9 dicembre forconi: molestie
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martedì 1 ottobre 2019

NEI GIORNI SCORSI, UN 32ENNE DEL GAMBIA HA PRESO DI MIRA UNA 15ENNE SULLA BANCHINA DELLA METROPOLITANA ALLA STAZIONE TERMINI



A ROMA CI SONO 200 CASI L’ANNO DI MOLESTIE SESSUALI A MINORENNI SU METRO E BUS

SU UN BUS UN 80ENNE SI STAVA SPOGLIANDO DAVANTI A UNA PASSEGGERA DI 14 ANNI, DI ORIGINE DANESE…

Rinaldo Frignani per il “Corriere della sera”

molestie sessuali+MOLESTIE SESSUALI
Circa 200 casi all' anno. La statistica non lascia molto spazio all' ottimismo. È così dal 2015. È il dato costante delle violenze sessuali su minorenni, sopra i 14 anni, a Roma. Non soltanto fra le mura domestiche, a scuola, durante le vacanza e nei luoghi di svago, ma spesso anche sui mezzi pubblici. Gli ultimi due episodi nei giorni scorsi, sulla banchina della metro A alla stazione Termini e su un bus della linea 40, in arrivo a piazza dei Cinquecento.

Nel primo caso la polizia ha arrestato un cittadino del Gambia di 32 anni accusato di aver preso di mira una quindicenne che si stava recando a piazza della Repubblica per partecipare al Fridays for Future, la manifestazione organizzata dal movimento fondato dalla sedicenne svedese Greta Thunberg contro l' immobilismo degli stati nell' affrontare i cambiamenti climatici. A Termini c' era la solita ressa in attesa dell' arrivo del treno, quando la ragazzina è stata avvicinata dall' uomo che ha approfittato della confusione per molestarla.
MOLESTIE SUL BUSMOLESTIE SUL BUS

All' inizio la giovane ha pensato che quello fra di loro fosse solo un contatto casuale, e così si è spostata di qualche decina di metri. Ma pochi istanti più tardi il 32enne le si è ripresentato accanto per fare la stessa cosa. Questa volta però la scena è stata notata da una pattuglia di agenti del commissariato Trevi-Campo Marzio che sono subito intervenuti bloccando il gambiano.

La ragazza, sotto choc per quello che era successo, è stata assistita dai poliziotti che l' hanno poi riaccompagnata dalla madre. Il molestatore è stato invece arrestato per violenza sessuale aggravata. Ieri mattina è stato condannato a un anno e quattro mesi. Aveva già l'obbligo di firma ed è comunque irregolare sul territorio nazionale. Paura anche su un autobus dell' Atac dove un 80enne ha compiuto atti osceni davanti a una passeggera di 14 anni, di origine danese, che si stava recando alla stazione Termini per incontrare la nonna che l' aspettava al capolinea.

MOLESTIE SUL BUSMOLESTIE SUL BUS
A un certo punto la giovane si è accorta che l' anziano si stava spogliando sul sedile. Dopo un primo momento di imbarazzo e timore, la 14enne ha deciso di filmare la scena con lo smartphone. Poi ha cercato di dare l' allarme in inglese, ma nessuno a bordo del mezzo pubblico l' ha capita, almeno all' inizio.

Perché poi la ragazzina ha mostrato a un' altra passeggera il filmato che aveva fatto e insieme sono andate dall' autista. Quest' ultimo, all' arrivo a piazza dei Cinquecento, ha avvisato una pattuglia dei vigili urbani del Gruppo Centro, in servizio fuori dalla stazione: proprio quelle immagini sono servite agli agenti per far scattare una denuncia per atti osceni in luogo pubblico nei confronti dell' anziano che, dopo essere stato accompagnato negli uffici della polizia municipale, è stato rilasciato. Fonte: qui

domenica 11 marzo 2018

UN 39ENNE ITALIANO DI ORIGINE CONGOLESE MOLESTA E TENTA DI BACIARE UNA DONNA SUL BUS A ROMA. MA È UNA POLIZIOTTA: ARRESTATO

Da ansa.it

busBUS
Molesta una donna sull'autobus a Roma. Ma è una poliziotta, assistente capo in servizio alla squadra mobile nella sezione reati contro le violenze sessuali, che non esita ad arrestarlo. E' accaduto ieri pomeriggio sulla linea 64. In manette è finito un 39enne italiano di origine congolese. 

