9 dicembre forconi: amministrazione
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giovedì 1 novembre 2018

SU, ROMANI, DATE ALLA RAGGI UN'ULTIMA CHANCE, FATELO PER ANTONIO PADELLARO: ‘’PERCHÉ L'HO VOTATA E NON VORREI SENTIRMI UN COGLIONE’’



SU, ROMANI TUTTI, DIMENTICATE IL DEGRADO DELLA VOSTRA CITTÀ. UNA CAPITALE SENZA SICUREZZA, SENZA PULIZIA, SENZA DECORO, SENZA TRASPORTI DECENTI, SENZA UN MARCIAPIEDE CHE NON SIA DISSESTATO, SENZA UN PARCO BEN TENUTO, SENZA UNO SPORTELLO CHE FUNZIONI.

Antonio Padellaro per “il Fatto quotidiano”

RENATO MARRA E RAGGI mpa.itRENATO MARRA E RAGGI MPA.IT
"La Raggi risponde per tre ore: 'Sul fratello di Marra decisi io'". Il Fatto Quotidiano, 26 ottobre

"'Roma dice basta', in migliaia protestano contro il degrado e la giunta Raggi".
La Repubblica.it, 27 ottobre

Mi auguro, sinceramente, che, il prossimo 10 novembre, Virginia Raggi venga assolta dall' accusa di falso per la nomina al comparto Turismo del comune di Roma di Renato Marra, fratello di Raffaele (considerato fino al suo arresto il Rasputin del Campidoglio). Lo spero perché sono convinto che sia una persona per bene e che eventuali errori, in quella particolare procedura li abbia commessi in buona fede.

roma dice basta la manifestazione al campidoglio contro la raggi 5ROMA DICE BASTA LA MANIFESTAZIONE AL CAMPIDOGLIO CONTRO LA RAGGI 
Con questo non voglio certo sostituirmi ai giudici che conoscono le carte molto meglio di me. Tuttavia, non mi sfuggono le conseguenze politiche di una condanna che costringerebbe la Raggi alle dimissioni, secondo il codice etico del M5S (che in questo caso trovo demenziale data la natura del reato).

Se ciò avvenisse è probabile che, a seguito di un' interruzione traumatica dell' amministrazione grillina (votata con un plebiscito nel giugno 2016), poi potrebbe essere il candidato (o la candidata) di Matteo Salvini a impossessarsi del governo della Capitale, visto il vento che soffia nelle vele leghiste.

antonio padellaroANTONIO PADELLARO



Chiedo a chi manifesta sotto il Campidoglio: davvero si vuole che la mia, la nostra città diventi ostaggio di una simile destra, autoritaria, intollerante e che strizza l' occhio ai fascisti di CasaPound? Sul serio siamo convinti che chiunque potrebbe fare meglio di lei, soltanto perché non sarà più lei? Ci sarà un motivo se quando hanno chiesto al ministro leghista Giulia Bongiorno se intendesse correre per l' eventuale successione alla Raggi, ha fatto un gesto come per dire: non sono mica matta?

matteo salvini e virginia raggi 4MATTEO SALVINI E VIRGINIA RAGGI 
E non ci dice nulla che l' Urbe, così meravigliosa e tremenda, di sindaci ne ha divorati parecchi: ultimi della serie Alemanno e Marino? Tutti incapaci o peggio? A rischio di passare per masochista spero che la sindaca resti dov' è perché è troppo facile andarsene a metà del mandato, lasciando Roma sottosopra e nelle condizioni che ogni giorno vediamo.

Sì, considero la sindaca innocente sotto il profilo giudiziario ma colpevole di avere amministrato male. Non mi piace il giochino "tutta colpa della Raggi", molto in voga tra i giornali romani che non gliene perdonano una (soprattutto di esistere). E non ripeterò il lungo elenco dei disastri, delle carenze, delle disfunzioni che affliggono la Capitale poiché, dopo due anni e mezzo di cura M5S , sono sotto gli occhi di tutti.
degrado a roma buche in cittaDEGRADO A ROMA BUCHE IN CITTA'

Detesto anche la filastrocca grillina che accusa di ogni nefandezza quelli che c' erano prima ("E allora il Pd?"). Ok, Roma ha subito nella sua storia infinite devastazioni, dai barbari a Mafia capitale. Ma una forza (e con che forza elettorale) che si propone alla guida di una grande metropoli deve guardare il presente e il futuro dei cittadini, non giocare allo scaricabarile sul passato.

virginia raggi 9VIRGINIA RAGGI 




Virginia Raggi sindaca fino a fine mandato avrebbe tempo e modo per rimediare almeno a qualche errore. Le si darebbe l' occasione di mostrarci i frutti delle cose buone che sono state messe in cantiere o che stanno andando a realizzazione (ammesso che esistano). Vorrei che restasse dov' è perché il percorso di un sindaco si giudica dopo cinque anni. Perché peggio di così non potrà fare. Perché è una donna tenace, che è stata lasciata spesso troppo sola, che va rispettata.
Vorrei, infine, per Virginia Raggi un' ultima chance perché l' ho votata e non vorrei sentirmi un coglione.

