9 dicembre forconi: guardia medica
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venerdì 11 maggio 2018

STRASBURGO: L’INCREDIBILE STORIA DELLA 22ENNE FRANCESE NAOMI MUSENGA CHE CHIAMA LA GUARDIA MEDICA, MA NON LE CREDONO E LEI MUORE DAVVERO PER EMORRAGIA

“SIGNORA STO MALE, STO PER MORIRE” 

L'OPERATRICE, CREDENDO A UNO SCHERZO, LE HA RISPOSTO: “CERTO CHE MORIRÀ, UN GIORNO, COME TUTTI…” 

LA MADRE: “ORA VOGLIO GIUSTIZIA”

Tullio Giannotti per https://www.tio.ch

NAOMI MUSENGANAOMI MUSENGA
I francesi cliccano da ore quasi ossessivamente su quel link audio. Si sente la voce di Naomi Musenga che implora aiuto con la voce soffocata: «Signora, sto male, sto malissimo, sento che sto per morire». E dall'altra parte, la voce dell'operatrice della Guardia Medica: «Sì, certo che morirà, un giorno, come tutti...». Poche ore dopo Naomi, 22 anni, di Strasburgo, mamma di un bimbo di un anno, è morta fra dolori ed emorragie, trasportata in ospedale troppo tardi.

Lo shock per la tragica fine di Naomi, avvenuta il 29 dicembre scorso - ma con autopsia dopo diversi giorni e diffusione del caso sul web e sui media soltanto ora - coinvolge tutto il paese. Tanto che la magistratura ha deciso di aprire un'inchiesta preliminare con l'ipotesi di reato "omissione di soccorso". E l'operatrice è stata sospesa dal servizio.
NAOMI MUSENGANAOMI MUSENGA

«So che non è stata seguita la normale procedura», ha ammesso la ministra della Salute, Agnes Buzyn, che si è detta «indignata» per una vicenda «inaccettabile». Il problema è che la telefonata si è svolta semplicemente fra l'operatrice e la ragazza, senza che il medico di guardia - come prevedono questi casi - fosse avvertito: «Tutte le telefonate, se appena esiste un dubbio di tipo medico, devono essere trasferite alla persona competente - spiega la ministra -. Questa operatrice invece ha riattaccato». E interrogata sui rilievi dei sindacati della sanità, che ricordano come i continui tagli al settore si facciano sentire sul funzionamento degli ospedali, risponde: «Quello che si sente in questa telefonata non riguarda una questione di mezzi, è piuttosto un problema di formazione, di empatia, di ascolto. E' una questione di come una persona sia stata assunta».
NAOMI MUSENGANAOMI MUSENGA

Le Monde, che ha consultato il referto del decesso, riferisce che la ragazza è morta per «un cedimento multiviscerale con shock emorragico». «Ho male alla pancia», «ho male dappertutto», «mi sento morire», ripeteva invano con un filo di voce. L'operatrice l'ha respinta ha scherzato, le ha dato il numero del medico di guardia. Naomi, prima di essere abbandonata da ogni forza, ha provato a chiamare. Una prima volta ha sbagliato numero, poi è riuscita a telefonare a SOS Medecins. I medici sono arrivati, hanno constatato la gravità della situazione - la ragazza aveva già avuto due arresti cardiaci - hanno ritelefonato all'ospedale ma per Naomi non c'è stato niente da fare.
NAOMI MUSENGANAOMI MUSENGA

«Deve essere fatta giustizia, per la memoria di mia figlia - dice il padre intervistato da BFM-TV - io non smetto di pensare, "se mia figlia fosse stata accettata subito in ospedale, si sarebbe potuta salvare?" Quando il pronto soccorso riceve la telefonata di qualcuno che li supplica, che balbetta, che fa? Lo prende in giro? Ma vi rendete conto?».

Fonte: qui

lunedì 2 ottobre 2017

DOTTORESSA VIOLENTATA IN PROVINCIA DI CATANIA: “IO, STUPRATA ANCHE DALLE ISTITUZIONI”

L’URLO DI DOLORE DELLA DOTTORESSA VIOLENTATA IN PROVINCIA DI CATANIA DOPO CHE IL GIUDICE HA DERUBRICATO L’ABUSO SESSUALE A “INCIDENTE SUL LAVORO”

“MI HANNO UMILIATO”
Giovanni Neve per il Giornale

stuproSTUPRO
"La solidarietà espressa dai colleghi è la più sincera che ci possa essere, perchè siete consapevoli che tutti sareste potuti essere al mio posto.

Nessuno sconto, invece per le istituzioni, alle quali solo una cosa posso dire: io sono stata violentata anche da voi". La denuncia lanciata dalla dottoressa, violentata a Trecastagni (in provincia di Catania) mentre lavorava nella guardia medica, è durissima. Perché tira in ballo quelle istituzioni che hanno "derubricato lo stupro a infortunio sul lavoro""Così - ha tuonato - mi hanno umiliato".

