9 dicembre forconi: templi
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domenica 30 dicembre 2018

LA PICCOLA FIAMMIFERAIA… LA NOSTRA VITA!


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Un appuntamento al quale non posso assolutamente mancare ogni anno,  la nostra piccola fiammiferaia, ogni anno cerco di dipingere nuove sfumature di questo racconto che ormai accompagna ogni Santo Natale del nostro lungo viaggio, di un’attualità impressionante questo racconto, come la storia che tanto amiamo, maestra di vita.
Piano, piano, anche quest’ anno si sta avvicinando alla fine, un anno intenso, molti cambiamenti all’orizzonte. La follia, ha portato via la vita di Antonio Megalizzi, un mio concittadino, come ha detto l’arcivescovo, “Un pezzo di cielo è sceso in terra e ora vi fa ritorno”.
. “Nella terra che ha dato i natali a uno dei Padri fondatori del sogno europeo – ha detto l’arcivescovo – Antonio ha immaginato un’Europa senza confini e senza pregiudizi, alla quale non vedeva alternative”.
I nostri giovani hanno diritto di sognare, è vero, non c’è alternativa alla pace, alla giustizia, alla fraternità, all’uguaglianza, l’alternativa è la guerra, ma questa Europa, sottolineo questa Europa, è stata fondata sul denaro, sulla moneta, sulle merci, sui mercati, prima che sul rispetto dei popoli, delle tradizioni, usi e costumi.
Chi mi conosce veramente, sa come la penso. Il peccato originale di questa unione è stato quello di aver cercato di costruire prima un’Europa dei capitali e delle monete, un’unione monetaria prima che politica e fiscale, prima di un’Europa dei popoli.  Dimostrare che questa unione non è sostenibile non significa essere contro il progetto europeo.
Oggi non abbiamo bisogno di ideologie o correnti di pensiero accademico, ma di uomini e donne pragmatici, di statisti che trovino una soluzione negoziale.
La necessaria integrazione europea non può essere minata dall’ostinazione in un progetto monetario che si è dimostrato fallimentare, ribadisco unione monetaria, euro e non la necessaria integrazione europea.
Per chi come noi da anni combatte contro la disinformazione, combatte per la consapevolezza, frenare la metastasi della finanza speculativa, strutturata e derivata, denunciare le associazioni a delinquere che operano nella politica e nella finanza è una mission, questo è ciò che mina il vero sogno europeo, il vero progetto europeo dei padri fondatori.
Se il cambiamento che avverrà alle prossime elezioni di maggio non corrisponderà a questo sogno, la nostra critica sarà altrettanto feroce nei confronti di chi sostituirà questi inutili burocrati europei, questa macchina da guerra che distrugge la pace sociale e il welfare, il sostegno ai più deboli.
Per tanti di Voi, questo è un ritorno alle origini, ritrovarsi davanti al caminetto dell’osteria del porto, visto che abbiamo ormeggiato, stare di nuovo insieme in attesa di ritrovarci tutti il prossimo anno, in occasione del decennale di Icebergfinanza. Per chi è appena salito a bordo, ma non solo, un’occasione di ripercorrere questo lungo anno, di riflettere insieme oltre alla dimensione puramente tecnica, economico, finanziaria.
Ho sempre detto che questa è e resterà principalmente una crisi…

