9 dicembre forconi: Cialtrone
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mercoledì 23 gennaio 2019

LA BEFFA DEI “NAVIGATOR”: SARANNO PRECARI E DOVRANNO TROVARE LAVORO AI DISOCCUPATI


E' IL TRISTE DESTINO LAVORATIVO DI QUELLI CHE DOVRANNO AIUTARE CHI PRENDE IL REDDITO DI CITTADINANZA A TROVARE UN LAVORO: SARANNO ASSUNTI DA UNA SOCIETÀ PER AZIONI CON LA FORMULA DEI CO.CO.CO DI DURATA INFERIORE A DUE ANNI E NEL FUTURO LA STABILIZZAZIONE APPARE UN MIRAGGIO…

Angelo Allegri per “il Giornale”

luigi di maioLUIGI DI MAIO
Saranno generosi e coraggiosi: questo solo si è capito degli ormai mitici navigator, le figure incaricate di prendere per mano i milioni di percettori del reddito di cittadinanza e condurli verso un posto di lavoro. Generosi perché saranno tutti precari, assunti con la formula dei co.co.co di durata inferiore a due anni, ma dovranno darsi da fare per trovare ai disoccupati contratti a tempo indeterminato. Coraggiosi, perché si troveranno a dispensare i loro consigli con una formazione ridotta all' osso, se non addirittura inesistente.
il 'navigator' di maio visto da twitter 1IL 'NAVIGATOR' DI MAIO VISTO DA TWITTER

Nella telenovela del reddito di cittadinanza ogni giorno spunta un particolare che arricchisce la lista delle incongruenze del provvedimento, mentre il vicepremier Di Maio si adopera per alzare l' abituale cortina fumogena.

Per disinnescare la barzelletta dei disoccupati affidati ai precari, ha detto che questi ultimi saranno in un prossimo futuro stabilizzati. Se non che sia i precedenti sia le norme approvate rendono più che problematico realizzare la promessa. Tanto per cominciare i navigator (seimila il loro numero) saranno assunti da una società per azioni, Anpal Servizi, partecipata dall' Anpal, l' agenzia per le politiche del lavoro.

Questo consentirà di abbreviare i tempi, senza fare concorsi pubblici, anche se poi i navigator dovranno trasferirsi, con una qualche formula giuridica, nei Centri per l' impiego che sono regionali. Le somme stanziate per loro sono pari a 200 milioni per il 2019, che diventano solo 50 per il 2021; il che, per l' appunto, fa capire che per la maggioranza i contratti si fermeranno al 2020.
conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 6CONFERENZA STAMPA SU REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100

Poi che succederà? Una stabilizzazione da una società partecipata dallo Stato alle Regioni è impossibile. Di concorso interno, il meccanismo usato di solito in questi casi, non si può neppure parlare.

Se a farsi carico della loro assunzione fosse l' Anpal, agenzia statale, a ribellarsi sarebbero le Regioni, espropriate di una delle loro competenze stabilite in Costituzione. Già ieri, al termine dell' incontro tra gli assessori regionali e Di Maio, i primi hanno messo dei paletti precisi. «Uno dei temi su cui abbiamo più perplessità è quello dei navigator e abbiamo chiesto un accordo prima delle assunzioni», ha detto Cristina Grieco, assessore in Toscana.

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 11CONFERENZA STAMPA SU REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100
In realtà nel recente passato Di Maio ha dimostrato di non volere stabilizzare alcunché. Tra i 1.100 dipendenti dell' Anpal, l' agenzia che coordina a livello nazionale i centri per l' impiego, i precari sono già 654, anche loro quasi tutti co.co.co. Hanno chiesto, pure con clamorose manifestazioni pubbliche, di essere assunti a titolo definitivo, ma la legge di bilancio ha stanziato in tutto un milione, quanto serve al massimo per 25 tra loro.

