9 dicembre forconi: Trenitalia
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mercoledì 21 novembre 2018

LE NOZZE TRA FS E ALITALIA NON SONO STATE ANCORA CELEBRATE UFFICIALMENTE, MA I SEGNALI VANNO TUTTI IN QUELLA DIREZIONE: IL 6 DICEMBRE PARTIRÀ IL PRIMO FRECCIAROSSA DALL’AEROPORTO DI FIUMICINO


NEI PRIMI MESI DEL 2019 TOCCHERA' A MALPENSA 

IL PIANO PER INTEGRARE TRENO E AEREO

Umberto Mancini per “il Messaggero”

alitaliaALITALIA
Partirà il 6 dicembre il primo Frecciarossa dall' aeroporto di Fiumicino, quasi a suggellare, anche simbolicamente, il matrimonio tra Fs e Alitalia. Nozze ormai in procinto di essere celebrate ufficialmente. Il treno super veloce sbarcherà entro l' anno, o al massimo nei primi mesi del 2019, anche a Milano-Malpensa proprio nel quadro del piano industriale messo a punto dall' ad del gruppo ferroviario Gianfranco Battisti.

Un piano che, è noto, vuole integrare treno e aereo, offrendo una offerta di mobilità complessiva per chi viaggia in Italia, per i turisti che arrivano dall' estero e per lo sviluppo dell' economia del Paese.
frecciarossaFRECCIAROSSA

L' annuncio ufficiale dovrebbe arrivare nelle prossime ore, ben prima comunque del via libera del governo all' operazione Fs-Alitalia. Il Frecciarossa che dall' aeroporto della Capitale correrà, almeno in una prima fase, in direzione Firenze e poi su fino a Milano sarà ovviamente sincronizzato con i voli della compagnia di bandiera e costituirà un elemento centrale di quella rete interconnessa su cui si poggia la sfida dell' operazione Fs.

handling alitaliaHANDLING ALITALIA
Le frequenze saranno aumentate nel corso dell' anno così come le destinazioni servite, mentre anche la stazione del Leonardo da Vinci verrà resa ancora più confortevole ed efficiente.

I TEMPI DELL' ALLEANZA
Oltre al piano industriale, le Fs stanno studiando in queste ore la costruzione di una newco a maggioranza pubblica, ma aperta ad un vettore aereo internazionale, condizione fondamentale, per andare avanti nell' alleanza con Alitalia.

AEROPORTO FIUMICINOAEROPORTO FIUMICINO
Il ruolo delle Ferrovie, che continuano a ribadire che la loro mission prioritaria è il rilancio del trasporti regionale e il consolidamento del business dell' alta velocità, è quello di polo aggregatore per sviluppare tutte le sinergie intermodali aereo-treno, eliminando le sovrapposizioni esistente.

Battisti vuole realizzare fortissime sinergie con Alitalia, tagliando in maniera netta i costi del leasing degli aerei e quelli della ristorazione ed eliminando le tratte aeree che si sovrappongono a quelle ferroviarie, puntando forte sul lungo raggio, sulle tratte cioè che consentono di realizzare la maggiore redditività.

I TASSELLI
Come accennato, uno dei tasselli industriali fondamentali, è quello di portare l' alta velocità in quelle che sono considerate le principali porte d' accesso al Paese, e cioè gli hub intercontinentali di Roma Fiumicino e Milano Malpensa.

frecciarossa 1FRECCIAROSSA 
Il tutto in attesa che dal ministero dello Sviluppo arrivi il verdetto finale. I commissari di Alitalia, orfani da domenica di Luigi Gubitosi passato alla guida di Tim, hanno infatti già consegnato venerdì scorso al ministero la relazione sulle offerte ricevute per l' acquisto della compagnia di bandiera. Ed è ormai evidente, come sottolineato più volte da Matteo Salvini e di Luigi Di Maio, che la scelta, al di là della procedura tecnica, sia già caduta sulle Fs. Una offerta sottoposta a più condizioni, ma che avendo l' avallo del governo, verrà ovviamente accolta.

I PALETTI Tra i paletti fissati da Battisti c' è sia l' ingresso nella compagine come socio di minoranza di un vettore forte nel lungo raggio e, seconda condizione, di altre società italiane (Eni e Leonardo in primis), che sono stati già contattati dall' esecutivo. Proprio l' Eni, che ha fino ad ora ha smentito di essere interessata, dovrebbe consolidare il ruolo di partner nella fornitura di carburante. La Cdp non dovrebbe entrare nella newco, ma limitarsi a fornire i finanziamenti per l' acquisto di nuovi aerei.

