9 dicembre forconi: idee
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martedì 6 febbraio 2018

LE GRANDI INVENZIONI NATE DA PERSONE COMUNI

DALLA FASCIATURA DELL’AORTA COME SE FOSSE UN TUBO ALLA MANO MECCANICA DA UNA STAMPANTE “3D” 

DA UN RAGAZZO ITALIANO LA SOLUZIONE PER FAR FUNZIONARE UNA MACCHINA SENZA L’USO DELLE MANI 

COME FARSI UNA DOCCIA SENZA BAGNARE I PUNTI DI SUTURA SUL TORACE?

Paolo Dimalio per il Fatto Quotidiano

aortaAORTA
"È un problema idraulico, posso risolverlo", decise l' ingegner Tal Golesworthy pur di evitare l' operazione al cuore, 14 anni fa. La diagnosi? Sindrome di Marfan: l' aorta si dilata fino ad esplodere. Per i medici, la soluzione è aprire il petto con il corpo a 18 gradi, fermare il cuore e sostituire l' arteria con un' altra in plastica […]. Golesworthy però s' intende di caldaie, e pensa subito al tubo per innaffiare: quando si allenta lo avvolgi col nastro, mica lo cambi.

"È possibile fasciare l' aorta come un tubo?", chiede Golesworthy al cardiochirurgo John Pepper. Lui risponde di sì. Un team di ingegneri e medici realizzano un modello CAD e un prototipo in 3D dell' arteria. Poi inventano una maglia tessile che l' avvolge come un guanto. Dopo due ore sul lettino, Tal si sveglia senza plastica nel petto; svanita la condanna ai farmaci a vita. "È stato come rinascere", ha raccontato l' ingegnere inglese sul palco delle conferenze TED , nel 2011.

La sua cura per la sindrome di Marfan si chiama Exovasc: oggi è diffusa in Gran Bretagna, Belgio, Cecoslovacchia e Nuova Zelanda. Ma la via dell' innovazione è in salita: "Se un ingegnerucolo trova una soluzione nuova, i camici bianchi non vogliono cambiare […]”. La ricerca pubblica non ha investito un centesimo sull' idea di Golesworty: "I burocrati addetti ai fondi dovrebbero collaborare ed essere più creativi, se non è chiedere troppo, ma forse lo è".
MANO ROBOTICA CON PELLE ARTIFICIALEMANO ROBOTICA CON PELLE ARTIFICIALE

Su patient-innovation.com basta registrarsi per condividere idee e soluzioni mediche. In tre anni, 60 mila persone dai 5 continenti hanno presentato più di 1.600 proposte; la metà ha superato il vaglio di una commissione medica. Eric Von Hippel, al MIT di Boston, studia da anni l' innovazione degli utenti: "Il fai-da-te è un movimento sociale in grado di cambiare la società sotto ogni aspetto […]”.

Se ai diabetici basta una puntura ogni 3 giorni, è merito di una paziente. Catherine Patton, per evitare la tortura dell' iniezione quotidiana d' insulina durante la gravidanza, nel 2009 ha inventato il dispositivo i-Port. Oggi è un brevetto della multinazionale Medtronic, usato da milioni di persone […]: "I dipartimenti di R&S a volte dimenticano i bisogni reali, puntano a migliorare i prodotti o a nuove scoperte tecnologiche". Se il mercato non dà soluzioni o le vende a caro prezzo, le persone si arrangiano su internet.

Richard Van As 1RICHARD VAN AS 
Un falegname sudafricano e un designer americano hanno inventato Robohand, mano meccanica stampata in 3D , senza mai incontrarsi. Nel 2011, Richard Van As aveva perso 4 dita lavorando il legno. Ma in rete aveva visto Ivan Owen illustrare protesi di sua invenzione. Lo contatta per chiedergli una soluzione low-cost, poichè i medici chiedevano 10 mila dollari a dito. I due iniziano a collaborare, raccontando tutto su comingupshorthanded.com. Intanto, la madre portoghese di un bimbo senza mano scopre il blog e chiede loro aiuto. MakerBot, azienda di stampanti 3D , ne dona due.

