9 dicembre forconi: Marijuana
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domenica 17 novembre 2019

LO ZAINETTO DI ANASTASIA KYLEMNYK, LA FIDANZATA DI LUCA SACCHI, ERA PIENO DI SOLDI. CIRCA 60MILA EURO PER L’ACQUISTO (MAI PORTATO A TERMINE) DI UNA PARTITA INGENTE DI MARIJUANA, CHE PROBABILMENTE ERA DESTINATA ALLO SPACCIO

IL SOSPETTO CHE I RAGAZZI DOVESSERO SVOLGERE, DIETRO RICOMPENSA, IL RUOLO DI MEDIATORI PER CONTO DI ALTRE PERSONE 
CHE FINE HA FATTO IL REVOLVER CALIBRO 38 USATO PER UCCIDERE SACCHI?
Alessia Marani e Camilla Mozzetti per www.ilmessaggero.it

luca sacchi festeggiato da anastasiyaLUCA SACCHI FESTEGGIATO DA ANASTASIYA
Altro che pochi spicci o al massimo 2mila euro. Lo zainetto di Anastasia Kylemnyk era pieno di soldi. Circa 60mila euro per l’acquisto – mai portato a termine – di una partita ingente di marijuana, che senza ombra di dubbio era destinata allo spaccio. Perché una cifra del genere non viene messa insieme per comprare un po’ di erba da fumare con la comitiva di amici.

Le indagini sull’omicidio di Luca Sacchi fanno emergere nuovi dettagli in merito alla trattativa che è partita prima del ferimento mortale del personal trainer 24enne. Gli ultimi dettagli acquisiti dagli investigatori sembrano delineare un quadro ben più ampio – e articolato – su come sia nata la compravendita e non è escluso, a questo punto, che sia dietro al gruppo di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, che dietro a quello della vittima possano esserci state altre mani e altri interessi.
anastasiya kylemnyk. luca sacchiANASTASIYA KYLEMNYK. LUCA SACCHI

Tutto da verificare ancora. Per il momento c’è solo una somma ingente di denaro che un gruppo di ragazzi appena ventenni non potrebbe aver messo insieme solo per trascorrere una serata al di sopra delle righe. Chi sta portando avanti le indagini è abbastanza convinto di arrivare a sciogliere il nodo in tempi brevi.

Nei prossimi giorni saranno condotti dai carabinieri del Ris degli esami irripetibili sui reperti rinvenuti non sul luogo del delitto: la mazza da baseball, lo zainetto di Anastasia che la Squadra Mobile ha trovato tra le sterpaglie a Tor Bella Monaca, il bossolo nascosto in un guanto di lattice blu. Anche se potranno raccontare poco sull’omicidio potrebbero rivelare altri dettagli utili alle indagini e sul contesto nel quale è maturato l’agguato.
anastasiya kylemnykANASTASIYA KYLEMNYK

Il pm Nadia Plastina, titolare del fascicolo, non esclude che Luca, Giovanni Princi, Anastasia, individuati dai testimoni amici del pasticcere di Casal Monastero come i «quattro interessati a comprare droga», potessero agire per conto di terze persone. Princi avrebbe ricoperto il ruolo di “ponte” per la trattativa, conoscendo almeno uno degli intermediari di Del Grosso, Valerio Rispoli.

Proprio l’entità della cifra ha fatto sorgere negli inquirenti il sospetto che i ragazzi potessero essere stati dei mediatori che avrebbero dovuto essere ricompensati, anche perché sono incensurati. Finiti al centro di un affare ben più grande di loro e del quale, probabilmente, non avevano neppure ben chiare le proporzioni. Per il momento Del Grosso e Pirino non sono ancora stati interrogati dai magistrati. In sede di interrogatorio di garanzia, subito dopo il fermo, avevano deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Tanti i punti da chiarire: che fine hanno fatto i soldi? Ma soprattutto il revolver calibro 38 usato da Del Grosso contro Sacchi?

Fonte: qui

“LUCA SACCHI NON CONOSCEVA QUEI PUSHER”, LA VERITA’ SULL’OMICIDIO NEI TELEFONI 
PER LA PROCURA DI ROMA NON EMERGONO CONTATTI DIRETTI O RECENTI TRA LA VITTIMA E I SUOI KILLER 
LUCA, INOLTRE, NON FACEVA USO DI DROGHE. 
E ALLORA QUAL E’ STATO IL SUO RUOLO QUELLA SERA? 
È STATO PLAGIATO DAI SUOI AMICI? 
ERA A CONOSCENZA DELLA PRESUNTA COMPRAVENDITA DI DROGA (MAI PORTATA A TERMINE)? 
SI ERA PRESTATO, A PROTEGGERE COME BODYGUARD LA FIDANZATA E IL SUO AMICO?

