componente della squadra, Maria Coletta. Che aggiunge un altro tassello importante: «Nelle immediate vicinanze del corpo non c’era nulla».
antonino monteleoneANTONINO MONTELEONE

Coletta è sicura. «Lo ricordo perché, quando la dottoressa ci disse di riporre tutta l’attrezzatura nello zaino e di raccogliere tutto quello che potevamo aver lasciato a terra, facemmo attenzione alla zona circostante il cadavere.» L’orologio lì non c’era. Forse allora hanno ragione i periti a sostenere che è stato gettato dalla finestra in un secondo momento e lontano dal corpo. Infatti nel video lo si vede cadere distintamente. Ma gettato da chi?

Se fossimo in un romanzo giallo sarebbe il momento di ipotizzare i possibili aggressori. Ma siamo nella realtà. E vale la pena rimanerci. Perché le indagini proseguono. Boni non sembra avere alcuna intenzione di rallentare o rinunciare. Appare talmente determinato da chiedere una ulteriore proroga delle indagini un mese prima che scadano i termini: avrebbe tempo fino al 17 maggio, ma si porta avanti e l’11 aprile 2016 presenta la richiesta.

antonella tognazzi moglie di david rossiANTONELLA TOGNAZZI MOGLIE DI DAVID ROSSI
Il giudice, Roberta Malavasi, autorizza la proroga appena tre giorni dopo. Per Antonella e i legali dei famigliari di Rossi è un ottimo segnale, ciò che cercavano da anni: la giustizia, nella quale hanno sempre creduto, sta tentando di accertare la verità. (…) Le indagini sembrano andare spedite. Ma il 21 aprile Andrea Boni riceve la comunicazione del suo trasferimento, ad appena un anno dal suo arrivo a Siena. Un notevole avanzamento di carriera: il ministero di Giustizia lo nomina procuratore capo di Urbino e lì dovrà prendere servizio a fine giugno. Il fascicolo su David Rossi deve passare di mano.

Fonte: qui


morte di david rossi l uomo che si sporge per vedere se e mortoMORTE DI DAVID ROSSI L'UOMO CHE SI SPORGE PER VEDERE SE E' MORTO

ANCHE LE MUMMIE AVEVANO IL CANCRO

SECONDO UNA RICERCA DELL’UNIVERSITA’ DI PISA NON SI TRATTA DI UNA MALATTIA  ESCLUSIVA DELLA MODERNITA' 
PER I RICERCATORI “ERA RELATIVAMENTE FREQUENTE TRA GLI INDIVIDUI OLTRE I 55 ANNI, ALMENO PER LE CLASSI ELITARIE DEL RINASCIMENTO CHE POTEVANO PERMETTERSI ABITUDINI ALIMENTARI E STILI DI VITA NON DISTANTI DALLE NOSTRE

tumoreTUMORE
Le genti del passato si ammalavano di cancro? Il tumore è una patologia che affligge solo il mondo moderno? Sono domande che la comunità scientifica si pone da anni, a causa del progressivo aumento di incidenza di diverse neoplasie tra la popolazione attuale. Ha provato a dare una risposta l'equipe della Divisione di Paleopatologia dell'Università di Pisa diretta da Valentina Giuffra che, in un articolo pubblicato su Lancet Oncology, ha fornito un nuovo e sorprendente dato che confuta ciò che finora si è ipotizzato, ovvero che il cancro sia una malattia del mondo attuale, causata dall'inquinamento o dallo stile di vita.

inside-the-breath tumoreINSIDE-THE-BREATH TUMORE
I ricercatori, analizzando con moderne tecniche istologiche, immunoistochimiche e molecolari le mummie rinascimentali conservate nella sacrestia annessa alla chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli, sono riusciti a identificare ben tre casi di neoplasia maligna in individui tra i 55 ed i 70 anni: un carcinoma basocellulare (un tumore cutaneo) che ha colpito il volto del duca Ferdinando Orsini di Gravina (circa 1490-1549), un adenocarcinoma avanzato del retto nella mummia del re Ferrante I di Aragona (1424-94) e un adenocarcinoma del colon in fase iniziale di infiltrazione nella mummia del principe Luigi Carafa di Stigliano (1511-76).
SARCOFAGI CHIESA DI SAN DOMENICO MAGGIORE NAPOLISARCOFAGI CHIESA DI SAN DOMENICO MAGGIORE NAPOLI

