9 dicembre forconi: Scarpellini
Visualizzazione post con etichetta Scarpellini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Scarpellini. Mostra tutti i post

mercoledì 19 settembre 2018

ECCO COME FUNZIONAVA IL SISTEMA DI CORRUZIONE MESSO IN PIEDI DALL’IMMOBILIARISTA SERGIO SCARPELLINI


“PAGO PERCHÉ NON VOGLIO AVERE PROBLEMI” 

LE INTERCETTAZIONI CHE HANNO INGUAIATO IL SINDACO DI PONZANO, ENZO DE SANTIS: “CON 60MILA EURO MI PAGO I PULMINI” 

QUALCHE GIORNO DOPO LO RICHIAMA: HO LAVORATO PER FARTI “COSTRUIRE FINO AL 50 PER CENTO IN PIÙ”

Michela Allegri per “il Messaggero”

SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI
Assegni, finanziamenti, case nel centro di Roma concesse in comodato d' uso gratuito a politici di diversi schieramenti. «Pago io», perché «non voglio avere problemi», era il leitmotiv dell' imprenditore Sergio Scarpellini che, subito dopo l' arresto per corruzione avvenuto nel dicembre 2016, ha fornito agli inquirenti la lista dei politici che aveva comprato a suon di gentilezze.

mirko corattiMIRKO CORATTI



Sono le intercettazioni a raccontare quei rapporti illegali, quei finanziamenti alle squadre di calcio nei comuni di Capena e di Ponzano che, per la procura, erano il prezzo della corruzione. Racconta dell' appartamento dato in comodato d' uso a Mirko Coratti, presidente del consiglio comunale targato Pd: «Gli ho concesso in uso gratuitamente da circa 8 anni un appartamento a Piazza Cavour e ultimamente non sono riuscito a venderlo, proprio perché non era ancora stato liberato».

scarpellini raggi marraSCARPELLINI RAGGI MARRA





Circostanze confermate dalle intercettazioni. Nel 2016, Scarpellini chiama in continuazione l' allora consigliere regionale Gianfranco Zambelli, che era dello stesso partito di Coratti: «Senti mi fai chiamare da Mirko, perché sennò io mò levo questo appartamento». Ci sono poi i pagamenti in favore della società sportiva di Capena, fatti dopo le pressanti richieste del consigliere comunale Dario Sestili e dell' ex sindaco.

SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI
È il 19 maggio 2016, Scarpellini è in ufficio insieme al politico, gli chiede se vuole «l' assegno o il bonifico», l' interlocutore gli dice che «va bene anche l' assegno». Chiama poi un suo socio, «dice che è in compagnia del suo amico». Sestili replica «che martedì gli porta tutto il progetto».

Poi, entra in ufficio il collaboratore di Scarpellini: «Ecco qua l' assegno», dice, e si allontana. Interrogato l' imprenditore chiarisce: «A Capena ho un terreno dove sono state avviate le operazioni di costruzione di un polo logistico. Al Comune mi conoscono un po' tutti, ho provveduto a versare, tramite bonifico, 30.000 euro poiché io ho interessi in quel Comune e non voglio avere problemi».

PONZANO

ENZO DE SANTIS SINDACO PONZANO ROMANOENZO DE SANTIS SINDACO PONZANO ROMANO
Scarpellini parla poi di Ponzano, dove ha finanziato per anni la squadra di calcio: «Il contratto di sponsor serviva solo per giustificare la dazione di denaro» in favore del primo cittadino, dice l' imprenditore.

Sono proprio le intercettazioni con il sindaco Enzo De Santis quelle più eloquenti. Per il gip, in questo caso il «mercimonio» della funzione pubblica è palese. Le richieste di «aiuti economici» da parte del pubblico ufficiale sono continue.

Il 30 maggio 2016, per esempio, Scarpellini riceve in ufficio De Santis, che gli chiede «un aiuto per il completamento del pagamento di due pulmini acquistati al prezzo di circa 60mila euro». Il dialogo è eloquente. «Tu con 60 sei più tranquillo?», chiede il costruttore. «Con 60 mi pago i pulmini», risponde il sindaco.

