9 dicembre forconi: Salvatore Romeo
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giovedì 26 gennaio 2017

I PM PUNTANO AL GIUDIZIO IMMEDIATO PER VIRGINIA RAGGI, CHE RISCHIA FINO A 3 ANNI

DALLA CHAT EMERGE IL PATTO TRA RAFFAELE MARRA E SALVATORE ROMEO PER SPARTIRSI LE NOMINE GIA’ PRIMA DELLE ELEZIONI 

PER I PM, L'ALTERNATIVA AL PROCESSO È IL PATTEGGIAMENTO, CHE PUÒ CHIUDERSI CON LA CONDANNA A UN ANNO, MA E’ DIFFICILE CHE LA RAGGI POSSA ACCETTARLO


Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

RENATO MARRA E RAGGI mpa.itRENATO MARRA E RAGGI MPA.IT
Interrogatorio e poi richiesta di giudizio immediato. Il giorno dopo la consegna dell'avviso a comparire a Virginia Raggi, i magistrati della Procura di Roma tracciano il percorso dell'inchiesta sulla nomina di Renato Marra costato alla sindaca la contestazione di abuso d'ufficio e falso.

L'incrocio tra gli atti firmati dalla stessa Raggi e la conversazione via chat con Raffaele Marra - nel corso della quale lei si lamenta per non essere stata informata che il nuovo incarico avrebbe portato a un aumento di stipendio di 20 mila euro - convince l'accusa di aver ottenuto la prova evidente della sua responsabilità.

raffaele marra virginia raggiRAFFAELE MARRA VIRGINIA RAGGI
E dunque di poter andare subito a processo. Anche perché nuovi elementi emergono dalle chat sequestrate dai carabinieri, dimostrando addirittura l'esistenza di un patto per spartirsi le nomine siglato prima delle elezioni al Campidoglio tra Raffaele Marra e Salvatore Romeo.

LA DOPPIA ACCUSA
Ieri il difensore di Raggi ha incontrato i pubblici ministeri coordinati dall'aggiunto Paolo Ielo per concordare tempi e modi dell'interrogatorio e ha ribadito che la sua assistita «è pronta a chiarire ogni passaggio». Ma l'impresa appare tutt'altro che semplice, visto che la doppia contestazione rischia di trasformarsi in una tenaglia.

VIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIA RAFFAELE MARRAVIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIA RAFFAELE MARRA
L'abuso d' ufficio - sostiene l' accusa - è dimostrato dal fatto che «Renato Marra ha ottenuto un ingiusto vantaggio patrimoniale» grazie al passaggio da vicecapo della Municipale a responsabile del Turismo. E soprattutto che si è proceduto affidando la pratica al fratello, nonostante l'evidente conflitto di interessi. 

Ecco dunque il nodo: se Raggi negherà davanti ai magistrati di aver compiuto questo abuso ammettendo che la pratica era gestita da Marra, ammetterà automaticamente di aver commesso un falso dichiarando all'autorità anticorruzione del Campidoglio di aver fatto tutto da sola. E a quel punto i pm la informeranno di voler andare subito a processo dove rischia una pena di almeno tre anni.

L'alternativa per l'accusa è il patteggiamento - che può chiudersi con la condanna a un anno - ma sembra difficile, se non impossibile, che la sindaca possa accettarlo. Senza dimenticare lo spettro della legge Severino che fa scattare la sospensione dall' incarico di un amministratore pubblico dopo la condanna in primo grado.
scarpellini raggi marraSCARPELLINI RAGGI MARRA

«HO STUDIATO I NOMI»
I pm stanno esaminando nuovi documenti, compreso lo scambio di messaggi del 15 maggio scorso, un mese prima dei ballottaggi. Scrive Marra: «Ho appena finito di studiare i nominativi per gli incarichi delle strutture di diretta collaborazione del sindaco e del vicesindaco». La prova evidente di quanto era già stato raccontato dall'ex assessore al Bilancio Marcello Minenna e dall'ex capo di gabinetto Carla Raineri, entrambi dimissionari proprio perché intenzionati a non subire la presenza di Marra. Ma anche del capo dell'avvocatura Rodolfo Murra, che per primo ha parlato di una «sindaca sotto ricatto».

MINENNAMINENNA
L'AMMISSIONE DI MELONI
Quanto è accaduto in questi mesi rende evidente quale fossero le «pressioni» esercitate su Raggi, tanto che fu proprio lei - quando Beppe Grillo le chiese di spostare Marra da vicecapo di gabinetto - a dire che «se va via lui, io mi dimetto».

Spostandolo subito dopo al Personale. Due giorni fa, i pubblici ministeri hanno interrogato l'assessore Meloni proprio per chiarire i passaggi della nomina di Renato Marra visto che il Turismo rientra nelle sue competenze. E lui non ha avuto dubbi nel ricostruire che cosa accadde prima del 9 novembre: «Fu Salvatore a suggerirmi di prendere suo fratello». L'ulteriore conferma di chi prendeva le decisioni e soprattutto della bugia della sindaca sul fatto che era una «sua determinazione».

CARLA RAINERICARLA RAINERI
«TI PUÒ FAR MALE»
Evidentemente Marra - come lui stesso si vantava raccontando di aver guidato i 5 Stelle in campagna elettorale - poteva orientare l' esito delle pratiche e individuare le persone «fidate» da mettere nei posti chiave. Lo ha detto anche Sergio Scarpellini, il costruttore accusato di avergli regalato un appartamento in cambio di averlo «a disposizione» per curare i suoi affari con il Campidoglio intercettato mentre parla con la sua segretaria: «Marra è una personalità, se non ti aiuta ti può far male».

Fonte: qui


lunedì 23 gennaio 2017

LA CHAT TRA LA RAGGI E RAFFAELE MARRA: "QUANTO PRENDE TUO FRATELLO?"


