9 dicembre forconi: raid
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martedì 25 settembre 2018

LA RUSSIA FORNISCE AD ASSAD SOFISTICATI SISTEMI ANTI-AEREI, ISTITUISCE UNA NO-FLY-ZONE SOPRA LATAKIA E CHIUDE I CIELI DELLA SIRIA AI RAID ISRAELIANI


E' LA CONSEGUENZA PIÙ CLAMOROSA DELL'ABBATTIMENTO DI UN VELIVOLO RUSSO UNA SETTIMANA FA, DURANTE UNA BATTAGLIA FRA CACCIABOMBARDIERI DI TEL AVIV E LE DIFESE SIRIANE

Giordano Stabile per “la Stampa”

putin assadPUTIN ASSAD
La Russia fornisce a Bashar al-Assad nuovi, sofisticati sistemi anti-aerei, istituisce una no-fly-zone sopra Latakia chiude i cieli della Siria ai raid israeliani. E' la conseguenza più clamorosa dell' abbattimento di un velivolo russo una settimana fa, durante una battaglia fra cacciabombardieri con la Stella di David e le difese siriane. L' annuncio è stato dato dal ministro della Difesa Sergei Shoigu: la Russia fornirà alla Siria «entro due settimane» i moderni S-300, molto più avanzati rispetto agli attuali S-200. È stato proprio un missile lanciato da una batteria siriana di S-200 a colpire per sbaglio il quadrimotore russo Ilysushin in ricognizione davanti a Latakia.

putin netanyahuPUTIN NETANYAHU
Domenica Mosca ha accusato formalmente Israele di essere responsabile dell' abbattimento e ieri sono arrivati i provvedimenti «drastici» annunciati da Vladimir Putin. Israele ha ribattuto che la responsabilità era dei siriani, colpevoli di aver risposto al fuoco alla cieca. Ieri il premier Benjamin Netanyahu ha ribadito che sono «la Siria e l'Iran» ad aver messo in pericolo i militari russi, ma non ha convinto il capo del Cremlino, deciso a blindare i cieli siriani per «garantire la sicurezza alle nostre forze armate».

putin assadPUTIN ASSAD



Sul banco degli imputati sono finiti però anche i sistemi obsoleti in dotazione ai siriani, sprovvisti del meccanismo di riconoscimento elettronico in grado di distinguere gli aerei nemici da quelli amici, il cosiddetto Identification Friend or Foe System. Ora tutti i sistemi in Siria ne saranno dotati. Le prime batterie di S-300 a essere consegnate ai siriani saranno quelle già presenti per difendere le basi russe.

In realtà già nel 2013 Assad doveva ricevere gli S-300, ma Putin aveva bloccato la fornitura proprio su richiesta israeliana. Nel frattempo l' aviazione di Israele ha condotto centinaia di raid in Siria su basi e convogli dei Pasdaran e delle milizie sciite alleate. Il tutto con il tacito assenso di Mosca. L' abbattimento dell' Ilyushin ha cambiato la situazione. Rispetto agli S-200 gli S-300 sono dotati di un radar molto più potente e di missili più veloci e agili, in grado di mettere in seria difficoltà gli F-16 israeliani.

putin netanyahu 5PUTIN NETANYAHU 
Israele però dispone anche di una dozzina di F-35, cacciabombardieri a bassa tracciabilità radar. Finora l' aviazione israeliana li ha usati soltanto una volta, in un test operativo. Adesso i jet «invisibili» potrebbero essere la risposta agli S-300. Gli F-35 sono stati concepiti proprio per distruggere le difese aeree in raid notturni per poi permettere ai cacciabombardieri tradizionali di agire senza ostacoli. Fonte: qui

venerdì 11 maggio 2018

DOPO L’ATTACCO DI TEHERAN CON I RAZZI SUL GOLAN, SCATTA IL RAID DI TEL AVIV IN SIRIA: DISTRUTTE LE BASI IRANIANE: 23 MORTI

NETANYAHU: "PASSATA LA LINEA ROSSA" 

MOSCA: "ESCALATION PERICOLOSA"- VIDEO


Davide Frattini per il Corriere della Sera

«Se da noi cade la pioggia, su di loro deve rovesciarsi l' alluvione», proclama Avigdor Liberman, il ministro della Difesa israeliano, commentando l' acquazzone di bombe che l' altra notte ha lavato via ogni copertura alla guerra ombra condotta da mesi con gli iraniani.

