9 dicembre forconi: AfD
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domenica 9 dicembre 2018

SALVINI LANCIA LA CAMPAGNA PER LE EUROPEE DA ROMA: ''DATEMI IL MANDATO PER TRATTARE A BRUXELLES CONDIZIONI MIGLIORI PER L'ITALIA''.


IN UNA PIAZZA DEL POPOLO GREMITA RADUNA SOPRATTUTTO I LEGHISTI DEL SUD: PIENO DI PUGLIESI, CALABRESI, CAMPANI 

''NON FACCIO SALTARE IL GOVERNO PER UN SONDAGGIO''. E SULLA STRAGE NELLA DISCOTECA...

LEGA A PIAZZA DEL POPOLO. SALVINI: 'NON FARÒ MAI SALTARE UN GOVERNO CHE LAVORA PER GLI ITALIANI, PER UN SONDAGGIO'


matteo salvini a piazza del popolo 9MATTEO SALVINI A PIAZZA DEL POPOLO

Ansa -A piazza del Popolo a Roma la kermesse della Lega 'L'Italia alza la testa'. Matteo Salvini sale sul palco accompagnato dalle note dell'aria della Turandot di Puccini 'Vincerò', mentre dalla piazza si accendono fumogeni tricolori. Salvini, ora senza felpa della Polizia ma in maglione, ascolta la musica con la mano sul cuore.

"Questo governo mantiene tutti i suoi impegni e dura 5 anni: sarà giudicato dal numero di culle che tornano a riempirsi in questo Paese, dal numero di bambini che nascono e tornano ad avere non un genitore 1 e 2 ma una mamma e un papà", ha detto Salvini dal palco, davanti, secondo gli organizzatori ad 80mila persone. "Adozioni più veloci e meno costose sono un dovere per un governo che vuole rispettare la sua gente", ha aggiunto. "Non farò mai saltare un governo che lavora per gli italiani, per un sondaggio". ha assicurato.
matteo salvini a piazza del popolo 8MATTEO SALVINI A PIAZZA DEL POPOLO


"Chiedo il mandato di andare a trattare con l'Ue non come ministro ma a nome di 60 milioni di italiani che vogliono lasciare ai loro figli e nipoti un'Italia migliore. Se c'è il vostro mandato non abbiamo paura di niente e di nessuno". "Qualcuno - ha aggiunto - ha tradito il sogno europeo, noi daremo il sangue per una nuova comunità Europea fondata sul rispetto, sul lavoro, sulla crescita, sull'equità".

matteo salvini a piazza del popolo 7MATTEO SALVINI A PIAZZA DEL POPOLO



"Se l'Europa è quella che si ferma allo spread, alla finanza, agli zerovirgola, è un'Europa destinata a fallire. Serve un'Europa che ritorni a lavorare, per la dignità dei cittadini".

In Europa "c'è bisogno di anima e identità che qualcuno ha perso in nome della globalizzazione. Ogni tanto ci richiamano ad essere rispettosi delle regole e dei trattati internazionali. Sotto questo sole tanto caldo ma anche tanto freddo per quanto accaduto stanotte nelle Marche, serve una nuova Ue fondata sul rispetto, il lavoro e il progresso. Come è possibile garantire quello che c'è scritto nei trattati sulla piena occupazione e la crescita sostenibile? Guardate alla crisi economica che anche la potentissima Germania sta cominciando a vivere, pensate ai gilet gialli. La violenza non è e non sarà mai giustificata ma chi semina povertà e falsa speranza raccoglie protesta", ha proseguito
matteo salvini a piazza del popolo 6MATTEO SALVINI A PIAZZA DEL POPOLO

"Non servono nuove leggi - ha detto il leader del Carroccio - ma bisogna fa rispettare le leggi che ci sono. In questo Paese chi sbaglia paga. E chi ha sbagliato paga e paga fino in fondo da nord a sud. Ovunque, da Genova ad Ancona".

