9 dicembre forconi: maestre
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mercoledì 28 agosto 2019

IN VENETO LICENZIATE 500 DOCENTI, SENZA LAUREA, E ALTRE 1300 RISCHIANO DI RESTARE A CASA NEI PROSSIMI MESI


LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO ARRIVA MENTRE È IN CORSO LA MARATONA PER L’ASSEGNAZIONE DELLE CATTEDRE: CIRCA 7800 POSTI RIMARRANNO VACANTI E ANDRANNO A SUPPLENTI…

Matteo Riberto per corrieredelveneto.corriere.it
Sono già state licenziate 500 maestre e altre 1300 rischiano di restare a casa nei prossimi mesi. Sono le «maestre senza laurea», in possesso di diploma magistrale, anche se in realtà in molti casi la laurea ce l’hanno, ma non quella in Scienze della formazione primaria, che prima del 2001 non serviva per essere assunte in pianta stabile. I licenziamenti sono scattati mentre è in corso la maratona per l’assegnazione delle cattedre: circa 7800 posti rimarranno vacanti e andranno a supplenti.
Tutti i numeri
Nel Veneto in totale sono settemila le maestre senza laurea, che da anni insegnano nelle scuole primarie e dell’infanzia, chiamate di volta in volta per svolgere supplenze e coprire buchi di organico. Ma dopo anni di insegnamento alcune di loro avevano fatto ricorso, chiedendo l’assunzione a tempo indeterminato. E 1800 l’avevano ottenuta. Con riserva, però, cioè in attesa che il Consiglio di Stato si esprimesse in merito alla loro situazione.
E ora le sentenze stanno arrivando. A luglio è sopraggiunta per 500 maestre e l’esito è negativo, così sono partite le lettere di licenziamento. «Insegno da 34 anni — dice Anna Paola Baron — dopo un’odissea di supplenze e in seguito al ricorso, tre anni fa sono stata assunta all’Istituto comprensivo Daniele Manin di Cavallino Treporti. Ma è luglio mi è arrivata la lettera di licenziamento, una e-mail ricevuta mentre ero in spiaggia».
La testimonianza
La docente, come le sue colleghe, è quindi condannata alle supplenze e al precariato a vita. «Al momento non mi è stata nemmeno riconosciuta l’indennità di disoccupazione e non sono stata inserita nelle graduatorie d’istituto per l’assegnazione delle supplenze — prosegue Baron —. Non so ancora se quest’anno mi sarà assegnata una cattedra e potrò essere in classe».
Niente indennità di disoccupazione e nemmeno la prospettiva di una supplenza. La speranza, per le maestre, è che la situazione si risolva a breve con il loro reinserimento nelle graduatorie di seconda fascia, da cui attingono le scuole per assegnare le supplenze una volta terminate le Gae (Graduatorie a esaurimento per ottenere il posto in ruolo).
Altre 1300 «in bilico»
Se in 500 sono state licenziate, le altre 1300 sono in bilico. «Anche per loro, entro l’anno, arriverà il licenziamento — spiega Sandra Biolo, segretario regionale di Cisl Scuola —. Tra disposizioni poco chiare del Miur e sentenze che stravolgono la norma, non si è risolta una situazione in ballo da tempo. Queste maestre torneranno precarie, con grossi disagi per loro e per gli alunni».
Ma oltre alle 1800 assunte con riserva e che ora torneranno precarie, ci sono migliaia di maestre diplomate che avevano fatto ricorso per essere assunte. Le loro istanze, stando alla prima sentenza del Consiglio di Stato, saranno respinte, sancendo un futuro di precarietà.
A primavera il Miur aveva indetto un concorso straordinario loro dedicato e finalizzato all’assunzione, ma ne sono state prese solo un’ottantina. «A causa della crisi di governo, non è ancora stato firmato il decreto salva-precari, che avrebbe sbloccato i concorsi per l’immissione in ruolo — spiega Daniela Amanzi, segretario regionale Snals —. Il dubbio è che non si voglia stabilizzare queste maestre perché una precaria costa migliaia di euro in meno rispetto a una di ruolo». Fonte: qui

domenica 16 dicembre 2018

LICENZIATE IN TRONCO 5 MAESTRE DI UN ASILO NIDO DI ROMA: SCHIAFFEGGIAVANO I BAMBINI, LI TRASCINAVANO PER I CAPELLI E LI RINCHIUDEVANO AL BUIO IN UNA STANZA SE SI COMPORTAVANO MALE



