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venerdì 14 ottobre 2016

Il collasso dell'euro e del Nuovo Ordine Mondiale

Abbiamo ormai una certa familiarità col termine "Nuovo Ordine Mondiale".

I progressisti negli Stati Uniti e l'Old Boy Network in Gran Bretagna -- il Round Table Network -- hanno iniziato a promuovere la globalizzazione sin dalla prima guerra mondiale. Anche i teologi liberal del Social Gospel Protestant, la quale l'hanno considerata come un prolungamento del regno di Dio. La conferenza di pace di Versailles era la loro occasione d'oro. 

La Società delle Nazioni era l'incarnazione della loro visione. Sarebbe diventata un Nuovo Ordine Mondiale.


Questa settimana mi sono imbattuto in un libro di Samuel Batten, The New World Order. Venne pubblicato nel 1919. Era una difesa del globalismo post-guerra. Venne scritto seguendo il punto di vista del Social Gospel Protestant. Iniziava così:


Il mondo non potrà mai tornare ad essere quello che è stato. La casa è crollata, e la sua struttura è inutile. In questo periodo di ricostruzione è imperativo che gli uomini comprendano quali siano i principi difettosi del vecchio ordine da tenere fuori, e quali siano i veri principi che dovrebbero essere considerati le fondamenta della casa che verrà costruita.
Che tipo di ordine mondiale vogliamo?
Quali sono i principi e gli ideali che dovrebbero guidarci nella nostra pianificazione?
Quali sono le cose immediate e quali sono i fini ultimi? 
Quali sono le forze ed i fattori su cui possiamo contare per ottenere aiuto ed ispirazione? Queste sono questioni di primaria importanza.

Mentre questo passaggio potrebbe non significare nulla per voi, significa qualcosa per me. Il PDF è stato creato da una copia nella biblioteca della University of California, Riverside. Era stato donato da Gordon Watkins. Watkins è stato il primo presidente della UCR, 1954-1956. Aveva fatto parte dell'élite educativa della nazione. Wikipedia riporta questo: "È stato nominato dai presidenti Franklin D. Roosevelt e Harry S. Truman come membro della commissione fact-finding and labor arbitration, era un membro di una commissione di mediazione federale, è stato consulente del Danish Committee on Public Monopolies e consigliere e direttore del Building and Loan Institute of Los Angeles." Le sottolineature del libro probabilmente sono le sue. Potete scaricarlo a questo indirizzo.

Qui era una grande figura educativa, che curò la creazione di un campus separato nella più grande e prestigiosa università finanziata dalle tasse negli Stati Uniti. Eppure era guidato da una visione teologica -- globalismo.


Il nostro percorso è chiaro.
"L'indipendenza illimitata degli stati sovrani è tanto impossibile e indesiderabile quanto l'anarchica dei singoli cittadini."
La giustizia e la pace tra le nazioni esisteranno esattamente allo stesso modo in cui sono state approssimate all'interno dello stato, con l'unione e la collaborazione di tutti nella legge e nel diritto, con tutti che proteggeranno gli altri e saranno al servizio di tutti.
Così come la società ha affermato i principi di gestione sociale per la persona, allo stesso modo le nazioni devono affermare il principio di gestione nazionale per il mondo. Dobbiamo affermare il vecchio principio secondo cui la terra con le sue risorse è stata data da Dio agli uomini.
Dobbiamo dire che è contro l'interesse della società consentire a qualsiasi individuo di controllare in modo esclusivo le risorse naturali, rendendole proprietà privata e sfruttandole a proprio vantaggio contro il benessere della società. Allo stesso modo dobbiamo dire che si tratta di un torto contro l'umanità sprecare le risorse a livello individuale, o sequestrare tali risorse e sfruttarle a proprio vantaggio a livello nazionale.

Qual è stato il risultato? 

"Le 1,100 persone più ricche nel mondo oggi hanno un patrimonio netto che è quasi il doppio dei 2.5 miliardi di persone che guadagnano di meno." 

Questa è la superclasse. Questa è la Old Boy Network in azione.

Il Nuovo Ordine Mondiale del 1919 è diventato il Nuovo Ordine Mondiale dell'Europa post-seconda guerra mondiale. La forza motrice, dal 1919 fino alla sua morte nel 1979, fu Jean Monnet. Era dietro la creazione dell'Unione Europea, a cominciare con la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio nel 1951.


