9 dicembre forconi: follia finanziaria
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sabato 13 gennaio 2018

Cittadini trasparenti, tassi di interesse negativi e altre folli idee degli “esperti” in economia

Da Gefira.org, una riflessione sull’apparente follia delle teorie economiche attualmente più all’avanguardia, e sul modus operandi delle istituzioni e degli esperti economici i quali, dimostrando evidente scollamento dalla realtà e totale mancanza di empatia, insistono nel difendere e imporre misure insensate, nonostante gli esiti si dimostrino ampiamente disastrosi. In quest’ottica, finiscono con il somigliare sempre più a scienziati pazzi rinchiusi in torri d’avorio, ossessionati dai loro esperimenti al punto di volerli portare a termine anche a costo della morte del paziente.


Gefira.org, 15 dicembre 2017

In un paper pubblicato lo scorso marzo, Alexei Kireyev del Fondo monetario internazionale consiglia di abolire il denaro contante  senza informare i cittadini. Inizialmente bisognerebbe ritirare dalla circolazione le banconote di grosso taglio, quindi devono essere imposti i limiti sulle transazioni in contanti, poi il sistema finanziario mondiale deve essere informatizzato e messe sotto controllo le transazioni internazionali in contanti  e, infine, le imprese private devono essere incoraggiate ad evitare operazioni in contanti .

Kireyev si basa sulle idee dell’ex capo del FMI Kenneth Rogoff. Nel suo libro del 2016 “The Curse of Money“, raccomanda l’abolizione del contante, perché, a suo parere, ciò contribuirebbe alla lotta contro la criminalità, l’evasione fiscale e la riduzione del settore sommerso. La BCE lo ha subito sostenuto e ha promesso di non stampare la banconota da 500 euro dopo il 2018. Il governo dell’India ha fatto la stessa cosa: nel novembre 2016 ha inaspettatamente messo fuori corso, da un giorno all’altro, tutte le banconote da 500 e 1000 rupie  – un bel colpo contro l’economia in nero e la corruzione ! Il giorno seguente, sulle strade dell’India regnava il caos – folle di persone davanti a banche, sportelli bancomat vuoti – tutti volevano ritirare i propri soldi, scambiare le vecchie rupie con quelle nuove e valide, e ci sono state anche delle vittime.

Gli altri governi hanno subito seguito con entusiasmo le idee dei grandi guru dell’economia, senza curarsi di ciò che stava accadendo nelle strade indiane: l’Australia vuole ritirare dalla circolazione le sue banconote da 100, e il Venezuela ha già abolito la banconota da 100 bolivar. Francia, Italia, Spagna e Grecia hanno già dei limiti massimi per i prelievi di contante e in Germania è attualmente in discussione un tetto di EUR 5000. In alcuni paesi, l’abolizione del contante sta diventando un mezzo di lotta politica. In Polonia, il primo ministro Mateusz Morawiecki ha introdotto i pagamenti cashless al servizio  postale pubblico. Presto sarà anche possibile pagare le multe direttamente alla pattuglia della polizia. Probabilmente, non tutti i politici polacchi vanno pazzi per l’idea che i funzionari non entrino in contatto con denaro contante – ad esempio il capo della Banca nazionale polacca Adam Glapiński, che ha contemporaneamente introdotto la nuova banconota da 500 zloty.

L’abolizione del contante è solo un passo sulla strada verso una follia ancora peggiore: Kenneth Rogoff ha altre insane idee da vendere. La più assurda: ha raccomandato ai politici europei gli interessi negativi, sulla base del fatto che si renderanno comunque necessari quando verrà la prossima crisi. Ricordiamo al lettore che il tasso di interesse negativo trova il suo limite nel contante. Se l’interesse diventa troppo negativo, i risparmiatori si rifugeranno nel contante.

Quali conseguenze avrebbe la sua idea se fosse implementata? Cosa accadrebbe se fossero introdotti tassi di interesse negativi? I risparmi dai conti correnti confluirebbero verso beni tangibili, specialmente gioielli, lingotti d’oro e altri metalli preziosi. I loro prezzi salirebbero a livelli senza precedenti, così come l’inflazione guidata dalla speculazione. A ciò si aggiungerebbe l’aumento dei prezzi degli immobili, in quanto le persone preferiscono investire nelle case piuttosto che in inutili carte di credito. Il baratto e il mercato nero prospererebbero come in tempo di guerra: si otterrebbe l’opposto di ciò che si desidera. E i criminali e i politici corrotti troverebbero certamente un altro mezzo di scambio per condurre i loro affari – è noto che i commercianti di armi e i gruppi terroristici pagano con diamanti. L’abolizione del contante e l’introduzione del tasso di interesse negativo colpirebbero solo i cittadini ordinari, rendendoli in qualsiasi momento completamente trasparenti di fronte alle autorità  – dopotutto, è più facile controllare e influenzare persone assolutamente trasparenti, la cui intera vita può essere tracciata da un estratto conto.

