9 dicembre forconi

martedì 15 novembre 2016

Cremlino: telefonata Trump-Putin su terrorismo e Siria - Trump e gli immigrati irregolari

Dialogo con Vladimir Putin su basi parità, possibile incontro.

Incarcereremo i criminali o butteremo fuori gli irregolari che hanno precedenti penali
Finiremo di costruire il muro o la recinzione  al confine col Messico


Ansa - Il neo eletto presidente Usa Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto un colloquio telefonico. Lo riferisce la Tass. Al centro dei colloqui, riferisce il Cremlino, la lotta al terrorismo internazionale e la questione siriana. Putin si è congratulato con Trump per l'elezione. Nella loro telefonata Vladimir Putin e Donald Trump hanno deciso di proseguire con i contatti telefonici con la possibilità di incontrarsi personalmente. Lo riferisce il Cremlino secondo quanto riporta la Tass. "Il presidente russo si è detto pronto a costruire un dialogo fra partner con la nuova amministrazione sui principi di uguaglianza, rispetto reciproco e non interferenza nei rispettivi affari interni", ha aggiunto il Cremlino. Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente-eletto americano Donald Trump hanno riconosciuto come il livello delle attuali relazioni fra Stati Uniti e Russia sia "insoddisfacente" e hanno auspicato una normalizzazione dei rapporti.
Il presidente russo Vladimir Putin ha chiamato per congratularsi per la vittoria di Donald Trump. Lo riferisce lo staff del presidente-eletto americano. Nel corso del colloquio telefonico, Trump ha detto a Putin di puntare su una relazione forte e duratura.
"Uno dei messaggi che consegnerò ai leader europei" è "l'impegno di Donald Trump nei confronti della Nato. Lo afferma il presidente americano Barack Obama a poche ore dalla partenza per l'Europa. "Un enorme continuità nelle relazioni estere degli Stati Uniti continuerà con il presidente-eletto, Donald Trump, che ha mostrato un "grande interesse" nel mantenere le relazioni estere. 
"Con il mio team siamo pronti ad accelerare i prossimi passi verso la transizione. Aiutero' il presidente eletto ad affrontare questa grande sfida": lo ha detto Barack Obama nel corso della sua prima conferenza stampa dopo le elezioni presidenziali.
"L'America oggi e' piu' forte e le alleanze sono cruciali per la nostra sicurezza": lo ha detto Barack Obama che stasera partira' per il suo ultimo viaggio in Europa dove incontrera' i principali leader europei. "Non mollero' fino all'ultimo", ha agiunto Obama.
La comunità ebraica e quella musulmana in Usa protestano contro la nomina di Steve Bannon come chief strategist di Trump: "E' una scelta che rende l'appello all'unità una presa in giro", afferma il Council on American-Islamic relations. L'accusa a Bannon è quella di aver trasformato il suo sito Breibart in uno strumento di "propaganda etnica e di nazionalismo bianco", con posizioni "razziste" e, aggiungono gli ebrei, "antisemite". "Bannon deve andare via - attacca infatti anche l'Anti-Defamation League - se Trump vuole davvero essere il presidente di tutti".
Portavoce difende Bannon, 'brillante stratega' - Donald Trump scende in campo per difendere la controversa nomina di Steve Bannon: "Chi lo critica - ha detto la portavoce del tycoon, Kellyanne Conway - dovrebbe andare a guardare il suo curriculum. Bannon e' uno stratega brillante, e con Reince Priebus sta facendo sacrifici enormi per servire il presidente".
''Protestano contro di me perche' non mi conoscono, ma dico loro di non avere paura'': e' il primo messaggio di Trump ai manifestanti che da giorni protestano contro la sua elezione a presidente degli Usa. E ai suoi sostenitori Trump a chiesto "stop" agli attacchi contro neri, ispanici e gay. Il presidente americano eletto ha annunciato poi che alla Corte costituzionale nominerà giudici 'pro vita' (anti aborto) e 'pro secondo emendamento' (quello sul diritto all'autodifesa con le armi).
Incarcereremo i criminali o butteremo fuori gli irregolari che hanno precedenti penali  - Donald Trump ha ribadito in una intervista alla Cbs un'altra delle sue promesse elettorali, l'espulsione di 2-3 milioni di clandestini con precedenti penali. "Quello che faremo e' buttare fuori dal Paese o incarcerare le persone che sono criminali o hanno precedenti criminali, membri di gang, trafficanti di droga", ha detto, indicando la cifra in due, forse anche tre milioni. Quanto agli altri irregolari, il neopresidente eletto ha sostenuto che una decisione verrà presa dopo aver reso sicura la frontiera. Trump ha confermato che intende costruire il muro al confine col Messico, precisando che una parte potrebbe essere muro e una parte una "recinzione", in accordo con quanto proposto dai repubblicani al Congresso.