MALPENSAMALPENSA
La prima scelta come partner resta al momento l' americana Delta, che ha presentato un' offerta non vincolante e che ha già avviato contatti formali con le Fs. EasyJet, che ha presentato una offerta vincolante, è molto forte nel breve e medio raggio, ma non nel lungo. Per questo motivo appare tagliata fuori.

Lufthansa, che il sottosegretario Armando Siri vorrebbe tornasse in partita, deve recuperare terreno. E probabilmente lo farà, sbarcando a Roma nelle prossime settimane per avviare i colloqui con le Fs Entro la settimana, forse giovedì, il Mise ufficializzerà la scelta dell' offerta di Ferrovie per proseguire la trattativa di vendita e consentire così alla nuova Alitalia di decollare.

Fonte: qui

domenica 9 settembre 2018

VENERDI' 07/09/18, 6 ORE DI PARALISI TRENITALIA A ROMA

Riceviamo e pubblichiamo:

Venerdì ore 21 circa, stazione Termini, Roma, Capitale di una delle 7 (?) Nazioni del G7, fermi da più di un'ora e mezza su un treno Frecciarossa Alta Velocità (?), causa ennesimo inconveniente su linea Roma Firenze, lo speaker (?) si è scusato un miliardo di volte per il disagio, non abbiamo ancora mai visto uno straccetto di dipendente Trenitalia, il mio posto è anche sporchino assai ma non si è visto neanche qualcuno delle pulizie, magari avremmo sfruttato il tempo perso X una bella ripulita ma neanche quello e come ciliegina sulla torta i topolini di Termini che impazzano sui marciapiedi e sui binari.
trenitalia ritardi stazione terminiTRENITALIA RITARDI STAZIONE TERMINI

Che tristezza questo Paese, dopo il disastro di Genova non si è imparato nulla, non c'è nessuno qui di Trenitalia o della Stazione che abbia il coraggio di farsi vedere e di prendersi, oltre allo stipendio, la responsabilità di farci sapere qualcosa o di scusarsi di persona, c'è Il solito disco registrato che continua a disturbarci scusandosi con tutti X il disagio . Una vergogna ennesima di una povera Italia, chissà se indagheranno anche Il Ministro dei Trasporti dopo Salvini per il nostro sequestro !! Ma non sono immigrato, la vedo difficile, buon viaggio colleghi passeggeri AV di sventura !!

Luca di Monte Mario


CAOS TRENI, TOCCA A TORINO: RITARDI FINO A 70 MINUTI, QUATTRO TRENI CANCELLATI
Mariachiara Giacosa per www.repubblica.it

trenitalia ritardi stazione terminiTRENITALIA RITARDI STAZIONE TERMINI
Non è finito il caos nelle stazioni italiane dopo il venerdi nero che ha visto ritardi soprattutto sull'alta velocità Roma-Firenze fino a 4 ore. Stamattina è Torino Porta Nuova, a partire dalle 5.55, ad avere problemi sull'alimentazione della linea ferroviaria che stanno provocando nuovi ritardi. Non si conoscono ancora le cause del guasto ma gli effetti hanno creato disagi al traffico ferroviario per tutte le prime ore del mattino. I treni in viaggio hanno registrato ritardi fino a settanta minuti, con 4 regionali cancellati e sette hanno viaggiato con un percorso limitato.

Sono state coinvolte linee in uscita ed entrata da Torino Porta Nuova per Modane  (con i treni che fanno servizio per il fine settimana), Milano, Cuneo, Ventimiglia e Genova. Segnalazioni ci arrivano da bordo del Frecciarossa 9513 partito da Porta Nuova per Napoli con 73 minuti di ritardo. I tecnici di Rfi sono intervenuti per risolvere il problema e riparare il guasto. Dalle 8 la situazione è tecnicamente risolta ma ci vorranno alcune ore perché la circolazione torni alla normalità. Secondo Ferrovie il guasto non è comuqnue da collegare al black out che ieri ha mandato in tilt la circolazione sulla direttissima Roma-Firenze.

TRENITALIATRENITALIA
Ieri il caos è cominciato alle intorno alle 16, quando un guasto alla linea elettrica di alimentazione dei treni, tra Settebagni e Capena, ha generato il black out sulla linea Roma-Firenze. A Roma Termini era il caos assoluto. Tra i passeggeri coinvolti il governatore della Toscana Enrico Rossi, che ha dichiarato:  "Siamo partiti da Roma intorno alle 15:40 e dovevamo arrivare a Firenze alle 16:51 ma siamo fermi da ore - ha spiegato Rossi interpellato al telefono intorno alle 20 - tra le stazioni di Tiburtina e Settebagni. Siamo partiti che c'era il sole e ora è già buio e la situazione non sembra risolversi. Hanno aperto le porte e un paio di persone sono anche uscite e si sono incamminate nelle campagne".

