9 dicembre forconi: banconote
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venerdì 14 dicembre 2018

DENARO EMESSO A DEBITO, ESPOSTO DEPOSITATO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ORISTANO

Oggi (24/9/2018), spinto anche dall’ennesima delusione provata nel sentire le parole di Conte al Forum Ambrosetti di Cernobbio (vedi il mio post del 11 settembre), ho depositato presso la Procura della Repubblica di Oristano un esposto con una descrizione sintetica delle incredibili conseguenze e della sofferenza causata nella Società Civile dalla fraudolenta emissione monetaria a debito da parte di un Sistema Bancario privato che si spaccia per proprietario del valore della moneta senza averne titolo.
Sarebbe bene che questo esposto non rimanga l’unico depositato.  Se anche solo qualche decina, o centinaia, o migliaia di persone in tutta Italia decidessero di presentarlo, qualche magistrato più sensibile potrebbe prenderlo in considerazione e non archiviarlo.
Le cose si muovono se noi, il popolo, decidiamo di attivarci.
Invito pertanto tutti coloro che avranno modo di leggerlo, a darmi una mano a diffonderlo quanto più possibile; quindi, di depositarlo voi stessi alla Procura più vicina, possibilmente  migliorandolo e cambiando naturalmente i dati personali, per dare avvio ad una ribellione pacifica, silenziosa, senza tanto clamore ma sicuramente molto efficace.
Chi volesse il file dell’esposto da me depositato può contattarmi a questa mail :  paolo.maleddu@gmail.com
Verità e Amore per il prossimo sono destinati a trionfare. E’ una legge universale, la forza/vibrazione che vivifica ogni cosa. Siamo destinati a vincere.
Farò anche un breve video, e vi chiederò ugualmente di aiutarmi a diffonderlo.
Ecco il testo completo dell’esposto (in pdf nel link in fondo alla pagina):
Oristano, 24 Settembre 2018
Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Oristano
Io sottoscritto Paolo Maleddu, nato ad Oristano il 27 marzo 1951, residente nella borgata marina di Torregrande in via del Pontile N. 16A, vorrei con la presente esporre alcuni fatti  riguardanti l’emissione monetaria nel nostro Paese le cui conseguenze, se non portate all’attenzione dell’opinione pubblica e della Magistratura per essere opportunamente presi in considerazione, continuano a produrre innumerevoli disagi economici e sofferenza all’intera popolazione italiana.
I fatti, oggettivamente incontestabili e di pubblico dominio, sono i seguenti:
1 – il denaro, sotto forma di banconote in euro o credito (bonifici bancari, carte elettroniche, assegni etc.) viene emesso nel nostro Paese dal Sistema Europeo delle Banche Centrali (Banca Centrale Europea in collaborazione con la Banca d’Italia) e dalle banche commerciali ordinarie sparse su tutto il territorio nazionale. Costituiscono una eccezione le monete metalliche, rappresentanti una esigua percentuale del circolante, che vengono coniate dalla Zecca di Stato;
2 – il denaro nasce come prestito ad interesse erogato dal Sistema Bancario ad un privato, società o Ente richiedente che, nell’atto del ricevere, si trasformano in debitori;
3 – il debito creatosi, capitale + interesse, è sempre maggiore del prestito, costituito dal solo capitale erogato.
I fatti appena esposti portano alle seguenti logiche conseguenze: per ogni 100 euro di capitale erogato come prestito dal Sistema Bancario, la Società Civile deve restituirne 110 : capitale 100 + interessi (diciamo, per semplicità di calcolo, 10%) 10 = 110.
Entrano 100 euro e 110 dovrebbero uscire: dico dovrebbero, perché in una economia che utilizza la moneta come mezzo di scambio, nessuna comunità umana può funzionare se deve dare più denaro di quanto ne riceve.
Dal momento che tutta la moneta nasce come prestito (solo capitale 100), il debito è matematicamente inestinguibile in denaro, non essendo entrati in circolazione i 10 corrispondenti agli interessi.
Prima paradossale conseguenza: nella Società Civile non c’è mai in circolazione denaro sufficiente a saldare (in denaro) tutto il debito esistente. 
Seconda paradossale conseguenza: essendo la carenza di denaro non occasionale ma costantemente presente, è insito nel vigente sistema monetario il fallimento  di un determinato numero di privati, società o addirittura lo Stato. Una non trascurabile percentuale di imprenditori sarà, obbligatoriamente e a propria insaputa, destinata a fallire indipendentemente dalle proprie capacità imprenditoriali.
Terza paradossale conseguenza: nell’attuale sistema monetario la Società Civile più è ricca di denaro circolante, più è indebitata; più è indebitata, più la società nel suo insieme è ricca.
