9 dicembre forconi: Cis
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martedì 20 marzo 2018

MOHAMED ALI ISMAIL TURKI É UN INGEGNERE SAUDITA CHE STA PER COMPRARE LA BANCA “CIS” DI SAN MARINO

NON SOLO: HA PROMESSO ALTRE CENTINAIA DI MILIONI PER UN AEROPORTO INTERNAZIONALE, HOTEL A CINQUE STELLE E UN NUOVO OSPEDALE  

MA SE CERCATE NOTIZIE IN RETE SU DI LUI, NON TROVERETE NULLA…


MOHAMED ALI ISMAIL TURKIMOHAMED ALI ISMAIL TURKI
Mohamed Ali Ismail Turki: segnatevi questo nome, perché appartiene a una persona in grado di spendere centinaia di milioni di euro con la facilità con cui altri bevono un thè. Segnatevelo, sì. Ma non tentate una ricerca in rete per capire chi sia questo ingegnere saudita, perché al di fuori della Repubblica di San Marino sembrerebbe sconosciuto. Non esistono o quasi su Internet riferimenti al suo nome, almeno non al di fuori dell' alfabeto arabo.

Eppure nella rocca del Titano Ali Turki si prepara a comprare una banca, la Cis, al cuore di un sistema ormai considerato al collasso. Ora alla stampa locale l' ingegnere saudita promette molto di più: altre centinaia di milioni per un aeroporto internazionale della Repubblica di San Marino (ma a Rimini), la costruzione di hotel a cinque stelle e un nuovo ospedale. «Ho scelto di investire qui - ha dichiarato a un giornalista del posto - perché affascinato dalla storia e dalla tradizioni del vostro splendido Paese».
Credito Industriale SammarineseCREDITO INDUSTRIALE SAMMARINESE

Il colpo di fulmine di questo investitore dev'essere stato intenso. Va detto che nulla suggerisce che il suo denaro sia di origine illecita e il suo nome non è legato a scandali. Ma Mohamed Ali Turki, che prima d' ora non sembra essersi mai affacciato in avventure all' estero, promette di versare risorse pari al metà del prodotto interno lordo nazionale proprio in un posto dove il fabbisogno di capitale degli istituti è stato stimato dalla banca centrale a 900 milioni di euro: una somma pari al Pil del Paese, che resta tutta da reperire e nessuno sa dire in che modo in quel sistema bancario con evidenti problemi di liquidità e di solvibilità delle sue aziende principali. Neanche a Ali Turki sfuggirà che esistono opzioni più prudenti per investire centinaia di milioni.

MOHAMED ALI ISMAIL TURKIMOHAMED ALI ISMAIL TURKI
San Marino, oggettivamente, ha però una particolarità: fa parte dell' euro e dell' unione doganale europea - senza barriere di sorta a nessuna transazione con l' Europa - eppure non è soggetto a nessuno dei vincoli di controllo e trasparenza dell' Italia o della Germania. Per qualcuno questa doppia qualità dev' essere molto attraente. Per correttezza verso Ali Turki, va detto però che non è il solo. Di recente la banca centrale di San Marino è stata avvicinata da una successione di figure che si dicevano disposte a investire molto denaro nella minuscola repubblica.

CREDITO SAMMARINESE jpegCREDITO SAMMARINESE 



C'è stata una società di riassicurazione panamense che, subito dopo l' esplodere dello scandalo fiscale dei Panama Papers, sosteneva di volersi trasferire proprio nella rocca del Titano. Si è presentato poi un operatore nigeriano in rappresentanza di una società olandese con sede a Dubai - non la più trasparente di tutte le giurisdizioni - deciso a scegliere proprio San Marino per creare una finanziaria nel settore degli aeromobili.

Inutile chiedersi perché. Del resto entrambi questi soggetti si sono volatilizzati non appena la banca centrale - all' epoca sotto la guida di figure di livello internazionale, in seguito allontanate dal governo - ha iniziato a chiedere i piani industriali e soprattutto le garanzie anti-riciclaggio fornite da questi potenziali investitori esteri. Invece di rispondere alle domande, sono scomparsi. Ma l' attrazione per San Marino da parte dei capitali esteri non finisce qui.