I PM ACQUISISCONO IL MESSAGGIO DI ''QUATTRO AMICI AL BAR'' IN CUI IL SINDACO CHIEDEVA NOTIZIE SULLO STIPENDIO DI RENATO MARRA DA CAPO DIPARTIMENTO: SAREBBE LA PROVA CHE L'EX CAPO DEL PERSONALE GESTÌ LA NOMINA IN CONFLITTO DI INTERESSI, NONOSTANTE LA RAGGI DICA ''HO FATTO TUTTO IO'' 

MA LE ALTRE CHAT ''PERSONALI'' DI CUI AVEVA PARLATO FRONGIA NON FINIRANNO AGLI ATTI


Estratto dall'articolo di Valeria Pacelli per ''il Fatto Quotidiano''
raffaele marra virginia raggiRAFFAELE MARRA VIRGINIA RAGGI
QUI SE MAGNA!!!

Per avere informazioni sullo stipendio e sulle norme che regolavano la posizione lavorativa di Renato Marra, il sindaco di Roma Virginia Raggi si rivolgeva al fratello Raffaele, allora capo del Personale e ora in carcere con l' accusa di corruzione (per vicende estranee alla giunta).

È questo uno dei messaggi della chat "Quattro amici al bar" (...) acquisita dalla Procura di Roma dopo il sequestro del cellulare di Raffaele Marra, finito in cella a dicembre con l' accusa di aver acquistato una casa coi soldi dell' imprenditore Sergio Scarpellini: in cambio - secondo i pm Paolo Ielo e Barbara Zuin - il dirigente avrebbe "messo a disposizione" la propria funzione pubblica.

marraMARRA
Al gruppo Telegram al quale si fa riferimento partecipano oltre a Marra e Raggi, anche l' ex capo della segreteria della sindaca, Salvatore Romeo, e l' ex vicesindaco Daniele Frongia.

(...)

RAGGI FRONGIARAGGI FRONGIA
QUI SE MAGNA!!!
Secondo Anac, infatti, alla procedura d' incarico partecipò il fratello Raffaele, anche se fu la Raggi ad assumersi la totale responsabilità della decisione. Ma, per l' Anticorruzione, "tale dichiarazione non è sufficiente per rimuovere il conflitto", proprio perché la nomina fu il frutto di "un' attività istruttoria () svolta dal funzionario in posizione di conflitto di interessi". (...)

E c' è un messaggio nella chat che ha fatto sorgere dei sospetti: quello in cui la Raggi chiede cosa dicono le norme quando un dipendente del Comune cambia fascia professionale: il caso che innesca la "curiosità" del sindaco è quello di Renato Marra, da anni graduato della Polizia municipale, che aveva fatto domanda per diventare comandante dei vigili (fascia 5).
RENATO MARRARENATO MARRA

Poi, per non creare imbarazzi vista la presenza del fratello al Personale, vi aveva rinunciato, accettando un ruolo inferiore di fascia 3 (al Turismo). A rispondere è il fratello Raffaele, che invia alla sindaca le foto dei riferimenti normativi. Lì la Raggi si informa pure del livello retributivo. Identica la risposta di Marra: è stabilito per legge.

Secondo gli investigatori questo potrebbe essere - ma è un' ipotesi da verificare - un elemento che prova come la nomina di Renato sia stata gestita anche da Raffaele. (...)

Fonte: qui

virginia raggi in auto con daniele frongiaVIRGINIA RAGGI IN AUTO CON DANIELE FRONGIA
QUI SE MAGNA!!!

lunedì 19 dicembre 2016

LO SGAMBETTO DI ‘REPUBBLICA’ A TRAVAGLIO

BONINI PUBBLICA LE INTERCETTAZIONI IN CUI SALVATORE ROMEO PARLA CON RAFFAELE MARRA DEL DIRETTORE DEL ‘FATTO QUOTIDIANO’: 

‘HA FATTO UN BUON LAVORO’. 

SI RIFERISCONO ALL’INTERVISTA AL BRACCIO DESTRO DELLA RAGGI IN CUI EMERGE COME UN CASTIGAMATTI CHE DENUNCIA OGNI ILLECITO 

MARRA PRECISA CHE PERÒ NON PUÒ PARLARE AL TELEFONO CON TRAVAGLIO


Carlo Bonini per ‘la Repubblica

salvatore romeoSALVATORE ROMEO
Parlano lingue diverse Virginia Raggi e le carte delle due inchieste della Procura di Roma - quella sulle "nomine" e quella per corruzione che ha portato in carcere venerdì Raffaele Marra e Sergio Scarpellini - destinate a stritolarla politicamente. Accade infatti che un lungo verbale di testimonianza e almeno tre brogliacci di intercettazioni telefoniche travolgano con la forza dei fatti l' ultimo, disperato esorcismo della sindaca. «Il dottor Raffaele Marra era soltanto uno dei 23 mila dipendenti capitolini, non un esponente politico». E lo mostrino per ciò che è: una menzogna.

L' uomo che parla a verbale è l' avvocato Rodolfo Murra. È un galantuomo, capo dell' Avvocatura Capitolina, e, venerdì, nelle stesse ore in cui la Raggi declina ogni domanda, lui non si sottrae a nessuna di quelle che gli rivolgono i pm che indagano sulle "nomine" in Campidoglio. Ne indica il Rasputin, Marra, e svela di quale pasta sia stato il rapporto tra questo "tecnico" e la sindaca.
salvatore romeo e raffaele marra al compleanno di pieremilio sammarcoSALVATORE ROMEO E RAFFAELE MARRA AL COMPLEANNO DI PIEREMILIO SAMMARCO

È l' 8 luglio di quest' anno - racconta - e nell' anticamera della Raggi, che si è insediata da sole 24 ore, incrocia Marra. I due non si vedono da un pezzo. Da quando, due anni prima, Marra ha chiesto un' aspettativa per motivi di studio che lo ha portato lontano dal Campidoglio. Murra è sorpreso di vederlo lì e ne chiede le ragioni. «È un anno che lavoro per loro - gli dice - Sono stato il loro referente. E ora lo sarò con la nuova Giunta. Sono un po' inesperti e si affidano a me».