La poliziotta, che stava rincasando al termine del turno di lavoro, con decisione si è prima qualificata e poi ha intimato più volte all'uomo di fermarsi. Nonostante ciò, questo ha continuato le molestie tentando anche di baciarla. A quel punto, la donna ha reagito e, dopo averlo immobilizzato, lo ha arrestato ed è scesa con lui alla fermata della stazione Termini. Nonostante l'uomo cercasse di divincolarsi, l'agente ha chiamato il Numero unico delle emergenze 112 per avere l' ausilio di una pattuglia delle volanti che è subito intervenuta.

poliziaPOLIZIA
In quel momento una donna polacca, si è avvicinata timidamente alla poliziotta e, probabilmente incoraggiata dalla scena a cui aveva appena assistito sul 64, ha trovato il coraggio di denunciare di aver subito, qualche minuto prima, gli stessi abusi da parte dell'uomo. Al termine degli accertamenti, il 39enne è stato arrestato per violenza sessuale. Dimostrazioni di coraggio sempre più frequenti, fa notare in un comunicato la Questura di Roma, si registrano grazie anche al Progetto "...Questo non è amore" e la presenza del "Camper Rosa" in varie province d'Italia dove, sempre più donne denunciano episodi di violenza sia fisica che psicologica. Efficaci i momenti d' incontro per rompere l'isolamento e il dolore delle vittime di violenza di genere e per offrire il supporto di un'equipe di operatori specializzati: oltre a personale di Polizia anche medici, psicologi e rappresentanti dei centri antiviolenza. E anche oggi, il "Camper Rosa" sarà presente in via Ambrosini 19 presso il Centro Italiano di Solidarietà Don Picchi, dove è previsto un seminario gratuito di difesa personale legale contro le violenze fisiche e psicologiche.

sabato 6 gennaio 2018

ROMA, SOSPESO IL PROFESSORE DEL LICEO TASSO, LA STUDENTESSA CHE LO HA DENUNCIATO PER MOLESTIE SESSUALI

"CREDO VOLESSE METTERSI CON ME. E' ARRIVATO A SCRIVERMI 200 SMS IN UN GIORNO. SE NON MI FACEVO VIVA IMPAZZIVA: "COSA STAI FACENDO, PERCHÉ NON RISPONDI?" 

“NEI MESSAGGI PARLAVA DI SESSO, ORGASMI E VIAGRA” 

STUDENTI IN RIVOLTA: NON LO VOGLIAMO PIÙ

Valentina Santarpia per il Corriere della Sera

Messaggi inequivocabili, atteggiamenti inaccettabili, al punto che all' ufficio scolastico regionale nel leggere quelle pagine hanno pensato che il prof fosse «impazzito»: anche la relazione ispettiva del ministero dell' Istruzione non lascerebbe dubbi sul comportamento di Maurizio Gracceva, il professore di filosofia e storia del liceo Tasso di Roma indagato per molestie nei confronti delle sue allieve.

Tant' è vero che il docente è stato sospeso dal servizio: il provvedimento cautelativo, notificato tra ieri e oggi, entro 10 giorni dovrà essere confermato dal dirigente dell' Ufficio scolastico regionale (Usr) del Lazio, Gildo De Angelis. Che anticipa: «Certo che lo confermerò. Andrò avanti, non mi sembra ci siano dubbi su quello che è successo».

Nonostante lo sdegno per le segnalazioni arrivate già a settembre, De Angelis e il suo staff sono stati attenti a seguire la procedura corretta per evitare che un giudice potesse poi ricusare il provvedimento. Così, in attesa dell' ispezione del Miur, il dirigente scolastico Paolo Pedullà ha spostato il prof in un' altra sezione.

A novembre l' ispettrice - è stata scelta una donna per facilitare i contatti con le ragazze coinvolte - ha iniziato a raccogliere testimonianze, e il 20 dicembre ha consegnato una fitta documentazione al direttore dell' Ufficio scolastico regionale. La stessa allegata al provvedimento di sospensione. «Ho letto quello che raccontano le ragazze, le trascrizioni dei messaggi... impossibile credere che una persona così rispettabile, di una certa età, sposato, abbia fatto tutto questo», commenta De Angelis. A lui toccherà portare avanti la delicatissima questione nei prossimi mesi.

