9 dicembre forconi

domenica 15 gennaio 2017

NEL “GROVIGLIO” MONTE PASCHI CI MANCAVANO SOLO GLI “OCCHIONERO”

UNO DEI FRATELLI SPIONI, GIULIO OCCHIONERO ERA STATO CONSULENTE DELLA BANCA SENESE: AVEVA CEDUTO A MPS, TRAMITE LA SAPIENZA, UN SOFTWARE PER IL TRADING 

NELL'ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE SI LEGGE ANCHE CHE È L’HACKER E’ LEGATO CON GLI AMBIENTI DELLA MASSONERIA ITALIANA

Camilla Conti per il Giornale
giulio occhioneroGIULIO OCCHIONERO

Tutte le strade, anche quelle meno «pulite», portano a Siena. Che negli ultimi vent'anni sembra essere diventato l'occhio di qualsiasi ciclone non solo finanziario.

I grovigli armoniosi fra politica e banca hanno avuto diramazioni insospettabili che vanno oltre i primi cento debitori insolventi cui l'istituto ha prestato incautamente fiori di milioni senza vederli più tornare indietro. Perché ricostruendo la storia di Giulio e Francesca Occhionero che odora di massoneria, di apparati militari e istituzioni finanziarie americane, spunta - puntuale come un orologio svizzero - il Monte dei Paschi.

MPSMPS
L'ascesa e la caduta di Giulio Occhionero - considerato l'«hacker» fra i due fratelli, mago dell'informatica e ingegnere nucleare - passa per le consulenze con società americane ma anche per il Monte. Giulio un tempo era parecchio conosciuto nel mondo dei trader finanziari. Si occupava sostanzialmente di trading veloce, la compravendita giornaliera di titoli finanziari (azioni e derivati) e - come ha riportato qualche giorno fa Il Messaggero - a un giornalista che era casualmente entrato in contatto con lui, aveva raccontato di un contenzioso con Mps, banca per la quale aveva lavorato come consulente e che avrebbe conseguito robusti guadagni proprio grazie al suo metodo.
FRANCESCA MARIA OCCHIONEROFRANCESCA MARIA OCCHIONERO

Nelle carte dell'inchiesta si legge che «nel 2002 il Monte dei Paschi (ai tempi presieduto da Pier Luigi Fabrizi e guidato da Vincenzo De Bustis, ndr) ha adottato la sua metodologia di trading giornaliero implementando un'apposita linea dedicata ai clienti high-net-worth». Ovvero con un patrimonio netto elevato. La consulenza era però finita in mano agli avvocati: Occhionero avrebbe fatto causa a Mps perché per la sua collaborazione gli avevano offerto una cifra che riteneva troppo modesta (qualche centinaia di migliaia di euro), a fronte di guadagni straordinari che il Monte aveva - secondo lui - realizzato.


mps titoli di stato 4MPS TITOLI DI STATO 4
Nella città del Palio, fonti locali riferiscono al Giornale che in realtà quel software creato da Giulio era stato fornito alla banca dall'Università La Sapienza di Roma. In effetti, Occhionero nel 2000 ha fondato il Quantitative Finance Group, joint venture tra la sua società Westland Securities e l'ateneo capitolino dove lo stesso esperto informatico si era laureato. E dal marzo 2001 avrebbe fatto parte per due anni, come unico membro esterno alla banca, del comitato investimenti del Monte nel business del private banking come consulente nella selezione dei portafogli di investimenti. Non solo. Anche la sorella Francesca, prima di puntare al mondo dell'alta finanza, ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze chimiche proprio alla Sapienza, poi ha cambiato vita.
Francesca OcchioneroFRANCESCA OCCHIONERO

Ma c'è un altro fil rouge che lega i due fratelli Occhionero a Siena ed è la massoneria. Nell'ordinanza di custodia cautelare si legge anche che Giulio Occhionero è legato con gli ambienti della massoneria italiana, in quanto membro della loggia «Paolo Ungari Nicola Ricciotti Pensiero e Azione» di Roma, della quale in passato ha ricoperto il ruolo di maestro venerabile, parte delle logge de Grande Oriente d'Italia».