raffaele marra virginia raggiRAFFAELE MARRA VIRGINIA RAGGI
Marra dunque lavora per "loro" - intesi i 5Stelle - da oltre un anno. Gli ha fatto da consigliori. Da passacarte nell' ombra, quando Raggi&co sono ancora consiglieri di opposizione nella agonizzante consiliatura Marino, scommettendo facile su un cavallo che sa sarà quello vincente e con cui va ora all' incasso. Ha un rapporto di consuetudine con il vicesindaco Daniele Frongia e, naturalmente con lei, Virginia, e Salvatore Romeo, il miracolato carneade che di Virginia è il pesce pilota, diventato da semplice dipendente comunale capo della segreteria della sindaca.
raffaele marraRAFFAELE MARRA

Murra conosce presto il nuovo stile della casa.
Marra, "il tecnico", prova prima a blandirlo spiegandogli che se vuole conservare il posto in cui è - il vertice dell' Avvocatura - è meglio che non si metta di traverso. Sulla nomina di Romeo, come sulla defenestrazione della Carla Raineri, revocata da capo di gabinetto con una gabola amministrativa.

carla raineriCARLA RAINERI
Poi, lo fa aggredire dalla Raggi. A verbale, Murra conferma infatti le circostanze annotate nella memoria consegnata in Procura dalla Raineri dove si ricostruisce cosa diavolo accada quando si permette di segnalare che la nomina di Salvatore Romeo, così come concertata dalla Raggi, è illegittima.

Si legge: «Convocò l' avvocato Murra alla presenza della giovane avvocatessa cui si era rivolta, di Marra e del suo vice Viggiano (ex ufficiale della gdf come lui, ndr) per fargli cambiare opinione e, di fronte al suo rifiuto, gli prefigurò che ne avrebbe pagato le conseguenze. Poi, poco prima di una riunione di Giunta, lo aggredì verbalmente e con tale foga che io e l' allora assessore Minenna ne rimanemmo sconcertati».
Del resto, come ancora la Raineri ricorda, sono quelle le settimane in cui «Marra amava definirsi lo spermatozoo che aveva fecondato l' ovulo 5Stelle».
RAGGI RAINERIRAGGI RAINERI

Uno "spermatozoo", a ben vedere, che non viaggia da solo. Perché tiene famiglia. E un fratello, Renato, in quel momento vicecomandante della Polizia Municipale. Per promuoverlo a dirigente, Raffaele, "il tecnico tra tanti", e la Raggi mettono in piedi un "interpello" (il provvedimento con cui si chiede la manifestazione di interesse dei funzionari pubblici interessati) che gli calza come un abito di sartoria anche se, formalmente, riguarda la rotazione di oltre cento dipendenti comunali.

Due sono infatti le regole. La prima: la scelta del nominato verrà fatta senza alcun obbligo di comparazione dei curriculum dei potenziali concorrenti e dunque senza obbligo di motivazione. La seconda: ciascun dirigente che intenda ruotare può esprimere una sola preferenza sulla destinazione.
marco travaglioMARCO TRAVAGLIO

Raffaele Marra, nel frattempo diventato capo del Personale, in palese conflitto di interesse, dovrebbe astenersi sulla nomina del fratello. Sia nel definire la procedura, che nel condurla. Ma che lo abbia fatto lo dice solo la Raggi. Non un pezzo di carta che lo dimostri.

Marra e Romeo, del resto, sono ovunque. Decidono su chiunque. E parlano, parlano, parlano in continuazione. Con gergo da carbonari. Questo almeno si capisce in tre brogliacci di intercettazione sopravvissuti alle intere pagine di "omissis" che segnano il primo deposito di atti dell' inchiesta su Marra e in cui, tra l' altro, evocano il Fatto Quotidiano e il suo direttore, Marco Travaglio. Come accade, per esempio, il 31 ottobre scorso.
MASSIMO COLOMBANMASSIMO COLOMBAN

Scrivono i carabinieri: «Salvatore (Romeo) dice che ha notato Virginia (Raggi) molto forte e molto incazzata, mentre non si aspettava la non reazione di Massimo Colomban (assessore alle Partecipate). Marra dice che è lui che è andato da Grillo e aggiunge che un giorno gli racconterà tutto. Salvatore dice che anche lui deve parlargli, ma non per telefono. Salvatore ha sentito Marco Travaglio e dicono che ha fatto un bel lavoro.
Marra dice che lui non può chiamare Travaglio».

domenica 18 dicembre 2016

Virginia Raggi scarica il vicesindaco Daniele Frongia e il capo della segreteria politica Salvatore Romeo

In Assemblea 8 consiglieri vigileranno sulle delibere pronti a revocare il loro sostegno

Esce Daniele Frongia (e quel che resta del «Raggio magico»: via Salvatore Romeo e Renato Marra, fratello di Raffaele) e entra Massimo Colomban. 

Che dentro c’era già da assessore alle Partecipate, ma che d’ora in poi sarà l’uomo del M5S di Grillo e Casaleggio che si occuperà di marcare da vicino la sindaca Raggi. 

Colomban è arrivato a Roma su impulso di Davide Casaleggio per rimettere a posto le malconce aziende del Comune, soprattutto l’Atac che non sembra aver le energie per risorgere. Ora avrà il compito di rimettere a posto l’intera amministrazione dopo il terremoto Marra. 

In pratica sarà un commissario: sarà lui vero sindaco di Roma.
Sessantasette anni, di Santa Lucia di Piave, provincia di Treviso, un veneto vero: «Penso sempre all’indipendenza del Veneto all’interno di una federazione — disse a Radio24 appena arrivato in Campidoglio —. L’euro? La moneta unica è un danno per i cittadini e le imprese. Bisogna chiedere ai cittadini con un referendum se vogliono restare nell’euro».




