9 dicembre forconi: Piazza San Pietro
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martedì 20 novembre 2018

AL PRESIDIO SANITARIO A PIAZZA SAN PIETRO TRE PAZIENTI SU DIECI SONO ITALIANI: RICHIEDONO QUELLE CURE CHE NON POSSONO PIÙ PERMETTERSI ALTROVE



IL POLI-AMBULATORIO ERA STATO PENSATO DA BERGOGLIO PER AIUTARE I MIGRANTI MA CON GLI ANNI SI E’ CAPITO CHE I NUOVI DISPERATI SONO ITALIANI: DISOCCUPATI, MALATI PSICHICI, UOMINI DI MEZZA ETÀ CADUTI IN UNA SPIRALE NEGATIVA…

Franca Giansoldati per www.ilmessaggero.it

povertàPOVERTÀ
In questi giorni si è potuto vedere in Vaticano che il volto della povertà è multiforme e parla sempre più italiano. In attesa del proprio turno, nel container sanitario a ridosso del colonnato del Bernini, non c'erano solo Said, Omar, Abdullah. Su quelle panche di plastica immacolata, dentro all'ambulatorio in lamiera, tanto provvisorio quanto necessario, hanno sostato pazienti centinaia e centinaia di Paolo, Giorgio, Alberto. Tutti italianissimi.

Per una settimana intera il presidio sanitario che ha funzionato come poli-ambulatorio in piazza San Pietro, ha garantito a ognuno un intervento diagnostico gratuito e immediato. Sono state fatte analisi del sangue, chi lo richiedeva poteva essere visitato da un cardiologo, un oculista, un ortopedico o un dermatologo. Per le donne c'era uno spazio di ostetricia e ginecologia.

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Quel progetto sostenuto da Papa Francesco e nato da una idea di monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova Evangelizzazione, inizialmente era destinato ai migranti o agli stranieri ma con il passare delle ore si è trasformato in una specie di test capace di misurare il disagio e l'impoverimento degli italiani. Disoccupati, malati psichici, uomini di mezza età caduti in una spirale negativa, gente che per un rovescio della vita ha perso tutto, fallimenti economici sommati a quelli della vita, famiglie finite sul lastrico.

Una radiografia spietata di un declino economico progressivo. Con il risultato, stavolta uguale per tutti, che la precarietà allontana i bisognosi dalle cure. E non conosce nazionalità. Persino le medicine costano troppo per tanti romani che cominciano farne a meno. I dati resi disponibili dal Vaticano fanno riflettere. Su dieci persone visitate, tre erano di nazionalità italiana.

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La maggior parte romani, gente di periferia, ma non solo. Le prestazioni erogate in una settimana sono state 3 mila in tutto. I medici volontari hanno lavorato facendo dei turni, dal mattino alla sera, ininterrottamente. Il 69 per cento delle persone che hanno bussato a quel container aveva una età contenuta tra i 30 anni ai 59 anni. Un uomo è stato provvidenzialmente salvato da un infarto. Il cardiologo si è accorto subito che il cuore di questo paziente non funzionava più bene e che rischiava l'infarto. E' stata chiamata l'ambulanza ed è stato portato al Santo Spirito d'urgenza.

I macchinari di ultima generazione utilizzati hanno potuto diagnosticare la presenza di tanti casi di tubercolosi ed epatite. La visuale offerta dal presidio sanitario vaticano è una ulteriore conferma dell'allarme dell'Istat. L'ultimo rapporto segnalava che chi vive in povertà assoluta ha sfondato quota 5 milioni, stimando le famiglie in povertà assoluta 1 milione e 778mila. L'incidenza della povertà assoluta è pari a 6,9% per le famiglie (6,3% nel 2016) e 8,4% per gli individui (da 7,9%).
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 Papa Francesco ha parlato con grande passione dei poveri per tutta la giornata di ieri. Ai cristiani ha chiesto di non accontentarsi di «fare del bene solo a pochi, perché ricambiare è normale, ma Gesù chiede di andare oltre». Oltre significa «dare a chi non ha da restituire, cioè di amare gratuitamente», e «quella sarà la nostra mano tesa, la vera ricchezza in cielo». Alla messa nella basilica vaticana, è seguito l'Angelus e poi il pranzo che Francesco lo ha condiviso con 1.500 poveri. Sponsor dell'iniziativa  l'hotel Rome Cavalieri-Hilton Italia in collaborazione con Ente Morale Tabor.

Fonte: qui

venerdì 22 settembre 2017

CHI, IN VATICANO, HA DATO L’AUTORIZZAZIONE ALLO SGOMBERO DEI CLOCHARD DA SAN PIETRO?