L' aviazione ha colpito quelle che l' intelligence identifica come basi dei Pasdaran in Siria con una potenza esplosiva (70 missili) e una frequenza di raid (28 jet coinvolti) che non venivano dispiegate da 45 anni, dai tempi del conflitto di Yom Kippur.

israele iran siriaISRAELE IRAN SIRIA
Lo Stato Maggiore ha dato così l' ordine di rispondere ai 20 missili che poco prima erano stati sparati contro postazioni militari sul Golan, le alture catturate nel 1967 al Governo di Damasco: «Quattro sono stati intercettati dal sistema Iron Dome e gli altri sono caduti in territorio siriano», spiega il colonnello Jonathan Conricus. Aggiunge: «L' attacco è stato deciso e guidato da Qassem Soleimani, il comandante della Forza Quds, e non ha raggiunto il suo scopo».

Che è e resta vendicarsi per il bombardamento del 9 aprile, quando era stata centrata una caserma tra Homs e Palmira da dove gli iraniani avrebbero telepilotato un drone armato infiltratosi nel Nord d' Israele.

benjamin netanyahuBENJAMIN NETANYAHU
L' intelligence di Tsahal è convinta che Soleimani continuerà a preparare e tentare la rappresaglia.

Da Teheran negano qualunque coinvolgimento, in pubblico è più importante adesso discutere con le potenze internazionali di come gestire l' accordo sul nucleare dopo l' annullamento dell' intesa per gli americani deciso dal presidente Donald Trump. Da Damasco il governo accusa gli israeliani «di aver iniziato una nuova fase di aggressione», si attribuisce la responsabilità per il lancio di missili e minimizza le perdite: sarebbero stati uccisi tre soldati, mentre secondo l' Osservatorio siriano per i diritti umani - che monitora i caduti della guerra civile nel Paese - i morti sarebbero 23.
RouaniROUANI

Benjamin Netanyahu ha convocato al tramonto il consiglio di sicurezza e aggiornato i ministri anche sui colloqui con Vladimir Putin a Mosca da dove è appena rientrato. Commenta: «Gli ayatollah hanno oltrepassato una linea rossa e la nostra reazione è stata una conseguenza. Abbiamo compiuto un raid su larga scala».
israele iranISRAELE IRAN





Operazione che Liberman quantifica nell' aver bersagliato «quasi tutte le infrastrutture iraniane in Siria».

Il quotidiano Jerusalem Post considera Putin l' unico leader in grado di limitare la presenza dell' Iran - di cui è alleato nel garantire la sopravvivenza del Presidente siriano Bashar Assad - senza arrivare a un conflitto allargato. Il premier israeliano avrebbe discusso con lo Zar anche dei raid, giudicati da Mosca «una escalation pericolosa». 

Americani ed europei sono uniti nel condannare l' attacco iraniano e per la prima volta un Paese arabo, il Bahrain, riconosce a Israele «il diritto di difendersi contro un' aggressione».

Fonte: qui

Israele: 20 razzi Iran da Siria su Golan


Portavoce esercito, attacco Teheran fatto molto grave



(ANSAmed) - TEL AVIV, 10 MAG - Circa 20 razzi sono stati lanciati dalla forza Al Quds iraniana verso postazioni israeliane di prima linea sulle Alture del Golan, alcuni dei quali intercettati dal sistema di difesa antimissili israeliano Iron Dome. Lo ha detto il portavoce militare secondo cui "l'attacco iraniano contro Israele è molto grave".