SCARPELLINISCARPELLINI
«Tranquillo io i 60 te li do», conclude Scarpellini. De Santis si giustifica in continuazione: «Sto proprio in mezzo ai guai».

«Dagli una sessantina di mila», dice Scarpellini a un suo collaboratore. Il 3 giugno i due parlano delle modalità di consegna dei soldi: «Senti, praticamente come te li devo dare?», chiede il costruttore. «Come ti pare a te, come ti pare a te», risponde il sindaco.
Mirko CorattiMIRKO CORATTI



Scarpellini propone un pagamento da 15mila euro, ma De Santis non si accontenta: «Se mi puoi dare di più sarebbe meglio».

Il 13 luglio 2016 De Santis aspetta altri soldi: «Soffri qualche giorno, capito?», gli dice l' imprenditore. Qualche giorno dopo, il sindaco dice a Scarpellini di aver lavorato per permettergli «di costruire fino al 50 per cento in più» su un terreno.

L' imprenditore è soddisfatto. Il sindaco, allora, fa l' ennesima richiesta: «Senti Sergio, ti volevo dire, in attesa del quattro tu non puoi mollare qualcosa?».

Fonte: qui

lunedì 6 febbraio 2017

RAFFAELE MARRA NON ERA SOLO: NON SAZI DEGLI STIPENDI STRATOSFERICI, FUNZIONARI DI CAMERA E SENATO A LIBRO PAGA DI SCARPELLINI

SI SONO VENDUTI AL COSTRUTTORE PER FAVORIRE GLI AFFITTI DEI SUOI IMMOBILI 

SAREBBERO UNA VENTINA, FRA CUI IRENE PIVETTI

Ilaria Sacchettoni per Corriere della Sera – Roma

scarpellini raggi marraSCARPELLINI RAGGI MARRA
Inutile cercare nomi di spicco: con poche eccezioni, per la maggior parte, sono semplici burocrati di Stato. Funzionari di Camera, Senato, Regione e Comune. Si tratta di venti persone in tutto che corrispondono ad altrettanti nomi omissati dell' inchiesta che ha coinvolto il costruttore Sergio Scarpellini e l' ex braccio destro di Virginia Raggi, Raffaele Marra.

Di Mirko Coratti, Irene Pivetti e Luciano Ciocchetti, nomi fatti dal costruttore durante l' interrogatorio di garanzia, si era già detto (e i riscontri sono già avviati) ma ora tocca ad altri. Su di loro sono in corso approfondimenti da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo di via in Selci. Verifiche sui rispettivi conti bancari, sul ruolo svolto negli ultimi anni dentro le istituzioni, sulla loro firma in calce a delibere pubbliche. Tutti elementi che potrebbero provare un' intesa illecita con l' uomo della Milano 90.
MARRA SCARPELLINIMARRA SCARPELLINI

Ma in realtà, a voler contestare la corruzione per induzione, è sufficiente dimostrare che Scarpellini ha investito su un pubblico funzionario e che quest' ultimo ha messo a disposizione la propria funzione.

Al telefono con la sua collaboratrice storica, Ginevra Lavarello, il vecchio costruttore, l' uomo che per un ventennio ha affittato le sedi più prestigiose (superflue?) alle istituzioni a cifre incompatibili con i valori di mercato - vedi il caso di palazzo Marini 3 le cui stime demaniali dimezzarono il canone mensile - parla di queste persone come fossero al servizio del suo gruppo immobiliare. Un dato confermato nel corso degli interrogatori con la pm Barbara Zuin che incontrerà nuovamente in settimana. Al netto di episodi remoti, coperti da prescrizione, si tratta, appunto, di una ventina di persone.
Ginevra LavarelloGINEVRA LAVARELLO