Colomban controllerà i lavori dall’alto, anche se Raggi ha provato fino all’ultimo un colpo di coda: prima ha chiesto di spostare al posto di Frongia Andrea Mazzillo, l’assessore al Bilancio, poi ha tentato di trovare una stampella in Assemblea pescando negli scranni di fdi. Un dettaglio, quest’ultimo, che la dice lunga sulla svolta a destra dell’amministrazione e sui ripescaggi dei tanti «alemanniani»nelle partecipate. Ora sarà Colomban il tutor: grazie alla sponda politica del M5S nazionale e alla morsa tecnica dei grillini «lombardiani» in Campidoglio. Otto, per ora.

Non una corrente, termine che il M5S ha cassato dal proprio vocabolario. Ma una rappresentanza dal peso decisivo, quello sì. Gli otto consiglieri che hanno detto no a Raggi spaccando in due la maggioranza Cinque Stelle in Campidoglio sono adesso l’elemento che può decidere le sorti dell’amministrazione, ovviamente in linea diretta con Colomban: in tutto gli scranni M5S in aula sono 29, quindi basta che gli otto decidano di non sostenere col voto un documento strategico, tipo la manovra finanziaria che è in discussione in questi giorni, e la sfiducia tecnica è servita. Ieri a palazzo Valentini, messa al voto la fiducia a tempo alla sindaca, gli otto falchi hanno detto sì. Ora l’appuntamento è con l’approvazione del bilancio.

Angelo Sturni, Gemma Guerrini, Giuliano Pacetti, Maria Teresa Zotta, Sara Seccia, Valentina Vivarelli e il presidente della commissione bilancio Marco Terranova: gli anti-Raggi sono tutti legati ai due big «lombardiani», il presidente dell’Assemblea Marcello De Vito (che non vota in Consiglio comunale) e il capogruppo Paolo Ferrara (che invece vota). Politicamente il reset del «Raggio magico» e l’inserimento di Colomban azzerrano il margine d’azione della sindaca. E tecnicamente il manipolo dei ribelli può tenere costantemente sott’occhio i lavori della giunta. Ogni provvedimento, in sostanza, assumerà da ora in avanti il senso di un check-point sulla fiducia. Quindi per forza a tempo.

Fonte: qui

sabato 17 dicembre 2016

È INIZIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA PER LA CADUTA DI VIRGINIA RAGGI: ''VADO AVANTI ANCHE SENZA IL SIMBOLO''. UNA FRASE CHE È UNA CONDANNA A MORTE.

Roma Grillo vuole l’autosospensione della Raggi. E ora potrebbe toglierle il simbolo M5S

E' UN TRAGICO SIPARIETTO CHE NON RIESCE A NASCONDERE: 

LA MANCANZA DI UN VALIDO PROGETTO PER GESTIRE LA CITTA' DI ROMA; 

LE RISORSE UMANE CHE HANNO IMPIEGATO SONO QUELLO CHE SONO; 

CON L'AGGRAVANTE CHE DEI PARLAMENTARI, ILLEGITTIMI E ORMAI DELINQUENTI QUALI SONO QUELLI DEL M5S, CHE VANNO A DARE LEZIONI "DI NON SI SA CHE".

Nel mirino anche i due fedelissimi della sindaca, Frongia e Romeo. 
Possibile che Grillo chieda ai consiglieri di togliere l’appoggio
Daniele Frongia e Virginia Raggi nell’aula Giulio Cesare durante l’assemblea capitolina straordinaria

Beppe Grillo ha deciso. L’ultimatum a Virginia Raggi è pronto. E prevede: la distruzione del «raggio magico», cioè la catena di fedelissimi di cui faceva parte Raffaele Marra, da ieri in carcere per corruzione. 

Grillo vuole fuori dai piedi anche Daniele Frongia e Salvatore Romeo

Il primo dovrà lasciare il posto di vicesindaco e molto probabilmente anche il M5S, stesso destino che attende il secondo, capo della segreteria personale di Raggi, il dipendente comunale promosso con un giro di nomine su cui indaga la procura e che secondo l’ex capo di gabinetto Carla Raineri comandava di fatto all’interno del Campidoglio assieme a Marra. Anche il fratello di quest’ultimo, ex vicecomandante dei vigili, trasformato nei mesi scorsi in dirigente del Turismo nonostante i dubbi dell’Anac, dovrà abbandonare l’incarico ottenuto grazie all’asse familiare. 

La richiesta di autosospensione 
Grillo vuole fare piazza pulita. E a Raggi propone un’altra ipotesi choc su cui si sta trattando: fare come Beppe Sala a Milano, cioè autosospendersi in attesa di capire cosa hanno in mano i magistrati che potrebbero indagarla per abuso di ufficio proprio per le nomine dei suoi fedelissimi. 

Raggi deve essere commissariata, questa è l’idea di Grillo e per attuare il suo piano, il comico prevede anche di affidare il posto di vicesindaco di Frongia o a Marcello De Vito, attuale presidente dell’assemblea capitolina e sfidante di Raggi alle primarie grilline (anche se sarà complicato spostarlo), o a Paolo Ferrara, attuale capogruppo, con cui ieri il leader genovese si è intrattenuto a lungo all’hotel Forum. 

Grillo potrebbe ritirare il simbolo M5S 

«Disposta a discutere» ha fatto sapere Raggi in una prima fase. Ma se alla fine la sindaca non dovesse accettare l’allontanamento della sua corte di uomini di fiducia, Grillo, in qualità di garante, le toglierà il simbolo e chiederà ai consiglieri di mollarla per farla decadere. 

Quindici di loro sono già pronti a farlo al primo segnale del comico. In queste ore continua la trattativa per trovare una soluzione alla crisi politica, ma proprio quando una soluzione sembrava alla portata di mano arriva una dichiarazione di rottura da parte della sindaca. 

«Io non mi sento più parte del M5S, non mi ci riconosco più»: sono parole che Raggi sta dicendo in queste ore ai suoi più stretti collaboratori. 

Se dunque Raggi decidesse di rompere con Grillo e il M5S si arriverebbe alla conta dei consiglieri comunali. 