ANTROPOLOGICA

…Siamo in emergenza antropologica! Chi vi racconta che è una crisi economico / finanziaria è solo un falso ipocrita, come sono falsi ipocriti, quelli che quotidianamente vi raccontano che la soluzione sono le riforme, le loro  riforme, quelle che servono al loro interesse.
Sia ben chiaro, siamo un Paese con mille difetti e mille problemi, il cambiamento prima deve venire dal Popolo che è lo specchio del Paese.
Falsi ipocriti sono anche gli ottimisti di maniera, quelli che quotidianamente vi suggeriscono che per ripartire bisogna sempre usare la stessa ricetta, più produzione, piu crescita, più riforme, più produttività, più flessibilità, più libero mercato e meno Stato, più consumo, più investimenti e così via.
A questi insolenti ignoranti andrebbe spiegato che i loro templi, le banche, sarebbero state rase al suolo senza l’intervento Statale, che il loro libero mercato è morto e sepolto da tempo senza gli stimoli monetarie e fiscali. Falsi ipocriti  ovunque!
Ideologie, su ideologie e ancora ideologie, in questa guerra non c’è spazio per gli uomini, per i sentimenti e per le emozioni, per la verità, per la giustizia, per l’ ETICA, per lo spirito, no, oggi ciò che conta è solo il denaro, il profitto, il budget, il prestigio.
La dimensione del caminetto nell’immaginario popolare richiama la Famiglia, si quella dimensione che in Italia è completamente dimenticata, lasciata alla deriva, fiscalmente sodomizzata. L’unica Famiglia che i Governi oggi hanno a cuore sono le banche, i mercati!
Sarà come sempre una lunga storia, come quelle che si raccontano davanti al caminetto.
Sembra di essere tornati indietro di un anno, alla fine dello scorso anno, di mille luci in fondo al tunnel nessuna traccia, immaginarie come la storia della nostra piccola fiammiferaia, che ormai accompagna ogni nostro Natale a bordo di Icebergfinanza.
O si certo, per i mercati, la luce è Donald, Donald Trump, si, luce del treno che sta per arrivare!
Per chi ha perso il lavoro, per chi non ha futuro, per le Famiglie, per i giovani e per chi vive nella precarieta’, per chi e’ stato ingannato e sfruttato, per gli emarginati, per gli ultimi, per tutti coloro che hanno perso la speranza in un futuro migliore.
Soprattutto nei teatri di guerra, nelle carneficine umane che la nostra indifferenza alimenta, ovunque dove impera il business delle armi, guerra, guerra e ancora guerra ovunque.
Noi siamo responsabili di quello che accade, come scrissi per la prima volta dieci anni fa, l’onda deflattiva dello sfruttamento del lavoro dei paesi emergenti, del terzo mondo, prima o poi sarebbe arrivato come uno tsunami a travolgere le nostre sicurezze.
L’hanno pure importata la guerra, giusto per dare una dimensione di fragilità e sicurezza.Ci sono esaltati criminali che girano liberi ovunque in Europa, ma non solo, liberi di compiere le loro stragi, lasciando pure sempre e ovunque un documento di identità, per poi venire a sapere, che erano tutti sotto controllo, che erano conosciuti.
Non dimentichiamoci di chi soffre per qualunque ingiustizia a casa nostra e in ogni angolo della terra, perchè alla sera della vita ciò che conta è avere amato, donato.
Inutile nascondercelo la crisi durerà più a lungo di quello che molti di noi sono disponibili a credere, più a lungo di quello che i pifferai magici vi raccontano da tempo. Ogni anno la luce in fondo al tunnel, ma nessuno che si incarichi veramente di accenderla questa luce, nessuno che abbia il coraggio di ricominciare dall’uomo, dall’umanità.
Nella vita, nonostante tutto, rimango ottimista ad oltranza, credo nel lato migliore di ogni uomo e donna, quello alle volte nascosto,quello che questo Paese sa offrire nelle difficoltà, come la storia insegna, quello della solidarietà e creatività, la fantasia, quello che è scritto nel nostro DNA , nella sua tradizione, usi e costumi, nel suo favoloso tessuto manifatturiero e industriale che quotidianamente viene smontato e trasferito altrove, nell’indifferenza totale della classe politica.
Ora tocca alla cooperazione, pezzo per pezzo smonteranno anche l’ultimo modello funzionante, l’unico che ha saputo attenuare gli effetti della crisi, creare occupazione nonostante tutto. E lo stanno smontando dall’interno, con la collaborazione interessata di chi corre dietro ad un modello fallito, banche troppo grandi per fallire, sai, non c’è alternativa, sono i tempi che cambiano bellezza!
Una crisi è anche sinonimo di opportunità, di riflessione, di cambiamento, di rinnovamento per tutti coloro che hanno il coraggio di ricominciare, il cambiamento che noto nelle singole persone, nelle singole comunità, non certo ad alto livello, nelle istituzioni, qualunque esse siano, troppo intente a preservare i loro privilegi.
