9 dicembre forconi: solidarietà
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lunedì 26 agosto 2019

SANCHEZ, MACRON E LA MERKEL INVOCANO APERTURA E SBARCHI, MA SOLO QUANDO DEVONO ARRIVARE IN ITALIA


LA FRANCIA RESPINGE AL CONFINE, LA SPAGNA SPARA SUI MIGRANTI A CEUTA E ANGELA SI È RIMANGIATA LE PORTE APERTE E CON SEEHOFER HA CREATO DEI CENTRI DI DETENZIONE PER GLI IMMIGRATI 

CHE BELLA ILLUSIONE LA SOLIDARIETÀ EUROPEA


Francesca Pierantozzi per “il Messaggero”

MACRON PHILIPPEMACRON PHILIPPE
Il prossimo 25 settembre il governo francese farà una solenne dichiarazione sulla politica migratoria della Francia e dell'Europa davanti al Parlamento. Seguirà un dibattito ma non ci sarà un voto: «Discuteremo dell'immigrazione da tutti i punti di vista ha fatto sapere il premier Edouard Philippe il tema è complesso e difficile, ma non per questo non abbiamo il diritto di parlarne, senza tabù».
migranti merkelMIGRANTI MERKEL
Di tabù invece ne restano tanti sulle politiche se politiche ci sono di gestione dei flussi migratori in Europa. E le cicliche crisi sollevate in questi mesi dai sofferti approdi delle navi umanitarie non hanno fatto che renderli più evidenti. Anche nei paesi che si dichiarano più virtuosi in materia di accoglienza e di rispetto dei diritti, che siano i diritti del mare o delle persone, come la Francia di Macron, la Spagna di Sanchez o la Germania di Merkel.
ANGELA MERKEL PEDRO SANCHEZANGELA MERKEL PEDRO SANCHEZ
LE PAROLE
pedro sanchez al marePEDRO SANCHEZ AL MARE
Già le parole rivelano le difficoltà: di «solidarietà indiretta» si è cominciato a parlare per i paesi (Visegrad ma non solo) recalcitranti ad accogliere la quota spettante di migranti sbarcati nei paesi coi porti «più vicini e sicuri», poi la solidarietà è diventata «differenziata», Macron parla ormai di «patriottismo inclusivo» dopo aver indurito le regole sull'asilo, mentre Merkel e Sanchez si affidano soprattutto ad accordi bilaterali per blindare le frontiere marittime col Marocco da una parte e quelle con la Germania via Austria dall'altra.
MIGRANTI SULLA OPEN ARMSMIGRANTI SULLA OPEN ARMS
A fine settembre dovranno incontrarsi di nuovo a Parigi i paesi che il 22 luglio avevano tentato - invano - di trovare una soluzione se non definitiva almeno più chiara. Macron aveva allora annunciato che 14 paesi europei, la cosiddetta coalizione di volontari, avevano accettato un meccanismo di solidarietà per ripartire i migranti sbarcati altrove.
i minori della open arms portati a lampedusaI MINORI DELLA OPEN ARMS PORTATI A LAMPEDUSA
Ma di questi 14, soltanto 8 (Francia, Germania, Portogallo, Lussemburgo, Finlandia, Lituania, Croazia e Irlanda) si erano detti pronti da subito, gli altri sei avevano accettato il principio ma avevano preferito mantenere l'anonimato e rinviare qualsiasi impegno preciso. Senza contare che in cambio Italia e Malta assenti alla riunione avrebbero dovuto accettare di tenere i porti aperti.
migranti nel 2015MIGRANTI NEL 2015
Per ora, soltanto gli accordi bilaterali sembrano tenere in un'Europa in cui la politica migratoria resta prerogativa dei governi nazionali e in cui vige in materia il principio dell'ognun per sé. La Spagna di Sanchez, per esempio, è riuscita ad ottenere con l'aiuto della Germania, uno stanziamento di 140 milioni di euro al Marocco per arginare i flussi che nel dal 2018 sono in aumento di oltre il 130 per cento.
seehofer merkel 2SEEHOFER MERKEL
Delle deportazioni sarebbero in corso nelle regioni settentrionali, in particolare vicino a Nador, secondo denunce dell'Associazione marocchina dei diritti umani (AMDH). In compenso, la Spagna si è impegnata a rimpatriare i migranti registrati nel paese e arrivati alla frontiera con Germania e Austria, da dove potranno essere espulsi in 48 ore. Il premier Sanchez, sollecito ad accogliere a Valencia i migranti dell'Aquarius, segue da allora una politica migratoria più prudente. Dopo aver concesso l'approdo per tre volte all'Open Arms ha ormai chiuso alle navi umanitarie.

