9 dicembre forconi

mercoledì 2 gennaio 2019

TERREMOTO DI MAGNITUDO 4.2 AL CONFINE TRA LAZIO E ABRUZZO



DOPO LA PRIMA SCOSSA REGISTRATA ALLE 19.37 DI IERI, LO SCIAME È PROSEGUITO DURANTE LA NOTTE. TRENI FERMI E VERIFICHE AI VIADOTTI DELLA STRADA DEI PARCHI



terremoto provincia l'aquilaTERREMOTO PROVINCIA L'AQUILA
Una forte scossa di terremoto è stata registrata al confine tra Lazio e Abruzzo alle 19.37. L'istituto nazionale di vulcanologia ha registrato una magnitudo di 4.2 con epicentero a Collelongo (L'Aquila), nella zona della Marsica. La profondità è stata di 17 chilometri. Il sisma è stato avvertito in una vasta area, da Avezzano a Sora e sino a Cassino e Frosinone. Grande allarme tra la popolazione con messaggi sui social network. Il terremoto, più debolmente è stato avvertito anche nella zona sud-est di Roma e nell'area metropolitana.

Epicentro nel Fucino. La scossa di terremoto delle 19:37 è avvenuta nella zona della piana del Fucino, vicino alla località di villeggiatura di Villavallelonga. Il sisma è stato avvertito anche in tutta la Valle di Roveto e nel Sorano. Alla prima scossa ne è seguita un'altra, alle 19.53, di magnitudo molto inferiore, pari a 0.9.

terremoto provincia l'aquila 3TERREMOTO PROVINCIA L'AQUILA
Come dimostrano le testimonianze sull'app dell'EMSC, la scossa di terremoto, di natura chiaramente ondulatoria, è stata avvertita in modo distinto nelle province dell'Aquila e di Frosinone. Tanta paura per la popolazione residente nelle aree epicentrali, ma non si registrano al momento danni a persone o cose.

La scossa di terremoto di magnitudo 4.2, con epicentro a Collelongo (L'Aquila), centro situato a circa 54 chilometri dall'Aquila, è stata registrata è stata avvertita anche nei paesi limitrofi fino a propagarsi per tutta la Marsica: ad Avezzano le persone si sono riversate nelle strade. Al momento non risultano chiamate d'emergenza al 118.

terremoto provincia l'aquila 1TERREMOTO PROVINCIA L'AQUILA
Dopo la scossa di terremoto registrata in Abruzzo «non risultano al momento danni a persone o cose»: è quanto afferma il Dipartimento della Protezione Civile in un tweet, dopo le prime verifiche della Sala Situazione Italia in contatto con strutture di protezione civile.

Una terza scossa sempre con epicentro Collelongo (L'Aquila), questa volta con magnitudo 1.4, viene segnalata dall'Ingv alle 20.14. Segue le scosse di magnitudo 4.2 delle 19.37 e 0.9 delle 19.53.

STRADA DEI PARCHISTRADA DEI PARCHI
Treni fermi. Sono attualmente in corso verifiche tecniche sulle linee interessate dalla scossa sismica registrata in Abruzzo. La circolazione ferroviaria sulle linee Roma - Avezzano - Sulmona - Pescara, Avezzano - Roccasecca, Sulmona - L'Aquila è pertanto sospesa per i necessari controlli da parte dei tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane). Nessun treno è fermo in linea.
terremoto provincia l'aquila 2TERREMOTO PROVINCIA L'AQUILA

Non ci sono danni nei viadotti delle autostrade laziali ed abruzzesi A24 e A25 dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4.1 avvenuta alle 19.37 a Collelongo (L'Aquila): sono queste le risultanze delle verifiche effettuate dagli ausiliari del traffico della concessionaria Strada dei Parchi. Lo fanno sapere fonti della Spa del gruppo dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto. In particolare, i controlli più approfonditi sono stati riservati nelle infrastrutture autostradali di Avezzano, Celano e Pescina, i tratti più prossimi al comune marsicano.
VIADOTTO USURATO STRADA DEI PARCHIVIADOTTO USURATO STRADA DEI PARCHI

«Quei tratti tra l'altro - fa sapere ancora Strada dei Parchi - sono stati oggetto nel giugno scorso di interventi anti-scalinamento, una operazione che complessivamente è costata 172 milioni di euro». Strada dei Parchi non ha ancora a disposizione i 192 milioni di euro inseriti nel decreto Genova finalizzati alla messa in sicurezza sismica dei viadotti delle due autostrade: lavori sono stati avviati in 8 dei 13 viadotti in condizioni peggiori con fondi della società. In un post su Facebook la società concessionaria sottolinea comunque che le due autostrade sono aperte e che le verifiche sotto i viadotti continuano e ci saranno nuovi aggiornamenti.

