9 dicembre forconi: filippini
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venerdì 3 agosto 2018

Bambina italiana uccisa da una medusa nelle Filippine

Era in vacanza con la mamma filippina nell'arcipelago

   Ansa - Una bambina romana di 7 anni, Gaia Trimarchi, è morta durante una vacanza nelle Filippine dopo dopo essere venuta a contatto con una medusa durante un bagno in mare. Lo riferiscono i media locali.


    Gaia, che ha il papà italiano, si trovava in gita nell'isola di Sabitang Laya con la madre filippina, uno zio e un cugino, e stava raccogliendo conchiglie in un tratto di mare vicino alla spiaggia quando si è messa a gridare per il dolore. "Ho visto la parte superiore della gamba diventare viola", ha raccontato la madre, Romanita Cabanlong.



    E' stata necessaria mezz'ora di barca - riferiscono i media - per trasportare Gaia fino all'isola più grande di Caramoan e poi altri dieci minuti per arrivare in ospedale. Qui è stata dichiarata la morte a causa di quella che è stata definita una grave reazione allergica. 

Il tragico episodio, avvenuto la scorsa settimana ma rilanciato dai media filippini solo nelle ultime ore, è da attribuire a una specie letale di meduse, presenti anche nelle Filippine che già in passato si sono trasformate in killer. Come nel caso di un altro bambino di 6 anni che, secondo quanto riferito da alcune fonti locali, che avrebbe perso la vita in circostanze analoghe solo poche settimane fa. "Si tratta di una specie molto pericolosa per l'uomo": la 'medusa scatola' o 'medusa-vespa' è considerata tra le più letali del pianeta: può causare spasmi, seguiti da paralisi, arresto cardiocircolatorio ed il decesso in pochi minuti, ha spiegato Gerry Reyes, biologo marino della guardia costiera filippina, intervistato da Abs-Cbn.
"E' essenziale, in questi casi, l'aceto" che può contribuire a "neutralizzare il veleno", riducendone l'impatto, ha aggiunto. Ma sulla barca della piccola Gaia non c'era nulla. E lei è morta e non tornerà più in Italia.

“MI È MORTA FRA LE BRACCIA” 

PARLA LA MADRE DI GAIA TRIMARCHI, LA BAMBINA DI 7 ANNI UCCISA DA UNA MEDUSA NELLE FILIPPINE 

QUANDO L’HA ATTACCATA LA “CUBOMEDUSA” STAVA RACCOGLIENDO CONCHIGLIE 

“NESSUNO CI HA DETTO CHE LÌ C’ERA QUELLA SPECIE”: LA “VESPA DI MARE” È LA PIÙ VELENOSA DEL MONDO E NON VIVE NEL MEDITERRANEO, DOVE PERÒ…

GAIA, LA BIMBA UCCISA DA UNA MEDUSA STAVA RACCOGLIENDO DELLE CONCHIGLIE
Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

gaia trimarchi 4GAIA TRIMARCHI
La sua Barbie preferita, il peluche di Minnie. Le foto a Roma, d' inverno, dove viveva e andava a scuola. Ricordi struggenti di Gaia Trimarchi, sette anni, vegliata dai genitori e da altri parenti nella casa di famiglia a Muntinlupa City, nelle Filippine.

A centinaia di chilometri, sull' isola di Sabitang Laya, la piccola nuotatrice, talento del dorso e della rana, che aveva gareggiato anche a primavera nei campionati regionali per il circolo Fitness Sporting Club 2016 al Portuense, è stata punta da uno dei sessanta tentacoli di una cubomedusa, la «vespa di mare» - nome scientifico Chironex fleckeri -, uno degli esemplari planctonici più letali del mondo.
gaia trimarchi 5GAIA TRIMARCHI

Meno di un' ora più tardi Gaia è morta nell' ospedale di Caramoan, dove è giunta dopo quaranta minuti, uccisa dallo choc anafilattico. «Mi è morta fra le braccia», racconta la madre Manette Trimarchi, filippina, sposata con un italiano, che si trovava in vacanza nella località turistica del suo Paese insieme con gli zii della piccola e il suo istruttore di nuoto.

