9 dicembre forconi: Elliott Abrams
Visualizzazione post con etichetta Elliott Abrams. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Elliott Abrams. Mostra tutti i post

giovedì 28 febbraio 2019

MADURO? QUESTIONE DI GIORNI, SI DICE A WASHINGTON. È ARRIVATO IN COLOMBIA ELLIOTT ABRAMS, E QUANDO ARRIVA LUI, DI SOLITO ARRIVA L'INTERVENTO MILITARE

NEGLI USA I DEMOCRATICI ALLA SANDERS PAIONO I 5 STELLE: È IL SOLITO COLPO DI STATO DEI GRINGOS. MA È IL GRUPPO DI LIMA A CHIEDERE L'INTERVENTO DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA, CON 3 MILIONI DI RIFUGIATI
Maria Giovanna Maglie per Dagospia

nicolas maduroNICOLAS MADURO
Questione di giorni, si dice a Washington. È arrivato infatti in Colombia Elliott Abrams, l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Venezuela, nominato dal segretario di stato Mike Pompeo il 25 gennaio. Quando arriva lui, di solito poi arriva l'intervento militare, e il comportamento di Maduro nelle ultime settimane, da quando la crisi venezuelana è diventata un problema internazionale, dimostra che con le buone non se ne andrà, che le sanzioni e le nuove strette economiche tanto le fa pagare al popolo in fame e repressione.

Ma negli Stati Uniti non tutti sono d'accordo. Sembrano i 5 stelle. Quello americano, dicono, e’il solito colpo di stato dei gringos contro le nazioni dell'America latina, niente di nuovo sotto il sole. Ad ascoltare i deputati, a dire il vero solo tre per il momento, del gruppo democratico liberal socialista, che accusano gli Stati Uniti di colpo di stato in Venezuela, ma anche a sentire le rimostranze del ricandidato del 2020, Bernie Sanders, anziano ma in grande spolvero, è proprio così, e Maduro e’ un fiorellino.

JORGE ARREAZA jpegJORGE ARREAZA JPEG
Dovrebbe essere Trump quello alleato o almeno costretto alla complicità con la Russia, sponsor di Maduro, invece sono quelli che lo accusano, come Ro Khanna, Ilhan Omar e Tulsi Gabbard. E Sanders rincara la dose, pur tra le critiche di molti dei suoi sostenitori, e chiede di imparare la lezione del passato e non occuparsi dei regimi politici di altri Paesi.

È un po' la linea del ministro degli Esteri venezuelano, rigorosamente ripresa da Sputnik news in Italia, Jorge Arreaza, che ha notato che la pressione contro il Venezuela proviene dall'estero durante un'intervista:

"Nel mio Paese ora è tutto tranquillo, tutti vanno al lavoro, alle università, alle scuole. La settimana prossima ci sarà il carnevale. Tutte le pressioni provengono dall'estero", ha aggiunto il ministro degli Esteri venezuelano, invitando sarcasticamente è un incontro tra Trump e Maduro, visto che il presidente americano sarebbe il vero capo dell'opposizione venezuelana.

MADUROMADURO
Ci vuole una grande faccia tosta a sostenere simili fandonie quando lo stato di povertà del Popolo venezuelano, la gente che fruga nei cassonetti dell'immondizia per cercare qualcosa da mangiare, è stato documentato? Non gli manca evidentemente, anche per questo bisognerebbe far presto.

Donald Trump sta ad Hanoi e incontra Kim jong-un per la seconda volta. Gli avversari politici democratici sostengono che questo viaggio in Corea del Nord sia stato studiato per distrarre l'attenzione dallo scandalo Russia Gate e dalla testimonianza dell'ex avvocato del presidente, Michael Cohen, che per salvarsi il posteriore accusa il suo ex cliente e amico praticamente di qualsiasi nefandezza possibile e immaginabile, salvo concludere che non ha prove di collusione con la Russia. E allora? Solite storie di puttane?

Ma a Trump la vocazione di diplomatico in capo non gliela toglie nessuno, dalla Corea del Nord alla Cina, alla gestione del Venezuela dove si aspetta da un momento all'altro una svolta.

Sì, ma quale, e come, vista l'ostinazione del dittatore Maduro, il quale forse ha segnato definitivamente il suo destino immediato e la sua parte infame nella storia dando ordine nello scorso fine settimana di bloccare gli aiuti umanitari che vengono quasi tutti da USAID (l’agenzia governativa statunitense per lo sviluppo internazionale) e che arrivavano dal confine con Colombia e Brasile.

I camion carichi di beni di prima necessità, fondamentali per un popolo alla fame, sono stati fermati al confine e fatti tornare indietro, utilizzando gas e sparando, molti camion sono stati bruciati dai miliziani pro regime.