Il cambiamento, lento ma inesorabile, sta venendo dalla gente di tutti i giorni, dai giovani in cui credo ciecamente, la maggior parte di loro sono una risorsa impressionante che questo Stato sta continuamente distruggendo. Poi se volete facciamo quattro chiacchiere sul ruolo della Famiglia nell’educazione dei figli, visto che è tutta colpa loro, vero?
Sant’Agostino ha scritto che la speranza ha due bei figli: la rabbia ed il coraggio, la rabbia nel vedere come vanno le cose, il coraggio nel  vedere come potrebbero andare.
Il cambiamento nasce dalla responsabilità individuale, il mio ottimismo e’ riposto nell’alternativa, in un mondo sommerso di progetti e sistemi economici che hanno come stella polare l’uomo e non solo il profitto, l’esaltazione personale.
Sono passati ormai dieci anni dal Natale 2008, ma per l’ennesima volta ho voluto ritornare a quel momento e riscoprire tutta la magia della “ Piccola Fiammiferaia” un post particolarmente a me caro, pieno di significato, un modo come un altro per abbracciarVi tutti e augurarVi un Sereno e Santo Natale illuminato dalla Luce di un Bimbo e un Anno nuovo pieno di Speranza e Gioia di Vivere, nonostante tutto!
” Era l’ultimo giorno dell’anno: faceva molto freddo e cominciava a nevicare. Una povera bambina camminava per la strada con la testa e i piedi nudi. Quando era uscita di casa, aveva ai piedi le pantofole che, però, non aveva potuto tenere per molto tempo, essendo troppo grandi per lei e già troppo usate dalla madre negli anni precedenti. Le pantofole erano così sformate che la bambina le aveva perse attraversando di corsa una strada: una era caduta in un canaletto di scolo dell’acqua, l’altra era stata portata via da un monello.
La bambina camminava con i piedi lividi dal freddo. Teneva nel suo vecchio grembiule un gran numero di fiammiferi che non era riuscita a vendere a nessuno perché le strade erano deserte. Per la piccola venditrice era stata una brutta giornata e le sue tasche erano vuote…
Si una piccola e povera bimba, nata dall’immaginazione e dalla fantasia di Hans Christian Andersen, un fanciullo dall’infanzia triste, il papà morto giovane e la mamma alcolizzata, un grande scrittore universale, con i suoi racconti spesso tristi ma ricchi di umanità, di amore, testimonianza di attenzione verso gli ultimi, gli umili, i diseredati con quel carico di speranza che ogni sua favola porta con se.
Guardate fuori dalle Vostre finestre oggi loro sono nascosti nei Vostri vicini di casa che non hanno lavoro, famiglie distrutte dalla crisi, uomini e donne amici e conoscenti che al momento non riescono ad intravvedere l’orizzonte, da chi fugge dalla guerra e dalla miseria e cerca un’occasione di riscatto rispettando le leggi e le tradizioni.
Si la finanza e la politica, la corporatocrazia e le elites in questa immensa crisi antropologica, hanno sequestrato le nostre vite, il futuro dei nostri figli, in questo lungo inverno, che ha anestetizzato le coscienze, congelato l’indignazione, un inverno che preannuncia il freddo che verrà.
Apatia e tolleranza, ma soprattutto apatia sono le ultime virtù di una società morente diceva il buon Aristotele a aveva ragione.
Molte responsabilità sono anche nostre, in troppi si sono lasciati cullare da questa immensa illusione!
Camminiamo oggi con la testa e i piedi nudi, senza più pantofole, usate, abusate negli ultimi decenni, sformate, così sformate da una serie di eccessi, al punto tale da ritrovarci all’improvviso seduti in un angolo della strada, tra illusione e speranza, coperti dalla neve che cade candida e lieve, l’infanzia negata, il culto del breve termine, la fretta di ottenere tutto e subito, quello che la Vita regala nell’arco di un’esistenza.
Teneva nel suo vecchio grembiule, un gran numero di illusioni che era riuscita a vendere, perché le strade erano piene di sogni e di speranze, speranze spesso derise, speranze e sogni di pochi, la disperazione e il pianto di molti.
Per la piccola fiammiferai era stata una pessima giornata, un periodo da dimenticare e le sue tasche ora erano vuote, aveva molta fame, sete di liquidità e il freddo della mancanza di fiducia la assaliva. Dalle finestre delle case in festa, risplendeva la luce della leva infinita, si udivano le risate dell’azzardo morale , insieme al profumo inebriante dei profitti stellari…lei pensava ad altro.
Guardava il cielo e sognava candidi e soffici fiocchi, travestiti da ottanta euro, sufficienti a fare la spesa per due o tre settimane, come racconta la leggenda metropolitana pina, picierna e picciò.
Non osava ritornarsene a casa senza un centesimo, senza una trimestrale degna dei bei tempi, passati a creare ricchezza dal nulla, una ricchezza di carta, favorita dalle asimmetrie informative, dalle frodi e dalle manipolazioni, perché il padre le avrebbe tolto il bonus!
Per riscaldare l’intrinseca insolvenza, il credito congelato, la mancanza di fiducia, per allontanare lo spettro del fallimento, prese un fiammifero dalla scatola che le banche centrali le avevano lasciato.
