9 dicembre forconi: pugno
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domenica 14 luglio 2019

“COSA BISOGNA FARE IN ITALIA PER FINIRE IN GALERA?” 

A ROSETO DEGLI ABRUZZI UN 38ENNE ROM SFERRA UN PUGNO IN FACCIA A UN BENZINAIO CHE BATTE LA TESTA E FINISCE IN COMA, L’AGGRESSORE VIENE INTERROGATO E POI RILASCIATO 

SALVINI FURENTE: “LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA È SEMPRE PIÙ URGENTE”

Tito Di Persio per www.ilmessaggero.it

BENZINAIO ROSETO
Il gestore dell'Ip di Cologna Spiaggia, frazione sul mare di Roseto degli Abruzzi (provincia di Teramo) è stato colpito da un pugno in faccia, è caduto e ha battuto con violenze la testa. È in coma. L'aggressore, G.D.G un 38enne di origine rom, dopo aver confessato davanti al  pm, è stato rilasciato.


È successo alle 11 di ieri mattina quando un'auto si è avvicinata al distributore Ip sulla strada statale 16, nella frazione di Cologna Spiaggia. Il gestore, Gianfranco Pigliacampo, 50 anni di Mosciano Sant'Angelo, molto conosciuto e gran lavoratore, ha iniziato a discutere con il rom, sceso dall’auto, che improvvisamente gli ha sferrato un pugno sul viso. Il benzinaio ha perso l'equilibrio e ha sbattuto la testa, probabilmente, sul cordolo di un gabbiotto a poca distanza. L'aggressore è poi risalito in auto, lasciando l'uomo a terra. I primi a prestare soccorso al benzinaio sono stati alcuni clienti e l’aiutante, che ha chiamato il 118.
Sembrava una cosa da niente, Pigliacampo era cosciente. Ma visto che aveva battuto il capo è stato disposto il trasporto al pronto soccorso di Giulianova. Ma poco dopo l'arrivo in ospedale, l’uomo ha perso i sensi, a causa di un’emorragia cerebrale, causata dal forte trauma cranico. Il personale sanitario ha deciso il trasferimento nel reparto di terapia intensiva del Mazzini di Teramo. Le sue condizioni sono gravi. Sul posto, a Cologna Spiaggia, sono arrivati anche i carabinieri.
L’autore del folle gesto G.D.G., 38 anni di origine rom, ma risiedente  a Roseto, si è presentato spontaneamente in caserma con il suo avvocato. È stato interrogato direttamente dal sostituto procuratore Laura Colica, che aveva poco prima fatto un sopralluogo nel distributore di benzina. L'uomo ha confermato l’accaduto. Secondo la sua ricostruzione dei fatti, avrebbe picchiato il benzinaio perché il figlio aveva avuto, poco prima, una lite con Pigliacampo. Era una sorta di vendetta. Al termine del lungo interrogatorio, intorno alle 22,30, G.D.G. è stato rimesso in libertà, non si è proceduto al fermo. Successivamente sarà vagliata la sua posizione, anche in base agli sviluppi della situazione clinica dell'uomo aggredito. L'ipotesi di reato è quella di tentato omicidio.
Fonte: qui

venerdì 5 luglio 2019

PERCHÉ LE AUTORITÀ NON HANNO RISPOSTO ALLE RICHIESTE DI INTERVENTO DI ULDERICO ESPOSITO, IL TABACCAIO MORTO PER UN PUGNO DI UN NIGERIANO?