    In una conferenza stampa il portavoce militare Jonathan Conricus ha precisato che l'attacco iraniano e' stato lanciato alle ore 00.10 locali (le 23:10 in Italia). "Sono state prese di mira diverse basi militari", ha aggiunto, mentre le località dove vivono civili sul Golan non sono state coinvolte. "Non ci sono state vittime e i danni finora sono limitati", ha detto ancora Conricus, ribadendo peraltro che Israele considera "molto grave" questo attacco. Conricus ha aggiunto che Israele "ha reagito", ma non è entrato nei dettagli.

lunedì 9 aprile 2018

BOMBE SULLA SIRIA: DOPO L’ATTACCO COL GAS, UN RAID COLPISCE LA BASE AEREA VICINO A HOMS, FACENDO ALMENO 12 MORTI.

GLI USA: ‘NON SIAMO STATI NOI’. INFATTI SAREBBE STATO ISRAELE, IN UNO DEI SUOI ATTACCHI PERIODICI CONTRO LE BASI IRANIANE E DI HEZBOLLAH IN SIRIA. I RAZZI SONO STATI AVVISTATI SOPRA IL LIBANO 

IRAN E ASSAD DENUNCIANO: ‘L’ATTACCO COL GAS È UN COMPLOTTO PER FAR INTERVENIRE GLI AMERICANI’

SIRIA: MEDIA, 12 UCCISI IN ATTACCO BASE AEREA VICINO HOMS
(ANSAmed) - Almeno 12 militari, tra cui soldati iraniani, sono stati uccisi nei raid missilistici compiuti nella notte contro una base aerea nella Siria centrale e da alcune fonti attribuito a Israele. Secondo media panarabi degli Emirati Arabi Uniti (Sawt ad Dar), dell'Arabia Saudita (Ikhbariya) e dell'Iran e degli Hezbollah (al Mayadin), l'attacco avvenuto alla base Tayfur vicino Homs non è da collegarsi al presunto attacco chimico di sabato a est di Damasco e in cui sono morte circa 70 persone. Ma, secondo le stesse fonti, sarebbe uno dei raid periodici condotti da Israele contro basi iraniane e di Hezbollah in Siria.


1. MISSILI ISRAELIANI SULLA SIRIA
Giordano Stabile per www.lastampa.it

Un raid ha colpito questa notte la base aerea siriana T4, a 60 chilometri da Palmira. Fonti militari siriane, anche se non ancora in forma ufficiale, hanno confermato l’attacco e riportato che “quattordici soldati sono rimasti uccisi e una trentina feriti”. L’attacco sarebbe stato condotto da missili da crociera e Damasco sostiene di averne abbattuto “almeno otto”. Alcuni però hanno oltrepassato le difese anti-aeree attorno alla base e colpito un hangar in cemento armato dove erano posti al riparo droni militari d’osservazione. L’hangar è stato completamente distrutto.
missili verso la siria sopra il libanoMISSILI VERSO LA SIRIA SOPRA IL LIBANO

Droni iraniani 

La tv di Stato ha accusato gli Stati Uniti di aver compiuto “l’aggressione con numerosi raid”. Il Pentagono ha negato di aver condotto “attacchi, al momento”. Ieri Washington aveva minacciato rappresaglie dopo la strage di civili con armi chimiche a Douma. L’attacco di questa notte è invece con tutta probabilità una azione israeliana tesa a contrastare le attività iraniane in Siria.

Israele non ha finora né confermato né smentito. In passato lo Stato ebraico ha colpito decine di volte in Siria installazioni militari usate anche dai Pasdaran e convogli di armi dirette a Hezbollah. La base T4 era già stata bombardata un raid il 7 febbraio scorso, dopo l’incursione di un drone di fabbricazione iraniana sul Golan. Uno degli otto F-16 impegnati nella missione era stato poi abbattuto da un sistema anti-aereo S-200 siriano.