Ai lati della strada l’araldo che portava il messaggio del Re, se non votate così o cosà, verrà la fine del mondo e le banche salteranno ovunque, i mercati collasseranno e sarà la fine, quindi votate come suggerisce il Re che tanto a cuore ha la Vostra esistenza.
All’improvviso una fiamma calda e brillante si sprigionò, un istante, un lungo ed interminabile istante, una nuova piccola illusione.
Una luce bizzarra, l’ennesima illusione, alla bambina sembrò di vedere la politica monetaria, la favola del quantitative easing, fiumi di liquidità, di champagne ovunque, ecstasy e droghe sintetiche, le banche centrali con le loro politiche espansive, che assecondano i mercati drogandoli, distruggendo i risparmi di un’esistenza, per mezzo della repressione finanziaria.
Piccoli mostri umani, avidi e assetati di potere e gloria che si nutrono del sangue subordinato, che ordinano di falsificare mifid o manipolare cervelli umani per ottenere una firma, la firma necessaria alla loro stessa sopravvivenza. Sai è questione di vita di morte … O LORO O NOI, non c’è alternativa.
Creano quella calda sensazione di un’improbabile ricchezza, sostenendola ogni qualvolta la favola riposa, ogni qualvolta la favola volge al termine, come una stufa di rame luccicante nella quale bruciare tutte le naturali recessioni, il naturale aggiustamento degli squilibri, allontanandone la realtà rifugiandosi in un mondo virtuale, dove assistere inerti e impotenti al più colossale trasferimento di ricchezza della storia, alla più colossale truffa politica mai perpetrata.
Avvicinò i suoi piedini al fuoco… ma la fiamma si spense e la stufa scomparve.
La bambina accese un secondo fiammifero: questa volta la luce fu così intensa che poté immaginare nella casa vicina una tavola grande come un fondo di salvataggio, ricoperta da una bianca tovaglia piena di euro i nostri, i Vostri, freschi di stampa che tornavano a casa nelle casseforti delle banche tedesche, francesi ed inglesi, tovaglia sulla quale era ricamato un Paese meraviglioso, dove tutti chiedevano più Europa e si impegnavano a rispettare il pareggio di bilancio scolpendolo nella Costituzione, la più colossale fesseria della storia, sottoscritta da un manipolo di mercanti e speculatori politici che hanno saccheggiato e devastato le istituzioni portando il Paese, i Paesi alla deriva, socializzando le perdite di un manipolo di psicopatici esaltati, che non hanno alcun senso di responsabilità.
Qui nessuno è responsabile, solo nelle dinamiche economico/finanziarie influenzate da subdole ideologie non ci sono responsabili, tutti liberi a festeggiare nelle loro dimore di lusso, mentre fuori tante piccole fiammiferaie muoiono di freddo, freddo economico, freddo morale, freddo spirituale.
E chi deve controllare,  chi dovrebbe garantire il rispetto delle regole fa finta di nulla è connivente, immerso nel suo conflitto di interesse. E’ impressionante il cumulo di menzogne nel quale vive il sistema finanziario, frode, manipolazione, inganno, ma per fortuna non tutto è così, ci sono isole di giustizia e di speranza nella finanza cooperativa ed etica che Voi dovete sostenere con i Vostri risparmi.
In un angolo, il sorriso beffardo di Angela,Jean Claude e Jens che insieme ai due Mario, benedicevano austerità e svalutazione salariale, ridevano divertiti per aver salvato le proprie banche mentre altri saranno costretti a distruggere i risparmi dei propri cittadini, circondati da merletti flessibili e competitivi, mercati del lavoro e pensioni riformate o … deformate, graziosamente decorati, mentre spariva come d’incanto l’ombra terribile di un uno Stato sociale, welfare impuro e insostenibile sotto la minaccia di una fine ingloriosa, un debito insostenibile, la Grecia dietro l’angolo, il fallimento dell’Italia.
All'improvviso…
20 miliardi di euro apparvero davanti alla nostra piccola fiammiferaia, mai nella storia della Repubblica Italiana si sono trovati, nello spazio di un istante, 20 miliardi di euro di nuovo debito pubblico sottoscritti da centinaia di grassoni incollati alla loro poltrona in Parlamento concentrati sul loro unico obiettivo, raggiungere il vitalizio. La nostra cara bambina ingenuamente sognava, più sanità, più ricerca, più istruzione, più Famiglia, meno tasse per tutti, in fondo sono 20 miliardi mica noccioline.
Pensateci, i nostri governanti non hanno aperto bocca mentre l’Europa chiedeva lacrime e sangue, distruggeva pensioni, welfare, sanità e istruzione. Ora si sono svegliati tutti per le banche, solo per le banche, esclusivamente per le banche! 
Il passato per meno sarebbe scoppiata una rivoluzione!
Un “MarioDraghi ” arrosto annegato in un LiTRO di quello buono, le strizzò l’occhio e subito si diresse verso di lei, vedrai faremo qualunque cosa per salvarti, qualunque cosa e credimi sarà abbastanza…o forse no, chissà!