LA GENDARMERIA E’ INTERVENUTA ALL’ALBA ANCHE SE FINO A QUALCHE GIORNO FA NESSUNO SI ERA MAI AZZARDATO A RIPRISTINARE IL DECORO NELLA ZONA “PER NON DARE DISPIACERE A PAPA BERGOGLIO”

Franca Giansoldati per “il Messaggero”

Docce e barbiere sotto il Colonnato di San PietroDOCCE E BARBIERE SOTTO IL COLONNATO DI SAN PIETRO
L’operazione «Via i barboni da San Pietro» è avvenuta alle prime luci dell’alba. Nessuna avvisaglia, nessun clamore a poter presagire il blitz. A guidare l’allontanamento dei senzatetto è stata la gendarmeria del Vaticano alla presenza dell’Ama e di alcuni agenti della polizia italiana, la cui azione nell’area limitrofa al Colonnato è parsa essenzialmente subordinata a quella dei gendarmi.

Fino a qualche giorno fa nessuno si era mai azzardato a ripristinare il decoro nella zona «per non dare dispiacere a Papa Bergoglio» anche se l’area si era trasformata in pochi anni in un ricettacolo notturno di sbandati e ubriaconi.

Docce e barbiere sotto il Colonnato di San PietroDOCCE E BARBIERE SOTTO IL COLONNATO DI SAN PIETRO
Naturalmente l’autorizzazione allo sgombero (non più dilazionabile) è arrivata «da molto in alto», anche se ieri, al di là del Tevere, nessuno desiderava specificare da quale livello fosse stata diramata. Difficile stabilire se l’ordine sia partito dal Papa in persona o se sia stato deciso dal Governatorato o dalla Segreteria di Stato mentre il Papa sia stato solo informato a cose avvenute.

METODI BRUSCHI
PAPA BERGOGLIOPAPA BERGOGLIO
Di fatto sono stati i gendarmi a fare piazza pulita, pare con metodi piuttosto bruschi, smantellando senza tante cerimonie gli accampamenti provvisori, liberando i marmi berniniani e i gradini degli ingressi dei palazzi che danno su piazza Pio XI, a ridosso di San Pietro, solitamente intasati da una popolazione notturna di fantasmi e sbandati, a volte con gravi problemi psichici.

Una popolazione disperata che sul far della sera è alla ricerca di un riparo dalla pioggia, dal freddo, dalle intemperie. Alcune associazioni di volontari avevano preso a passare da loro a cadenza regolare per donare coperte, bevande calde, sacchetti contenenti panini e frutta.

accampamenti in vaticano 15ACCAMPAMENTI IN VATICANO 
Il Vaticano ha spiegato laconicamente che l’azione lampo è stata fatta per «ovvie questioni di decoro» visto che la zona, giorno dopo giorno, si stava oggettivamente intasando di rifiuti, sporcizia e persino di scorie biologiche visto che tanti barboni nemmeno usavano i bagni fatti costruire appositamente per loro da Bergoglio, preferendo invece gli angoli o gli spazimeno in vista per fare i propri bisogni, come testimoniano le foto riprese dai turisti con i telefonini e poi postate sui social a testimonianza del degrado esponenziale di Roma.
accampamenti in vaticano 16ACCAMPAMENTI IN VATICANO 

Tedeschi, olandesi, polacchi, sloveni e naturalmente italiani. Le nazionalità dei vagabondi notturni sul colonnato paradossalmente rispecchiavano l’universalità della Chiesa anche se ben poco si conciliavano con le regole del vivere civile e del decoro. Ne sapevano qualcosa i negozianti e i portieri degli stabili di via Rusticucci che ogni mattina erano costretti a spendere parecchio tempo per togliere le tracce olfattive delle tendopoli.

L’ingresso della sala stampa vaticana poi, visto che è situato proprio sotto i propilei, a ridosso di via della Conciliazione, si presentava come una specie di discarica a cielo aperto, a volte anche una latrina, con cumuli di coperte, cartoni, masserizie e stracci ammonticchiati in un angolo in attesa di essere riutilizzati la sera successiva. Spesso i clochard erano ubriachi e tante serate finivano con una rissa che i poliziotti dovevano sedare.
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Insomma, era ormai difficile ignorare la deriva. Da queste premesse è maturato il piano di sgombero dei vagabondi, fino alla sua realizzazione alle prime luci dell’alba per avere meno testimoni possibili. Già ieri mattina via Pfeiffer e via Rusticucci, dove vivono diversi cardinali, si presentava senza le solite chiazze di sporcizia sul selciato. Tanto che un monsignore di passaggio, diretto in una delle congregazioni, vedendo l’insolita pulizia, commentava ridendo: «questo sì che è un vero miracolo».

Fonte: qui
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