SOROS, DISPERATO, ORGANIZZA E FINANZIA LA RESISTENZA ANTI-TRUMP



NANCY PELOSI, ELIZABETH WARREN E LA SUA 'DEMOCRACY ALLIANCE' PER CONTRASTARE L'''ATTACCO TERRIFICANTE ALL'OPERATO DI OBAMA E ALLA NOSTRA VISIONE DI UN PAESE PIÙ GIUSTO(VEDI LA FOTO CON SOROS!)'' 

NONOSTANTE LA PIOGGIA DI MILIONI SU HILLARY, L'ALLEANZA NON È RIUSCITA A FARLA ELEGGERE

ANSA - George Soros organizza la resistenza anti-Trump. Il miliardario filantropo e altri paperoni liberal che hanno inondato con milioni la campagna elettorale di Hillary Clinton si riuniscono in una tre giorni a porte chiuse per valutare le strade con cui combattere Donald Trump. L'incontro e' sponsorizzato dal club dei finanziatori Democracy Alliance, e include la partecipazione di alcuni politici di spicco, da Nancy Pelosi alla senatrice Elizabeth Warren.

L'agenda dell'incontro non lascia adito a dubbi: i miliardari liberal sono pronti a dichiarare guerra a Trump dal primo giorno, definendo il suo programma ''un attacco terrificante all'operato del presidente Obama e alla nostra visione di un paese più giusto''. L'incontro e' un occasione di riflessione per i democratici, soprattutto sul ruolo della Democracy Alliance, l'influente club che riunisce i finanziatori democratici e che da anni aiuta a definire la strategia della sinistra.
HILLARY CLINTON SOROSHILLARY CLINTON SOROS

L'azione della Democracy Alliance non ha funzionato per Hillary: l'idea di puntare sulle minoranze e sulle donne non ha aiutato i democratici, cosi' come il cambiamento climatico e i soldi in politica non sono riusciti a far breccia sull'elettorato come l'alleanza prevedeva. E la Democracy Alliance e' consapevole dei suoi errori. ''Non si perde un'elezione che si doveva vincere e con cosi' tanto in gioco senza commettere errori pesanti nella strategia e nella tattica'' ammette il presidente dell'alleanza Gara LaMarche.

elizabeth warren alla convention democraticaELIZABETH WARREN ALLA CONVENTION DEMOCRATICA
La Democracy Alliance e' stata fondata nel 2004 da Soros da altri finanziatori democratici che avevano versato importanti somme di denaro per aiutare la campagna di John Kerry contro George W. Bush. Ai membri e' richiesto di contribuire con almeno 200.000 dollari l'anno a cause portate avanti da alcuni particolari gruppi democratici, ma anche una quota di 30.000 dollari l'anno per l'iscrizione.
Barack Obama e Nancy PelosiBARACK OBAMA E NANCY PELOSI

lunedì 14 novembre 2016

He Won Because The Elites Want Him There, The Global Economy Will Collapse


Though Trump’s election was a great victory/rebuke over the dictates and controls of the financial oligarchy that own and run this nation, SHTFPlan.com's Mac Salvo warnsthe American people are not out of the woods yet.
Quietly but constantly in the background of the entire Obama Administration, the Federal Reserve’s stimulus program that combined unlimited QE with zero percent interest rates has absolutely wrecked this country and its economic stability.