La bambina le tese le mani… ma la visione scomparve quando il piccolo fiammifero, si spense spazzato via dal freddo vento dell’est merkeliano, intriso di dumping sociale, voragini con le banche intorno e un Paese che per primo aveva dato il buon esempio non rispettando i parametri, le regole, la parola data.
Tutti a glorificare il Mario che prende un volo lowcost come un comune mortale, questa è l’Italia degli ignoranti.
Giunse così la notte.
“Ancora uno!” disse la bambina. Crac! Appena acceso, s’immaginò di essere vicina all’albero di Natale della ripresa, si quella della crescita infinita, abbagliata dalla visione di mille luci in fondo al tunnel!
Mille candeline brillavano sui suoi rami, illuminando giocattoli meravigliosi. Volle afferrarli… il fiammifero si spense… le fiammelle sembrarono salire in cielo… ma in realtà erano stelle.
Una di loro cadde, tracciando una lunga scia nella notte…la fine di un’illusione, la rinascita della Consapevolezza, il sogno di un nuovo sistema economico più “umano”, sostenibile, dove non conta solo la competizione ma soprattutto la cooperazione.
Ma proseguiamo con questa magica e allo stesso tempo tragica fiaba…
La bambina pensò allora alla nonna, che amava tanto, ma che era morta. La vecchia nonna le aveva detto spesso: Quando cade una stella, c’ è un’anima che sale in cielo”. La bambina prese un’altro fiammifero e lo strofinò sul muro: nella luce le sembrò di vedere la nonna con un lungo grembiule sulla gonna e uno scialle frangiato sulle spalle. Le sorrise con dolcezza.
– Nonna! – gridò la bambina tendendole le braccia, – portami con te! So che quando il fiammifero si spegnerà anche tu sparirai come la stufa di rame, l’oca arrostita e il bell’albero di Natale.
La bambina allora accese rapidamente i fiammiferi di un’altra scatoletta, uno dopo l’altro, perché voleva continuare a vedere la nonna. I fiammiferi diffusero una luce più intensa di quella del giorno:
“Vieni!” disse la nonna, prendendo la bambina fra le braccia e volarono via insieme nel gran bagliore. Erano così leggere che arrivarono velocemente in Paradiso; là dove non fa freddo e non si soffre la fame! Al mattino del primo giorno dell’anno nuovo, i primi passanti scoprirono il corpicino senza vita della bambina. Pensarono che la piccola avesse voluto riscaldarsi con la debole fiamma dei fiammiferi le cui scatole erano per terra. Non potevano sapere che la nonna era venuta a cercarla per portarla in cielo con lei. Nessuno di loro era degno di conoscere un simile segreto! … ma nessuno poteva sapere le belle cose che lei aveva visto, né in quale chiarore era entrata con la sua vecchia nonna, nella gioia dell’Anno Nuovo!
Non ho idea di quante scatole di fiammiferi dispongono i menestrelli di questo sistema, quello in cui credo sono i vostri valori e i vostri sogni , di uomini e donne di ogni giorno, che vivete semplicemente la vita rispettando il prossimo, che della verità e onesta ne fate un vessillo.
Una delle nostre luci lassù, la nostra Valentina direbbe… “Il piu’ grande bisogno del mondo e’ il bisogno di uomini; di uomini che NON SI POSSONO COMPRARE NE’ VENDERE; di uomini che sono fedeli ed onesti fin nell’intimo della loro anima; di uomini che non hanno paura di chiamare il male con il suo vero nome; di uomini la cui coscienza e’ fedele al dovere come l’ago magnetico lo e’ al polo; di uomini che staranno per la Giustizia anche se dovessero crollare i cieli
Quello che è certo è che li stanno accendendo rapidamente, uno dopo l’altro, cercando di diffondere una luce sempre più intensa, una finta sensazione di benessere.
La fame, il freddo, la sete , la mancanza di amore, l’indifferenza che caratterizza la storia della nostra piccola fiammiferaia è spesso la fotografia della nostra vita, della nostra società. Possiamo cercare di fuggire nell’immaginazione di ogni piccolo fiammifero che accendiamo, che qualcuno ci accende, ma non possiamo fuggire dalla realtà, pena la morte della nostra Essenza.
Abbiamo bisogno della luce dei nostri valori, delle nostre tradizioni, una luce capace di illuminare i nostri sogni, le nostre emozioni.
Commuove questa favola, una commozione, pulita, profonda che non deve far paura, da condividere, con figli e nipoti, senza alcuna vergogna, come le lacrime della nostra vita.
Non dimentichiamo mai quella piccola bimba, la piccola fiammiferaia, li fuori da sola nel freddo glaciale dell’indifferenza, ad un passo dalle nostre case, calde e riscaldate, testimonianza della disperazione, degli ultimi, dei diseredati, degli affamati oggi spesso Vostri parenti e amici.
In fondo siamo fortunati! Non dovremmo mai dimenticare il bimbo che è in Noi, la sua genuinità, la sua spontaneità, perché ogni anno ritorna ad annunciare la Luce, la Speranza, l’Alba di una nuova avventura.
Un abbraccio, Buon Natale e Buon Anno a Voi e alle Vostre famiglie. Andrea.
Fonte: qui