L' inchiesta, com' è ovvio, ricostruisce il presente. Difficilmente quindi sapremo perché mai, per fare un esempio, ai primi del Duemila la Regione (all' epoca governatore Francesco Storace) decise di affittare dalla Milano 90 una sede regionale di rappresentanza a 320mila euro l' anno. Nè, probabilmente, sapremo perché mai la presidenza del consiglio stipulò al canone stellare di un milione e 80mila euro l' anno il contratto per la sede dei gruppi politici di via dell' Umiltà, così come denunciato a suo tempo dai Radicali Italiani.

francesco storaceFRANCESCO STORACE
A ottant' anni il vecchio costruttore, uno degli uomini più solvibili d' Italia, può permettersi di fare nomi e cognomi, illuminando le zone grigie dei suoi affari. In cambio, secondo la strategia del suo difensore, Massimo Krogh, la sua posizione verrebbe alleggerita, al momento gli viene contestata la corruzione per induzione nei confronti di Marra. Tutto si deciderà in breve, le indagini della procura, nate dall' episodio dell' estorsione di Manlio Vitale («er Gnappa») nei confronti di Scarpellini, viaggiano veloci.

Fonte: qui
irene pivettiIRENE PIVETTI

giovedì 5 gennaio 2017

SCARPELLINI- MARRA, LA CORRUZIONE C'È. NON SI È TRATTATO DI UN PRESTITO DI DENARO

SCARPELLINI: ‘’COSA SONO QUESTE (SOMME)?’’ - SEGRETARIA: ‘’LE MAZZETTE!’’ - "SÌ, È VERO”

SCARPELLINI: “PER SBLOCCARE QUESTA COSA, DOBBIAMO CHIAMARE MARRA”. PAROLE CHE CONFERMEREBBERO DUE COSE: IL RUOLO DI POTERE CHE IL BRACCIO DESTRO DI VIRGINIA RAGGI VANTAVA IN CAMPIDOGLIO E IL RAPPORTO PRIVILEGIATO CON L'IMMOBILIARISTA ROMANO

I CARABINIERI HANNO TROVATO NEL CELLULARE UNA CHAT TRA MARRA E SALVATORE ROMEO, CAPO DELLA SEGRETERIA POLITICA DELLA SINDACA, CHE LO CHIAMA "CAPO"

SAREBBE STATO PROPRIO ROMEO A TRASMETTERE ALL'ALLORA CANDIDATA RAGGI UNA SERIE DI CONSIGLI PER LA CAMPAGNA ELETTORALE SUGGERITO DA MARRA. CHE NON VOLEVA ESPORSI PERSONALMENTE PER NON "BRUCIARSI", MA VOLEVA AIUTARE LA CANDIDATA GRILLINA


1. IL SISTEMA SCARPELLINI "QUESTE LE MAZZETTE" E PER "SBLOCCARE" SI RIVOLGE A MARRA
Maria Elena Vincenzi, Giuseppe Scarpa per La Repubblica

Pochi giorni prima dell' arresto il costruttore Sergio Scarpellini parla con la sua segretaria, Ginevra Lavarello.
scarpellini raggi marraSCARPELLINI RAGGI MARRA
Lei sta sfogliando un documento Excel. Una lunga lista di numeri, una serie di importi. L'imprenditore chiede alla sua dipendente: Cosa sono queste?. Lei, come se fosse normale: Le mazzette. Lui, come se lo avesse dimenticato: Ah, sì, è vero.

È questa una delle conversazioni registrate che ieri la procura di Roma ha depositato al tribunale del Riesame, chiamato a decidere della scarcerazione di Raffaele Marra, il direttore del personale del Campidoglio arrestato per corruzione proprio insieme all' immobiliarista. I giudici della Libertà si sono riservati di decidere: hanno tempo fino all' 8 di gennaio.

MARRAMARRA
Ma l' accusa ha voluto portare altri atti per dimostrare che, secondo loro, la corruzione c' è. Che non si è trattato, come invece sostiene la difesa, di un mero prestito di denaro. Il pubblico ministero Barbara Zuin (che insieme all' aggiunto Paolo Ielo coordina l' indagine) non ha dubbi sulla natura di quel rapporto. Come ha sostenuto in aula, Scarpellini e Marra non avevano un rapporto di amicizia.

SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI
Nelle intercettazioni non ci sono dialoghi di alcun tipo tra i due. Eppure, i carabinieri del nucleo investigativo registrano una frase del costruttore: Per sbloccare questa cosa, dobbiamo chiamare Marra. Parole che confermerebbero due cose: il ruolo di potere che il braccio destro di Virginia Raggi vantava nell' amministrazione e il rapporto privilegiato che aveva con il costruttore.
SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI

Anche se la difesa dell' ex capo di gabinetto, affidata all' avvocato Francesco Scacchi, davanti al Riesame ha sostenuto la tesi opposta: ovvero che i due fossero legati da un antico rapporto di amicizia. E che quel denaro era un prestito che sarebbe stato restituito.

La procura ha presentato anche un' informativa dei carabinieri che spiega come Marra fosse assolutamente consapevole del trattamento di favore riservatogli da Scarpellini quando nel 2009 gli vendette un appartamento all' Eur a poco più di 700mila, scontandolo di circa 500 mila euro rispetto al reale valore di mercato. Quel reato sarebbe prescritto, ma per gli inquirenti è prova che già allora i rapporti tra i due erano di interesse.
Sergio Scarpellini saluta il Sindaco MarinoSERGIO SCARPELLINI SALUTA IL SINDACO MARINO

RAFFAELE MARRARAFFAELE MARRA
Come dimostrano i messaggi whatsapp riportati dagli investigatori in cui Marra, a giugno scorso, si accorda sul prezzo dell' immobile con il suo inquilino: il canone di locazione è di 2000 euro al mese. Non proprio in linea, secondo l' accusa, con il valore del bene dichiarato dalla difesa.

Non è tutto. I favori (estesi anche ad altri soggetti dell' amministrazione ancora oggetto di indagine), ha continuato l' accusa, sono proseguiti anche nel giugno del 2013 quando Marra ha potuto comprare l' immobile di via dei Prati Fiscali, poi intestato alla moglie, contando su un sostanzioso contributo di Scarpellini: 367mila euro usciti dai suoi conti correnti personali.

raffaele marra arrestatoRAFFAELE MARRA ARRESTATO
Insomma, secondo la procura Marra deve rimanere in carcere. Anche perché la tesi dell' accusa si sarebbe rafforzata dopo le perquisizioni fatte nel giorno dell' arresto. I carabinieri hanno trovato nel cellulare una chat tra Marra e Salvatore Romeo, capo della segreteria politica della sindaca, che lo chiama "capo". È pur vero che in passato Romeo è stato effettivamente un dipendente di Marra, ma il tono ossequioso fa ipotizzare che l' ex vicecapo di gabinetto eserciti una certa influenza in Campidoglio.

raffaele marra virginia raggiRAFFAELE MARRA VIRGINIA RAGGI
Sempre stando alle indagini, sarebbe stato proprio Romeo a trasmettere all' allora candidata Raggi una serie di consigli per la campagna elettorale suggerito da Marra. Che non voleva esporsi personalmente per non "bruciarsi", ma voleva aiutare la candidata grillina. Del resto sul suo cellulare Virginia Raggi è registrata come "mio sindaco".


2. MARRA DIETRO LA SCALATA DI RAGGI: COSÌ SUGGERÌ LE MOSSE ELETTORALI
LA CHAT SEGRETA SVELA CHE DECISE LUI LA MACROSTRUTTURA CAPITOLINA AVVERTIMENTO A ROMEO: NON ESPONETEMI, NON VOGLIO BRUCIARMI
Maria Elena Vincenzi per La Repubblica-Roma

VIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIA RAFFAELE MARRAVIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIA RAFFAELE MARRA
Non solo un uomo che in Campidoglio contava parecchio. Anche una specie di guru della campagna elettorale. Marra faceva di tutto, raccomandando però di non esporlo, per non bruciarlo. L' ex finanziere era un uomo al quale la sindaca dava retta. La procura è convinta che Marra fosse uno che sul colle più alto della città aveva un grande potere.