Alla fine degli scontri tra i sostenitori di Maduro e quelli di Guaidó, con le forze di sicurezza regolari dalla parte dei primi, ci sono stati quattro morti e centinaia di feriti.

elliott abramsELLIOTT ABRAMS
Juan Guaidó, il Presidente del Parlamento che si è temporaneamente autoproclamato a capo del Paese in attesa di elezioni, e che gode dell'appoggio di buona parte del mondo, ha detto che la sua battaglia contro Maduro continuerà e che “dobbiamo tenere aperte tutte le opzioni per la liberazione della nostra patria".

 Il deputato dell’opposizione Freddy Superlano, deputato ed esponente dell'opposizione, e il suo assistente Carlos José Salinas sono morti avvelenati dopo un cena in un ristorante della città di Cúcuta in Colombia. Erano andati lì proprio per cercare di fare arrivare nel Paese i camion con gli aiuti.

Molte cose si svolgono in Colombia, dove il presidente conservatore Iván Duque Márquez ha ufficialmente riconosciuto il nuovo presidente venezuelano e proprio a Bogotà, lunedì, Juan Guaidó ha incontrato sia i rappresentanti del “gruppo di Lima” che il vicepresidente Usa Mike Pence, inviato plenipotenziario di Trump per il Venezuela. E Pence è un vero duro.
elliott abrams mike pompeoELLIOTT ABRAMS MIKE POMPEO

 Il “gruppo di Lima” e’ formato da Paesi dell’America del Nord e del Sud, con in testa il Brasile di Bolosonaro e il Canada, ed e’ stato incaricato di elaborare strategie diplomatiche se possibile per risolvere la situazione del Venezuela.

Siccome sono riusciti a fare ben poco, anzi hanno trovato un muro , alla fine hanno deciso di chiedere alla Corte penale internazionale e al Consiglio dei diritti umani dell’Onu di intervenire con urgenza, contro la “violenza criminale del regime di Nicolas Maduro contro la popolazione civile” che ha “negato accesso all’assistenza internazionale, il che costituisce un crimine contro l’umanità”.

bolsonaro trumpBOLSONARO TRUMP
 Il vicepresidente Usa Mike Pence, a colloquio con Guaidó, ha confermato il sostegno degli Stati Uniti ai suoi sforzi per dare al Venezuela un futuro migliore. Washington ha anche annunciato, oltre ad altre sanzioni economiche per Maduro, alcune misure urgenti di sostegno dei Paesi vicini al Venezuela che stanno affrontando la crisi migratoria causata dalle politiche del regime.

Quanta gente è arrivata negli ultimi mesi? Si parla di 3 milioni di rifugiati, tutti quelli che riescono a passare. Compresi anche centinaia di militari, che raccontano di essere costretti a sparare contro la popolazione, di essere ricattati e minacciati che si farà del male alle loro famiglie, di mangiare al di sotto della sopravvivenza, un pugno di riso.

mercoledì 6 febbraio 2019

GIRA LA FOTO DI JUAN GUAIDÒ IN TENUTA MASSONE, E LUI STESSO A DOMANDA DIRETTA NON SMENTISCE, MA DICE ''OGNUNO È COMPOSTO DA VARIE PARTI''

SUI SITI COMPLOTTISTI E FILO-MASSONI SI CONFERMA IL SUO ESSERE UN FRATELLO. DI SICURO C'È IL RITORNO DI ELLIOT ABRAMS IN SUDAMERICA, DA 40 ANNI A FARE PASTICCI NEL 'GIARDINO DI CASA' DEGLI STATI UNITI
ECCO L'AUTOPROCLAMATO NUMERO 1 DEL VENEZUELA CHE RIDE COL GREMBIULINO
JUAN GUAIDO CON GREMBIULE MASSONEJUAN GUAIDO CON GREMBIULE MASSONE

Su di lui si sta giocando una partita internazionale che ricorda tanto gli anni della Guerra fredda. Da una parte la Russia che difende Maduro, dall'altra gli Usa che spingono Guaidò. In entrambi i casi in gioco c'è il futuro del Venezuela. Intanto Guaidò se la ride e si fa fotografare col grembiulino da massone.



VIDEO: LA LOGGIA DEL SUD-EST CHE APPOGGIA GUAIDO'

VIDEO: NELL'INTERVISTA, GUAIDO' NON RISPONDE ALLA DOMANDA ''LEI E' MASSONE?''




ABRAMS, L' UOMO DI TRUMP RITORNA SUL LUOGO DEL DELITTO
Roberto Zanini per ''il manifesto''

JUAN GUAIDO RISPONDE ALLA DOMANDA SEI MASSONEJUAN GUAIDO RISPONDE ALLA DOMANDA SEI MASSONE
«Sembra ci sia stato un incidente, che la guerriglia ha distorto, per non dire di peggio». Il giovane assistente del Dipartimento di stato per l' America latina liquidò così la questione davanti alla commissione Esteri del senato. El Mozote era un villaggio nel nord-est del Salvador, un grumo di venti case e una piazza, campi e foreste intorno. Dieci giorni prima di Natale visi rifugiarono tutti gli abitanti della zona, spaventati dall' arrivo del Battaglione Atlacatl, il reparto di élite addestrato alla School of the Americas.
PRESUNTI CERTIFICATI DI MASSONERIA DI JUAN GUAIDOPRESUNTI CERTIFICATI DI MASSONERIA DI JUAN GUAIDO


Li torturarono e uccisero tutti, stuprarono le donne, impiccarono i bambini. Mentre l' assistente parlava ai senatori della «professionalità» delle truppe uscite da Fort Bragg, le ossa di un migliaio di persone erano sparse al suolo.

