9 dicembre forconi: Vincenzo Scotti
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sabato 6 ottobre 2018

RITRATTO DI VINCENZO SCOTTI: “FU RIBATTEZZATO ‘TARZAN’ PER IL SUO CONTINUO AGGANCIARSI A TUTTE LE LIANE CORRENTIZIE DELLA VARIEGATA DC. FU VICE DI DE MITA POI PASSÒ CON GAVA, FORMANDO LA PITTORESCA CORRENTE DEL GOLFO, POI CON COSSIGA - COL NUOVO MILLENNIO, HA PARTECIPATO ALL'ULTIMO GOVERNO BERLUSCONI. E POI I RAPPORTI CON DI MAIO PRESENTATO DALL’EX PRESIDENTE DELLA CORTE DEI CONTI, LUIGI GIAMPAOLINO…”


Giancarlo Perna per “la Verità”

vincenzo scotti gianni lettaVINCENZO SCOTTI GIANNI LETTA
«Io voglio essere la fucina della classe dirigente italiana», ha detto il creatore di Link Campus University, ateneo a ridosso del Vaticano, prediletto dai grillini. Chi è questo emulo del dio Vulcano? Questo fuciniere che, operando sul corpo vivo della Nazione, forgia in duro metallo gli uomini che la guideranno?

Una vecchia conoscenza: Enzo Scotti, 85 anni, in pista dagli anni Sessanta del XX secolo. Fu 7 volte ministro, 7 volte deputato. Intrecciato con più episodi di storia italiana, ha saltellato inquieto tra una corrente e l' altra della Dc, spesso sparito, sempre riapparso. Dimostra la metà dei suoi anni e non sta più nella pelle perché è di nuovo sulla bocca di tutti.

vincenzo scottiVINCENZO SCOTTI
Fingendo di esserne rabbuiato, è lui stesso che alimenta il mito della sua università grillina, sfornatrice degli homines novi giunti al comando dopo la vittoria elettorale del 4 marzo. Ma poiché la stampa maggioritaria è contraria a questi parvenu, sull' Ateneo sono fiorite maldicenze: intrecci di affari, agenti segreti, intelligenze con la Russia di Vladimir Putin. «Ora basta», ha bofonchiato Scotti. «Raccoglierò ogni falsità scritta in questi mesi e la porterò in tribunale». In realtà, è lusingato che gli si attribuisca uno stretto rapporto con il potere grillino. Prima di dire cosa lo lega davvero a Luigi Di Maio, facciamo un passo a ritroso.

DOCENTI EX PARLAMENTARI
Quando negli anni Novanta del secolo scorso la Dc evaporò, Enzo, dopo vani tentativi di riciclarsi, fu tra i primi disoccupati della politica a buttarsi nel volontariato: Ong, enti di istruzione etc. Collegandosi con l'Università di Malta, creò la Link Campus distribuendo cattedre a ex colleghi appiedati come lui.

Costoro, pur di restare a galla, lavoravano gratis e l'Ateneo crebbe con poche spese. Dal 2011, il rapporto con i maltesi si interruppe e la Link Campus divenne un istituto superiore di diritto italiano. Tuttora è infarcita di montecitoriani a spasso, Mario Segni, Franco Frattini, Ortensio Zecchino, altri.
vincenzo scotti luigi di maioVINCENZO SCOTTI LUIGI DI MAIO

Bisogna sapere che Scotti fu molto legato a Francesco Cossiga. Costui, che da radioamatore - con il nome di Canguro stanco - si intrufolava nelle onde riservate alla polizia, era un patito di intelligence, Gladio e intrighi in genere. Ispirato da questa vicinanza, il nostro Enzo ebbe l' intuizione di orientare l' Università su un analogo terreno, scivoloso e avveniristico. Moltiplicò le cattedre di geopolitica, strategia, sicurezza nazionale.

