9 dicembre forconi: Emirati Arabi
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mercoledì 4 ottobre 2017

DUBAI ALLA CONQUISTA DELLO SPAZIO

GLI EMIRATI ARABI STANNO COSTRUENDO UNA CITTA’ MARZIANA NEL DESERTO DOVE SCIENZIATI E VOLONTARI PROGETTERANNO UNA SPEDIZIONE SUL PIANETA ROSSO ENTRO TRE ANNI 
COSTO DELLA 'MARS SCIENCE CITY'? 
130 MILIONI DI EURO 
Simone Cosimi per Repubblica.it

MARS SCIENCE CITYMARS SCIENCE CITY
La vita su Marte? Presto potremo averne un assaggio con qualche comoda ora di volo. Gli Emirati Arabi Uniti stanno costruendo un insediamento marziano in mezzo al deserto. Costo stimato: oltre 130 milioni di euro. Si tratta del progetto Mars Science City, appena svelato e costituito da numerose cupole sotto cui si muoveranno squadre di ricercatori e di volontari almeno per un anno. La città marziana nascerà su un’area da quasi due milioni di metri quadrati. 

Obiettivo: comprendere le esigenze alimentari, idriche ed energetiche di un’eventuale e reale spedizione sul pianeta rosso di un contingente umano.

MARS SCIENCE CITY 2MARS SCIENCE CITY 2
Parte dell’insediamento sarà realizzato con soluzioni avanzate di stampa tridimensionale così come, fra radiazioni e riscaldamento, non mancheranno sistemi che simuleranno il complicato ambiente che eventuali astronauti del futuro potrebbero trovare su Marte, dove i vertici emiratini – che nel giro di tre anni vorrebbero lanciare la loro sonda – sognano di inaugurare in un secolo una città da 600mila persone. Oltre al lato prettamente scientifico nell’area nascerà anche un museo dedicato allo spazio e ai più grandi traguardi raggiunti dall’umanità e dalle varie agenzie spaziali.

MARS SCIENCE CITY 3MARS SCIENCE CITY 3
Aree pensate anche per i bambini. "Gli Emirati Arabi Uniti sono un grande paese con una visione e una conoscenza delle sfide che affrontiamo e dei rapidi cambiamenti che il nostro mondo sta vivendo – ha detto lo sceicco Mohammed bin Rashid, primo ministro e vicepresidente, illustrando un nuovo tassello del piano Marte 2117 - crediamo nel potenziale dell'esplorazione spaziale e nel collaborare con partner e leader globali per sfruttare i risultati di questa ricerca, che cerca di soddisfare le esigenze delle persone e di migliorare la qualità della vita sulla Terra". Difficile capire i tempi concreti di realizzazione. A questo punto, però, pare che la Nasa e soprattutto la SpaceX di Elon Musk abbiano dei nuovi concorrenti nella corsa al pianeta rosso.

Fonte: qui

giovedì 29 settembre 2016

L'OPEC TROVA L'ACCORDO E PROMETTE DI TAGLIARE LA PRODUZIONE




IL PREZZO SCHIZZA SOPRA I 47 DOLLARI 

PREPARATEVI A UN'IMPENNATA DELLA BENZINA


OPEC TROVA ACCORDO, PRODUZIONE SCENDE A 32,5 MLN BARILI
prezzo petrolio vertice opecPREZZO PETROLIO VERTICE OPEC
 (ANSA) - L'Opec trova un difficile accordo per il taglio delle quote di produzione e il prezzo del petrolio mette le ali, tornando sopra quota 47 dollari e segnando in pochi minuti un guadagno di oltre il 6%. Il vertice informale di Algeri, dove per tre giorni i principali Paesi produttori si sono confrontati alla ricerca di un'intesa che non scontentasse nessuno, in particolare i due 'avversari' Arabia Saudita e Iran, si sarebbe concluso con la decisione di far scendere il tetto della produzione dai 33,2 milioni di barili del mese scorso a 32,5 milioni di barili.

PETROLIO ISLAM BELGIOPETROLIO ISLAM BELGIO
Manca ancora l'ufficialità e l'intesa potrebbe essere ratificata il 30 novembre a Vienna, ma i mercati sono apparsi convinti che ormai la quadra sia stata trovata. A pagare il conto più salato, secondo la proposta presentata dall'Algeria, dovrebbe essere il colosso saudita, principale fautore della politica di prezzi bassi di questi anni, che vedrà la produzione scendere di circa 400 mila barili, seguito da Emirati Arabi (circa 150mila barili in meno) e Iraq (circa 130mila in meno).
re salman al saud arabia saudita petrolioRE SALMAN AL SAUD ARABIA SAUDITA PETROLIO

Libia e Nigeria conserverebbero le quote attuali, mentre l'Iran, il più resistente all'idea di congelare la produzione con l'obiettivo di tornare ai livelli pre-embargo, verrebbe in sostanza accontentato con un piccolo incremento, pari a circa 50mila barili al giorno. Il taglio della produzione, il primo da otto anni a questa parte, ha immediatamente messo il turbo alle quotazioni, che nel giro di pochi minuti hanno superato quota 47 dollari, dai 44 circa su cui avevano viaggiato per tutta la giornata, chiudendo a 47,05.
shale oil estrazione petrolioSHALE OIL ESTRAZIONE PETROLIO

Del resto non era certo scontato che i paesi membri del Cartello raggiungessero un accordo, vista la tenace opposizione di Teheran, che vuole trarre vantaggio dalla nuova condizione di libertà di azione determinata dalla fine delle sanzioni e dell'embargo.

rouhaniROUHANI
La situazione economica internazionale, tuttavia, ha probabilmente avuto la meglio sulla geopolitica: le previsioni su prezzi in picchiata e domanda ancora in ribasso a fronte di un'offerta sovrabbondante (le ultime sono arrivate proprio ieri da Goldman Sachs) non sono rimaste inascoltate al tavolo del grandi produttori, dove sedeva anche la Russia pur non essendo membro effettivo del Cartello. 

E proprio Mosca, insieme ad Algeria e Qatar, avrebbe convinto Arabia e Iran della necessità di dare una sforbiciata alla produzione per il bene di tutti.

Fonte: qui