«Sono scoperte estremamente importanti perché non solo rappresentano tre dei cinque tumori maligni dei tessuti molli mai diagnosticati in paleopatologia», afferma Gino Fornaciari, da decenni impegnato nello studio delle mummie napoletane, «ma sono stati tutti diagnosticati in una stessa ristretta popolazione, quella della corte aragonese della Napoli rinascimentale a cavallo tra il '400 ed il '500.» Si scopre così che, se nel piccolo gruppo di undici mummie (dieci uomini e una donna) tre soggetti svilupparono un tumore maligno, otteniamo una prevalenza di malattia neoplastica del 27%, un dato assai vicino al 31% riscontrato nei paesi industrializzati moderni.

TUMORI NEI TESSUTI MUMMIFICATI DEI MEMBRI DELLA CORTE ARAGONESETUMORI NEI TESSUTI MUMMIFICATI DEI MEMBRI DELLA CORTE ARAGONESE
«Possiamo ipotizzare che nel passato il cancro sia stata una malattia relativamente frequente tra gli individui oltre i 55 anni, almeno per le classi elitarie del Rinascimento che vivevano più a lungo e che potevano permettersi abitudini alimentari e stili di vita non distanti dalle nostre», conclude Raffaele Gaeta, coautore dello studio. L'articolo di Lancet è un nuovo punto di partenza per lo studio della carcinogenesi del passato: solo ulteriori future indagini paleopatologiche potranno definitivamente risolvere quello che viene definito il problema del cancro nell'Antichità.

Fonte: qui

IL CAPO DEI MOSSOS D’ESQUADRA ACCUSATO DI SEDIZIONE PER NON AVER COLLABORATO CON LA GUARDIA CIVIL DURANTE LE PROTESTE DEGLI INDIPENDENTISTI CATALANI

JOSEP TRAPERO ERA DIVENTATO CELEBRE DOPO L’ATTENTATO DI BARCELLONA, ORA RISCHIA FINO A 15 ANNI DI CARCERE. COSA CHE LO HA RESO ANCOR PIÙ IL VOLTO SIMBOLO DEI SECESSIONISTI
IL REATO DI SEDIZIONE: FINO A 15 ANNI DI CARCERE



Mauro Evangelisti per il Messaggero

trapero tumulto quello che ho nel mio rigonfiamentoTRAPERO TUMULTO QUELLO CHE HO NEL MIO RIGONFIAMENTO
Da eroe per avere catturato o ucciso tutti i terroristi degli attentati di agosto in Catalogna alle accuse infamanti di sedizione che lo costringeranno a presentarsi davanti ai giudici. L'uomo che ha detto no a Madrid e ha rifiutato di mandare i suoi uomini a sgomberare le scuole occupate per il referendum usando la forza e la violenza si chiama Josep Lluis Trapero. 52 anni, è il comandante dei Mossos d'Esquadra, ed è stato convocato in tribunale con l'accusa di sedizione per non essere intervenuto durante la manifestazione di fronte al Dipartimento dell'economia a Barcellona.
trapero mossos d esquadraTRAPERO MOSSOS D ESQUADRA

L'ASSEDIO

Sono i fatti del 20 settembre, quando la Guardia civil arrestò quattordici funzionari che stavano organizzando il referendum indipendentisti. La folla reagì con proteste per strada e assediò la sede del dipartimento di economia dove erano in corso delle perquisizioni della Guardia civil. Gli agenti furono costretti a trascorrere la notte nell'edificio e ad andarsene al mattino protetti proprio dai Mossos. Trapero è accusato di non avere evitato l'assedio e ora rischia dai quattro agli otto anni di carcere.

trapero fansTRAPERO FANS
Non solo: l'ufficiale, considerato un duro e un ottimo investigatore, ma anche uno molto vicino alla causa indipendentista tanto che sono state prodotte t-shirt in cui è stampata una sua frase pronunciata durante una conferenza stampa in risposta a un giornalista che si lamentava perché stava parlando in catalano, rischia di essere incriminato anche perché i Mossos d'Esquadra domenica e nei giorni precedenti non hanno eseguito gli ordini del giudice che chiedeva di impedire il referendum, sequestrare le urne e chiudere i seggi.