Questo attirò i giovani più diffidenti che, considerando la società dominata dalle forze del male, sono avidi di sapere come smascherarle. Così, quasi per caso, l'università di Scotti intercettò una gioventù antropologicamente grillina. Dalle sue fila sono infatti usciti l'attuale ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e altri di spicco del M5s che cito alla rinfusa: Flavia Marzano, Paola Giannetakis, Nicola Ferrigni, Angelo Tofalo, Emanuela Del Re.
franco frattini vincenzo scottiFRANCO FRATTINI VINCENZO SCOTTI

LA CONSACRAZIONE DI DI MAIO
La vera consacrazione pentastellata di Link Campus fu però la visita in pompa magna di Luigi Di Maio, nel febbraio scorso, qualche settimana prima delle elezioni. È nell'Aula Magna che il leaderino di Pomigliano d'Arco ha presentato ufficialmente il suo programma. Affabile accoglienza del vecchio Scotti alla giovane speranza, fiori e battimani. Il vecchio e il giovane parvero simpatizzare come due che si sono appena conosciuti. Ma non era vero niente, poiché la cosa era stata accuratamente preparata.

Scotti e Di Maio si frequentano infatti da tempo. A presentarli -raccontano -, l'amico comune, Luigi Giampaolino, ex presidente della Corte dei conti (2010-2013). Giampaolino, quasi coetaneo di Scotti di cui è intimo da decenni, è pure lui di Pomigliano e legatissimo ai compaesani Di Maio. Ha visto crescere Luigino e ne ha progressivamente apprezzato la vivace favella. Tanto che un giorno andò da Enzo per parlargli del pupillo, dicendo: «T'aggia a presenta' Luigino. Stu' guaglione parla che n' a bellezza. Prendilo sotto la tua ala».

vincenzo scotti 1VINCENZO SCOTTI 
Fu fissato l'appuntamento ed Enzo, soppesato il giovanotto, gli disse: «Vi do i miei insegnanti. Non voglio nulla in cambio». Il vantaggio fu reciproco. Il movimento, tendenza Di Maio, può dire di avere una propria università. Scotti, di essere il consigliere del principe.

DA DONAT CATTIN A BERLUSCONI
Enzo è un napoletano sui generis. A Napoli è nato, a Napoli è stato sempre eletto. Ma la sua ascendenza è settentrionale e l' accento incollocabile a causa di un birignao cavo buccale. Dopo la laurea a Roma entrò nella Cisl, il sindacato Dc. Si inserì tra i due grandi del settore Lavoro del partito, Giulio Pastore e Carlo Donat Cattin. Ma non li eguagliò, per la smania che lo portava a spostarsi anzitempo. Caratteristica che lo inchiodò alla figura di eterno secondo, spesso terzo.

marianna madia vincenzo scottiMARIANNA MADIA VINCENZO SCOTTI
Lasciata la Cisl, si avvicinò al romano Giulio Andreotti, puntando a sbaragliare i due concorrenti, Franco Evangelisti e Vittorio Sbardella. Provò a forzare la mano dicendo ad Andreotti: «Sarò il tuo portavoce». Ma l' altro replicò: «Mi serve un portasilenzi». Non c' è trippa per gatti, pensò allora Scotti e rientrò a Napoli. Ma appena uscì di scena, emerse al fianco del divo Giulio, il napoletano Paolo Cirino Pomicino, più paziente. Per dire gli incroci.

«IL POTERE RESTA»
Sotto il Vesuvio, era il contraltare del doroteo, Antonio Gava. Si raccoglievano attorno a Scotti i palati fini che detestavano il pancione e i cravattoni gavianei. Il potere, tuttavia, restava nelle mani dell' altro, nonostante Scotti raccogliesse molti voti. Gava diceva: «È molto bravo a fare le zeppole senza farina», metafora simile alle nozze coi fichi secchi. Enzo infatti riscuoteva la stima degli elettori ma era ignorato dagli iscritti. Infatti, erano le tessere e non le urne a decidere le gerarchie interne.

vincenzo scottiVINCENZO SCOTTI
Un giorno, Scotti decise di dare la scalata al partito. In un congresso, in cui Ciriaco De Mita era strafavorito, si candidò contro di lui per la segreteria. L'Irpino lo fece a fette ma l'outsider fu osannato per il coraggio. Con l'immagine acquisita, poteva creare una propria corrente e tampinare De Mita. Ma la sera stessa, annunciò: «L'immagine passa, il potere resta. Ciriaco mi ha offerto di essere suo vice. Ho accettato».