lunedì 4 dicembre 2017

I GRANDI TEMPLI DELLA CITTÀ LIBANESE TORNANO ACCESSIBILI DOPO ANNI DI CHIUSURA PER COLPA DELL’ISIS

OGGI LA CITTÀ E’ SALDAMENTE IN MANO AGLI HEZBOLLAH E CERCA DI TORNARE A GALLA VALORIZZANDO NON SOLO AGRICOLTURA E TURISMO MA ANCHE LE VASTE PIANTAGIONI DI CANNABIS….

Michele Zanzucchi per Avvenire

baalbekBAALBEK
L' hotel Palmyra è un' istituzione a Baalbek. Un po' invecchiata, a dire il vero, con i suoi intonaci scrostati, il mobilio che ha fermato le lancette agli anni Cinquanta, con le foto sbiadite. Costruito sull' antico anfiteatro romano, nei suoi corridoi espone capitelli, teste elleniste, fregi di chiara origine preromana: «Li avevamo in cantina», si scusa, ma inorgogliendosi, il proprietario.

Il cameriere, lui stesso un pezzo da museo, ci tiene a mostrare la stanza dove soggiornò il generale De Gaulle (oggi costa 75 dollari a notte), quella occupata da Jeanne Moreau e, soprattutto, quella che vide il riposo di Guglielmo II. Era il 1897.

baalbekBAALBEK
Proprio dalla terrazza dell' hotel, di fronte al sito archeologico, l' imperatore s' accorse di un' aquila romana, simbolo egualmente presente nella tradizione fenicia, che pendeva a metà da un frontone del Tempio di Bacco. Decise perciò di avviare una missione archeologica tedesca, la prima vera operazione di salvaguardia del patrimonio di Baalbek, che durò dal 1898 al 1905. Furono effettuati le messe in sicurezza e i restauri basilari, ripresi poi da archeologi francesi durante il mandato francese. Nel 1984 il sito è stato incluso nella lista Unesco dei siti patrimonio dell' umanità.

baalbekBAALBEK
Sentimenti di stupore e ammirazione avvolgono il visitatore nel mare di marmo e pietra di Baalbek - il nome rimanda al dio Baal e forse anche alla dea Anat, dea della guerra, sorella e consorte dello stesso Baal -, che per tre secoli vide architetti e artigiani all' opera nella costruzione dei più grandi templi esistenti al mondo: la superficie del tempio di Giove, il più vasto, costruito su una base fenicia preesistente di 88 metri su 48, è paragonabile alla piramide di Cheope o alla basilica di San Pietro. C' è potenza ed eleganza, ingegneria e scultura, architettura e religione. Il sito, che di primo acchito potrebbe apparire un sito solo romano, in realtà si rivela un ponte tra Oriente e Occidente. Soprattutto le decorazioni rivelano influenze fenice e arabe, più che greco-romane.