LE PROVE CONTRO DI LORO ERANO “GRANITICHE”, SCRIVEVA IL GIP A SETTEMBRE, E ORA È INTERVENUTO PURE IL CAMPIDOGLIO 

Lorenzo De Cicco per www.ilmessaggero.it

asilo nido papero giallo 1ASILO NIDO PAPERO GIALLO
Licenziate in tronco, «senza preavviso», come si legge nelle lettere appena spedite dal Campidoglio, e soprattutto senza aspettare la sentenza definitiva. L'amministrazione di Roma ha messo alla porta cinque insegnanti comunali. Lavoravano tutte nell'asilo nido Papero Giallo, al Torrino, periferia Sud della Capitale, e da settembre erano indagate per maltrattamenti pluriaggravati nei confronti dei loro piccoli alunni. Bimbi tra i 19 e i 32 mesi «trascinati per i capelli», schiaffeggiati, «rinchiusi per ore in una stanza» al buio, come hanno ricostruito gli investigatori, che hanno incastrato le maestre grazie alle telecamere nascoste nelle aule.

I PROVVEDIMENTI
asilo nidoASILO NIDO


Condotte «gravissime» che hanno convinto il Comune a chiudere il procedimento disciplinare il prima possibile. Le lettere di licenziamento sono state recapitate a inizio settimana. Sono stati contestati i comportamenti «diseducativi, improntati all'aggressività fisica e alla scurrilità verbale».

 Atteggiamenti «contrari ai principi educativi che devono essere attuati negli asili nido e anche alle leggi che regolano i rapporti di lavoro all'interno della pubblica amministrazione», si legge in una delle missive dell'ufficio disciplinare del Campidoglio.

asilo nido papero gialloASILO NIDO PAPERO GIALLO




«Chi tocca i bambini va punito», commentavano ieri le colleghe delle insegnanti licenziate, accanto all'ingresso della scuola, in via del Fiume Giallo. «Il Comune ha fatto bene, per noi questa storiaccia è stata un danno, alcuni alunni hanno cambiato asilo. Ora andiamo avanti».

Le prove contro le maestre violente, che hanno un'età che va dai 52 ai 65 anni, erano «granitiche», aveva scritto a settembre, nell'ordinanza cautelare, il gip Clementina Forleo. Le indagini dei carabinieri della compagnia Eur erano partite dopo la denuncia di quattro genitori insospettiti dai comportamenti dei figli. «Non volevano più andare a scuola, mimavano i gesti delle percosse», hanno raccontato ai militari.
asilo nido 2ASILO NIDO

SCHIAFFI E INSULTI
Le riprese hanno fatto il resto. «E muoviti!», urlava una maestra strattonando una bambina. «Sei proprio un idiota», strillava un'altra. «Sai che somigli alla mamma? Avete la stessa faccetta da c...». E ancora: «Pensa quanto rompe il c... tua nonna». E giù gli schiaffi. L'8 giugno scorso le telecamere hanno ripreso una delle scene più brutali: due bimbi sono stati trascinati in una stanza vuota e senza luci. E lì sono rimasti segregati per oltre un'ora. L'insegnante, sentendo piangere i piccoli, li prendeva a ceffoni. Un'altra intimava invece agli allievi di restare «con le magliette sollevate fin sopra l'ombelico», in modo che prendessero freddo e il giorno dopo, malati, rimanessero a casa. Ora, invece, a casa resteranno loro.