Così, si appiccicò pure a De Mita. Da allora, fu ribattezzato Tarzan per il suo continuo agganciarsi a tutte le liane correntizie della variegata DC. Successivamente, passò con Gava, formando la pittoresca Corrente del Golfo, poi con Cossiga.

DI MAIO SCOTTIDI MAIO SCOTTI
Col nuovo millennio, lasciò la politica. Salvo partecipare all' ultimo governo Berlusconi (2008-2011), come oscuro sottosegretario, lui più volte ministro, al solito motto: «L' immagine passa il potere resta».

PUGNO DI FERRO AL VIMINALE
Dei molti dicasteri che ha occupato, Scotti è ricordato per il biennio da ministro dell' Interno (1990-1992). Allora era sodale di Gava che ebbe un ictus mentre occupava la poltrona del Viminale. Scotti lo sostituì e fece due cose durissime.

DI MAIO SCOTTI1DI MAIO SCOTTI
Con un decreto al limite della costituzionalità, rimise ai ceppi delle coppole che la Cassazione aveva liberato per decorso dei termini. Poi, sfidò l' italico buonismo riportando in Albania armi in pugno i 20.000 profughi sbarcati a Bari con la nave Vlora, partita da Durazzo tra le minacce di facinorosi (1991). Adesso, Scotti è tutt' uno con la Link, che in inglese significa «l' aggancio». Fu la sua specialità quando era Tarzan, gli è rimasta intatta con Di Maio.

Fonte: qui


IL GOVERNO HA GIA' RIFORMATO I CENTRI PER L'IMPIEGO. PARTENDO DA QUELLO DI POMIGLIANO

IL CERCHIO MAGICO DI LUIGINO RACCHIUSO IN 7 CHILOMETRI: 
LA DISTANZA CHE C’È TRA LA CITTÀ DEL VICEPREMIER E VOLLA, IL COMUNE IN CUI È NATO SALVATORE BARCA, AL MISE COME ASSIA MONTANINO. POI CI SONO ESPOSITO E DE FALCO 

AMICI, COLLEGHI DI CORSO, FIDANZATE E TESTIMONI DI NOZZE: ECCO CHI SONO I FEDELISSIMI DEL VICEPREMIER

Pasquale Napolitano per “il Giornale”

luigi di maio 3LUIGI DI MAIO 3
Trentenni e inesperti. Arrivano tutti dall' entroterra napoletano. O meglio da un pezzetto della provincia, nascosto tra i comuni di Pomigliano D' Arco, Acerra, Volla e Casalnuovo. Sono gli uomini più vicini al vicepremier e ministro del Lavoro e Sviluppo Economico Luigi Di Maio.

Dal primo giugno, giorno della nascita ufficiale del governo Conte, stanno occupando le poltrone più importanti dello Stato. Il M5s è nato con l' ambizione di cancellare la casta. Ma giunto nel Palazzo, il capo politico dei Cinque stelle ha semplicemente sostituito la vecchia guardia con la nuova casta grillina. Al posto del giglio magico renziano, c' è ora la pizza magica di Giggino. O il cerchio magico, come gli stessi attivisti definiscono la corte di fedelissimi legata al leader.

LA PIZZA MAGICA DI LUIGI DI MAIOLA PIZZA MAGICA DI LUIGI DI MAIO
Negli slogan, il vicepremier, con orgoglio, rivendica di essere il capo di una comunità aperta. Nei fatti, però, Di Maio è la sintesi perfetta di una gestione chiusa e accentratrice del Potere. Chiusa al punto da sforare di poco i sette chilometri. Sette chilometri è la distanza che c' è tra Pomigliano D' Arco, cittadina dell' hinterland napoletano da cui arriva il ministro del Lavoro, e Volla, il Comune in cui è nato Salvatore Barca, uno degli uomini più influenti nel cerchio magico di Di Maio: il vollese Barca è stato piazzato in un ruolo chiave al ministero dello Sviluppo Economico.