maglietta traperoMAGLIETTA TRAPERO
I controlli dei Mossos sono stati molto blandi e anzi, come dimostrano alcuni video, in alcuni casi si è rischiato lo scontro con la polizia nazionale perché alcuni agenti catalani si sono innervositi per i metodi violenti dei colleghi mandati da Madrid. Trapero si rifiutò anche di accettare la decisione del Ministero dell'Interno di sottoporre i Mossos al coordinamento di un colonnello della Guardia civil. Insomma, se serve un volto simbolo per la causa indipendentista, Trapero è perfetto e il livello di popolarità attuale a Barcellona dei Mossos d'Esquadra è altissimo, con scene surreali della gente che li applaude per strada quando invece fino a qualche anno fa erano considerati troppo violenti e prepotenti.

josep lluis traperoJOSEP LLUIS TRAPERO
Destituire o arrestare Trapero avrebbe l'effetto di un fiammifero dentro una tanica di benzina. Ma fra le ipotesi in campo c'è anche il commissariamento da parte di Madrid dei Mossos, nel caso il governo decida di applicare l'articolo 155 della costituzione che potrebbe sospendere l'autonomia catalana. 

Fonte: qui

PRESENTATO IL ROBOT GIAPPONESE ANTI-DISASTRI, UN UMANOIDE CHE CAMMINA, AGGIUSTA, TRASPORTA E SALE LE SCALE

IL ROBOT PENSATO PER FARE MANUTENZIONE, ISPEZIONE E SOPRATTUTTO PER AGIRE IN SITUAZIONI DI EMERGENZA IN FABBRICHE ED IMPIANTI - VIDEO
Kieron Marchese per “Design Boom

VIDEO ‘IL ROBOT ANTI-DISASTRI’


robot hondaROBOT HONDA
A ‘IROS 2017’, Honda ha presentato il robot anti-disastro, l’umanoide arancione che cammina come una persona e riesce ad afferrare e ad aggiustare oggetti, addirittura a salire le scale.

il robot sale le scaleIL ROBOT SALE LE SCALE
E’ flessibile, forte, a prova d’acqua e di umidità. Può essere usato sia per le ispezioni sia come risposta a situazioni di emergenza, ad esempio in stabilimenti e fabbriche.

il robot passa nella strettoiaIL ROBOT PASSA NELLA STRETTOIA
E’ alto un metro e 68 centimetri, pesa 85 chili, il suo nome è E2 DR. Può lavorare a varie temperature (da -10° a 40°), ha una tecnologia di raffreddamento che evita qualsiasi surriscaldamento, varie telecamere con cui studia la situazione e ogni mano è dotata di un sensore 3D. Le articolazioni sono progettate per trasportare detriti.

Fonte: qui

IMPORTIAMO LA MALARIA

MELANIA RIZZOLI SUL CASO DEI QUATTRO BRACCIANTI AFRICANI INFETTATI IN ITALIA: “IL SOSPETTO FONDATO È CHE ORMAI IL PARASSITA SIA DA MESI IN DIVERSE AREE ITALIANE, QUELLE A PIÙ ALTA CONCENTRAZIONE DI IMMIGRATI E SOPRATTUTTO CHE LE NOSTRE ZANZARE ANOFELE SONO ORMAI IN GRADO DI TRASMETTERE LA MALATTIA” 
Melania Rizzoli per Libero Quotidiano

Non prendiamoci in giro. In Italia è tornata la malaria ed è stata importata dai migranti.
Nell' ospedale Moscati di Taranto, nel reparto infettivi, tre giorni fa sono stati ricoverati quattro braccianti di origine maghrebina e sudanese, che accusavano malori e sintomi da infezione, e le analisi ematochimiche e di laboratorio hanno confermato la diagnosi di febbre da Plasmodium Falciparum ed individuato i parassiti nel sangue.

