9 dicembre forconi: Opec
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lunedì 10 dicembre 2018

DOPO IL QATAR, PURE L'IRAQ POTREBBE ABBANDONARE L'OPEC


IL PAESE CHIAMATO AD IMPEDIRE ALTRE FUGHE È L' ARABIA SAUDITA, CHE FU LEADER DI FATTO DELL'ORGANIZZAZIONE, E PER QUESTO ALLEATO PRIVILEGIATO DEGLI USA. 

TRUMP SPINGE SU RIAD PER TENERE BASSI I PREZZI DEI CARBURANTI. 

MA PUTIN VUOLE IL CONTENIMENTO DELLA PRODUZIONE PERCHÉ GLI COSTA CARO ESTRARRE

Flavio Pompetti per “il Messaggero

Chi seguirà il Qatar sulla rotta della fuga dall' Opec?
Dopo l' annuncio di ieri a Doha gli analisti del mercato del petrolio puntano gli occhi su Vienna, dove domani e il giorno dopo i 14 membri superstiti del cartello si riuniranno per fare il punto della situazione, e decidere la rotta comune. La defezione del Qatar non è di per se rilevante: lo stato del Golfo produce solo il 2% del petrolio mondiale, e la sua assenza a partire da gennaio non avrà conseguenze sulla capacità decisionale.
Il problema è invece il successo che l' Opec non ha nel far rispettare le quote che vengono assegnate ai singoli stati membri.
PETROLIOPETROLIO

Nel mese scorso molti di loro hanno estratto in eccesso, con il risultato di vanificare l' obiettivo di fermare la caduta dei prezzi, che sono scesi del 30% rispetto al picco di 82 dollari a fine ottobre. Il primo a rompere le righe è stato l' Iraq, un paese devastato dalla guerra, e che ancora dipende dal petrolio per il 90% della sua economia. Nelle stime del governo occorrono 100 miliardi di dollari per ricostruire le infrastrutture perdute negli ultimi tre anni di campagna contro l' Isis, e per riavviare la crescita.

IL RE DELL ARABIA SAUDITA CON TAMIM AL THANI EMIRO DEL QATARIL RE DELL ARABIA SAUDITA CON TAMIM AL THANI EMIRO DEL QATAR
Il mese scorso i pozzi del paese hanno estratto 4,76 milioni di barili al giorno, contro la media annuale di 3,2 milioni. Lo sconfinamento è però ancora al disotto dei 5 milioni di barili che il ministro del petrolio fresco di nomina Thamir Ghadhban ha dichiarato necessari nel lungo termine per l' amministrazione del suo paese. Tutti questi dettagli fanno dell' Iraq un candidato possibile per un secondo strappo dall' Opec, che se dovesse occorrere sarebbe però fatale. Il paese è il secondo per ordine di produzione all' interno del cartello, e una sua defezione aprirebbe alla totale anarchia, visto che Libia, Venezuela e Nigeria da tempo scalpitano per essere esentate dagli accordi, e spesso li violano.

prezzo petrolio vertice opecPREZZO PETROLIO VERTICE OPEC
GLI APPELLI

Il paese chiamato ad impedire altre fughe è l' Arabia Saudita, fino a dodici anni fa il leader di fatto dell' organizzazione, e per questo motivo alleato privilegiato degli Usa. La casa reale di Riad è infatti il principale destinatario degli appelli sempre più urgenti che Donald Trump sta lanciando da Washington, perché da Vienna si esca venerdì con un accordo che confermi la piena disponibilità di prodotto, e quindi una garanzia sul contenimento dei prezzi.
riunione opecRIUNIONE OPEC

 Su questa strada però i sauditi devono fare i conti con la Russia, un paese che estrae a costi molto alti, e ha quindi bisogno di spingere una politica di contenimento della produzione. Dal 2006 Mosca è accettata ai summit dell' Opec come paese non associato, ma di fatto ha acquistato un grande potere di influenza, visto che con l' Arabia e gli Usa fa parte della nuova triade dei padroni dell' oro nero.