Fonte: qui

Le espulsioni spaccano i 5 Stelle, fronda di 40 parlamentari. Si restringono i numeri al Senato


MA DI QUALI CAMBIAMENTI PARLANO???  MAH ... EVIDENTEMENTE VI PIACE IL GRANDE FRATELLO IN VERSIONE POLTRONIFICIO! 
MILANO Trenta, forse quaranta parlamentari pronti a chiedere delucidazioni pubbliche sul metodo. E sul percorso futuro. Oltre a numeri sempre più incerti al Senato. Il Movimento ha scelto la linea dura con i dissidenti: il 31 dicembre con un post sul blog sono state annunciate le espulsioni di due senatori – Gregorio De Falco e Saverio De Bonis — e di due eurodeputati (Giulia Moi e Marco Valli).
Per il senatore Lello Ciampolillo un richiamo, mentre il procedimento per Elena Fattori (che ha chiesto spiegazioni al capogruppo a Palazzo Madama Stefano Patuanelli) e Paola Nugnes è pendente. Archiviati invece i casi di Matteo Mantero e Virginia La Mura. Una soluzione decisa che ha scatenato una discussione in seno ai pentastellati, sia sul blog sia tra gli eletti.
Lettore video di: Mediaset (Informativa sulla privacy)
Sul sito di riferimento del Movimento si registrano oltre trecento interventi e una buona fetta ha toni critici. Fabio Preganziol chiede «Chi ha violato cosa?» e si firma «un elettore che a questo punto si pente sempre più di non aver continuato ad astenersi». Sandro Marrone, invece, è preoccupato dagli scenari futuri: «Ottimo, ora abbiamo due senatori in meno e abbiamo indicato la strada a quegli eventuali altri, allettati dalle offerte dei partitocrati». Diversi anche i post a sostegno della scelta. «Noi abbiamo delle regole: se all’interno dei gruppi, specie se si è al governo, ci sono posizioni diverse, si decide a maggioranza e quella decisa è la posizione del gruppo», scrive un utente con il nickname Karl Kraus.
La frattura della base pentastellata si riscontra anche nei gruppi parlamentari. L’ala ortodossa è in fermento e tra Camera e Senato sono circa 30-40 i parlamentari che chiedono chiarimenti. C’è chi si espone direttamente sui social network. A partire dai deputati. Luigi Gallo parla di decisione «assurda» e sottolinea: «Non c’è mai stata un’assemblea con una votazione interna, né su Rousseau, sui temi delicati». Gilda Sportiello attacca: «Forse più che di provvedimenti e sanzioni ciò di cui necessita il Movimento sono spazi di confronto». E ancora: «Provvedimenti di questo tipo dimostrano debolezza non forza». Gloria Vizzini esprime solidarietà a Gregorio De Falco: «Il dissenso e il diritto di critica sono indice di democrazia, vanno gestiti e non repressi». Stessa linea anche per Sara Cunial che bolla i dissidenti puniti dai probiviri come «uomini d’onore». Al Senato Matteo Mantero, in un post, cita la «Canzone del maggio» di Fabrizio De André: «Per quanto voi vi crediate assolti, siete lo stesso coinvolti».

Intanto, la decisione dei probiviri rischia anche di avere ricadute politiche, con la maggioranza che perde due pedine e al momento può contare solo su un scarto risicato (165 parlamentari tra Lega e M5S, quando l’asticella del quorum è a quota 161). A dare man forte, però, ci sono spesso due ex pentastellati (Maurizio Buccarella e Carlo Martelli) e due esponenti del Maie (Riccardo Antonio Merlo e Adriano Cairo). De Bonis ha detto che sta meditando sulle dimissioni: in questo caso se l’Aula accetterà il passo indietro del senatore, come per l’ultimo espulso del Movimento, il velista Andrea Mura, si procederà ad elezioni suppletive nel collegio uninominale in cui De Bonis è stato eletto. L’ala governista, però, dribbla le preoccupazioni: «Le regole vanno rispettate a qualsiasi costo. I numeri sono con noi».
Fonte: qui

martedì 1 gennaio 2019

PREPARATEVI AL BOTTO!