I famosi economisti, banchieri e uomini di governo dimenticano che il contante non può essere abolito, solo la moneta stampata dalle banche centrali può essere abolita. Fanno i conti nelle loro torri d’avorio senza considerare l’oste, i cittadini ordinari. I cittadini si indigneranno e scenderanno in piazza, come hanno fatto dopo l’abolizione delle banconote in India. Alla fine troveranno delle valute alternative per condurre i loro affari, liberi dall’interferenza del governo. Ma ai guru economici non interessa – l’esperimento sulla popolazione è l’unica cosa che conta per loro, anche a costo di mietere vittime.

Fonte: qui

domenica 5 febbraio 2017

ECCO IL PIANO PER ELIMINARE I RISPARMI E LA LIBERTÀ

Tutte le forme storiche di schiavitù non hanno mai fatto mistero della loro natura coercitiva. La modernità, invece, riesce a mascherarla attraverso la propaganda di provvedimenti repressivi spacciati per misure rassicuranti, di crescita e di progresso.

Le élites economiche internazionali hanno capito che si può progettare la schiavitù finanziaria su larga scala seppellendo la massa sotto il debito, impoverendola sistematicamente e rendendola completamente dipendente dai banchieri.

Come?

Semplicemente bloccando il suo denaro in un codice binario
per intrappolarlo nel sistema finanziario senza possibilità fuga.

Questa nuova forma di schiavitù si chiama cashless society di cui policymakers, accademici, Ong internazionali, banchieri centrali e altri parassiti internazionali, insomma tutti i componenti dello stato profondo, vogliono imporre.

Ora, oltre a parlare di eliminazione di evasione fiscale, corruzione, terrorismo, traffico di droga ecc., alcune organizzazioni delle Nazioni Unite hanno scoperto un altro formidabile plus di questa iniziativa: l’eliminazione del contante consentirebbe, addirittura, più inclusione sociale e più salvaguardia per la propria ricchezza liquida! Kenneth Rogoff, economista di Harward, uno dei grandi sacerdoti della demonetizzazione, autore del recente The curse of cash (La iattura del contante), sconsigliabile a chi soffre di ulcera, è, almeno, più schietto. 

Per lui l’eliminazione del contante darebbe più potere alle autorità monetarie(GLI USURAI!) e definisce “ignorante” chi critica i tassi di interesse negativi. Ha però avuto la sfrontatezza di affermare che «la gente non dovrebbe guardare alle proprie perdite personali e a breve termine, ma piuttosto alla visione di lungo termine delle banche centrali».

Il vero obiettivo dell’eliminazione del contante è l’introduzione di una forma del tutto nuova e incrementale di tassazione: 

quella finanziaria al dettaglio. 

Non si pensi che i proventi di questa tassazione vadano subito ai governi; saranno incassati, in primis, dai loro padroni: banchieri, multinazionali e vari parassiti dello stato profondo. Oltre a dare a Cesare, la gente sarà costretta a servire una Mammona non eletta.

Il controllo assoluto del denaro equivale al controllo assoluto delle masse. Di conseguenza prima che queste si sveglino e prendano coscienza di questo piano repressivo, stanno spingendo l’acceleratore sul bando al contante per sostituirlo col denaro digitale. Il timing dell’operazione è cruciale perché la crisi finanziaria sta cominciando a mordere forte, il che richiede il vincolo sul risparmio delle masse per colpirlo con le nuove tasse finanziarie al fine di ricapitalizzare e far sopravvivere il sistema. L’emergenza è sempre favorevole alle soluzioni autoritarie. Da sottolineare: questa agenda è portata avanti da enti e persone che nessuno ha eletto.

Due mesi fa commentando, in un articolo, l’editto di abolizione di oltre l’80% delle banconote del primo ministro indiano Narendra Modi, ansioso di dimostrare le sue credenziali di membro del nuovo ordine mondiale, avvertivamo che la stessa iniziativa sarebbe stata adottata in Europa. Infatti, ma più in fretta del previsto, un mese dopo l’iniziativa di Modi, la Commissione Europea ha già disegnato la sua road map per legiferare l’iniziativa. 