IL RICHIEDENTE ASILO MOLESTAVA I PASSANTI, ERA AGGRESSIVO E NESSUNO L’HA FERMATO NONOSTANTE LE NUMEROSE SEGNALAZIONI…

Brunella Bolloli per “Libero quotidiano”

ULDERICO ESPOSITOULDERICO ESPOSITO
Si chiamava Ulderico Esposito, aveva 52 anni, una moglie, due figlie e ogni mattina si alzava per andare a lavorare nel suo negozio, una tabaccheria della stazione Chiaiano della Linea 1 della metropolitana di Napoli. È morto l' altra notte dopo un mese di agonia all' ospedale Cardarelli di Napoli. Il 9 giugno era stato colpito alla testa con un pugno violentissimo sferrato da un richiedente asilo nigeriano, una delle tante "risorse" che secondo certi buonisti dovremmo accollarci senza discutere, per non passare da cattivoni razzisti.

Questo tizio, clandestino sul nostro territorio, passava le sue giornate a sbronzarsi e a molestare i passanti. Faceva paura non soltanto alle donne, ma anche ad altri viaggiatori, eppure nessuno l' ha fermato.

Nessuno tranne Ulderico Esposito, che gli amici di Mugnano chiamavano Rico e che ora piangono perché «una morte così è una vergogna, non si può tollerare». Il tabaccaio e la moglie, Daniela, da tre anni si trovavano sull' uscio del negozio il nigeriano bugiardo (diceva di chiamarsi Joseph invece il nome vero era Alfred) che sperava di raccattare qualche soldo dai clienti della ricevitoria.

LA MORTE DI ULDERICO ESPOSITOLA MORTE DI ULDERICO ESPOSITO
Stava appostato dalle 7 del mattino alle otto e mezza di sera e se non gli davano quello che voleva, l'extracomunitario insultava con le più brutali parolacce. «Era troppo invadente», ricorda la signora Daniela e noi ci permettevamo di fargli notare che avrebbe dovuto cercarsi un lavoro, ma lui rispondeva: «Io un lavoro ce l'ho già». Fare l'elemosina.

CLIENTI MOLESTATI
La moglie del tabaccaio aveva provato a chiedere aiuto, a scrivere alle autorità, ma è stato tutto inutile e, anzi, i due coniugi sono stati scambiati per xenofobi soltanto perché, esasperati da quella presenza quotidiana ingombrante, volevano lavorare con serenità e senza che i clienti fossero infastiditi.

«Puoi andartene per favore?», gli ha domandato alla fine l' esercente. Una richiesta garbata, legittima, come garbato era Ulderico: persona buona e stimata da tutti, con il sorriso stampato sul viso e un amore immenso per la sua famiglia. Il tabaccaio non ha alzato la voce, non ha minacciato ritorsioni, ha semplicemente domandato.
ULDERICO ESPOSITOULDERICO ESPOSITO

Ma quella terribile sera di un mese fa, mentre stava tirando giù la saracinesca per andare a casa con la moglie, il 36enne africano si è avvicinato e ha insultato: «Tabaccà omm e m...», poi gli ha tirato un pugno in faccia e l' ha fatto stramazzare a terra. Il 52enne ha sbattuto la testa e ha cominciato a perdere sangue dalle orecchie e dal naso, le sue condizioni sono subito apparse molto gravi.

Il pugno gli ha provocato un emorragia cerebrale che non gli ha dato scampo. Rimasto in coma per circa un mese, ieri si è spento in un letto d'ospedale. Straziate dal dolore la moglie Daniela e le figlie, che facevano i turni per tenere aperta la tabaccheria e speravano in un miracolo che invece non è mai arrivato. Il nigeriano, arrestato la sera stessa dell' aggressione, «sarà espulso dopo che si sarà fatto molti anni di carcere», assicura il ministro dell' Interno Matteo Salvini.

ULDERICO ESPOSITOULDERICO ESPOSITO
Per lui l'accusa diventa ora da lesioni gravi a omicidio preterintenzionale, anche se il senatore azzurro, Francesco Giro, avverte: «Ora la magistratura non indebolisca l'atto di imputazione perché il delitto non è preterintenzionale, ma totalmente volontario e doloso, una vera esecuzione capitale».

