9 dicembre forconi: collaboratore
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lunedì 25 giugno 2018

RAGGI-RO IN CAMPIDOGLIO – LA SINDACA DI ROMA HA UN PROBLEMA NELLA SCELTA DEI SUOI COLLABORATORI

PRIMA MARRA, POI LANZALONE, SONO STATI PROPRIO I SUOI PIÙ FIDI SCUDIERI A TRASCINARLA IN TRIBUNALE 

SE LA CAPACITÀ DI UN LEADER(???) SI VALUTA DA CHI LO CIRCONDA, ALLORA VIRGINIA HA UN PROBLEMA

Maria Elena Vincenzi per “la Repubblica

VIRGINIA RAGGIVIRGINIA RAGGI
Il guaio sono stati i suoi fedelissimi. E se è vero, come si dice, che la capacità di un leader sta nello scegliersi i collaboratori, Virginia Raggi ha un problema. Un altro. Perché in almeno due occasioni i suoi più fidi scudieri l' hanno trascinata davanti ai pm quando non addirittura in un' aula di tribunale.

Estate 2016, Raggi è stata da poco eletta. Nomina capo del personale Raffaele Marra. Ai vertici del Movimento non piace perché è uomo della passata amministrazione. Lei lo vuole a tutti i costi. E lui rimane. Fino al 16 dicembre, quando finisce in carcere con l' accusa peggiore per un dipendente pubblico: corruzione.

raggi marra frongia romeoRAGGI MARRA FRONGIA ROMEO
Per la sindaca sono giorni di puro panico. Fino a che può, cerca di difenderlo, salvo poi cambiare completamente strategia definendolo «uno dei 23mila dipendenti del Campidoglio». Peccato che fosse il numero uno delle Risorse Umane, non proprio l' ultimo dei fattorini.

A quel punto, molti iniziano a interrogarsi sulle decisioni assunte da Marra, scoprendo che, stranamente, suo fratello maggiore, Renato, comandante della polizia municipale, è stato promosso appena due mesi prima a capo dell' Ufficio Turismo (con relativo aumento di stipendio).
virginia raggi romeoVIRGINIA RAGGI ROMEO

Apriti cielo, con Raggi che nel goffo tentativo di salvare la faccia si imbriglia da sola tra le maglie della giustizia: verga di suo pugno una missiva all' Anticorruzione capitolina con la quale si assume l' assoluta paternità di quella scelta, dichiarando che Marra nella nomina del fratello ha svolto un ruolo di «mera e pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte».

LANZALONE E RAGGILANZALONE E RAGGI
Quello che Raggi non sa e nemmeno immagina è che mentre lei scrive quella lettera, i carabinieri del nucleo investigativo stanno analizzando il telefonino di Marra. Che consegna agli inquirenti una ricostruzione opposta: il capo del personale non solo sapeva ma si è dato parecchio da fare per la promozione del fratello.

LANZALONE E VIRGINIA RAGGILANZALONE E VIRGINIA RAGGI
E la sindaca ne era a conoscenza al punto da infuriarsi: «Me lo dovevi dire dell' aumento di stipendio, mi mette in difficoltà», si legge in un sms. È così che Raggi viene iscritta nel registro degli indagati per abuso d' ufficio e falso. Il 2 febbraio 2017 viene interrogata sulla nomina di Marra senior e sulla promozione (con stipendio triplicato) a suo capo segreteria di Salvatore Romeo che le ha curiosamente intestato una serie di polizze vita.

luca parnasiLUCA PARNASI
Da quella vicenda e dall' abuso, la prima cittadina ne esce: il 28 settembre la procura chiede il rinvio a giudizio per falso. Cade l' abuso e Raggi, incomprensibilmente, esulta: il falso è reato punito ben più severamente dell' abuso d' ufficio. A ridosso della decisione del gip, il 3 gennaio, la sindaca, con una mossa piuttosto insolita, chiede il giudizio immediato. È chiaro che l' obiettivo è di spostare le lancette oltre le elezioni politiche del 4 marzo. Quel processo è iniziato appena tre giorni fa.

stadio della romaSTADIO DELLA ROMA
Da un guaio giudiziario al prossimo. Nel vuoto lasciato da Marra e Romeo, riesce a infilarsi Luca Lanzalone, secondo la ricostruzione della sindaca, arrivato trionfalmente a Palazzo Senatorio su consiglio dei ministri Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro. Avvocato amministrativista, nell' aprile 2017 Lanzalone viene nominato alla presidenza di Acea e diventa uomo di riferimento della sindaca.

LUCA PARNASI - MAURO BALDISSONI - SIMONE CONTASTA - MARCELLO DE VITO - LUCA BERGAMO - VIRGINIA RAGGILUCA PARNASI - MAURO BALDISSONI - SIMONE CONTASTA - MARCELLO DE VITO - LUCA BERGAMO - VIRGINIA RAGGI
Per lo stadio della Roma, certo, ma anche per molto altro. Fornisce pareri su tutto, nomine comprese: è stata la stessa Raggi a dire ai magistrati che fu Lanzalone a consigliarle Franco Giampaoletti come direttore generale del Campidoglio. Per qualche tempo, tutto sembra filare liscio.

