9 dicembre forconi: gru
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sabato 6 ottobre 2018

L'OCCIDENTE, UN COLABRODO IN MANO AGLI HACKER. ESPULSE 4 SPIE RUSSE DALL'OLANDA


L'INTELLIGENCE SOVIETICA AVREBBE LANCIATO UNA SERIE DI ATTACCHI CONTRO L'OPAC (ARMI CHIMICHE-CASO SKRIPAL), L'AGENZIA CHE INDAGA CONTRO IL DOPING, AZIENDE E PROCESSO ELETTORALE 

UNA RISPOSTA COORDINATA TRA GB, OLANDA, NATO, STATI UNITI E CANADA, MA TAPPATO IL BUCO RUSSO SI APRE LA VORAGINE CINESE…

Beda Romano e Antonella Scott per www.ilsole24ore.com

La misteriosa intelligence militare russa è sul banco degli imputati, la sigla Gru (in italiano Direttorato principale per l’informazione) di nuovo sotto i riflettori. Sotto un’accusa coordinata da parte di Gran Bretagna, Olanda, Nato, Stati Uniti, Canada. L’accusa riguarda una lunga serie di tentati attacchi informatici contro l’Occidente e le sue democrazie, contro agenzie sportive, contro imprese e contro l’Opac, l’Organizzazione per l’interdizione delle armi chimiche, impegnata dalla primavera scorsa nel tentativo di risolvere il caso Skripal e nelle indagini sull’uso di armi chimiche in Siria.

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Agenti smascherati, sospettati, espulsi: le rivelazioni contro lo spionaggio militare russo sembrano trasformarsi in una valanga. Ieri le ha raccolte anche Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo: «Metterò la cybersicurezza in agenda al prossimo vertice Ue», il 18 ottobre, ha detto. Sottolineando che «sfortunatamente il caso Skripal» in Gran Bretagna «non è stato l’unico evento» che ha visto coinvolti i servizi russi.

Con toni che riportano drammaticamente alla guerra fredda, giovedì Gran Bretagna e Olanda hanno accusato la Russia di aver organizzato un massiccio attacco cibernetico contro l’Opac (l’acronimo inglese è Opcw), istituzione delle Nazioni Unite con sede nella capitale olandese. Qui, in collaborazione con il Regno Unito, lavorano gli scienziati che cercano di far luce sul veleno che sarebbe stato utilizzato a Salisbury in marzo da presunti agenti del Gru per eliminare Serghej Skripal, l’ex agente dei servizi militari russi definito proprio mercoledì da Vladimir Putin «un traditore della patria».

Giovedì il governo olandese ha reso nota l’espulsione nell’aprile scorso di quattro diplomatici russi, agenti dell’intelligence militare. «Questo tentativo di accedere al sistema di sicurezza di un’organizzazione internazionale dedicata alla lotta contro le armi chimiche nel mondo – hanno scritto in un comunicato comune i premier Mark Rutte e Theresa May – mostra come il Gru disprezzi i valori e le regole internazionali alla base della nostra sicurezza comune». Il ministro della Difesa britannico, Gavin Williamson, ha definito la Russia «uno Stato pariah».

A Bruxelles, dove era in corso una riunione dei ministri della Difesa della Nato, il segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg ha esortato Mosca «a cessare il suo comportamento irresponsabile». Ma in Russia, il ministero degli Esteri ha respinto le accuse, tornando sull’immagine dello spray contaminato dal novichok, il gas nervino che a Salisbury avrebbe avvelenato Skripal e la figlia Yulia: «Hanno mescolato tutto in una bottiglia - ha commentato Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo -: Gru, spie cibernetiche, hacker del Cremlino e Wada (l’Agenzia internazionale anti-doping, ndr). Questa è solo una diabolica miscela di profumo».

La polizia britannica sospetta che i due agenti del Gru a cui si attribuisce l’attacco agli Skripal - noti come Ruslan Boshirov e Aleksandr Petrov - avessero nascosto l’agente nervino in una falsa boccetta spray di profumo Nina Ricci. Dopo aver “avvelenato” la porta di ingresso dell’abitazione di Serghej Skripal, secondo Scotland Yard, Boshirov e Petrov avrebbero gettato la boccetta nel parco. L’avrebbe ritrovata Charlie Rowley, e regalata alla moglie Dawn Sturgess. Se i due Skripal sono sopravvissuti, per lei non c’è stato scampo.