Quello che il Presidente della Repubblica non può dire agli italiani
Siamo giunti alle Colonne d’Ercole rappresentate dall’anno che chiuderà il secondo decennio del secolo e il mio ormai proverbiale messaggio alla nazione, stavolta, trabocca di ottimismo panglossiano per la traversata verso l’Ignoto che si staglia all’orizzonte dal coacervo di travi che compongono questa tragica Zattera battente bandiera Minkiolandia! Allora Forchielli ha sbroccato, direte voi. Non si tratta di brocca. Si tratta dell’affresco a tinte violente di sensazioni che mi turbinano nell’occipite. Sono ottimista sugli italiani, non sull’Italia. Qualche anno fa lo disse anche Indro Montanelli in una celebre intervista. Alla domanda di Alain Elkann sul futuro dell’Italia, rispose: “Per l’Italia nessuno, perché un Paese che ignora il proprio ieri, non può avere un domani. Mentre il futuro degli italiani sarà brillantissimo perché sono i meglio qualificati a entrare in un calderone multinazionale, perché non hanno resistenze nazionali”. E da quando Montanelli è andato a far compagnia a Prezzolini nell’empireo degli italiani col vetriolo nelle vene, le cose non sono migliorate. Hanno imboccato il sentiero che rasenta il burrone.
Perciò, in sintesi, italiani sì, Italia no. D’altronde lo avrete notato: anche i miei commenti sui social riguardano sempre meno i fatti della politica italiana. Perché? Perché dovrei entrare in modalità loop infinito volgarmente detto disco rotto. Siamo alla quinta replica di un  polpettone della peggiore commedia pecoreccia, dove quello che succede è stato ampiamente previsto, tra una pernacchia, la coscia di una velina a distrarci e la battutaccia greve di un guitto che non sa recitare. Questo è il palcoscenico o il palcoscenico che dir si voglia della politica nostrana.
Andate a rileggervi Il Potere è noioso, pubblicato nel 2016. È già tutto lì. Ieri come oggi, identico al domani. Sono come Paolo Fox che non sbaglia un oroscopo. Ecco, forse la vera sorpresa è nelle tempistiche. Nel senso che la nostra classe dirigente ha accelerato bruscamente sulla traiettoria del disastro. Sta spingendo il piede sul gas a martello. Di Maio e Salvini sono come Thelma & Louise verso il burrone, a manetta. E se la speranza è il ritorno in patria di Di Battista “Cuore di Panna” (come si faceva chiamare quando faceva l’animatore nei villaggi) o il ritorno di Renzi e Boschi – i meravigliosi figli di cotanti padri – o del nuovo segretario del PD (chiunque sarà), beh, allora vale la pena guardarsi negli occhi in attesa dello schianto. Thelma & Louise stiamo arrivando!!!
Ma che ci piaccia o no questo governo sovranista – che rappresenta l’umore di tanta gente anche in altri Paesi d’Occidente – è l’ineluttabile conseguenza del – a suo modo – certosino e instancabile lavoro della classe politica (e dirigenziale) italiana, che negli ultimi decenni ha espresso un nugolo di  brocchi o ladroni o, peggio ancora, brocchi e ladroni. Quindi, come si può dare torto alla gente che ha votato i sovranisti?
A lungo andare i cittadini hanno capito che la classe politico-dirigenziale italiana degli ultimi due decenni, da estrema destra a estrema sinistra, ha pensato solo, nella migliore delle ipotesi, a spolpare la carcassa di un’economia un tempo ragionevolmente florida, costruita sui sacrifici. Mentre, nella peggiore, come in tanti altri posti in Occidente, ha penalizzato consapevolmente la classe media, sacrificandola per la globalizzazione accelerata, che ha creato un certo benessere nella classe media asiatica a scapito di quella del resto del mondo: 500 milioni di asiatici che stanno sempre meglio contro l’Occidente, che inevitabilmente ci ha rimesso.
Con un ulteriore problema sostanziale. Perché il VAR (acronimo di Video Assistant Referee, ovvero della moviola che aiuta gli arbitri), nel calcio internazionale che conta, l’abbiamo adottato per primi? Perché non ci fidiamo. Quindi la scarsissima fiducia negli arbitri italiani, come nella classe dirigente del nostro Paese, ha innescato un meccanismo perverso nella società civile dove i cittadini, non fidandosi (quasi sempre a ragione), vogliono tutto e subito: pensioni, sussidi, reddito di cittadinanza, eccetera, eccetera. Purtroppo però una società che riesca a funzionare con efficienza va costruita nel tempo. Ma da noi il tempo è scaduto perché la cittadinanza, compresa anche la borghesia, non si fida più. E questa è una tragedia, anche perché all’orizzonte non ci sono soluzioni, visto che purtroppo non abbiamo leader in grado di invertire la rotta.
Fateci caso, alcuni regimi asiatici più autoritari sono quelli che riescono a tracciare vie più veloci per la crescita dei loro Paesi. Certo non vogliamo che accada lo stesso da noi, perché vorrebbe dire fare un passo indietro nel diritto, però anche questa corsa a due velocità ci rende perdenti – l’Occidente democratico nel suo complesso – nei loro confronti a livello globale.
Nel mio piccolo – anche con il recente Muovete il culo – ho cercato di stimolare i giovani e i meno giovani. Senza ripetermi e rischiare di diventare pesante come la ghisa, devo suggerirvi almeno di staccare la testa da quello che succede in Italia. Perché? Semplice. Vi distrae e vi deprime. Dovete tirare dritto e concentrarvi verso attività significative. Nel senso che chi è giovane deve orientarsi nel mondo. Oggi la tecnologia (e l’innovazione in genere) è più importante di ogni altro aspetto. Studiatela. Meglio una specializzazione ingegneristica che un MBA – al posto del mio master ad Harvard, oggi mi specializzerei in fisica. E viaggiate, aprite gli occhi, annusate l’aria, inalate le novità Andate a studiare all’estero. Se non potete farlo, fate corsi (seri) online.