Raid anche a Gaza 

bombe su homsBOMBE SU HOMS
Israele ha invece confermato un pesante raid compiuto questa notte sulla Striscia di Gaza, dopo un tentativo di infiltrazione di militanti di Hamas “con ordigni esplosivi”. L’aviazione ha distrutto un compound a uso militare nel Nord della Striscia. L’esercito ha ribadito che “non permetterà l’uso cinico di civili come scudi umani per coprire attività terroristiche contro i cittadini israeliani e risponderà con la massima severità a ogni tentativo”.

Offensiva a Douma 

A Gaza sono attese altre manifestazioni al confine venerdì prossimo, ma ora l’attenzione è tutta sulla Siria, dove nei prossimi giorni potrebbero scattare massicci raid americani. L’esercito sta rafforzando le difese, soprattutto con sistemi anti-aerei Pantsir S-1 a medio raggio, arrivati a decine dalla Russia negli ultimi mesi, mentre l’esercito sta accelerando le operazioni per la riconquista completa di Douma, ultima sacca di resistenza ribelle. Nella notte fra ieri e oggi, i ribelli di Jaysh al-Islam hanno acconsentito al rilascio di centinaia di prigionieri, militari e civili, dalla prigione al centro della città.

Scambio di prigionieri 

duma siriaDUMA SIRIA

Si tratta per lo più di sciiti, alcuni catturati nella città di Adra nel dicembre del 2013. Il governo di Bashar al-Assad ha offerto in cambio il trasferimento nella provincia di Idlib, sotto controllo turco, dei combattenti che decideranno di arrendersi. Le trattative sono ancora in corso ma circa 120 pullman sono stati concentrati al check-point di Muhayam al-Wafedin, all’ingresso del corridoio umanitario istituito dai russi per le evacuazioni di feriti, civili e miliziani.

2. SIRIA, GAS CONTRO I CIVILI NEI RIFUGI LA CASA BIANCA: PAGHERETE TUTTO
Guido Olimpio per il Corriere della Sera

Anche stavolta sono state immagini sconvolgenti a colpire Donald Trump. I volti di donne e bambini «gasati» da un attacco chimico nella zona di Douma, area a est di Damasco e parte di Ghouta orientale, sacca ormai finita nelle mani del regime. Ma - secondo gli oppositori - sarebbero stati proprio i lealisti a lanciare, sabato, cilindri dai quali è uscita una sostanza asfissiante. Una cinquantina le vittime, forse cento, dozzine di intossicati.

BAMBINI DOPO L ATTACCO CON ARMI CHIMICHE IN SIRIABAMBINI DOPO L ATTACCO CON ARMI CHIMICHE IN SIRIA
Sono trascorse diverse ore prima che, domenica mattina, il presidente americano usasse Twitter per sparare la sua bordata. In una serie di messaggi ha definito Assad «un animale», ha denunciato - cosa rara - l' appoggio di Putin (e di Teheran) ai lealisti, ha criticato Obama per l' inazione e ha chiaramente detto che i colpevoli di tutto questo «pagheranno un grosso prezzo». Espressione che lascia pensare ad una rappresaglia militare, una ripetizione di quanto avvenne il 7 aprile di un anno fa quando il Pentagono lanciò 59 missili da crociera contro target dei filo-Assad. Blitz di facciata e dagli esiti modesti. Però, come si dice in queste situazioni, «tutte le opzioni sono sul tavolo».

Un concetto sottolineato da uno dei consiglieri presidenziali, Thomas Bossert. Lo stato maggiore avrebbe già presentato alla Casa Bianca una serie di obiettivi. Parigi si è accodata: pronti a prenderci le nostre responsabilità. E ha chiesto una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu, appoggiata in serata dagli Usa.