Alessia Marani e Camilla Mozzetti per “il Messaggero”

luca sacchiLUCA SACCHI
Potrebbe essere stato protagonista di una storia che alla fine l'ha trasformato in vittima ignara o nella quale non era pienamente coinvolto. Le analisi parziali finora condotte sui tabulati e sui telefoni sequestrati dai carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci escludono che Luca Sacchi il personal trainer freddato da un colpo di revolver calibro 38, la sera del 23 ottobre scorso di fronte il John Cabot pub nel quartiere Appio Latino avesse contattato i suoi killer, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. Con il passare dei giorni, il profilo del giovane diventa sempre più chiaro agli inquirenti che indagano sul contesto in cui ha preso forma il suo omicidio.

luca sacchi festeggiato da anastasiyaLUCA SACCHI FESTEGGIATO DA ANASTASIYA
Per la Procura di Roma, tuttavia, il quadro non è ancora chiaro: dalle prime verifiche non emergono contatti diretti o recenti tra la vittima e i due giovani arrivati all'Appio a bordo di una smart fourFour. Luca, inoltre, come poi hanno confermato gli esami tossicologici in sede di autopsia, non faceva uso di droghe. «Luca non faceva uso di stupefacenti e non spacciava», spiega l'avvocato della famiglia Sacchi, Armida Decina. E la sua non è un'affermazione dettata dal ruolo che ricopre. Quel che manca però è delineare con esattezza il ruolo del personal trainer durante quel terribile mercoledì sera.

luca sacchi funeraliLUCA SACCHI FUNERALI
Luca è stato plagiato dai suoi amici? Era a conoscenza della presunta compravendita di droga (mai portata a termine)? Si era prestato, per via del suo aspetto, la sua passione per le arti marziali a proteggere come bodyguard la fidanzata e il suo amico di scuola Giovanni Princi che pare avesse attivato il canale per l'acquisto di droga o ne era completamente ignaro?
luca sacchi funeraliLUCA SACCHI FUNERALI

Ad oggi le certezze ancora troppo poche escludono contatti tra lui e i due giovani di Casal Monastero rinchiusi nel carcere di Regina Coeli. Ci sarebbe una copia forense del cellulare della vittima e dei contatti (tra chiamate, messaggi e numeri salvati in rubrica) nelle mani dei magistrati a dirlo. Ma l'assenza di contatti telefonici tra Sacchi, Del Grosso e Pirino non risolve il caso.

LE ANALISI
anastasiya kylemnyk. luca sacchiANASTASIYA KYLEMNYK. LUCA SACCHI
Intanto le analisi vanno avanti. Nei prossimi giorni saranno svolte delle perizie irripetibili, affidate ai Ris dell'Arma, su alcuni oggetti rinvenuti sul posto e dopo l'omicidio. La mazza da baseball, il bossolo rinvenuto dentro un guanto di lattice blu, lo zaino che avrebbe indossato Anastasia Kylemnyk, la fidanzata di Luca, che avrebbe contenuto i soldi per l'acquisto di marijuana e che è stato gettato poi da Del Grosso e Pirino in un area incolta di Tor Bella Monaca.

paolo pirinoPAOLO PIRINO
A questi esami i legali della famiglia Sacchi hanno chiesto di partecipare mentre hanno nominato due super consulenti per delineare con esattezza il delitto in cui ha perso la vita il personal trainer. Le nomine sono state depositate dagli avvocati di parte, Armida Decina e Paolo Salice, in Procura e a far luce sul caso quando arriverà il momento di analizzare i reperti saranno i criminologi Nicola Caprioli e Ilaria Magnanti. Il primo in passato, tra i tanti casi, ha lavorato nell'omicidio della sedicenne Noemi Durini, pugnalata e sepolta viva sotto le pietre dal fidanzato in provincia di Lecce. La Magnanti dal centro studi di criminologia di Viterbo annovera nel suo trascorso il recupero di Rudy Guede.