Fonte: qui

''MARRA È IL MIGLIORE, GARANTISCO IO'' (VIRGINIA RAGGI) - IL LEGAME TRA I DUE NASCE TRAMITE DANIELE FRONGIA, FEDELISSIMO DELLA SINDACA E IERI SEDUTO ACCANTO A LEI MENTRE LEGGEVA IL COMUNICATO SCRITTO DALLA CASALEGGIO E ASSOCIATI - FU LUI A ''SCONGELARLO'': ERA IN ASPETTATIVA DAL COMUNE A MALTA, DOVE FACEVA AFFARI - IL RAMPANTE MARRA GIÀ NEL 2008 VENIVA ALLONTANATO DA ZINGARETTI. E PERSINO IL SUO PROMOTORE ALEMANNO A UN CERTO PUNTO PRESE LE DISTANZE...


nicola zingarettiNICOLA ZINGARETTI

1. MARRA FU ALLONTANATO DA ZINGARETTI E NEGLI ULTIMI DUE ANNI SI ERA MESSO IN ASPETTATIVA A MALTA, DOVE FACEVA AFFARI
Estratto dall'intervista a Raffaele Marra sul ''Fatto Quotidiano'' dello scorso novembre

Lei ha mai lavorato per Veltroni e Zingaretti?
No, sono arrivato in Campidoglio nel 2008. E Zingaretti, appena insediato, mi ha revocato l'incarico: non ha voluto lavorare con me.


2. "RAFFAELE È IL MIGLIORE PER LUI GARANTISCO IO" QUANDO LA SINDACA BLINDAVA IL DIRIGENTE
Mauro Favale per ''la Repubblica - Roma''

VIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIA RAFFAELE MARRAVIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIA RAFFAELE MARRA
Ora, nell' unica sua apparizione davanti alle telecamere (1 minuto e 52 secondi in cui legge una dichiarazione scritta, schivando le domande), Virginia Raggi dice: «Il dottor Marra è solo uno dei 23mila dipendenti capitolini». Una presa di distanze che fa a pugni con tutte le volte in cui, da fine giugno all' altro ieri, la sindaca di Roma ha difeso, coperto e lodato l' operato di quel dirigente comunale che da subito ha voluto al suo fianco.

raffaele marraRAFFAELE MARRA
Il legame tra i due, raccontano in Campidoglio, nasce mediato da Daniele Frongia, il vice della sindaca, l' uomo che Raggi ha voluto (silente) al suo fianco ieri durante la breve dichiarazione davanti ai giornalisti. È Frongia che stringe il rapporto con Marra ai tempi della consiliatura Marino. È a lui che si rivolge (vista la sua conoscenza della macchina capitolina) per la lettura dei bilanci del Comune.

Ed è a lui che chiede aiuto per la stesura di alcuni passi del suo libro E io pago, incentrato sugli sprechi del Campidoglio. Quando si inizia a intuire la valanga di voti che andranno al M5S alle Comunali, è sempre Frongia a "scongelare" Marra, da due anni in aspettativa a Malta.
RAFFAELE MARRA 1RAFFAELE MARRA 1

Lui fa domanda per rientrare a Palazzo Senatorio con la promessa di essere ricollocato in un ruolo di vertice, nel gabinetto del sindaco, lì dove avrebbe voluto sedere già con Gianni Alemanno: «Se non mi premiano i 5 Stelle, allora, chi mi premia?», dice in un' intervista a fine giugno, quando il suo nome aveva già creato malumori dentro al M5S. Da allora fino all' altro ieri, i richiami dei vertici del Movimento sono stati costanti, puntualmente respinti dalla Raggi.
salvatore romeo e raffaele marra al compleanno di pieremilio sammarcoSALVATORE ROMEO E RAFFAELE MARRA AL COMPLEANNO DI PIEREMILIO SAMMARCO

A luglio Grillo piomba in Campidoglio per stoppare le liti e chiedere la rimozione del dirigente contestato. La sindaca, anche in quell' occasione, prende tempo, assicura spostamenti che in realtà continua a rimandare. Marra resta al suo fianco.

RAGGI FRONGIARAGGI FRONGIA
«Si comporta come un assessore», dicono di lui, in pieno agosto, in Campidoglio. Il vicecapo di gabinetto, sostenuto dal capo segreteria della sindaca, Salvatore Romeo, entra in rotta di collisione con il suo superiore, Carla Raineri. Tra i due, la sindaca sceglie Marra.

Raineri sbatte la porta e con lei l' assessore Marcello Minenna. È il primo settembre. La giunta balla ma la prima cittadina resta fedele al dirigente. Anzi, lo nomina alla guida del Personale dove Marra affronta e risolve (almeno per ora) la grana del salario accessorio.
RAGGI DE VITO LOMBARDI DI MAIO FRONGIARAGGI DE VITO LOMBARDI DI MAIO FRONGIA

«Avete visto? - dice la sindaca alla sua maggioranza - è l' unico che ce l' ha fatta dopo anni ». E quando a fine ottobre Grillo chiama i consiglieri M5S per chiedere lumi sul dirigente dopo le inchieste dell' Espresso che avevano messo in luce i suoi rapporti poco chiari coi costruttori, quelli rispondono: «La sindaca si fida di lui».
Passano due giorni e Raggi impone il suo aut aut: «O accettate Marra o andiamo tutti a casa», dice ancora al gruppo consiliare M5S.

MARCELLO DEVITO - DANIELE FRONGIA - VIRGINIA RAGGIMARCELLO DEVITO - DANIELE FRONGIA - VIRGINIA RAGGI
La fronda rientra, mentre arrivano le indagini sulle nomine e l' istruttoria dell' Anac sulla promozione del fratello di Marra al dipartimento Turismo. Anche in questo caso, la sindaca si assume tutta la responsabilità in una memoria all' Anticorruzione. È l' ultima difesa, proprio alla vigilia degli arresti di ieri. Accolti con un sospiro di sollievo dagli altri dirigenti capitolini, quelli che più avevano sofferto lo strapotere di Marra e le modalità di organizzazione della nuova "macrostruttura". «Finalmente » è l' avverbio più utilizzato dai capi dipartimento alla notizia delle manette.