Ultima paradossale conclusione: immaginiamo che tutti, privati, aziende, Comuni e Stato, riuscissero a saldare i debiti. Tutti gli euro rientrerebbero nel Sistema Bancario dal quale provengono e in circolazione non rimarrebbe un solo centesimo. Economia paralizzata, nessuna compravendita possibile, trasporti paralizzati: niente potrebbe più funzionare.
Incredibile, no?
Nel vigente sistema monetario la comunità umana, per poter sopravvivere, deve essere (contemporaneamente, obbligatoriamente e perennemente) indebitata e  nell’impossibilità matematica di poter saldare ogni debito.
Come un qualsiasi convoglio ferroviario, la Società Civile è costretta, a sua insaputa, a percorrere un tragitto deciso da altri. Viene collocata su dei binari che la conducono obbligatoriamente verso un Debito Pubblico inestinguibile in denaro e le conseguenti privatizzazioni (pignoramenti è poco elegante) dei principali Beni Comuni strategici: acqua, energia, frequenze per media informativi e telefonia, trasporti, educazione, sanità, industrie alimentari una volta pubbliche, et cetera. La comunità degli uomini si viene così a trovare, nei confronti del Sistema Bancario privato (i Creatori di denaro – la Finanza internazionale), nella tipica condizione di sudditanza psicologica e di fatto del debitore verso il suo creditore.
Ancora più incredibile è il fatto che, nonostante siano questi fatti  di pubblico dominio, chi può non fa nulla per fermare o, per lo meno, denunciare l’illegalità. La moneta, come tutte le unità di misura, è una convenzione, il suo valore le viene dato dallo Stato nel momento di dichiararla valuta ufficiale del Paese: come può essere emessa dal Sistema Bancario privato che, per togliere ogni dubbio, ha persino stampato il proprio copyright sulle banconote in euro?
L’Art. 1 della Costituzione Italiana recita:
“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
Non ci può essere sovranità del popolo se la sovranità monetaria viene ceduta a soggetti diversi dallo Stato. E se la sovranità monetaria viene ceduta in contrasto con la Costituzione, gli atti di cessione e gli atti che ne conseguono (leggi, trattati, decreti, titoli di debito pubblico, pagamenti ecc.) sono tutti nulli ed invalidi, ab origine, perché contrari alla Costituzione ed eversivi dell’ordinamento democratico costituzionale.
L’Art. 3 della Costituzione Italiana, al secondo comma, riporta testuale:
“É compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Credo che i fatti e le loro conseguenze riportati in precedenza siano in aperto contrasto con questo articolo. E, dal momento che “E’ compito della Repubblica”, mi rivolgo al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Oristano affinché inviti chi ne ha il potere a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale.”
Art. 11 della Costituzione Italiana:
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizione di parità con gli altri stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” 
Ora, con le parole di Savino Frigiola (dal suo “Alta Finanza e Miseria – L’usurocrazia mondiale sulla pelle dei popoli”),  la limitazione della sovranità nazionale come quella monetaria, subita dal nostro Paese, serve unicamente a trasferire ricchezza, faticosamente prodotta dall’intera popolazione, ad una consorteria di banchieri privati, a danno e con grave discapito delle posizioni sociali e produttive nazionali. La Banca Centrale Europea non ha il fine di assicurare né la pace né la giustizia tra le Nazioni; quindi il presente Articolo non consente la cessione di sovranità monetaria alla B.C.E. 
Vengo a depositare questo esposto confidando che la buona novella e l’amore per il prossimo riescano, prima o poi, a penetrare all’interno di una qualsiasi delle tante Procure sparse su tutto il territorio nazionale, sensibilizzando un qualche magistrato che, contagiato dalla crescente consapevolezza che va rapidamente diffondendosi tra la gente comune, smetta finalmente di volgere lo sguardo da un’altra parte per evitare di vedere l’ingiustizia e l’illegalità diffuse, decida di impugnare la Costituzione e, forte di un ordinamento giuridico che mai il neoliberismo imperante riuscirà a stravolgere completamente, prenda l’iniziativa di non  archiviare ancora una volta l’anelito di giustizia di tutto un popolo, soffocandone le speranze.
I tempi sono ormai maturi. La sofferenza, ingiustificata, inflitta alla popolazione italiana, ha raggiunto livelli umanamente insopportabili per chi ha la fortuna di essere ancora sufficientemente sensibile da percepirla.
Non ci possono essere pace e serenità all’interno della comunità umana in assenza di giustizia sociale.
Non temo la cattiveria dei malvagi, quanto l’indifferenza dei giusti, ha detto qualcuno.