Perché i Romani, a differenza di Greci e Persiani, tendevano a valorizzare le culture e le tradizioni che incontravano, non cercando di eliminarle, ma di integrarle nei canoni di Roma. Così qui a Baalbek diedero spazio ai decoratori di marmo locali, pur portando l' influenza ingegneristica romana. Anche la struttura tripartita dei templi paiono di origine religiosa più fenicia che romana.

Certamente Baalbek era all' epoca una città ricca, sulla strada che le carovane provenienti dall' Oriente erano obbligate a prendere per arrivare al mare. Da qui passò anche Alessandro Magno in marcia verso Damasco. Fu probabilmente questa ricchezza a spingere nel II secolo i romani e i locali a costruire il tempio più straordinario e imponente che mai fosse stato costruito al mondo, il tempio di Giove Eliopolitano (Baalbek all' epoca romana si chiamava Heliopolis). Seguirono tre secoli di lavori, grazie ai soldi romani e alle maestranze locali, ma l' opera non fu mai completata, nonostante fossero state già erette le colonne più imponenti dell' antichità, due metri e venti di diametro. I terremoti susseguitesi nei secoli, l' uso del sito come cava per la costruzione degli edifici locali e le alterne vicende politiche portarono il sito a essere abbandonato prima di essere completato, fino all' arrivo di Guglielmo II. Restano oggi in piedi solo sei colonne, per un edificio che ne prevedeva dieci sulla fronte e diciannove sul lato lungo.
baalbek libanoBAALBEK LIBANO

Oggi Baalbek è una città che sta cercando di ritornare a galla valorizzando agricoltura e turismo, senza considerare le vaste piantagioni di cannabis dell' Alta Bekaa. A prevalenza musulmana e sciita, vede comunque una presenza non secondaria di sunniti e di cristiani.
Vive una certa conflittualità con l' altra grande città della valle, Zaqle, a maggioranza cristiana. Ma tra le due città sta per essere completata una superstrada che certamente favorirà il ritorno alla normalità. Negli ultimi anni, dall' inizio cioè del conflitto siriano nel 2011, la valle è stata in effetti disertata dagli stessi libanesi, per i combattimenti contro il Daesh sulla catena dell' Antilibano, in particolare nelle colline del Jurd di Ras Baalbek e di Qaa, sulle quali nell' agosto scorso un' insolita alleanza tra libanesi, siriani e Hezbollah ha permesso di sloggiare i jihadisti, scappati verso Deir Ez Zor. Era l' ultimo bastione in Libano dello Stato islamico, insediatosi nel 2014 su un' area di circa 200 kmq in quella zona montagnosa a ridosso del confine siriano, nella parte centro-orientale della Bekaa. In precedenza il Daesh aveva occupato più a Nord le montagne sopra Aarsal.
baalbek libanoBAALBEK LIBANO

Il pericolo era apparso evidente già nel marzo 2011, quando sette incoscienti ciclisti estoni avevano cercato di raggiungere Beirut partendo da Aleppo; ma furono rapiti da milizie armate sulla strada tra Zaqle e Baalbek. Furono rilasciati nel luglio seguente, dopo trattative estenuanti. Da allora la città diventò off limits per i visitatori. Quarantena che è stata prolungata ulteriormente tre anni fa, perché alcune diatribe tra clan locali erano sfociate in incidenti e attentati. Oggi la città, saldamente in mano agli Hezbollah - il movimento sciita è nato nel 1984 proprio nella Bekaa -, è di nuovo accessibile in sicurezza. Un motivo di vanto per lo Stato, che mostra orgoglioso il riconquistato controllo del territorio, valorizzando i suoi pezzi storici più pregiati, in vista di un ritorno alla piena normalità. Per dimostrare che la guerra siriana non ha nulla a che fare con la terra dei cedri.

Fonte: qui