Fonte: qui
virginia raggi in auto con daniele frongiaVIRGINIA RAGGI IN AUTO CON DANIELE FRONGIALUCIA ANNUNZIATA CON RAGGI DE VIVO FRONGIA STEFANO CONSIGLIERI M5S AL COMUNE DI ROMALUCIA ANNUNZIATA CON RAGGI DE VIVO FRONGIA STEFANO CONSIGLIERI M5S AL COMUNE DI ROMA

venerdì 16 dicembre 2016

VIRGINIA, TIRA ARIA DI AVVISO DI GARANZIA

L'ACCUSA PER LA RAGGI È PRECISA: AVER MODIFICATO LE CONDIZIONI CONTRATTUALI DI SALVATORE ROMEO PER FARGLI “AVERE UN INGIUSTO PROFITTO” 

E QUELLA DEL CAPO DELLA SEGRETERIA DELLA SINDACA DI ROMA È SOLO UNA DELLE NOMINE FINITE SOTTO INCHIESTA

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”
virginia raggi si disseta (2)VIRGINIA RAGGI 

L'accusa è precisa: aver modificato le condizioni contrattuali di Salvatore Romeo per fargli «avere un ingiusto profitto». L'accusa di abuso d'ufficio contro Virginia Raggi non è stata ancora formalizzata, ma la strada è tracciata. E quella del capo della segreteria della sindaca di Roma è soltanto una delle nomine finite sotto inchiesta. Le verifiche avviate dai magistrati riguardano anche il ruolo acquisito da Raffaele Marra, potente capo del personale che ha deciso di trovare una collocazione adeguata pure a suo fratello.

RAFFAELE MARRA 1RAFFAELE MARRA 1
La sua posizione sembra essersi aggravata dopo gli accertamenti affidati ai poliziotti della squadra mobile. È proprio l'esposto di Carla Raineri - magistrato milanese che insieme all'assessore al Bilancio Marcello Minenna decise di dimettersi da capo di gabinetto a tre mesi dall'ingresso in Campidoglio - a ricostruire quanto accaduto l'estate scorsa.

LO STIPENDIO TRIPLICATO
Romeo è un semplice dipendente comunale, ma con l'arrivo di Raggi in Comune la sua carriera subisce un' impennata. Diventa il responsabile della segreteria, il suo compenso passa da 39 mila euro a 120 mila euro, poi ridotti a 97 mila dopo la delibera dell'Anac di Raffaele Cantone.

MINENNAMINENNA
Scrive Raineri nella denuncia consegnata lo scorso settembre al procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone e all' aggiunto Paolo Ielo: «La delibera è stata portata in giunta il 9 agosto 2016 senza essere prima passata al vaglio del Gabinetto, come avviene di norma per un esame di legittimità. Inusualmente è approdata direttamente in giunta quando io e gli assessori eravamo seduti al tavolo nella Sala delle bandiere e nessuno ne ha illustrato i contenuti prima di porla al voto».

carla raineriCARLA RAINERI
Ed ecco l' accusa: «La posizione "Romeo" era stata (deliberatamente?!) inserita all' interno di una più vasta delibera contenente altre due posizioni di collaboratori e l'emolumento non era stato (deliberatamente?!) esplicitato nel quantum, ma determinato con un rinvio per relationem a categorie contrattuali di non immediata percezione. Ciò non ha indotto gli assessori a una particolare attenzione. In realtà il dottor Romeo acquisiva tout court funzioni dirigenziali mai ricoperte in precedenza».

I RISCHI PENALI
Ci furono diverse riunioni sulla riorganizzazione del Comune e Raineri racconta di aver allertato la sindaca sui rischi che si correvano seguendo quella procedura. Anticipando quello che sarebbe poi diventato il cuore dell' indagine. Infatti sottolinea di aver «illustrato a Raggi che doveva ritenersi impossibile per un dipendente assunto a tempo indeterminato ricorrere all' istituto dell' aspettativa per poi essere assunto dal medesimo ente a tempo determinato, e la invitai a revocare la delibera».
raffaele marraRAFFAELE MARRA

Raineri è un magistrato, conosce evidentemente bene le procedure. Per questo «rappresentai che un siffatto comportamento avrebbe potuto configurare una ipotesi di abuso d' ufficio laddove un tale meccanismo fosse stato posto in essere allo scopo di attribuire al dipendente un vantaggio economico altrimenti non conseguibile (nella specie Salvatore Romeo aveva più che triplicato il proprio stipendio)».

L'AMICA DI RAGGI
La discussione sull'opportunità di procedere finì così negli uffici dell' Avvocatura capitolina. Ma anche in questo caso non tutto sarebbe andato liscio. Ed è ancora Raineri a ricostruire l'accaduto: «La sindaca non volle sentire ragioni. Disse che avrebbe consultato l'Avvocatura.

marcello minennaMARCELLO MINENNA
Il professor Minenna e io aderimmo all' ipotesi, ma lei chiese al capo dell' Avvocatura un preventivo parere solo orale e quando realizzò che l' avvocato Murra era di avviso contrario (cioè favorevole alla mia tesi) non gli commissionò il parere scritto». Murra sarà interrogato questa mattina dai magistrati e dovrà chiarire anche altre circostanze contenute nell' esposto.

Dieci giorni dopo a Raggi fu infatti consegnato il parere dell' avvocato amministrativista Aristide Police secondo il quale non esisteva «alcuna ragione che possa giustificare il mutamento del rapporto di servizio di un proprio dipendente o meglio, la duplicazione di tale rapporto». Ma lei decise evidentemente di ignorare anche questo e - lo specifica Raineri - «si rivolse a una giovane avvocatessa sua amica (che di lì a poco avrebbe reclutato) la quale trovò un precedente costituito da un altro parere dell' Avvocatura capitolina e da un regolamento del Comune di Firenze», mai recepito dal Campidoglio.