SALVATORE BARCASALVATORE BARCA



Il governo del cambiamento inizia a Pomigliano e termina a Volla: quindici minuti di auto per svelare il bluff della rivoluzione pentastellata. Che altro non è che una versione 4.0 del clientelismo della Prima Repubblica. Lottizzazione spicciola e spoil system artigianale. Amici di infanzia, colleghi di corso dell' Università, fidanzate e testimoni di nozze: una famiglia allargata che Di Maio ha voluto premiare con incarichi di peso (e ben pagati) nelle strutture di vertice dello Stato.

ASSIA MONTANINOASSIA MONTANINO

Tutti condividono la comune radice territoriale. Arrivano tutti dalla stessa area. Da buon meridionale, Di Maio si fida solo dei suoi compaesani. Nessuno potrebbe scavalcarlo. Nessuno lo tradirebbe. E il merito? Il sogno grillino? Possono attendere. C' è una causa più nobile per cui combattere: la propria terra. Tra ministeri, partecipate e segreterie: Di Maio non dimentica quasi nessuno.

Anche perché c' è posto per tutti. I primi a fare i bagagli e seguire il Capo nei palazzi del Potere sono stati Salvatore Barca e Assia Montanino. Una coppia sia al ministero che nella vita privata. Barca, originario di Volla, è stato scelto dal vicepremier al vertice della segreteria al ministero dello Sviluppo economico. Stipendio niente male: 65 mila euro l' anno. Ha origini pomiglianese, anche se poi si è trasferita con la famiglia a Casalnuovo, Assia Montanino: dell' incarico come segretaria particolare al Mise Il Giornale se n' è occupato nel mese di luglio.
luigi di maio dario de falco 1LUIGI DI MAIO DARIO DE FALCO


Stipendio che sfiora i 70 mila euro l' anno e zero esperienze nella pubblica amministrazione. La conoscenza diretta con Di Maio e le comuni radici pomiglianesi sono stati i due biglietti da visita per passare all' incasso. Da Pomigliano, arriva anche il 34enne Dario De Falco: una persona che Di Maio considera un fratello. Amico d' infanzia e già tesoriere della campagna elettorale del M5s, De Falco è stato premiato con un incarico di 100 mila euro a Palazzo Chigi. Sarà il capo della segreteria del vicepremier.
ENRICO ESPOSITOENRICO ESPOSITO





Acerra dista 6 chilometri da Pomigliano: è il centro dove Di Maio ha pescato il vicecapo dell' ufficio legislativo del Mise, Enrico Esposito. C' è da evidenziare, però, un altro legame: Enrico Esposito è stato anche collega di corso del Di Maio studente alla facoltà di Giurisprudenza della Federico II di Napoli. Guadagnerà 65 mila euro per un incarico annuale.

Poi si vedrà. L' effetto Pomigliano contagia anche il ministro per i Beni Culturali Alberto Bonisoli, che per il nuovo Cda dell' ente Ville Vesuviane ha scelto Rosa Vitanza: un architetto di Pomigliano D' Arco, testimone di nozze di Valeria Ciarambino, ex capogruppo dei Cinque stelle in Regione Campania, e fidanzata dell' ex assistente di Di Maio. C' è chi vede del marcio. Chi si lamenta sui social. Ma per Di Maio è semplicemente amor patrio.

Fonte: qui

mercoledì 28 marzo 2018

L’UNIVERSITA’ DI ENZO SCOTTI SFORNA LAUREE PER POLIZIOTTI DEL SIULP E I SOLDI DELLE RETTE FINISCONO A SAN MARINO.

I RAPPORTI CON I SERVIZI SEGRETI ED IL RUOLO DEL FRATELLO DI DE GENNARO 

LA “LINK” E’ L’ATENEO PREFERITO DEI CINQUE STELLE: DI MAIO HA “PESCATO” DA QUI 2 MINISTRI IN PECTORE
Luca Fazzo per il Giornale

DI MAIO SCOTTIDI MAIO SCOTTI
Altro che vecchia Dc: con buona pace del fondatore Vincenzo Scotti, ottuagenario leader scudocrociato, la storia della Link, l' università divenuta la scuola quadri del Movimento 5 Stelle è - come documentano carte di cui il Giornale è in possesso - calata appieno nei traffici della sinistra nel comparto sicurezza: ed è marchiata da rapporti oscuri con il braccio operativo del Pd all' interno della Polizia di stato, il sindacato «progressista» Siulp.