The system as we know it cannot be sustained. Yellen and co. have been simply waiting for the right time to let the other shoe drop – namely, after it could influence the election even further in the direction of Trump’s populist uprising. Unfortunately, he will now be largely blamed for the great destruction that is scheduled to fall upon this nation. In fact, that is the very reason that Brandon Smith of Alt-Market.com attributed to Trump’s victory when he predicted 
While many of us in the alternative media and especially those researchers of Clinton crimes are breathing a big fat sigh of relief that anybody but Hillary is headed to the White House in 2017, Brandon Smith of Alt Market is warning us all not to get too comfortable… and with history on his side here, we should listen to him.
Despite what looked like a rigged, fraudulent Hillary win orchestrated from the top down with the entire establishment machine behind her, Trump won the election. In an election year that would have otherwise seen record low voter turnout, the specter of Hillary that led to Trump’s victory has now given the people a reason to believe their vote actually matters again, an extra boon to further relegitimize the corrupt system running things in this country.
But Smith reminds us that if Trump is walking into the Oval Office in January, it is only because the elites decided to put him there in advance — and for a reason.


First it should be noted that Smith accurately predicted that Brexit would pass, even when the majority of the alt media was reporting that there was no way it possibly could. Was it another victory for the people?
No, it was predetermined well in advance:
“The mainstream media has been consistently comparing Trump supporters to Brexit supporters, and Trump himself has hitched his political wagon to the Brexit. This fits perfectly with the globalist narrative that populists and conservatives are killing the global economy and placing everyone at risk.
Then he accurately predicted a Trump win… but not because voting actually matters:
“U.S. elections are indeed controlled, and have been for decades, primarily through the false left/right paradigm.  However, as I have been pointing out since I correctly predicted the success of the Brexit referendum, I don’t think that Clinton is the choice of the elites.”

“To be clear, my position is that Trump is slated to take the White House and that this is by design.This has been my position since before Trump won the Republican Primaries, it was my position when the election cycle began, it has never changed, nor have my views on the reasons for this outcome ever changed…”
Smith says regardless of whether or not Trump is a legitimate anti-establishment candidate, his win means the global economic collapse the system has been holding off on will finally come to pass — as planned — under Trump’s watch:
“…Even if Trump is a legitimate anti-establishment conservative, his entry into the Oval Office will seal the deal on the economic collapse, and will serve the globalists well.  The international banks need only pull the plug on any remaining life support to the existing market system and allow it to fully implode, all while blaming Trump and his conservative supporters…”
He will be the perfect scapegoat for something the alternative media have known is coming for a long, long time.
Now Smith is spelling it out:
The bottom line is, Trump is on the way to the White House because the elites WANT HIM THERE. Now, many liberty proponents, currently in a state of elation, will either ignore or dismiss the primary reason why I was able to predict the Brexit and a Trump win.  These will probably be some of the same people that were arguing with me only weeks ago that the elites would NEVER allow Trump in office.

So, to clarify:

Trump may or may not be aware that he and his conservative followers have been positioned into a a trap.  We will have to wait and see how he behaves in office (and he WILL be in office, despite the claims of some that the elites will try to “stop him” before January).  My primary point is THAT IT DOES NOT MATTER, at least not at this stage.  The elites will initiate a final collapse of the global economy under Trump’s watch (this will probably escalate over the course of the next six months), and they WILL blame him and conservatives in general.  This IS going to happen.  The elites play the long game, and so must we.
And there you have it.
It’s not much of a secret that the economy is being artificially propped up. The Fed’s QE stimulus programs are no longer working. We know it can’t remain this way forever.
And even though everyone just feels so much relief that we’ve all been spared the nightmare of Hillary Clinton climbing into yet another seat of even more power, we can’t just assume we’re all going to skip off into happy magical fairy sprinkle land unscathed.
Sure, the people have spoken, but it’s only the illusion of power that we’re seeing play out now. The Powers That Shouldn’t Be running this insanity circus always have a plan… how else have they gotten away with controlling the globe for at least the past century?
After saying “I told ya so,” Smith issued a final warning that we shouldn’t be so naive:
While millions of Americans are celebrating Trump’s win today, I will remain even more vigilant.  The party is just getting started, folks.  Don’t get too comfortable.
Sadly, we can’t ignore decades of New World Order history here just because we’re relieved a psychopath like Hillary lost the election. Smith is right. We’d all do well to listen to him and get prepared for what’s coming.
2017 is going to be a bumpy ride.
Fonte: qui

IL PRIMO POLITICO STRANIERO INCONTRATO DA TRUMP? NIGEL FARAGE!