Tristezza e sgomento vengono espressi dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dal governatore campano Enzo De Luca, da tanti esponenti politici locali. Il presidente provinciale della Federazione Tabaccai, Francesco Marigliano invoca «una risposta forte dello Stato». Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, invece, si tratta di un duro colpo al cuore la città.

C'è indignazione soprattutto da parte dei colleghi commercianti di tutta Italia, specie da chi ha subìto in passato rapine o tentativi di furto e ha deciso di reagire per non soccombere di fronte ai delinquenti. «L'Italia non ha più spazio per le vittime», ha dichiarato Graziano Stacchio, il benzinaio vicentino che sparò alla banda di ladri che tentava il colpo nella gioielleria accanto al suo distributore. «Questi vermi non hanno il diritto di stare in Italia», ha commentato Roberto Zancan, la cui gioielleria fu assaltata dai rapinatori nel 2015.
NAPOLI - IL TABACCAIO ULDERICO ESPOSITONAPOLI - IL TABACCAIO ULDERICO ESPOSITO

«Non ci sentiamo tutelati», ha detto all' Adn Franco Birolo, tabaccaio padovano, «e il caso di Esposito è l' ennesimo in cui si viene colpiti anche quando non si reagisce; c' è chi lo fa e viene incriminato da qualche giudice che ha poco buonsenso e chi, come questo povero tabaccaio è stato preso a pugni solo per aver parlato». A Chiaiano la serranda gialla è abbassata, davanti c' è un mazzo di rose rosse e sopra un biglietto: «Rico è tornato alla casa del Padre».

Fonte: qui

giovedì 21 marzo 2019

E’ MORTO DOPO 2 GIORNI DI AGONIA UMBERTO RANIERI, L'ARTISTA COLPITO CON UN PUGNO IN STRADA A ROMA, A LARGO PRENESTE

ANCORA DA STABILIRE SE DIETRO L’AGGRESSIONE CI SIANO MOTIVI PRIVATI O UNA LITE ESTEMPORANEA 
IL "GAY CENTER" PAVENTA IL MOVENTE DELL'OMOFOBIA 
IL PADRE DEL 53ENNE UCCISO: CHI SA, PARLI…
umberto ranieriUMBERTO RANIERI
Non ce l'ha fatta Umberto Ranieri, l'artista 53enne di origini abruzzesi colpito domenica sera con un pugno al volto a Largo Preneste, alla periferia di Roma. È morto stamattina, dopo due giorni di agonia, all'ospedale San Giovanni dov'era stato portato in condizioni disperate e ricoverato in coma irreversibile. La salma é stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'esame autoptico.

Intanto proseguono le indagini dei carabinieri della compagnia Casilina per fare luce sulla vicenda e risalire al ragazzo che quella sera lo ha centrato con un pugno in pieno volto facendolo cadere sull'asfalto dove ha sbattuto violentemente la testa. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze anche per ricostruire il motivo dell'aggressione che, al momento, non sembra essere preordinata. Ancora da stabilire se dietro quel pugno ci siano motivi privati o una lite estemporanea.

umberto ranieriUMBERTO RANIERI
I carabinieri sono al lavoro per dare un volto e rintracciare i ragazzi con cui la vittima parlava l'altra sera. Erano 4 o 5 di cui due donne. Tra loro c'era anche l'aggressore che, improvvisamente, lo ha colpito. Nato a Paglieta, in provincia di Chieti, Umberto Ranieri era diplomato all'Accademia delle Belle Arti di via di Ripetta e apprezzato per le sue opere esposte in diverse occasioni nella Capitale.