I quattro pazienti lavoravano nelle campagne pugliesi di Ginosa, nel versante occidentale della provincia, e siccome risiedono in Italia da nove anni, ed erano operativi in quei campi da oltre due mesi, ne consegue che proprio in quelle zone hanno contratto la malaria, il cui tempo di incubazione non supera mai i 18 giorni.

zanzara anofele portatrice di malariaZANZARA ANOFELE PORTATRICE DI MALARIA
È quindi chiaro che i quattro braccianti non hanno importato la malaria dal luogo dal quale provengono, ovvero dal nord Africa, ma l' hanno contratta proprio in Puglia, da una o più zanzare portatrici del parassita che vivono e si riproducono in quelle campagne, e che sono la unica fonte di contagio e di trasmissione della malattia. I pazienti ricoverati sono tutti di sesso maschile, di età compresa tra i 21 e i 35anni, ed in ognuno di loro è stata riscontrata la nota triade diagnostica, ovvero la febbre terzana, la piastrinopenia e la splenomegalia, oltre, naturalmente, alla notevole presenza del Plasmodium nelle loro vene.

bimba morta di malariaBIMBA MORTA DI MALARIA
Questi quattro ammalati inoltre, potrebbero a loro volta aver trasmesso la malaria, tramite una puntura di zanzara, a conviventi che abbiano dormito con loro sotto lo stesso tetto, o a colleghi di lavoro nei campi, perché una qualunque anofele che li abbia punti, e che abbia aspirato dal loro circolo sanguigno il parassita, è poi perfettamente in grado di trasmetterlo nella sua prossima vittima, innescando in tal modo un corto circuito difficile da arrestare; per tali motivi quasi sicuramente arriveranno presto altre segnalazioni di questa malattia africana alla Asl di Taranto, perché nel frattempo le persone che potrebbero essere state infettate, attualmente hanno la malattia in incubazione, mentre le zanzare portatrici del parassita continuano indisturbate il loro lavoro su altre vittime inconsapevoli.

lorenzinLORENZIN
Gianni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell' Istituto Superiore di Sanità, ha sottolineato che non ci sono motivi di allarme, ed ha avviato indagini entomologiche, ma il recente caso della piccola Sofia, morta due mesi fa per la stessa patologia a Brescia, ad oltre mille chilometri di distanza dalle campagne pugliesi, ed in circostanze ancora criptiche, motivi di allarme ne suscita eccome. E siccome è impensabile che quella zanzara omicida abbia sorvolato la penisola, o sia stata trasportata in quelle zone da un camion di pomodori, il sospetto fondato è che ormai la malaria insista da mesi in diverse aree italiane, quelle a più alta concentrazione di immigrati, con distribuzione a macchia di leopardo, e soprattutto è altrettanto evidente che le nostre zanzare anofele sono ormai in grado di trasmettere il falciparum italiano.

braccianti1 immigratiBRACCIANTI1 IMMIGRATI
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ieri, a margine della celebrazione del 25mo anniversario del riconoscimento Irccs alla Fondazione Santa Lucia a Roma, ha escluso che vi sia un allarme malaria, affermando che in questo nuovo caso potrebbe trattarsi di insetti autoctoni, così come di zanzare trasportate in valigia, una ipotesi quest' ultima, mai dimostrata scientificamente da alcuno, ed obiettivamente difficilmente credibile.

Quindi la situazione sanitaria non è affatto sotto controllo, come vogliono farci credere, e non è vero che non desta preoccupazione dal punto di vista medico e sociale, perché se in soli due mesi arrivano alle nostre cronache diversi casi di una patologia che sembrava estinta sul territorio nazionale, vuol dire che invece essa è viva e vegeta, che viene importata a flussi stagionali, che non viene sospettata in tempo, che si sta silenziosamente diffondendo, e che soprattutto, in circostanze particolari, è attualmente presente e prolifica nel sangue di molti individui che risiedono nel nostro Paese, i quali contribuiscono a trasmetterla.

LAVORATORI IMMIGRATILAVORATORI IMMIGRATI
I casi di malaria segnalati in Italia non possono quindi essere più definiti rari, ma fortunatamente siamo vicini alla stagione fredda, quella nella quale gli insetti non sopravvivono, e comunque è necessario non abbassare la guardia ed utilizzare tutta la necessaria strumentazione utile alla ricerca di zanzare del genere anopheles nelle zone interessate, oltre alla individuazione preventiva dei parassiti malarici nel sangue dei soggetti a rischio, per tentare di isolarli e di arginare quindi una infezione che se non diagnosticata in tempo può divenire localmente endemica e avere conseguenze anche letali su ignari cittadini italiani, che ci lasciano la pelle per un' unica, ed apparentemente innocua, puntura di zanzara. Come è avvenuto appunto per la piccola Sofia.
aree a rischio malariaAREE A RISCHIO MALARIA