I moniti della Casa Bianca hanno trovato repliche immediate da parte di Mosca: «Un intervento sulla base di falsi pretesti in Siria dove opera nostro personale è assolutamente inaccettabile e può innescare conseguenze gravissime». Il messaggio con una doppia valutazione. La prima è quella di smentire qualsiasi responsabilità, la seconda di alludere ad una possibile reazione in un conflitto che ormai non è più civile ma internazionale, dove grandi giochi si mescolano, a volte, a interessi più particolari. Le basi russe sono state messe in allarme mentre caccia si sono levati in volo pronti a intercettare eventuali intrusi.
BAMBINI DOPO L ATTACCO CON ARMI CHIMICHE IN SIRIABAMBINI DOPO L ATTACCO CON ARMI CHIMICHE IN SIRIA

E si torna così di nuovo all' origine dello scontro, una situazione peraltro già vista. In questi anni Assad è stato più volte chiamato in causa perché ritenuto responsabile di uso di gas per piegare i ribelli. Damasco e Mosca, insieme al loro coro, hanno sempre negato usando una formula nota: stiamo vincendo la guerra, non ne abbiamo bisogno, sarebbe controproducente e sciocco.

Versione rilanciata anche per l' ultimo episodio. Tanto più che Jaish al Islam, la fazione di insorti che teneva le ultime trincee nel settore, ha accettato di sgomberare il campo. Ma gli oppositori al dittatore hanno ribattuto affermando che il bombardamento con il gas, avvenuto vicino ad un rifugio, doveva servire proprio per piegare le ultime resistenze e avvertire gli avversari sulle conseguenze. O persino sfidare gli Stati Uniti nell' anniversario del blitz.

Da qui l' uso di proiettili speciali - tirati da elicotteri - che avrebbero investito i civili.


bashar al assadBASHAR AL ASSAD
Attacco documentato con foto raccapriccianti che mostrano minori morenti e persone soccorse con l' ossigeno. La prova, affermano i ribelli, dell' ennesima strage. Ricostruzione capovolta dalle fonti ufficiali che da tempo sostengono che si stesse preparando una provocazione proprio in questa regione per spingere i riluttanti Usa a intervenire. Un «complotto» denunciato anche dall' Iran.
Cercare la verità in questi casi è difficile e ad ogni modo per i contendenti è un aspetto relativo. Perché in Siria si muore comunque, anche senza il ricorso ad armi proibite.
Molti dei protagonisti sono processabili per crimini di guerra.


TRUMP PREPARA I RAID
Paolo Mastrolilli per la Stampa

trump netanyahuTRUMP NETANYAHU
«Ci sarà un grosso prezzo da pagare».
Commentando così l' attacco a Douma via Twitter, il presidente Trump ha lasciato intendere di essere pronto a ripetere il raid con cui proprio un anno fa aveva punito Assad, per l' aggressione lanciata a Khan Sheikhoun. Il consigliere per la homeland security Bossert, ha detto che «tutte le opzioni sono sul tavolo».

Trump ha criticato la nuova strage di prima mattina: «Molti morti, incluse donne e bambini, nello scriteriato attacco chimico in Siria. L' area dell' atrocità è sotto assedio e completamente circondata dall' esercito siriano, rendendola totalmente inaccessibile al mondo esterno».

Subito dopo ha fatto un atto di accusa, puntando per la prima volta il dito direttamente contro il Cremlino: «Il presidente Putin, la Russia e l' Iran sono responsabili per il sostegno all' animale Assad». Quindi ha lanciato il suo avvertimento, e le sue richieste operative: «Grande prezzo da pagare.

Aprire immediatamente l' area per aiuti medici e verifica. Un altro disastro umanitario per nessuna ragione. Roba da malati!». Con un secondo tweet, il capo della Casa Bianca ha criticato il predecessore Obama, accusandolo di non aver agito quando Assad aveva usato per la prima volta le armi chimiche nell' agosto del 2013, aprendo così la porta alle stragi successive, l' Isis, l' intervento russo, l' emergenza rifugiati.
vladimir putin con hassan rohaniVLADIMIR PUTIN CON HASSAN ROHANI
Lo sfogo di Trump è importante per almeno due motivi.
Primo, in occasione del precedente attacco chimico aveva risposto bombardando la Siria, e questa azione si potrebbe ripetere ora, appena l' intelligence gli darà la conferma della responsabilità di Assad.