"Abbiamo cominciato il cammino giusto, - ha detto - se i portavoce di poteri forti sono contro di noi, vuol dire che stiamo facendo le cose giuste per 60milioni di italiani. E non molleremo mai". "Dedico a Roma e agli italiani perbene le minacce di certa gente e le nove ville abbattute dei Casamonica". e ancora: "Per certa gente in Italia non c'è posto. #lamafiamifaschifo". "Se marceremo uniti e compatti nessuno ci potrà fermare", ha aggiunto Salvini.
matteo salvini a piazza del popolo 5MATTEO SALVINI A PIAZZA DEL POPOLO


LEGA CONQUISTA ROMA, PIAZZA DEL POPOLO GREMITA
Gabriele Santoro per l'ANSA

Se l'idea doveva essere quella di presentare la Lega come un partito ormai pienamente nazionale, per Matteo Salvini la spedizione romana può dirsi riuscita: una Piazza del Popolo gremita, 80 mila secondo gli organizzatori. Qua e là, certo, le bandiere delle autonomie - dai mori sardi ai leoni veneti - ma soprattutto tanti, tanti tricolori, da tutta Italia. Molti di più dei 'Soli delle Alpi'. Qui la Padania è lontana, non solo geograficamente, e Alberto Da Giussano rimane lassù da solo, minuscolo nel logo del podio.

matteo salvini a piazza del popolo 4MATTEO SALVINI A PIAZZA DEL POPOLO
Quasi si perde sullo sfondo blu del palco: 'L'Italia alza la testa' si legge enorme e sottolineato - ancora una volta - col tricolore. La Lega che fa il pieno a Roma, in un 8 dicembre tiepido da stare senza giaccone: solo anni fa una doppia contraddizione, così come l'asta su cui qualcuno stamane ha appeso sia la bandiera di Salvini che quella della As Roma. In piazza i romani ci sono, e c'è tanto Sud: la Calabria, la Sicilia, Bari, Vico Equense.

matteo salvini a piazza del popolo 3MATTEO SALVINI A PIAZZA DEL POPOLO





In prima fila un militante di Trinitapoli, vicino a Barletta, grida che giù da lui "una volta era tutto 'rosso', ora è tutto 'verde'". 'Un solo capitano da nord a sud', dice un cartello; 'Matteo Salvini Lega Grazie' si legge su un grande striscione tricolore. Ma a scaldare la folla ci pensano i ministri. Giulia Bongiorno imposta l'arringa sul 'buonsenso': "E' di buonsenso stare con l'aggredito e non con l'aggressore? Con le donne vittima di violenza? Per le leggi in italiano?" chiede, trovando i 'sì' della piazza.

matteo salvini a piazza del popolo 2MATTEO SALVINI A PIAZZA DEL POPOLO
Marco Bussetti promette "il crocifisso in classe a Natale", e riscuote consensi anche in prima fila, dove una ragazza ha portato un cartello pro-presepe e una 'madonnina' di Lourdes. E all'Immacolata Lorenzo Fontana affida "la grande reazione identitaria che in Europa sta dilagando". Gian Marco Centinaio vede gli striscioni anti-Bolkestein e assicura: "Daremo risposte". Erika Stefani si presenta con un trio di governatori, Zaia, Fontana e Fedriga: l'obiettivo è l'"autonomia differenziata". Ma in piazza non c'è solo Italia: c'è il riminese con un ritratto di Putin e la scritta 'Io ci sono'.
matteo salvini a piazza del popolo 10MATTEO SALVINI A PIAZZA DEL POPOLO




O il militante che su un gilet giallo scrive un messaggio agli 'amici francesi': 'Perché tutto questo casino, bastava votare Le Pen'. E' la folla in cui Salvini, che sul palco era circondato dai sindaci e dalla nazionale italiana cuochi, farà il bagno a fine comizio: tutta la prima fila, tra abbracci, selfie, strette di mano, regali come quadri o bandiere.