La tragedia di Gaia risale al 26 luglio scorso ma è stata resa nota solo ieri e ha impressionato i filippini. Anche perché ha scatenato polemiche furiose sulla mancanza di misure di sicurezza e sui ritardi nei soccorsi. E perché una settimana prima aveva perso la vita un' altra bimba.
medusa vespa di mareMEDUSA VESPA DI MARE

«Nessuno ci ha detto che la zona è infestata da quella specie di meduse - accusa proprio la madre della piccola, che nei prossimi giorni sarà riportata a Roma per i funerali -, non c' erano divieti di alcun genere.

Lei stava in un punto dove l' acqua è bassa, raccoglieva conchiglie, era una sua passione. All' improvviso l' abbiamo sentita gridare. Ci siamo avvicinati, aveva bolle viola su una gamba e su una mano.

"Mamma, che mi sta succedendo?", mi ha detto Gaia. "Portami via, non torniamo più su questa spiaggia"». La situazione è precipitata in un attimo. Gli effetti della puntura della «medusa scatola», altro nome dell' animale, si manifestano in tre minuti: spasmi, vomito, delirio.

gaia trimarchi 2GAIA TRIMARCHI
Sulla barca noleggiata dal gruppo di turisti non c' era il kit di pronto soccorso e nemmeno l' aceto che può tamponare per qualche minuto le conseguenze della puntura.
Il timoniere, Edcel Alarcon, ha invertito la rotta puntando verso la spiaggia di Caramoan distante mezz' ora di navigazione.

gaia trimarchi 3GAIA TRIMARCHI




All' arrivo in ospedale i medici non hanno potuto somministrare dei farmaci specifici alla piccola: le sue condizioni erano disperate. Il decesso è sopraggiunto poco dopo. «Avevo avvertito i turisti di rimanere solo un quarto d' ora.

Non pensavo scendessero in acqua, ma che si limitassero a scattare fotografie», spiega il timoniere e un suo assistente, Prospero Ortil, ammette di «aver gettato gasolio sulle ferite della bimba.

Non avevo altro, non c' era l' aceto perché non serviamo pasti agli ospiti che si erano portati da soli da mangiare».

LA PICCOLA «VESPA DI MARE» CON TENTACOLI LUNGHI 3 METRI. È LA PIÙ VELENOSA AL MONDO
Paolo Virtuani per il “Corriere della Sera”


cubomedusaCUBOMEDUSA
Nel Mediterraneo non è presente la medusa che ha causato la morte della bambina nelle Filippine, una cubomedusa del genere Chironex fleckeri. La Vespa di mare, questo il nome con il quale è conosciuta, ha un veleno ritenuto tra i più letali del mondo animale.

Ha tentacoli che possono arrivare a tre metri di lunghezza, vive nelle acque calde dell' Indo-Pacifico tra Australia e Filippine.

gaia trimarchi 1GAIA TRIMARCHI


Come con tutte le meduse, le tossine possono provocare uno choc anafilattico variabile da individuo a individuo e che può avere esiti fatali se non affrontato velocemente.
Bambini e cardiopatici possono subire le conseguenze più gravi.

In Australia esiste un vaccino specifico contro la Vespa di mare, che però va somministrato con rapidità. Le cubomeduse sono presenti anche nei nostri mari, ma non con specie pericolose come quelle del Pacifico.

In Adriatico è diffusa Carybdea marsupialis, tre centimetri di diametro ma con tentacoli lunghi 30 centimetri. «Non è mortale, ma provoca intense irritazioni», avverte Angela Santucci, biologa marina dell' Istituto di scienze marine Ismar-Cnr.
medusa vespa di mare 1MEDUSA VESPA DI MARE

«A metà luglio sono state viste sul Gargano e ai primi di agosto in Puglia tra Molfetta e Giovinazzo».