L'INCOMBENTE SFALDAMENTO DEL NWO

Questa settimana John Mauldin ha pubblicato un saggio di Charles Gave. Gave è un veterano: un analista economico. Il suo articolo è una rivelazione.

"In Europa il problema principale per un secolo o più è stata la rivalità tra la Germania e la Francia, la quale ha portato a tre guerre che sono diventate progressivamente sempre più distruttive." 

Le tre guerre erano la guerra franco-prussiana del 1870, la prima guerra mondiale e la seconda guerra mondiale.


Mentre le élite esauste in Europa raggiungevano il 1945, era ovvio che la guerra non avrebbe risolto nulla e, quindi, venne provata una nuova soluzione sotto forma d'Europa "politica". Il piano funzionò a tal punto che emersero nuove sfide, come ad esempio la gestione della riunificazione della Germania, la gestione dell'invecchiamento della popolazione e l'integrazione di un sacco di immigrati provenienti da civiltà diverse.

Questo era il piano di Monnet.

Queste nuove sfide richiedevano nuove soluzioni, ma le élite hanno risposto con soluzioni utilizzate per gestire le sfide precedenti: l'integrazione forzata dell'Europa in un unico costrutto politico ed economico.

Non sorprende se le vecchie soluzioni non abbiano funzionato, e anzi la loro applicazione sta facendo peggiorare i vari problemi dell'Europa.

La cosa interessante è che i membri delle élite lo stanno iniziando ad ammettere apertamente:

Mervyn King, l'ex-governatore della Banca d'Inghilterra, ha scritto nel suo recente libro The End of Alchemy che i leader europei hanno spinto per l'adozione dell'euro come moneta unica sapendo che avrebbe causato un disastro economico nel Sud Europa.

L'idea era che l'impatto sulle economie deboli avrebbe costretto i politici ad accettare le "riforme" imposte da Bruxelles. 

In parole povere, King sostiene che queste élite abbiano organizzato consapevolmente un enorme calo del tenore di vita nella speranza d'indebolire la legittimità dei politici locali. 

Il problema è che la maggior parte delle persone normali crede (giustamente) che il loro stato rappresenti la migliore garanzia affinché si possa "vivere insieme", cosa che incarna il contratto di base vincolante una nazione.


Questa è una rivelazione sorprendente. Quelli di noi che alla fine degli anni '90 si sono opposti alla creazione dell'euro, sapevano che ci sarebbe stata una netta divisione tra l'Europa settentrionale parsimoniosa e l'Europa meridionale spendacciona. 

Credevamo fermamente che l'euro sarebbe fallito. I deficit delle nazioni meridionali avrebbero fatto a pezzi la zona Euro. 

Ma non ricordo nessuno che abbia detto che l'euro fosse parte di una cospirazione di banchieri del Nord contro il Sud -- una strategia per portarli sotto il controllo del Nord. 

Se le cose stessero così, allora tale piano è fallito clamorosamente. Il Sud ha accumulato enormi debiti nei confronti delle banche del Nord, le quali ora sono intrappolate. Questo è stato il motivo per cui i governi del Nord hanno salvato la Grecia. Il Sud ha il controllo ora.

Il FMI era a bordo fin dall'inizio.


La scorsa settimana il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato una valutazione graffiante sulla gestione della crisi della zona Euro, con l'accusa di aver ignorato volutamente i difetti fatali nel progetto Euro a causa di un attaccamento emotivo.

È diventato un totem del FMI pensare che in una zona di pagamento comune, non ci possa essere una crisi di solvibilità. Inoltre le "soluzioni" imposte alla Grecia danneggiano la parte più vulnerabile della società, causando un crollo del tenore di vita.

Mettendo sotto i riflettori la sua stessa competenza, le sue valutazioni (previsioni) circa l'impatto delle sue politiche sull'economia greca rasentano il ridicolo. 

I processi seguiti dal personale del FMI hanno dimostrato d'essere poco professionali, con decisioni prese senza un'adeguata discussione e documentazione.


Le grandi banche hanno attirato il Sud -- settore privato ​​e pubblico -- verso un massiccio indebitamento. 

Poi il FMI ha offerto salvataggi ai governi su questa base: "austerità", il che significa disavanzi pubblici un po' meno mostruosi. Ma questa non era una novità. Questa è stata la strategia del FMI sin dall'inizio. Il miglior libro su questo tema è Confessions of an Economic Hitman di John Perkins.