IL LEADER PRO-BREXIT CHE È (NONOSTANTE RIPETUTE DIMISSIONI) CAPO DELL'UKIP HA INCONTRATO IL PRESIDENTE ELETTO NELLA TRUMP TOWER, PROPRIO MENTRE MICHAEL MOORE VENIVA RESPINTO (VIDEO) 

''QUESTO È UN UOMO CON CUI POSSIAMO FARE AFFARI'', HA TWITTATO FARAGE




donald trump nigel farageDONALD TRUMP NIGEL FARAGE
Nigel Farage da Donald Trump. Il leader euroscettico dell’Ukip e del movimento `Leave´ che ha portato alla Brexit è entrato oggi alla Trump Tower ed è stato fatto salire alla residenza privata del presidente eletto. Porte chiuse invece per il regista Michael Moore, che dopo essere entrato nella lobby della Trump Tower con una troupe e aver chiesto di parlare con il tycoon si è visto sbarrare l’accesso. Ieri Downing Street aveva seccamente smentito l’ipotesi - accreditata dal filo conservatore Daily Telegraph - che Farage possa fare da intermediario fra il governo britannico e la nuova amministrazione Usa di Donald Trump. 


«Hanno parlato di libertà e della vittoria e di ciò che questo significa per il mondo», ha riferito Kellyanne Conway (ex campaign manager destinata ad avere un posto di rilievo nella prossima amministrazione guidata dal tycoon).

farage trumpFARAGE TRUMP
«Particolarmente soddisfatto per la reazione molto positiva di Trump all’idea di riportare il busto di Winston Churchill nello Studio Ovale». Così Nigel Farage su Twitter dopo aver incontrato il presidente eletto alla Trump Tower. Sul busto di Churchill si era scatenata una polemica tra Barack Obama e l’allora sindaco di Londra Boris Johnson che lo aveva accusato di aver rimosso la statua dallo Studio Ovale.

«Questo è un uomo con cui possiamo fare affari», ha twittato ancora Farage accompagnando il post con una foto di lui e Trump sorridenti che escono da un ascensore dorato del grattacielo. «Il sostegno di Trump al rapporto tra Usa e Gb è molto forte». «È stato un grandissimo onore incontrare Trump. Era rilassato e pieno di buone idee. Sono convinto che sarà un buon presidente», ha aggiunto l’ex leader dell’Ukip.
michael moore alla trump towerMICHAEL MOORE ALLA TRUMP TOWER

Intanto la candidata democratica alla Casa Bianca è tornata a far sentire la sua voce e, in una conference call con i suoi donatori, ha puntato l’indice contro il direttore dell’Fbi, James Comey, ritenendolo responsabile della sua sorprendente sconfitta. Lo hanno raccontato ai media americani i partecipanti alla riunione.

Hillary ha sostenuto che la lettera al Congresso, undici giorni prima del voto, la danneggiò pesantemente: Comey avvertiva che l’Fbi voleva tornare a esaminare la posta elettronica inviata dal server privato della Clinton quando era segretario di Stato; e i sondaggi -ha detto lei- crollarono. «La nostra analisi è che la missiva di Comey, seminando dubbi privi di fondamento, fermò il nostro slancio».
michael moore alla trump towerMICHAEL MOORE ALLA TRUMP TOWER

Ma la lettera successiva, tre giorni prima del voto, in cui Comey annunciava di averla definitivamente discolpata, fu ancora più dannosa della prima, perché «rafforzò l’idea nei sostenitori di Trump che il sistema sia truccato». 