BELLONI IN PRIMA FILA DA DI MAIOBELLONI IN PRIMA FILA DA DI MAIO
Dietro agli accordi ufficiali tra Link e Siulp passano scambi di favori, lauree facili, assunzioni di parenti e persino movimenti inspiegabili di soldi, che approdano alla fine su un conto a San Marino intestato a una società fiduciaria. A San Marino il segreto bancario è una cosa seria, ma chi ha visto i nomi dei reali beneficiari del conto garantisce che, se venissero resi noti, scoppierebbe un guaio.

PAOLA GIANNETAKIS DI MAIOPAOLA GIANNETAKIS DI MAIO
Che il rapporto con gli apparati dello Stato sia il fiore all' occhiello della Link, lo si capisce guardando gli incarichi ministeriali che il M5s indica per due delle laureate all' ateneo romano: l' Interno per Paola Giannetakis e la Difesa per Elisabetta Trenta; e d' altronde ex allievo della Link è anche Nicola Ferrigni, assessore in pectore alla Sicurezza se la grillina Roberta Lombardi avesse vinto le regionali del Lazio.

elisabetta trentaELISABETTA TRENTA
La Link si presenta insomma come fucina di specialisti della sicurezza, come canale di collegamento tra la politica e il mondo complesso della polizia e dell' intelligence. Può farlo grazie a presenze prestigiose tra i suoi docenti, come quello del generale della Gdf Andrea De Gennaro, fratello dell' ex capo della polizia e dei servizi segreti. Ma anche, più prosaicamente, grazie al rapporto di ferro con il Siulp, il sindacato maggioritario della polizia.

E qua arriva il bello. Siulp e Link hanno stretto un accordo per fornire corsi di laurea triennale in Scienze politiche ai poliziotti cui il titolo accademico serve per accedere ai concorsi per diventare dirigenti: centinaia di agenti e di ispettori che sognano il salto di qualità, e che per questo sono pronti ad affrontare robusti sacrifici. Il corso costa 4.100 euro, e si tiene interamente online. Per accedere direttamente al secondo anno, i poliziotti devono frequentare «un semestre svolto parallelamente al periodo accademico» con un «Corso di perfezionamento» su tematiche varie, dal crimine organizzato ai diritti umani all' ambiente: di tutto un po', insomma. Ma questo va pagato a parte.
ANDREA DE GENNAROANDREA DE GENNARO

Inizialmente, i soldi finivano alla Fondazione «Sicurezza e libertà», diretta emanazione del Siulp, che però non risulta avere mai retribuito alcun docente, e quindi non si capisce che corsi abbia mai potuto tenere. La situazione si fa ancora più oscura quando ai poliziotti iscritti al corso della Link viene comunicato che i soldi vanno versati su un conto corrente della Repubblica di San Marino, di cui viene fornito l' Iban. Il conto risulta acceso alla Banca Agricola Commerciale, nella Repubblica del Titano, e intestato a una fiduciaria del posto. Chi c' è dietro?

incontro siulp con PisanielloINCONTRO SIULP CON PISANIELLO
Una parte delle rette dei poliziotti ritorna in qualche modo al sindacato? A rendere legittima la domanda c' è un appunto firmato da Pasquale Russo, direttore generale della Link, che nel «budget preventivo» indica la cifra «20mila Siulp».

I buoni rapporti tra la Link e il sindacato dei poliziotti sono attestati, tra l' altro, dal fatto che il figlio del segretario amministrativo del Siulp, Sandro Pisaniello, è stato assunto all' università. Si chiama Andrea Pisaniello, i sindacalisti del Siulp lo presentano come «professore», ed è lui a tenere le sessioni d' esame. Per legge, come è ovvio, gli esami andrebbero sostenuti nella sede accademica, alla presenza della commissione. Invece la Link li tiene dove capita (a Firenze persino al mercato comunale) e alla presenza del solo «professor» Pisaniello. Nelle chat interne al sindacato gli allievi vengono preallertati delle domande che verranno loro poste (qualcuno si spinge a chiedere anche le risposte, e viene pubblicamente rimbrottato).