Gli accertamenti dei carabinieri di via in Selci depositati ieri dalla procura al tribunale del Riesame (che entro l' 8 gennaio dovrà decidere sulla richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa dell' ex capo del personale), dimostrano esattamente questo.
marraMARRA

Cosa della quale, sostiene l' accusa, era al corrente anche il costruttore Sergio Scarpellini che quel potere voleva sfruttare in tutti i modi.

Le indagini dell' Arma hanno, infatti, dimostrato non solo che il capo della segreteria politica della Raggi Salvatore Romeo si rivolgeva a Marra chiamandolo "capo", ma anche che lui si era fatto da tramite, durante la campagna elettorale per far arrivare alla candidata pentastellata una serie di consigli.

virginia raggi raffaele marraVIRGINIA RAGGI RAFFAELE MARRA
Sulle strategie per vincere le elezioni e anche, durante il ballottaggio, su come rispondere a Roberto Giachetti, suo avversario nella corsa a sindaco. Insomma, secondo il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Barbara Zuin, Marra era uomo di fiducia della prima cittadina. Tanto che, nel suo cellulare sequestrato il 16 dicembre scorso, giorno dell' arresto per corruzione dell' ex vicecapo di gabinetto, Raggi è memorizzata in rubrica con il nome "mio sindaco". Come a rivendicare il merito di averla forgiata.

Un contributo, il suo, che Virginia Raggi apprezza parecchio: è Romeo stesso a dire a Marra, dopo la vittoria, che la sindaca gli ha riferito che tutti gli assessori se lo litigano per averlo come capo di gabinetto.
SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI

Gli scambi via whatsapp tra Marra e Romeo sono piuttosto frequenti. Nella chat tra i due, i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale hanno trovato uno schema con una nuova ripartizione dei dipartimenti comunali, che l' ex capo del personale chiama "macrostruttura". Effettivamente, la Raggi, a inizio novembre, ha firmato le delibere che danno il via alla rotazione dei dirigenti e ridefiniscono la riorganizzazione della macchina amministrativa del Campidoglio.

SCARPELLINISCARPELLINI
Si chiama proprio "macrostruttura".

Ed è proprio su questo che Virginia Raggi si gioca la possibile contestazione di falso: a metà dicembre la sindaca ha consegnato all' Anac una memoria difensiva in cui spiegava che le nomine (a partire dal quella di Renato Marra, fratello dell' ex capo delle risorse umane capitoline) erano state tutte decise da lei. E che il contributo dell' ufficio del personale, e in particolare di Raffaele Marra, era stato meramente tecnico.

SERGIO SCARPELLINI E SIGNORESERGIO SCARPELLINI E SIGNORESCARPELLINISCARPELLINI
Poi ci sono le accuse sull' appartamento di via dei Prati Fiscali. Il pm, che ha espresso parere negativo alla scarcerazione, ha ribadito che i circa 370 mila euro dati nel 2013 al dirigente comunale da Scarpellini per completare l' acquisto dell' immobile erano funzionali all' ottenimento di favori. Questa ricostruzione è stata contestata dall' avvocato di Marra, Francesco Scacchi, il quale ha sostenuto che quella somma di danaro era non solo un semplice prestito. E che l' incarico ricoperto dal suo assistito all' epoca dei fatti non consentiva, eventualmente, di "ricambiare" con favori legati all' attività immobiliare dell' imprenditore.
SCARPELLINI E FABIANISCARPELLINI E FABIANI

SERGIO SCARPELLINI CON BELLA SIGNORASERGIO SCARPELLINI CON BELLA SIGNORA
Eppure, a casa di Marra, i carabineri del colonnello Lorenzo D' Aloia, hanno sequestrato anche un accordo di programma tra il Comune e una società di costruzione. Un documento che ricalca quello firmato da Scarpellini con la società Acilia 91. Per chi indaga, è la prova del fatto che Marra non si occupava solo di personale ma anche di cose legate anche al business di Scarpellini: le costruzioni e l' emergenza abitativa.

Fonte: qui