Liam, il piccolo dal Portogallo, oggi stringe palline da baseball su youtube, grazie a Robohand. Invece di andare all' ufficio brevetti, Richard e Ivan pubblicano le istruzioni su thingverse.com, il sito di MakerBot […]."La conoscenza è veramente utile solo se condivisa, altrimenti non serve nulla", sostiene Von Hippel.

The Shower ShirtTHE SHOWER SHIRT
Il suo ultimo libro, Free innovation, si scarica gratis all' indirizzo evhippel.mit.edu. Lo studioso ha ispirato due accademici portoghesi, Pedro Oliveira e Helena Canhão, i fondatori di Patient Innovation. "Prima, i pazienti e chi se ne prendeva cura tenevano per loro le nuove idee - racconta Oliveira -. Ora possono divulgarle al mondo […]” , siamo pieni di storie di collaborazione". Ivan Owen ha ricevuto il Patient Innovation Award nel 2015 […].

Lisa Crites invece voleva solo farsi la doccia senza bagnare i punti di sutura sul torace, dopo l' operazione per il cancro al seno. Così, nel 2015, ha brevettato The Shower Shirt, una camicia impermeabile: "chi subisce una mastectomia non deve essere obbligato a lavarsi con un sacco della spazzatura a protezione". Costa 78 dollari; anche Lisa è stata premiata dalla comunità di Patient Innovation.

Mattia Strocchi, 19 anni da Ravenna, ha avuto un' idea per aiutare i disabili. Studia ingegneria all' Università di Bologna, ma al quarto anno della scuola tecnica si è chiesto: "È possibile azionare una macchina senza usare le mani? […]”. L' esoscheletro di Mattia consente di muovere un arto paralizzato: "Ho studiato fisiologia elettrica su testi universitari scovati online, le informazioni utili non si trovano su blog e social".
Mattia StrocchiMATTIA STROCCHI

Nel 2016 ha vinto la Maker Faire di Roma, poi è volato in Giappone a ritirare premi. A novembre 2017 è arrivato primo al concorso italiano MakeToCare, finanziato dal gigante delle biotecnologie Sanofi Genzyme. "Per le malattie rare e fortemente invalidanti il mercato non dà risposte, perciò è importante l' innovazione dal basso", dice Stefano Maffei, professore di Design al Politecnico di Milano […].

I "fablab" sono il rifugio degli innovatori atipici, perché le idee coraggiose trovano il sostegno degli esperti. Nessuno, a scuola, aveva incoraggiato Mattia. "L' innovazione cresce dal basso […]”. In Italia, il terreno è fertile soprattutto in Lombardia ed Emilia Romagna. Da Rimini arrivano 3 ragazzi di 19 anni, con l' idea di una macchina che obbedisce ad espressioni del volto e dello sguardo: "Così chi è paralizzato dal collo in giù può compiere azioni quotidiane come accendere una luce o inviare una mail". Si chiamano Federico Gualdi, Roberto Lucchisani e Nicholas Silvestri.

Al MakeToCare sono arrivati secondi. Come Mattia Strocchi, hanno sudato sui libri e le macchine del Fablab; ora li attende la Silicon Valley. Ma sono mosche bianche. L' Italia è al 22º nella classifica europea dei paesi innovatori, dietro Malta […].

Fonte: qui




domenica 17 settembre 2017

“CANCELLARE LA SCRITTA DUX DALL’OBELISCO? E’ ‘NA STRON**TA”

MARIO PENNACCHI: “IL PARTIGIANO PERTINI NON HA IMPOSTO IL BAVAGLIO AI NOSTALGICI E LO FA OGGI FIANO! SONO GLI ATTEGGIAMENTI DI CHI RITIENE CHE IL GIUSTO SIA CIÒ CHE PENSA LUI. 
BISOGNA PUNIRE LE AZIONI, NON LE PAROLE. SE QUALCUNO VA A UNA MANIFESTAZIONE PER MENARE, ALLORA CHIAMI MINNITI E LO FAI GONFIA' DE BOTTE…”
Adriano Scianca per “la Verità”

PENNACCHIPENNACCHI
«Pennacchi, è pronto per l' intervista?». «No». «Come no? Avevamo fissato un appuntamento...». «Richiamami tra cinque o sei minuti, devo fini' la sigaretta». A Latina hanno tirato su una città da una palude, lottando metro dopo metro con gli acquitrini, le zanzare, la malaria, non hanno tempo per i convenevoli. Se quella storia è divenuta un' epopea, questo lo dobbiamo in larga parte ad Antonio Pennacchi e al suo Canale Mussolini, ma anche a Fascio e martello, il saggio con cui, qualche anno fa, si mise in testa di rintracciare ogni singolo borgo o città sorto dal nulla durante il fascismo.