TRUMP: MICHAEL MOORE ENTRA DENTRO BLINDATISSIMA TRUMP TOWER
 (ANSA) - Michael Moore è entrato all'interno della blindatissima Trump Tower e si sta aggirando indisturbato con il suo iPhone nei meandri del grattacielo, nonostante la massiccia presenza del Secret Service, come testimoniano alcuni video postati sulle reti sociali e le immagini trasmesse dalla Cnn. Il regista premio Oscar nel 2003 per 'Bowling for Columbine', fiero oppositore di Donald Trump, ne aveva previsto la vittoria e, dopo la sua elezione, ha profetizzato che non porterà a termine il suo mandato perché dovrà dimettersi o subirà un 'impeachment' (messa in stato d'accusa).

 Fonte: qui

IL TRIONFO DI DONALD TRUMP HA CONSEGNATO ALLA STORIA LA CATASTROFE DEL GIORNALISMO ALFIERE DEL ‘POLITICAMENTE CORRETTO’

"CI SARÀ UN MOTIVO PER CUI IN AMERICA E IN EUROPA LE EDICOLE CHIUDONO O SI TRASFORMANO IN COLORATE BIGIOTTERIE?"

"GIORNALI E GIORNALISTI, NESSUNO ESCLUSO, APPARTENGONO A UN MONDO VECCHIO CHE CONTINUA A TINGERSI I CAPELLI E A FARSI DEI PATETICI LIFTING PENSANDO DI ESSERE ANCORA CREDIBILE E SEDUCENTE. PURTROPPO NON È COSÌ E PER CHIUDERE L' ARGOMENTO BASTEREBBE DARE UN' OCCHIATA AL CALO PROGRESSIVO E IRREFRENABILE DELLE VENDITE DI QUOTIDIANI "

LA RESA DELLA ARMI DELL'EX DIRETTORE DEL "FATTO QUOTIDIANO", ANTONIO PADELLARO


Antonio Padellaro per il Fatto Quotidiano

PADELLARO RENZIPADELLARO RENZI
Che il trionfo di Donald Trump abbia consegnato alla storia la catastrofe dei grandi media americani e non soltanto, la nuova sconfitta dei sondaggi, il tracollo del politicamente corretto e reso ininfluente il prodigarsi di Madonna, Lady Gaga e delle star per Hillary, è sotto gli occhi di tutti. Resta da capire perché.

Giornali e giornalisti, nessuno escluso, appartengono a un mondo vecchio che continua a tingersi i capelli e a farsi dei patetici lifting pensando di essere ancora credibile e seducente. Purtroppo non è così e per chiudere l' argomento basterebbe dare un' occhiata al calo progressivo e irrefrenabile delle vendite di quotidiani e newsmagazine.

GIORNALI 2GIORNALI 2
Ci sarà un motivo per cui in America e in Europa le edicole chiudono o si trasformano in colorate bigiotterie? Senza che per questo l' invadente online abbia soppiantato la capacità che aveva la carta di influenzare l' opinione pubblica, concetto anche questo novecentesco.

Molti di noi restano ancorati all' idea che un titolone o un articolo ben scritto e documentato possano far mutare l' idea politica o addirittura il voto di chi legge, mentre al massimo possano solo ribadire giudizi o pre-giudizi già acquisiti. E comunque resistono solo le opinioni forti e le rare firme considerate indipendenti.

BREXIT - LE COPERTINE DEI GIORNALIBREXIT - LE COPERTINE DEI GIORNALI
La stragrande maggioranza dei lettori del New York Times o del Washington Post, per dire, avrebbero votato comunque Clinton mentre le campagne anti-Trump condotte da quelle testate o lasciavano indifferenti gli elettori del tycoon o li confermavano nell' idea di un complotto ordito contro il loro beniamino dall' establishment e dall' odiata Wall Street.

Quanto alla tv non risulta che nessuna delle reti cosiddette liberal abbia mai neppure lontanamente eguagliato la forza evocativa della Fox News Network di Rupert Murdoch, costruita per sputtanare quotidianamente i Democratici a colpi di scandali e denunce in verace linguaggio trumpiano.
Quella sì che era roba gustosa.
TRUMP 20TRUMP 20

Qui entra in scena The Guardian con una delle poche inchieste non prevenute sul fenomeno Trump a firma Jonathan Freedland (pubblicata in Italia da Internazionale nel numero del 2 giugno scorso).