L'attuale Gran Maestro del Goi, Stefano Bisi, in un'intervista rilasciata nei giorni scorsi si è definito una «vittima, non conoscevo Giulio Occhionero, ma appena letta la notizia dell'inchiesta ho provveduto a sospenderlo dal Grande Oriente d'Italia». Il nome di Bisi compare tra quelli spiati dagli Occhionero, insieme ad altri 337 «fratelli».

Ma soprattutto è molto noto a Siena. È suo il copyright del «groviglio armonioso» fra finanza e politica che ha scandito la storia della città e della sua banca di riferimento. Bisi è stato caporedattore e poi vicedirettore del Corriere di Siena, amico dell'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari nonché il più importante massone della città toscana. E di recente è finito nel registro degli indagati della Procura di Siena nell'ambito dell'inchiesta «Time Out» sul fallimento per bancarotta fraudolenta della Mens Sana Basket.

Fonte: qui

GIULIO OCCHIONERO ERA UN COLLABORATORE DELLA CIA!

LO SUSSURRANO LE BARBE FINTE DELL'INTELLIGENCE ITALIANA SECONDO CUI, I DUE FRATELLI VENIVANO USATI DALL’AGENZIA USA PER OTTENERE INFORMAZIONI IN MODO “NON UFFICIALE”

VEDI L’INTERESSE PER L’ENAV, CHE SI OCCUPA DI VOLI DI STATO E MILITARI, OPPURE PER FINMECCANICA (LEGGI F35). E POI CI SONO GLI INTERESSI DELLE AZIENDE AMERICANE IN ITALIA

ECCO PERCHE’ DAGLI STATI UNITI C’ERA PIU’ DI UN INTERESSE A TENERE D’OCCHIO IL NOSTRO PAESE E I SOMMOVIMENTI ECONOMICI E POLITICI. D'ALTRONDE CHI HA INTENZIONE DI INVESTIRE, VUOLE SAPERE DOVE STA METTENDO I SUOI SOLDI E NELLE MANI DI CHI CONSEGNA GLI AFFARI


Chiara Giannini per “il Giornale”

Negli ambienti vicini all' intelligence italiana sembra lo sappiano tutti: «Giulio Occhionero era un collaboratore della Cia». Insomma, se non un agente, almeno qualcuno che aveva rapporti costanti con l' agenzia Usa, che lo avrebbe usato per ottenere informazioni. L' ingegnere, nel campo dell' hackeraggio informatico, è pressoché sconosciuto. Lo conoscono molto bene, invece, in certi ambienti legati al mondo americano a Roma.
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Che ci sarebbe dietro a quello che è balzato agli onori delle cronache come un genio del cyber crimen? Pure e semplici questioni di controspionaggio. Ogni Paese ha le sue mele marce, persino all'interno dei servizi nostrani, si dice. La spia tra le spie, insomma, quella che finge di fare il bene del Paese e poi passa informazioni al nemico. Ma sono semplici questioni di scacchiera internazionale. Vedi l'interesse per Enav, l ente che si occupa delle rotte dei voli, compresi quelli di Stato e militari, oppure per Finmeccanica, che molto ha a che vedere con gli Usa, visti gli scambi commerciali.

giulio occhioneroGIULIO OCCHIONERO
Una parola dice tutto: F35. E poi ci sono interessi importanti delle multinazionali americane nel nostro Paese. La lista di chi potrebbe aggiudicarsi appalti o chi, in passato, lo ha fatto, è lunga. I nomi di queste realtà si possono trovare su tutte le cronache: dall' attenzione sui porti, sugli stadi, persino nella realizzazione del ponte sullo stretto di Messina figurano soggetti che arrivano da Oltreoceano.