EMANUELE FIANOEMANUELE FIANO
Ne trovò circa 150. Canale Mussolini, malgrado il nome ingombrante nel titolo, vinse il premio Strega, il premio Acqui Storia, il premio Libro dell' anno del Tg1 e fu finalista al premio Campiello. Cinque o sei minuti dopo, gli chiediamo cosa pensa dell' attuale dibattito sul fascismo e antifascismo.

Cosa pensa della legge Fiano all' esame delle Camere? Serviva una norma contro la propaganda fascista, oggi?
«Penso che sia una legge antidemocratica. Non vorrei citare la conosciutissima frase attribuita a Voltaire, ma è quella l'essenza della democrazia pluralista. La democrazia non può essere intesa come dittatura della maggioranza, ma è innanzitutto difesa delle minoranze, come sancisce la Costituzione stessa. Ci deve essere libertà di pensiero e di parola».

C'era, secondo lei, l'urgenza di legiferare su questi argomenti?
«Secondo me no, anche perché questa legge arriva a 70 anni da quei fatti storici.
PENNACCHIPENNACCHI
Certe cose non sono passate per la testa nemmeno a quelli che la resistenza antifascista l'avevano fatta per davvero. Ora, io dico, se 'ste cose non sono venute in mente a Sandro Pertini, a Luigi Longo, ad Adriano Ossicini, perché adesso, 70 anni dopo, noi dobbiamo essere più antifascisti delle brigate partigiane? Mi pare fuori luogo».

E invece dell' idea di cancellare la scritta inneggiante a Benito Mussolini sull'obelisco al Foro Italico che ne pensa?
«È 'na stronzata. Lo andassero a chiedere pure al ministro dei Beni culturali, quel bene è protetto da vincolo. E poi ripeto: ma se non è venuto in mente a Pertini, perché deve veni' in mente a te 70 anni dopo? Lasciamo perdere, le cose stanno là, punto e basta. E allora perché non togliamo le varie vie Umberto I in giro per l' Italia, dato che quel re fu responsabile di eccidi come quello di Fiorenzo Bava Beccaris contro la folla milanese?».
EMANUELE FIANOEMANUELE FIANO

La proposta del Pd è bocciata in pieno, insomma.
«E poi, parliamoci chiaro non è un problema reale. Non mi pare che questa insorgenza fascista sia un problema vero. Il Paese ha altri problemi, affrontassero quelli».

Sta di fatto che l' Italia continua a fare i conti col fascismo. E spesso non tornano.
«Guardi, al Ventennio fascista sono legati aspetti cruciali e buchi neri della nostra storia. Fu una dittatura, represse ogni minoranza e ogni pensiero divergente, poi pensiamo alle leggi razziali, alle politiche d'aggressione, alle guerre tragicamente perse. Il giudizio complessivo non può che essere negativo, è chiaro. Ma in 20 anni non le possono aver fatte tutte sbagliate, no? Tra le cose positive c' era la costruzione di uno stato sociale in Italia, la modernizzazione del Paese, le bonifiche. Quello che siamo nasce, nel bene e nel male, da tutto ciò che siamo stati».
OBELISCO MUSSOLINI FORO ITALICOOBELISCO MUSSOLINI FORO ITALICO

Lei ha studiato il fenomeno delle città di fondazione. Nelle cose positive del fascismo c' è anche quell' aspetto, no?
«Ma l'architettura fascista nel suo complesso è stata un elemento estremamente positivo. Noti bene l'aporia: in quell' architettura l' elemento propulsore principale è stato determinato dagli architetti ebrei fascisti. Penso a Vittorio Ballio Morpurgo, a Giuseppe Pagano, a Mario Tufaroli Luciano, a Concezio Petrucci, che sposò l'ebrea tedesca Hilde Brat. Questi sono gli architetti che hanno costruito Pomezia, Aprilia, Segezia, Fertilia.