Cordialmente,
paolo maleddu
“Ed è bene, invece, che il popolo sappia finalmente che lo Stato ha da tempo rinunciato alla propria sovranità monetaria in favore di un ente privato, qual è la Banca d’Italia; ha rinunciato, cioè, ad emettere moneta propria, con la conseguenza che, per il perseguimento dei propri fini istituzionali, è costretto a chiedere in prestito oneroso  le necessarie risorse finanziarie, indebitandosi nei confronti dell’Istituto di emissione. Ed è bene che sappia anche che questo inutile indebitamento si trasferisce necessariamente ai cittadini mediante la pressione fiscale. Pertanto, il popolo si ritrova debitore di quella moneta di cui, invece, dovrebbe essere proprietario, anche perché essa acquista valore solo perché i cittadini l’accettano come strumento di scambio, e quindi solo a causa ed in conseguenza della sua circolazione.”
Bruno Tarquini*
La banca la moneta e l’usura – La Costituzione tradita
* Pretore a Roma, giudice e presidente presso il Tribunale di Teramo; presidente della sezione penale e della Corte d’Assise dell’Aquila; nel 1994, Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello.
24.09.2018
Link al pdf dell’esposto:  Esposto.pdf

sabato 13 gennaio 2018

Cittadini trasparenti, tassi di interesse negativi e altre folli idee degli “esperti” in economia

Da Gefira.org, una riflessione sull’apparente follia delle teorie economiche attualmente più all’avanguardia, e sul modus operandi delle istituzioni e degli esperti economici i quali, dimostrando evidente scollamento dalla realtà e totale mancanza di empatia, insistono nel difendere e imporre misure insensate, nonostante gli esiti si dimostrino ampiamente disastrosi. In quest’ottica, finiscono con il somigliare sempre più a scienziati pazzi rinchiusi in torri d’avorio, ossessionati dai loro esperimenti al punto di volerli portare a termine anche a costo della morte del paziente.


Gefira.org, 15 dicembre 2017

In un paper pubblicato lo scorso marzo, Alexei Kireyev del Fondo monetario internazionale consiglia di abolire il denaro contante  senza informare i cittadini. Inizialmente bisognerebbe ritirare dalla circolazione le banconote di grosso taglio, quindi devono essere imposti i limiti sulle transazioni in contanti, poi il sistema finanziario mondiale deve essere informatizzato e messe sotto controllo le transazioni internazionali in contanti  e, infine, le imprese private devono essere incoraggiate ad evitare operazioni in contanti .