Ecco perché c' è chi dagli Usa avrebbe avuto un vantaggio nel tenere d' occhio il nostro Paese e, soprattutto i suoi movimenti economici e politici: l' Italia fa gola. Ci sono stipendi bassi, disoccupazione alta: la Nazione ideale in cui investire. Si parla di centinaia di investimenti esteri nello Stivale solo nel 2016. Ed è ovvio che qualsiasi azienda, prima di buttare i soldi in una gara d'appalto o decidere se acquistare servizi, vendere pezzi o aprire una succursale in un Paese estero, voglia informarsi.
logo enavLOGO ENAV

Quale migliore fonte della principale agenzia investigativa del Paese? E quale miglior «infiltrato» di un soggetto che in Italia abita, che vive talmente defilato e sottotono da apparire in pubblico solo in rare occasioni? Chi ha avuto modo di conoscerlo ne parla come di un «tipo schivo e strano», uno che in vacanza si affittava ville intere da solo, che aveva pochi amici, quasi tutti legati a certe realtà, che frequentava gente dell'alta finanza e della società bene americana trapiantata in Italia.
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Di fatto, c' è chi ha definito Occhionero uno «smanettone», uno che ha messo la sua capacità informatica e qualche pizzico di fortuna per raggiungere obiettivi di un certo tipo. La realtà è che dietro a questa facciata ci sarebbe un vero e proprio genio, uno che ha fatto i conti con l'oste, tanto che già si vocifera che tutto finirà in una bolla di sapone. Insomma, oltre ad avere le spalle parate da contatti di alto livello, avrebbe già preparato e con netto anticipo, un piano di fuga. «Non lo incrimineranno mai - dicono i bene informati - e lo faranno passare per uno sfigato con la mania del dossieraggio».

Fonte: qui

A CHE SERVE L'EURO (DA RITAGLIARE E INCORNICIARE)


A GERMANIA HA RISPARMIATO 240 MILIARDI DI EURO GRAZIE AI BASSISSIMI TASSI D'INTERESSE DI CUI GODE DAL 2008

SONO I CALCOLI DELLA BUNDESBANK. L'EUROCRISI È STATA UNA BENEDIZIONE PER LA MERKEL - MA C'È DI PIÙ: ''IL PIL 2016 È CRESCIUTO GRAZIE ALLA CRISI DEI RIFUGIATI. PIÙ POPOLAZIONE E TASSI SUI MUTUI AI MINIMI STORICI (GRAZIE ALL'ODIATA BCE) UGUALE BOOM DELLE COSTRUZIONI

PER CHIUDERE: ''IL GOVERNO HA PIÙ SOLDI DI QUANTI RIESCA A SPENDERE''

VI RICORDIAMO CHE LA BUNDESBANK, LA BANCA CENTRALE TEDESCA, E' PUBBLICA ED ACQUISTA IN EMISSIONE L'INOPTATO DEI TITOLI DI STATO DEL PROPRIO PAESE, COSA CHE NON ACCADE PER L'ITALIA.

QUESTA DIFFERENZA PROVOCA DAL 1981 UNA DIFFERENZA SOSTANZIALE TRA GLI INTERESSI PAGATI SUL DEBITO PUBBLICO FRA I 2 PAESI DELL'ORDINE DEL 3%-4% ANNUI, PARI AD UNA DIFFERENZA DI COSTO DELL'ORDINE DI 50 MILIARDI L'ANNO.


1. GERMANIA:STAMPA, DA TASSI BASSI RISPARMIO STATO PER 240 MLD
 (ANSA) - "Un regalo da 240 miliardi di euro". È il titolo di un articolo dell'Handelsblatt che, oggi, anticipa i calcoli della tedesca Bundesbank, secondo la quale, questa è la somma risparmiata dal Bund tedesco, grazie ai tassi bassi negli ultimi anni. "Dal 2008 lo Stato ha pagato 240 miliardi di euro in meno per i tassi, rispetto a prima della crisi finanziaria", si legge. Gli economisti della banca centrale tedesca hanno comparato il livello dei tassi del 2007, anno precedente alla crisi, con quello degli anni successivi.
MERKEL E SCHAEUBLEMERKEL E SCHAEUBLE

Lo Stato nel 2007 dovette pagare agli investitori ancora un 4,23% di rendita media per il denaro fresco. "Soltanto l'anno scorso, grazie al crollo dei tassi, Bund, Laender, Comuni e assicurazioni sociali hanno dovuto pagare 47 miliardi in meno, per il servizio del debito". E secondo i calcoli dell'istituto economico RWI, conclude Hb, "se i tassi salissero soltanto di un 1%, lo Stato dovrebbe pagare 21 miliardi di euro in più".