Camillo Barany, che fa le bonifiche prima a Isola sacra, a Roma, poi a Mussolinia (oggi Arborea, in Sardegna) e a Littoria e infine muore volontario in Abissinia, era ebreo. L'ebraismo italiano partecipa alla costruzione del fascismo e poi dal fascismo viene tradito e messo al bando. Queste sono le aporie dolorose del fascismo».

Pezzi di storia che non tutti conoscono.
«Queste sono le cose che andrebbero raccontate ai giovani, senza vietare alcunché.
In molte persone che si rifanno al fascismo si riscontra una grande ignoranza, a cui però non si può rispondere con altra ignoranza, negando anche le cose positive che ci sono state. Si risponde con una visione complessiva della storia».
mussolini 2MUSSOLINI 

La mania iconoclasta dei vari Fiano, secondo lei, si giustifica alla luce di cosa? È un' operazione «comunista», quella che stanno facendo? È roba «antifascista»? Oppure di che si tratta?
«No, è roba che sta su un piano antropologico, punto e basta. Sono gli atteggiamenti di chi ritiene che il giusto e il bene collettivo si identifichino con ciò che pensa lui. Ma non è così. Altra cosa sono i comportamenti, ovviamente».

Punire le azioni illegali ma lasciare in pace le idee, insomma.
«Esatto. Lo Stato deve reprimere i comportamenti violenti. Se qualcuno va a una manifestazione per menare, allora tu chiami Marco Minniti e lo fai gonfia' de botte dalla polizia, su questo non si discute. Il tentativo di imporsi con la violenza da parte di ipotetici fascisti andrebbe represso, se ci fosse, ma non c'è, nella realtà. Per il resto, il diritto delle persone di pensarla come vogliono, e anche di salutarsi come vogliono, di fare i riti funebri che preferiscono, tutto questo va lasciato e garantito».
mussoliniMUSSOLINI

Per concludere: noi oggi ci stiamo ancora facendo delle domande sul lascito del fascismo...
«No, te lo stai a domanda' tu, io non me domando proprio niente, so' passati 70 anni».

Riformulo: alcuni politici si stanno ancora interrogando sul lascito del fascismo dopo 70 anni. Ma tra 70 anni, i posteri avranno qualcosa su cui interrogarsi, rispetto a ciò che lasceremo noi?
«Ma che cazzo ne so io».

Fonte: qui

sabato 9 settembre 2017

SENZA VERGOGNA - DOPO 25 ANNI, DI PIETRO CONFESSA: “HO COSTRUITO IL MIO CONSENSO POLITICO SULLE MANETTE. E SONO ANDATO A CASA”

Di Pietro:'Mi hanno mandato a casa, troppe manette'


Gisella Ruccia per Il Fatto Quotidiano

MEA CULPA DI PIETROMEA CULPA DI PIETRO
“Prendiamo atto di una verità sacrosanta, di cui io sono testimone, anzi parte interessata: il consenso sulla paura. Se si cerca il consenso sulla paura, lo si ottiene in una elezione, ma poi si va a casa. Io ne sono testimone: ho fatto politica basandola sulla paura e ne ho pagato le conseguenze”.

antonio di pietro magistratoANTONIO DI PIETRO MAGISTRATO
Così l’ex leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, si pronuncia durante L’Aria che Tira Estate (La7), commentando le vicissitudini politiche italiane recenti. E, tra gli applausi in studio, aggiunge: “Ho costruito la mia politica sulla paura delle manette, sul concetto che erano tutti criminali, sulla paura che chi non la pensava come me era un delinquente. Oggi però, avviandomi verso la terza età, mi rendo conto che bisogna rispettare anche le idee degli altri.

antonio di pietroANTONIO DI PIETRO
“Mi volevano ministro a destra e a sinistra perché portavo qualche bagaglio di voti. Ho fatto l’inchiesta Mani Pulite con cui si è distrutto tutto ciò che era la cosiddetta Prima Repubblica: il male, che era la corruzione e ce n’era tanta, ma anche le idee. E sono nati i partiti personali: i Di Pietro, i Bossi, i Berlusconi. Tutti partiti che hanno il tempo della persona. Io personalmente, prima di rivolgere gli occhi al cielo, vorrei rendermi conto che non basta una persona”. “Pazzesco”, commenta, entusiasta e rapito, l’imprenditore Luigi Crespi.

Fonte: qui