FELICE ROMANOFELICE ROMANO
Con questi corsi Link si laureano anche dirigenti del Siulp: come il segretario nazionale Felice Romano e quello laziale Saturno Carbone, entrambi con 110 e lode. Il fratello di Romano, Domenico, in forza ai servizi segreti, deve accontentarsi di 104. Le domande non sono terribili (in una si chiede se la Guerra Fredda fu la campagna di Russia!), e una certa allegria del sistema è confermata dal fatto che la prova autografa di Felice Romano sia attualmente in mano al Giornale anziché alla commissione esaminatrice (che non c' era). Questa è la scuola quadri dei grillini, e dei futuri dirigenti di polizia.

Fonte: qui

L’UNIVERSITA’ LINK DI ENZO SCOTTI NON E’ SOLO LA PREFERITA DAI CINQUE STELLE MA ANCHE DAL SIULP, UN SINDACATO DELLA POLIZIA: SU 2500 ISCRITTI ALL’ATENEO, 400 SONO AGENTI 
GLI ISCRITTI VERSANO SOLDI SU UN CONTO A SAN MARINO, E CON LA LAUREA RIESCONO A FARE IL CONCORSO PER COMMISSARIO


Luca Fazzo per il Giornale

DI MAIO LINK UNIVERSITADI MAIO LINK UNIVERSITA
Hero, come «eroe»: è dietro questa sigla che si nascondono i titolari del conto a San Marino dove in questi mesi sono affluite decine di migliaia di euro da parte di poliziotti di tutta Italia, iscritti ai corsi di laurea della Link, l' università fondata dal dc Vincenzo Scotti e divenuta ora la fucina degli «esperti» del Movimento 5 Stelle.

Grazie alla convenzione con il Siulp, il più grosso sindacato della polizia, quattrocento poliziotti possono laurearsi in Scienze politiche e accedere al concorso per commissario. Ma sulle modalità di quei corsi e sui beneficiari dei versamenti ora è bufera, dopo l' articolo di ieri del Giornale che documentava le troppe anomalie della vicenda.

incontro siulp con PisanielloINCONTRO SIULP CON PISANIELLO
I primi a prendere la parola sono i vertici della Polizia, che con una lettera al Giornale fanno sapere che «le uniche convenzioni attualmente vigenti tra Polizia di Stato e mondo universitario, sono quelle con l' Università degli studi di Roma La Sapienza e l' Università degli studi di Napoli Federico II». Niente a che fare con la Link, dunque. Ed è proprio così: a fare l' accordo con l' università sono i vertici del Siulp, cioè il segretario nazionale Felice Romano e il segretario amministrativo Sandro Pisaniello: il cui figlio è stato assunto proprio alla Link e fa da tutor ai poliziotti.

Per avere la certezza che la laurea alla Link si conquisti senza troppa fatica basta leggere la chat che intrattengono con alcuni iscritti Marino Spagna e Alessandro Benucci, esponenti del Siulp di Firenze. Il 28 settembre 2017 è Spagna a comunicare agli agenti i temi che «devono studiare attentamente» in vista dell' esame di analisi strategica: «geopolitica aerospaziale, geopolitica delle religioni, geopolitica cinese». Il 17 novembre alle 12.05 Benucci preannuncia in modo ancor più dettagliato gli argomenti per l' esame di organizzazioni internazionali.
FELICE ROMANOFELICE ROMANO

Certe perplessità sui corsi di laurea della Link non sono nuove: una sentenza del tribunale di Roma del 2013 ricostruisce come grazie alla convenzione con il ministero dell' Agricoltura, stesa dal direttore di settore Giuseppe Ambrosio, riuscirono a laurearsi alla Link e subito dopo a vincere un concorso interno al ministero la moglie dello stesso Ambrosio, Stefania Ricciardi, e la sua segretaria personale. «L' effettiva partecipazione ai corsi da parte delle stesse desta non poche perplessità, in quanto i riferiti tempi e modalità di svolgimento degli esami contrastano con ciò che invece emerge dai relativi statini», scrissero i giudici.