L'INDAGINE
Anac Il 21 dicembre l' Anticorruzione esaminerà la delibera che designa Renato Marra, fratello di Raffaele, a responsabile del Turismo del Comune. Quella del capo del Personale - contestato dagli stessi 5 Stelle anche per i trascorsi con l' ex sindaco Alemanno - è una posizione che sembra aggravarsi.
i grillini portano le arance al comune di roma 4I GRILLINI PORTANO LE ARANCE AL COMUNE DI ROMA 4

Agli atti dell' inchiesta ci sarebbero irregolarità compiute ottenendo benefici già prima dell' arrivo di Raggi in Campidoglio, comprese le spese di trasferte e missioni. E avrebbe chiesto e ottenuto la «cacciata» della responsabile del personale che gli aveva rifiutato nuovi stage .

Fonte: qui

sabato 10 dicembre 2016

VIRGINIA NE PERDE UN ALTRO? L'ASSESSORE BERDINI (URBANISTICA)

BERDINI È DATO IN USCITA DOPO UNA RIUNIONE GRILLINA IN CUI LO AVREBBERO SILURATO A SUA INSAPUTA. AL CENTRO DELLA LOTTA, LO STADIO DELLA ROMA E I MOLTI PROGETTI IN BILICO DEL COMUNE. 

AL SINDACO RAGGI MANCA ANCORA UN CAPO DI GABINETTO, MENTRE L'EX RAINERI HA DEPOSITATO UNA DENUNCIA DI FUOCO CONTRO IL RAGGIO MAGICO: ''SEGRETI E MINACCE PER FARMI FUORI'' (QUI IL CONTENUTO)

6 DICEMBRE 2016

Simone Canettieri per www.ilmessaggero.it

L'assessore all'Urbanistica del comune di Roma Paolo Berdini lascia la giunta Raggi? La notizia viene data dall'Adnkronos secondo cui la decisione sarebbe stata presa nel corso di una riunione tenuta ieri sera alla quale ha partecipato la sindaca Virginia Raggi e i suoi più stretti collaboratori. Berdini tuttavia, parlando all'agenzia Aska, ha smentito. Anche se non ha nascosto la propria amarezza con i suoi più fidati collaboratori.
PAOLO BERDINIPAOLO BERDINI

Ce n'è abbastanza quantomeno per alimentare un giallo. Se ancora non siamo alle dimissioni, infatti, pare che Berdini sia come in bilico. L'assessore, il meno «politico» ed il più indipendente della giunta Raggi, più volte ha espresso posizioni personali e poco integrate col resto della squadra di governo su progetti importanti come lo Stadio della Roma. Rumors a palazzo Senatorio lo darebbero dunque in uscita dalla squadra di governo della Raggi segnando un ulteriore cambio all'interno della giunta.

La notizia è piombata in via del Tritone 142, sede dei gruppi consigliari, dove si sta svolgendo la commissione bilancio. L'imbarazzo dei grillini è stato palpabile. Tra chi ha cercato di sfuggire alle domande dei cronisti e chi invece ha ammesso. «Berdini? Sì c'è malcontento nei suoi confronti».

BERDINI NUOVO STADIO ROMABERDINI NUOVO STADIO ROMA
Dopo Andrea Lo Cicero, annunciato in campagna elettorale mai mai nominato, Marcello Minenna e Raffaele De Dominicis, Berdini potrebbe essere il prossimo assessore della giunta Raggi a salutare la compagnia dopo sei mesi di governo.



2. CAMPIDOGLIO, IL DOSSIER RAINERI: "SEGRETI E MINACCE PER FARMI FUORI" -  IL CARTEGGIO DEPOSITATO AI MAGISTRATI DALL'EX CAPO DI GABINETTO: DITO PUNTATO SULLO STRAPOTERE DEI FEDELISSIMI DELLA PRIMA CITTADINA
Giovanna Vitale per ''la Repubblica - Roma''

RAGGI RAINERIRAGGI RAINERI
Al di là delle notizie di reato che la giudice Carla Raineri ha segnalato personalmente al procuratore Giuseppe Pignatone, e subito finite in un fascicolo per il quale si sta ora valutando l'abuso d'ufficio, il memoriale segreto depositato dall'ex capo di gabinetto del Campidoglio offre uno spaccato inquietante sulle manovre, le minacce e i sotterfugi messi in atto dal "Raggio magico" nei suoi 45 giorni di permanenza a palazzo Senatorio. Un gruppo assai ristretto - la sindaca Raggi, il vice Frongia, il braccio destro Raffaele Marra e il capo segreteria Salvatore Romeo - che sembra colpire chiunque osi mettersi di traverso. Piegando norme e regolamenti ai propri fini.
CARLA RAINERICARLA RAINERI

È una donna ferita, Carla Raineri. Un magistrato che credeva di potersi mettere al servizio di una delle massime istituzioni del Paese per ritrovarsi usata come paravento di decisioni prese da altri, delegittimata solo per aver provato a far rispettare la legge. "Appena insediata in Campidoglio, il 29 luglio 2016, ho subito avvertito intorno a me una crescente ostilità", scrive Raineri nel dossier, che Repubblica è in grado di rivelare, registrato dalla procura con un protocollo riservato.