Fermi tutti. Ho un consiglio anche per i vecchi arnesi come me. Meno social e più sociale! Cioè smettete con i social – o calate almeno un po’ – e pensate al sociale. Fate volontariato. Ragazzi (pensionati), lo Stato non ce la fa più, tocca dare una mano.
Detto questo, io sono “Bottista”. Nel senso che da anni dico che l’Italia farà il botto. E per un certo aspetto un grande trauma – una volta era una guerra, oggi è una crisi economica, come il default oppure anche le “lacrime” e il “sangue” che ci chiede l’Europa o altro ancora – non può che dare una scossa salvifica a un popolo che si è abituato a vivere sulle pensioni dei padri e dei nonni e con gli studenti 25-30enni che passano il giorno davanti alla Playstation. Siete fuori corso? Per favore, andate a fare un part-time in cantiere, al mercato ortofrutticolo o venite da me a Imola a raccogliere le albicocche.
Devo anche ammettere che adesso che la tensione sale, che i valori macro del Paese scendono e che la guida è affidata a gente che nella vita ha fatto solo (tanta o poca che sia) politica, sì, devo ammettere che mi assale la paura perché non so cosa succederà.
Di sicuro, però, so che in fondo al cuore sono comunque ottimista. E sapete perché? Perché qualsiasi cosa possa accadere, la nostra società avrà la forza di risorgere. Serve l’impegno di tutti gli italiani, migliorandoci singolarmente, giorno dopo giorno. Studenti, professionisti, lavoratori, pensionati, calciatori, veline… Tutti, a vario titolo, devono… muovere il culo!
Il principio, per stare al passo col resto del mondo che corre veloce, è l’idea del meno e del più. Meno discoteche, meno videogiochi, meno “apericene”, meno weekend lunghi in giro a cazzeggiare, meno bocciofile e campi da golf, meno commenti sui social di critica non costruttiva o, peggio, di diffusione di menzogne. E più impegno per studio, lavoro, formazione e attività civiche. Forse tutto ciò non basterà ma è inevitabile, necessario.
E volete sapere una cosa? Nonostante io sia sempre in giro per il mondo, il mio cuore è in Italia e la vecchiaia la passerò qui, garantito. Altroché le carampane di Boca Raton o le badanti sulle spiagge della Tailandia o Boston, con i suoi genietti delle biotecnologie, dove però fa un freddo cane.
Da pensionato mi impegnerò sempre di più per gli altri e se arrivo a 80 anni, ve lo prometto, scenderò in politica! Farò come Achille Lauro quella volta a Napoli. Lui con le scarpe e io con gli AirPods per l’iPhone 20. Quello destro prima delle elezioni e il sinistro dopo. A 85 anni compro il Bologna da quel “plumone” di Saputo che non ne azzecca una e vinco la Champions. Ma nel frattempo, finché posso, con il mio Mandarin continuo a investire in società italiane piccole e medie che sono un grande patrimonio dell’umanità e non meritano di scomparire.
Ah, stavo per dimenticarmi, mi raccomando non comprate titoli di Stato italiani. Primo: perché prima o poi lo prendete nel fiocco. Secondo: a loro, alla classe dirigente del Paese, serve come il pane a un affamato che continuiate a pagare il – loro – debito comprando i titoli di Stato. Contano su quello per continuare a campare, come i tossici col metadone. Quindi smettete di comprarli e loro, finalmente, dovranno andare in cantiere, al mercato ortofrutticolo o venire a raccogliere le albicocche a casa mia.
Presto si tornerà alle urne. Non fate cazzate e non votate contro l’Europa. Con i suoi difetti e le sue mille ipocrisie, i falsi profeti e i soloni in panciolle, rappresenta comunque l’unico disegno geopolitico-economico possibile per il futuro di 28 Staterelli che da soli non valgono niente sulla scena mondiale e ci vuole un attimo a diventare una colonia cinese. Con l’idea della svalutazione competitiva che è un modello giusto per gli anni Settanta, ma nel 2020 è una scemenza pazzesca e chi la sostiene va preso a calci nel culo; ossia, vi viene in mente qualche Paese che l’abbia utilizzata in tempi recenti con successo?
Va da sé che dovete selezionare i media in funzione dei programmi di qualità. Siete quello che guardate, ricordatevelo. Perché se tifate per Corona, valete, come morale, i soldi falsi che piazzava ai tempi, quando l’hanno beccato al distributore di benzina. E poi smettetela una buona volta di menare le donne, frustrati che non siete altro. E per quanto riguarda i social, ve lo ridico, usateli con cautela. Anche io sono stato tentato di lasciare Facebook perché le strategie oscure e il paraculismo di Zuckerberg non mi rappresentano però ho ceduto al fatto che avrei perso centinaia e centinaia di amici con il quale chiacchiero dall’altra parte del mondo.
In conclusione, dovremo sempre di più fare i conti con la salute del pianeta e applicare la tecnologia – che ci salverà e migliorerà sempre di più le nostre vite (dall’intelligenza artificiale alle nano tecnologie alla bioscienza fino alla mobilità in terra-cielo-mare del futuro) – ma, attenzione, con intelligenza.
Ecco, l’intelligenza.
Sapete perché sono ottimista per il futuro? Per l’intelligenza.
Se vogliamo salvarci, dobbiamo usarla.
Viva gli italiani, ma solo quelli intelligenti!