LE CRITICHE DA BARCELLONA
aquarius valenciaAQUARIUS VALENCIA
L'offerta di far attraccare l'Open Arms che ora è davanti a Lampedusa nel porto di Algeciras è stata definita ieri «tardiva» dalla sindaca di Barcellona Ada Colau: «È troppo tardi - ha scritto la sindaca su Twitter - avevamo offerto il porto di Barcellona dodici giorni fa». Difficoltà in casa ma da destra anche per Angela Merkel. Lontanissimi i tempi delle porte aperte a «un milione di migranti». Il ministro dell'Interno Horst Seehofer ha ottenuto la creazione di centri di collegamento: in realtà dei centri di detenzione in cui possono essere rinchiusi i migranti nel periodo di esame del loro dossier. Il primo centro ha aperto in Baviera due mesi fa, altri sono in costruzione.
Fonte: qui
seehofer merkel 1SEEHOFER MERKEL 

giovedì 9 marzo 2017

IL PAESE DI MONTE SAN GIUSTO, NEL MACERATESE, SI SCHIERA CON IL CARABINIERE INDAGATO PER OMICIDIO COLPOSO

“HA UCCISO IL LADRO? CI HA SOLO DIFESO” 

"TROPPI FURTI, ORA ABBIAMO DECISO DI REAGIRE. RAZZISTI NOI? MA GUARDATEVI INTORNO" 

I COMMENTI AL BAR: "AL POSTO DELL’APPUNTATO AVREI FATTO LA STESSA COSA"

Marco Imarisio per il Corriere della Sera

Anche lo striscione che sventola sulle mura del centro storico ha qualcosa di antico. La richiesta di avere più carabinieri e meno ladri è accompagnata dal disegno delle due categorie. 

I primi sono rappresentati con il cappello a pennacchio, gli altri hanno sembianze da Banda Bassotti. Come si faceva una volta.
Monte San Giusto è uno di quei posti dove la ferocia e i dilemmi della vita moderna non sembrano avere diritto d' asilo.

Le botteghe nelle vie strette, le piccole chiese e il palazzo comunale che è la copia più piccola del municipio di Urbino, lo rendono uno di quei paesini da idillio dell' Italia profonda e di mezzo. «Siamo un' isola felice ai margini del grande caos nostrano» dice il sindaco Andrea Gentili. «Almeno ci illudevamo di essere così».

È successo la notte del 25 febbraio. Nei giorni precedenti c' erano stati alcuni furti in casa. I carabinieri in borghese vedono un ragazzo che corre velocemente verso una Fiat Bravo. Gli urlano di fermarsi.

Secondo la versione dei militari, lui mette in moto e punta verso di loro a grande velocità.
L' appuntato capo pattuglia viene strattonato dal collega che lo vuole togliere dalla traiettoria. E in quel movimento dalla sua pistola parte un colpo, uno solo. Un calibro 9 parabellum che prima trapassa la lamiera e poi colpisce alla testa l' uomo al volante. Si chiama Klodjan Hysa, ha 34 anni.