Kireyev si basa sulle idee dell’ex capo del FMI Kenneth Rogoff. Nel suo libro del 2016 “The Curse of Money“, raccomanda l’abolizione del contante, perché, a suo parere, ciò contribuirebbe alla lotta contro la criminalità, l’evasione fiscale e la riduzione del settore sommerso. La BCE lo ha subito sostenuto e ha promesso di non stampare la banconota da 500 euro dopo il 2018. Il governo dell’India ha fatto la stessa cosa: nel novembre 2016 ha inaspettatamente messo fuori corso, da un giorno all’altro, tutte le banconote da 500 e 1000 rupie  – un bel colpo contro l’economia in nero e la corruzione ! Il giorno seguente, sulle strade dell’India regnava il caos – folle di persone davanti a banche, sportelli bancomat vuoti – tutti volevano ritirare i propri soldi, scambiare le vecchie rupie con quelle nuove e valide, e ci sono state anche delle vittime.

Gli altri governi hanno subito seguito con entusiasmo le idee dei grandi guru dell’economia, senza curarsi di ciò che stava accadendo nelle strade indiane: l’Australia vuole ritirare dalla circolazione le sue banconote da 100, e il Venezuela ha già abolito la banconota da 100 bolivar. Francia, Italia, Spagna e Grecia hanno già dei limiti massimi per i prelievi di contante e in Germania è attualmente in discussione un tetto di EUR 5000. In alcuni paesi, l’abolizione del contante sta diventando un mezzo di lotta politica. In Polonia, il primo ministro Mateusz Morawiecki ha introdotto i pagamenti cashless al servizio  postale pubblico. Presto sarà anche possibile pagare le multe direttamente alla pattuglia della polizia. Probabilmente, non tutti i politici polacchi vanno pazzi per l’idea che i funzionari non entrino in contatto con denaro contante – ad esempio il capo della Banca nazionale polacca Adam Glapiński, che ha contemporaneamente introdotto la nuova banconota da 500 zloty.

L’abolizione del contante è solo un passo sulla strada verso una follia ancora peggiore: Kenneth Rogoff ha altre insane idee da vendere. La più assurda: ha raccomandato ai politici europei gli interessi negativi, sulla base del fatto che si renderanno comunque necessari quando verrà la prossima crisi. Ricordiamo al lettore che il tasso di interesse negativo trova il suo limite nel contante. Se l’interesse diventa troppo negativo, i risparmiatori si rifugeranno nel contante.

Quali conseguenze avrebbe la sua idea se fosse implementata? Cosa accadrebbe se fossero introdotti tassi di interesse negativi? I risparmi dai conti correnti confluirebbero verso beni tangibili, specialmente gioielli, lingotti d’oro e altri metalli preziosi. I loro prezzi salirebbero a livelli senza precedenti, così come l’inflazione guidata dalla speculazione. A ciò si aggiungerebbe l’aumento dei prezzi degli immobili, in quanto le persone preferiscono investire nelle case piuttosto che in inutili carte di credito. Il baratto e il mercato nero prospererebbero come in tempo di guerra: si otterrebbe l’opposto di ciò che si desidera. E i criminali e i politici corrotti troverebbero certamente un altro mezzo di scambio per condurre i loro affari – è noto che i commercianti di armi e i gruppi terroristici pagano con diamanti. L’abolizione del contante e l’introduzione del tasso di interesse negativo colpirebbero solo i cittadini ordinari, rendendoli in qualsiasi momento completamente trasparenti di fronte alle autorità  – dopotutto, è più facile controllare e influenzare persone assolutamente trasparenti, la cui intera vita può essere tracciata da un estratto conto.

I famosi economisti, banchieri e uomini di governo dimenticano che il contante non può essere abolito, solo la moneta stampata dalle banche centrali può essere abolita. Fanno i conti nelle loro torri d’avorio senza considerare l’oste, i cittadini ordinari. I cittadini si indigneranno e scenderanno in piazza, come hanno fatto dopo l’abolizione delle banconote in India. Alla fine troveranno delle valute alternative per condurre i loro affari, liberi dall’interferenza del governo. Ma ai guru economici non interessa – l’esperimento sulla popolazione è l’unica cosa che conta per loro, anche a costo di mietere vittime.

