9 dicembre forconi: Rothschild
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mercoledì 18 settembre 2019

LA GRANDE AVANZATA DEI ROTHSCHILD IN CINA

Esiste una relazione complessa fra gli “spontanei disordini”  filo-britannici ad Hong Kong; la  tentata scalata aggressiva della Borsa di Hong Kong a quella inglese, London Stock Exchange;  la proposta  del governatore della Banca d’Inghilterra  Max Carney,  avanzata il 26 agosto scorso ai banchieri centrali  riuniti a Jackson Hole, di lanciare “una  valuta egemone sintetica”  (ossia un paniere di varie valute digitali sostenute dalle banche centrali) in sostituzione del dollaro  ormai al tramonto come  valuta globale, preferibile ai rischi di transizione   “verso un’altra valuta egemonica come il Renminbi”   –  c’è una relazione fra tutti questi eventi, e l’intensa, organizzata e  costante “campagna-simpatia” che la famiglia Rothschild sta conducendo in Cina, per inserirsi e  cavalcare la potenza egemone prossima ventura dopo l’impero britannico prosciugato e l’impero americano esaurito.
I Rothschild si sono mossi per tempo, se il loro sito  destinato ai clienti cinesi  vanta di poter far risalire “i primi contatti  al 1830” (tacendo pudicamente del  Business dell’Oppio) e di aver ristabilito le  relazioni “dopo il 1953”:  il che testimonierebbe di una capacità di preveggenza preternaturale, visto che quello fu l’anno della collettivizzazione totale  maoista, e l’utilità dei servizi della Casa, specializzata nella gestione di patrimoni privati  non era  minimamente immaginabile.Veniamo a  tempi più vicini.   Il 6 giugno 2011, nella Nationak School of Development (università privata  di Pechino)  si sono presentai agli studenti e al pubblico Sir Evelyn Rothschild, presidente della NM Rothschild & Sons, consulente finanziario della regina ed ex governatore della London School of Economics nonché  proprietario dell’influentissimo Economist,  e la di lui consorte, Lady Lynn Forester de  Rothschild .