Denunce contro il Gru giungono anche dal Canada, dall’Australia e dagli Stati Uniti. Washington ha accusato sette presunti agenti, quattro di loro coincidono con i nomi fatti in Olanda. Avrebbero organizzato attacchi cibernetici contro la Wada e contro la società americana Westinghouse. Avrebbero anche effettuato operazioni di riciclaggio di denaro sporco, frodi bancarie, e furti d’identità.

Tre dei sette agenti presi di mira dalle autorità americane, inoltre, appartengono al gruppo di 12 persone accusate di interferenze nella campagna presidenziale americana del 2016.

Ora l’America sposta le proprie preoccupazioni sulle elezioni di metà mandato, il mese prossimo, per il rinnovo della Camera e di un terzo del Senato; la Ue guarda alle europee di maggio. Si calcola che in Europa vi siano circa 4.000 attacchi al giorno: l’anno scorso la Commissione europea ha proposto di creare un’ agenzia comunitaria tutta dedicata alla sicurezza cibernetica. 

Fonte: qui

VOLETE SAPERE COME I SERVIZI SEGRETI MILITARI RUSSI SI SONO GIOCATI L’IDENTITÀ DI 300 AGENTI? 

GRAZIE A UNA LADA, MITICA MACCHINA SOVIETICA 

UNA DELLE QUATTRO SPIE ESPULSE PER L'ATTACCO ATTACCO INFORMATICO ALL’OPAC RISULTA INTESTATARIO DI UN'AUTO REGISTRATA ALL’INDIRIZZO ‘KOMSOMOLSKY PROSPEKT 20’, SEDE DELL'INTELLIGENCE A MOSCA 

INCROCIANDO I DATI DI ALTRE VETTURE CON QUESTO INDIRIZZO SI È ARRIVATI AI NOMI DI 300 AGENTI

DAGONEWS

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L'identità di oltre 300 agenti dei servizi segreti militari russi potrebbe essere stata rivelata grazie al pasticcio seguito all’espulsione da parte dei servizi di sicurezza olandesi di quattro cittadini russi, accusati di aver pianificato lo scorso aprile un attacco informatico contro l’Organizzazione per la prevenzione delle armi chimiche (Opac) con sede a L’Aia, nei Paesi Bassi.
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Il sito web di Bellingcat, con il suo partner investigativo russo The Insider, ha dichiarato di aver trovato una lista di 305 persone proprietarie di veicoli registrati presso un edificio di Mosca che sarebbe la sede della Gru, l’intelligence militare russa.
Secondo Bellingcat, Alexey Morenets, uno dei quattro espulsi, è risultato proprietario di una macchina Lada (VAZ 21093) registrata all’indirizzo Komsomolsky Prospekt 20, base dell'unità militare 26165, che risulta essere la sede della Gru: «Cercando altri veicoli registrati allo stesso indirizzo, Bellingcat è stata in grado di produrre un elenco di 305 individui di età compresa tra i 27 e i 53 anni. La lista include nomi, date di nascita e numeri di cellulare. Se si trattasse di un elenco di agenti Gru, sarebbe un enorme danno per l’intelligence russa».
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A corroborare l’ipotesi che i quattro siano agenti c’è anche la ricevuta di un taxi, trovata in tasca a uno degli espulsi: si tratta di una fattura da 842 rubli per un viaggio da Nesvizhskiy Pereulok, una strada nei pressi del Gru a Mosca, all'aeroporto di Sheremetyevo, da dove i quattro uomini sono volati in Olanda.
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Fonte: qui


mercoledì 18 luglio 2018

“CI SONO PROVE DI UN ATTACCO DEGLI HACKER RUSSI IN ITALIA”

LO SOSTIENE UNA RICERCA DI UN’AZIENDA DI CYBERSECURITY: “IL BERSAGLIO POTREBBE ESSERE LA MARINA ITALIANA” 