Fonte: qui

lunedì 19 dicembre 2016

Venezuela: perche' vengono tolte dalla circolazione le banconote da 100 bolivares? Venezuela: perche' vengono tolte dalla circolazione le banconote da 100 bolivares?

Venezuela: perche' vengono tolte dalla circolazione le banconote da 100 bolivares?



Il presidente Nicolás Maduro ha ordinato che nelle prossime 72 ore, successive alla pubblicazione del decreto straordinario, escano dalla circolazione e perdano validità nel paese i biglietti da 100 bolívares. Queste banconote saranno dichiarate fuori corso.

La misura è stata annunciata nella mattina di domenica dallo Stato di Miranda. «Nell’esercizio delle mie facoltà costituzionali e attraverso il Decreto di Emergenza Economica, ho deciso di togliere dalla circolazione le banconote da 100 bolívares entro le prossime 72 ore, scadenza entro la quale per persone potranno versare i biglietti in loro possesso presso la banca pubblica», ha annunciato il presidente. 

«Ho dato ordine ai ministri Padrino López e Néstor Reverol di chiudere ogni possibilità terrestre, aerea e marittima di far tornare queste banconote, che restino in Colombia con le loro truffe. Truffatori e mafiosi», ha precisato Maduro. 

Ha indicato che dopo le 72 «vi sarà un periodo di 10 giorni dove presso gli sportelli della Banca Centrale del Venezuela (BCV), con il Sebin lì, si potrà cambiare tutte le banconote che si vuole». Vale a dire che la popolazione che possiede queste banconote potrà depositarle o cambiarle presso la banca pubblica (…) o uffici autorizzati dalla BCV in un arco di 10 giorni. 

Contesto della misura

Non vi è nessuna improvvisazione. Da qualche settimana si era percepito che le banche, specialmente quelle pubbliche, stavano raccogliendo banconote da 100 bolívares. La spiegazione che girava sosteneva che questo era dovuto esclusivamente alla nuova denominazione del cono m monetario. Questa spiegazione sembrava insufficiente e le ragioni sono state svelate. Discretamente il governo venezuelano a provveduto a far rientrare questa banconota non solo per l’adeguamento del cono monetario, ma lo ha fatto anche per applicare questa misura. Che non è stravagante o improvvisata.

Fattore sorpresa. Questa notizia ha sorpreso tutto il paese, ma inarticolate ha sorpreso i cambiavalute in Colombia e le mafie che incameravano i biglietti da 100 bolívares. Bisogna valutare se le mafie e i suoi tentacoli in Venezuela abbiano cospirato contro il governo essendo a conoscenza della possibilità dell’applicazione di questa misura, circostanza che spiegherebbe il sabotaggio di Credicard come misura di intimidazione. Cioè, nel momento in cui era evidente che lo Stato ordinava in maniera discreta una raccolta inusuale di banconote, che ha generato una vulnerabilità nelle transazioni in valuta di carta, Credicard sabota le transazioni elettroniche. (…).

Caratteristiche del golpe, conseguenze e risultati attesi 

Colpire il prelievo di banconote. I biglietti da 100 bolívares sono stati estratti in maniera massiccia dall’economia venezuelana per varie ragioni: per causare una svalutazione indotta e articolata, destabilizzando l’economia, in particolare nelle ultime settimane (mediante Dólar Today); perché il biglietto da 100 è richiesto dai cambiavalute alla frontiera. La raccolta delle banconote da 100 ha progressivamente generato fenomeni para-economici al confine come il cosiddetto ‘Cambiazo’, pratica dove le banconote da 100 venivano pagate 110, 120 o 130 bolívares in altre denominazioni o transazioni elettroniche. 

Colpire le mafie internazionali della contraffazione. Le banconote sono state prelevate (…) anche dalla Colombia, perché questo tipo di carta è conforme per la falsificazione di monete come il dollaro. Queste mafie internazionali sono strettamente legate ai cambiavalute della Colombia. Le banconote venezuelane da
100 bolívares erano particolarmente ambite per la falsificazione, che beneficia direttamente i cambiavalute colombiani, che effettuano lavaggio e riciclaggio di capitali illeciti provenienti dal narcotraffico. 