L’agenda anticontante è un piano globale per eliminare libertà e privacy e instaurare un modello collettivista. Ma non comunista: questo abolisce la proprietà privata. Il nuovo modello, invece, la consente, riservandosi però il diritto di stabilire quanto è lecito possedere.

Nel terzo secolo d. C. l’imperatore romano Massimino dichiarava che tutta la ricchezza apparteneva allo Stato e pagava informatori per scovare chi era sospettato di imboscare i propri averi. 
La velocità di circolazione del denaro crollò, l’economia implose e ovviamente le entrate fiscali calarono. Ne seguì una disgregazione sociale che portò alla fine dell’Impero. Nel Tramonto dell’Occidente Osvald Spengler (1880-1936) chiama sincronici  quei fatti storici che avvengono in tempi e luoghi diversi ma corrispondono come significato. 

L’attuale  periodo storico è sincronico ovvero contemporaneo a quello di Massimino?

La differenza è che oggi non esiste una Bisanzio dove rifugiarsi. Per cui il collasso sarebbe globale.

Non è un caso che il documento europeo sia contemporaneo all’ultima edizione del salotto di Davos dove, qualunque sia il problema, accademici e policymakers prescrivono sempre gli stessi rimedi:

più tasse e più centralizzazione del potere.



L’ex brasseuse d’affaire e direttore del Fmi, Christine Lagarde, ha affermato «in un momento come questo abbiamo bisogno di più redistribuzione». 

A darle man forte, il Nobel per l’economia Joseph  Stiglitz anche lui ansioso di ridistribuire e eliminare il contante. Due parole su questo signore tanto amato dalla sinistra progressista. Stiglitz è colui che in un paper del 2002 sosteneva che «sulla base dell’esperienza passata, per il governo, il rischio derivante dalla potenziale insolvibilità delle governement sponsored enterprises (quelle che emettevano subprime), era, in sostanza pari a zero». Scrisse pure che le probabilità di insolvibilità rilevate erano «talmente minuscole che è difficile individuarle». 

Ma il colmo è che nel 2010, in un libro della serie, io ve lo avevo detto, (Bancarotta. L’economia globale in caduta libera, Einaudi), il professore ha avuto la faccia tosta di sostenere di aver previsto la crisi del 2008, quella avvenuta proprio grazie alla sua cecità e che ha messo in ginocchio milioni di risparmiatori. 

Ora non vede i rischi della imposizione della demonetizzazione ma siamo sicuri che in futuro scriverà un libro su come ha previsto la bancarotta della cashless sociey.


Fra gli ospiti che, a Davos, ne hanno decantato i vantaggi, c’erano multinazionali come Paypal società che offre servizi di trasferimento di denaro tramite internet, l’ ex segretario al Tesoro sotto il presidente Clinton, Larry Summers, quello che sta predicando l’abolizione delle banconote da 100 dollari e Bill Gates della Microsoft.

Cosa hanno in comune questi nomi?
Gli affari.

Summers è direttore della Lending Club, società quotata di prestiti online che, insieme a altre società statunitensi, ha interessi enormi nel diffondere la tecnologia informatica per i pagamenti in Rete. 

Si capisce dunque il loro zelo per l’abolizione del contante. 

Ma le affermazioni più stupefacenti le ha fatte Bill Gates, il quale dopo aver definito l’azione di Modi «un passo coraggioso» (ignorando che gli analisti prevedono un abbattimento del Pil indiano fino al 30%), ha invitato milioni di indiani «ad indebitarsi al tocco di un tasto telefonico» e rimanere intrappolati nella rete senza opzioni di recesso. Secondo la BBC, Gates ha fatto pressioni sul ministro indiano affinché spinga le aziende di telefonia mobile del suo paese a entrare in massa nel mercato del credito al consumo.

Non siamo affatto contrari ai pagamenti in rete in sé, siamo contrari all’eliminazione arbitraria e forzata di una facoltà di scelta, l’uso del denaro contante, sopratutto in un epoca di follia finanziaria. 

L’agenda anti contante non emana dalla gente o da chi la rappresenta ma da soggetti non eletti che vogliono o socializzare le proprie perdite o crearsi fortune monumentali a spese dell’indipendenza finanziaria e della libertà delle persone.

GERARDO COCO