L’incontro del 2011
Sir Evelyn Rothschild, Lady Lynn Forester de Rothschild, il Professor Deming Huo, e Sitao Xu, Chief Representative del Gruppo Economist
Il tema era: le imprese a conduzione familiare (sic). Sir Evelyn, settimo   discendente  della famiglia, ha ricordato come il capostipite, nella Francoforte del 18 mo secolo, spedì i quattro fratelli a Vienna, Londra, Napoli e Parigi, onde costituire la potente rete che tutti conosciamo.  Tale prodigiosa durata di una azienda familiare (non quotata) è dovuta, ha spiegato, al fatto  che “gli affari di famiglia erano quelli di una comunità o una confraternita, dove le persone si dedicano alla cura e all’aiuto reciproco. Gli individui devono sempre essere consapevoli della propria identità come parte di un gruppo”.  Come del resto iscritto nel motto della famiglia, che Sir Evelyn s’è degnato di condividere coi cinesi: “Concordia, Integritas, Industria” (in latino)
Lady Rothschild ha raccontato che “ quando ha ottenuto il suo primo lavoro, il suo obiettivo era quello di guadagnare quaranta milioni di dollari. Ma il suo datore di lavoro (tale Bill Gates) le ha dato il  migliore dei consigli: “Comincia con un sogno, una visione, e perseguila ogni giorno. I 40 milioni di dollari  prenderanno cura di sé stessi”  – come infatti  è avvenuto”.
Gli astanti erano rapiti. Cinesi ricchi e  figli di ricchi, assetati di apprendere i segreti di tanto mitica ricchezza, erano informati ed entusiasti delle innovazioni finanziarie e speculative che i Rothschild hanno portato in Cina: nel  2008, la Compagnie Financiere Edmond de Rothschild, il ramo francese, era sul punto di assicurarsi investimenti della Banca della Cina per 2,3 miliardi di yuan (336 milioni di dollari USA),    ma non ha ottenuto l’approvazione dal governo cinese. Nel 2011, la filiale britannica Rothschild  Partners ha istituito uno dei primi fondi di private equity in Cina per raccogliere renminbi nel paese e investirlo all’estero, con l’obiettivo di accumulare 750 milioni di dollari nel suo primo anno.
Quasi  tutti del resto  avevano letto un best-seller sulle  imprese, astuzie e  invenzioni finanziarie dei Rothschild, “Currency Wars” (2007), di cui è autore Song Hongbing, un cino-americano (vive negli USA dal 1994)  che fra l’altro attribuisce alla dinastia cinque miliardi di dollari:  600 mila copie vendute i poche settimane. Letto dagli arricchiti ed anche dai membri del Comitato Centrale.
Quando uscì il libro (molto romanzato) John Benjamin, esponente della comunità britannica, dichiarò al Financial Times che temeva che l’opera diffondesse “la teoria del complotto antisemita nell’economia emergente più  importante del mondo”.
Non poteva sbagliarsi di più: i nuovi milionari cinesi vogliono imparare dai successi dei Rothschild, e in generale degli ebrei nella finanza, che ammirano perdutamente. A tal punto  che Song Hongbing, cavalcando l’onda del  best-seller, ha pubblicato altri cinque libri, intitolati: “Come vincono gli ebrei?”, “Bibbia del Business Ebraico”,  “Insegnamenti ebraici nel commercio”;   “La saggezza degli uomini d’affari ebrei”. L’autore  ha quasi due milioni di followers sul SINA Web
Libri cinesi sulle pratiche commerciali ebraiche, in alto a sinistra, in senso orario: come vincono gli ebrei ?; Jewish Business Bible; La saggezza degli uomini d’affari ebrei; Insegnamenti commerciali ebraici. / Immagini dal China Daily, Douban
Numerosi imitatori   hanno prodotto volumi  con titoli come  “The Legend of Jewish Wealth”, “Jewish Family Education” e “The Illustrated Jewish Wisdom Book” .  Un tale Han Bing, ha scritto un manuale  di auto-aiuto  psicologico, che  ha titolato “Crack the Talmud”:  ebrei e cinesi, ha dichiarato a Newsweek, sono molto simili –  ammettendo subito dopo di non aver mai visto un ebreo in vita sua.
La  passione dei neo-ricchi cinesi per i Rothschild ha  dato il destro a un britannico che si faceva chiamare Oliver Rothschild di farsi  ricevere dall’Università Tsinghua nel  2016, e  tenervi conferenze  retribuite, facendo credere al decano di essere “uno dei successori” nonché  ex capo dell’UNICEF.  La vera famiglia Rothschild  ha dovuto smentire ufficialmente che l’individuo fosse un parente.
Il falso Rothschild che ha ingannato la prima università cinese.
Ancor più  significativa la vera infatuazione  dei nuovi ricchi per il Chateau Lafite,   che va a ruba  – anche al costo di 10 mila dollari la bottiglia  – per il  solo fatto che ha scritto sull’etichetta: “Barons de Rothschild”. Secondo  l’agenzia Xinhua,   le bottiglie   vendute in Cina con quel nome  sono in massima parte false, perché i dati  delle vendite nel 2011 nella sola provincia dello Zhejiang superavano  la produzione totale di quell’anno.
Che dire?  Resta da lumeggiare la figura di Lady Lynn Forester de Rothschild, che è attivissima –  vera punta avanzata – nella  campagna  di inserimento dei Rothschild in Cina.  E’ anche l’amica più  intima dei Clinton  – al punto che quando sposò Evelyn la coppia fu invitata a passare la luna di miele alla Casa Bianca –   massima finanziatrice e raccoglitrice di fondi per la campagna  di Hillary, nonché ospite frequente del Lolita Express ed intima del (forse) defunto Epstein.  Ma questo richiede un articolo a  parte.
Fonte: qui

giovedì 13 ottobre 2016

Sarebbero gli Stati Uniti a finanziare il traffico di migranti africani dalla Libia verso l’Italia.

Lo afferma l’austriaco InfoDirekt, che dice di averlo appreso da un rapporto interno dello ’Österreichischen Abwehramts (i servizi d’intelligence militari di Vienna): ed InfoDirekt è un periodico notoriamente vicino alle forze armate.

l titolo dice: “Un Insider: gli Stati Uniti pagano i trafficanti (di immigrati) in Europa”. Il testo non dice molto di più. Dice che i servizi austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto più dei 3 mila dollari o euro di cui parlano i media.

“I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa” Si va dai 7 ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzazioni di trafficanti; e i fuggiaschi sono per lo più troppo poveri per poter pagare simili cifre. La polizia austriaca che tratta i richiedenti asilo sa questi dati da tempo; ma nessuno è disposto a parlare e fare dichiarazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato.