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Per i grillini sono dettagli, particolari senza troppa importanza. Per loro l' unico vero imperativo è quello di fare in fretta, di arrivare prima delle elezioni europee. Ma anche nella migliore delle ipotesi i tempi tecnici per la selezione dei navigator parlano di una data a cavallo dell' estate, senza che sia previsto nel cronoprogramma un periodo per alcun tipo di formazione.

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 2CONFERENZA STAMPA SU REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100
Ancora peggio andrà per le altre quattromila persone che dovranno rafforzare i centri per l' impiego. Ad agire, in questo caso, dovrebbe essere ogni singola Regione, il che porta a venti concorsi separati. A meno che, anche per loro, non si deleghi tutto a un ente statale (ma la questione è, per le stesse ragioni citate nel caso dei navigator, politicamente incandescente). Per gli esperti ci vorrà un anno.
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Ma Di Maio è tranquillo: ha detto che già il 5 marzo, primo giorno utile per chiedere il reddito, punta a emettere le prime carte di credito postali. L' importante è pagare.

Fonte: qui

martedì 15 gennaio 2019

“I TEATRINI FALLI A TEATRO”

BEPPE GRILLO VIENE CONTESTATO A NAPOLI DA TRE EX MILITANTI DEL M5S: “BASTA CON I TUOI SPOT ELETTORALI E LE BUGIE” 

BEPPE, CHE HA MANDATO IN TILT PARTE DELL’ELETTORATO GRILLINO FIRMANDO IL MANIFESTO DI BURIONI, VUOLE VENDICARSI DEL “TRADIMENTO” DI DIBBA, DIMAIO E CASALEGGIO E ORA NON E' ESCLUSO QUALCHE ALTRO "COLPETTO" PER FAR PERDERE VOTI AL MOVIMENTO… 

L'ATTACCO A SALVINI E L'ECCESSO DI ESAMI MEDICI




BEPPE GRILLO CONTESTATO A NAPOLIBEPPE GRILLO CONTESTATO A NAPOLI

Mini-contestazione di un gruppetto di ex M5S per Beppe Grillo, di scena ieri sera a Napoli nel Teatro Diana con il suo spettacolo «Insomnia». Poco prima dell' inizio dello show tre ex militanti del Movimento cinque stelle sono arrivati davanti all' ingresso del teatro. Uno di essi ha aperto un cartello di protesta: «Grillo, basta con gli spot elettorali, basta con le bugie. In politica ci vuole serietà. I teatrini falli al teatro». I tre contestatori hanno ingaggiato un battibecco con alcuni simpatizzanti del Movimento.


BEPPE GRILLO ATTACCA SALVINI: "QUELLA SERA TUA MADRE DOVEVA PRENDERE LA PILLOLA"
Ottavio Lucarelli per https://napoli.repubblica.it

"Ho detto alla madre di Salvini che quella sera doveva prendere la pillola".  Beppe Grillo sul palco del teatro Diana, nella prima delle due serate napoletane di "Insomnia", attacca il vicepremier: "Anni fa, quando lo incontravo, mi dava del lei. Poi parlai alla madre al cellulare".

LO SPETTACOLO DI BEPPE GRILLO A NAPOLILO SPETTACOLO DI BEPPE GRILLO A NAPOLI
Settecento biglietti venditi su 900 posti disponibili. Settecento spettatori si sono trovati di fronte gli strali di Grillo che in un monologo di due ore, parlando spesso un improbabile napoletano, si è spostato tra il palco, con un letto su cui ogni tanto si sdraiava, e la platea provando a coinvolgere il pubblico. Con attacchi a Salvini, ma anche ad altri suoi obiettivi storici: «Quando mi hanno messo una sonda nell’intestino si vedeva un parte grigia, era Giorgio Napolitano, poi una parte spappolata, Matteo Renzi».
Grillo a Napoli: "I medici vi fanno fare esami inutili"

beppe grillo luca bergamo speraggio 5BEPPE GRILLO LUCA BERGAMO SPERAGGIO
Grillo è arrivato alle 19,50. È sceso in fretta dal taxi con vetri oscurati e si è infilato nell’ingresso laterale del Diana. Sparito lui nella viscere del teatro, alcuni ex esponenti del Movimento hanno sventolato un manifesto in cui si chiedeva di farla finita con "gli spot elettorali e le bugie". Si invocava «serietà, i teatrini falli a teatro». Infine l’elenco dei “ tradimenti” del Movimento: alleanza con la Lega, Ilva, vaccini, condoni, spese militari, immigrazione, Q8. Contestatori, però, a loro volta contestati da altri presenti, al grido di «è solo speculazione, lasciateli soli».