Nella quale, a proposito della volgarità sparsa a piene mani dal candidato repubblicano nella sua corsa spericolata, si osserva che quelle uscite gli hanno permesso di ottenere l' attenzione costante dei mezzi d' informazione e soprattutto milioni di voti che esprimono la gratitudine dei tanti che pur trovando intollerabile il "politicamente corretto" non avevano il coraggio di ammetterlo. Una questione di show business insomma.

Tutte le volte che Trump infrange la presunte regole del political e prende in giro, per esempio, le persone con disabilità, giudica le donne in base all' aspetto, marchia i latinos come potenziali criminali, si vanta della sua ricchezza o dichiara che quando sarà presidente i commessi dei negozi torneranno a dire "buon Natale" invece di "buone feste", il messaggio è chiaro: "Sono il candidato che non fa parte del sistema. Non ubbidisco alle sue regole. Sono diverso".
donald e melania trumpDONALD E MELANIA TRUMP

Scrive ancora Freedland: "Per quegli elettori convinti che la partita sia truccata - e che loro sono destinati a perdere sempre - vedere qualcuno che sfida apertamente le convenzioni è entusiasmante. È il segno che un outsider, un ribelle non legato al vecchio ordine è arrivato ed è pronto a distruggere tutto per costruire qualcosa di completamente nuovo".

Perfino le rivelazioni della stampa pro Clinton sugli scandali sessuali di Trump, pur sollevando la giusta esecrazione non sembra abbiano modificato granché le intenzioni di voto. Del resto, nell'epoca di Facebook dove non esiste confine all'esibizionismo più spinto le oscenità del Trump di dieci anni fa, quello del "prendere le donne per la vagina", dopo qualche giorno sono finite nell' archivio virtuale e non hanno fermato l' avanzata del tipo dalla capigliatura arancione. E poi non è stata la stessa Melania a giurare che lui "non è più quell' uomo lì"?
la vittoria di trumpLA VITTORIA DI TRUMP

LA VITTORIA DI TRUMP SULLA STAMPA MONDIALELA VITTORIA DI TRUMP SULLA STAMPA MONDIALE
Resta da vedere se adesso, conquistata la Casa Bianca, anche il popolo di Trump sia disposto alla pacificazione invocata nel discorso della vittoria. Oppure se l' America vasta e profonda che lo ha issato fin lassù non intenda fare sconti alla propria inesauribile voglia di rivalsa e perché no di vendetta. C' è una prima risposta scherzosa dei supporter repubblicani che hanno gridato: "Madonna ora vieni qui", ricordando la promessa fatta di rendere felici tutti gli elettori maschi di Hillary.

Finita la festa, però, il gioco si farà duro per forza di cose e bisognerà vedere se Trump vorrà e potrà mantenere le sue numerose, indimenticabili promesse: dalla costruzione di un muro con il Messico per bloccare i clandestini all' espulsione in massa degli islamici sospetti. Mentre forse tralascerà di regolare i conti con giornali e giornalisti che gli hanno fatto la guerra.
In fondo, hanno dimostrato di non contare molto e anzi gli hanno fatto un favore.

Fonte: qui

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domenica 13 novembre 2016

BEPPE GRILLO SI APPROPRIA DEI MUSEI VATICANI: “SONO DEL COMUNE CHE, CREDO, NON PERCEPISCE ALCUN AFFITTO”


POI AMMETTE: “NEL M5S IL DIRETTORIO NON C'È PIÙ”

Emanuele Buzzi per Corriere.it

La fine di un' era e una gaffe (con il Vaticano). Beppe Grillo torna a parlare. Dopo mesi di indiscrezioni, di ipotesi, di mezze frasi sulla struttura organizzativa dei Cinque Stelle, alla fine l' ammissione di un fatto ormai lampante la fa proprio il garante M5S: «Io faccio da pianificatore familiare. A decidere è il Movimento, il direttorio non c' è più».