8 Settembre 2018

Fonte: qui

Alta Velocità, ancora ritardi dopo il venerdì nero: 240 minuti sulla Napoli-Firenze e a Torino

Di nuovo tribolazioni sulla linea Alta velocità ieri in panne con pesantissimi disagi per decine di migliaia di viaggiatori come non avveniva dal febbraio scorso per il problema degli scambi lasciati indifesi di fronte al ghiaccio a Termini. Ieri almeno tre guasti compreso quello più grave alla linea elettrica e al pantografo del Freccia Rossa 9540 fra Settebagni e Capena: risultato i convogli dell'Alta velocità tra Roma e Firenze deviati sulla linea storica Roma-Orte-Chiusi-Terentola-Arezzo-Firenze che si è ben presto saturata innescando ritardi fino a 4 ore. Una sitazione che Trenitalia ha finora giustificato con la definizione "un'importante anormalità".

A beh, allora, se si è trattato di "un'importante anormalità" di che cosa possiamo rammaricarci.

Forti disagi, ieri, di conseguenza, anche per una delle linee più usate dai pensolari per Roma: la Fl1 da Orte a Fiumicino.

In tutto questo scenario resta irrisolto anche uno dei crucci più penalizzanti e irritanti per i viaggiatori: la clamorosa carenza di informazioni in diretta che, a sentire Trenitalia, non possono essere correttamente fornite in queste situazioni di caos, mentre in realtà basta avere sul telefonino la più banale delle app  per capire che, ad esempio, il convoglio su cui stai viaggiando avrà ben più dei 30 pietosi minuti appena annunciati dal capotreno, o dal train manager che piace tanto dirlo, se il treno appena davanti al tuo ne ha già accumulati 90.

Oggi, con il retaggio dei guai di ieri che si sono fatti sentire fino a metà mattinata, si è cominciato con problemi in corso di accertamento al nodo di Torino, con ritardi fino a 70 minuti per otto treni ad alta velocità e per quindici regionali,  un inconveniente alla linea elettrica di alimentazione a Porta Nuova. Quattro treni regionali sono stati cancellati, mentre altri sette sono stati limitati nel percorso. Ad essere coinvolte sono state le linee in uscita ed entrata da Torino Porta Nuova per Modana, Cuneo, Milano, Ventimiglia e Genova.

Poi rallentamenti nei pressi di Firenze per "persone nei pressi dei binari dell'Alta velocità", una situazione da manicomio comune anche a Settebagni. Accade che in genere immigrati disorientati per andare, a piedi, naturalmente, dal punto A quello B scelgono la linea retta rappresentata dai binari dell'Av. Che la linea dovrebbe essere ben recintata soprattutto nei pressi dei centri urbani, anche per limitare la piaga dei suicidi, è evidentemente un altro discorso.

Infine poco dopo mezzogiorno si è rotto un convoglio ItaloTreno  fra Napoli e Roma (fra Anagni e Labico)  che ha provocato ritardi medi di 60 minuti per 24 convogli, con punte fino a 180 minuti: si è creato insomma di nuovo l'effetto tappo che ha innescato ritardi in serie creando ancora quella folla di viaggiatori appesi sotto i tabelloni, con il torcicollo da sguardo continuo e angosciato al ritardo crescente del treno prenotato.

Intanto ItaloTreno, cliente obbligato di Rfi, mette nel mani avanti per i prossimi giorni piegando il motivo di previsti ritardi che in realtà non sono così infrequenti anche per le Frecce Rosse anche in situazioni di presunta normalità. Il che riporta anche al tema della gestione da parte di Rfi (società per azioni partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato Italiane che ha il compito di gestire l'infrastruttura ferroviaria nazionale) della rete (unica, va da sé) dell'Alta velocità. Quella è e quella resta, un po' come quando vi abbonate a una compagnia telefonica ma poi a casa vostra arriva sempre un tecnico della Telecom perché la rete dei cavi resta in gran parte sua.


La nota di Italo: a causa di lavori di manutenzione effettuati dal Gestore dell’Infrastruttura - Rete Ferroviaria Italiana, sulla linea Firenze SMN-Roma T.ni, da martedì 28 agosto a domenica 30 settembre, i treni Italo potranno subire i seguenti ritardi:Da Roma T.ni per Firenze SMN, ritardi entro 10 minuti dal 28/08 al 13/09 e dal 21/09 al 30/09. Da Firenze SMN per Roma T.ni, ritardi entro 10 minuti dal 28/08 al 04/09 e dal 11/09 al 20/09.