3. L'ARTICOLO INTEGRALE DELL'HANDELSBLATT, CON UN ESTRATTO DA RITAGLIARE E INCORNICIARE


''Il Pil della Germania è cresciuto dell'1,9% lo scorso anno. Bassi tassi di interesse e una maggior spesa del governo in connessione con la crisi dei rifugiati, la crescita è stata spinta da un boom nell'industria delle costruzioni, alimentata dalla crescita della popolazione e da tassi d'interesse sui mutui ai minimi storici.
merkel schaeuble germaniaMERKEL SCHAEUBLE GERMANIA

''La crisi dei rifugiati e la politica monetaria ultra-accomodante della BCE si sono dimostrate una benedizione per l'economia, e hanno artificialmente prolungato la ripresa'', sostiene Carsten Brzeski, un analista di ING-Diba.

L'economia tedesca sta andando bene, il che significa che al momento ci sono talmente tanti soldi disponibili che i ministeri non riescono a spenderli tutti, non avendo la capacità di pianificazione necessaria. Come risultato, la spesa annuale del 2016 è risultata 5,7 miliardi più bassa di quanto avesse programmato il ministro delle Finanze Schaeuble.''

Fonte: qui


"Il Pd vende armi all'Isis". Giovane lancia l'iPad a Roberto Speranza

L'aggressore è riuscito a dileguarsi prima di essere fermato dalle forze dell'ordine.

Solidarietà a Speranza dal mondo politico e istituzionale


"Il Pd vende armi all'Isis": è la prima frase che un giovane - che Polizia e Carabinieri stanno ora cercando di identificare e rintracciare - ha detto in serata, a Potenza, prima di scagliare contro Roberto Speranza, ex capogruppo alla Camera del Pd, l'iPad dello stesso parlamentare che partecipava alla presentazione di un libro.

Il giovane ha accusato Speranza anche per una foto che ritrae l'ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi insieme al presidente della Turchia, Recep Tayyp Erdogan, e ha aggiunto rivolgendosi al deputato: "Ti dobbiamo ammazzare in quanto deputato del Pd!".

Tutto si è svolto nel giro di pochi secondi: il giovane è stato bloccato e fatto arretrare da alcuni presenti. Portato fuori dall'aula magna dell'Università della Basilicata - dove Speranza partecipava alla presentazione del libro "Kabane calling", di Zeocalcare - forse proprio da suoi conoscenti, il giovane è riuscito ad allontanarsi prima dell'arrivo delle forze dell'ordine.

Finito il convegno, Digos e Carabinieri hanno parlato con Speranza, mentre alcuni investigatori hanno raccolto testimonianze e visionato immagini televisive per identificare l'aggressore, che potrebbe essere uno studente universitario residente in un comune del Potentino. Speranza, rimasto illeso, ha continuato il suo intervento fino alla fine. 

Il parlamentare lucano ha parlato di "episodio gravissimo" ma, su Facebook, ha sottolineato che "la violenza non può fermare la discussione democratica, la democrazia non può essere fermata".

14 gennaio 2017

Fonte: rainews.it

sabato 14 gennaio 2017

Giustizia: Anm contro governo, magistrati disertano cerimonia anno giudiziario Cassazione

La decisione presa all'unanimità dal comitato direttivo come forma di protesta per il "mancato adempimento degli impegni politici assunti da parte del governo" su pensioni e trasferimenti dei magistrati


Ansa - L'Anm non parteciperà alla cerimonia, il 26 gennaio, in Cassazione. In quella stessa data terrà una conferenza stampa nella propri sede al Palazzaccio. Parteciperà, invece, alle cerimonie, sabato 28, nelle Corti d'Appello.

Lo ha stabilito il Comitato direttivo centrale come forma di protesta per il "mancato adempimento degli impegni politici assunti da parte del governo" su pensioni e trasferimenti dei magistrati.