Secondo, la settimana scorsa il presidente aveva detto di volersi ritirare dal paese, forse anche per proteggere i circa 2.000 soldati americani schierati sul terreno da eventuali rappresaglie, in caso di altre missioni punitive. Quindi aveva dato al Pentagono sei mesi di tempo per completare la distruzione dell' Isis, e poi prepararsi a chiudere l' intervento. Ora questo nuovo attacco chimico potrebbe costringerlo a cambiare i piani.
Fra le opzioni sul tavolo e di cui potrebbe discutere già oggi con i suoi consiglieri, c' è anche l' ipotesi di un attacco congiunto con i francesi. Macron è stato fra i leader occidentali il più determinato nel porre Assad dinanzi all' eventualità di azioni militari in caso di ricorso ad armi chimiche.

Le ragioni che spingono Trump ad agire sono chiare. Dopo il raid dell' anno scorso, le dichiarazioni di ieri via Twitter, il rimprovero ad Obama di non aver fatto rispettare la linea rossa proclamata nel 2013, non agire stavolta darebbe un segnale di debolezza alla Russia, all' Iran, e anche alla Corea del Nord, con cui sta cercando di negoziare la fine del programma nucleare da una posizione di forza.

il presidente iraniano rohani si gode l iran ai mondialiIL PRESIDENTE IRANIANO ROHANI SI GODE L IRAN AI MONDIALI
I rischi invece stanno nella reazione di Mosca, che aveva definito inaccettabile il bombardamento punitivo del 7 aprile 2017; nella possibilità che i soldati americani diventino oggetto di rappresaglie; e nella prospettiva di essere poi trascinato verso un coinvolgimento più massiccio in Siria, proprio mentre si stava preparando a riportare le truppe a casa, come vorrebbero i suoi elettori. Da questo punto di vista sarà decisivo il responso dell' intelligence Usa, perché sul fronte favorevole a Damasco c' è anche chi accusa gli stessi ribelli di aver colpito Douma, proprio per spingere Trump a cambiare idea sul ritiro. Se i servizi segreti forniranno conferme indiscutibili, per il presidente diventerà difficile non agire.


Oggi fra l' altro John Bolton prenderà servizio come consigliere per la Sicurezza nazionale. Una delle ragioni per cui il Pentagono non era favorevole al ritiro immediato dalla Siria stava non solo nella necessità di completare la missione contro l' Isis, ma anche di non lasciare il paese alla Russia e all' Iran. Bolton è noto per aver sostenuto la necessità di favorire un cambio di regime a Teheran, e quindi potrebbe usare l' attacco di Douma per convincere il presidente a restare in Siria per contrastare i piani egemonici iraniani.

Fonte: qui

martedì 20 febbraio 2018

SIRIA - ERDOGAN E ASSAD SULL'ORLO DELLA GUERRA

IL GOVERNO DI DAMASCO (CON L'AIUTO DELL’IRAN) MANDA LE TRUPPE AD AFRIN, ROCCAFORTE CURDA, ASSEDIATA DALLE BOMBE TURCHE 

LA MOSSA IMBARAZZA PUTIN CHE ORA SI RITROVA IN MEZZO A UNA FAIDA TRA DUE ALLEATI 

ISRAELE APPROFITTA DEL CAOS E FINANZIA I RIBELLI ANTI-ASSAD NEL GOLAN

Gio.Sta. per “la Stampa”
PUTIN ERDOGAN SAN PIETROBURGOPUTIN ERDOGAN SAN PIETROBURGO

Gli sviluppi ad Afrin complicano ancora una volta i piani di Putin in Siria ed Israele è pronta ad approfittarne per mettere in difficoltà Damasco. Ieri un convoglio di milizie alleate del governo di Bashar al-Assad è arrivato nel capoluogo del cantone curdo, assediato da tre lati dall' esercito turco e dai ribelli arabi schierati con Ankara. La situazione per i guerriglieri dello Ypg sta diventando insostenibile.