La nota del gruppo Fs Italiane: a 24 ore dall'incidente più grave del venerdì nero (treno 9540) viene fatto sapere che "
oltre 40 tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono intervenuti per ripristinare i cavi della linea elettrica coinvolti nel guasto (circa 150 metri). Per recuperare il treno fermo senza diminuire la capacità degli altri binari disponibili, Rfi da subito ha disposto l'invio di un locomotore di soccorso. Siccome le attività di recupero si sono però prolungate, è stato poi inviato un ulteriore convoglio vuoto sul binario parallelo, su cui sono stati trasbordati i viaggiatori. Questa procedura ha determinato l'interruzione della circolazione per motivi di sicurezza anche su questo binario e, quindi, l'ulteriore diminuzione del numero di binari disponibili, con inevitabili ripercussioni sugli altri treni in circolazione e ritardi medi di 180 minuti.Tutte le operazioni sono state fatte seguendo sempre il principio della massima sicurezza, attraverso protocolli ben precisi che, in situazioni di anormalità così importanti, possono avere impatti molto forti sulla circolazione ferroviaria".


LEGGI ANCHE Ritardi oltre le 3 ore sulla Napoli-Firenze. Treni guasti e scarse informazioni, come ottenere i rimborsi


I RIMBORSI E I BONUS

Tutti i clienti di Trenitalia rimasti coinvolti nei ritardi sulla linea Direttissima Roma Firenze il 7 settembre, conseguenza di un grave guasto alla linea elettrica tra Settebagni e Capena - possono ottenere l'indennizzo a loro dovuto già da domenica 9 settembre.Trenitalia rende così noto di aver attivato le necessarie procedure, erogando da subito, fin dalla notte del 7, i primi indennizzi e adottando alcune misure straordinarie rispetto alle norme in vigore. Ai viaggiatori del FR 9540 rimasto fermo in linea sarà corrisposto il rimborso integrale del biglietto e un bonus di pari valore, da «spendere» entro un anno per prossimi viaggi. Per tutti i viaggiatori degli altri treni giunti a destinazione con un ritardo superiore ai 180 minuti Trenitalia garantirà il rimborso integrale del biglietto pagato, misura anche questa non prevista dai regolamenti comunitari adottati da Trenitala.

Ciò mentre i regolamenti prevedono che, anche in questa circostanza, i passeggeri arrivati a destinazione con 60 minuti di ritardo abbiano diritto a un rimborso cash o a un bonus pari al 25% del biglietto pagato. Chi è giunto invece a destinazione con un ritardo pari o superiore ai 120 minuti avrà diritto ad un rimborso del 50% del titolo di viaggio, cash o attraverso un bonus. Trenitalia è impegnata a rendere più celeri possibile le procedure per ottenere tali indennizzi su tutti i canali previsti. Basterà che i viaggiatori si rivolgano alle biglietterie e ai Freccia Club di Trenitalia o richiedano l'accredito di quanto dovuto direttamente online su trenitalia.com, dove troveranno ogni ulteriore utile informazione sulle modalità di rimborso.

Fonte: IlMessaggero

giovedì 19 gennaio 2017

LA RABBIA DEI PENDOLARI PER I NUOVI PREZZI DEGLI ABBONAMENTI TRENITALIA, CON RINCARI TRA IL 20 E IL 35%

“SU 1500 EURO 400 LI DOBBIAMO SPENDERE PER IL FRECCIAROSSA. NON ABBIAMO ALTERNATIVE, INTERVENGA IL GOVERNO”

Stefano Parola per “la Repubblica”

FRECCIAROSSAFRECCIAROSSA
È facile distinguerli: a differenza degli altri, i pendolari non hanno la valigia e poi parlottano tra loro tirando fuori espressioni tipo «che vigliacchi», «è una vergogna», «l’amministratore delegato ha il coraggio di dire che è pure un prezzo basso!» e avanti così. Si confrontano sulla decisione di Trenitalia che cambierà la vita di alcuni di loro: i rincari tra il 20% e il 35% degli abbonamenti mensili sui Frecciarossa. Alla stazione Centrale di Milano, Massimo Carrara e Fulvio Matteis aspettano il convoglio delle 18.05 per Torino.