Poi lo spettacolo e un fuori programma con una parte del pubblico rimasta in sala per i selfie con Grillo. Che batte sulla questione sanità, dopo le polemiche dei giorni scorsi: «Io trent’anni fa parlavo di Aids». Insomma nessuno può dargli lezioni.
Napoli mini-contestazione di 3 ex M5s fuori al Diana, prima dello show di Grillo
L’attesa resta per lo spettacolo di oggi con il  coinvolgimento del parterre politico e la presenza di Roberto Fico, presidente della Camera e grillino della prima ora, un fedelissimo del comico. E Grillo avverte: "Roberto ci sarà, guai a lui se non viene".
beppe grillo no tavBEPPE GRILLO NO TAV

Ma ci sarà anche una pattuglia di consiglieri regionali capeggiati dalla portavoce Valeria Ciarambino, che è e resta anche l'espressione campana del concittadino Luigi Di Maio. Sarà comunque una occasione per scambiare qualche punto di vista con l’ex garante nel Movimento, forse più critico anche dei suoi stessi rapporti col Movimento, come testimoniano le nutrite proteste di militanti nei suoi confronti per la firma da lui apposta al documento su scienza e vaccini. 

Fonte: qui

venerdì 6 luglio 2018

BOERI LIQUIDATO DA UN GIOVANE RICERCATORE (E DA PAOLO SAVONA!): ''GLI IMMIGRATI NON FANNO LAVORI CHE NON VOGLIAMO FARE, MA CHE NON VOGLIAMO FARE DA SFRUTTATI. INFATTI GLI ITALIANI VANNO A FARE I LAVAPIATTI A LONDRA. E NON FANNO FIGLI NON PERCHÉ STERILI MA PERCHÉ NON SE LO POSSONO PERMETTERE''

CARO BOERI, GLI IMMIGRATI NON FANNO LAVORI CHE NON VOGLIAMO FARE, FANNO LAVORI CHE NON VOGLIAMO FARE A DETERMINATE CONDIZIONI, OVVERO DI SFRUTTAMENTO

Mirko Celii, ricercatore dell'Università di Udine, sulla sua pagina Facebook

Sulle pensioni:
- la pensione che riceveremo corrisponderà ai contributi che avremo versato, non a quelli che verseranno gli immigrati "per noi".
mirko celiiMIRKO CELII
- le pensioni riscosse dai pensionati attuali sono "pagate" dai lavoratori attuali, a prescindere dal loro paese di origine.

- non è detto che il sistema pensionistico debba essere in pareggio, come non è in pareggio quello sanitario o quello dell'istruzione. Si potrebbe benissimo aumentare una tassa sui grandi patrimoni per avere pensioni dignitose per tutti
- il sistema pensionistico italiano non è mai stato in pericolo, né durante la crisi dal 2005 al 2011, né nelle proiezioni future del 2011, prima che arrivasse la Fornero [ fonte: report annuale della commissione europea  http://ec.europa.eu/…/european_ec…/2012/pdf/ee-2012-8_en.pdf  ]

E' diventato sempre meno sostenibile DOPO l'austerità di Monti e Fornero, dato che sono crollati PIL, occupazione, consumi ed entrate.
- avendo un 25-30% di italiani che non lavora o lavora poche ore a settimana, non è necessario importare altra manodopera per sostenere il sistema pensionistico, se non per sottopagarla.

