9 dicembre forconi: colpito
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sabato 11 gennaio 2020

L'Iran ammette: l'aereo ucraino abbattuto da noi per un errore umano

Forze armate: chi ha sbagliato pagherà. Zarif: crisi causata dall'avventurismo Usa


L'Iran ammette di aver abbattuto l'aereo di linea ucraino, per un errore umano. Il Quartier generale delle Forze armate iraniane afferma che il Boeing precipitato quattro giorni fa poco dopo il decollo dall'aeroporto 'Imam Khomeini' di Teheran è stato "erroneamente" e "involontariamente" preso di mira dalle forze di difesa aerea iraniane che lo hanno scambiato per un "aereo nemico". Tutti i 176 tra passeggeri e membri dell'equipaggio del 737 dell'Ukraine International Airlines sono morti a seguito dell'incidente. Fino a ieri l'Iran aveva negato di aver abbattuto il velivolo con un missile.

Scusandosi e porgendo le condoglianze alle famiglie delle vittime dell'aereo ucraino abbattuto dopo il decollo da Teheran, il Quartier generale delle Forze armate iraniane afferma in un comunicato che metterà in atto "riforme essenziali nei processi operativi per evitare simili errori in futuro" e che perseguirà legalmente "coloro che hanno commesso l'errore". "Mercoledì poco dopo l'attacco dell'Iran alle basi militari statunitensi in Iraq - spiega il comunicato militare -, il sistema di difesa aerea iraniana è stato in allerta per contrastare ogni possibile ritorsione degli americani, poiché alcune osservazioni avevano indicato movimenti aerei statunitensi verso siti strategici iraniani". Secondo le Forze armate iraniane, l'aereo ucraino avrebbe iniziato a volare vicino a un centro militare delle Guardie rivoluzionarie, sarebbe quindi stato erroneamente identificato come bersaglio nemico e sulla base di un errore umano "involontario" è stato preso di mira dal sistema di difesa aerea.
PEZZI DI UN MISSILE APPARENTEMENTE TROVATO VICINO AI RESTI DEL BOEING UCRAINO

Il ministro degli Affari esteri iraniano Mohammad Javad Zarif afferma che "l'errore umano" dietro all'abbattimento dell'aereo di linea ucraino da parte delle forze armate dell'Iran è accaduto nel "momento di crisi causato dall'avventurismo degli Usa". In un post sul suo account Twitter, Zarif parla di oggi come una "giorno triste" in cui le "conclusioni dell'indagine interna delle Forze armate" hanno stabilito che si è trattato di errore umano. "Il nostro profondo rammarico, le nostre scuse e condoglianze al nostro popolo, alle famiglie di tutte le vittime e alle altre nazioni colpite", scrive il ministro degli Esteri iraniano. Fonte: qui

domenica 14 luglio 2019

“COSA BISOGNA FARE IN ITALIA PER FINIRE IN GALERA?” 

A ROSETO DEGLI ABRUZZI UN 38ENNE ROM SFERRA UN PUGNO IN FACCIA A UN BENZINAIO CHE BATTE LA TESTA E FINISCE IN COMA, L’AGGRESSORE VIENE INTERROGATO E POI RILASCIATO 

SALVINI FURENTE: “LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA È SEMPRE PIÙ URGENTE”

Tito Di Persio per www.ilmessaggero.it

BENZINAIO ROSETO
Il gestore dell'Ip di Cologna Spiaggia, frazione sul mare di Roseto degli Abruzzi (provincia di Teramo) è stato colpito da un pugno in faccia, è caduto e ha battuto con violenze la testa. È in coma. L'aggressore, G.D.G un 38enne di origine rom, dopo aver confessato davanti al  pm, è stato rilasciato.