Contenere il flusso destabilizzante delle banconote. Il prelievo di banconote è stato un’altra variante dell’assedio economico al Venezuela, indebolendo il flusso interno. Le mafie sottraendo queste banconote da 100 bolívares durante gli ultimi anni, hanno obbligato lo Stato venezuelano a stampare più carta moneta. Questa misura in aggiunta all’entrata in vigore di nuovi biglietti nel cono monetario venezuelano faranno deragliare queste asimmetrie nel flusso di carta moneta. 

Blindare il circolante interno. Lo Stato venezuelano prevede che un’eventuale, ma per adesso indeterminata riapertura totale della frontiera con la Colombia, genererà flussi ‘bachaqueros’ e sproporzionato rientro di carta moneta venezuelana, per questo la misura annunciata previene questa valanga. Il provvedimento è volto anche a indebolire la capacità di pagamento in bolívares dei cambiavalute, questione centrale nelle loro operazioni para-economiche. 

Generare perdite e soffocare le mafie. In questo momento ci sono tonnellate di banconote da 100 bolívares in Colombia. Se non ritorneranno immediatamente nel paese per essere consegnate o depositate in banca, saranno perse. Per questo il governo ha ordinato di prendere provvedimenti alla frontiera per evitare il ritorno di queste banconote. (…) La cifra stimata in bolívares presente in Colombia in biglietti da 100, è di 300 miliardi, l’equivalente alla riscossione dell’imposta sul reddito dell’anno 2016. I cambiavalute colombiani subiranno perdite milionarie (…). 

Disagi interni. Certamente la misura potrà causare disagi a chi possiede biglietti da 100 nel nostro territorio. Le 72 ore decorreranno dalla pubblicazione del Decreto. Commercianti, lavoratori dei trasporti, commercianti informali e persone che tengono il denaro in casa soffriranno dei disagi, che saranno in buona misura compensati nel medio periodo dalla protezione del bolívar, che è questione di stabilità economica nazionale. Le persone che posseggono queste banconote dovranno depositarle, o cambiarle, secondo quanto annunciato. La misura non implica una perdita di denaro. 

Effetto immediato. Nel corso della settimana scorsa nel Tachira era comune pagare fino a 140 bolívares per ogni biglietto da 100. Poche ore dopo l’annuncio, a Cucuta stanno offrendo biglietti da 100 a 70 bolívares. Al fine di liberarsi di queste banconote, per farle rientrare in territorio venezuelano. La misura implica un crollo parziale e congiunturale del prezzo del dollaro parallelo a Cucuta. 

Sulla congiuntura economica e le misure eccezionali

A Maduro non pesa la mano di ferro. Questa azione di protezione delle moneta nazionale è una giocata da maestro dell’esecutivo venezuelano, altamente dolorosa per le mafie che giocano sul deprezzamento del bolívar. Una misura eccezionale adottata in circostanze eccezionali. Si tratta anche di una risposta da parte del governo venezuelano alla guerra contro la nostra moneta condotta da diverse parti. 

Messaggio al governo colombiano. L'annuncio e il conseguente danno ai cambiavalute colombiani è un segnale al governo colombiano che continua a tollerare e proteggere i fattori criminali che attaccano la moneta venezuelana. Il presidente Nicolás Maduro ha dichiarato che il governo colombiano non ha abrogato il ‘Decreto 8’ che consente il libero arbitrio monetario alla frontiera, questa misura è un segnale forte dal nostro territorio nella lotta contro questi flagelli economici. 

(Traduzione dallo spagnolo per l’AntiDiplomatico di Fabrizio Verde)      
Fonte: http://misionverdad.com

Fonte: qui

domenica 20 novembre 2016

Con il ritiro delle banconote, l’India in ginocchio rischia la rivolta

L’opposizione ha lanciato al governo un ultimatum di tre giorni per risolvere la situazione. In tutto il Paese ci sono già stati 50 morti.