SCUOLA PROFESSORE FILOSOFIA 1SCUOLA PROFESSORE FILOSOFIA 1
Dopo la conferma della sospensione, il professore potrà presentare le sue controdeduzioni e il direttore avrà 120 giorni per stabilire la sanzione disciplinare: si va dal richiamo al licenziamento, ma in questo caso l' iter sembra chiaro. «Se non si dimetterà per andare in pensione dal 1° settembre, come sembra intenzionato a fare, dovrò licenziarlo», annuncia. La strada che preferirebbe seguire l' Usr è quella della moral suasion : evitare clamori, anche per le famiglie coinvolte, e accompagnarlo alla pensione. Nonostante studenti e famiglie non lo vogliano più a scuola, il professore ha anticipato che il 12 gennaio, quando sarà ascoltato dal pm Francesca Passaniti, spiegherà che si è trattato di un «grande equivoco». Preoccupato Mario Rusconi, Associazione presidi: «Serve un codice deontologico per chi opera a scuola».

2. LA PRIMA A DENUNCIARE
Erica Dellapasqua per il Corriere della Sera

MESSAGGI SMSMESSAGGI SMS
«Le alunne coinvolte sono almeno una decina. Mi mostrava i loro messaggi: già prima del Tasso, in altre scuole, aveva avuto storie, incontri e non solo parole».
È maggiorenne ma, comprensibilmente, vuole restare anonima la ragazza che per prima ha denunciato Maurizio Gracceva, il professore di storia e filosofia dello storico liceo Tasso adesso accusato di molestie.

Al Tasso chi lo sapeva?
«Il mio migliore amico ha stampato tutti gli sms che mi aveva inviato e li ha portati al preside. Lo sapevano anche gli insegnanti: era già stato richiamato anche prima della mia denuncia, gli altri prof lo controllavano».

Perché alunne e professore si scambiano il numero di cellulare?
«Per motivi scolastici, c' era la scusa di condividere un libro. Diceva "ti lascio il mio numero così stasera mi ricordi che domani devo portartelo" e cominciava la conversazione. Lui si è sempre vantato di avere un rapporto amichevole coi suoi alunni, aperto. È convinto che lo adoriamo e per questo anche dopo aver saputo della denuncia, ha avuto la faccia tosta di ripresentarsi a scuola».

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Quando hai avvertito che stava superando il confine?
«È un uomo colto, dai modi affascinanti, forse all' inizio io ho sbagliato a dargli corda ma pensavo mi volesse bene, c' era anche la prospettiva di scrivere un libro a quattro mani e non volevo rovinare tutto.

Poi ha cominciato a fare battute pesanti. Nei messaggi parlava di sesso, orgasmi e viagra. E quelli erano i suoi modi. Chiamava le ragazze alla cattedra e le faceva sedere vicine a lui. Se non gli stavi simpatica dava brutti voti: con me è successo, dopo il mio rifiuto raccontava anche agli altri prof che non ero più brava come prima».

Due anni così?
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«No, quando è arrivato io e le mie amiche, che adesso sono anche le mie testimoni, eravamo in prima liceo, non capivamo davvero quel genere di atteggiamenti. La situazione cambia tra maggio e luglio (del 2017, ndr ), 2.600 messaggi che adesso sono a disposizione della Procura. E se non mi facevo viva impazziva, alzava i toni: "Cosa stai facendo, perché non rispondi?". Ad agosto, durante la pausa estiva, ha cominciato a tartassare una mia amica perché voleva che tornassi a rispondergli ai messaggi, diceva che l' avevo illuso, credo volesse mettersi con me, era capace di inviare duecento sms in un giorno. Poi a settembre, col rientro a scuola, la situazione è precipitata».

Che cosa è successo?
«Io ho sempre avuto la media del 9 e invece non andava più bene niente. Diceva "quanto sei peggiorata". Ho sostenuto un' interrogazione su Kant di due ore mentre lui continuava a farmi perdere il filo. E fuori dalla classe fissava me e il mio ragazzo in modo inquietante. A quel punto l' ho detto al mio migliore amico e il caso è scoppiato: abbiamo mostrato i messaggi al preside e il 12 ottobre ho presentato denuncia».

Perché parli di un caso non isolato?
«Perché lui stesso mi raccontava delle altre sue ragazze, alunne anche di altre scuole. Le sceglieva fragili, timide, forse per evitare che parlassero. Faceva tanti regali: libri, un disegno, una collana».

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Se tornasse a scuola?
«Se prova a mettere piede al Tasso ci saranno le barricate».

Fonte: qui