Nei nostri mari si ricorda solo un caso mortale dovuto alle meduse, provocato dalla Caravella portoghese (Physalia physalis): una donna di 69 anni morì nell' agosto 2010 in Sardegna.

caravella portoghese 5CARAVELLA PORTOGHESE
«La Caravella portoghese, che non è una vera medusa ma una colonia di idrozoi», dice Stefano Piraino, professore di zoologia dell' Università del Salento, «non è una specie mediterranea. Esemplari sono entrati dallo stretto di Gibilterra. Oltre che in Sardegna, sono stati avvistati alle isole Egadi e nello stretto di Messina: casi sporadici che non destano preoccupazione».

Attraverso il canale di Suez è arrivata Rhopilema nomadica. «Nel Mediterraneo orientale è già un problema: non è mortale, ma è molto urticante», avverte Luigi Musco, biologo marino e ricercatore della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli. «In Israele è attivo un servizio per avvertire della presenza di questa medusa di 40 centimetri di diametro e cinque chili di peso».
gaia trimarchi 1GAIA TRIMARCHI

La medusa autoctona più urticante presente in quantità nei nostri mari è Pelagia noctiluca. «Grande dieci centimetri, colore marrone-violetto, ha lunghi tentacoli», illustra Giorgio Bavestrello, docente di zoologia all' Università di Genova. «Vive in profondità e risale seguendo le sostanze nutrienti nei canyon sottomarini. È diffusa nel Tirreno e nel mar Ligure».
Le meduse non attaccano l' uomo e non mordono. Le sostanze urticanti vengono rilasciate da minuscoli arpioni collegati a un filamento che viene estroflesso dai tentacoli come difesa o per catturare le prede.
pelagia noctilucaPELAGIA NOCTILUCA

Se si viene a contatto con una medusa, non farsi prendere dal panico e uscire dall' acqua.
«Per alleviare il dolore non usare aceto, ammoniaca o alcol che aumentano l' irritazione provocata dalle tossine», suggerisce Piraino. «Bagnare la parte colpita con acqua di mare e applicare ghiaccio o un impacco freddo.

Usare acqua e impacchi caldi solo con la Caravella portoghese e le cubomeduse. Con alterazioni del respiro o del battito cardiaco, recarsi al pronto soccorso». Sul sito jellyrisk.eu informazioni su come riconoscere le meduse e un manuale di primo soccorso.

caravella portoghese 2CARAVELLA PORTOGHESE
Le meduse sono in aumento in tutto il mondo. «Nel Mediterraneo sono decuplicate in 15-20 anni», dice Ferdinando Boero, professore di zoologia e biologia marina all' Università del Salento. Molte le cause, tra queste il riscaldamento dell' acqua dei mari. «Anche l' eccesso di pesca ne favorisce la proliferazione»

Fonte: qui
medusa pelagia noctilucaMEDUSA PELAGIA NOCTILUCA

sabato 7 luglio 2018

PADOVA, FINISCE MALISSIMO LA SFIDA A COLPI DI KATANA TRA DUE FILIPPINI

GLI SFIDANTI SI SONO DATI APPUNTAMENTO NEL PARCHEGGIO DELLO STADIO DI PADOVA PER CHIARIRE UNA STORIA DI TRADIMENTI A COLPI DI KATANA, RONCOLA E SCACCIACANI; UNO MUORE DISSANGUATO, L'ALTRO È INDAGATO PER OMICIDIO


filippini sfida a colpi di katana padova 5FILIPPINI SFIDA A COLPI DI KATANA PADOVA
Ieri il duello con le katana e il delitto, nel parcheggio dello stadio Euganeo di Padova, e immediato il fermo del principale indiziato, un 37enne residente in città: Melvin Arca. Sarebbe stato lui a uccidere il connazionale di 51 anni, Walter Crispin Samiento Sahagun, e poi a togliersi la maglietta per esultare come fanno i calciatori in campo.