Afrin è isolata dal resto dei territori curdi e può essere rifornita solo attraverso le zone sotto controllo governativo. I curdi hanno perso mille uomini e hanno chiesto aiuto ai governativi, che pure sono loro avversari in altre zone. Ma nell' area vicina ad Aleppo è diverso.
putin assadPUTIN ASSAD

Gli appelli dei curdi sono stati raccolti da milizie sciite locali, come quelle di Nabal e Zahraa, che hanno combattuto accanto allo Ypg contro i ribelli islamisti appoggiati dalla Turchia durante la battaglia di Aleppo. Teheran, su loro richiesta, ha fatto pressione su Damasco. Assad ha risposto che preferiva far intervenire l'esercito regolare, a patto che i combattenti dello Ypg deponessero le armi. Ma poi ha ceduto e ha lasciato affluire le milizie sciite. Quest'ultimo sviluppo ha mandato su tutte le furie la Turchia.
netanyahuNETANYAHU

Erdogan ha discusso con Putin e ha ribadito che l'esercito turco «continuerà la sua avanzata verso Afrin». Se i miliziani filo-Assad sosterranno i guerriglieri curdi dell' Ypg, ha minacciato, «ci saranno conseguenze». Cioè il rischio di uno scontro diretto fra forze turche e governative, come mai è successo in sette anni di guerra.

Putin è così costretto a scegliere fra Turchia e Iran. Può ostacolare l' offensiva turca se nega l' accesso allo spazio aereo siriano all' aviazione di Ankara. Ma rischia di spingere Erdogan a ricucire l' alleanza con gli Stati Uniti, incrinata proprio dall' appoggio a curdi da parte di Washington. Del passo falso approfitta Israele. Dal 2013, quando è cominciato l'intervento di Hezbollah e dei Pasdaran, ha compiuto un centinaio di raid contro depositi e convogli di armi iraniane.
curdi a RaqqaCURDI A RAQQA

Ma ora il suo intervento è più diretto: nell'area del Golan, è emerso, appoggia con armi e finanziamenti sette gruppi ribelli anti-Assad. Netanyahu aveva chiesto ai russi una zona "senza iraniani" profonda 60 km. Ne ha ottenuta una di soli 5 km. E ora passa alle contromisure.

Fonte: qui


Siria, Mosca riconosce l'uccisione di cinque russi nel raid Usa

Si moltiplicano le testimonianze. Reuters: "200 tra uccisi e feriti". Le vittime facevano parte di Wagner, una compagnia privata militare vietata dalla legge

sabato 20 febbraio 2016

Isis, raid Usa in Libia contro mente delle stragi in Tunisia: 42 morti

Un raid americano in Libia ha preso di mira Noureddine Chouchane

Un raid americano in Libia ha preso di mira Noureddine Chouchane la presunta mente delle stragi dello scorso anno in Tunisia, al museo Bardo e sulla spiaggia di Sousse. Centrato un campo di addestramento dell'Isis a Sabratha, nell'ovest del Paese. Il bilancio è di «42 jihadisti uccisi». Lo scrive il New York Times citando una fonte occidentale. Ancora incerta la sorte di Chouchane.


Secondo la fonte citata dal Nyt, il tunisino Chouchane è considerato uno dei più influenti responsabili dell'Isis, ed è stato collegato alla strage del Bardo di marzo 2015, in cui morirono 24 persone tra le quali 4 italiani, e quella sulla spiaggia di Sousse, a giugno, che fece 38 vittime.

Jamal Naji Zubia, responsabile per i media stranieri di Tripoli, ha precisato che il raid americano ha centrato una casa colonica a diversi chilometri da Sabratha. I jihadisti uccisi nel raid sono soprattutto di nazionalità tunisina.

Fonte: qui