È successo alle 11 di ieri mattina quando un'auto si è avvicinata al distributore Ip sulla strada statale 16, nella frazione di Cologna Spiaggia. Il gestore, Gianfranco Pigliacampo, 50 anni di Mosciano Sant'Angelo, molto conosciuto e gran lavoratore, ha iniziato a discutere con il rom, sceso dall’auto, che improvvisamente gli ha sferrato un pugno sul viso. Il benzinaio ha perso l'equilibrio e ha sbattuto la testa, probabilmente, sul cordolo di un gabbiotto a poca distanza. L'aggressore è poi risalito in auto, lasciando l'uomo a terra. I primi a prestare soccorso al benzinaio sono stati alcuni clienti e l’aiutante, che ha chiamato il 118.
Sembrava una cosa da niente, Pigliacampo era cosciente. Ma visto che aveva battuto il capo è stato disposto il trasporto al pronto soccorso di Giulianova. Ma poco dopo l'arrivo in ospedale, l’uomo ha perso i sensi, a causa di un’emorragia cerebrale, causata dal forte trauma cranico. Il personale sanitario ha deciso il trasferimento nel reparto di terapia intensiva del Mazzini di Teramo. Le sue condizioni sono gravi. Sul posto, a Cologna Spiaggia, sono arrivati anche i carabinieri.
L’autore del folle gesto G.D.G., 38 anni di origine rom, ma risiedente  a Roseto, si è presentato spontaneamente in caserma con il suo avvocato. È stato interrogato direttamente dal sostituto procuratore Laura Colica, che aveva poco prima fatto un sopralluogo nel distributore di benzina. L'uomo ha confermato l’accaduto. Secondo la sua ricostruzione dei fatti, avrebbe picchiato il benzinaio perché il figlio aveva avuto, poco prima, una lite con Pigliacampo. Era una sorta di vendetta. Al termine del lungo interrogatorio, intorno alle 22,30, G.D.G. è stato rimesso in libertà, non si è proceduto al fermo. Successivamente sarà vagliata la sua posizione, anche in base agli sviluppi della situazione clinica dell'uomo aggredito. L'ipotesi di reato è quella di tentato omicidio.
Fonte: qui

lunedì 14 maggio 2018

ROMA, PAURA A CORSO FRANCIA: UN UOMO COLPITO DA UN PIOMBINO MENTRE ERA ALLA GUIDA

DOPO LA DENUNCIA, SCOPRE CHE NON SI TRATTEREBBE DI UN CASO ISOLATO. 

IL COLPO POTREBBE ESSERE STATO ESPLOSO DA UN APPARTAMENTO CHE AFFACCIA SULLA STRADA…

Simone Pierini per www.leggo.it

Allarme nella zona nord di Roma. Un uomo è stato colpito da un pallino per fucili ad aria compressa mentre era alla guida della sua vettura. L’episodio è avvenuto nella serata di sabato, intorno alle 20,35, nella via laterale di Corso di Francia in prossimità del semaforo che fa angolo con via Bodio. 

La persona colpita, che sedeva nel lato guida con il finestrino aperto, era ferma in attesa che il semaforo diventasse verde quando improvvisamente ha avvertito un forte dolore al collo.

Trattandosi di una problematica fisica di poco conto, sul momento non ha compreso bene cosa gli fosse accaduto fino al suo rientro a casa quando ha trovato sul sedile il pallino, un piombino modello “diablo” calibro 4.5 millimetri a testa piatta. Ieri mattina, resosi conto di quanto avvenuto, ha presentato regolare denuncia al commissariato di Ponte Milvio che ha acquisito il piombino e ha avviato l’indagine. Non si tratta di un caso isolato. Sono già quattro infatti le denunce di questo fenomeno nella stessa zona, motivo per cui si teme che possa accadere di nuovo provocando conseguenze ben più gravi.

VIA BODIO ANGOLO CORSO FRANCIAVIA BODIO ANGOLO CORSO FRANCIA
Secondo la ricostruzione, il colpo potrebbe essere partito dall’alto da una distanza di almeno 30/40 metri e l’ipotesi è che sia stato esploso da un balcone di un appartamento che affaccia sulla strada, nel lato opposto rispetto alla posizione dell’auto. Fortuna ha voluto che la vittima non fosse in movimento o, in alternativa, in sella ad uno scooter. Non si tratta del primo caso nella Capitale.

Già nei primi mesi del 2017 furono diverse le segnalazioni in differenti quartieri della città. Il più eclatante a Fidene a marzo dello scorso anno quando un autobus della linea 336 rimase colpito sul lato destro del parabrezza da diversi spari, piombini di acciaio per la precisione, in via Radicofani. L’autista ne uscì illeso e in quel momento il mezzo era vuoto e non ci furono feriti   

Fonte: qui