Di fatti abbiamo disoccupati che si suicidano e immigrati che muoiono lavorando in nero 12 ore sotto il sole pagati 3 euro l'ora.
- gli immigrati che contribuiscono al 8-9% del PIL non "ci regalano" un bel niente, versano i contributi ora e li riprenderanno quando sarà il momento, come è giusto che sia.
tito boeriTITO BOERI
- se ciò non dovesse accadere, non ci sarebbe un cazzo di cui gioire, gli staremmo rubando la pensione, ci dovremmo anzi vergognare e dovremmo fare in modo che ciò non accada.

- gli immigrati, in particolare quelli provenienti da paesi molto poveri, lavorano spesso per salari inferiori a quelli medi del paese che li accoglie, quindi versano anche meno contributi a parità di lavoro rispetto ad un italiano.
- gli immigrati, ancora più degli italiani, tendono ad essere pagati in nero perché ancora più ricattabili. Ovviamente non è colpa loro, ma nostra, ma anche in questo caso non contribuiscono positivamente al bilancio pensionistico.
- gli immigrati non fanno lavori che non vogliamo fare, fanno lavori che non vogliamo fare a DETERMINATE CONDIZIONI, ovvero di sfruttamento, perché non hanno scelta e perché per loro pochi spiccioli di euro corrispondono a una discreta somma nei loro paesi di origine.

- tutto quello di ciò sopra vale OVVIAMENTE anche per gli italiani che emigravano e che continuano ad emigrare ancora oggi. Di fatti quando andiamo a Londra a lavare i piatti o a Berlino a vendere gelati, non "paghiamo le pensioni" a inglesi e tedeschi.
pensioniPENSIONI
- il problema dell'Italia non è l'immigrazione come sostengono quelli al governo, ma l'emigrazione. Tuttavia non possiamo pensare di compensare le uscite, di giovani spesso molto qualificati, formati a spese della collettività, semplicemente con le entrate di poveracci molto poco istruiti (non è colpa loro, ovviamente).

- un altro problema dell'Italia è la bassa natalità, che non è dovuta all'infertilità improvvisa degli italiani ma alle condizione incerte su lavoro e futuro. Anche in questo caso, non è pensabile di compensare semplicemente facendo entrare immigrati, che una volta qui, vivendo nelle stesse condizioni, avranno difficoltà a mettere su famiglia come gli italiani e gli immigrati che ci sono già, ed a quel punto avremo bisogno di ancora più immigrati.
TITO BOERITITO BOERI
Non è ovviamente per me, un problema etnico, ma se il secchio è bucato lasciare il rubinetto aperto non è la soluzione migliore.

A meno che non vogliate davvero 30 anni di Salvini, come a quanto pare sogna Boeri data la quantità di buffonate che dice.


LETTERA APERTA A TITO BOERI DI PAOLO SAVONA

Pubblicata da ''Milano Finanza'' il 22 luglio 2017 e postata dal sito www.scenarieconomici.com


Caro Boeri,
avevo letto le tue dichiarazioni sul ruolo degli immigrati nel sistema pensionistico italiano e le avevo cercate inutilmente nella Relazione annuale dell’INPS, ma le ho trovate solo negli estratti stampa di un tuo intervento in uno dei tanti inutili e confusionari incontri che si tengono in Italia.

MIGRANTI ONGMIGRANTI ONG
Conclusi che la lettura delle tue dichiarazioni poteva essere oggetto di interpretazioni positive e ho lasciato perdere. Sei tornato sul tema e ho sentito ripetere nuovamente i concetti nel corso di una trasmissione radio nella quale sostieni che il tuo ruolo all’INPS è di fornire informazioni statistiche sullo stato del sistema pensionistico; sarebbe cosa meritevole, perché quelle che fornisci non sono sufficienti e sono devianti perché le accompagni con interpretazioni che inducono a una valutazione distorta della realtà.

Tu dici che gli immigrati che hanno trovato un lavoro hanno versato oneri sociali di rilevante entità che servono per pagare le pensioni degli italiani e concludi che sono perciò indispensabili. Così presentata l’informazione induce a ritenere che ogni opposizione all’accoglienza di immigrati che non tiene conto di questo vantaggio è errata, accreditando la politica fallimentare finora seguita in materia.