Ad esprimere vicinanza alla famiglia dell'artista c'è anche Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center, paventando il movente dell'omofobia, ha sottolineato: «Ci stringiamo al dolore dei suoi cari e della famiglia, saremo presenti ai funerali in segno di solidarietà». «Ad oggi - ha aggiunto - sappiamo ancora poco sui fatti, ma chiediamo che venga fatta piena luce sul caso dagli inquirenti. Non si può morire stando seduti su una panchina nei giardini sotto casa, oggi la nostra comunità perde un amico a molti caro. Questa storia ci ricorda una delle tante storie irrisolte degli omicidi che la nostra comunità ha subito tra gli anni 90 e 2000» ha concluso.

largo preneste aggressioneLARGO PRENESTE AGGRESSIONE
La vicenda di Umberto Ranieri ricorda il terribile pestaggio del musicista 29enne Alberto Bonanni, ridotto in fin di vita da un gruppo di ragazzi la notte del 26 giugno 2011 nel rione Monti, nel cuore di Roma e morto dopo oltre tre anni di coma. Un violenta aggressione scattata in una delle zone della movida romana per alcuni schiamazzi dei quali furono accusati Alberto e i suoi amici.

Fonte: qui

venerdì 11 maggio 2018

IN UNA SCUOLA SUPERIORE DI AVELLINO, UN INSEGNANTE RIMPROVERA UN RAGAZZO CHE ERA ENTRATO CON IL MOTORINO NEL CORTILE DELLA SCUOLA E BECCA UN PUGNO IN FACCIA

LO STUDENTE SOSTIENE DI AVER REAGITO DOPO ESSERE STATO COLPITO CON UNO SCHIAFFO MA IL DOCENTE LO SMENTISCE...

Flavia Amabile per “la Stampa”

È entrato con il motorino nel cortile della scuola, ha iniziato a girare in mezzo agli altri studenti, senza fermarsi come avrebbe dovuto, senza preoccuparsi né del pericolo né del fastidio che stava procurando a professori e ragazzi che stavano andando in classe. Un professore lo ha visto e ha deciso di rimproverarlo, la risposta è stata un pugno dritto sul viso dell' insegnante.
ISTITUTO TECNICO GUIDO DORSO DI AVELLINOISTITUTO TECNICO GUIDO DORSO DI AVELLINO

È accaduto in una scuola superiore di Avellino, l'istituto tecnico industriale «Guido Dorso», poco dopo le 8 del mattino, l'orario di inizio delle lezioni. L'insegnante ha 46 anni, è di Avellino, insegna materie tecniche in classi diverse da quella del ragazzo. Il colpo lo ha fatto cadere a terra con il volto insanguinato. All'inizio si temeva che avesse il setto nasale rotto, per fortuna il trauma è stato meno pesante, il docente non si è fatto medicare in ospedale.

Dopo l'episodio le lezioni sono proseguite regolarmente, nessun altro studente si è unito alle manovre azzardate in cortile né allo scontro successivo. La scuola ha deciso anche di non chiedere l'intervento delle forze dell' ordine. La Polizia di Stato è venuta a sapere la notizia dopo il passaparola avvenuto su social e media locali. Ha convocato l' insegnante e il ragazzo (solo come persona informata dei fatti). Le loro versioni sono diverse.

ISTITUTO TECNICO GUIDO DORSO DI AVELLINOISTITUTO TECNICO GUIDO DORSO DI AVELLINO
Il professore ha raccontato di essere stato aggredito dopo il rimprovero per le manovre pericolose in cortile. Il giovane ha sostenuto di essere stato colpito dall' uomo con uno schiaffo, e di aver reagito allo stesso modo. L'insegnante invece racconta di avergli dato un buffetto sulla guancia e di aver ricevuto un ceffone come risposta.

Il primo confronto era avvenuto già a scuola. Il ragazzo è stato convocato dal dirigente scolastico, prima da solo, quindi con il professore. Ha ammesso l'errore e ha chiesto scusa ma anche in quel caso si è giustificato spiegando di aver ricevuto prima uno schiaffo dal professore. «Macché schiaffo, gli ho dato un buffetto inoffensivo - ha precisato l'insegnante - dicendogli che non sono quelli i comportamenti che gli studenti devono avere a scuola». In ogni caso, alla fine del colloquio, ha deciso di non denunciare lo studente.

Fonte: qui