lunedì 31 dicembre 2018

LE GRANDI ABBUFFATE NATALIZIE POSSONO FAR AUMENTARE IL GIROVITA, MA ANCHE IL COLESTEROLO DEL 20% RISPETTO ALL'ESTATE


MASSIMO FINZI: ''LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE RISPONDE CHE È UNA SOSTANZA PERICOLOSA PER LE ARTERIE, CHE PROVOCA L’INFARTO O L’ICTUS E CHE È BENE ABBASSARNE IL LIVELLO. MA DAVVERO È UN KILLER SILENZIOSO DELL’APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO? ECCO COME STANNO LE COSE…”

Massimo Finzi per Dagospia

Alla domanda ”che cosa è il colesterolo” la maggior parte delle persone risponde che è una sostanza pericolosa per le arterie, che provoca l’infarto o l’ictus e che comunque è bene abbassarne il livello più  possibile.  Ma davvero il colesterolo è  un killer silenzioso del nostro apparato cardiocircolatorio? In realtà la situazione è molto più complessa perché il colesterolo, assente nel mondo vegetale, rappresenta una sostanza indispensabile nel mondo animale e nell’uomo in particolare.
 
Durante la gravidanza il livello di colesterolo sale di molto perché questa sostanza interviene favorevolmente nello sviluppo del feto e l’uso sconsiderato di farmaci per abbassarne il livello durante la gestazione ha determinato danni al prodotto del concepimento.

Il colesterolo è essenziale per l’integrità e il funzionamento delle membrane di tutte le cellule, costituisce “il mattone” con il quale l’organismo fabbrica gli ormoni maschili e femminili, quelli della corteccia surrenale, rappresenta il precursore della vitamina D che si formerà sotto azione dei raggi ultravioletti, è il costituente essenziale della guaina mielinica che riveste le fibre del sistema nervoso e infine concorre in maniera determinante alla formazione della bile così importante ai fini della digestione.
COLESTEROLOCOLESTEROLO

Ma allora questo colesterolo è utile o dannoso? Gli studi epidemiologici condotti su grandi numeri e   seguiti nel tempo hanno evidenziato dati interessanti: ad un aumento della colesterolemia (colesterolo nel sangue) corrisponde un aumento progressivo delle malattie cardiovascolari, ma se si vanno a considerare tutti gli eventi negativi (quindi non solo quelli cardiovascolari) assistiamo ad una cosiddetta curva ad U. Cosa vuol dire?

COLESTEROLOCOLESTEROLO
Significa che solo nel tratto intermedio della curva si registra scarsa morbilità e mortalità, mentre queste aumentano sia per valori troppo alti che per quelli troppo bassi di colesterolo. I valori alti si accompagnano a disturbi vascolari, mentre quelli troppo bassi sembrano associati ad un numero più elevato di tumori polmonari, di casi di depressione e di altre patologie ancora in fase di studio. Il tratto intermedio della curva ad U, che corrisponde ad una migliore speranza di vita, colloca i valori ottimali del colesterolo tra 160 e 200 per l’uomo mentre nelle donne questi valori aumentano di 40 punti sia nei valori minimi che massimi.

COLESTEROLOCOLESTEROLO
Da dove origina il colesterolo? In parte deriva dall’alimentazione (colesterolo esogeno), ma una parte preponderante viene sintetizzata dal fegato (colesterolo endogeno). Non abbiamo strumenti per identificare la ripartizione percentuale tra quota endogena ed esogena, pertanto, di fronte ad un livello elevato di colesterolo, prima di intraprendere la terapia che inibisce la sintesi epatica, viene  suggerita una dieta di tre mesi per ridurre drasticamente la quota esogena. Se al termine di questo periodo il colesterolo è rientrato nei limiti significa che la parte esogena era predominante, in caso contrario si dovrà ricorrere ad una terapia che agisca sulla produzione endogena.
colesteroloCOLESTEROLO

Ma il colesterolo è un’unica sostanza? No, nel colesterolo si distinguono varie frazioni, ma le due più conosciute sono le frazioni HDL  e LDL: la prima ha funzione protettiva mentre la seconda è più direttamente correlata al rischio cardiovascolare. Quindi a parità di colesterolemia è condizione più favorevole avere alta la frazione HDL.

Ma sarebbe un errore attribuire al colesterolo, o alla sua frazione LDL, la responsabilità dei disturbi cardiovascolari perché questi rappresentano un classico esempio di malattie “multifattoriali” nel senso che la malattia si verifica con maggiore probabilità tanto maggiore è il numero dei fattori di rischio che concorrono.

Un valore elevato di colesterolemia, soprattutto nella frazione LDL, rappresenta solo uno dei fattori di rischio, ma trigliceridi, uricemia e omocisteina sopra la norma aggravano il quadro. Diabete e ipertensione moltiplicano il rischio. Da qualche anno si presta attenzione al giro vita: 102 per gli uomini e 88 per le donne; al di sopra di questi valori aumenta considerevolmente il rischio di infarto o ictus. Non meno importante  è lo stile di vita: il fumo, il consumo di alcool, la sedentarietà. Da quanto descritto emerge che il colesterolo elevato, specie a carico delle LDL, è un pessimo compagno di viaggio, ma la situazione si aggrava se la brutta compagnia diventa numerosa.

M5S espelle senatori De Falco e De Bonis


E eurodeputati Moi e Valli. Richiamo per Ciampolillo. Di Maio: 'Chi non sostiene il contratto di governo è fuori. Rispetto delle regole a costo di andare tutti a casa'

Ansa - "Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile. Oggi i probiviri si sono espressi con provvedimenti duri e giusti. Chi non sostiene il contratto di governo è fuori dal Movimento. Il rispetto degli elettori viene prima di tutto". Lo scrive, in un tweet, il leader del M5S e vicepremier Luigi Di Maio.

