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venerdì 1 febbraio 2019
domenica 8 ottobre 2017
LA PREVISIONE NERA DEL CAPO DELLA CIA SULLE PROSSIME PROVOCAZIONI DI KIM JONG UN: “10 OTTOBRE, I GIORNI DELL’APOCALISSE NUCLEARE”
Da settimane, il 10 ottobre viene segnalato come un giorno decisivo e spaventoso: in Corea del Nord sarà l’anniversario della fondazione del Partito dei lavoratori. Il timore è che Kim Jong-un possa ordinare un nuovo test missilistico: secondo il ministro della Difesa giapponese Itsunori Onodera, le possibilità di una nuova provocazione bellica sono elevatissime.
Tra l’altro, nello stesso giorno, in Giappone partirà la campagna elettorale: quale migliore occasione, per Pyongyang, per provocare nuovamente il mondo? I timori di Tokyo, per inciso, sono stati confermati in toto anche dalla Cia, nella persona di Yong Suk Lee, l’uomo a capo della Korea Mission Center. Lee aggiunge che, oltre al 10 ottobre, anche il Columbus Day è un giorno da considerare a rischio.
Ma non è solo questione di date. Anche di strategie. E su come affrontare, e definire, Kim Jong-un, mister Yong Suk Lee mostra di avere idee differenti rispetto a Donald Trump, che continua a bollare il dittatore come “un pazzo”. “Tendiamo a sottovalutare il loro conservatorismo – afferma l’esponente della Cia in un incontro alla George Washington University -.
Come gli altri vuole governare per tanto tempo: morire nel suo letto”. Il punto, aggiunge, è che “la Corea del Nord è un organismo politico che prospera in questo tipo di confronto”. Insomma, “alzarsi una mattina e lanciare una bomba nucleare su Los Angeles – conclude Lee – non è nel suo interesse”.
Il piano di sterminio
Nero su bianco: in caso di attacco nucleare da parte della Corea del Nord di Kim Jong-un a Seul e a Tokyo, il numero di morti potrebbero aggirarsi intorno ai 2,1 milioni di persone, mentre i feriti potrebbero toccare i 7,7 milioni. È quanto sostiene un report di Web 38 North, che mette nero su bianco quanto potrebbe essere catastrofico un conflitto.
Le stime sono state elaborate da Michael J. Zagurek Jr, un consulente specializzato in banche dati e modellazione computerizzata. Le stime sono state effettuate considerando lo stato attuale della tecnologia delle armi e delle capacità atomiche in Corea del Nord. Nel dettaglio, le previsioni derivano dall’ipotesi che Pyongyang abbia un arsenale di base di 20-25 testate nucleari e la capacità di lanciare bombe con missili balistici.
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mercoledì 25 gennaio 2017
I MILIARDARI DELLA SILICON VALLEY SI PREPARANO ALL’APOCALISSE!!!
I RE DELLA TECNOLOGIA COSTRUISCONO BUNKER E RIFUGI PER QUANDO IL ‘POPOLO’ GLI SI RIVOLTERÀ CONTRO PER AVER DISTRUTTO TROPPI POSTI DI LAVORO
REID HOFFMAN (LINKEDIN) SI È FATTO L’OPERAZIONE LASER AGLI OCCHI PERCHÉ TEME CHE IN QUESTO FUTURO TROVARE LENTI E OCCHIALI SARÀ DIFFICILE, E LA VISIONE PERFETTA SARÀ NECESSARIA PER SALVARSI…
April Glaser per “Recode”
Uno dei passatempi più strani dell’élite della Silicon Valley ha a che fare con l’ossessionea prepararsi per la fine del mondo. Chi aderisce viene chiamato generalmente ‘prepper’, ed è proprio questo gruppo al centro di un lungo articolo del ‘New Yorker’ intitolato ‘Survival of the Richest’, dove Evan Osnos spiega perché i miliardari del tech sono particolarmente attratti da questa idea.
Secondo Reid Hoffman, co-fondatore di ‘LinkedIn’ e ospite fisso al ‘Burning Man’, il movimento è alimentato dalla paura che l’intelligenza artificiale un giorno sostituisca così tanti lavori da portare gli uomini a ribellarsi contro la tecnologia. Lui ci crede, si è fatto un’operazione laser agli occhi perché, nel futuro che teme, trovare lenti e occhiali sarà complicato. La visione perfetta sarà necessaria.
Steve Huffman (CEO di Reddit), Sam Altman (Y Combinator), Peter Thiel e molti altri sono tutti ‘prepper’. Oltre il 50% dei miliardari della tecnologia hanno un rifugio verso cui scappare. L’istinto di fuggire, nascondersi e sopravvivere, è solo un modo per affrontare il futuro di caos totale, generato dall’estrema disuguaglianza. E la Silicon Valley è il luogo di maggior concentrazione di ricchezza in America, dopo il Connecticut.
Dice Max Levchin, fondatore di ‘PayPal’: «Una delle cose che disprezzo della Silicon Valley è questo ritenersi giganti superiori che muovono i fili e, anche se falliscono meritano di salvarsi».
Questi guru hanno gruppi Facebook privati dove si scambiano consigli su bunker, maschere antigas e luoghi sicuri dagli effetti dei cambiamenti climatici.
Marvin Liao, ex di Yahoo ora a capo di 500 startup, ha scorte di acqua e cibo e, invece delle armi da fuoco, ha scelto arco e frecce, così nessuno può rubarle e usarle contro la sua famiglia. L’apocalisse non contraddice la tecnologia, che anzi implica la capacità di immaginare futuri diversi, utopia e distopia, oscillando fra ottimismo e terrore.
Anche se gli eventi sono remoti, la gente del tech prevede matematicamente i rischi e intanto si organizza. Metà di loro hanno fatto una assicurazione in caso di Apocalisse.
Molti manager della finanza stanno comprando fattorie e terreni in posti che considerano sicuri, tipo la Nuova Zelanda.
Nei pressi di Wichita, Kansas, c’è poi il ‘Survival Condo Project’, ex deposito di missili convertito in complesso di appartamenti lussuosi per gente in attesa dello scontro finale. E’ pattugliato da guardie armate, ideato e gestito da Larry Hall, anche lui mago del computer. Delle 12 unità, ognuna del costo di tre milioni di dollari, non ne è rimasta neppure una invenduta. Gli appartamenti sono superaccessoriati, il condominio ha anche la piscina e una zona ospedaliera, con sala odontoiatrica e chirurgica. E’ tutto pronto per la vita sottoterra.
Fonte: qui
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