Fonte: qui

giovedì 9 febbraio 2017

Un mostro da mille miliardi Ecco la spesa dell'Ue in 7 anni

Italia tra i grandi finanziatori del bilancio 2014-2020. Ma per l'emergenza migranti ci sono soltanto spiccioli

Un «super Stato» che costa oltre mille miliardi di euro. 

Questa è l'Unione Europea del settennio 2014-2020, un mostro burocratico da oltre 150 miliardi l'anno.

Esaminando il bilancio pluriennale della Comunità, come aggiornato lo scorso dicembre dal voto dell'Europarlamento, si scopre infatti di avere a che fare con un vero e proprio Leviatano.

Gli impegni di competenza per i sette anni, infatti, ammontano a 1.087,2 miliardi (1.025,4 miliardi gli stanziamenti per cassa). Ma a che cosa serve tutto questo fiume di denaro che per la maggior parte proviene dai Paesi più grandi (Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna fino a quando non uscirà definitivamente)? 

Il capitolo di spesa di maggiore entità è «Crescita intelligente e inclusiva» che vale circa 513,5
miliardi di euro, ossia poco meno della metà dell'intero bilancio. Ma è una voce molto composita: si va dal finanziamento del progetto Erasmus per gli studi all'estero al Fondo di solidarietà per i danni causati dalle catastrofi naturali fino ai fondi di coesione (quelli che le nostre regioni non riescono a spendere), a quello per gli investimenti strategici (ossia il meccanismo per applicare il piano Juncker) fino ai progetti aerospaziali e termonucleari.

Il secondo maggiore impegno di spesa è denominato «Crescita sostenibile: risorse naturali» e vale nel settennio 420 miliardi, cioè 60 miliardi all'anno dei quali oltre 40 miliardi sono impiegati nel Fondo di garanzia per l'agricoltura, cioè i sussidi che tutti gli agricoltori ricevono in base agli obiettivi definiti per ciascun settore. Oltre 11,5 miliardi all'anno sono destinati allo sviluppo rurale, cioè alle aree europee più svantaggiate, mentre mezzo miliardo annuo è destinato alla pesca e all'itticoltura.

Sull'ultimo gradino del podio si trova, invece, il capitolo «Amministrazione», ovvero il finanziamento diretto del carrozzone che si muove tra Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo (limitandosi solamente ai principali organi istituzionali). Sono 70 miliardi, cioè 10 miliardi all'anno. Diamo un occhiata al bilancio 2017, giusto per avere un ordine di grandezza. Il Parlamento europeo costa 2 miliardi circa, il Consiglio Ue 550 milioni, la Commissione 3,5 miliardi, la Corte di Giustizia 400 milioni e la Corte dei Conti Ue 140 milioni circa.

Il capitolo «Sicurezza», invece, è molto più indietro: 17,7 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 con una spesa media annua di 2,5 miliardi. Una cifra inferiore a quella che l'Italia spende ogni anno per far fronte all'emergenza migranti che ammonta a circa 3,3 miliardi. Questo valore corrisponde al triplo di quanto Bruxelles ha stanziato per il 2017 per «Asilo e migrazioni» (1,1 miliardi). Anche se va detto che un'emergenza può sempre essere gestita con le risorse molto composite della voce «Crescita intelligente e inclusiva», resta il fatto che la stessa struttura del bilancio consideri secondario il flusso proveniente dal Nord Africa.

È chiaro, quindi, che un sentimento di esasperazione mista a scetticismo possa generarsi in Paesi come l'Italia che vedono la loro difficile situazione economica aggravata dagli ingestibili flussi migratori. Soprattutto se si osserva che nel 2015 (ultimo dato disponibile) il nostro Paese ha contribuito per oltre 15 miliardi al bilancio europeo ricevendone indietro 10, oltre la metà dei quali sotto forma di sussidi all'agricoltura e un altro 40% in fondi di coesione.

Ma c'è un altro problema: questo super Stato da mille miliardi non riesce a funzionare nemmeno come camera di compensazione dei diversi interessi in una fase ancora incerta della congiuntura globale. L'ortodossia rigorista imposta dallo strapotere tedesco in ognuna delle istituzioni fondanti (anche se l'Italia ha la presidenza del Parlamento Ue e della Bce) tende ad ammettere pochissime deroghe. E questo non contribuisce ad aumentare il clima di fiducia. 

Fonte: qui