La decisione è stata presa all'unanimità.


DOPO L’ASSALTO DELLE MILIZIE RIBELLI AI 3 MINISTERI, L’ITALIA TENTA DI MINIMIZZARE LA GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE A TRIPOLI (“NESSUN GOLPE”)

E CONTINUA A CREDERE NEL GOVERNO AL SARRAJ MA RESTA ISOLATA: EUROPA E STATI UNITI NON PRENDONO POSIZIONE 

INTANTO NEL PAESE SI RISCHIA DI TORNARE ALLO SCONTRO TRA TRIBU'

Francesco Grignetti per la Stampa
LIBIA 2LIBIA 2

Parola d' ordine, minimizzare: a Tripoli non è successo niente o forse appena un qualcosina.

Fuori dall' ufficialità, invece, la preoccupazione è massima. Sembra essersi innescata una reazione a catena che potrebbe sfociare nel dramma. Il governo italiano esamina attentamente le dinamiche di Tripoli perché un po' se l' aspettava: a riaprire l' ambasciata, in splendida solitudine, l' Italia ha deciso di esporsi. Mostrare il tricolore, in certi contesti, produce un effetto immediato.

fayez al sarrajFAYEZ AL SARRAJ
Il discorso del ministro Marco Minniti in conferenza stampa, poi, doverosamente amplificato dai media libici, ha fatto il resto. Il messaggio è stato univoco: Roma continua a credere nella scommessa di Al Sarraj. Il guaio è che siamo rimasti soli. E le notizie che filtrano dalla Libia profonda fanno temere il peggio.

GIUSEPPE PERRONEGIUSEPPE PERRONE
Il primo a troncare e sopire è il neoambasciatore Giuseppe Perrone: «Non mi risulta - diceva ieri - alcun golpe in atto. Le sedi istituzionali nelle quali opera il governo di accordo nazionale sotto la guida di Sarraj continuano a lavorare». Frase anodina.
Dato che il governo legittimo non è mai riuscito a controllare i tre ministeri contesi, formalmente non ha perduto nulla. Ma è una magra consolazione. È la certificazione, anzi, che la scommessa di Al Sarraj arranca e rischia di finire nel sangue di uno scontro tra clan.

Questo arrancare preoccupa il nostro Esecutivo perchè siamo noi italiani i più interessati a una Libia stabilizzata. L' alternativa è un Paese in preda a convulsioni, caos, humus fertile per criminali e jihadisti. Eppure, ieri, quando si sono sparse le prime voci di disordini e forse di un golpe in atto, l' Italia ha provato a chiamare gli alleati per concordare una solenne dichiarazione congiunta della comunità internazionale a favore di Al Sarraj che lo facesse sentire meno solo. Le risposte che abbiamo ricevuto ci hanno gelato. Dagli Stati Uniti, considerando il momento di transizione, ci si attendeva poco. È arrivato di peggio. «I circoli che attorniano Trump - dice una fonte - ci informano che alla nuova Amministrazione non interessa nulla della Libia e che è un problema degli europei. Ossia, a dirla tutta, un problema italiano».
LIBIALIBIA

Da Francia Germania e Gran Bretagna pare che sia venuto uguale gelido distacco. Bilanciato invece da un grande interesse, che forse è la novità che ci spaventa di più, della Russia.

Putin osserva il caos libico e sta valutando come trarne profitto. Agli occhi dei potentati arabi, peraltro, le maniere brutali dimostrate dai russi in Siria sono piaciute moltissimo.
Alla fine, la dichiarazione congiunta non è arrivata. E l' Italia, con Gentiloni immobilizzato in ospedale, s' è resa conto che è rimasta da sola a spendersi per quel premier che era stato messo lì dalle Nazioni Unite. Ci stiamo provando. C' è un nostro ospedale militare a Misurata (l' ottima missione Ippocrate, che però è tenuta semisegreta dalla Difesa), è stata riaperta l' ambasciata a Tripoli, Minniti è volato a Tripoli per impostare un nuovo accordo sull' immigrazione clandestina e su tutti i traffici illegali che giusto ieri Angelino Alfano ha illustrato al commissario europeo per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos. Ma finora, tolta Malta, nessuno ha detto una parola a favore.
MINNITI LIBIAMINNITI LIBIA