Morirà dopo due giorni di agonia. La magistratura ha ordinato una perizia balistica.
Nel bagagliaio della Bravo vengono trovati una mazza da baseball, un piede di porco, oggetti trafugati da alcune case della zona.

CARABINIERICARABINIERI
Sul bancone del bar Vogue la petizione con le firme degli abitanti ha ormai assunto la dimensione di un libro. Tra carta e online, sono ormai state superate le 2.500 adesioni, su un totale di 7.900 residenti. «Al posto dell' appuntato avrei fatto la stessa cosa» racconta Oriano Lattanzi, il titolare. «I furti sono la cosa peggiore, perché oltre ai soldi ti portano via anche i ricordi. Quell' uomo ci ha difeso da un ladro». 

È nata come una iniziativa per contribuire alle spese per la difesa del militare, nel frattempo indagato per omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa.

Ma è subito diventata altro, con la creazione del comitato cittadino «Difendiamo i tutori dell' ordine». Manifestazioni spontanee, pioggia di solidarietà su Facebook all' appuntato, che ha 47 anni, da quindici lavora a Monte San Giusto, e ieri ha ripreso servizio. Naturalmente è arrivata anche la Lega Nord, con l' immancabile post di Matteo Salvini e un presidio davanti a caserma e municipio.

MONTE SAN GIUSTO 1MONTE SAN GIUSTO
«Sono due cose diverse. Noi non c' entriamo nulla con la politica, vogliamo starne lontani». 
Giuseppe Sardini, direttore commerciale di un' azienda di pelletteria, chioma bianca e completo elegante, è il promotore del comitato. Sostiene anche di essere il proprietario dell' ultimo appartamento che Hysa avrebbe cercato di ripulire. «Per fortuna c' era mio figlio, che ha acceso le luci e lo ha messo in fuga. È uno stillicidio continuo. Vivere così è inaccettabile, per questo abbiamo deciso di reagire. La solidarietà verso il carabiniere è il primo passo».

E il secondo? «Le ronde armate». Il mite sindaco Gentili, rappresentante di commercio, tessera del Partito democratico, eletto in una lista civica di centrosinistra, invita alla calma collettiva e ricorda in un sospiro i tempi non lontani in cui nella sua ormai ex isola felice «si viveva con la chiave nella porta». Poi sono arrivati i furti in casa, che vanno a ondate, di paese in paese.

L' ultima ha raggiunto Monte San Giusto con una notevole intensità, 12 casi in quindici giorni, tra febbraio e marzo. Il tappo è saltato subito, come se da tempo non reggesse più alla pressione. Anche il comando regionale dei Carabinieri ha capito che la faccenda ha preso una china scivolosa. Il generale Salvatore Favarolo ha ringraziato per la solidarietà mettendo in chiaro però che non ce n' è alcun bisogno. E intanto ha spedito in paese un paio di marescialli in più.

CARABINIERICARABINIERI
«Chi? Razzisti noi? Ma guardatevi intorno». Sardini risponde alle accuse dei pochi dissidenti indicando le lunghe fila di lavoratori di ritorno dai calzaturifici della zona. Sono tutti immigrati di origine pakistana, la maggior parte dei 1.400 cittadini stranieri che hanno residenza a Monte San Giusto.

«Passerà» sospira il sindaco. Ma questa settimana di tensione in un paesino adagiato sul fiume Chienti, in uno dei punti più belli delle civilissime Marche, può essere preso come un segno della radicalizzazione degli animi e dei tempi.

«A me fa rabbia vedere i picchetti della Lega Nord sotto il mio ufficio» conclude Gentili.
«La sicurezza è un tema che appartiene a tutti. Se restiamo fermi, ipergarantisti e benpensanti, lasciamo spazio al loro populismo». Che i buonisti stiano zitti, ha intimato Salvini commentando la morte di Klodjan Hysa. Qualunque sia il significato da dare all' aggettivo, nel piccolo mondo antico di Monte San Giusto non fiata nessuno.

Fonte: qui