LA VITTIMA È MORTA DISSANGUATA
filippini sfida a colpi di katana padova 4FILIPPINI SFIDA A COLPI DI KATANA PADOVA 





Walter Crispin Samiento Sahagun è morto per dissanguamento, dopo aver subito tra l'altro anche la semiamputazione di un polso. I colpi mortali - secondo quanto accertato dal medico legale e riferito dalla Questura, gli sono stati inferti con una roncola, trovata intrisa di sangue poco lontano dal luogo del delitto.

Ferite sono state localizzate nelle gambe e ai polsi, uno dei quali quasi mozzato per il tentativo di difendersi. Le katana sono ancora sottoposte a esami per verificare se siano state utilizzate per uccidere, anche se non presentano tracce ematiche.

filippini sfida a colpi di katana padova 3FILIPPINI SFIDA A COLPI DI KATANA PADOVA





L'ARRESTO DEL PRESUNTO ASSASSINO
Il presunto responsabile del delitto, Melvin Arca, che lavora come collaboratore domestico, è stato bloccato da una pattuglia delle Volanti, grazie al numero di targa della sua auto, segnalata al 113 da alcuni cittadini. Melvin Arca è stato sentito per ore, fino alle prime ore del mattino, e poi è stato portato in carcere.
filippini sfida a colpi di katana padova 2FILIPPINI SFIDA A COLPI DI KATANA PADOVA

Stando alle prime ricostruzioni, i due si erano dati appuntamento allo stadio per discutere: la vittima infatti era convinta che la sua ex compagna avesse una relazione con Arca. All'arrivo all'Euganeo, Sahagun avrebbe colpito Arca con una pistola scacciacani, poi i due si sarebbero affrontati a colpi di katana, che entrambi si erano portati.

filippini sfida a colpi di katana padova 1FILIPPINI SFIDA A COLPI DI KATANA PADOVA
Dopo un primo scontro con le spade, però, Arca ha colpito Sahagun con una roncola. Mentre la vittima era agonizzante in terra, è scappato e si è diretto in casa di alcuni parenti dove si è cambiato e ha cercato di eliminare le tracce di sangue. Portato in Questura, Arca ha ammesso di essersi dato appuntamento con la vittima e di essere stato aggredito, ma poi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Fonte: qui

martedì 22 novembre 2016

Lombardia, rissa tra filippini e sicurezza a Milano

LA RISSA DEL PIRELLONE - COLTELLI E WHISKY NELLE NOTTI DEI GIOVANI FILIPPINI DI SECONDA GENERAZIONE A MILANO: 

CHI SONO I PROTAGONISTI DELLA LITE DI VENERDÌ SCORSO DAVANTI ALLA NUOVA SEDE DELLA REGIONE LOMBARDIA. IN MANETTE SONO FINITI SEI RAGAZZI

Cesare Giuzzi per il “Corriere della Sera”

In questa piazza artificiale, racchiusa tra palazzi a specchio che ospitano gli uffici della Regione e del governatore Roberto Maroni, i filippini di Niguarda ci sono arrivati quattro anni fa. Non che la piazza di notte sia ospitale. E neppure un luogo dove tirar tardi. Ma c' è un tetto di vetro altissimo, che ripara dalla pioggia e dal freddo.

Le guardie giurate raccontano che «i ragazzi» non hanno mai creato problemi. Anche se viene difficile crederlo guardando l' arsenale di alcol che venerdì sera si erano portati dietro: whisky, birra, superalcolici, e poi noccioline, succhi di frutta, avanzi di cibo. Sono l' unica cosa rimasta dopo la rissa di venerdì sera.