vladimir putin e mohammed bin salman 4VLADIMIR PUTIN E MOHAMMED BIN SALMAN
A Buenos Aires lo scorso fine settimana Putin si è accordato con Mohhammed bin Salman per una riconferma del taglio di un milione di barili al giorno che da due anni regola la produzione Opec. L' ultima variabile di questa complessa scacchiera sono gli Usa, dove l' interesse del presidente a calmierare il mercato non coincide con quello dei produttori, molti dei quali sono appena tornati ad estrarre dopo l' ondata di chiusure del 2015. Se l' asticella dei prezzi dovesse tornare sotto i 50 dollari al barile, molti di loro torneranno a protestare direttamente contro la Casa Bianca.

Fonte: qui

giovedì 29 settembre 2016

L'OPEC TROVA L'ACCORDO E PROMETTE DI TAGLIARE LA PRODUZIONE




IL PREZZO SCHIZZA SOPRA I 47 DOLLARI 

PREPARATEVI A UN'IMPENNATA DELLA BENZINA


OPEC TROVA ACCORDO, PRODUZIONE SCENDE A 32,5 MLN BARILI
prezzo petrolio vertice opecPREZZO PETROLIO VERTICE OPEC
 (ANSA) - L'Opec trova un difficile accordo per il taglio delle quote di produzione e il prezzo del petrolio mette le ali, tornando sopra quota 47 dollari e segnando in pochi minuti un guadagno di oltre il 6%. Il vertice informale di Algeri, dove per tre giorni i principali Paesi produttori si sono confrontati alla ricerca di un'intesa che non scontentasse nessuno, in particolare i due 'avversari' Arabia Saudita e Iran, si sarebbe concluso con la decisione di far scendere il tetto della produzione dai 33,2 milioni di barili del mese scorso a 32,5 milioni di barili.

PETROLIO ISLAM BELGIOPETROLIO ISLAM BELGIO
Manca ancora l'ufficialità e l'intesa potrebbe essere ratificata il 30 novembre a Vienna, ma i mercati sono apparsi convinti che ormai la quadra sia stata trovata. A pagare il conto più salato, secondo la proposta presentata dall'Algeria, dovrebbe essere il colosso saudita, principale fautore della politica di prezzi bassi di questi anni, che vedrà la produzione scendere di circa 400 mila barili, seguito da Emirati Arabi (circa 150mila barili in meno) e Iraq (circa 130mila in meno).
re salman al saud arabia saudita petrolioRE SALMAN AL SAUD ARABIA SAUDITA PETROLIO

Libia e Nigeria conserverebbero le quote attuali, mentre l'Iran, il più resistente all'idea di congelare la produzione con l'obiettivo di tornare ai livelli pre-embargo, verrebbe in sostanza accontentato con un piccolo incremento, pari a circa 50mila barili al giorno. Il taglio della produzione, il primo da otto anni a questa parte, ha immediatamente messo il turbo alle quotazioni, che nel giro di pochi minuti hanno superato quota 47 dollari, dai 44 circa su cui avevano viaggiato per tutta la giornata, chiudendo a 47,05.
shale oil estrazione petrolioSHALE OIL ESTRAZIONE PETROLIO

Del resto non era certo scontato che i paesi membri del Cartello raggiungessero un accordo, vista la tenace opposizione di Teheran, che vuole trarre vantaggio dalla nuova condizione di libertà di azione determinata dalla fine delle sanzioni e dell'embargo.

rouhaniROUHANI
La situazione economica internazionale, tuttavia, ha probabilmente avuto la meglio sulla geopolitica: le previsioni su prezzi in picchiata e domanda ancora in ribasso a fronte di un'offerta sovrabbondante (le ultime sono arrivate proprio ieri da Goldman Sachs) non sono rimaste inascoltate al tavolo del grandi produttori, dove sedeva anche la Russia pur non essendo membro effettivo del Cartello. 

E proprio Mosca, insieme ad Algeria e Qatar, avrebbe convinto Arabia e Iran della necessità di dare una sforbiciata alla produzione per il bene di tutti.

Fonte: qui