Il collegio dei Probiviri del M5S ha espulso dal Movimento i senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis, e gli eurodeputati Marco Valli e Giulia Moi. Lo comunica il blog delle Stelle in un post. Per il senatore Lello Ciampolillo il collegio dei probiviri ha optato per il richiamo. Archiviati invece i procedimenti disciplinari per i senatori Virginia La Mura e Matteo Mantero. Mentre, sugli altri due senatori dissidenti, Paola Nugnes e Elena Fattori, il M5S sottolinea come i procedimenti disciplinari sono ancora pendenti e non ancora conclusi con una decisione.

"Qualcuno crede che per il solo fatto di essere senatore allora sia indispensabile per il Governo e per questo possa trasgredire le regole che ha firmato. Non è così. Noi siamo gente seria che rispetta gli impegni presi con i cittadini. Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile. E se ci sono altri senatori o deputati che non intendono più sostenere il contratto di Governo, per quanto mi riguarda sono fuori dal MoVimento, anche a costo di andarcene tutti a casa" scrive su facebook, il vicepremier Di Maio. 

OGGI ARRIVERÀ IL DECRETO DEL MINISTERO PER STERILIZZARE L’AUMENTO DELLE TARIFFE AUTOSTRADALI

ASPI (GRUPPO BENETTON) HA GIÀ DATO LA DISPONIBILITÀ, MENTRE RESTA DA SCIOGLIERE IL NODO A24-A25 
IL GRUPPO TOTO, CHE GESTISCE LA “STRADA DEI PARCHI” POTREBBE FAR SCATTARE GLI AUMENTI NEL LAZIO E IN ABRUZZO DOPO LO SCONTRO CON ANAS
Umberto Mancini per “il Messaggero”

AUTOSTRADE CASELLOAUTOSTRADE CASELLO
Pedaggi congelati al casello per il 2019. Almeno per la rete gestita da Aspi, quella di Autostrade per l' Italia, la più estesa del Paese, mentre resta da sciogliere, a poche ore dal varo del decreto del Mit, il nodo che riguarda la Strada dei Parchi, che appartiene al gruppo Toto.

Anche per le altre tratte gli incrementi dovrebbero essere nulli o molto limitati in vista del confronto più ampio che si aprirà proprio al dicastero guidato da Danilo Toninelli. Di certo la riscrittura delle regole, fanno sapere le concessionarie autostradali, dovrà avvenire in una cornice chiara e trasparente, nel rispetto cioè delle convenzioni siglate e dei piani d' investimento.

PORTA STRETTA
autostradeAUTOSTRADE
Oggi, come noto, arriverà il verdetto del governo che di fatto ha chiesto la sterilizzazione degli aumenti delle tariffe. Aspi avrebbe già dato ampia disponibilità così come la Strada dei Parchi (A24-A25), accettando l' invito del ministro a discutere sul rapporto tra tariffe, andamento dell' inflazione e investimenti. E a farlo magari ogni anno e non ogni 5 come accade in certi casi.

STRADA DEI PARCHISTRADA DEI PARCHI
Di certo le convenzioni siglate non potranno essere stravolte, né modificate in maniera unilaterale. Anche perché i ricorsi, come accaduto in passato quando sono state congelate le tariffe, alla fine non farebbero che dar ragione alle concessionarie. La sterilizzazione sarà quindi a tempo, limitata, in attesa di un quadro regolatorio condiviso.

CESARE RAMADORICESARE RAMADORI
Tuttavia, come anticipato dal Messaggero, per la Strada dei Parchi (A24 e A25), quella che collega Roma all' Abruzzo, il congelamento degli aumenti potrebbe rivelarsi più problematico a causa del duro scontro con l' Anas. In una lettera la società si è infatti appellata al ministro Danilo Toninelli affinché eviti che Anas faccia ricadere «sugli utenti dell' A24-A25 il costo di ulteriori 75 milioni di euro relativi agli interessi sulle due rate del canone di concessione che devono essere sospese» per consentire la sterilizzazione delle tariffe ed evitare così il rincaro.
VIADOTTO USURATO STRADA DEI PARCHIVIADOTTO USURATO STRADA DEI PARCHI

Nella lettera l' ad di Strada dei Parchi, Cesare Ramadori, ha spiegato che un accordo con l' Anas era stato trovato «per il differimento al 2028 del versamento delle rate 2018 e 2019», ma che poi proprio l' Anas ha «aggiunto la pretesa di applicare sul valore delle rate posticipate (112.000.000 di euro), un tasso di interesse del 6% annuo al posto del tasso legale, come peraltro indicato dal Mit». Una proposta giudicata «inaccettabile».

Anche ieri, visto l' impasse, la società ha ribadito di essere pronta ad evitare aumenti al casello almeno fino al 31 marzo, ma solo a patto che l' Anas faccia marcia indietro. Se non sarà risolta la questione, gli automobilisti rischiano un aumento record di circa il 19% dei pedaggi. Questa mattina ci sarà l' incontro decisivo tra Anas e Mit per trovare un accordo.

LA MILANO SERRAVALLE
CESARE RAMADORI 1CESARE RAMADORI 
La società autostradale Milano Serravalle-Milano Tangenziali ha intanto deciso di sospendere fino al prossimo 31 gennaio l' adeguamento tariffario riconosciuto per il 2019. La sospensione dell' adeguamento tariffario riconosciuto in sede ministeriale - spiegano dalla società - deriva anche dalla «volontà di compensare, almeno in minima parte, i disagi arrecati all' utenza dalla chiusura parziale della Tangenziale Ovest di Milano, disposta per effettuare interventi di manutenzione straordinaria al viadotto di Rho».