MOHAMED ALI ISMAIL TURKIMOHAMED ALI ISMAIL TURKI
Dopo una pesante condanna in primo grado, proprio venerdì scorso sono stati assoluti in appello («perché il fatto non sussiste») l' ex direttore generale della banca centrale di San Marino Mario Giannini e l' ex responsabile della Vigilanza Andrea Vivoli per un altro caso legato a operazioni da Paesi di seconda o terza fascia: i due erano accusati di non aver comunicato all' Agenzia di informazione finanziaria del Paese il trasferimento di sei miliardi di dollari da Banca del Giappone alla banca sanmarinese Asset Bank, oggi in profondo dissesto, per conto dell' ungherese Gyiorgiy Zoltan Matrai. Anche questo trasferimento, una volta scoppiato il caso non è mai avvenuto. Si fosse stato fatto veramente, per San Marino sarebbe stata una rivoluzione e un' importante inversione di tendenza.

SAN MARINOSAN MARINO
Una rivoluzione perché con quell' unico trasferimento il livello dei depositi bancari a San Marino sarebbe raddoppiato e anche più. Un' inversione di tendenza perché negli ultimi anni la liquidità depositata sui conti bancari del Titano è crollata dai livelli pre-crisi ,da circa 25 a cinque miliardi di euro: hanno contribuito la fuga di capitali avviata dalla crisi e soprattutto la voluntary disclosure per il rientro dei capitali operata dal governo italiano, che ha fatto uscire dalla Rocca molti fondi italiani un tempo nascosti al Fisco.

Quel prosciugarsi della liquidità nel sistema sanmarinese, come è ormai noto, ha fatto emergere scogli, relitti e cadaveri di ogni tipo. Una recente relazione sulla Cassa di Risparmio di San Marino a firma di Mirella Sommella, un' avvocatessa che siede nella vigilanza della banca centrale, si legge come un catalogo degli orrori: sul conto della prima banca del Paese il rapporto di vigilanza parla di «assetto di governance «assolutamente inadeguato»; «dovere istituzionale e morale di intervenire immediatamente per arginare gli effetti devastanti che possono scaturire dalla grave crisi di Cassa di risparmio»; «fatti gravi occultati».

MOHAMED ALI ISMAIL TURKIMOHAMED ALI ISMAIL TURKI
E questo è solo uno dei dissesti al cuore di un buco bancario da 900 milioni, pari al Pil del Paese. Il problema del governo del Titano, è che non riconosce il problema e non accetta aiuto dalle istituzioni internazionali o da operatori trasparenti di mercato. Così il problema diventa ogni giorno più grave. E San Marino rischia di diventare una breccia nel cuore dell' Italia per l' ingresso di capitali opachi (o peggio) da tutto il mondo, ai quali qualcuno alla fine stenderà tappeti rossi in cambio di una ciambella finanziaria di salvataggio.

Fonte: qui
MONTE TITANO - SAN MARINOMONTE TITANO - SAN MARINO

mercoledì 14 marzo 2018

L’OTTANTENNE GIANNI PUNZO, EX VENDITORE DI BIANCHERIA, AMICO DI MONTEZEMOLO E DI CALENDA, CON IL POLO DI NOLA HA DEBITI PER 300 MILIONI CON MPS ED UNICREDIT

PERÒ PUNZO È DI NUOVO UN UOMO D'ORO. CON LA VENDITA DELLA QUOTA IN ITALO 

CHISSÀ SE LO USERÀ PER RESTITUIRE PARTE DEI DEBITI CON LE BANCHE

Estratto dell’articolodi Fabio Pavesi per il “Fatto quotidiano”

BOMBASSEI MONTEZEMOLO PUNZO DELLA VALLE PRESENTANO ITALO NTVBOMBASSEI MONTEZEMOLO PUNZO DELLA VALLE PRESENTANO ITALO NTV
Il sogno è durato oltre un quarto di secolo. Ora si è inabissato e con lui il suo fondatore, quel Gianni Punzo che da semplice venditore di stoffe in piazza Mercato a Napoli, era divenuto il simbolo dell' imprenditoria di successo del Mezzogiorno. L' eclissi oscura per sempre l' 80enne Punzo, amico e socio d' affari di Luca Cordero di Montezemolo nella Ntv […]
gianni punzoGIANNI PUNZO