Era il febbraio del 1982, Elliott Abrams aveva 34 anni ed era appena entrato al Dipartimento di stato. La settimana scorsa, il segretario di stato Mike Pompeo lo ha nominato inviato speciale degli Stati uniti per il Venezuela.
Sembrava sepolto nell' archivio della storia, Abrams. La bolgia venezuelana è riuscita nel miracolo di riproporlo al vertice della politica estera Usa. Quando Trump dice che «quella militare resta un' opzione», o quando il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton sventola un block notes su cui si legge «5.000 soldati in Colombia», il loro uomo è Abrams. E se il tuo solo strumento è un martello, ogni problema somiglia a un chiodo.

juan guaido' 7JUAN GUAIDO' 

La traiettoria di Elliott Abrams copre quattro presidenze (Reagan, Bush H., Bush W. e ora Trump) e quasi una quarantina d' anni, alternando la macchina del governo a quella della politica ma suonando sempre la stessa nota, quella del «cortile di casa» in cui tutto è lecito. Newyorkese, nato nel 1948, famiglia di ebrei democratici militanti, famoso liceo progressista, laurea a Harvard e master alla London School of Economics, a metà degli anni '70 Abrams entra nello staff di Henry "Scoop" Jackson, prominente senatore democratico in cerca di nomination- così anti -comunista e militarista che da quello staff uscirono alcuni dei più noti cervelli neocon, come Paul Wolfowitz e Richard Perle.
elliott abramsELLIOTT ABRAMS

Deluso da Carter, Abrams abbraccia Reagan e nel 1981 viene reclutato dal Dipartimento di Stato. Diventerà assistente segretario per i diritti umani, curiosa qualifica per il più forsennato difensore di ogni regime del continentePer tutti gli anni 80 si schiera con i governi massacratori in Salvador, appoggia il dittatore e genocida guatemalteco Rios Montt in Guatemala, è al fianco della junta militare in Argentina e in Cile, prima aiuta e poi fa arrestare il generale Manuel Noriega a Panama...

Per tutti ottiene generosi- e spesso illegittimi -finanziamenti pubblici, e quando non li ottiene ripiega su schemi privati: in Nicaragua appoggia la Contra con la vendita di armi all' Iran, l' affare del colonnello Oliver North. Sarà la sua buccia di banana: per aver mentito al Congresso evita la prigione dichiarandosi colpevole, e viene poi perdonato da Bush H. la vigilia di Natale del '92.
elliott abrams con ronald reaganELLIOTT ABRAMS CON RONALD REAGAN
Escluso dall' amministrazione per una decina di anni, Elliott Abrams consolida la posizione di super -falco. Trova l' appoggio dell' Anpac, la potente lobby ebraica conservatrice. È tra i primissimi a entrare nel Pnac (Project for the new american century) fondato nel 1997, accanto a Cheney, Rumsfeld, Wolfowitz, Bolton... L' intero stato maggiore politico di Bush W., gli uomini che decideranno l' invasione dell' Iraq e la guerra infinita al terrorismo così come la conosciamo. È Bush junior a farlo rientrare nel giro, come special assistant del presidente nel National Security Council. È il 2001. Neanche tre mesi dopo, due aerei vanno a schiantarsi contro le Twin Towers a New York.
elliott abrams dick cheneyELLIOTT ABRAMS DICK CHENEY

E mentre tutti guardano il cratere, c' è il golpe in Venezuela. Nel 2002 un gruppo di soldati sequestra Hugo Chávez, il capo della confindustria Pedro Carmona offre al presidente le dimissioni in cambio della vita. Chávez tiene duro e dopo 48 ore viene liberato, la rivolta sedata. A dare il via libera a Carmona era stato il senior director del Consiglio per la sicurezza nazionale: Elliott Abrams.

Negli anni di Obama torna un privato cittadino, tra think tank e candidati presidenti, fino alle elezioni 2016 quando firma un famoso pezzo sul Weekly Standard: «Il partito ha nominato uno che non può vincere e non dovrebbe essere presidente».

elliott abrams mike pompeoELLIOTT ABRAMS MIKE POMPEO
IL RESTO È CRONACATrump glie la fa pagare rifiutandogli il ritorno al Consiglio di sicurezza proposto da Rex Tillerson. Poi anche Tillerson sarà fatto fuori e Abrams rimesso in gioco, sconcertando molti anche nella destra americana. Nominarlo special envoy per il Venezuela è una scelta tremenda e precisa: nulla ci sarà risparmiato.

Fonte: qui