LA VERITÀ
valerio del grossoVALERIO DEL GROSSO
Il signor Alfonso e la signora Tina, genitori di Luca, vogliono solo una cosa: conoscere la verità che si cela dietro quella sera. Dopo la morte di Luca, ripetono i familiari, Anastasia a distanza di qualche giorno non si è più vista. Non ha preso parte al funerale inviando, su consiglio del suo avvocato e dei genitori, un solo messaggio al padre del suo fidanzato: «Ho appreso dai giornali la notizia dei funerali e ci avevo pensato molto ma con tutto il clamore mediatico che si è creato intorno a questa tragedia, ho valutato di non venire». Quando l'uomo le ha risposto chiedendole il motivo del suo silenzio, la ragazza non ha più risposto. Mentre Giovanni Princi pare abbia preso parte al rito a bordo di una delle moto che hanno sfilato di fronte la chiesa prima dell'inizio della cerimonia. La madre di Luca lo ha riconosciuto perché il ragazzo indossava un giubbotto che il figlio gli aveva prestato.

Fonte: qui

giovedì 18 ottobre 2018

CANADA: DA IERI LA MARIJUANA È LEGALE PER USO RICREATIVO


IL PRIMO MINISTRO TRUDEAU SPIEGA CHE L’OBIETTIVO DELLA LIBERALIZZAZIONE E’ QUELLO DI SOTTRARRE IL BUSINESS DELLA VENDITA DELLE DROGHE "LEGGERE" ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA 

IL CANADA E’ IL SECONDO PAESE AL MONDO DOPO L’URUGUAY DOVE L’USO E IL POSSESSO DI CANNABIS E’ LEGALE


Da oggi in Canada è legale la vendita e il possesso di marijuana per uso ricreativo. A mezzanotte a Terranova è stato fatto il primo acquisto in un centro dove si era formata una coda di centinaia di persone. Il Canada è il secondo Paese al mondo, dopo l'Uruguay, dove il possesso e l'uso di cannabis è legale. La legge per il consumo ricreativo di marijuana è stata approvata a giugno.

L'obiettivo della liberalizzazione è dichiaratamente quello di sottrarre il business della vendita delle droghe "leggere" alla criminalità organizzata. "Noi - ha infatti spiegato il primo ministro, Justin Trudeau, alla vigilia della riforma - non legalizziamo la marijuana perché pensiamo che faccia bene alla nostra salute. Noi lo facciamo perché sappiamo che non è buona per i nostri figli. Noi sappiamo di dover fare un migliore lavoro per proteggere i nostri figli e per eliminare e massicciamente ridurre i profitti del crimine organizzato".

cannabis 2CANNABIS 
Il Cannabis Act era una promessa elettorale fatta da Trudeau nel 2015, e l'applicazione della legge sara' valutata prima delle prossime elezioni del 2019, in modo che si possa verificare se sia stata o meno un successo. Trudeau ha ammesso nel 2013 di aver fumato cannabis cinque o sei volte nella sua vita: tra queste, dopo una cena in cui festeggiava con amici la sua elezione al Parlamento. Tuttavia il primo ministro ha escluso di volersi avvantaggiare della nuova legge: il suo ufficio ha dichiarato che il premier "non intende comprare o consumare cannabis una volta legalizzata".

Fonte: qui

venerdì 5 ottobre 2018

UN UOMO DI 61 ANNI DI UGENTO, IN PROVINCIA DI LECCE, VIOLENTA PER ANNI LA FIGLIA MINORENNE SORPRENDENDOLA NEL SONNO


IL PENSIONATO LA FACEVA DROGARE OFFRENDOLE MARIJUANA E HASHISH E, IN ALCUNE OCCASIONI, ANCHE EROINA ED LSD: ORA DEVE RISPONDERE DI VIOLENZA SESSUALE AGGRAVATA E SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI 

ECCO QUANTI ANNI DI RECLUSIONE RISCHIA…


stupro STUPRO 
Droga e sesso con la figlia minorenne. Per anni e nel più totale silenzio. Otto anni di reclusione sono stati invocati dal pubblico ministero Francesca Miglietta nei confronti di un 61enne di Ugento nel processo che si sta celebrando con il rito abbreviato davanti al gup Carlo Cazzella.