Non ci sono soldi per i matrimoni, mentre un magnate del Bjp ha speso 69 milioni di euro per far sposare la figlia. La Banca centrale ha annullato i debiti di 63 grandi imprenditori amici del premier, pari a oltre 690 miliardi di euro.
 Cambio giornaliero da 4500 a 2000 rupie.
Mentre le condizioni dei poveri sono sempre più drammatiche, in tutto il Paese si è sollevata una profonda ondata di sdegno per il “matrimonio della figlia di un magnate ed ex membro del Bjp (Bharatiya Janata Party, il partito al governo), costato 5 miliardi di rupie (circa 69 milioni di euro). Qui la gente comune non ha i soldi per mangiare e i matrimoni sono sospesi, mentre il politico si è potuto permette di spendere quella cifra enorme”.
Tutte le opposizioni stanno facendo quadrato contro Modi e “lamentano il fatto che non sono state stampate banconote di tagli più bassi sufficienti a soddisfare la domanda”. Ma l’indignazione più grande, oltre al fatto che si è scoperto che i membri del Bjp già sapevano in precedenza che sarebbe stata attuata la riforma e hanno avuto il tempo per cambiare il proprio denaro, “è che la Reserve Bank of India [la Banca centrale indiana], ha deciso che 63 grandi imprenditori non dovranno più restituire i crediti avuti in prestito dalle banche. I debiti ammontano a 50mila miliardi di rupie (oltre 690 miliardi di euro)(Nota: non siamo riusciti a trovare la conferma a questa notizia.)”.

Come è possibile tutto questo – si domanda – quando i poveri contadini vengono gettati sul lastrico se non restituiscono debiti da 2.500 rupie? È una logica incomprensibile: i grandi debitori continuano a vivere nel lusso e a viaggiare all’estero, al contrario del popolo”.
I contadini sono quelli più svantaggiati, anche perché alle banche di credito cooperativo – molto diffuse a livello rurale – è stato imposto di non cambiare denaro. Il governo teme che la maggior parte del denaro riciclato passi da queste banche, perché i ricchi affiderebbero ai poveri ingenti somme da scambiare al loro posto”.
Modi in passato, conclude, “era un venditore di thè. Ora tutti sostengono che egli stia facendo bere alla popolazione un ‘thè senza zucchero’, cioè un thè amaro. Si è dimenticato degli indiani comuni”.

Per altre info: Lotta alla contraffazione: ritirate le banconote da 500 e 1000 rupie 

Fonte: qui

venerdì 18 novembre 2016

33 morti sinora in India collegate alla demonetizzazione a sorpresa delle vecchie banconote da 500 e 1000 Rupie

Siamo ai morti in India per la mossa a sorpresa del governo Modi nella sua lotta a corruzione e nero.

Quello che e' successo e' che dalla sera alla mattina il governo ha reso illegali, non piu' a corso legale, le banconote di alto valore, che per un paese povero come l'India sono quelle da 500 e 1000 Rupie (per noi solo meno di 7 e 14 euro rispettivamente al cambio attuale). Per farvi un'idea ecco i tagli che erano in circolazione sino a pochi giorni fa nel Subcontinente:



Ma attenzione: non si e' trattato di un ban del cash in quanto tale, come avevo capito anch'io alla prima qualche gg fa, ma solo di una specie di colpo di mano per fregare riserve di cash in nero o frutto di corruzione (cosi' diffusa da parer strutturale fra i dipendenti statali con una qualche posizione di potere). 

Nello stesso momento in cui sono state passate fuori corso legale le vecchie "banconotone" da 500 e 1000 ne sono state introdotte di nuove, per ora i pezzi da 500 e da 2000 (che prima non esisteva!).



