9 dicembre forconi: telefonino
Visualizzazione post con etichetta telefonino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta telefonino. Mostra tutti i post

venerdì 7 settembre 2018

Huawei ha battuto Apple: i telefoni cinesi si mangiano la mela


Huawei supera apple

Il mercato degli smartphone subisce un calo, ma conferma che la vera sfida ormai si gioca tra Cina e Corea

Huawei ha compiuto lo storico sorpasso: i suoi telefoni sono più venduti di quelli Apple. Una scalata lunga ma che si rivela vincente, ma resta l’altro grande colosso da battere. Samsung infatti resiste al primo posto

Huawei batte Apple, la mela non vale più la candela

Il sospetto c’era già, basta confrontarsi con gli amici più tech: Apple sta perdendo colpi, e i suoi smartphone non sono più così competitivi sul mercato. Adesso però è arrivata la conferma definitiva dai dati diffusi daGartner, che incorona Huawei come il secondo produttore mondiale di smartphone. Nel secondo trimestre i cinesi hanno infatti superato Apple, confermando che il mercato ruota intorno alla sfida tra Cina e Corea. Le vendite di smartphone targati Huawei sono cresciute nell’ultimo trimestre del 38,6%. «Gli investimenti, la costruzione del marchio e il posizionamento dei dispositivi Honor hanno contribuito a incrementare le vendite – spiega Anshul Gupta, research director di Gartner – il suo investimento nei canali, la costruzione del marchio e il posizionamento dei dispositivi Honor hanno contribuito a spingere le vendite». Sono i modelli Honor infatti a trainare la crescita e vengono distribuiti in 70 mercati in tutto il mondo. Le vendite quest’anno ammontano a 49.8 milioni, facendo salire la quota di mercato al 13.3%: un anno fa le vendite avevano raggiunto i 35.9 milioni di un anno fa. «Huawei continua a introdurre funzionalità innovative nei suoi smartphone e a proporre dispositivi per coprire più segmenti di consumatori – ha spiegato Anshul Gupta – mentre la domanda per l’iPhone X ha iniziato a rallentare molto prima quest’anno rispetto agli anni precedenti». Apple infatti è slittato al terzo posto con una quota di mercato del’11.9%. Un calo rispetto al 12,1% dello scorso anno, sebbene le vendite siano leggermente aumentate raggiungendo i 44.7 milioni di iPhone venduti.

Huawei batte Apple, ma Samsung resiste

Samsung con i suoi 72,3 milioni di smartphone venduti si aggiudica anche quest’anno il posto più alto nel podio, ma anche l’azienda sudcoreana ha risentito del calo della domanda: le sue vendite scendere del 12,7%. «Samsung deve affrontare il rallentamento della domanda globale e la concorrenza sempre crescente dei produttori cinesi» ha spiegato Gupta. Se da un lato Huawei gli sta alle calcagna, anche Xiaomi comincia a far sentire la sua influenza. Nella graduatoria di Gartner risulta al quarto posto, ma è salito del 5.8%. Tra le armi vincenti c’è il  sottomarchio low cost Pocopone. Il modello F1 arriverà in Italia il 30 agosto e, a parte forse un look molto più spartano, non ha nulla da invidiare agli hardware dei concorrenti.
Fonte: qui

sabato 20 gennaio 2018

LA NUOVA SCUOLA: ECCO COME SMARTPHONE E TABLET PORTATI DA CASA SARANNO PERMESSI IN CLASSE.

IL MINISTERO STA PREPARANDO IL DECALOGO PER UN USO "ACCETTABILE" DEI TELEFONINI DENTRO AGLI ISTITUTI. 

FEDELI: "CON LA TECNOLOGIA CAMBIANO I MODELLI EDUCATIVI. SAREMO ALL'AVANGUARDIA DELL'EDUCAZIONE DIGITALE. RIFIUTARE CHE ENTRINO A SCUOLA NON È LA SOLUZIONE"

Ilaria Venturi per "la Repubblica"

a scuola con il tabletA SCUOLA CON IL TABLET
Si potranno usare per documentare, con video e foto, una gita, per tracciare percorsi col Gps durante una visita, per conoscere, grazie alle mappe, una città. Saranno utili per riassunti via twitter, per risolvere problemi matematici a colpi di touch: invece di alzare la mano, si preme il tasto sullo schermo dal banco. Potrà anche capitare nel bel mezzo di una lezione di sentirsi dire dal prof: "Prendete il cellulare, accendetelo, andate su Minecraft (il videogioco per costruire mondi, ndr): ora realizziamo insieme un museo e una biblioteca».