GIUSEPPE AMBROSIOGIUSEPPE AMBROSIO
Ora lo schema - convenzione con la Link, e esami benevoli - sembra ripetersi nel caso che investe il Siulp. Ma qui oltre all' ombra di un trattamento di favore agli aspiranti dottori si aggiungono gli interrogativi sui quattrini che girano, e che approdano sul conto della Hero a San Marino. Di chi è il conto? Non della Link, che ieri sulla sua pagina Facebook scrive testualmente che l'«università non ha o ha avuto conti a San Marino».

Il corso di perfezionamento che è la giustificazione formale dei soldi inviati da ogni iscritto alla Hero è stato «erogato dalla fondazione Sicurezza e Libertà», emanazione dei vertici dello stesso Siulp (il primo socio è il segretario nazionale Felice Romano). E già qui ci sarebbe da discutere.
firenze due fidanzati si salutano baciandosi davanti a due poliziottiFIRENZE DUE FIDANZATI SI SALUTANO BACIANDOSI DAVANTI A DUE POLIZIOTTI

A rendere tutto ancora più oscuro è che dei «corsi di perfezionamento» pagati dai poliziotti non c' è traccia. Eppure la Link li tiene per buoni, e consente ai poliziotti che li frequentano di accedere direttamente al secondo anno del corso di laurea in Scienze politiche, rinunciando alle rette corrispondenti. Di fatto, lo schema è semplice: il Siulp rimpolpa i ranghi della Link (secondo la stessa università, ben 400 dei suoi 2.500 iscritti sono poliziotti), che però incassa solo le rette del secondo e terzo anno. Il resto finisce a San Marino.

MONTE TITANO - SAN MARINOMONTE TITANO - SAN MARINO
A dare l' indicazione del nuovo conto nella chat dei poliziotti è, alle 12.49 del 27 febbraio scorso, Marino Spagna. Parla esplicitamente dei «600 euro corso Human Sicurity per abbonare il 1° anno accademico» e dice «volevo comunicarvi iban che mi ha inviato ieri sera Sandro Pisaniello presidente della fondazione per università Link Campus». Sandro Pisaniello è dunque sia segretario amministrativo del Siulp che presidente della fondazione Link, ma il conto non è nè delLa Link nè del Siulp, che ieri fa sapere di non avere conti a San Marino.

Allora di chi è l' Iban SMZ030340980000060167336?

Fonte: qui

mercoledì 14 marzo 2018

I SEGRETI DELL’UNIVERSITA’ A CINQUE STELLE

COS’HANNO IN COMUNE TRE MINISTRI, UN ASSESSORE ED UN DEPUTATO? VENGONO TUTTI DALLA “LINK CAMPUS” DI ENZO SCOTTI, UN ATENEO FINANZIATO DAI SERVIZI SEGRETI 

IL RUOLO DELLA MASSONERIA 

IL TITOLARE SI RAMMARICA: “DI MAIO NON MI HA CHIAMATO DOPO LE ELEZIONI” (EPPURE LO AVEVA INVITATO IN POMPA MAGNA)

Giuseppe Marino per “Il Giornale

DI MAIO SCOTTIDI MAIO SCOTTI
Uno splendido complesso del '500 a un passo dal Vaticano e ai bordi di un quartiere talmente costellato di proprietà della Chiesa da essere giocosamente chiamato dai romani «Gran Pretagna». L' università che sforna ministri, assessori e deputati grillini ha una sede di prestigio ma appartata, il Casale San Pio V, una tessera del vasto patrimonio immobiliare di un Ipab, un ente regionale di beneficenza che ha assorbito i beni di associazioni caritatevoli per i «poveri ciechi» dal sapore ottocentesco.

elisabetta trentaELISABETTA TRENTA
È qui che una vecchia volpe della Prima repubblica come Enzo Scotti (uno che ha saputo navigare oltre gli scogli di Tangentopoli approdando alla Seconda repubblica in un governo Berlusconi) ha creato la «Link Campus university» e l' ha fatta diventare un centro di studio specializzato nell' intelligence e nella sicurezza. Un riconosciuto punto di incontro tra potenti di tutti i colori politici ed esperti di esteri e sicurezza. Da qualche tempo però l' ateneo si distingue per la produzione seriale di pezzi pregiati della classe dirigente che batte la bandiera gialla dei nuovi padroni di Roma, lanciati alla conquista dell' Italia: i grillini.
PAOLA GIANNETAKIS DI MAIOPAOLA GIANNETAKIS DI MAIO