Ore 22.26: due gruppi di ragazzi che si affrontano a bottiglie e coltelli sotto le telecamere di sorveglianza della Regione Lombardia. Telecamere che riprendono tutto e immortalano due minuti di guerra che quasi costano la vita a un giovane di 18 anni e a un 16enne.
Sono tutti filippini i ragazzi coinvolti in questa rissa. Che se non fosse avvenuta qui, in uno dei luoghi più sorvegliati di Milano, forse si sarebbe esaurita in fretta e senza polemiche.
pirellonePIRELLONE

Ma a Milano in questi giorni è tornata l' emergenza sicurezza, con il ministro dell' Interno che - su richiesta del sindaco Beppe Sala - ha deciso di mandare altri militari di rinforzo dopo l' omicidio di un 37enne dominicano sabato scorso in piazzale Loreto.

A colpire Antonio Rafael Ramirez sono stati due assassini ancora in fuga legati alla banda dominicana dei Trinitarios. A costargli la vita una questione di cocaina.

MILANO NOTTI DEI GIOVANI FILIPPINIMILANO NOTTI DEI GIOVANI FILIPPINI
Meno di una settimana dopo, in un luogo altrettanto simbolico, ecco i filippini. Anche se in realtà filippini quasi non sono. Perché per la maggior parte si tratta di ragazzi nati e cresciuti a Milano. Quelli presi dai carabinieri hanno tra 15 e 21 anni. Uno, 19 anni, è stato fermato per tentato omicidio, cinque sono stati arrestati per rissa e altri quattro (minorenni) denunciati.

All' appello mancano un' altra manciata di ragazzi. Vengono tutti dalla periferia Nord.
Viale Fulvio Testi, quartiere Niguarda. Solo due hanno precedenti per ubriachezza molesta e piccoli furti. Hanno storie simili: studiano in pochi, uno lavora come cameriere, altri semplicemente non fanno niente. Erano lì per ascoltare musica hip-hop da una radio, per ballare. Per bere. Soprattutto per bere.

Sono i figli ribelli di uomini e donne che si spaccano la schiena facendo il portinaio, la colf o l' addetto alle pulizie.

Quella del Sud est asiatico è la comunità più numerosa a Milano, mansueta e laboriosa.
CARABINIERICARABINIERI
Lavorano i filippini. Lavorano sempre, perché a Milano filippino è una professione, prima ancora che una nazionalità.

Ma oltre a sgobbare i filippini, specie quelli giovani, trafficano shaboo , la metamfetamina che crea dipendenza dalla prima assunzione, costa pochissimo e ha il colore del ghiaccio. Ieri, per prima cosa, il ministro Alfano e il comandante provinciale dei carabinieri Canio Giuseppe La Gala si sono affrettati a spiegare che non si è trattato di una «guerra tra gang».


Alla base della lite ci sarebbe un diverbio tra i due gruppi dopo che alcuni giovani s' erano messi a urinare in piazza. Nelle riprese delle telecamere, però, si vede uno scontro a colpi di coltelli, cocci di bottiglia e a mani nude. A terra i corpi di un 18enne, ancora grave, e di un 16enne. Feriti entrambi alla gola. E poi aggressori e vittime che si allontanano con calma, mentre cercano di bloccare il sangue dalle ferite con i fazzolettini di carta.

Fonte: qui



Rissa davanti a Regione Lombardia, scarcerati i 5 filippini

Convalidato arresto ma no custodia cautelare. Un obbligo di firma

Milano, 21 nov. (askanews) - Sono stati tutti scarcerati i 5 giovani filippini arrestati per la rissa scoppiata venerdì scorso a Milano in Piazza Città di Lombardia, davanti alla sede della giunta regionale. Il gip di Milano ha convalidato l'arresto ma ha deciso di non disporre la custodia cautelare in carcere. Per uno di loro, il 19enne che avrebbe ferito con un colpo di coltello un 18enne, è stata invece disposto l'obbligo di firma in commissariato.