La dottoressa ha parlato di fronte ai suoi colleghi: 106 presidenti degli Ordini dei medici, riuniti nel Consiglio della loro Federazione nazionale (Fnomceo) e 106 presidenti delle Commissioni albo odontoiatri, insieme in assemblea plenaria nella sua Sicilia, a Giardini Naxos (Messina). "Quella della sicurezza è solo la punta dell'iceberg - ha spiegato - noi medici abbiamo perso la dignità. La nostra professione si è snaturata, è diventata una cosa che non è più essere medico, è soffocata dall'affanno di evitare le denunce, di seguire pedissequamente i protocolli.

stuproSTUPRO
Sfugge un concetto fondamentale: noi dobbiamo curare le persone""Ho intrapreso questa strada per passione - ha raccontato - anche la scelta di fare la guardia medica non è stata un ripiego, è stata una decisione consapevole proprio perché volevo essere in prima linea, vicina alle persone che soffrono".

Come denunciato nei giorni scorsi dal Tempo, la violenza sessuale è stata derubricata dal giudice in un incidente sul lavoro. E per la dottoressa è stata una nuova violenza. Le istituzioni, ha accusato, "non hanno semplicemente lasciato sola me, mettendomi in pericolo e poi umiliandomi quando la mia aggressione è stata derubricata a infortunio sul lavoro. Il sistema rischia di travolgere la nostra intera professione. Siamo tutti vittime: a questo gli Ordini devono opporsi".

Gli Ordini "devono essere la casa, ma anche la famiglia di noi medici. E come in una famiglia i genitori non devono essere troppo permissivi con i figli, così è un errore assumere un atteggiamento paternalistico verso quei colleghi che sbagliano".

Fonte: qui

mercoledì 20 settembre 2017

Catania, violentata dottoressa durante turno alla guardia medica: arrestato l’aggressore di 26 anni

La donna aggredita da un giovane di 26 anni e violentata «per ore». 

La dottoressa è ricoverata ad Acireale. 

La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta. 

È stata in balia del suo aggressore per ore, sequestrata e violentata mentre stava svolgendo il suo lavoro di medico nell’ambulatorio di Trecastagni, Catania. Secondo una prima ricostruzione l’assalitore, Alfio Cardillo — un operario 26enne originario di Santa Venerina e con piccoli precedenti alle spalle per maltrattamenti — sarebbe entrato nella notte fra lunedì e martedì nella guardia medica del paese etneo dicendo di dover ricevere cure. 

Non appena è riuscito a entrare ha rotto il telefono fisso dell’ufficio e disattivato il pulsante che fa scattare l’emergenza alla sala operativa del 112 per impedire che la dottoressa, di 51 anni, potesse dare l’allarme. Cardillo avrebbe poi dato in escandescenze, danneggiando alcuni arredi della stanza e avrebbe sequestrato per 2-3 ore e violentato «più volte» la dottoressa sino a quando lei è riuscita a divincolarsi e ha iniziato a urlare. 

Una vicina ha sentito le urla e ha svegliato il marito che dal balcone ha visto la scena e ha avvertito le forze dell’ordine.

Il testimone e l’allarme
«L’ho sentita gridare “aiuto, aiuto” e ho immaginato che cosa stesse accadendo, per questo ho chiamato i carabinieri che sono arrivati subito». Sebastiano Crimi, 53 anni, ricostruisce così i concitati istanti in cui ha capito la situazione e ha avvertito i carabinieri che sono intervenuti subito e sono riusciti ad arrestare il ventiseienne mentre ancora seminudo cercava di fuggire dalla struttura sanitaria. La dottoressa, invece, è stata soccorsa ed è ancora ricoverata all’ospedale di Acireale.

L’inchiesta e i racconti di chi conosceva l'aggressore
Sulla vicenda, la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta ma stanno trapelando i primi dettagli sul profilo dell’aggressore. Cardillo, secondo il datore di lavoro, «aveva problemi in famiglia» e «a volte beveva alcolici, ma al lavoro non creava problemi. Non avrei pensato potesse fare una cosa del genere». Il ventiseienne era conosciuto nei bar del centro che conta 10mila abitanti. «Anche ieri sera — racconta un gestore — è venuto per bere due amari ma poi è andato via. Con noi si è sempre comportato bene, potremmo dire che era un bravo ragazzo se non sapessimo cosa ha fatto. Siamo molto sorpresi».

Il ministro Lorenzin: «Via a ispezioni su condizioni lavoro medici»
«Sconvolta per l’ennesimo atto di violenza su una donna medico in un luogo di cura. Inaccettabile» ha scritto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, su Twitter commentando la violenza. «Il tema della sicurezza degli ospedali che in Sicilia ha riguardato una serie di casi mi preoccupa molto» ha poi precisato Lorenzin. La ministra poi prosegue sullo stupro di Catania: «È avvenuto in un luogo che dovrebbe essere sicuro, dentro la guardia medica dove lavorano per la maggior parte dei casi donne. Non possiamo permettere che il luogo che dovrebbe essere sicuro per eccellenza, divenga un luogo dove può accadere tutto». Lorenzin ha quindi ordinato ispezioni sull’intero territorio nazionale per verificare le condizioni di lavoro dei medici. La decisione è scattata dopo una la riunione tecnica tenutasi nel pomeriggio presso gli Uffici del Dicastero.

Fonte: qui