E poi la musica: l'attesa con i classici natalizi alla Sinatra, poi la virata nazionale col 'Nessun dorma' a sottolineare i momenti salienti, quasi un inno alternativo (Salvini l'ascolta a tratti con la mano sul cuore). Infine il repertorio pop, rigorosamente tricolore, dove Povia, il cantautore vicino alle idee della destra, si ritrova in playlist accanto a 'Il cielo è sempre più blu' di Rino Gaetano. Un classico delle iniziative di quel Pd che solo qualche settimana fa, proprio da Piazza del Popolo, aveva fatto partire il suo rilancio. Con una affluenza, commentano soddisfatti i leghisti nel parterre, visibilmente inferiore.

Fonte: qui


L'ALTERNATIVA PER LA GERMANIA? È SALVINI! 

HOCKE, LEADER DI AFD: ''MI ISPIRO AL POPULISMO DEL LEADER LEGHISTA. CAPISCO L'ITALIA QUANDO CRITICA LA POLITICA ECONOMICA TEDESCA. I NOSTRI POLITICI SI VANTANO DELLA CRESCITA COSTANTE DELL'EXPORT COME SE FOSSE UN SUCCESSO ECONOMICO QUANDO IN REALTÀ LE RICCHEZZE STANNO RAGGIUNGENDO UNA PICCOLA PARTE DI PERSONE E IMPOVERENDONE LA MAGGIORANZA''

Luca Steinmann per www.huffingtonpost.it

Björn Höcke è uno dei leader più radicali del partito della destra tedesca di Alternative fuer Deutschland (Afd). Tale partito è nato nel 2013 come movimento di critica all'euro, col tempo si è radicalizzato ed è diventato la prima forza populista del Paese. Nel 2017 è diventato con il 12,6 per cento dei voti la prima forza di opposizione al Bundestag e presente inoltre in tutti i parlamenti regionali. La sua crescita è stata accompagnata dalle critiche di tutte le altre formazioni politiche, che lo accusano di avere assunto pericolose contiguità ideologiche col nazionalsocialismo.

BJOERN HOECKEBJOERN HOECKE
Höcke in particolare si è attirato addosso le critiche più profonde a causa del suo tentativo di rivalutare i paradigmi con cui i tedeschi interpretano la propria storia e il proprio passato. Da quando nel 2015 è stato eletto capogruppo di Afd presso il Land della Turingia ha rilasciato una serie di dichiarazioni per molti preoccupanti. Quella più clamorosa risale al 2017 quando, in un discorso pubblico, ha preso di mira i monumenti che il governo federale ha fatto costruire nel cuore di Berlino in memoria dell'Olocausto e per non dimenticare i crimini nazisti. La Germania, a suo dire, si sarebbe "piantata" un monumento alla propria vergogna nel cuore della capitale, cosa ai suoi occhi sbagliata.

Signor Höcke, la sua compagna di partito Alice Weidel ha fortemente attaccato il Governo italiano, Matteo Salvini e la manovra economica che si apprestano a varare. Cosa ne pensa?

BJOERN HOECKEBJOERN HOECKE
Salvini per me è un esempio e penso che l'attacco nei suoi confronti e verso il Governo italiano sia stato un errore. Ritengo infatti sia necessaria una riforma strutturale dell'intero sistema capitalista. Dal punto di vista economico non è infatti sostenibile alcuna crescita in questa direzione. Sono decenni che in Germania la crescita della produttività non corrisponde alla redistribuzione equa della ricchezza, bensì all'abbassamento salariale e pensionistico e al tragico sviluppo della povertà tra gli anziani.

Di questo passo nel 2035 il 50% dei pensionati della Germania avranno una pensione di meno di mille euro lordi al mese. Per questo capisco l'Italia quando critica la politica economica tedesca. I nostri politici si vantano davanti al mondo della crescita costante dell'export come se fosse un successo economico quando in realtà le ricchezze stanno raggiungendo una piccola parte di persone e impoverendone la maggioranza, soprattutto il ceto medio, cioè colui che storicamente dà stabilità alla democrazia e senza il quale è sotto minaccia l'intero sistema democratico. Dobbiamo riconoscere che le politiche neoliberali sono dannose per la maggior parte delle persone. Sono contento che gli italiani difendano la propria sovranità dal diktat europeo.