Si spiegano così anche le uscite contro l' Italia da parte degli antagonisti di questo governo. L' ex premier Ghwell s' è scagliato qualche giorno fa contro l' ospedale militare italiano paragonandolo a una spedizione coloniale. Il generale Haftar ha fatto criticare la missione di Minniti sostenendo che in questo modo ha deciso di parteggiare. Per dirla con le parole di Ashraf Tulty, portavoce di Al Sarraj, «stanno cercando di seminare il caos». Sembra vicina una prova di forza su chi conta per davvero.

Fonte: qui

PIZZARDONI FANCAZZISTI – “FURBETTO” IL 12% DEI VIGILI URBANI DI ROMA: CON IL CERTIFICATO MEDICO METTONO LA PALETTA NEL CASSETTO E VANNO DIETRO LA SCRIVANIA

ROMA, IL CASO DEL CAPODANNO 2014: IN 767 NON SI PRESENTARONO AL LAVORO, MA SOLO UNO E’ FINITO SOTTO PROCESSO

Flaminia Savelli per “la Repubblica”

VIGILI URBANIVIGILI URBANI
Non solo i netturbini di Palermo, il personale sanitario della Calabria, gli operai del Comune di Como o gli infermieri di Pescara. Nell' Italia degli imboscati ci sono anche i vigili urbani di Roma. Sono 700 su 5.800 gli uomini e le donne della polizia locale che hanno presentato al comando un regolare certificato di "inabilità". Pari al 12%. Uno ogni sette. Tutto personale spostato dalle strade della capitale perennemente ingolfate di traffico, agli uffici e nei settori amministrativi.

Perché con il "via" del medico, non sono ritenuti idonei a svolgere il servizio di pattuglia, ai posti di blocco o agli incroci. Risultato? S

trade sguarnite di agenti e uffici per la compilazione di moduli e certificazioni al completo.

Anche in questo caso, non c' è nessuna anomalia: le norme prevedono la dichiarazione di inabilità e quindi il trasferimento di mansione.
VIGILI URBANIVIGILI URBANI

Ma il fenomeno solleva più di un interrogativo, anche se per i sindacati di settore è tutto regolare. «L' età media del corpo della polizia Municipale è di 53 anni» spiega Stefano Giannini del Sulpl «per questo molti certificati sono richiesti per ernie del disco e malattie cardio-circolatorie. I controlli medici sono disposti dallo stesso Comune e solo attraverso il personale competente. Non c' è possibilità né di eluderli né di alterarli in alcun modo. Rispetto alla media nazionale il numero è comunque contenuto». In effetti Roma, tra le altre grandi città italiane, non è in cima alla classifica dei pizzardoni dichiarati inabili al servizio in strada.
VIGILI URBANIVIGILI URBANI

Ma una spiegazione c' è : il Campidoglio non accorda straordinari agli agenti in servizio negli uffici. Vengono riconosciuti solo al personale di pattuglia: in pratica, senza paletta e fischietto, lo stipendio resta quello base.

Eppure il dato capitolino resta significativo. Soprattutto guardando indietro a un passato neanche troppo lontano, alla notte di Capodanno del 2014.

Quel giorno, presentando certificati medici più o meno veritieri e inviando giustificazioni last minute all' amministrazione capitolina, l' 83,5 per cento dei caschi bianchi si autocongedò dal servizio: 767 vigili si diedero malati.

Ne erano previsti 900 quella notte.

Così la macchina dei festeggiamenti allestita dal Campidoglio andò in tillt: i caschi bianchi avrebbero dovuto sorvegliare i Fori Imperiali, cinturare la maxi- arena del concertone al Circo Massimo e gestire il traffico della notte più congestionata dell' anno.
Nulla di tutto ciò.
vigili fanno assembleaVIGILI FANNO ASSEMBLEA

Il caso dei pizzardoni fantasma sollevò una feroce polemica.