Il tutto anche con la scusa che i vecchi tagli da 500 e 1000 erano molto falsificati... le risate: pare che gia' siano in circolazione anche i falsi delle nuove, "supersicure", banconote (almeno questo e' quello che dice, in un articolo molto "caldo", l'autore ripreso dai Tylers QUI):


Fatto sta che, in un paese di un miliardo e 300 milioni di anime, la mossa di Modi ha prodotto effetti quasi cataclismatici... e siamo gia' arrivati a contare anche decine e decine di morti

Come racconta Jayant Bandari, ripreso dai Tylers, la gente puo' cambiare le vecchie banconote da 500 e 1000, ci mancherebbe ... ma solo a 4000 rupie alla volta e seguendo procedure rigidissie: file e file di ore a diversi sportelli, una prima per ritirare i moduli necessari, una seconda per fare fotocopie delle proprie carte di identita' e "autografarle" in diretta davanti ad un funzionario che poi le timbra, ed una terza per cambiare appunto le 4000 rupie max in tagli piu' piccoli / nuove banconote. Banconote nuove e piu' piccole che poi sono rapidamente anche finite. Le file si protraggono quindi da giorni, ai bancomat e alle filiali delle banche e degli uffici postali e molti dei morti citati sono persone schiattate di un colpo al cuore o simili nell'attesa. Altri/e si sono suicidati (!) perche' si sono trovati senza i soldi necessari per fare la spesa (?!). 




Fra l'altro in India i tagli delle banconote rese fuori corso a sorpresa contano per la bellezza dell'88% di tutte le Rupie esistenti (!), meta' degli indiani non ha un conto bancario (!) e un 25% non ha nemmeno, persino, una carta d'identita' (!). 

Sono quindi a decine di milioni i poveri/illetterati/vecchi/senza documenti che sono rimasti schiacciati da una manovra che ha dell'incredibile per la cialtroneria con cui e' stata pensata ed implementata. 



E' vero che pare che molti ricchi che avevano accumuli di banconote da 500 e 1000 sono rimasti "moderatamente" fregati: ora stanno "prestando" le loro banconote fuori corso ai poveri, in modo che vadano loro a pipparsi le file e restare schedati ... 





.. ci perdono, si, ma neanche troppo, alla fine. Forse un 20% a giudicare da questa foto. 

Il paese quindi e' nel marasma totale, roba che forse non si vedeva dai tempi della separazione con Bangladesh e Pakistan (?).

La gente ha smesso di lavorare, vuoi per fare le file, vuoi per darsi a traffici piu' redditizi come quelli appena indicati, vuoi perche' il datore di lavoro non ha ancora banconote nuove o tagli piccoli. I prezzi di molte commodities stanno skizzando, sale, zucchero .... e l'oro pare che sia arrivato ad essere pagato sino a 2800 USD l'oncia (!!! Per la memoria: ora quota poco piu' di 1200 USD/oz di prezzo spot mondiale). E non se ne trova. Come la gente sta ora dando d'assalto ai supermercati (!) anche di metallo giallo non se ne trova molto in giro in vendita.

Interessante anche come l'autore del pezzo ripreso dai Tylers racconta che la classe media che supporta Modi, fra cui molti dipendenti statali, ha, loro si, un conto corrente bancario e quindi in parte si sente vittoriosa e moderna... pero' pare sia anche vero che sono poi loro i corruttori/corrotti e tradizionalmente questi soldi extra stipendio (quello si, tassato all'origine) li mettono in cash ... e oro. Che ci siano anche i piddini indiani fra i piu' "metallari" del subcontinente?



QUI un elenco delle ultime banconote emesse (i bastardelli hanno anche fatto finta di emettere una nuova stampa delle vecchie banconote da 500 non piu; tardi dell'8 novembre!).

QUI un elenco delle morti riportate.

Farebbe ridere se non fosse che e' reale. Un bambino di 2 anni morto perche' il conducente del riscio' non ha accettato banconote da 500 per portarlo al pronto soccorso, un 17enne suicida perche' sua mamma non gli ha dato banconote di piccolo taglio, vecchi morti fulminati in fila, vecchiette morte mentre contavano le banconote di piccolo taglio, cassieri morti per il troppo lavoro, mamme suicide perche' incapaci di fare la spesa e sfamare i proprio figli ... 

Fonte: qui