SULLE RETI DEL NOSTRO PAESE E’ CIRCOLATO IL MEDESIMO MALWARE USATO DA UN GRUPPO PARAMILITARE (COLLEGATO AL SERVIZIO SEGRETO MILITARE RUSSO) CHE HA AGITO ANCHE NELL’HACKERAGGIO DELLE MAIL DEMOCRATICHE NELLE PRESIDENZIALI USA

JACOPO IACOBONI per www.lastampa.it
 
Alla long story dell’interferenza della Russia nei processi elettorali occidentali, si potrebbe aggiungere un altro tassello. Questa volta la vittima sarebbe l’Italia. Ricercatori di un’azienda di cybersecurity italiana (CSE Cybersec) hanno scoperto che sulle reti italiane è circolato un malware in tutto simile a quello usato dai russi di Apt28 (aka Fancy Bear, o Pawn Storm), un gruppo paramilitare di hacker ritenuti collegati al GRU, il servizio segreto militare russo.

Apt28 è stato a lungo ritenuto l’autore di tante operazioni molto importanti di hacking, tra le quali spicca l’hackeraggio della primavera del 2016 ai danni delle mail del Comitato nazionale dei democratici, nella corsa verso le elezioni presidenziali americane - prima che il nuovo indictment del Procuratore speciale Robert Mueller accusasse direttamente dodici ufficiali del GRU di aver eseguito, gestito e diretto l’operazione.

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L’operazione di spionaggio - che i ricercatori chiamano “Operation Roman Holiday” - dura da alcune settimane, e non è certo chi sia la vittima dell’hackeraggio, ma potrebbe trattarsi della Marina italiana. Lo spiega Pierluigi Paganini, capo tecnologo di CSE Cybsec, che tra l’altro è direttore del Master in cybersecurity alla ormai famosa Link Campus University, intervistato da Agi: «Se adottiamo le logiche degli attaccanti parrebbe un riferimento alla Marina militare italiana e ci invita a verificare l’ipotesi che quel codice malevolo sia stato sviluppato come parte di una serie di attacchi mirati contro la Marina o altre entità ad essa associate, come i suoi fornitori».


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Scoperta la “backdoor”, la porta posteriore nelle reti, una serie di esempi del malware sono stati inviati da Cybersec a una piattaforma di cybersecurity aperta, Virus Total, attraverso un analista conosciuto online con il nome @drunkbinary. E da questo incrocio di verifiche è risultato confermato, spiegano i ricercatori, che esiste un pezzo di malware (il software maligno che di solito si impianta in un computer nemico, inducendolo a cliccare un link malevolo inviato alla vittima) in tutto analogo a quelli usati dagli hacker di Apt28.

Le somiglianze sono, dal punto d vista dell’evidenza informatica, molto rilevanti: il linguaggio in cui è scritto il codice del malware è uguale a quello di un malware usato dai russi (linguaggio Daphni). I luoghi remoti di command and control verso i quali vengono indirizzati i dati; anche alcune «librerie dinamiche” che il malware spinge surrettiziamente i computer attaccati a caricare. Non sarebbe il primo attacco russo contro l’infrastruttura italiana: di almeno un’altra circostanza è stato scritto già un anno e mezzo fa dal Guardian, che citò fonti governative, mai smentito da nessuno.
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«Non possiamo escludere - sostiene Cybersec - che Apt abbia sviluppato la backdoor per colpire specifiche organizzazioni, tra le quali la Marina militare italiana, o qualche altro subcontractor. Nelle nostre analisi non siamo riusciti a collegare il file malevolo dll ai sample di X-agent trovati, ma crediamo che entrambi siano parte di un attacco ben coordinato e chirurgico di Apt28». Varrà la pena notare che anche nel nuovo indictment di Mueller si racconta delle modalità X-agent con cui ha agito - in questo caso direttamente il GRU -contro le mail dell’ufficio di Hillary Clinton.