E poi arrivò l' inchiesta: secondo le carte, il 97% di quei certificati erano regolari.

Così vennero rintracciati pure i 22 medici che firmarono quei permessi.

Tutti rinviati a giudizio e accusati di aver compilato certificati irregolari, consentendo ai caschi bianchi di saltare il turno di lavoro a San Silvestro.

VIGILI URBANI ROMAVIGILI URBANI ROMA
L' inchiesta è ancora aperta ma, a oggi, soltanto un vigile urbano è finito a processo con le accuse di falso e di violazione dell' articolo 55 della legge Brunetta: per non prestare servizio la notte di San Silvestro aveva deciso di donare il sangue.

Tutti regolari invece risultano quelli rilasciati per l' inabilità a Roma nel 2016: «Non c' è da scandalizzarsi - conclude Giannini - il numero delle richieste anzi è destinato a crescere perché, senza un nuovo organico, non ci sarà ricambio. Noi chiediamo sempre controlli maggiori. Perché c' è sempre il rischio che qualcuno possa approfittarne».


Fonte: qui

UNA MAGGIORANZA BULGARA APPROVA AUMENTO DI CAPITALE DI UNICREDIT: IL 99,6% DICE SI' AL PROGETTO DI MUSTIER DA 13 MILIARDI

VERSO L’OK DEGLI EMIRATINI, LIBICI NON ADERIRANNO 

J’ACCUSE DI MAZZUCCO (FONDAZIONE CARIVERONA): OPERAZIONE SMENTISCE VECCHIO CDA, “TRAGGANO CONSEGUENZE”, E CHIEDE “TOTALE DISCONTINUITA’”

1. LA SOTTOSCRIZIONE SCATTA A FEBBRAIO
Camilla Conti per il Giornale

mustierMUSTIER
L' ad di Unicredit, Jean Pierre Mustier, ieri ha portato a casa il primo risultato: presente il 52,7% del capitale, ha votato a favore dell' aumento di capitale da 13 miliardi il 99,6% dei soci riuniti ieri in assemblea a Roma. L' operazione potrebbe partire già a febbraio dopo l' ok ai conti 2016 anche perché il gruppo a marzo deve fare fronte al pagamento degli interessi sui 2,5 miliardi di strumenti Tier1 e, nel caso l' operazione non dovesse rispettare le scadenze (ha precisato la banca in una comunicazione su richiesta Consob), potrebbe non corrispondere le cedole e finire sotto i livelli minimi di capitale.

MUSTIERMUSTIER
Mustier si è comunque dichiarato «fiducioso» sul successo dell' operazione - la più imponente mai lanciata sul mercato italiano - e nelle prossime tre settimane inizierà il roadshow in giro per il mondo durante il quale presenterà il piano strategico agli investitori internazionali. Intanto, ha predisposto rettifiche aggiuntive da 8,1 miliardi sui crediti per il loro successivo smaltimento, costi di uscita dei dipendenti per 1,7 miliardi e svalutazioni dell' attivo da 1,4 miliardi. Avviata inoltre la trattativa con i sindacati sulle 3900 uscite di dipendenti aggiuntive.

mohammed bin zayed al nahyan e luca di montezemoloMOHAMMED BIN ZAYED AL NAHYAN E LUCA DI MONTEZEMOLO
Da decidere ci sono le condizioni della ricapitalizzazione che, ha sottolineato lo stesso gruppo, non è stata richiesta dalla Bce. Gli analisti scommettono su un prezzo di emissione a sconto del 30-40% sulla parità teorica. Sganciato dall' aumento c' è inoltre il tema del raggruppamento delle azioni, una nuova ogni 10 vecchie, che potrebbe avvenire, ha detto Mustier, già entro il 23 gennaio.

