9 dicembre forconi: bilancia commerciale
Visualizzazione post con etichetta bilancia commerciale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bilancia commerciale. Mostra tutti i post

giovedì 14 giugno 2018

Una nuova Yalta contro la Germania?

La fine dell'Euro e del IV Reich è scritta nel destino per motivi geopolitici e geoeconomici oltre che militari. Si prospetta sempre più una nuova Yalta tra USA, Russia e Cina. Come attestano le trattative in sede neutrale tra il comandante in capo dell'esercito russo e dell'esercito americano e ovviamente il vertice tra Kim e Trump. Gli USA non saranno più il "Gendarme del Mondo" e non si faranno dissanguare per contenere Russia e Cina. Ci sarà anche un accordo sul commercio internazionale come è facilmente intuibile dalle attuali trattative tra Cina e USA per riequilibrare le bilance commerciali. Rinascerà dunque anche lo spirito di Bretton Woods che considerava gli squilibri prolungati delle bilance commerciali come l'anticamera della guerra. 

L'Europa egemonizzata dalla Germania è completamente tagliata fuori e sarà destinata all'implosione. Dovrà accettare volente o nolente il riequilibrio della bilancia commerciale con gli USA e prepararsi ad una grossa ristrutturazione del proprio apparato produttivo con enormi costi sociali, economici e finanziari che spingeranno ognuno a fare da sé anche alla luce delle recriminazioni di chi ha subito per anni e anni il meccanismo perverso (e in malafede) studiato dalla Germania: costringere a piani di austerità devastanti i paesi deboli dell'area euro allo scopo di ridurli a paesi vassalli e soprattutto di diluire la forza del marco nella miseria dei paesi deboli e grazie a questo aggredire i mercati mondiali vendendo le proprie merci a prezzi stracciati.

Trump ha capito il giochino e glielo ha rotto. Da Putin non ci sarà alcuna solidarietà dopo il colpo basso del golpe nazista a Kiev e l'avanzamento della Nato (allora gestita da Obama) fino al Don. 

Tanto al Cremlino lo hanno capito bene che il cervello del putch nazista era a Berlino anche se la mano era polacca. Ci hanno provato per la terza volta e anche qui sono stati scoperti. La Cina ha interesse a disintegrare l'Europa per levarsi di torno un pericoloso apparato produttivo concorrente, figuriamoci se muoveranno un dito. 

La nuova Yalta sarà contro la Germania, come la precedente. Solo il disarcionamento di Trump potrebbe fermare questo movimento ma è ampliamente improbabile. L'Italia ha già vissuto il suo 8 Settembre schierandosi con Trump e Putin e contro la Merkel e Macron grazie al nuovo governo che ha disarcionato i lacchè di Berlino.
Questo è quello che sta succedendo, e in un paio d'anni sarà più chiaro. Chi darà fuoco alle polveri facendo crollare il IV Reich è poco importante, tanto è già stato deciso altrove. Mi gioco la mia credibilità (se c'è, per carità io non sono nessuno). 

Fonte: qui

venerdì 10 febbraio 2017

La Germania è la prima potenza commerciale del mondo

In un recente studio del CESifo Institute di Monaco di Baviera, si legge che la Germania è diventata, nel corso del 2016, la prima potenza commerciale del mondo. Infatti, secondo i dati forniti, la Germania ha superato il surplus della bilancia commerciale della Cina. 
La stima è di un positivo di 297 miliardi di dollari, rispetto ai 245 miliardi registrati in Cina. Nel 2015, la condizione era inversa, con la Germania al secondo posto. Il Giappone, invece, mantiene la terza posizione.
È stato calcolato che circa il 44% del surplus tedesco è ottenuto attraverso le vendite agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna. 
Sebbene la maggior parte dei guadagni (225 miliardi) provenga dalla vendita delle merci, anche il settore tedesco dei servizi rappresenta una porzione fondamentale del commercio estero. Bisogna notare, in tal senso, che la Germania è uno dei pochi paesi al mondo che riesce a mantenere (insieme a Italia e India) la bilancia dei servizi in attivo verso gli Stati Uniti. Tuttavia, il netto positivo dei servizi venduti a Washington è in calo ed è passato da oltre 5 miliardi nel 2013 a 1,9 miliardi nel 2015 (dati US Census Bureau – i dati precisi relativi al 2016 usciranno dopo il 7 febbraio 2017). La bilancia commerciale fra Germania e Stati Uniti è in positivo di circa 60 miliardi di dollari, ma il calcolo è relativo al mese di novembre 2016, quindi provvisorio.
I dati aiutano a comprendere la posizione assunta dalla nuova amministrazione Trump nei confronti della Germania riguardo alle accuse di manipolazione della valuta europea al fine di mantenere la capacità di esportazione. Chiaramente, l’euro non è una moneta solo tedesca. Fra gli equilibri da ristabilire vi è anche l’Italia, il cui surplus verso gli Usa è di circa 25 miliardi di dollari. La bilancia commerciale degli Stati Uniti con la Zona euro è in deficit di oltre 115 miliardi; con l’intera Unione Europea, di circa 135 miliardi (dati calcolati su base annua a novembre 2016, servizi esclusi – US Census Bureau).
Fonte: qui