Fonte: qui
pugni e calci ai bambini all'asilo 2PUGNI E CALCI AI BAMBINI ALL'ASILOpugni e calci ai bambini all'asilo 3PUGNI E CALCI AI BAMBINI ALL'ASILO

venerdì 24 novembre 2017

A VERCELLI URLA, SBERLE, INSULTI E BAMBINI TRASCINATI IN TERRA, 3 MAESTRE D’ASILO IN MANETTE

"TI FACCIO CADERE I DENTI"

"TI FACCIO GIRARE LA TESTA AL CONTRARIO" 

“AVEVANO GENERATO UN CLIMA DI TERRORE” 

IL VIDEO CHOC


Andrea Zanello per La Stampa
asilo vercelliASILO VERCELLI

«Te ne do una che ti fa cadere tutti i denti». E ancora «Ti faccio girare la testa al contrario». Minacce di schiaffi gridate in faccia a bambini che hanno tra i 3 e i 5 anni. E poi sberle vere, strattoni, bimbi trascinati per terra, lasciati a mangiare da soli in mensa oppure costretti a restare in un angolo.

I video diffusi dalla polizia di Vercelli raccontano quelli che non sono semplici rimproveri di insegnanti d' asilo a bimbi troppo agitati. «Le maestre avevano generato uno stato di terrore», hanno messo nero su bianco gli uomini della Squadra mobile e la procura di Vercelli che hanno coordinato l' operazione «Tutti giù per terra».

Ieri mattina i poliziotti si sono presentati alle porte di Maria Teresa Donà, Carmelina Capalbo e Luisita Cantù, tre maestre della scuola d' infanzia intitolata a Janusz Korczak, educatore polacco morto nel 1942 in un campo di sterminio nazista. Le hanno arrestate con l' accusa di maltrattamenti.

Per oltre un mese gli uomini della Mobile hanno monitorato quanto accadeva nell' asilo, dopo che lo scorso maggio avevano piazzato undici telecamere per coprire praticamente tutti i locali della scuola: dalla palestra alle aule, dai corridoi alla mensa. Hanno chiuso l' indagine riscontrando 52 episodi di violenza fisica e psicologica sui piccoli. Venti, dicono, sono certificati come «di maggiore gravità».
asilo vercelliASILO VERCELLI

Tutto è nato dopo la denuncia di una mamma. Quando era andata a prendere il figlio in una delle scuole più rinomate di Vercelli («Dove per entrare si fanno carte false», raccontano molti genitori), ha visto una maestra prendere per i capelli un bambino. Così è partita l' indagine: i poliziotti in una notte hanno piazzato le telecamere all' interno dell' edificio e cominciato un controllo costante su tutte le quattro classi, le otto maestre e le tre insegnanti di sostegno. Le immagini registrate hanno confermato che i sospetti erano fondati. Due le classi in cui si sono verificati gli episodi di violenza, gestite dalle tre maestre per cui il gip ha deciso gli arresti domiciliari.

La notizia degli arresti ieri mattina a Vercelli è scoppiata come una bomba. I genitori dei bimbi iscritti alla scuola d' infanzia Korczak si sono presentati in questura durante la conferenza stampa in cui veniva illustrata l' operazione. «Ci sono altri episodi oltre a quelli che ci avete fatto vedere?», ha chiesto la mamma di uno dei bambini della classe seguita dalle maestre arrestate, carica di angoscia per non essersi accorti di nulla. «Mio figlio non mi ha detto mai niente, è sempre stato sereno Io adesso come mi devo comportare?».

asilo vercelliASILO VERCELLI
Altri genitori si chiedono come nessuno possa essersi accorto di nulla, non abbia sentito le urla delle maestre o visto le botte ai bambini.

«Non sapevo nulla delle telecamere, ma sono contenta che siano state piazzate», ha spiegato Ferdinanda Chiarello, dirigente scolastico dell' Istituto comprensivo Bernardino Lanino di cui fa parte anche la scuola per l' infanzia Korczak. «Se tutto sarà confermato - ha detto prima che i filmati diventassero pubblici - la scuola si costituirà parte civile. Non avevamo mai avuto nessuna segnalazione nei confronti delle maestre».

Fonte: qui