Lavorano per una società assicurativa, dal lunedì al venerdì, e il costo della loro tessera mensile a febbraio passerà da 340 a 408 euro: «Ma Trenitalia pensa che veniamo in gita a Milano? Ci spostiamo per lavorare e c’è chi guadagna 1.500 euro e ne dovrà lasciare più di 400 per strada», si sfoga Massimo. Però per chi usa i Frecciarossa tra le 9 e le 17 la tessera costerà fino al 15% in meno. «È una presa in giro: ma quale pendolare potrà mai permettersi di prendere i treni solo in quella fascia?», fa notare Fulvio.
MOLTI PENDOLARI IMPOSSIBILITATI A RAGGIUNGERE IL POSTO DI LAVOROMOLTI PENDOLARI IMPOSSIBILITATI A RAGGIUNGERE IL POSTO DI LAVORO

Eppure al lavoro bisogna pur andare: «Purtroppo a Torino le opportunità sono sempre meno, quindi o Milano o niente», dicono i due impiegati. Negli ultimi anni sono parecchi a essersi trovati di fronte al bivio: fare avanti e indietro o diventare disoccupati. Giuseppe Callagher siede nella carrozza 6 e lavora alla Lufthansa, che ha deciso di chiudere a Torino e di spostare i 12 impiegati a Milano. Ai tempi, racconta, «ci avevano indorato la pillola proprio con l’alta velocità: “Vi sposterete tra una città e l’altra in 45 minuti”, ci dicevano».

È successo lo stesso in aziende come Maire-Tecnimont, L’Orèal, Ibm, i cui dipendenti torinesi si sono tenuti aggrappati al posto trasformandosi in “pendolari ad alta velocità”. «I miei colleghi che non hanno accettato di trasferirsi non hanno più trovato un impiego », racconta Rowena Rancoita, dipendente di una multinazionale danese, che per arrivare da casa sua a Torino all’ufficio di Milano si sveglia alle 5.45 e prende sei mezzi di trasporto diversi per poi rincasare alle 19 passate.
floris conduce tutto il frecciarossaFLORIS CONDUCE TUTTO IL FRECCIAROSSA

In fondo, si poteva fare: un’ora di Frecciarossa al mattino, un’altra alla sera, più il tempo per raggiungere le stazioni.

L’ultima stangata però fa male: «Fino a giugno 2015 pagavamo 295 euro al mese e potevamo sederci ovunque. Poi è arrivato l’obbligo di prenotare e la multa di 10 euro per chi non lo fa. Ora c’è quest’altro aumento. Non dimentichiamo che molti devono anche abbonarsi ai mezzi pubblici: 35 euro al mese a Milano e 38 a Torino», riassume Alberto Novara, geometra e pendolare.

Chi deve viaggiare anche nei weekend pagherà l’abbonamento del Torino-Milano 459 euro, che diventano 532 con le due tessere di bus e tram. Per qualcuno vuol dire mezzo stipendio, per altri un terzo. «Io sto pensando di trasferirmi a Novara, o di viaggiare con i regionali veloci, anche se è dura perché ci mettono almeno 100 minuti anziché 60», dice Alberto. Alessandra Magni annuisce: «Sto ragionando se chiedere un part-time e venire a Milano solo due o tre giorni a settimana».
pendolari torino milanoPENDOLARI TORINO MILANO

Vilma Battagliotti è sotto choc: «Lavoravo a Roma, ho accettato il trasferimento a Milano per avvicinarmi a casa. Viaggio da dieci giorni e questo aumento è arrivato all’improvviso». Giuseppe Callagher se lo aspettava: «Ma pensavo fosse di 20 euro, non di più».

Invece la “metropolitana d’Italia” non è poi così alla portata di chi viaggia abitualmente. Per le società dell’alta velocità i pendolari sono anti-economici: Ntv non fa abbonamenti, Trenitalia li ha resi più cari per offrire un servizio «in equilibrio economico», come ha spiegato l’ad Renato Mazzoncini ieri a Repubblica.

Il fatto è che il servizio è così comodo che è difficile rinunciarvi. Prendere i regionali? «Vuol dire passare la vita sul treno», lamentano i pendolari. I bus? «Ci mettono troppo e restano intrappolati nel traffico». L’auto? «Ma lo sa di quanto è rincarata l’autostrada?». Quindi, cosa serve?

pendolari torino milanoPENDOLARI TORINO MILANO
«Intervenga il Governo», chiedono i viaggiatori, come fanno pure tanti amministratori locali e politici. Per sentire una voce fuori dal coro bisogna arrivare a Torino. Dal treno scende un noto economista(tanto lui mangia a spese della collettività, sparando sentenze sul lavoro ed i disagi altrui!!!)), che accetta di dire la sua pur di non essere citato: «È una questione complessa. La vita a Torino costa molto meno che a Milano e quindi le persone risparmiano. Ma è giusto che lo facciano a spese della collettività?».
Fonte: qui