Lei si ispira quindi al Governo populista italiano?
bjorn hockeBJORN HOCKE
Mi ispiro al populismo di Salvini, che vedo come un populista in termini positivi, una persona carismatica che per me personalmente è un esempio. Nel 2019 sarò nuovamente candiderò alle elezioni in Turingia e terrò a mente il modo in cui Salvini fa campagna elettorale andato andando in mezzo alla gente e ascoltandone i problemi. Salvini ha capito che i Paesi del Mediterraneo sono la frontiera dell'Europa.

MATTEO SALVINI SU FACEBOOKMATTEO SALVINI SU FACEBOOK
Confinano con un continente, quello africano, che ha una crescita mensile di due milioni di persone e con 700 milioni di uomini pronti a migrare verso l'Europa. Se ciò avverrà sarà una catastrofe mai affrontata prima dal punto di vista sociale, economico, culturale e della sicurezza che non porterebbe alcun beneficio neanche ai Paesi africani.

I Paesi europei, infatti, verrebbero portati al collasso economico e la sicurezza interna diminuirebbe. Meno sicurezza significa meno coesione sociale, dunque minore capitale sociale e di conseguenza meno produttività economica, come spiega bene in sociologo Robert Putnam. In questa situazione diminuirebbe inevitabilmente la capacità europea di salvare i Paesi in via di sviluppo. I Paesi mediterranei hanno dunque il compito di proteggere l'Europa come se fosse una fortezza.

Da questo punto di vista l'Italia è diventata un modello da seguire per tutta l'Europa. Essa mostra come laddove la situazione si fa più emergenziale servono soluzioni di tipo sistemico e non piccole modifiche diplomatiche e amministrative. Quando la classe politica non governa le emergenze emergono nuovi attori protagonisti come Salvini.

(...)

Qui l'integrale:


lunedì 15 ottobre 2018

Germania, elezioni in Baviera. Alleati Merkel crollano, boom Verdi. Csu perde maggioranza assoluta





Tonfo Spd. L'ultradestra all'11%


Ansa- Alle elezioni bavaresi, stando alle ultime proiezioni pubblicate dall'emittente tv Ard alle 19.57, la Csu ha preso il 37,3%, l'Spd il 9,5%, i Freie Waehler l'11,6%, i Verdi il 17,8%, l'ultradestra di Afd il 10,7% e i Liberali il 5. Resta fuori dal Parlamento la sinistra della Linke.
"Un risultato storico"Queste le parole di Katharina Schulze. Robert Habeck, leader federale del partito ha invece ammonito: "Gli elettori hanno dato un segnale chiaro, non si può andare avanti così", ha affermato parlando a Ard.