Anche questa strategia è ormai saltata in aria. Il Brexit è stato il primo segno.


I nostri "esperti" (gli uomini brillanti di Davos) hanno dimostrato di proteggere i propri interessi piuttosto che il bene comune. Ciò è particolarmente rivelatorio in Europa, dove c'è un crollo della legittimità dei tecnocrati presumibilmente onniscienti e delle istituzioni transnazionali, che sin dal 2011 hanno caratterizzato il progetto europeo con effetti deleteri. Non solo il FMI, ma anche la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea hanno visto decimata la loro credibilità.

La cosa veramente preoccupante riguardo queste istituzioni palesemente incompetenti, è la loro continua presa di potere senza alcuna autorità appropriata. Tale arroganza li ha visti infrangere ogni regola concordata di gestione economica nazionale che esisteva prima della crisi (ora sembra solamente un dettaglio ininfluente che la BCE non potesse acquistare titoli di stato), nel vano tentativo di sostenere un progetto che sta manifestamente spingendo le economie europee verso un disastro. Dove stiamo andando?

Storicamente, quando una "mafia" non eletta ha preso il controllo del dominio politico, le due opzioni disponibili per i cittadini sono state le elezioni e una rivoluzione.

Come al solito, gli inglesi si sono mossi per primi -- attraverso un'elezione (l'ultima rivoluzione in Inghilterra c'è stata nel 1688).

La decisione degli inglesi d'andarsene non dovrebbe essere così sorprendente, dato che il sistema dell'UE è stato truccato affinché le "élite" non fossero licenziate democraticamente.


Egli pensa che la zona Euro crollerà. 

Ma questo significa anche che l'UE crollerà. 

La Gran Bretagna potrebbe uscirne più facilmente; non ha fatto parte dell'unione monetaria della zona Euro. Il resto dell'UE è intrappolato. Una disgregazione politica comporterà una disgregazione della valuta. Credo che abbia ragione.
Egli pensa che questo rafforzerà il dollaro e la sterlina. Concordo.

Le banche italiane sono sull'orlo del fallimento. Ma lo sono anche quelle della Spagna. Chi avrà fondi sufficienti per salvare entrambi i sistemi bancari? 

Subito dopo c'è la Francia.

CONCLUSIONE

Gave ha usato questa parola: "Disastro". David Stockman usa questa parola: "Rovina". 

Queste sono parole retoricamente potenti. Indicano una perdita di fiducia nell'economia. I due autori non credono che i salvataggi centrali funzioneranno la prossima volta. Gave dice: "Tenetevi forte."





Gary North

[*] traduzione di Francesco Simoncellihttps://francescosimoncelli.blogspot.it/2016/10/il-collasso-delleuro-e-del-nuovo-ordine.html