La prima obiezione, che conferma la natura di interpretazione delle statistiche che rendi pubbliche, è che, se al posto degli immigrati ci fossero stati italiani, il gettito contributivo sarebbe stato lo stesso perché il sistema pensionistico italiano è basato sul metodo distributivo: i giovani lavoratori pagano per gli anziani andati in pensione e se tra essi vi sono immigrati non è la loro nazionalità a dare un carattere particolare al contributo che essi danno al sistema.
paolo savona col suo libro (2)PAOLO SAVONA COL SUO LIBRO

Potresti tutt’al più obiettare che le nuove assunzioni avvengono sovente in deroga al versamento degli oneri sociali e, quindi, in prospettiva il sistema pensionistico peggiora. Questo sarebbe assolvere al proprio dovere.

Non so se i giornali abbiano riferito una tua frase dove sostieni che non tutti gli immigrati finiranno con beneficiare di una pensione, ma questa è stata l’interpretazione. Se l’andazzo del bilancio e del debito pubblico continua, probabilmente tutti gli immigrati, non solo gli italiani, non beneficeranno della pensione attesa.

Mi indigna il solo pensare alla possibilità di un’espoliazione o decurtazione di valore della pensione che gli immigrati attendono. Se l’affermazione fosse tua, ha tutti i tratti del colonialismo d’antan. Sono favorevole all’inclusione di immigrati regolari nel mondo del lavoro, ma sono contrario che essi provengano dall’immigrazione irregolare, la cui numerosità è enormemente sproporzionata rispetto a quella del suo assorbimento da parte dell’attività produttiva, creando ben altri problemi sociali.

Trovo inoltre giuridicamente devastante che, se l’immigrato trova lavoro regolare, il suo illecito diventi lecito, perché induce scontento nel migliore dei casi e scarso rispetto della legge da parte di chi quotidianamente lotta per adempiere alle incombenze di cittadino; esse sono piene di scadenze che, se solo vengono saltate di un giorno, generano ammende. Anche all’INPS. Si introduce nel corpo delle leggi il concetto di violazioni sanabili e non sanabili.
nave diciotti migranti 2NAVE DICIOTTI MIGRANTI 

Ritengo inoltre socialmente ingiusto che un immigrante illecito venga preferito a un giovane italiano perché disposto a lavorare a un salario inferiore; ancor più considero economicamente errato che si assista l’immigrante illecito a condizione che non lavori. I giovani italiani costretti a emigrare pur essendo preparati, di cui parli nelle tue dichiarazioni, sono il risultato di questo stesso modo di intendere la cittadinanza ed essendo tu equiparato a un funzionario dello Stato devi rispettare il dettato costituzionale e le leggi ordinarie, non “interpretarle” come fanno in troppi.

Se vuoi combattere per un’idea che ritieni giusta, devi lasciare l’INPS ed entrare nella tenzone politica o metterti a predicare come faccio io, rifiutandomi di conformarmi alla volontà dei gruppi dirigenti.

Credo che il risanamento del sistema pensionistico passi attraverso la trasformazione del metodo per ripartizione in metodo per accumulazione. Il primo passo è il ricalcolo del valore della pensione sulla base dei contributi versati, per poter comunicare a ciascun cittadino quale sia la quota di cui ha diritto e quale l’assistenza pubblica che riceve. Non per tagliare l’assistenza, ma per chiarire i rapporti tra cittadino e Stato.

Il secondo passo è una buona legge di tutela del risparmio pensionistico, che oggi manca. Spero che lo farai, risparmiandoci in futuro altri giudizi equivoci.
Grato per l’attenzione.
paolo savonaPAOLO SAVONA
Paolo Savona
Milano Finanza 22.7.17

Fonte: qui

P.S. LICENZIATELO IN TRONCO CON IGNOMINIA!