Fonte: qui


Pedaggi, ecco cosa cambia al casello


Toninelli: 'Aumenti sospesi su 90% autostrade'

Ansa - "Grazie al duro lavoro fatto al Mit in questi ultimi giorni, e nonostante tantissimi ostacoli, ho firmato i decreti grazie ai quali, nel 2019, non scatterà nemmeno un centesimo di aumenti dei pedaggi sul 90% delle autostrade italiane". Lo scrive su Fb il ministro Danilo Toninelli, sottolineando che "nella maggior parte dei casi l'assenza di rincari è il risultato di una fruttuosa interlocuzione con i concessionari autostradali".


"Laddove l'accordo non si è raggiunto, come nel caso di Strada dei Parchi, che gestisce le arcinote A24-A25 - scrive ancora Toninelli - abbiamo agito emanando comunque l'apposito decreto di sterilizzazione degli esorbitanti rincari per gli utenti". Per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti "siamo di fronte a un risultato di cui vado molto fiero, un traguardo importante del Governo del cambiamento a favore dei cittadini, di tutti noi. Questo è quanto abbiamo fatto ereditando gli errori del passato. Per il futuro invece prevediamo pedaggi più bassi perché direttamente collegati con gli investimenti effettivi e non più presunti da parte dei concessionari. Una norma che abbiamo inserito nel decreto Genova e che è già legge. La rivoluzione è iniziata. Vi auguro dunque, e auguro a tutti noi, un 2019 ricco di tante altre grandi vittorie, sempre a favore dei cittadini onesti".
Strada dei Parchi, concessionaria delle autostrade A24 e A25, blocca di propria iniziativa gli aumenti dei pedaggi, di circa il 19%, che sarebbero scattati a mezzanotte. Lo rende noto la stessa azienda che ha deciso "nonostante l'incomprensibile posizione di Anas". La società ha deciso di sospendere gli aumenti dei pedaggi approvati dal Governo a fine 2017 e quelli previsti dalla Convenzione vigente per il 2019. L'intesa per la 'sterilizzazione' degli aumenti trovata con il Mit è saltata per opposizione dell'Anas. "Strada dei Parchi, società concessionaria delle autostrade A24 e A25 - si legge in una nota - nel prendere atto con rammarico delle ingiustificate pretese di Anas, che esige un tasso di interesse del 6% annuo al posto del tasso legale del 2% sulle rate posticipate 2018 e 2019 dovute quale prezzo della concessione, pretese reiterate nonostante gli inviti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti suo controllante, comunica agli utenti che a partire dalla mezzanotte di oggi e fino a quando il Governo non troverà un'adeguata soluzione normativa, ha deciso di sospendere gli aumenti dei pedaggi di A24 e A25 approvati dal Governo alla fine del 2017 e quelli previsti dalla Convenzione vigente per il 2019. Strada dei Parchi si dice fiduciosa che il MIT possa mettere al più presto la Concessionaria di A24 A25 e A25 nella possibilità di sottoscrivere il nuovo 'Piano economico e finanziario', in modo da affrontare in via definitiva la questione degli adeguamenti tariffari". Oggi il cda  dell'Anas "ha deliberato di avviare una negoziazione" anche con il Mit per "differire le rate 2017 e 2018 dovute da Strade dei Parchi per il corrispettivo della concessione, nonostante l'articolato e annoso contenzioso in essere". E' quanto si legge in una nota. La scelta arriva "in considerazione del significativo impatto sociale della iniziativa, rivolta primariamente alla tutela dell'interesse pubblico a mitigare un significativo incremento tariffario a partire dal 2019".
Autostrade: Stop 6 mesi a pedaggi in spirito collaborazione - Il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l'Italia ha determinato, condividendo tale iniziativa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di mantenere sulla propria rete l'attuale livello tariffario, senza quindi applicare all'utenza l'incremento sul pedaggio spettante alla concessionaria". Lo rende noto un comunicato nel quale si sottolinea che "Autostrade per l'Italia intende così supportare la crescita e la competitività del Paese mantenendo a proprio carico l'iniziativa per un periodo di sei mesi in un fattivo spirito di collaborazione con il governo".
Autovie: da ministero stop all'aumento dell'1,48%  -"Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha bloccato l'incremento delle tariffe sul 90% delle autostrade italiane fra le quali Autovie Venete. Il decreto, pervenuto ieri alle 21.52, facendo riferimento alla richiesta di adeguamento presentata da Autovie, pari all'1,48%, ha escluso il riconoscimento per l'anno 2019". Così Autovie Venete in una nota. Il ritocco delle tariffe, spiega la concessionaria, era stato "richiesto come riconoscimento di indennizzazione dell' inflazione per coprire i costi della terza corsia della A4, con aumenti dei pedaggi che sarebbero stati comunque molto contenuti tra i 5 e i 10 centesimi". Il Mit - riporta la nota - precisa che "la concessione è scaduta il 31 marzo 2017 e attualmente sono in corso di definizione i rapporti economici tra le parti. Eventuali recuperi tariffari saranno determinati al momento del subentro del nuovo concessionario". Autovie sottolinea infine che "non tutto ciò che incassa resta alla concessionaria. Una parte, pari al 2,5% circa va ad Anas, l'Iva va allo Stato, un'ulteriore quota viene utilizzata a copertura degli investimenti e un'altra, non di poco conto, è destinata alle spese di manutenzione: dalla gestione degli impianti tecnologici agli interventi più vari".