"Un risultato amaro, ma abbiamo un chiaro mandato a governare", ha detto il segretario generale della Csu, parlando alla tv Ard, subito dopo gli exit poll. "Non è un giorno facile della Csu, e questo è un risultato doloroso. Lo accettiamo e ci confrontiamo. Lo analizzeremo. Ma una cosa è chiara: non solo siamo il partito più forte, ma abbiamo anche un chiaro mandato a governare", ha spiegato il candidato presidente della Csu Markus Soeder. "Adesso bisogna costruire un governo stabile per la Baviera", ha aggiunto. "Parleremo con tutti i partiti. Non tratteremo con Afd", ha anche spiegato Markus Soeder. Soeder ha poi affermato che "le liti non hanno aiutato" e che bisogna adesso andare avanti "con spirito costruttivo e maggiore ottimismo".
Il leader della Csu bavarese Horst Seehofer si è detto "abbattuto per il risultato" emerso dalle urne, "quando io ero qui era qualcosa di diverso", ha anche detto, "ma dall'altra parte abbiamo avuto un chiaro segnale per formare il governo". Il leader del partito ha promesso un'analisi del voto, "lavoreremo per capire da dove viene questo risultato". Seehofer ha ringraziato la base del partito e l'impegno di Markus Soeder, e ha poi aggiunto: "Nelle prossime tre quattro settimane dobbiamo concentrarci per formare il governo".
"È una sconfitta molto amara per il nostro partito", ha detto il segretario generale dell'SPD Lars Klingbeil. "Analizzeremo questi risultati in Baviera e a Berlino", ha affermato. "Quel che già si può dire è che si tratta di un chiaro segnale al governo di Berlino", ha aggiunto, criticando lo "stile sbagliato" e le troppe liti nel governo federale.
"Con questo risultato abbiamo l'aumento più significativo di tutti", ha detto Joerg Meuthen, di Afd, che vedono il partito di ultradestra entrare nel parlamento regionale con un 11%. Meuthen ha sottolineato che i Freie Wäehler hanno costituito una forte concorrenza per la destra in Baviera. "Non è realistico trattare per una coalizione con la Csu", ha aggiunto. 
"In Baviera ha vinto il cambiamento e ha perso l'Unione europea, il vecchio sistema che malgoverna da sempre a Bruxelles", ha commentato il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini. "Sconfitta storica per democristiani e socialisti, mentre entrano in tanti, e per la prima volta nel Parlamento regionale, gli amici di Afd. Arrivederci Merkel, Schultz e Juncker", aggiunge. "A maggio l'Europa cambierà volto! Vi ho sempre detto che stava per arrivare un terremoto politico anche in Europa. Il voto in Baviera è solo un anticipo di quello che succederà",  scrive su Facebook il leader M5s Luigi Di Maio. "L'Italia, ora possiamo dirlo, è precursore dell'Europa che cambia. Così come abbiamo contribuito a fondarla, saremo protagonisti nel rifondarla. Sarà la fine dell'austerità e l'inizio della solidarietà. Sta per arrivare la Manovra del Popolo anche a livello europeo".
È stata molto alta l'affluenza al voto in Baviera, con il 72,5% della partecipazione, rispetto al 63,6% del 2013. È quanto emerso dai dati divulgati da Ard. 