L’imputato, ora in pensione, risponde di violenza sessuale aggravata e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. La figlia, ora poco più che 20enne, si è costituita parte civile con l’avvocato Enzo Garzia invocando una richiesta risarcitoria di 100mila euro.

stuproSTUPRO


L’indagine è stata coordinata dal sostituto procuratore Maria Rosaria Micucci. Gli accertamenti sono scattati dopo una segnalazione giunta ai carabinieri della locale stazione da parte dei servizi sociali del Comune che, da tempo, seguivano la giovane cresciuta in un contesto difficile dopo la separazione dei propri genitori.

Una prima informativa è stata così inoltrata in Procura. Secondo quanto denunciato, La ragazzina sarebbe stata sorpresa nel sonno e violentata dal padre (nel periodo in cui viveva in casa dell’uomo dopo la separazione dalla moglie) sin da quando era minorenne.
 stupro STUPRO

Gli abusi sarebbero andati avanti fino al 2008. Si fa riferimento anche a rapporti sessuali completi. la giovane non è stata mai sentita nel corso delle indagini con la forma protetta dell’incidente probatorio.

Il presunto padre orco è accusato anche di spaccio. Le indagini avrebbero appurato come l’uomo offerto alla figlia e ad una nipote sostanza stupefacenti: non solo marijuana e hashish (le cosiddette droghe leggere); anche roba ben più pesante come eroina ed lsd (una droga sintetica che provoca allucinazioni).

Raccolto il materiale d’indagine, il magistrato inquirente ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell’uomo difeso dall’avvocato Roberto Bray. La difesa, però, ha sottolineato come le dichiarazioni della ragazzina si debbano ritenere inattendibili in virtù della decisione della ragazza di ritornare a vivere in casa insieme al padre.

Fonte: qui

domenica 9 settembre 2018

TESLA TRACOLLA IN BORSA (-10%) DOPO LE DIMISSIONI DEL CAPO CONTABILE E DEL CAPO RISORSE UMANE, MENTRE ELON MUSK FUMA MARIJUANA NEL PODCAST DI JOE ROGAN

TRA IL RACCONTO DI COME LA SUA AZIENDA RIESCA A MALAPENA A SOPRAVVIVERE E IL PIANO PER COLONIZZARE MARTE, L'IMPRENDITORE PIU' GENIALE DELLA SUA GENERAZIONE TERRORIZZA GLI INVESTITORI


TESLA: CALA IN BORSA, -5,5% CON DIMISSIONI CAPO CONTABILE 

(ANSA) - Tesla cala in Borsa nelle contrattazioni che precedono l'apertura dei mercati, dove arriva a perdere il 5,5%. A pesare sono le dimissioni del chief accounting officer Dave Morton. Morton spiega che la sua uscita non è legata a disaccordi con i vertici o a tensioni su come riportati i conti.

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TESLA: FUMA MARIJUANA DURANTE INTERVISTA, BUFERA SU MUSK 
(ANSA) - Fuma marijuana e beve whiskey nel corso di un'intervista di due ore e mezzo per il podcast di Joe Rogan. Ed è subito bufera su Elon Musk, il miliardario visionario dietro a Tesla e SpaceX. Nel corso dell'intervista - di cui sono stati diffuse le immagini - Musk afferma che mantenere in vita una casa automobilistica è "molto difficile" e che nessuno al governo ascolta la sua richiesta di regolare l'intelligenza artificiale. Rispondendo a chi gli chiedeva cosa succedesse all'interno della sua testa, Musk risponde: è "un'esplosione senza fine".

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TESLA: ESCE ANCHE RESPONSABILE RISORSE UMANE, A NY -8,8% 
(ANSA) - Tesla crolla a Wall Street, dove nelle contrattazioni che precedono l'apertura dei mercati arriva a perdere l'8,8%. A pesare sono le dimissioni del capo contabile Dave Morton, Elon Musk che fuma marijuana nel corso di un'intervista e la responsabile delle risorse umane Gabrielle Toledano che annuncia, parlando con Bloomberg, che non tornerà in azienda al termine dell'aspettativa. Toledano si è presa un congedo il 29 agosto dopo il tweet di Musk sul delisting di Tesla.
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TESLA: AFFONDA A WALL STREET, PERDE IL 10% 
(ANSA) - Tesla affonda a Wall Street, dove arriva a perdere il 10%. A spingere al ribasso i titoli è la 'fuga' dei manager e i dubbi su Elon Musk, dopo che è stato visto fumare marijuana nel corso di un'intervista.