RAGGI FRONGIARAGGI FRONGIA
Ostilità "sia perché occupavo una casella cui palesemente ambivano altri soggetti molto cari alla Raggi (Frongia, Romeo, Marra) sia perché, da subito, mi sono scontrata con la sindaco sulla procedura di nomina di Romeo, da me ritenuta assolutamente illegittima, e sulla indisponibilità di trattenere Marra nel Gabinetto", denuncia Raineri. "Mi sono quindi progressivamente trovata collocata (direi letteralmente schiacciata) tra Romeo e Marra. La sindaco, per limitare le mie prerogative, ha immediatamente concepito una Segreteria particolare, che era in realtà il "vero Gabinetto", a capo del quale ha posto Romeo ". A cui ha conferito pure "una specifica delega alle partecipate, di fatto attribuendogli anche il ruolo di "assessore ombra" di Minenna". Da lì "ha pesantemente interferito sulla nomina del dg Ama".
RAGGI FRONGIARAGGI FRONGIA

GLI ONNIPRESENTI
Prosegue la giudice: "Romeo era onnipresente, terribilmente invasivo e prevaricante. Dai diktat in merito alla organizzazione delle riunioni alla precettazione delle stanze. Addirittura villano e offensivo con la mia segreteria. Sempre protetto dalla sindaca che rimarcava, di fronte a tutti, la centralità del suo ruolo. Marra, dal canto suo, aveva la qualifica di vicecapo di Gabinetto" ma "con lui non ho mai avuto il piacere di condividere alcuna decisione. Riferiva direttamente alla sindaco. Il paradosso era che io non venivo convocata alla riunioni (per esempio sul terremoto) e nessuno mi avvertiva neppure delle urgenze".
virginia raggi in auto con daniele frongiaVIRGINIA RAGGI IN AUTO CON DANIELE FRONGIA

"In compenso, il giorno del terremoto, mentre la protezione civile conferiva con Romeo (non con me) e con Frongia, io venivo richiesta ripetutamente e insistentemente di attivarmi per autorizzare l'assessore Bergamo a recarsi a spese del Campidoglio al Festival del cinema di Venezia ".
"Avrò visto Raggi complessivamente un paio d'ore in un mese e solo in occasione delle riunioni di giunta. Per contro lei era sempre chiusa nella sua stanza con Romeo e Marra, sempre informati in tempo reale".

L'ODIO DI RAGGI
"Chiesi un appuntamento a Raggi al ritorno dalle sue vacanze.

Il 25 agosto, in occasione di un duro confronto, le riferii che me ne sarei andata se le cose non fossero cambiate".

Le pose tre condizioni: 

allontanare Marra dal Gabinetto e nominare al suo posto un colonnello dei Carabinieri; 

rivedere la nomina di Romeo; 

restituire dignità all'ufficio di Gabinetto, limitando le interferenze.
salvatore romeo e raffaele marra al compleanno di pieremilio sammarcoSALVATORE ROMEO E RAFFAELE MARRA AL COMPLEANNO DI PIEREMILIO SAMMARCO

"Raggi rimase più che contrariata. Ricordo ancora il suo sguardo pieno d'odio". Segue il drammatico racconto della notte del 31 agosto in cui, a seguito del parere reso da Anac sulla base di "un finto e strumentale quesito elaborato da Marra", fu convocata in Campidoglio e costretta a fare le valigie. "Un'iniziativa ritorsiva - scrive Raineri - concepita subito dopo il colloquio del 25 agosto, allorché la sindaco apprese la mia indisponibilità ad avallare la delibera di Romeo e trattenere Marra nel Gabinetto, e consumata in riunioni segrete con Marra e Romeo ". Severa la richiesta alla Procura: valuti "il comportamento di Raggi, improntato dal preordinato intento di danneggiare la mia immagine e determinare le mie dimissioni".
salvatore romeoSALVATORE ROMEO

IL BLITZ SULLA NOMINA DI ROMEO
"La delibera è approdata direttamente in giunta il 9 agosto, senza passare al vaglio del Gabinetto, dove di norma vengono trasmesse alcuni giorni prima per un esame di legittimità". Tempismo "sospetto", visto che "Romeo esercitava le funzioni di capo segreteria sin dall'insediamento della sindaco, cioè dal 19 giugno".

pieremilio sammarcoPIEREMILIO SAMMARCO
La sua posizione "era stata inserita all'interno di una più vasta delibera contenente altre due posizioni di collaboratori e l'emolumento non era esplicitato nel quantum, ma determinato con un rinvio a categorie contrattuali di non immediata percezione ". Circostanza che ha fuorviato gli assessori. Quando Raineri se ne accorge, avverte Raggi che poteva configurarsi l'abuso d'ufficio se il fine fosse stato quello "di attribuire a un dipendente un vantaggio economico altrimenti non conseguibile (Romeo aveva più che triplicato il suo stipendio) ". Ma "trovai la sindaca totalmente impermeabile".

LE CONFESSIONI DI MARRA
MINENNAMINENNA
"Nei primi giorni del mio insediamento ", conclude Raineri, Marra "mi disse di aver dovuto trasferire la moglie e i suoi 4 figli a Malta, perché minacciati dalla criminalità organizzata, e di avere rinunciato alla scorta personale nonostante anch'egli a rischio di incolumità". La capo di Gabinetto chiese un po' in giro e alcuni dipendenti le rivelarono invece "che Marra aveva denunciato molte persone, principalmente colleghi, per vendette personali o per protagonismo".

Ancora: "Ufficiali della Gdf mi segnalarono l'inopportunità di trattenerlo nel Gabinetto. Minenna mi riferì di aver appreso dai vertici Gdf che fra le situazioni sospette che avevano determinato il suo demansionamento fino alla fuoriscita dal Corpo vi era un corso privato di pilota civile per il quale aveva sostenuto un costo di 90 milioni di cui non aveva documentato la provenienza ".

RAFFAELE MARRARAFFAELE MARRA
Terribile la reazione "quando apprese che non intendevo confermargli il ruolo di vice: si adirò alzando la voce e minacciando ritorsioni ". E la stessa cosa avvenne con l'ex capo del Personale Laura Benente, che gli rifiutò un master a Bruxelles. "Marra la intimidì, la minacciò urlando nei corridoi. Da lì a poche ore Raggi telefonò all'Inps di Torino, dalla quale proveniva la dirigente e chiese che la richiamassero subito in sede".



E chi c'è ora al suo posto?

L'onnipotente Raffaele Marra, ovviamente.


Fonte: qui