Circa 9,5 milioni di elettori chiamati alle urne. L'Unione dei Cristiano Socali (Csu), alleata di governo della cancelliera Angela Merkel, ha mantenuto la maggioranza assoluta in questa prospera regione del Paese negli ultimi 56 anni, con la sola eccezione di cinque.


Baviera, crollano Csu e Spd, boom dei Verdi. Seehofer non fa autocritica


Merkel: 'Governo riguadagni fiducia elettori'

  

Ludwig Hartmann e Katharina Schulze © EPA

Ansa - Le urne provocano l'atteso terremoto in Baviera, dove i cristiano-sociali di Horst Seehofer perdono la maggioranza assoluta, crollando al 37,3%. Sfondano i Verdi, che diventano la seconda forza del Land, mentre è drammatico il tonfo per i socialdemocratici, spodestati proprio dagli ecologisti. Anche nel sud della Germania infine avanza l'ultradestra, con l'ingresso nel parlamento regionale di Alternative fuer Deutschland, che conquista sì le due cifre ma non i risultati clamorosi che sperava.
Questo terremoto politico locale propagherà le sue onde anche a Berlino, e si temono effetti sulla politica federale. Per valutare la tenuta della Grosse Koalition occorrerà comunque aspettare le amministrative in Assia, il 28 ottobre, fra due domeniche. Persi sul terreno oltre 10 punti rispetto al 2013 (quando il partito svettava al 47,7%), Markus Soeder, candidato presidente della Csu, ha comunque rivendicato il diritto al governo: "Non è una giornata facile e abbiamo avuto un risultato doloroso. Ma una cosa è chiara: non solo siamo il partito più forte, ma abbiamo anche un chiaro mandato a governare". Soeder ha anche annunciato di "voler parlare con tutti i partiti, ma non con l'Afd".
"Il governo della Grosse Koalition deve recuperare la fiducia persa", ha detto Angela Merkel, commentando i risultati delle urne bavaresi, intervenendo alla giornata dell'associazione del commercio estero BGA. "I risultati economici migliori e la disoccupazione ai minimi livelli alla gente non bastano, se non c'è la fiducia negli attori politici", ha affermato. "Da ieri traggo questo insegnamento: come cancelliera devo fare in modo che la Grosse Koalition recuperi la fiducia e che i suoi risultati siano visibili", ha aggiunto.
"Non affronto neppure oggi alcuna discussione su di me", ha detto Horst Seehofer, leader della Csu e ministro dell'Interno tedesco, prima della seduta del presidio del partito a Monaco, dove si discuteranno gli esiti delle elezioni in Baviera. La Csu è crollata al 37,2% e ha perso la maggioranza assoluta. L'analisi degli sconfitti (anche i socialdemocratici hanno dimezzato i loro consensi) è che a pesare sul collasso dei grandi partiti siano state le liti a Berlino, provocate proprio da Seehofer, che ha mandato in crisi il governo due volte in pochi mesi.
Il segretario generale dell'Spd Lars Klingbeil vede nei risultati delle urne bavaresi un "chiaro segnale" che pesa fortemente sulla Grosse Koalition. Dopo il voto di ieri dovranno esserci delle "conseguenze", ha aggiunto parlando alla tv Ard. Lo stile del governo comporta che la gente si allontani dall'Spd e dall'Unione, nell'analisi di Klingbeil. "Dobbiamo ammettere - questo è il chiaro segnale arrivato ieri - che la situazione è difficile e per questo adesso dobbiamo avere un nuovo stile di governo nella Grosse Koalition", ha commentato.
Il governo della Grosse Koalition deve recuperare la fiducia persa, ha detto Angela Merkel. "I risultati economici migliori e la disoccupazione ai minimi livelli alla gente non bastano, se non c'è la fiducia negli attori politici", ha affermato. "Da ieri traggo questo insegnamento: come cancelliera devo fare in modo che la Grosse Koalition recuperi la fiducia e che i suoi risultati siano visibili", ha aggiunto.

giovedì 27 settembre 2018

GLI INTRECCI CHE LEGANO IL SOTTOBOSCO NEONAZI ALL’EX CAPO DEI SERVIZI SEGRETI MAASSEN E AL MINISTRO SEEHOFER



GLI SCONTRI CON LA MERKEL SULL’ACCOGLIENZA, GLI INCONTRI CON LA LEADER DI AFD (PARTITO CHE FA IL PIENO DI ISCRITTI TRA AGENTI DI POLIZIA E SOLDATI) 

E POI IL CORTEO DI CHEMNITZ E LE SOFFIATE DEGLI 007 CHE HANNO PASSATO AI DIRIGENTI DELL’ULTRADESTRA INFORMAZIONI SENSIBILI SUL TERRORISMO ISLAMICO PER…

Barbara Ciolli per www.lettera43.it

manifestazione estrema destra germania chemnitzMANIFESTAZIONE ESTREMA DESTRA GERMANIA CHEMNITZ
L'estrema destra in Germania è una bomba a orologeria, non soltanto per la fragile terza Grande coalizione di Angela Merkel ma per l'intero Paese. I fatti inequivocabili di Chemnitz, nell'Est, hanno dimostrato quanta presa crescente possano avere tra la popolazione, in certe aeree, nuovi e vecchi movimenti xenofobi.

Ma il fatto più grave, a pochi giorni dalla caccia agli immigrati e dalle affollate manifestazioni neonazi nella cittadina, sono i legami ripetuti che stanno emergendo tra il sottobosco di gruppi, per Costituzione vietati dal Secondo dopoguerra, e l'apparato istituzionale delle forze dell'ordine, dell'intelligence e della magistratura tedesche.