Da parte dei servizi, “Si è intuito che organizzazioni provenienti dagli Stati Uniti hanno creato un modello di co-finanziamento e contribuiscono a gran parte dei costi dei trafficanti”. 


Sarebbero “le stesse organizzazioni che, con il loro lavoro incendiario, hanno gettato nel caos l’Ucraina un anno fa”. Chiara allusione alle “organizzazioni non governative” americane, cosiddette “umanitarie” e per i “diritti civili”, bracci del Dipartimento di Stato o di Georges Soros.

L’articolo termina con un appello “a giornalisti, funzionari di polizia e di intelligence”perché “partecipino attivamente nella ricerca di dati a sostegno delle accuse qui espresse. L’attuale situazione è estremamente pericolosa e il lavoro informativo può prevenire l’intensificarsi della crisi”.

In un successivo articolo, il giornale austriaco rivela che “anche in Austria c’è il “Business dei profughi”, una “azienda per i richiedenti asilo” ha ottenuto dallo stato 21 milioni  per assisterli nelle pratiche e nutrirli. 

E’ una vera e propria azienda a scopo di lucro,   con sede in Svizzera, la ORS Service AG, ed è posseduta da una finanziaria, la British Equistone Partners Europa ( PEE) , che fa’ capo a Barclays Bank:  ossia alla potentissima multinazionale finanziaria nota anche come “La corazzata Rothschild”, che ha come principali azionisti la banca privata NM Rothschild e la loro finanziaria satellite Lazard Brothers. 

“Presidente di Barclays è stato per anni il figlio Marcus Agius Rothschild . Questi ha sposato la figlia di Edmund de Rothschild : Katherine Juliette. Di conseguenza, ha il controllo anche della British Broadcasting Corporation (BBC), ed uno dei tre amministratori del comitato direttivo del gruppo Bilderberg”. 

I Rothschild non disdegnano nessun affare: e quello degli immigrati da “accogliere” e curare con denaro pubblico è certo l’industria di cui hanno previsto ( sanno) che crescerà in modo esponenziale.

http://www.info-direkt.at/rothschild-und-die-asyl-industrie/

Tradotto: qui

Thierry Meyssan (Reseau Voltaire) rilancia l’informazione perché vi trova confermato un suo lungo e complesso articolo da lui postato quattro mesi fa, in cui fra l’altro sosteneva che l’ondata di rifugiati in Europa non è l’effetto collaterale accidentale dei conflitti in Medio Oriente, ma un obiettivo strategico degli Stati Uniti

Meyssan chiamava la strategia Usa “la teoria del Caos”, e la faceva risalire a Leo Strauss (1899-1973), il filosofo padre e guru dei neocon annidati nel potere istituzionale Usa.

Il principio di questa dottrina strategica può essere così riassunto: il modo più semplice per saccheggiare le risorse naturali di un Paese sul lungo periodo non è occuparlo, ma distruggere lo Stato. Senza Stato, niente esercito. Senza esercito nemico, nessun rischio di sconfitta. Da quel momento, l’obiettivo strategico delle forze armate USA e dell’alleanza che esse guidano, la NATO, consiste esclusivamente nel distruggere Stati. Ciò che accade alle popolazioni coinvolte non è un problema di Washington”.

“Le migrazioni nel Mediterraneo, che per il momento sono soltanto un problema umanitario (200.000 persone nel 2014), continueranno a crescere fino a divenire un grave problema economico. Le recenti decisioni della UE (…) non serviranno a bloccare le migrazioni, ma a giustificare nuove operazioni militari per mantenere il caos in Libia (e non per risolverlo)”.


http://www.voltairenet.org/article187426.html

E’ proprio così: la strategia americana sembra effettivamente quella di trascinare gli europei in avventure militari in Libia come in Siria e in Ucraina; una volta impantanati fino al collo in quelle paludi del caos, per cui non abbiamo alcuna preparazione militare, dovremo implorare l’aiuto della sola superpotenza rimasta, a cui ci legheremo più che mai perché “ci difende dal caos”.

Una sola ultima considerazione: la sinistra dell’accoglienza, come sempre la sinistra, “fa l’interesse del grande capitale, a volte perfino senza saperlo”.

14 agosto 2015

Maurizio Blondet