La svolta, annunciata a settembre dalla ministra Valeria Fedeli, ora fa un passo avanti. Il gruppo di esperti nominato dal ministero ha chiuso i lavori e definito una sorta di decalogo su come usare a scuola i dispositivi mobili degli alunni, lasciati sino ad oggi spenti negli zaini.

a scuola con il tablet 3A SCUOLA CON IL TABLET 3
Il presidente Macron ha appena bandito, al rientro dalle vacanze natalizie, i telefonini dalle scuole francesi. Noi li sdoganiamo per fare lezione, dopo che una circolare a firma del ministro Fioroni nel 2007 li aveva vietati sull' onda dei primi casi di cyberbullismo. «Il primo segnale che la scuola italiana è al centro del futuro», dichiara la ministra che oggi a Bologna, alla tre giorni dedicata alla scuola digitale, annuncerà le linee guida che si tradurranno («spero prima del nuovo governo») in una nuova circolare.

Fuor di retorica, Valeria Fedeli precisa: «La proibizione all' uso personale dei cellulari a scuola rimane, stiamo regolando il loro uso didattico, sotto il controllo del docente».

La ministra parte da un presupposto: «La natura del digitale cambia i comportamenti di una società e i modelli educativi. Di qui la necessità di assumerci questa responsabilità: dare contenuti certificati alla didattica digitale e governare fenomeni che comunque coinvolgono i nostri ragazzi fuori dalla scuola.

a scuola con il tablet 5A SCUOLA CON IL TABLET 5
Per fare questo sarà importante dare ai docenti una formazione adeguata, chiamare in causa anche università e case editrici. La scuola deve diventare anticorpo della società nei confronti di verità confuse, dibattiti superficiali, fake news, informazioni prive di fondamento scientifico». È l' assunto degli esperti: «Il telefonino è nelle mani di tutti, rifiutare che entri a scuola non è la soluzione. Meglio negoziare un uso responsabile».

Per questo l' indicazione agli istituti è di adottare una "politica di uso accettabile": un regolamento condiviso, e non calato dall' alto, che dica chiaramente cosa si può fare e cosa rimane proibito, quando accenderli, come evitare i furti, come non discriminare chi non ce l' ha o non scatenare la corsa all' ultimo modello. Il tutto coinvolgendo i consigli di classe e, soprattutto, spiegando bene agli studenti e alle famiglie regole e motivazioni.

a scuola con il tablet 4A SCUOLA CON IL TABLET 4
Vale per tutti gli ordini di scuola, in particolare per le medie e superiori. Ma anche alla primaria si potrà chiedere di portare un tablet da casa - spiegano gli autori del documento - e di condividerlo coi compagni per imparare grazie a piattaforme digitali dedicate.

Anche i videogiochi, quelli educativi, sono ammessi. Aule che così si trasformano all' istante in laboratori informatici. Purché s' insegni, insistono le linee guida, a usare questi strumenti in modo critico.

E se arrivano messaggi e i ragazzi si distraggono? «Insegnate loro a disattivare le notifiche, a non rispondere perché non è il momento: sono loro i padroni del mezzo.

Dobbiamo regolamentare ed educare all' uso: vale anche per i docenti nel rapporto con le studentesse », avverte la ministra riferendosi al caso degli abusi sessuali al liceo Massimo di Roma.
a scuola con il tablet 2A SCUOLA CON IL TABLET 

Per fare tutto questo, viene detto agli istituti di dotarsi di connessioni in grado di reggere. Il piano nazionale per la scuola digitale ha messo sul piatto un miliardo e 200mila euro, ne sono stati spesi la metà.

«Avrei voluto fare più in fretta - ammette Fedeli - ma è un investimento che deve andare avanti». Per arrivare a una vera e propria educazione civica digitale. Anche su questo gli esperti hanno già scritto un sillabo per le scuole.

Fonte: qui