Fonte: qui

giovedì 17 maggio 2018

IN ITALIA È BOOM DELLA MARIJUANA LEGALE

A UN ANNO DALL’INTUIZIONE DELL’EMILIANA EASYJOINT, SONO NATE DECINE DI AZIENDE CHE PRODUCONO E VENDONO CANNABIS SENZA IL THC – NIENTE SBALLO MA EFFETTI RILASSANTI SUI MUSCOLI 

COSTA 7 O 8 EURO AL GRAMMO E LA USANO SOPRATTUTTO…

Michele Bocci per Il Venerdì-la Repubblica

cannabis legaleCANNABIS LEGALE
Agli italiani piace anche se non sballa. E piace pure tanto. La possibilità di comprarla senza problemi, mettendosi in coda in un negozio o connettendosi a un sito, è un' attrattiva irresistibile. E poco male se gli effetti psicoattivi non ci sono. E se al massimo ci si sente i muscoli più rilassati.

È passato esattamente un anno da quando, durante "Indica sativa trade", fiera internazionale della canapa a Casalecchio di Reno, vicino a Bologna, si parlò per la prima volta della cannabis light.

cannabis legale 5CANNABIS LEGALE 
La EasyJoint di Parma aveva portato all' attenzione di esperti e appassionati la sua idea: una marijuana a bassissimo contenuto di tetraidrocannabinolo (thc) e per questo non illegale. 

A quel tempo l' azienda emiliana aveva a disposizione una trentina di chili di fiori di canapa. In dodici mesi dal suo magazzino di Jesi, dove lavorano 64 persone, sono passate venti tonnellate di prodotto.

Tutto lascia pensare che il dato, già di per sé impressionante, non rappresenti un punto di arrivo ma di partenza. L' andamento della domanda fa stimare che il mercato sarebbe già pronto a consumare cinquanta tonnellate l' anno di cannabis light. Non a caso alle 250 aziende agricole già attive, dopo la prossima estate, se ne aggiungeranno altre 800.
easyjoint1EASYJOINT

Oggi la vendita al dettaglio può contare su circa cinquecento grow shop, dove un tempo si vendevano soltanto semi, prodotti derivati dalla canapa e l' attrezzatura per la coltivazione casalinga, e che ora sbancano grazie ai fiori.

Inoltre il prodotto viene commercializzato in alcune tabaccherie e nelle erboristerie. Insomma, un boom. Tanto che la passione degli italiani per la cannabis light viene studiata anche all' estero. Ad esempio negli Stati Uniti, dove il New York Times ha dedicato un lungo articolo al fenomeno. I tassi di crescita del settore sono quelli di una start up di grande successo.

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Ma come ci siamo arrivati? Tutto è partito grazie alla legge 242 del 2016 sulla canapa industriale, che è entrata in vigore nel gennaio 2017. Norme che hanno reso più semplice per le aziende agricole coltivare la pianta (ad esempio non sono più obbligate ad avere una autorizzazione dalle forze dell' ordine) per realizzare tessuti, cosmetici, alimenti, bioplastiche.

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La legge, inoltre, specifica che, per escludere la responsabilità penale dell' agricoltore, la singola varietà di canapa deve contenere tra lo 0,2 e lo 0,6 per cento di thc. Dei fiori però non si parla. Ed è su questa mancanza che è nata l' idea di EasyJoint - azienda formata da quattro soci: Mirco Lentini, Federico Valla, Luca Marola, da molti anni gestore di grow shop, e Leonardo Bronzini, che si occupa di coltivazione della canapa industriale: «Visto che i fiori non sono citati nella legge tra le parti della pianta utilizzabili a fini commerciali, fino all' anno scorso non avevano mercato e così gli agricoltori le distruggevano o le usavano come concime.
cannabis legale 1CANNABIS LEGALE 







Siamo arrivati noi e gli abbiamo chiesto di cedercele, anche a prezzi importanti» spiega Marola. «A loro non pareva vero».

Risultato? La loro azienda oggi copre l' 85 per cento del mercato tra chi coltiva e chi vende e gestisce direttamente tre negozi, a Milano, Roma e Pantelleria. A Parma, insomma, hanno intuito le potenzialità commerciali della "canna leggera" proprio partendo dal presupposto che non si tratta di una droga, visto il bassissimo principio attivo presente.
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Per avere un' idea delle proporzioni: una sentenza della Cassazione ha fissato nello 0,5 per cento il quantitativo minimo di thc necessario perché si possa parlare di stupefacente. La marijuana che si compra in strada dagli spacciatori ne contiene fra il 6 e il 15 per cento. Nella cannabis light è però presente un altro principio attivo, che è assolutamente legale, il cannabidiolo (cbd), che avrebbe effetti rilassanti sui muscoli.