L'ultimo scandalo di simili opacità, che fa vacillare l'esecutivo Merkel, è il declassamento dell'imbarazzante ex capo dei Servizi segreti interni (Bfs) Hans-Georg Maaßen ad advisor dell'altrettanto imbarazzante ministro degli Interni, e leader bavarese, Horst Seehofer. Il Matteo Salvini tedesco, o quasi.
hans georg maassenHANS GEORG MAASSEN

L'AVVERSITÀ NEI CONFRONTI DEGLI IMMIGRATI
Ai vertici del Bfs dal 2012, quando fu necessario un ricambio per tacitare le accuse di negligenza e i sospetti di insabbiamento dell'intelligence tedesca sugli omicidi commessi per anni e anni dalle cellule clandestine di estrema destra Nsu con un covo proprio a Chemnitz, Maaßen era finito in un vortice di attacchi per aver messo fortemente in dubbio, in un'intervista al tabloid die Bild di questo settembre, l'autenticità di un video sulle violenze di Chemnitz contro gli stranieri, da parte di gruppi xenofobi.

merkel chemintzMERKEL CHEMINTZ
Ma il capo degli 007 tedeschi era già spiccato, nel 2015, per aver criticato l'apertura della cancelliera Merkel a quasi un milione di richiedenti asilo della rotta balcanica, verso la Germania. E nel 2002, da allora funzionario del Ministero dell'Interno, per non voler rimpatriare un detenuto turco, nato e cresciuto in Germania dove era legalmente residente, ingiustamente rinchiuso e torturato dagli americani nel campo di Guantanamo.

GLI SCONTRI TRA MERKEL E MAASSEN
hans georg maassen e angela merkelHANS GEORG MAASSEN E ANGELA MERKEL
Sia l'intelligence Usa sia la tedesca avevano concluso che le accuse contro il detenuto Murat Kurnaz (rilasciato infine nel 2006 e rientrato in Germania dalla famiglia dopo anni di pressioni diplomatiche agli Usa da parte anche della stessa Merkel) erano infondate.

Ma Maaßen si appigliava al «permesso di residenza scaduto», un comportamento bollato allora come «disumano» anche dai vertici del ministero della Giustizia. La contrapposizione tra Merkel e Maaßen si è riproposta questo 2018: il filmato contestato dal medesimo era stato in precedenza giudicato più che attendibile dagli advisor della cancelliera, che infatti vi aveva fatto riferimento giorni prima proprio per condannare le violenze razziste di Chemnitz.

MAASSEN SEEHOFERMAASSEN SEEHOFER
Con la polemica dell'intervista negazionista, le indiscrezioni di altri media come il magazine der Spiegel hanno portato alla luce i contatti di Maaßen anche con il movimento di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD). Maassen ha avuto centinaia di contatti informali con i partiti. Con l'estrema destra di Afd anche prima che entrasse in parlamento

GLI INCONTRI DI AFD CON MAASSEN
Per il suo lavoro, l'ex capo dei servizi interni è risultato aver avuto più di 230 contatti informali con politici, cinque dei quali con esponenti di AfD. Il punto è che lo ha fatto anche prima che il partito, con l'exploit alle elezioni del 2017, entrasse in parlamento.

chemnitz 8CHEMNITZ 8
Nel 2015 il movimento populista e con esponenti nostalgici del Terzo Reich era ancora ostracizzato dalla maggioranza dei tedeschi e dagli stessi partiti tradizionali, che hanno vissuto come uno choc l'ingresso dei deputati di AfD tra al Bundestag: nessun partito voleva sedersi accanto a loro all'apertura della nuova legislatura, nello scaricabarile i liberali della Fdp hanno dovuto fare buon viso a cattiva sorte.

Eppure, tre anni fa, Maaßen già si era incontrato due volte con l'allora leader del movimento, Frauke Petry. E nel mezzo ci sarebbe stata una visita del capo del Bfs al ministero dell'Interno regionale della Saarland che stava valutando di far attenzionare esponenti di AfD dai servizi.

SALVINI SEEHOFERSALVINI SEEHOFER
LE SOFFIATE DEGLI 007 ALL'ESTREMA DESTRA
Non soltanto, in questi anni, sarebbero stati passati ai dirigenti di AfD, come probabilmente ad altri partiti, rapporti dell'intelligence sul pericolo del terrorismo islamico, prima della loro diffusione.

In tedesco i servizi segreti interni sono chiamati di Bundesverfassungsdiest, di difesa della costituzione: il loro compito è proteggere l'ordinamento democratico da attacchi e minacce eversive, anche e, soprattutto in passato, da parte di formazioni interne di estremisti.