Già perché se fu di Punzo l' idea visionaria di costruire dagli anni Ottanta in poi il più grande centro commerciale e interporto del Sud in quel di Nola, sono state le banche a metterci i quattrini. E ora dopo lunghi anni di crisi della galassia del Cis (il polo del commercio all' ingrosso), dell' Interporto campano e del centro servizi Vulcano Buono […], gli istituti di credito dovranno aspettare almeno 15 anni per sperare di riavere indietro (forse) i soldi. Non pochi.
GIANNI PUNZO DELLA VALLEGIANNI PUNZO DELLA VALLE

La sola Cisfi, la holding finanziaria che sta in cima alla catena societaria che include il Cis, l' interporto campano e la società che gestisce l' immenso centro commerciale Vulcano Buono, poggiava ancora nel 2015 su ben mezzo miliardo di debiti, di cui 432 milioni solo con le banche. Sul Cisfi si riverberano i debiti delle controllate. Un' area integrata alle porte di Napoli da 5 milioni di metri quadrati, mille aziende e oltre 9 mila addetti nei tempi d' oro.

passera e punzoPASSERA E PUNZO
Di fatto la più grande fabbrica di lavoro del Sud Italia […]. Peccato che quel progetto faraonico sia stato messo in piedi con il contributo massiccio delle banche, Unicredit e Mps in prima fila. Il solo Interporto campano è arrivato a cumulare 280 milioni di debiti bancari; Vulcano Buono siede da anni su 133 milioni di prestiti.

Tutte le aziende vivono di credito bancario. Ma il problema è poter sostenere quel peso, pagare gli interessi e restituire il capitale. Cosa che dal 2012 non è più avvenuta nel regno di Punzo, oggi defenestrato da ogni incarico […]. Il Cisfi ha prodotto perdite per oltre 100 milioni con un' accelerazione crescente.

luca cordero di montezemolo (1)LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO (1)
L' Interporto, dove fino al 2011 era direttore generale l' attuale ministro Carlo Calenda, pupillo di Montezemolo, perde mediamente oltre 20 milioni l' anno. Per non parlare del Vulcano Buono, mai in grado di fare utili […]. Basti pensare che il solo Interporto campano nel 2016 fatturava 30 milioni perdendone 23 e con debiti che sono aumentati al punto tale da valere oltre 10 volte il fatturato […].

Gli istituti di credito, dopo anni di trattative, a partire dal 2012 hanno chinato il capo. Via a un maxi piano di ristrutturazione del debito, omologato dal Tribunale di Nola a fine 2016. Per non far fallire la ex creatura mastodontica, ma dai piedi d' argilla, dell' ottuagenario Cavaliere del Lavoro, le banche hanno concesso la restituzione di oltre 300 milioni di loro crediti tra ben 15 anni quando il calendario segnerà la data del 2033 […].

carlo calenda capalbio libriCARLO CALENDA CAPALBIO LIBRI


Un trattamento di favore pena il collasso del distretto di Nola. E così quel debito non pagato da Punzo diventa sofferenza nei conti delle banche. Mps aveva iscritto a settembre del 2017 l' interporto Campano come incaglio per 97 milioni e Vulcano Buono per 48 milioni. E questo solo per Rocca Salimbeni. Unicredit, dove per anni Montezemolo è stato vicepresidente, è capofila del pool bancario che ha finanziato Punzo: è esposto tuttora per 146 milioni e ha firmato l' oneroso piano di ristrutturazione dei debiti del complesso nolano […].
interporto nolaINTERPORTO NOLA

Già ma da dove arrivano quei prestiti? Risalgono al 2007-2008. In un colpo solo UniCredit e Mps concessero mutui per quasi 300 milioni alle società di Punzo […]. Forse che i buoni rapporti intessuti da sempre da Punzo abbiano avuto un peso nella magnanimità delle banche? Ora però da pochi giorni l' imprenditore è di nuovo un uomo d' oro. Dalla vendita della quota in Italo agli americani ha staccato in un colpo solo un assegno plurimilionario. Chissà se lo userà per restituire parte dei debiti, evitando che le banche debbano aspettare altri 15 anni per riottenere il loro denaro.

Fonte: qui
interporto nolaINTERPORTO NOLA