Resta da capire chi aderirà all' operazione fra gli attuali soci dell' istituto che dovranno aprire il portafoglio per non diluirsi troppo nell' azionariato. Il fondo Aabar, che dovrebbe sborsare circa 650 milioni per mantenere il proprio 5%, non ha ancora preso una decisione, come ha detto ieri il vicepresidente Luca Montezemolo, smentendo così le voci dei giorni scorsi secondo cui da Abu Dhabi era già venuto il via libera.
aabar logoAABAR LOGO

Stando alle ultime indiscrezioni, la Banca centrale libica (Lia) potrebbe non sottoscrivere la propria quota (circa il 2,5%) vista la difficile situazione nazionale.

A tenere banco, ieri, è stato soprattutto il presidente della Fondazione Cariverona, Alessandro Mazzucco: l' ente scaligero avrebbe ceduto nei giorni scorsi lo 0,5% di Unicredit scendendo al 2,2% e si è dichiarato favorevole all' aumento. Mazzucco ha però chiesto in assemblea «discontinuità al cda» che fino alla «scorsa estate» dava sostegno al management e ostentava sicurezza salvo poi cambiare l' ad e imporre la cessione di Pekao e Pioneer e il maxi aumento.
LIBIALIBIA

Per questo le fondazioni (CariVerona, Crt, Carimonte, Manodori, CrTieste, Cassamarca e Fondazione Sicilia) con scarse risorse e una quota totale attorno al 9% hanno iniziato le consultazioni per fare fronte comune e avere almeno una rappresentanza nel board visto che l' aumento cambierà definitivamente lo scacchiere dell' azionariato.

2. FOGLIO DI VIA PER VITA, PALENZONA, MONTEZEMOLO

Francesco Spini per la Stampa

ALESSANDRO MAZZUCCOALESSANDRO MAZZUCCO
Buona la prima, per Jean Pierre Mustier. Il numero uno di Unicredit in assemblea incassa il via libera all' aumento di capitale da 13 miliardi di euro con una maggioranza bulgara, il 99,6%. I soci storici, sebbene molti probabilmente destinati a una decisa diluizione, danno piena fiducia al manager francese (confermato in consiglio con il 99,5% dei consensi, insieme con Martha Böckenfeld e Sergio Balbinot) e al suo piano lacrime e sangue. Non senza riportare malumori verso il cda.

giuseppe vitaGIUSEPPE VITA
Durissimo, in particolare, l' intervento del presidente di CariVerona (fondazione scesa alla vigilia della riunione al 2,23%), Alessandro Mazzucco. Nel suo intervento ha riportato «sconcerto» per il fatto «che il cda ci invita a una operazione così preoccupante e ponderosa mentre fino all' estate manifestava piena e incondizionata fiducia al management», quello vecchio naturalmente. Mazzucco ha parlato di «salvataggio» di Unicredit. Secondo lui il maxi aumento «è una smentita dell' operato del cda di allora il quale è però lo stesso in carica attualmente». Un invito quindi a «trarne le doverose conseguenze».
fabrizio palenzonaFABRIZIO PALENZONA

Un foglio di via indirizzato anzitutto al presidente Giuseppe Vita e ai suoi vice Montezemolo, Palenzona e Calandra Buonaura. Ma che difficilmente sortirà effetti in un momento cruciale, con l' aumento in rampa di lancio nel giro di un mese: potrebbe partire subito dopo i conti del 9 febbraio e comunque prima del 10 marzo, data di pagamento dei bond At1 con scadenza 2021. A operazione conclusa l' assetto azionario sarà notevolmente diverso.

Le fondazioni, oggi al 9%, saranno ridimensionate. Il pallino sarà sempre più nelle mani dei grandi fondi internazionali (che oggi vedono in prima fila Capital Research, Aabar e BlackRock) con cui il management disegnerà i cda del futuro. Comunque per ora Cariverona non ha stabilito la quota di adesione. Anche Aabar «non ha ancora deciso» il da farsi, ha detto Luca Montezemolo, sebbene con il fondo di Abu Dhabi ci sia stato un vertice «positivo».
BlackRockBLACKROCK

Tutti però giudicano positivamente l' azione di Mustier che per migliorare la qualità dell' attivo iscriverà a bilancio del quarto trimestre «rettifiche aggiuntive sui crediti per un importo complessivo pari a circa 8,1 miliardi».

Fonte: qui