C' è ancora un aspetto che va tenuto bene a mente. Sul suo sito, EasyJoint spiega che quella che è in vendita non è una medicina, non si mangia e non si vende ai minori. Nei primi due casi la ragione è evitare problemi con le norme sui medicinali e sugli alimenti. Lo stop a chi ha meno di 18 anni, invece, è una scelta dell' azienda.

easyjointEASYJOINT
Paletti messi ad arte, per evitare problemi viste le attuali carenze legislative sul tema. I prezzi cambiano a seconda della varietà della pianta e a seconda che nei fiori ci siano o meno i semi, che vanno scartati altrimenti con la combustione scoppiano e rendono la sostanza meno pregiata.

cannanbis light bigCANNANBIS LIGHT BIG





Il prezzo? Dai 2 ai 7 o 8 euro al grammo. I consumatori light di solito assumono la marijuana attraverso tisane o decotti, oppure la fumano, da sola o col tabacco, o la inseriscono nei vaporizzatori che funzionano un po' come sigarette elettroniche. Qualcuno la usa anche per smettere di fumare. Secondo i produttori, i clienti sono per lo più adulti, dai 30 anni in su. Persone che in passato fumavano cannabis "normale" magari in modo saltuario. E che adesso hanno ripiegato sulla versione leggera.
cannabis terapeuticaCANNABIS TERAPEUTICA

Prima che fossero intuite le potenzialità della cannabis light, l' industria della canapa in Italia non se la passava benissimo. Grazie al nuovo mercato, chi si occupava della trasformazione della pianta, da un giorno all' altro si è trovato con un tesoro inaspettato: i fiori. Così oggi ci sono varie aziende che acquistano dagli agricoltori e vendono direttamente online oppure passando attraverso i negozi.
cannabis legale 2CANNABIS LEGALE 





Oltre a EasyJoint, sono sul mercato Assocanapa, My Joint, Italy Henp. Ma anche altre imprese hanno tutta l' intenzione di inserirsi nel business.
Segno della tendenza alla crescita è anche il lavoro che si sta facendo per arrivare a un "codice di autoregolamentazione" del settore. Le varie associazioni di categoria hanno capito che è necessario uniformare certi aspetti dell' attività di coltivazione, garantire il prodotto, la sua tracciabilità e la tutela dei consumatori.
cannabis legaleCANNABIS LEGALE

Ma dalle parti di EasyJoint si va oltre l' aspetto economico. E si spera che il boom della versione soft della Maria sia solo il primo passo. «Noi siamo per la legalizzazione per scopo ricreativo, da sempre» spiega Marola. «E speriamo che questo passo sia un modo per avvicinarsi all' obbiettivo». Ovvero: arrivare alla marijuana legalizzata passando attraverso la diffusione di quella leggera. In altri Paesi, invece, in particolare in alcuni Stati degli Usa, alla legalizzazione si è arrivati dopo il via libera all' utilizzo per scopi terapeutici.
cannabis terapeutica 2CANNABIS TERAPEUTICA
E anche in Italia ormai è diventata una realtà la cannabis curativa, grazie alla produzione dell' Istituto farmaceutico militare di Firenze. Ma Marola però non crede sia quella la strada più giusta. «In attesa della legalizzazione della cannabis con un' alta percentuale di principio attivo, le persone fumano la nostra» dice l' imprenditore. «Per me si tratta di un lavoro di normalizzazione.

cannabis usaCANNABIS USA




Facciamo vedere i fiori, li facciamo toccare, stanno entrando nella quotidianità di molti, e in questo modo dimostriamo che la marijuana non è affatto un mostro.Grazie alla light in questi mesi si sta parlando tantissimo di cannabis. Ed è ovvio che se si parla tanto della sostanza senza principio attivo poi il discorso scivola sull' altra. Insomma: io spero che si stia creando l' humus adatto a far accettare la legalizzazione».

Questo è ancora difficile dirlo, ma intanto è certo che gli italiani si stanno affezionando sempre di più all' erba anche se non è stupefacente.

Fonte: qui