Fine di un' epoca e inizio di una nuova parentesi transitoria. «Ci sono le commissioni e c' è un programma, quando le cose non sono nel programma si votano in Rete», spiega il leader in una lunga intervista a Euronews , proprio nei giorni del suo viaggio a Bruxelles con Davide Casaleggio. Una nuova fase «parlamentare» - come viene bollata nel Movimento - che molto probabilmente durerà qualche manciata di mesi.
I cinque esponenti dell' ormai ex direttorio mantengono le loro competenze: nei fatti continuano a lavorare sulle deleghe che avevano, ma la loro storia come cabina di regia si è esaurita a settembre, con la presa d' atto dichiarata (in uno dei vertici della crisi romana) della fine di un' era proprio da parte di uno dei rappresentanti dell' ala ortodossa.
musei vaticaniMUSEI VATICANI

Il futuro e l' organizzazione dei Cinque Stelle sono ancora un cantiere in divenire. Ciò che è certo è che a stretto giro di posta verranno scelti i probiviri. I vertici invece - dopo l' idea, al momento passata in secondo piano, di una delega (da affidare) per le strategie politiche - quasi sicuramente verranno scelti dalla Rete. Si passerà insomma direttamente dalla fase «parlamentare» a quella «governista».

Ed è sempre lo stesso Grillo ad anticipare la mossa: «Se dobbiamo andare al governo ci stiamo preparando per selezionare le persone, non è facile. Se andiamo alle elezioni ci presenteremo con un premier e una squadra condivisi dalla Rete.
GRILLO RAGGIGRILLO RAGGI
Io premier? No io sono escluso a priori». I rumors parlano di possibile voto del web, in caso di vittoria del No ed elezioni anticipate, già a gennaio 2017.

Nella stessa intervista il leader(PERACOTTARO del Movimento 5 Stelle) attacca la Santa Sede, commettendo però un errore. «I Musei Vaticani - afferma - sono del Comune e credo che non percepisca nessun affitto, parleremo con Bergoglio a meno che non lo sappia». In realtà il complesso sorge Oltretevere, come rimarca il dem Michele Anzaldi: «I Musei Vaticani non sono proprietà del Comune di Roma e non sono neanche su suolo italiano». Secondo l' esponente pd: «Grillo la spara grossa».

BEPPE GRILLO ALLA CAMERABEPPE GRILLO ALLA CAMERA
Il fondatore del Movimento difende anche l' operato della giunta capitolina targata M5S: «Virginia Raggi mi sta dando molte soddisfazioni. Questa ragazza è un' eroina», dice.
«Raggi ha avuto qualche difficoltà a fare una squadra - ammette il garante M5S - ma adesso ci darà soddisfazioni».E sostiene: «Roma è un millefoglie. Ci sono duecentomila faldoni nelle cantine, sono 66 chilometri, abbiamo calcolato, è tutto il raccordo anulare».

Il garante pentastellato è già in piena campagna elettorale: «Con questo Italicum se andiamo al ballottaggio noi vinciamo, ora devono escogitare con i costituzionalisti qualche meccanismo per cui noi non avremo i numeri per andare al governo», attacca. E prosegue: «Renzi si affossa da solo. Sono persone con le quali io ho avuto un piccolo rapporto in streaming e ho capito com' erano». Ancora un affondo, poi: «Inutile che io stia a parlare con una persona che non è leale», conclude.
beppe grillo davide casaleggioBEPPE GRILLO DAVIDE CASALEGGIO

Il leader interviene anche sulla vicenda firme che coinvolge il Movimento a Palermo: «La firma falsa è una firma copiata, è l' oscar della stupidità - dice -, noi non riusciamo nemmeno a essere disonesti. In quella lista lì non è stato eletto nessuno». Anche in questo caso parte il contrattacco dem con Alessia Morani: «Prendiamo atto che con la dichiarazione di stasera sulle firme false a Palermo, Grillo abbia ammesso che il reato è stato commesso».

Fonte: qui