Ma, ancora una volta, Raggi ha puntato sul cavallo sbagliato: il 13 giugno Luca Lanzalone viene arrestato. La procura lo accusa di avere ricevuto utilità da Luca Parnasi, il costruttore dello stadio della Roma. Questa volta la sindaca è testimone, non indagata. Ma, nel giro di pochi giorni, si trova, di nuovo e per due volte, faccia a faccia con il procuratore aggiunto Paolo Ielo, lo stesso che l' ha trascinata a processo. E che ora vuole capire quanto e quale potere avesse Lanzalone. E per quale motivo.

Fonte: qui

giovedì 5 ottobre 2017

IL JOBS ACT NON ENTRA IN PARLAMENTO E I PARLAMENTARI SI ARRANGIANO COME AL SOLITO!

MA QUALE JOBS ACT? 

PURE IN PARLAMENTO LA RIFORMA HA FALLITO...

INFATTI I PORTABORSE DI DEPUTATI E SENATORI SONO STATI ASSUNTI CON FINTE PARTITE IVA, O CON CONTRATTI “CO.CO.CO” O A TEMPO DETERMINATO
PRENDONO FRA GLI 800 ED I 1200 EURO AL MESE. MA PER LE COLLABORAZIONI I PARLAMENTARI RICEVONO 3.900 EURO AL MESE
Antonella Baccaro per il Corriere della Sera

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Una borsa, un badge e un passo svelto. I collaboratori parlamentari attraversano i corridoi che contano al seguito di un onorevole avvolti da un velo di mistero. Quanti sono? Come vengono pagati? A questa domanda hanno tentato per la prima volta di dare una risposta, nel luglio scorso, i questori della Camera Stefano Dambruoso (Civici e Innovatori) e Paolo Fontanelli (Mdp). «Il dato complessivo che ci risulta è di 612 contratti - riportò allora il Sole 24 Ore - dei quali 315 (51%) di collaborazione. Mentre gli altri sono suddivisi tra 150 contratti di lavoro subordinato (25%) e 147 autonomi (24%). Non sono disponibili per ora cifre sugli importi».

portaborse societa pubblichePORTABORSE SOCIETA PUBBLICHE
Stime di questo tipo non sono ancora state fatte al Senato ma è ragionevole ipotizzare che i numeri vadano dimezzati. Circa la retribuzione, nel silenzio dell' ufficialità, è l' Aicp, Associazione dei collaboratori parlamentari, a dare qualche cifra: la stima oscilla tra gli 800 e 1.200 euro mensili netti. 

I tipi di contratto in essere sono almeno tre: vecchi co.co.co, finte partite Iva travestite da consulenze e contratti a tempo determinato. «A volte qualcuno di noi finisce per lavorare per due-tre parlamentari contemporaneamente - spiega il vicepresidente di Aicp, Josè De Falco - altrimenti non si arriverebbe a fine mese».

Il problema della retribuzione è centrale in questa vicenda: il budget mensile a disposizione dei parlamentari per pagare i collaboratori è pari a 3.690 euro alla Camera e a 4.180 euro al Senato. Si tratta di «spese per le attività istituzionali», vale a dire, consulenze, convegni, sostegno alle attività politiche sul territorio, utilizzo di banche-dati, ecc.
PORTABORSEPORTABORSE

Funziona in questo modo: la cifra viene erogata per l' intero subito e poi solo per metà deve essere rendicontata quadrimestralmente; l' altra metà invece è erogata forfettariamente. Decidere quanta parte di questo budget riservare al collaboratore sta a ogni parlamentare che ha anche l' obbligo di depositare presso gli uffici competenti il contratto del proprio assistente, scegliendo il tipo. «Quello che accade molto spesso - racconta De Falco - è che ai collaboratori vengano riservate le briciole».

Eppure le promesse non sono mancate. Ad esempio, lo stesso Dambruoso, presentando i dati aveva rinviato a una settimana dopo ulteriori rivelazioni, in concomitanza con la presentazione della relazione sul bilancio della Camera per il triennio. In realtà niente altro è stato svelato, mentre nella relazione si legge che «i deputati questori hanno ulteriormente approfondito il tema della disciplina del rapporto di lavoro tra deputato e collaboratore, tenuto conto delle soluzioni individuate dai principali Paesi europei, e confermano che l' attuale situazione di bilancio non consente di destinare al pagamento diretto delle retribuzioni dei collaboratori da parte dell' Amministrazione risorse finanziarie equivalenti a quelle impiegate negli altri Parlamenti».

Ma qual è lo schema seguito dall' Ue? Il parlamentare sceglie in autonomia il tipo di contratto ma questo poi viene stipulato dall' amministrazione. Un modo semplice per rendere trasparenti retribuzioni e contratti che ora, per lo più, non prevedono tutele per malattie e maternità e ovviamente neanche tredicesima. Un disegno di legge che ci permetterebbe di raggiungere lo standard europeo è all' esame da tempo della commissione Lavoro alla Camera.

«Sì, ma basterebbe che l' ufficio di presidenza ci convocasse per raggiungere un accordo» auspica il vicepresidente Aicp. Ieri la presidente della Camera Laura Boldrini ha incoraggiato l' ufficio di presidenza a muoversi in questo senso. Sperando sia la volta buona.

Fonte: qui