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L'obiettivo degli abboccamenti tra AfD e Maaßen sarebbe stato proprio orientare l'intelligence interna a essere più indulgente verso le forze politiche della destra radicale, concentrandosi viceversa a monitorare i movimenti della sinistra radicale extraparlamentare, oltre che sui gruppi religiosi islamici. In cambio, AfD si sarebbe impegnata a tenersi – almeno di facciata – alla larga da gruppi dichiaratamente revisionisti del nazismo.

IL RECORD DI ISCRITTI DELLE FORZE DELL'ORDINE IN AFD
FRAUKE PETRYFRAUKE PETRY

L'etichetta di partito neonazista era una delle massime preoccupazioni di Petry, uscita infine da AfD proprio per la deriva, a suo dire, «nella destra troppo estrema». Da allora Maaßen aveva continuato a coltivare rapporti con i leader successivi di AfD, che, come riportato da Lettera43.it, alla tornata delle Legislative del 2017 ha avuto il record tra candidati e iscritti giudici e procuratori, agenti della polizia e soldati dell'esercito in congedo o in sospensiva.

In Germania – e non solo – l'estrema destra miete consensi negli ambienti delle forze dell'ordine, della sicurezza e della magistratura. L'ennesima conferma degli intrecci era stata, durante le calde manifestazioni di Chemnitz, l'allontanamento di una troupe televisiva tra un corteo xenofobo da parte di agenti della polizia, chiamati a intervenire da un loro collaboratore del sottobosco neonazi.

LA MONTATURA DEI SOLDATI NEO-NAZI CONTRO I MIGRANTI
FRAUKE PETRYFRAUKE PETRY
Altri gravi scandali hanno di recente segnato l'apparato militare della Germania, divisa e smilitarizzata dopo la disfatta di Hitler. Nel 2017, in risposta a un'interpellanza parlamentare della sinistra radicale (Linke), il ministero della Difesa ha confermato oltre 430 soldati indagati per sospetta appartenenza o sostegno a gruppi xenofobi, alcune delle frasi trapelate dalle intercettazioni («spariamo ai negri fino a fargli saltare le teste») da parte del contingente in partenza per il Mali sono scioccanti.

Nell'intervista incediaria, Maaßen aveva lasciato intendere di sospettare montature dell'estrema sinistra o di chi è vicino ai richiedenti asilo sul filmati di Chemnitz, ma è certo invece, almeno in un'altra occasione, il contrario: sempre nel 2017, un soldato tedesco è stato scoperto a spacciarsi per un rifugiato in un centro-profughi in Germania; il piano, concepito con altri commilitoni di estrema destra, prevedeva falsi attentati da addossare agli immigrati.

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Il ministro dell'Interno tedesco la pensa come l'ex capo dell'intelligence e lo ha protetto fino all'ultimo

LE ELEZIONI DEL PRIMO OTTOBRE IN BAVIERA
Durante la perquisizione, in mano al soldato neonazi sbucò anche una lista di target istituzionali da colpire, incluso il capo dello Stato. L'opposizione della Linke e dei Verdi hanno più volte richiamato il governo alla mano più dura contro queste frange.

sebastian kurz horst seehofer 6SEBASTIAN KURZ HORST SEEHOFER



Ma Merkel, che si è battuta invano per la messa fuorilegge del partito neonazista Npd – mai entrato in parlamento al contrario di AfD –, e la stessa ministra della Difesa Ursula von der Leyen, che ha duramente condannato le simpatie neonaziste nella Bundeswehr, possono poco: con i militari in questione, non di rado i comandi chiudono un occhio e AfD è ormai un partito integrato nella politica e nelle istituzioni democratiche.

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Con le delicate elezioni regionali in Baviera del primo ottobre 2018 alle porte, la cancelliera ha ancor più le mani legate: l'ex governatore del Land Seehofer, che la pensa come Maaßen proteggendolo fino all'ultimo, è l'ago della bilancia e può staccare la spina alla Grande coalizione.

Fonte: qui