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La ricerca, pubblica, è stata messa a disposizione sul sito dello Z-Lab di Cybersec. La piattaforma online che l’ha incrociata - VirusTotal - mette a disposizioni alcuni samples riscontrati. Cresce, negli ambienti degli analisti e degli osservatori internazionali, la preoccupazione che il caso Usa non sia affatto isolato. E inquietudini geopolitiche si sommano a quelle forensi: specialmente nel momento in cui il presidente americano Donald Trump, a Helsinki, ha detto di credere a Vladimir Putin, che nega che la Russia abbia hackerato le elezioni Usa, anziché a tutta la comunità dell’intelligence americana, che sostiene il contrario; e nel momento in cui il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini, incontrando a Mosca prima esponenti del Consiglio per la sicurezza nazionale russo, poi il ministro dell’interno russo, ha spiegato che l’Italia coopererà proprio con la Russia «nella cybersecurity e contro gli attacchi informatici», arrivando a scambiarsi - ha scritto Salvini - anche «banche dati» con Mosca.

Fonte: qui

martedì 15 maggio 2018

Operaio muore in un cantiere nautico a La Spezia

L'uomo è stato schiacciato da una lastra metallica

Ansa - 14Mag2018. Un operaio è morto in un incidente sul lavoro, schiacciato da una pesante lastra metallica, a La Spezia. L'incidente è avvenuto nel cantiere navale di Pertusola, del Gruppo Antonini. 
La vittima è un cittadino croato, Dragan Zekic, di 56 anni, residente in provincia di Treviso. Zekic era dipendente di una ditta trevigiana cui il cantiere spezzino aveva affidato l'area per i lavori sui pontili. Secondo quanto appreso dai carabinieri, la lastra potrebbe essersi sganciata da una gru.
I sindacati hanno proclamato uno sciopero generale di 8 ore mercoledì alla Spezia, per tutte le categorie. Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di organizzare dalle 10 alle 12 un presidio sotto il palazzo della Prefettura sempre per la giornata di mercoledì, e non domani come avevano precedentemente comunicato. I rappresentanti sindacali saranno poi ricevuti dal Prefetto della Spezia. "Fermiamo la strage, basta con i morti sul lavoro" lo slogan della manifestazione. "La città deve fermarsi per un giorno, deve essere una giornata di lutto e riflessione. Occorre rilanciare subito il tavolo della sicurezza provinciale" hanno chiesto Cgil, Cisl e Uil della Spezia. 

sabato 28 aprile 2018

Treno Savona-Torino deraglia nel cuneese: due feriti.

Ultime notizie: il convoglio ha urtato una gru. Tanta paura quest’oggi in Piemonte, in provincia di Cuneo, per un incidente ferroviario








Non è facile per i passeggeri che si trovavano a bordo del treno regionale Savona-Torino ricordare quanto accaduto poco dopo le 12. Tanta infatti la paura per l'incidente avvenuto a causa dell'urto con una gru. «Abbiamo sentito una botta e poi il rumore di vetri infranti», ha raccontato Vincenzo D'Auria, uno dei passeggeri. Ai microfoni di Repubblica ha ricordato i momenti subito dopo l'impatto del convoglio con una gru di una ditta la cui sede è confinante con la ferrovia, che ha provocato il deragliamento del locomotore. «Il sangue freddo della donna che era ai comandi della motrice ci ha salvato la vita», prosegue l'uomo. Quindi ringrazia pubblicamente la macchinista: «È stata lei, seppur sotto shock, a far rallentare la motrice e poi a rassicurare le persone a bordo fino all'arrivo dei soccorsi». Rfi intanto ha fatto sapere di aver avviato le attività di rimozione del treno urtato dalla gru, visto che l'Autorità Giudiziaria ha eseguito gli accertamenti e dato il via libera. Dopo il recupero del treno, i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana interverranno e definiranno i tempi necessari per il ripristino dell'infrastruttura danneggiata e per la ripresa, in piena sicurezza, della circolazione ferroviaria. (agg. di Silvana Palazzo)

“GRU CROLLATA PRIMA DELL'ARRIVO DEL CONVOGLIO”