martedì 11 ottobre 2016

NUOVE CONFESSIONI DI UN SICARIO DELL’ECONOMIA: STAVOLTA, VENGONO A PRENDERSI LA DEMOCRAZIA


Riportiamo un ampio stralcio di un’intervista a John Perkins, autore di “Confessioni di un sicario dell’economia” in occasione della nuova edizione del suo libro. Intervistato da YES magazine, l’ex consulente conferma che le politiche delle multinazionali di saccheggio nei confronti dei paesi del terzo mondo e in via di sviluppo si estendono ormai all’Europa e agli stessi USA. Tasselli di questa politica delle élite, foriera di disuguaglianza e regressione economica, sono le globalizzazione e gli accordi di libero scambio. Accordi già in essere come il NAFTA, sbandierati e combattuti come il TTIP, ma anche quelli in via di applicazione tra il silenzio dei più come il CETA, servono per consegnare alle imprese multinazionali la sovranità sui popoli.
Di Sarah van Gelder, 18 marzo 2016
Dodici anni fa, John Perkins pubblicò il suo libro Confessioni di un sicario dell’economia, che entrò rapidamente nella lista dei best seller del New York Times. Perkins descriveva la sua attività di persuasore dei capi di Stato perché adottassero politiche economiche che avrebbero impoverito i loro Paesi e compromesso le loro istituzioni democratiche. Queste politiche contribuivano ad arricchire una piccola élite locale mentre riempivano le tasche delle grandi multinazionali statunitensi.
Perkins diceva di essere stato reclutato dalla National Security Agency (NSA), ma di lavorare per una società di consulenza privata. Il suo lavoro di economista poco qualificato ma strapagato, era di produrre rapporti in grado di giustificare i ricchi contratti delle multinazionali USA, sprofondando le Nazioni vulnerabili in voragini di debiti. I Paesi che non cooperavano vedevano minacciata la propria economia. In Cile, per esempio, il Presidente Richard Nixon chiese, come è noto, che la CIA provocasse un “disastro economico” per delegittimare le prospettive del presidente democraticamente eletto Salvador Allende.
Se le pressioni economiche e le minacce non funzionavano, sostiene Perkins, venivano chiamati gli sciacalli per rovesciare o assassinare i capi di stato recalcitranti. In effetti , questo è quanto accadde ad Allende, con l’appoggio della CIA.
Il libro di Perkins è controverso, e alcuni hanno messo in dubbio parte delle sue affermazioni, per esempio il fatto che l’NSA fosse implicata in attività che non fossero la stesura e cancellazione di norme.
Perkins ha recentemente ripubblicato il suo libro con importanti aggiornamenti. La tesi di base del libro è la stessa, ma gli aggiornamenti mostrano che l’approccio degli assassini economici si è evoluto negli ultimi 12 anni. Tra le altre cose, le stesse città USA sono ormai sulla lista delle vittime designate. La combinazione di debito, austerità imposta, carenza di investimenti, privatizzazioni, e l’indebolimento dei governi democraticamente eletti sta ormai avvenendo anche qui (ossia negli USA NdVdE).
Non ho potuto far a meno di pensare a Flint, nel Michigan, che è in gestione di emergenza (fate presto!” NdVdE) mentre leggevo Le nuove confessioni di un assassino economico.
Ho intervistato Perkins a casa sua, vicino a Seattle. Oltre a essere un assassino economico in riabilitazione, è un nonno e fondatore di “Dream Change and The Pachamama Alliance”, un’organizzazione che lavora per “un mondo che le nuove generazioni vorranno ereditare”.
Sarah van Gelder: Cosa è cambiato nel mondo da quando hai scritto le prime Confessioni di un sicario dell’economia?
John Perkins: La situazione è molto peggiorata negli ultimi 12 anni. Gli assassini economici e gli sciacalli si sono diffusi tremendamente, anche in Europa e negli Stati Uniti.
In passato si concentravano essenzialmente sul cosiddetto Terzo Mondo, o sui paesi in via di sviluppo, ma ormai vanno dappertutto.
E infatti, il cancro dell’impero delle multinazionali ha metastasi in tutta quella che chiamo la moribonda economia fallita globale. Questa economia è basata sulla distruzione di quelle stesse risorse da cui dipende, e sul potere militare. E’ ormai completamente globalizzata, ed è fallimentare.
van Gelder: ma come è successo che siamo passati da essere beneficiari di questa economia assassina, in passato, ad essere ora le sue vittime?
Perkins: è una domanda interessante perché, in passato, questa economia di assassini economici era propagandata per poter rendere l’America più ricca e presumibilmente per arricchire tutti i cittadini, ma nel momento in cui questo processo si è esteso agli Stati Uniti e all’Europa, il risultato è stato una enorme beneficio per i molto ricchi a spese di tutti gli altri.
Su scala globale sappiamo che 62 persone hanno ormai in mano gli stessi mezzi della metà più povera del mondo.