Il picco dell' esposizione mediatica la Link Campus l' ha raggiunto il primo marzo scorso, il giorno in cui Luigi Di Maio ha fatto sfilare sul palco del Salone delle Fontane a Roma, con un happening all' americana una (aspirante) squadra di governo in cui i principali ministeri erano assegnati a tre donne, tutte e tre docenti della Link: Emanuela Del Re agli Esteri, Elisabetta Trenta alla Difesa, Paola Giannetakis all' Interno. Lo stesso giorno, ma con efficacia mediatica decisamente minore, Roberta Lombardi annunciava sulla sua pagina Facebook la potenziale squadra degli assessori.

luigi di maio emanuela del reLUIGI DI MAIO EMANUELA DEL RE
Anche qui c' era una casella in quota Link Campus, quella del sociologo Nicola Ferrigni, destinato, se Roberta Lombardi fosse riuscita a centrare la vittoria, a governare Sicurezza e Sport alla Regione Lazio. È andata male, proprio come a Daniele Piva, penalista romano e anche lui docente nel 2016 e 2017 presso il master in business administration della Link Campus: nel suo collegio ha trovato una delle poche Pd in grado di vincere a Roma, Patrizia Prestipino, ed è addirittura arrivato terzo dopo il candidato di Forza Italia.

BELLONI IN PRIMA FILA DA DI MAIOBELLONI IN PRIMA FILA DA DI MAIO
A tutti gli osservatori, un numero così elevato di persone provenienti dalla stessa università ha fatto pensare a un legame organico, ma Enzo Scotti l' ha seccamente negato: «Di Maio non mi ha nemmeno chiamato», ha detto l' ex ministro, che pure aveva ospitato il leader pentastellato nello splendido Casale per parlare della svolta filo americana nella politica del Movimento.

Scotti insiste nel dire che non c' è niente di strano: «Le università nascono per questo, per fornire una classe dirigente alla politica». Considerazione innegabile, anche se una simile concentrazione di nomi provenienti dallo stesso ateneo non è comune. La spiegazione più semplice è che la crescita dei 5 stelle è stata così rapida da obbligare Di Maio e i suoi a una ricerca precipitosa di una classe dirigente presentabile per un Movimento che in pochi mesi ha sterzato dall' estremismo in direzione di una immagine moderata e centrista.
servizi segretiSERVIZI SEGRETI

Niente di più semplice che a proporre i nomi al capo sia stato Angelo Tofalo, il deputato M5s che, una volta cooptato nel Copasir, Comitato parlamentare che controlla i servizi segreti, ha pensato bene di farsi una cultura in materia iscrivendosi a un master in intelligence tenuto dalla Link campus. Chi frequenta l' ateneo lo racconta allievo attento e assiduo del corso. Tra i suoi insegnanti c' erano Emanuela Trenta e Paola Giannetakis.

GIULIANO DI BERNARDOGIULIANO DI BERNARDO
Il risultato un po' anomalo è che se nascesse un governo monolocore M5s, conterebbe tre ministri provenienti dall' università che forma gli 007: la Link campus, in ottimi rapporti con gli Stati Uniti, ha infatti una convenzione con il Dis, il dipartimento di Palazzo Chigi che gestisce i servizi. Per gli amanti delle trame occulte, la cosa si somma alle voci, tutte da confermare, sulla benedizione impartita all' ateneo dall' ex Gran Maestro del Grande Oriente d' Italia Giuliano Di Bernardo.

Fu lui a raccontare a Libero che tra gli ospiti della sua «Accademia degli Illuminati» ci fu lo stesso Enzo Scotti che «all' epoca -disse Di Bernardo- interessato a portare in Italia l' Università da lui fondata a Malta». E tra gli estimatori dell' Accademia, spiegò Di Bernardo, c' era l' attuale consigliere Rai Carlo Freccero (che ha poi detto di essersi «stufato degli Illuminati»). Un habituè della Link Campus. E da qualche anno assai vicino all'M5S. Fonte: qui
carlo frecceroCARLO FRECCERO