«Abbiamo visto la morte in faccia». Comincia così la testimonianza di una persona che era a bordo del treno regionale Savona-Torino deragliato in provincia di Cuneo a causa della presenza sui binari di una gru che era caduta. «Abbiamo sentito una forte botta, è stato terribile», ha raccontato - come riportato dal Fatto Quotidiano - l'uomo, subito soccorso insieme agli altri passeggeri dalle forze dell'ordine intervenute sul posto. Rfi in una nota ha spiegato che bisogna più correttamente parlare di treno sviato, finito cioè fuori dalla sede dei binari, senza deragliare. «Nessun ferito grave, solo un paio di contusi e tanto spavento», ha dichiarato l'assessore regionale ai Trasporti Francesco Balocco, che si è recato a Trinità, dove è avvenuto l'incidente. «Rfi sta già predisponendo le attività per la rimozione del treno e il ripristino della linea, che dovrebbe avvenire entro lunedì, almeno a velocità ridotta». Poi, come riportato da Cuneo Cronaca, ha parlato della dinamica: «La gru è crollata prima dell'arrivo del treno, che non è riuscito a frenare e a evitare l'impatto nonostante abbia attivato la rapida. Lo scontro ha determinato lo svio del treno, che si è fermato qualche centinaio di metri più avanti». Clicca qui per il video dal luogo dell'incidente. (agg. di Silvana Palazzo)

IL BILANCIO DELL'INCIDENTE: 10 FERITI

Aumenta il numero dei feriti (anche se tutti fortunatamente in modo lieve) dopo l’incidente ferroviario che ha coinvolto un treno partito da Savona e diretto a Torino. Secondo quanto appurato da Rfi, il suddetto treno non è deragliato ma è stato solo sviato, ovvero uscendo solo dalla sede dei binari, a causa di una gru privata che stava effettuando dei lavori proprio a ridosso della linea, colpendo non solo il locomotore e anche due delle carrozze. Ad ogni modo, per adesso rimane interrotta la circolazione ferroviaria tra Fossano e Mondovì dato che è stato necessario portare in ospedale alcuni dei feriti: tra questi nove sono dei passeggeri che viaggiavano sul regionale veloce, mentre il decimo sarebbe lo stesso conducente del treno, ricoverato in “codice giallo” a causa dei traumi riportati a seguito dello svio, anche se pure nel suo caso le condizioni di salute non destano alcuna preoccupazione. (agg. R. G. Flore)

CUNEO, GRU INVADE BINARI: DERAGLIA TRENO REGIONALE

Un treno è deragliato nel tratto Trinità-Sant'Albano, in provincia di Cuneo. L'incidente è avvenuto poco prima delle 13 e vede coinvolto il convoglio regionale 10130 Savona-Torino. Rfi ha specificato che dal punto di vista tecnico si è trattato di uno svio: una gru di una ditta esterna ha infatti invaso una parte dei binari. Si sono subito recati sul posto i soccorritori e le forze dell'ordine: stando ai primi accertamenti ci sarebbero tre feriti lievi. Il treno regionale veloce era partito alle 11.30 da Savona e l'arrivo a Torino Porta Nuova era previsto le per 13.35. Aveva fatto una fermata a Ceva prima dell'incidente. I viaggiatori del treno, dice Rfi, sono stati accompagnati alla fermata di Trinità ed è stata richiesta quindi l'attivazione di un servizio sostitutivo con bus perché è stata sospesa la circolazione ferroviaria tra Fossano e Mondovì sulla linea Torino-San Giuseppe di Cairo.

APERTA INCHIESTA

Il convoglio, su cui viaggiavano centinaia di persone, era in procinto di entrare in stazione, quindi viaggiava a velocità ridotta quando ha urtato la gru, appartenente ad una ditta privata, che era impegnata in lavori esterni alla ferrovia. L'urto ha quindi fatto deviare il treno dai binari. Dalle 12.25 la circolazione ferroviaria è sospesa tra Fossano e Mondovì. Lo ha spiegato Rfi in un comunicato: “Per la presenza sui binari di una gru privata esterna alla ferrovia il locomotore e due carrozze di un treno regionale sono stati urtati durante il transito”. Per via dell'urto il treno è sviato nei pressi della fermata di Trinità. La gru privata stava effettuando lavori esterni alla linea ferroviaria. “È stata avviata un'inchiesta per accertare la dinamica dell'accaduto”, precisa ancora Rfi. I feriti, tutti lievi, sono tre. (agg. di Silvana Palazzo).
Fonte: qui