Naturalmente qui in America vediamo come il nostro governo sia paralizzato, semplicemente non funziona. Viene controllato dalle grandi multinazionali. Queste hanno capito che il nuovo obiettivo, la nuova risorsa, sono gli USA e l’Europa, e gli orribili avvenimenti successi in Grecia, e Irlanda e Islanda, stanno ormai avvenendo anche da noi, negli USA.
Assistiamo a questa situazione dove le statistiche ci mostrano una crescita economica, ma allo stesso tempo aumentano i pignoramenti di case e la disoccupazione.
van Gelder: si tratta della stessa dinamica debitoria che porta a amministratori di emergenza, i quali consegnano le redini dell’economia alle multinazionali private? Lo stesso meccanismo che vediamo nei paesi del terzo mondo?
Perkins: Sì. Quando ero un sicario dell’economia, una delle cose che facevamo era concedere enormi prestiti a questi Paesi, ma questi soldi non finivano mai davvero ai Paesi, finivano alle nostre stesse multinazionali che vi costruivano le infrastrutture. E quando i Paesi non riuscivano a ripagare i loro debiti, imponevamo la privatizzazione della gestione dell’acqua, delle fognature e della distribuzione elettrica.
Ormai vediamo succedere la stessa cosa negli Stati Uniti. Flint nel Michigan ne è un ottimo esempio. Non stiamo parlando di un impero degli Stati Uniti, si tratta di un impero delle multinazionali protette e appoggiate dall’esercito USA e dalla CIA. Ma non è un impero degli americani, non aiuta gli americani. Ci sfrutta nella stessa maniera in cui noi abbiamo sfruttato gli altri Paesi del mondo.
van Gelder: Sembra che gli americani inizino a capirlo. Come giudicheresti il pubblico americano, in quanto a essere pronto a fare qualcosa in merito?
Perkins: Viaggiando attraverso gli USA e nel mondo, vedo davvero che la gente si sta svegliando. Stiamo capendo. Capiamo che viviamo in una stazione spaziale molto fragile, non abbiamo alcuna navetta spaziale, e non possiamo andarcene. Dobbiamo risolvere la situazione, dobbiamo prendercene carico, perché stiamo distruggendo la stazione spaziale. Le grandi multinazionali la stanno distruggendo, ma queste vengono gestite da persone, e queste sono vulnerabili. Se ci pensiamo bene, i mercati sono una democrazia, se li usiamo nel modo giusto.
[…]
van Gelder: Vorrei chiederti del TPP, e degli altri accordi commerciali. C’è modo di intervenire su questi in modo che non continuino a incrementare la sfera di influenza delle multinazionali a spese delle democrazie locali?
Perkins: Questi accordi sono devastanti, danno alle multinazionali la sovranità sui governi. E’ ridicolo.
Vediamo i popoli dell’America Centrale terribilmente disperati, cercano di uscire da un sistema marcio, in primo luogo a causa degli accordi commerciali e delle nostre politiche nei confronti dell’America Latina. E naturalmente vediamo queste stesse politiche nel Medio Oriente e in Africa, queste onde migratorie che stanno investendo l’Europa dal Medio Oriente. Questi problemi terribili sono stati creati dall’ingordigia delle multinazionali.
Sono appena stato in America Centrale e quello che da noi viene definito un problema di immigrazione, in realtà è un problema di accordi commerciali.
Non si possono imporre dazi a causa degli accordi commerciali – NAFTA e CAFTA – ma gli USA possono dare aiuti di stato ai loro agricoltori. Gli altri governi non si possono permettere di aiutare i propri agricoltori. Perciò i nostri agricoltori riescono ad avere la meglio sui loro, a questo distrugge le altre economie, e anche altre cose, ed ecco perché si creano problemi di immigrazione.
van Gelder: Ci puoi parlare delle violenze da cui scappa la gente in America Centrale, e come queste siano legate al ruolo che hanno gli USA?
Perkins: Tre o quattro anni fa la CIA ha organizzato un colpo di stato contro il presidente democraticamente eletto dell’Honduras, Zelaya, perché non si è piegato a multinazionali grandi, globali e con legami con gli USA come Dole e Chiquita.
Il presidente voleva alzare il salario minimo a un livello ragionevole, e voleva una riforma agraria che garantisse che queste persone riuscissero a guadagnare dalla loro terra, anziché assistere alle multinazionali che lo facevano.
Le multinazionali non l’hanno potuto tollerare. Non è stato assassinato, ma è stato disarcionato con un colpo di stato, e spedito in un altro Paese, rimpiazzandolo con un dittatore brutale. Oggi l’Honduras è uno dei Paesi più violenti e sanguinari dell’emisfero.
Quello che abbiamo fatto fa paura. E quando una cosa così accade a un presidente, manda un messaggio a tutti gli altri presidenti dell’emisfero, e anzi di tutto il mondo: non intralciate i nostri piani. Non intralciate le multinazionali. O cooperate e vi arricchite, e tutti i vostri amici e le vostre famiglie si arricchiscono, oppure verrette disarcionati o assassinati. Si tratta di un messaggio molto forte.
Fonte: Vocidallestero