Cav: Mit autorizza aumento tariffe +2,06% -  Aumenti contenuti per i pedaggi autostradali sulle competenze di Concessioni Autostradali Venete Spa. Lo comunica oggi la concessionaria della A4 Venezia-Padova, passante di Mestre e A57 Tangenziale di Mestre. L'adeguamento scatta da oggi ed è stato comunicato ieri sera dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dopo tre anni di tariffe invariate per la maggior parte di classi di veicoli, il Mit ha riconosciuto un aggiornamento tariffario pari al 2,06%, che si traduce in un aumento massimo dei pedaggi di 10 centesimi per le auto e in alcuni casi di 20 centesimi per i mezzi pesanti. In particolare, la tariffa tra la barriera di Venezia-Mestre e Padova Est passa da 2,70 a 2,80 euro per le automobili e da 6,70 a 6,80 euro per gli autoarticolati a 5 assi. Aumenti più consistenti riguardano i mezzi pesanti a 5 assi su alcuni percorsi, come ad esempio tra i caselli della A57 (Venezia-Mestre, Mirano-Dolo e Mira-Oriago) e quelli del Passante: a Martellago-Scorzè da 9,40 a 9,60 euro, a Preganziol da 12,50 a 12,70 euro. "L'adeguamento - afferma la Presidente di CAV, Luisa Serato - è stato riconosciuto dal Mit anche sulla base della particolare mission della nostra società, che ha per vincolo statutario l'investimento complessivo degli utili in infrastrutture per il Veneto, di concerto con la Regione e lo stesso Ministero. Questo peculiare assetto societario rende CAV, società partecipata al 50% da Anas e al 50% dalla Regione Veneto, unica nel panorama delle concessioni autostradali italiane, per cui non è prevista alcuna redistribuzione dei dividendi fra i due soci". Sempre su richiesta di CAV, il Mit, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha concesso la proroga fino al 31 dicembre delle agevolazioni tariffarie che riguardano il traffico pendolare tra i caselli di Mirano-Dolo e Padova Est: sarà dunque valido anche per il nuovo anno l'abbonamento (adeguato al nuovo regime tariffario) che riguarda i residenti dei comuni di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga che effettuano almeno 20 transiti mensili tra le due stazioni, che sarebbe scaduto ieri.
A35 Brebemi, confermato lo sconto 20% anche nel 2019 - È stato confermato lo sconto sui pedaggi di A35 Brebemi. La promozione rinnovata anche quest'anno per tutto il 2019 "è stata pensata e fortemente voluta per abbassare i costi di percorrenza, compensando l'adeguamento tariffario comunicato dal Ministero dal primo gennaio 2019". Lo comunica la società in una nota spiegando di aver "deciso di rinnovare lo sconto del 20% per tutto il nuovo anno a tutti gli utenti dotati di Telepass Business e Family grazie alla promozione "Best Price", valida sette giorni su sette, per tutti gli spostamenti effettuati e su qualsiasi tratta in A35 Brebemi e A58 TEEM". Nelle prossime settimane, conclude la nota, "verrà annunciato anche un nuovo programma di incentivazione e fidelizzazione destinato a fornire ulteriori vantaggi ai Clienti A35 Brebemi".
Aumento del 6,32% per ll'Aosta-Monte Bianco - Tariffe autostradali più salate del 6,32% a partire da oggi sul tratto dell'A5 tra Aosta e il Traforo del Monte Bianco. Lo comunica la società Raccordo autostradale Valle d'Aosta. Per il 2019 vengono confermate le agevolazioni ai pendolari e residenti in Valle d'Aosta con veicoli di classe A (motocicli e autovetture) provvisti di Telepass che prevedono 2 transiti gratuiti ogni 4 e suoi multipli, fino ad un massimo di 48 transiti mensili). Il Ministero per le infrastrutture e trasporti ha autorizzato, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2019, l'aumento della percentuale di sconto al 68,5%. "Tale misura ha l'effetto di mantenere invariata la tariffa per i residenti-pendolari sui percorsi di competenza RAV rispetto a quella applicata nel 2017 e nel 2018", spiega la Rav spa. Fino al 31 dicembre 2019 restano in vigore anche le altre agevolazioni Telepass: l'utilizzo gratuito della tangenziale di Aosta e le riduzioni di importo nei transiti agli svincoli liberi di Aosta Ovest e Morgex.
A22, tariffe invariate nel 2019 - Anche per quest'anno resta in vigore il blocco delle tariffe sull'Autostrada del Brennero. Come nel 2015, 2016 e 2017 - informa l'A22 - anche il 2019 vedrà la conferma delle tariffe attualmente in vigore e dedotte dalla tariffa unitaria, calcolata e applicata secondo la formula del "Price Cap". Per il calcolo dettagliato delle diverse tratte e tipologie di mezzo si può consultare la sezione "Calcola pedaggio" sul sito www.autobrennero.it.